Andare in bagno in gravidanza: cause, sintomi e rimedi per il benessere intestinale

La stitichezza in gravidanza è un disturbo comune: interessa circa il 38% delle donne in questa fase della vita. Per tante future mamme, l’attesa del proprio bimbo spesso è meno dolce a causa di un problema che crea disagio e anche non poco imbarazzo: la difficoltà ad andare in bagno. Forse però potranno consolarsi un po’ sapendo che sono in ottima compagnia. Molte donne però si vergognano anche a parlarne con il proprio ginecologo: è un errore perché il medico può suggerirci delle soluzioni molto efficaci. La stipsi è un disturbo estremamente diffuso in persone di entrambi i sessi e di ogni età, soprattutto a causa della dieta povera di alimenti ricchi di fibre e liquidi e della sedentarietà. La stitichezza in gravidanza può presentarsi in qualsiasi settimana della gravidanza, non c’è un momento ben preciso. Chi ne soffriva già può vedere accentuati i sintomi, ma anche chi non ci ha mai avuto a che fare può sperimentare questo disagio.

illustrazione anatomica del sistema digerente sotto la pressione dell'utero in gravidanza

I meccanismi fisiologici della stipsi gravidica

All'origine del rallentamento del transito intestinale e dei conseguenti problemi ad andare in bagno tipici della gravidanza si ritiene ci sia soprattutto l'aumento dei livelli di progesterone innescato dal concepimento e persistente fino all'ultimo mese di gestazione. Il progesterone è un ormone la cui funzione principale è di tenere sotto controllo le contrazioni uterine. Viene in larga parte prodotto dalla placenta e funge da miorilassante per l’intera muscolatura del corpo, quindi anche della parte intestinale, causando il rallentamento della peristalsi.

Durante il primo trimestre, la causa principale del gonfiore e della stitichezza è rappresentata dalla maggiore quantità di progesterone che il corpo sta producendo. Questo incremento improvviso serve a preparare il corpo al parto, poiché ha lo scopo di prevenire le contrazioni dell'utero fino all'ottavo mese di gravidanza. Per farlo, il progesterone rilassa i muscoli intestinali e rallenta il processo di digestione del cibo, riducendo le contrazioni peristaltiche.

Con il procedere della gravidanza, questa stitichezza di origine ormonale è via via peggiorata dal crescente ingombro dell'utero, che aumenta progressivamente di dimensioni andando a comprimere l'intestino e rallentando ulteriormente il transito delle feci. Nell'ultimo trimestre di gravidanza, l'aumento dei livelli circolanti di aldosterone rappresenta un nuovo e prezioso alleato della stitichezza. L’aldosterone è l’ormone che fa assorbire di più liquidi ed elettroliti rallentando ulteriormente la motilità intestinale. Questa situazione peggiora con il progredire della gravidanza, ed è massima nel terzo trimestre.

Sintomi correlati e impatto sulla salute

La stipsi spesso è accompagnata da altri sintomi, come gonfiore addominale, dolori, spasmi. Ma non solo. Lo sforzo per evacuare e le feci dure possono far spuntare le emorroidi che, a loro volta, provocano dolore, prurito o sanguinamenti. Le ragadi anali sono una complicanza della stipsi: le feci dure possono provocare lesioni sanguinanti (rosso vivo) e dolore. Un altro dei fastidi direttamente correlati alla stitichezza in gravidanza è il meteorismo, ovvero la formazione di gas intestinale che può provocare fastidio e flatulenza.

La permanenza delle feci nell’intestino può essere fonte di cistiti e vaginiti dovute allo sviluppo di batteri responsabili di infezioni delle vie urinarie e genitali. La scarsa idratazione può provocare anche cistite. Sebbene la stipsi e la pancia gonfia siano sintomi fastidiosi durante la gravidanza, non creano problemi al feto. È importante sottolineare che la stitichezza non è un sintomo di preeclampsia. Questa condizione, chiamata anche gestosi, è piuttosto grave, si verifica nella seconda parte della gestazione con sintomi che possono interessare il tratto gastrointestinale ma senza causare stipsi.

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Alimentazione come prima linea di difesa

Per contenere il manifestarsi della stitichezza durante la gravidanza, è opportuno mantenere il corpo ben idratato. Una corretta alimentazione può essere d’aiuto, quindi è bene integrare la dieta con cibi ricchi di fibre che favoriscano il trattenimento dei liquidi nelle feci (frutta e verdura fresche, cereali integrali e legumi), evitare alimenti astringenti quali riso, mele e carote crude.

Il primo e più efficace provvedimento per combattere la stitichezza in gravidanza consiste nella quotidiana e regolare assunzione di almeno un paio di litri d'acqua. Tale raccomandazione è a dir poco fondamentale, non solo perché l'acqua è il costituente principale del nostro organismo, ma anche perché una dieta ricca di scorie e gli stessi lassativi perdono gran parte della loro efficacia fino a diventare dannosi, quando non vengono affiancati da un'abbondante assunzione di liquidi. L'ideale è condirle con pochissimo sale e un po' di olio extra-vergine di oliva che contribuisce ad ammorbidire le feci e a promuovere il transito intestinale. Da evitare invece i grassi saturi (come il burro) e i fritti, che appesantiscono la digestione ed esercitano un dimostrato "effetto tappo" a livello dell'intestino.

Le fibre si dividono in due categorie principali:

  1. Fibre solubili: si sciolgono facilmente nell’acqua e nell’intestino, assumendo una consistenza morbida e gelatinosa.
  2. Fibre insolubili: attraversano l’intestino rimanendo pressoché inalterate. L’aumento del volume fecale distende i muscoli intestinali, che reagiscono contraendosi e facilitando quindi il movimento espulsivo.

Stili di vita e gestione quotidiana

L’attività fisica, leggera ma costante, riesce a tonificare la muscolatura e a stimolare la motilità intestinale, favorendo la regolarità dell’alvo. Non è necessario improvvisarsi atleti, soprattutto se non si era molto orientate all'attività fisica prima del concepimento. È sufficiente passeggiare ogni giorno per almeno 30-45 minuti, abbastanza di buon passo. In alternativa, vanno benissimo il nuoto, la ginnastica dolce in acqua o a terra, la cyclette. La sedentarietà nei mesi della gestazione impigrisce l’intestino aumentando il rischio di stipsi. L’esercizio fisico contribuisce a mantenere l’aumento di peso nella norma, e ridurre i livelli di stress e ansia che possono contrarre l’intestino e bloccarlo.

Un altro aspetto da considerare per migliorare la funzionalità intestinale è l'atteggiamento che si adotta al momento di andare in bagno. Inutile stressarsi prevedendo già la necessità di sforzarsi con scarso esito: per riuscire ad andare di corpo più facilmente bisogna essere rilassate, prendersi il tempo necessario e non avere fretta di arrivare allo scopo tra un impegno e l'altro, né rimandare lo stimolo ad andare in bagno. Se, nonostante una situazione psicologica e ambientale ideale, non si riesce a defecare in tempi ragionevoli, non si deve insistere. Assumere una determinata posizione sul water può aiutare la donna incinta che soffre di stitichezza.

schema grafico sulla corretta postura da assumere sul water per facilitare l'evacuazione

Supporto integrativo e probiotici

Un altro intervento potenzialmente utile contro la stitichezza è rappresentato da preparati probiotici a base di lattobacilli e bifidobatteri. Questi prodotti non hanno effetti lassativi diretti, ma ottimizzando la composizione e l'attività della microflora intestinale contribuiscono a migliorare la consistenza delle feci e il transito intestinale. Si tratta di batteri vivi e vitali, ad azione benefica, in grado di ripristinare la microflora intestinale alterata e rafforzare la barriera intestinale.

Un altro intervento utile per migliorare la funzionalità intestinale in gravidanza consiste nell'assumere regolarmente preparati simbiotici a base di microrganismi probiotici specifici (in particolare, Lactobacillus rhamnosus e Saccaromyces Boulardii) e di sostanze prebiotiche (come, per esempio, i galatto-oligosaccaridi), in grado di supportare l'equilibrio della flora intestinale endogena. Per un'azione più specifica sulla stipsi, ma sempre di tipo naturale, si può fare riferimento a un integratore alimentare a base di psyllium, vitamine e Lactobacillus acidophilus. Lo psyllium è una fibra notoriamente in grado di favorire la regolarità del transito intestinale e la produzione di feci di volume e consistenza "normali".

Gestione farmacologica e precauzioni mediche

Non prendete iniziative autonome per quanto riguarda l’assunzione di tisane, miscele di erbe e lassativi: non risolvono in modo definitivo la stitichezza in gravidanza e oltretutto vanno presi con moderazione e sempre sotto controllo medico. In caso di stipsi ostinata in gravidanza è possibile ricorrere ad alcuni tipi di lassativi compatibili con la gestazione, ma solo dopo un attento consulto con il proprio ginecologo.

I principali approcci farmacologici includono:

  • Lassativi formanti massa: come lo psillio e la crusca, che aumentano il volume delle feci stimolando in modo naturale la loro espulsione.
  • Lassativi lubrificanti: come quelli a base di olio di vaselina, sicuri se usati occasionalmente.
  • Lassativi stimolanti: a base di senna o bisacodile, sono sicuri in gravidanza purché usati all’occorrenza.
  • Lassativi osmotici: a base di sali come il cloruro di sodio, o di zuccheri come il lattulosio, sono efficaci in gravidanza perché agiscono raccogliendo l’acqua dai cibi per rendere le feci più corpose e facili da eliminare.

La stitichezza in gravidanza è un disturbo comune che ha per lo più cause naturali. Per alleviare la stitichezza la futura mamma può usare rimedi naturali e facili strategie comportamentali. Le informazioni pubblicate in questo articolo non si sostituiscono al parere del medico.

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