Il legame profondo: perché il gatto ciuccia il collo del padrone

Il micio ha iniziato a ‘ciucciare’ la base del tuo collo? Che i gatti abbiano un modo tutto loro per dimostrare l’affetto nei confronti dei loro padroni, è risaputo. Tuttavia, questo comportamento specifico, che può apparire curioso o insolito, ha motivazioni profonde che affondano le radici nell'etologia felina, nello sviluppo psicofisico del gatto e nella natura del rapporto simbiotico che si instaura tra il felino e l’umano. Analizzare questo gesto significa esplorare il mondo interiore del gatto, scoprendo come ci veda non come una specie diversa, ma come una figura di riferimento essenziale.

gatto che cerca coccole sul collo del padrone

Il padrone come mamma: la percezione del felino

Da alcuni recenti studi è emerso che i cani vedono i propri umani come esseri differenti, di altra specie rispetto alla loro, a differenza dei felini che invece si comportano con noi come con i loro simili, proprio perché non notano alcuna differenza. Spesso infatti vanno ‘oltre’ il ruolo stesso del padrone: per alcuni gatti l’umano è la loro mamma e, come tale, è in grado di provvedere ai loro bisogni fisici. Il padrone viene associato automaticamente alla mamma e, in qualità di genitore, riceve delle attenzioni particolari da parte dei felini. Il gatto gli chiede amore e cerca di ‘succhiare’ il collo dell’umano come se fosse la mammella della mamma. Probabilmente il gesto va al di là del non ricevere il latte da quello sforzo, poiché è il loro modo di sentirsi ancora cuccioli e bisognosi di coccole, ricercando una sicurezza emotiva che solo la figura materna poteva garantire durante i primi giorni di vita.

Riflesso di suzione: un istinto naturale

Il riflesso di suzione è un riflesso naturale nei gattini presente alla nascita e normalmente scompare entro 23 giorni. Entro il terzo giorno, si sviluppa una forma di preferenza per i capezzoli, che può diventare molto rigida. Durante il comportamento di suzione il cucciolo esegue anche il cosiddetto comportamento del “fare la pasta” - ovvero accompagna l’allattamento con un impastamento ritmico alternando le zampe anteriori contro la ghiandola mammaria. Anche se impastare in questo caso non stimola la fuoriuscita di latte, i gatti adulti associano per tutta la loro vita il movimento dell’impasto con il gratificante comfort dell’allattamento. Dopo circa 3 settimane di età, la madre inizierà a diminuire le sessioni di allattamento, per incoraggiare lo svezzamento. I gattini allattati con il biberon che non hanno libero accesso alla madre, cercheranno, di conseguenza, un sostituto per la suzione, e l'istinto di cercare qualcosa di morbido, caldo e peloso è estremamente forte.

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Lo svezzamento precoce e le sue conseguenze

Una delle cause più comuni che portano un micio a succhiare il collo del padrone è il trauma o la necessità legata allo svezzamento precoce. Sia per motivi di salute, sia per la morte precoce di mamma gatta o per un allontanamento volontario, è probabile che il micio senta la mancanza della figura materna che, per qualche motivo, gli è stata negata. In un certo senso, si tratta di un trauma che il gatto tenta di compensare rivolgendosi all’umano. Quando un gatto viene separato troppo presto dalla mamma può sviluppare questo comportamento assieme a quello di ciucciare. Il gatto adulto, non avendo completato l'intero processo di distacco fisico ed emotivo, proietta sull'umano questo bisogno insoddisfatto, cercando nel collo una superficie che, per calore e vicinanza, ricorda la presenza materna.

Il gatto come animale sociale: le ragioni del leccamento

Vi sarà sicuramente capitato che il vostro gatto vi lecchi la mano, il braccio o il collo. Perché il mio gatto mi lecca? Mamma gatta lecca i suoi gattini fino a quattro mesi di età, periodo in cui avviene il momento del distacco dalla mamma e conseguente attaccamento al territorio. Il nostro gatto, quando ci lecca, sta esibendo un comportamento che ha imparato, solo con un ruolo diverso. Leccare il proprio umano è un rafforzamento del legame affettivo, proprio come mamma gatta lecca i suoi piccoli non soltanto per pulirli, ma anche per dare ai piccoli un odore che dimostri un'appartenenza. Quando il gatto lecca il proprio umano, non c’è nulla di male, anzi: è un segno di fiducia estrema. Leccando, il micio rimuove le molecole di odore estraneo e le ricopre con le proprie, definendoci come parte integrante della sua "colonia".

gatto che lecca la mano del suo umano come segno di affetto

Il bisogno di attenzioni e il legame simbiotico

Strettamente legato al discorso dello svezzamento precoce, vi è anche l’esigenza del felino di ricevere attenzioni e coccole. Sebbene abbia la fama di animale solitario e indipendente, il micio desidera la nostra compagnia, soprattutto se sente forte l’assenza della figura materna. La relazione simbiotica che si può venire a creare con l’umano può sfociare in comportamenti del genere: i felini cercano il contatto con il padrone e ricambiano l’affetto ricevuto ‘ciucciando’ il suo collo. Sicuramente si fida del suo umano, e da lui sente di non poter ricevere alcuna azione malvagia o cattiva. Se da un lato questo comportamento del felino ci riempie di gioia per l’ottimo rapporto costruito, dall’altra però dobbiamo sentire una forte responsabilità nei confronti del nostro micio: non dobbiamo deluderlo, pena la fine della sua fiducia nei nostri confronti.

Fattori genetici e predisposizione di razza

È possibile che sia anche una questione di razza? Può essere! Soprattutto i gatti di origine orientale, come il Siamese, sono molto legati ai loro padroni e sono sempre alla ricerca di un contatto fisico con loro. Non hanno bisogno di altro se hanno a disposizione il loro umano. È probabile che questo ‘attaccamento’ sia dovuto anche ad uno svezzamento precoce, ma la genetica gioca un ruolo nel modo in cui alcune razze esprimono il bisogno di vicinanza. I felini di origine orientale, per indole, hanno una maggiore predisposizione all’attaccamento nei confronti di chi considerano famiglia. Quello che fanno con il collo, potrebbero farlo anche con le coperte, associando a questo momento anche delle rumorose fusa: un segno inconfondibile di benessere che indica una necessità innata di prossimità.

Disagio, stress e segnali di allarme

Il fatto che un gatto succhi il collo del padrone potrebbe essere, al contrario, un segnale di forte disagio. Il micio potrebbe essere stressato e ansioso a causa di un trauma, di un incidente o di qualche evento che ha messo a dura prova la loro routine. È noto quanto i felini siano affezionati alla loro quotidianità e anche un cambiamento può metterli in crisi, come ad esempio un trasloco. Quindi, potrebbero cercare conforto succhiando il collo del padrone. Se il gatto mostra comportamenti ossessivo-compulsivi, come succhiarsi le zampe, masticare la coda o leccarsi i fianchi in modo persistente, è importante prestare attenzione. Questo comportamento non è pericoloso a meno che il micio non inizi a ingerire tessuti o altri oggetti non alimentari, il che può causare un blocco intestinale.

gatto in un ambiente domestico che osserva i cambiamenti

Come gestire e correggere il comportamento

Se il comportamento è frutto di un disagio o se semplicemente desideriamo che il micio non lo faccia più, è necessario contattare il nostro veterinario di fiducia o, meglio ancora, un etologo. L’esperto saprà come intervenire e capire qual è il problema alla base. Il micio dovrà essere ‘distratto’ dal suo intento, magari con giochi specifici. È importante che attorno a lui l’ambiente sia tranquillo e sereno, in modo da non stressarlo ulteriormente. Se il cucciolo lo fa su di noi, possiamo ridirigere il comportamento, sostituendoci con un oggetto (come un peluche) senza però mai sgridarlo e mai rifiutarlo, ma ridirigendolo molto delicatamente e continuando ad accarezzarlo. Non dobbiamo ricorrere al fai da te, poiché non sappiamo se rischiamo di danneggiarlo ancora di più invece che aiutarlo: comprendere la causa è il primo passo per garantire il benessere emotivo del proprio compagno felino.

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