Analisi della fertilità e del pH: Guida completa alla gestione del suolo

Il terreno rappresenta la base vitale per ogni intervento agronomico, dal giardinaggio all'agricoltura su larga scala. Conoscere le sue proprietà è essenziale per ottimizzarne la gestione, migliorare la produttività e prevenire problematiche legate a fertilità, drenaggio e struttura. Prima di approfondire il tema relativo alle analisi da effettuare per comprendere l’adeguatezza del suolo alla coltura di nostro interesse è doveroso aprire una parentesi su che cosa sia effettivamente il “terreno”. Per terreno, si intende quello strato superficiale della crosta terrestre che ospita gli apparati radicali delle piante coltivate o meno, ovvero ciò che risulta dalla disgregazione e alterazione delle rocce per le azioni fisiche, chimiche e biologiche. Tali processi di trasformazione vengono raccolti in un unico termine, la “pedogenesi”.

Sezione trasversale del profilo del suolo con i vari orizzonti

I pilastri della formazione e composizione del suolo

Il suolo è lo strato più superficiale della Terra e viene definito come un’entità naturale composta da solidi (50%), acqua (25%) e aria (25%). La frazione solida è a sua volta suddivisa in:

  • Sostanza inorganica (45%): Le particelle minerali, che a seconda delle loro dimensioni si suddividono in sabbia, limo e argilla.
  • Sostanza organica (5%): Formata da tessuti vegetali ed animali a diversi stadi di decomposizione. Queste sostanze influiscono su molte delle caratteristiche del suolo, come ad esempio la fertilità.

Ci sono cinque fattori principali che influenzano la formazione del suolo: clima, organismi, geologia di un’area, topografia e, infine, tempo. Questi sono gli aspetti principali che aiutano a comprendere quanto sia importante in agricoltura, e in particolare in canapicoltura, lavorare sulla base del concetto di “prevenzione”.

L’analisi del terreno: un investimento strategico

I suoli italiani sono caratterizzati da un elevato livello di eterogeneità, tanto che anche all’interno di una stessa azienda la natura chimica e fisica degli appezzamenti può variare sensibilmente. Per un imprenditore agricolo, comprendere questa variabilità e conoscere in modo approfondito i propri terreni è un requisito indispensabile per raggiungere alti obiettivi di resa, qualità e redditività. Un piano di fertilizzazione sostenibile, cioè che apporti una quantità di nutrienti calibrata in funzione delle asportazioni delle colture, non può prescindere dall’analisi fisica e chimica del terreno che deve effettuarsi ogni anno, soprattutto se l’azienda agricola non dispone di dati storici.

Si ricorda che è possibile effettuare le analisi durante tutte le fasi del ciclo colturale, oltre che per conoscere le caratteristiche del suolo ma anche per osservare gli andamenti delle colture in termini di apporti e asporti. Affinché i risultati dell’analisi abbiano valore, occorre che i campioni di terreno che giungono in laboratorio siano quanto più possibile rappresentativi della massa di suolo presente nel campo analizzato. L’alta eterogeneità dei terreni italiani fa sì che spesso, in uno stesso campo, si ritrovino due o più tipi di suoli con caratteristiche anche molto diverse tra loro. Occorre quindi che il campione raccolto in un appezzamento sia composto da numerosi sottocampioni, in grado di descrivere la situazione media del campo analizzato.

Tecnico che preleva campioni di terreno in campo

Nell’arco di oltre 15 anni di attività, il nostro Laboratorio ha raccolto ed analizzato complessivamente oltre 130.000 campioni di suolo, provenienti da tutte le regioni d’Italia e da tutte le situazioni pedoclimatiche del nostro paese. Il "Quad Pioneer" è attrezzato con un software GPS che offre il vantaggio di poter pianificare il campionamento secondo criteri spaziali, con griglie di campionamento che suddividono gli appezzamenti in aree quanto più omogenee.

Parametri chimico-fisici e interpretazione dei dati

In fase iniziale, sarà dunque buona norma andare ad indagare sulle caratteristiche delle proprietà fisiche e chimiche del terreno. Tale indagine dovrà orientarsi dapprima sullo studio della tessitura mediante l’analisi granulometrica che ci permetterà di determinare il quantitativo di scheletro, sabbia, limo e argilla, nonché definire la classe granulometrica a cui appartiene il suolo. La canapa ad esempio, solitamente predilige terreni di medio impasto con una percentuale di sabbia pari ad almeno il 40%.

Il contenuto di sali solubili del suolo (salinità) viene comunemente valutato attraverso la misura della conducibilità elettrica (CE) in estratti acquosi di suolo. Il rapporto tra suolo ed acqua nell’estrazione determina quanto i sali contenuti nel suolo vengono diluiti nell’acqua e quindi il valore di CE. Altri parametri fondamentali includono:

  • Capacità di Scambio Cationico (C.S.C.): Indice della capacità del terreno di trattenere elementi nutritivi.
  • Carbonati: È la frazione di carbonati presenti nella soluzione circolante, cioè le particelle calcaree più fini e reattive. Il valore ottimale è uguale a 10. Se è inferiore a 10, nel terreno vi è una veloce mineralizzazione della sostanza organica con impoverimento e liberazione di azoto.
  • Elementi nutritivi: Ferro, manganese, rame e zinco assimilabili sono essenziali. Il rame (Cu) ha una funzione chiave nella sintesi delle proteine e di alcuni pigmenti, mentre il manganese (Mn) interviene nella fotosintesi.

Il ruolo cruciale del pH del suolo

Il pH del suolo è una proprietà chimica fondamentale che influisce direttamente sulla crescita delle piante, sulla disponibilità di nutrienti, sull'attività microbica e sulla salute generale del suolo. È definito come il logaritmo negativo dell'attività degli ioni idrogeno nella soluzione acquosa del terreno. Il pH ottimale del suolo è generalmente leggermente da acido a neutro (6,5-7,5), dove la maggior parte delle colture crescono e producono bene.

Effetti del pH sui sistemi agricoli

La solubilità e la disponibilità dei macro e micronutrienti è fortemente influenzata dal pH:

  • Terreni acidi (pH < 6,5): Carenze di calcio, magnesio e fosforo sono comuni, mentre possono verificarsi livelli tossici di alluminio e manganese.
  • Terreni alcalini (pH > 7,5): Micronutrienti come ferro, zinco e manganese diventano meno disponibili, limitando l'assorbimento delle piante.

MISURATORE DIGITALE del PH: Calibrazione ed Uso

La tipologia di terreno (presenza di granito, scisto, calcare ecc.) determina se il terreno è più acido o più basico. La consistenza del terreno determinerà anche quanto sia facile o difficile regolare il pH; questo è noto come capacità tampone del suolo. I terreni sabbiosi hanno una capacità tampone inferiore rispetto a terreni con maggior presenza di argilla.

Metodologie di misurazione: dal laboratorio al fai-da-te

È possibile eseguire analisi del terreno in casa utilizzando materiali comuni? La risposta è sì. Con semplici strumenti e metodi fai-da-te, è possibile ottenere informazioni fondamentali su pH, tessitura e capacità drenante. In un contenitore, si mescola terreno e acqua distillata fino a ottenere una pasta. I due modi principali per testare il pH del suolo sono il test tramite “slurry” (una miscela di acqua, con solidi in sospensione) e il test diretto del suolo.

Tuttavia, i metodi professionali offrono precisione superiore:

  1. Strisce reattive: Facili da usare ma soggette a soggettività nella lettura dei colori.
  2. Tester tascabili: Strumenti digitali che utilizzano elettrodi, eliminando l'incertezza visiva.
  3. pHmetri portatili: Strumenti avanzati con compensazione automatica della temperatura e risoluzione fino a 0,001 pH.

La cura e la manutenzione adeguate dell’elettrodo pH sono essenziali. Quando si esegue una misura, è importante pulire adeguatamente l’elettrodo poiché il terreno può ostruire la giunzione. Dopo l'uso, l'elettrodo deve essere sempre posto nella soluzione di conservazione per mantenere idratato il bulbo sensibile, realizzato in un particolare vetro sensibile agli ioni idrogeno.

Gestione agronomica e fertilizzazione mirata

Il grande vantaggio offerto dal Consiglio di Fertilizzazione è che si tratta di un consiglio specifico per la coltura e addirittura per il singolo ibrido che si intende seminare. Per i seminativi, con il Piano di Concimazione elaborato in pre-semina stimiamo l’apporto totale di azoto da fornire alla coltura e da frazionare tra pre-semina e copertura. In fase di sarchiatura occorre però ridefinire la quota di azoto.

Infografica sulla disponibilità dei nutrienti in base al pH

La fertilizzazione del terreno è molto importante per ottenere raccolti migliori ed avere piante prosperose. Poiché il pH influirà sulla disponibilità di nutrienti per le piante, è importante controllare il pH del terreno prima e dopo l’aggiunta di qualsiasi tipo di fertilizzante. Ad esempio, la calcitazione con calce agricola è la pratica più comune per neutralizzare l'acidità, mentre per i suoli alcalini si può ricorrere allo zolfo elementare o all'apporto di sostanza organica. Mantenere un range ottimale di pH aumenta l'efficienza dell'uso dei nutrienti, migliora l'attività microbica del suolo e sostiene la produttività delle colture in modo sostenibile.

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