Progettazione ambientale, benessere e godimento: l’architettura come leva di valore e salute

Il benessere psicofisico delle persone è oggi al centro del discorso comune, delle strategie aziendali e delle prospettive di sviluppo economico, al punto da essere ritenuto una vera e propria leva per la generazione di valore. La tecnologia permette di progettare e riqualificare gli edifici per garantire il benessere delle persone, poiché passiamo in ambienti chiusi il 70% della nostra vita, in ufficio, a scuola, a casa. L’OMS ci dice che l’inquinamento dell’aria indoor e outdoor è uno dei più importanti fattori di rischio per la salute. Migliorare la qualità della vita in questi ambienti, garantire un maggiore benessere e comfort, assicurando nel contempo l’efficienza energetica e operativa: queste sono le sfide che gli operatori del settore degli edifici devono affrontare.

rappresentazione olistica dell'edificio come organismo vivente integrato con l'ambiente

La misura del benessere come asset strategico

Di fondamentale importanza è la misura: per progettare e realizzare edifici sani è necessario misurare le emissioni, i consumi, il benessere. In questo modo non solo è possibile comparare i differenti consumi tra edifici green e non green, ma è possibile misurare l’impatto sui costi di gestione degli edifici e del personale. Una nota ricerca di JLL esprime il costo al mq attraverso la proporzione “30 - 300 - 3.000” dove la prima voce sta per il costo in Euro dell’energia, la seconda per quello dell’affitto e la terza per il personale. Quindi misurare il “well-being” è fondamentale per ottimizzare l’investimento più importante dell’azienda: le sue persone.

Uno dei metodi oggi in uso per la misura del benessere, soprattutto in ambito real estate, è il protocollo di certificazione WELL, gestito dal WELL Building Institute (IWBI). Il protocollo certifica il livello di benessere assicurato dagli edifici considerando alcune aree tematiche che vengono monitorate e certificate adottando un approccio olistico: l’integrazione delle diverse componenti è la chiave per determinare una valutazione complessiva del benessere. Una progettazione orientata al well-being è in grado di contrastare lo stress che le persone vivono negli edifici in cui lavorano, di assicurare un maggiore comfort e, quindi, una migliore produttività.

Il comfort termo-igrometrico e la qualità dell'involucro

Le condizioni termo-igrometriche degli spazi chiusi hanno un impatto sulle funzioni mentali ben superiore alle aspettative. A dimostrarlo è una revisione del 2023 pubblicata sul Journal of Building Engineering, che evidenzia come la stabilità termica e igrometrica migliori attenzione, memoria di lavoro e capacità decisionale. Un lavoro di sintesi pubblicato nel 2021 sull’International Journal of Hygiene and Environmental Health offre inoltre un quadro preliminare molto utile: nelle regioni a clima temperato o freddo, le prestazioni lavorative e cognitive risultano ottimali con temperature indoor comprese tra 22 e 24 °C. Lo stesso studio indica come intervallo ideale di umidità relativa il 40-60%.

Se l’elemento decisivo per il benessere cognitivo è la stabilità del microclima, il principale strumento progettuale per garantirla è la qualità dell’involucro edilizio. L’involucro esterno dell’edificio è il filtro principale che mette in comunicazione chi sta dentro con quel che sta fuori. È l’involucro, infatti, a determinare la continuità termica delle superfici, l’assenza di ponti termici, la capacità di attenuare gli sbalzi esterni e la tenuta all’aria. Progettare bene un edificio dal punto di vista del comfort termico significa eliminare la necessità di riscaldamenti e raffrescamenti aggiuntivi che determinano costi maggiori e alzano il livello di inquinamento. Gli impianti operano sempre in relazione alla qualità dell’involucro: un impianto può correggere, compensare, ottimizzare; non può sostituire la coerenza termo-igrometrica generata da un edificio progettato con continuità nelle stratigrafie.

HVAC Concetti Base

Tecnologie intelligenti per l'integrazione impiantistica

Un sistema di automazione della gestione degli impianti HVAC come EcoStruxure for Building Operation di Schneider Electric, connettendo tra loro regolatori ed attuatori HVAC alla rete di sensori ambientali, è in grado di riprogrammare la regolazione in modo semplice e sicuro, da una centrale software in loco o remota. Un altro effetto di fondamentale importanza che deriva da un’adeguata ventilazione è la diminuzione del tasso di CO2 nell’aria: la concentrazione di CO2 è direttamente correlata al livello di attenzione degli occupanti.

L’automazione del sistema può essere assicurata tramite la programmazione di Wiser for KNX, il controllore multi-protocollo che consente di gestire le funzioni di un edificio (luci, oscuranti, riscaldamento, condizionamento) e monitorare i consumi. Si possono creare funzioni logiche per aumentare ed ottimizzare il comfort domestico e meglio gestire l’efficienza energetica. Il tutto è controllato dall’utente con un’interfaccia grafica facile da usare. In questo modo, il comfort termico si integra con la gestione di umidità, anidride carbonica, VOC e altre sostanze inquinanti.

Il comfort visivo e il ritmo circadiano

Progettare per il comfort visivo significa controllare e garantire in fase di progetto, esecuzione e gestione di impianto che la quantità di luce artificiale negli ambienti sia corretta: poca luce o troppa luce sono sempre un problema. Inoltre, lo standard di regolazione della luce DALI2 e l’utilizzo di corpi illuminanti a standard D4i permette di regolare la luce artificiale sia dal punto di vista della componente cromatica che da quello della temperatura di colore. Queste caratteristiche rendono la luce artificiale molto simile a quella naturale, anche nella regolazione che può riprodurre il ritmo circadiano della luce solare. Il comfort luminoso deriva dunque dall’integrazione tra sistemi di automazione, tecnologie IoT e una rete di sensori in campo che misurano parametri di benessere.

schema grafico del ritmo circadiano applicato all'illuminazione d'ufficio

L'approccio multidisciplinare: Psicologia Ambientale e Biophilic Design

La psicologia dell’architettura fornisce le basi scientifiche al rapporto tra le caratteristiche dell’ambiente e le risposte emotive delle persone. Il Biophilic Design è una prassi progettuale che mira a ristabilire il nostro legame ancestrale con la Natura negli spazi costruiti. La biofilia, interpretata dallo psicologo Erich Fromm e dal biologo Edward O. Wilson, suggerisce che l’essere umano possiede un’innata attrazione per tutto ciò che è vivo. Progettare secondo il Biophilic design significa creare ambienti che migliorano il benessere cognitivo, comportamentale ed emotivo delle persone.

Secondo l’architetto finlandese Juhani Pallasmaa, l’architettura è “un’esperienza esistenziale che coinvolge tutti i sensi”. L’approccio interdisciplinare - che vede l’architetto come un direttore d’orchestra - coinvolge psicologi ambientali, ingegneri e paesaggisti per integrare pattern quali la qualità della luce naturale, forme biomorfe e materiali che simulano il contesto naturale. Realizzare un progetto biofilico può avere lo stesso costo di un progetto standard, non è una questione di budget, ma di consapevolezza. I pattern del Biophilic design includono coerenza, complessità, leggibilità, mistero, viste prospettiche, connessione con la Natura diretta e indiretta, multisensorialità ed esplorazione.

L'impatto culturale e la misurazione del successo

È necessario tenere conto delle differenze culturali quando si progetta un luogo di lavoro eccellente. I risultati scientifici sulla produttività possono variare in base alla sensibilità degli utenti rispetto ai materiali e all'ambiente. La progettazione basata sulla biofilia può includere soluzioni come l'aquascaping, che combina vegetazione, ossigenazione, suono e movimento dell'acqua. Julia Ayuso Sanchez, direttore del People Lab presso CBRE, ha sviluppato uno strumento per misurare le caratteristiche che possono migliorare la produttività e il benessere sul posto di lavoro, superando il superato concetto di file di scatole isolate.

Nel fronteggiare le sfide ambientali attuali, il ruolo dei singoli individui è fondamentale. La ricerca psicologica ha evidenziato che i comportamenti pro-ambientali - come il riciclo, l'uso di energie rinnovabili o la progettazione sostenibile - sono associati a un maggiore benessere personale, in particolare alla dimensione del benessere eudaimonico. Prendersi cura dell’ambiente non contribuisce quindi solo al bene collettivo, ma può anche rafforzare il modo in cui le persone percepiscono sé stesse e il proprio ruolo nella società, trasformando le preoccupazioni per il cambiamento climatico in un impegno costruttivo.

Verso il "Valore di Futuro"

Costruire valore attraverso scelte progettuali sagge, coordinate e vincenti è la sfida di questi anni. La leva è quella della progettazione integrata orientata alla salubrità degli edifici e alla sostenibilità. Dobbiamo progettare responsabilmente, utilizzando materiali ecologici, riciclabili, recuperabili, rigenerabili e sostenibili. Adottare soluzioni innovative e “Smart” con sistemi domotici intelligenti per il risparmio dei consumi e sistemi illuminotecnici circadian-friendly serve a ripristinare il ciclo della melatonina. Progettare per il risparmio delle risorse ambientali, ridurre l’occupazione del terreno e trasformare aree impermeabili in sistemi verdi alimenta la biodiversità. Tutto ciò garantisce agli edifici un “valore di futuro”, unendo le esigenze umane del presente con la preservazione dell'ambiente per le generazioni a venire.

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