Se stai leggendo questo articolo probabilmente ti stai chiedendo come gestire l’allattamento misto per il bene del tuo bambino e del tuo benessere. L’allattamento misto è una modalità di alimentazione che combina l’allattamento al seno con l’uso del latte materno spremuto o latte artificiale dato con il biberon. È importante sottolineare che ci sono molte ragioni per cui le donne non possono o non vogliono allattare esclusivamente al seno. E sì, ci sono donne che semplicemente non possono allattare (soltanto) al seno o che sono temporaneamente impossibilitate ad allattare. Le cause possono essere anatomiche oppure ormonali o può trattarsi di disturbi legati all'allattamento al seno.
L’allattamento esclusivo, gli studi lo confermano, è il più grande investimento di salute per la donna e il suo bambino. I benefici sono immensi e le controindicazioni praticamente pari a zero. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e altre importanti società scientifiche raccomandano che i neonati siano allattati al seno in modo esclusivo almeno per i primi 6 mesi della loro vita. Ma più a lungo si allatta, meglio è. Tuttavia, non sempre questa è un'opzione praticabile o desiderata, e l'allattamento misto emerge come una soluzione valida e talvolta necessaria.

Questo percorso, tuttavia, non deve essere confuso con una “facile soluzione” ai naturali ostacoli che potresti affrontare durante l’allattamento al seno. L’allattamento misto non è una cosa che si può improvvisare, ma è un percorso in cui occorre sempre essere supportati dal proprio pediatra di fiducia o da un’ostetrica esperta in allattamento e alimentazione neonatale.
Comprendere l'Allattamento Misto: Definizioni e Motivazioni
I principali tipi di allattamento sono 3: naturale al seno con latte materno, artificiale con latte in formula in biberon, misto o combinato (seno + biberon). Ciascuno di essi può essere scelto - talvolta alternato - per scelta o per necessità. Nutrire il proprio piccolo è uno dei più momenti più importanti dell’accudimento. Allo stesso tempo è anche il momento in cui madre e bambino creano e instaurano un legame profondo e duraturo nel tempo.
Con allattamento naturale si intende l’allattamento al seno con latte materno. Il latte materno è l’alimento “naturale” che il bambino può assumere dal seno della sua mamma sin dalle sue prime ore di vita. Oltre che naturale, il latte materno è definito un alimento “vivo”. La sua composizione, completa di nutrienti, cellule vive e anticorpi, non è sempre uguale ma cambia nel tempo - anche poppata dopo poppata - per adattarsi alle esigenze del bambino. L’allattamento naturale favorisce lo sviluppo del legame tra mamma e figlio che, grazie agli effetti del contatto fisico pelle a pelle (quando possibile già subito dopo il parto), stimolano la produzione dell’ossitocina. L’ossitocina è il cosiddetto “ormone dell’amore” che il corpo della mamma secerne in modo automatico quando il bambino si attacca al seno. Quest’ormone, fondamentale per la fuoriuscita del latte materno dai dotti mammari, è anche un utile aiuto per la mamma nella fase di recupero post partum. L’allattamento al seno presenta oltre fornire un alimento completo per il bambino, presenta un altro importante vantaggio. Il fatto che sia sempre “pronto all’uso” e alla giusta temperatura permette alla mamma di poter allattare il proprio figlio in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.

L’allattamento misto (o più correttamente complementare) consiste nell’alternanza tra allattamento al seno e allattamento con il biberon che, a seconda dei casi, può contenere latte materno (tirato con il tiralatte o donato in una delle banche del latte) oppure artificiale. Nel primo caso di formula mista, il bambino viene nutrito sia con latte materno che con latte formulato. Questa scelta può essere compiuta sia all’inizio che nel corso dei mesi. Può essere un’integrazione o un’alternativa in caso di necessità (per esempio perché il latte materno non è sufficiente o perché la mamma riprende il lavoro). Nel secondo caso, il bambino è nutrito col latte materno sia al seno che col biberon. Il latte viene estratto dal seno col tiralatte e poi conservato in frigo (o in freezer) in appositi contenitori sterili o direttamente nel biberon. Al momento del bisogno si dovrà solo scaldare il latte e dare subito al bambino.
Perché si ricorre all'allattamento misto?
Ci sono diverse ragioni che possono spingere una madre a optare per l'allattamento misto. Spesso, le motivazioni che inducono le donne a pensare di dover ricorrere a un’integrazione sono più presunte che reali, talvolta legate a un’informazione parziale e frammentaria rispetto all’argomento, altre alla mancanza di un sostegno durante il periodo perinatale e post parto, quando l’equilibrio personale è ancora più instabile. «Sarò in grado di nutrire adeguatamente il mio bambino?», è una domanda che di frequente si fanno le neomamme. E se ciò non bastasse? Ecco che si può ricorrere all’allattamento misto, ovvero all’integrazione.
Le motivazioni possono essere le più varie. Si può scegliere l’allattamento misto per varie ragioni. Nella maggior parte dei casi si tratta di motivi per lo più fisici che perciò vanno attentamente valutati dal medico. Vediamo insieme alcuni esempi di condizioni in cui potrebbe essere opportuno dare l’aggiunta:
- Problemi di salute del bambino:
- Il bambino non recupera il calo fisiologico entro due settimane dal parto.
- Si verifica una considerevole e inspiegabile perdita di peso.
- Il piccolo cresce poco e c’è un rallentamento della curva di crescita.
- Ipoglicemia del bambino alla nascita (basso livello di zuccheri nel sangue).
- Poca pipì (meno di 5 pannolini bagnati in 24 ore).
- Minore frequenza delle evacuazioni.
- Parto pretermine.
- Segnali di disidratazione (astenia, pelle secca, sonnolenza, bocca asciutta…).
- Problemi materni:
- Patologie materne.
- Ritardo nell’avvio dell’allattamento, ad esempio dopo un cesareo.
- Poco latte, una percezione che a volte può essere errata, o una reale insufficiente produzione di latte.
- Necessità di assumere farmaci non compatibili con l’allattamento al seno.
- Motivi personali o logistici:
- Rientro al lavoro della donna e conseguente riduzione del tempo a disposizione.
- Gestione di gemelli, dove un biberon tra una poppata e l’altra consente di soddisfare al meglio le esigenze di entrambi i gemellini, senza rinunciare alla possibilità di nutrirli con il proprio latte.
- Scelta personale della madre.
- Transizione da un allattamento esclusivo con il biberon a quello al seno, dopo che circostanze precedenti l'avevano costretta ad abbandonarlo.
In tutti questi casi, l'allattamento misto è sicuro per la salute del bambino e della madre. Questo è particolarmente certo nei casi in cui viene implementato per far fronte a difficoltà nella crescita del bambino o in assenza di sufficiente latte materno. Troppo spesso, infatti, nell’immediato post-partum arriva la proposta dell’integrazione senza che ve ne sia una reale necessità, ipotizzando che il quantitativo di latte dei primi giorni sia insufficiente.
E se ho poco latte? | Produzione di latte materno e allattamento a richiesta
A volte si tende a dare l’aggiunta per altre motivazioni, forse un po’ meno “fondate” rispetto a quelle che abbiamo appena elencato. Per esempio perché si pensa che in questo modo il bambino si sazi di più e di conseguenza dorma di più. O perché si crede di non avere abbastanza latte o per poca conoscenza sull’allattamento al seno. In tutti questi casi basta un buon supporto all’allattamento per risolvere i “problemi”. Tuttavia, è importante sfatare il mito che limitare l'allattamento misto solo alla sera semplifichi la routine del sonno, supponendo che un neonato allattato con latte artificiale dorma più a lungo rispetto a uno allattato al seno. Questo non è vero.
I Benefici e le Potenziali Sfide dell'Allattamento Misto
Gestendo la situazione in modo appropriato, anche con l'allattamento misto è possibile fornire al bambino un'alimentazione che lo faccia crescere sano e in salute.
Vantaggi dell'Allattamento Misto:
Una delle prime preoccupazioni che potrebbero tormentare una mamma che ha bisogno di ricorrere all'allattamento misto riguarda la perdita dei vantaggi derivanti dall'allattamento al seno. L'allattamento misto non comporta però necessariamente la rinuncia a questi, soprattutto se quello che viene somministrato con il biberon è comunque latte materno. Alcuni vantaggi possono essere mantenuti anche quando al latte materno viene aggiunto quello artificiale. Se, infatti, la necessità di alimentare il piccolo esclusivamente con formule artificiali lo priva di alcuni dei fattori alla base dell'effetto protettivo del latte materno, l'allattamento misto permette di fornirgli ancora alcuni degli anticorpi che lo proteggono dalle infezioni. I benefici sono notevoli sia per te che per tuo figlio o tua figlia, che riceve energia e nutrimento per il proprio sistema immunitario, cosa che solo il latte materno può fare.
L'allattamento misto offre anche maggiore flessibilità alla madre. L’uso del biberon dà la possibilità anche alle altre persone che accudiscono e si occupano del bambino di poterlo allattare. Questo può essere un grande aiuto, specialmente se la madre deve assentarsi per lavoro o per altre necessità. L'allattamento misto può alleggerire la pressione sulle mamme che si sentono in colpa per non allattare esclusivamente al seno, fornendo un equilibrio tra i benefici del latte materno e la praticità dell'integrazione.
Potenziali Sfide e Problemi Comuni:
Nonostante i vantaggi, l'allattamento misto può presentare alcune sfide che è importante conoscere e affrontare con consapevolezza.
- Compromissione della produzione di latte: Questa è una delle difficoltà maggiori. Quando si instaura questa alternanza tra seno e biberon, probabilmente si va incontro al problema di riuscire a controllare o mantenere la produzione di latte dal seno. In fin dei conti, l'offerta è regolata dalla domanda, quindi somministrare (o estrarre) meno latte, comporta una riduzione del flusso di latte. Ciò accade soprattutto se la formula viene offerta prima del seno e se si seguono schemi rigidi che, non tenendo conto della specificità di ogni singolo bambino, prevedono l’offerta di quantitativi standard, da aumentare magari repentinamente. Il rischio di compromissione della produzione di latte è elevato se l’integrazione viene fatta troppo precocemente rispetto all’avvio della produzione stessa e se la donna non è adeguatamente accompagnata, sostenuta e informata. La riduzione della produzione di latte materno è un effetto indesiderato, in questo caso sarebbe meglio evitare di ricorrere al biberon più di una volta al giorno, e se le poppate non sono molto ravvicinate è bene che la mamma tiri il latte della poppata che viene saltata. Tra gli “svantaggi” potrebbe esserci invece la difficoltà della mamma di poter mantenere costante la sua produzione di latte. Se la domanda diminuisce, anche la produzione cala.
- Stitichezza o altri disturbi digestivi: Tra i problemi associati all’utilizzo di formula artificiale, la fa da padrone il binomio “allattamento misto e stitichezza del neonato o lattante”. Ciò può dipendere dalla composizione della formula stessa, che risulta difficile da digerire, o dalle differenze in termini di microbioma intestinale di ogni bambino. In ogni caso il risultato è lo stesso: la funzionalità intestinale non riesce a essere espletata in maniera ottimale. L'introduzione del latte artificiale potrebbe modificare la flora intestinale del bambino e la consistenza delle sue feci; inoltre la minore digeribilità rispetto al latte materno potrebbero portare a una riduzione della frequenza delle scariche. Per questo prima di iniziare a utilizzarlo è bene chiedere consiglio al pediatra o a un altro esperto di alimentazione infantile. La soluzione è cercare il tipo di latte più adatto alle esigenze del bambino.
- Rifiuto del seno o “confusione capezzolo-tettarella”: Una delle difficoltà maggiori che si possono incontrare in corso di allattamento misto è il rifiuto del seno da parte del bambino o una sorta di sua “confusione”. Potrebbe succedere infatti che il piccolo replichi al seno la suzione con le stesse modalità che utilizza per la tettarella. Ricordiamo a tal proposito che lo stimolo sensoriale che il bambino riceve nel cavo orale è diverso: la tettarella è di una consistenza più dura rispetto al seno. Il bambino potrebbe abituarsi facilmente alla suzione del biberon, che è molto meno faticosa. Altro aspetto da considerare è l’alternanza tra tettarella del biberon e capezzolo. Per evitare che il bambino si senta confuso durante la suzione meglio preferire tettarelle che somiglino nella forma e nel flusso alla suzione del latte materno.
- Rischio di sovra-alimentazione: In ultimo, ma non per importanza, tra i problemi più comuni legati all’allattamento misto vi è il rischio di una sovra-alimentazione. Troppo spesso infatti si offre più di quello che il bambino richiede e vengono ignorati i suoi segnali di sazietà; un atteggiamento, quello dell’adulto, che contiene in sé un significato profondo, non immediatamente esplicito. È come se dicessimo ai nostri bambini: «Sono io a sapere quanto devi mangiare. Il tuo sentire, la tua percezione di sazietà, poco conta». Si fa ancora fatica, purtroppo, ad abbandonare l’idea che l’utilizzo della formula preveda l’attinenza a uno schema standard: l’offerta di un quantitativo prestabilito da incrementare di un tot al giorno e da riproporre indiscutibilmente non prima delle tre ore circa. Il risultato è un beverone molto carico che il bambino “deve” terminare, spesso in un tempo prestabilito dall’adulto. Questo approccio andrebbe decisamente rivisitato in favore di un maggiore ascolto dei segnali che il nostro bambino è in grado di esprimere.

Quando e Come Avviare l'Allattamento Misto: Strategie e Consigli
Non c’è un momento specifico per iniziare l'allattamento misto, e anche la sua durata è variabile proprio perché dipende dalle necessità specifiche di madre e neonato. Il momento migliore per introdurre l’allattamento misto è dopo le prime 3-4 settimane di vita, quando l’allattamento al seno si è stabilizzato. Si consiglia di iniziare l'allattamento misto solo una volta che l'allattamento al seno è già ben avviato. Il tempo necessario perché l'allattamento al seno si consolidi può variare da persona a persona, generalmente si parla di 6-8 settimane. Se però l'allattamento misto viene scelto quando il bambino non è più un neonato l'effetto sulla produzione di latte è meno pronunciato, per questo se possibile è meglio evitare di introdurre il biberon prima che il bambino abbia compiuto 8 settimane di vita.
Se l’avvio dell’allattamento misto coincide con il rientro al lavoro della mamma, il piccolo avrà già qualche mese. Se invece dopo il parto si verifica ipoglicemia, l’aggiunta diventa una sorta di “terapia” da cominciare il prima possibile per ristabilire il livello degli zuccheri nel sangue.
Strategie per l'Introduzione:
Una volta deciso di adottare l'allattamento misto, è essenziale comprendere come combinare l'allattamento al seno con quello al biberon. Quando si introduce l'allattamento misto, la gradualità è fondamentale: inizia sostituendo una poppata ogni 2-3 giorni. Una routine regolare è l'ideale sia per il bambino che per il seno. È così che la produzione di latte e la digestione si stabilizzano e, a parte questo, la maggior parte dei bambini ama i rituali sempre uguali perché danno loro sicurezza. Orari strategici: scegli il biberon negli orari in cui hai meno latte, spesso la sera, ma non è detto.
Gli approcci più popolari sono due:
- Allattamento misto alternato: prevede un’alternanza tra allattamento al seno e quello al biberon. Tuttavia, questo metodo può compromettere la produzione di latte materno, per via della minor stimolazione delle ghiandole mammarie. L’allattamento misto alternato non è particolarmente efficace e anzi rischia di mettere in crisi l’allattamento in generale. I tempi tra una poppata al seno e l’altra si allungano perché in mezzo c’è quella con il biberon. Quando la ghiandola mammaria non viene stimolata con la suzione (o con il tiralatte), la produzione di latte pian piano si riduce e il pericolo è quello di non poter continuare ad allattare.
- Alimentazione combinata (priorità al seno): prevede l’offerta sia di latte materno sia di latte artificiale ad ogni poppata, ma con il seno come prima scelta. Questa è la tecnica di allattamento misto che andrebbe privilegiata. Si allatta sempre prima al seno e solo dopo si offre il biberon, se il bambino mostra ancora segni di fame. Se decidi di dare l'aggiunta perché temi che il bambino non sia sazio, è importante che tu ti attenga alla seguente regola: allattare sempre prima al seno e solo dopo offrire il biberon. Quindi, è sicuramente preferibile quest'ultimo metodo.

Mantenere la Produzione di Latte:
Quando si instaura questa alternanza tra seno e biberon, è cruciale riuscire a controllare o mantenere la produzione di latte dal seno. Di conseguenza è importante allattare regolarmente anche nel caso dell'allattamento misto, oppure estrarre il latte di tanto in tanto. Per mantenere il seno stimolato, continua a stimolare la produzione di latte con le poppate regolari. Usare un tiralatte può aiutare a mantenere stabile la produzione di latte, soprattutto se si opta per l'allattamento misto alternato. L’utilizzo del tiralatte aiuta anche ad aumentare la produzione nel caso in cui si voglia passare all'allattamento esclusivo al seno.
La Scelta del Latte e la Somministrazione Attenta
Quando si presenta uno scenario di integrazione, la scelta sul tipo di integrazione da offrire dovrebbe ricadere in primis sul latte materno (somministrazione di latte spremuto manualmente o tirato tramite l’ausilio di un tiralatte), in alternativa sul latte materno donato, reperibile nelle apposite banche e, laddove queste opzioni non fossero possibili, sulla formula artificiale.
La Scelta del Latte Artificiale:
Com’è ovvio, sarebbe auspicabile che l’aggiunta per i neonati fosse di latte materno. Quando questo non è possibile, si ricorre al latte in formula. Fortunatamente, oggi è disponibile eccellente latte prebiotico, quindi è altamente raccomandato tentare l'allattamento al seno e, contemporaneamente, nutrire il bambino anche con il biberon. Il latte prebiotico è molto simile al latte materno in termini di composizione ed è quindi la scelta di elezione per l'allattamento misto. Proprio come l'"originale", il latte prebiotico contiene solo lattosio come fonte di carboidrati.
Se opti per il latte artificiale, scegli formule di qualità senza farti distrarre da aziende note e pubblicizzate. Non sempre il loro latte in formula è quello giusto o il migliore. Dal punto di vista nutrizionale, i prodotti presenti sul mercato sono quasi tutti simili. Per quanto riguarda la scelta della formula, nonostante sul mercato siano presenti numerose marche, la loro composizione deve obbligatoriamente attenersi a degli standard definiti; sono dunque tutte equivalenti dal punto di vista nutrizionale, tant’è che non vi sono prove scientifiche che evidenzino benefici o svantaggi di una formula rispetto a un’altra. Tutti i latti artificiali in commercio sono approvati da normativa internazionale e sono equivalenti da un punto di vista nutrizionale e di salute.

Esistono diversi tipi di latte artificiale:
- Il latte "1" (latte di avviamento o iniziale) può essere utilizzato come prebiotico in una fase iniziale. Questo tipo di latte, oltre allo zucchero del latte, può contenere anche amido o maltodestrina. In genere si utilizza latte artificiale di tipo 1.
- Nel latte di proseguimento (latte "2"), consigliato a partire dai 6 mesi di età, vengono utilizzate anche altre forme di zuccheri o carboidrati. Da un punto di vista puramente nutrizionale, il passaggio al latte di proseguimento non è necessario. Il latte di proseguimento può risultare più saziante, ma si ottiene lo stesso effetto con l'introduzione degli alimenti complementari.
- Oltre al latte di avviamento e di proseguimento, esistono latti speciali che devono essere scelti con cura in caso di allergie, problematiche (come stitichezza o problemi digestivi) o latti specifici per soddisfare esigenze particolari, come latti antireflusso o acidificati.
I prodotti disponibili, come detto, sono simili dal punto di vista nutrizionale ma variano per forma e tipologia di latte. La differenza consiste nella possibilità di scegliere la formula liquida, pronta all’uso ma più cara, o quella in polvere da ricostituire. Il latte artificiale liquido è certo il più pratico. Rispetto a quello in polvere che necessita di una serie di passaggi, basta solo riscaldarlo ed è subito pronto. L’unico inconveniente è che va consumato entro 24 ore dall’apertura, quindi potrebbe essere uno spreco. Il latte di tipo 0 è destinato ai prematuri.
Il vantaggio del latte prebiotico è che è possibile somministrarlo proprio come il latte materno, ovvero secondo necessità. Seppur non completo anche di anticorpi come è invece il latte materno, l’assunzione delle giuste dosi di latte in formula garantisce il nutrimento necessario alla crescita del bambino.
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La Scelta della Tettarella e del Biberon:
La scelta della tettarella è importante per gestire correttamente l’allattamento misto. Scegli una tettarella che assicuri il flusso più lento possibile, così che il latte non fuoriesca troppo velocemente. È consigliabile selezionare un modello con una tettarella quanto più simile al seno e al capezzolo, in modo da non confondere il cucciolo che passa dall’una all’altro.
Nell'allattamento misto, la scelta di un biberon di alta qualità è essenziale per il benessere del bambino. In particolare, un buon biberon per l’allattamento misto ha queste caratteristiche:
- Tettarella simile al seno materno: morbida e larga per i primi mesi per simulare al meglio l’attacco al seno.
- Funzione anti-colica: il biberon dovrebbe ridurre al minimo l'ingestione di aria durante la suzione per prevenire la formazione di coliche, grazie a un flusso uniforme di latte.
- Flusso adeguato: il biberon deve essere dotato di tettarella adeguata all'età e alle esigenze di ogni bambino. Un flusso lento è indicato per bambini piccoli o per i neonati meno affamati, mentre flussi più veloci sono adatti a bambini più grandicelli o per i più voraci. Il set NaturalFeeling di Chicco offre tutto ciò di cui si ha bisogno fin dai primi giorni. Infatti, contiene ben quattro biberon NaturalFeeling, due adatti a partire dei primi giorni di vita (0M+) e con tettarella per flusso lento, e due biberon adatti ai bambini più grandi a partire dai due mesi, con tettarella per flusso medio. Tutti i biberon hanno una tettarella larga e morbida che simula l’attacco naturale al seno.
Tecniche di Somministrazione Rispettosa:
Nel caso in cui il bambino continui a ricevere solo latte materno le principali difficoltà con cui ci si può ritrovare a che fare riguardano la necessità di spremere il latte dal seno e quella di far accettare al bambino il biberon. Succhiare dal biberon richiede infatti operazioni diverse da quelle necessarie per succhiare dal seno ma in generale, il bambino non deve essere forzato ad attaccarsi alla tettarella. Se la scelta dovesse invece ricadere sul biberon, teniamo presente che anche in questo caso, con dei piccoli accorgimenti, questo ausilio può essere utilizzato in maniera rispettosa dell’allattamento. Come? Proprio come se offrissimo il seno! La mamma terrà il bambino molto vicino al proprio corpo (volendo anche pelle a pelle), cercando il contatto visivo e rispettando i suoi segnali di fame e sazietà.
Nel caso in cui il bambino non riesca ad alimentarsi bene potrebbe ad esempio essere consigliato di usare il biberon prima di allattare al seno. Alcune volte il biberon viene addirittura introdotto all'interno di una poppata al seno, soprattutto se il bambino ha bisogno di sentirsi rassicurato. In casi particolari, può essere necessario ricorrere a un dispositivo per l'allattamento supplementare, uno strumento che permette al piccolo di assumere il latte da una sorta di biberon mentre sta già poppando al seno.
Per un allattamento al biberon sereno e piacevole per tutti, vi sono alcuni accorgimenti utili: mantenere il bambino con il busto sollevato, stimolare le labbra con il dito o la tettarella, instaurare un contatto visivo con il piccolo e mantenere il bambino aderente al corpo dell'adulto. Per fare questo, potete aiutarvi con un supporto allattamento. È molto importante inoltre cambiare lato, anche più volte nel corso della poppata, per garantire una stimolazione equilibrata e armonica e concedere piccole pause durante la suzione, proprio per far sperimentare al bambino una poppata con modalità quanto più vicina a quella che si realizzerebbe al seno. Il rischio infatti è quello di un’offerta “subita passivamente”, piuttosto che una richiesta attiva.

Un consiglio potrebbe essere cambiare la posizione del piccolo rispetto a quella assunta quando poppa dal seno o offrirgli il biberon quando non ha ancora molto appetito. Anche chiedere aiuto a qualcuno perché si offra di far provare per le prime volte il biberon al piccolo potrebbe essere utile; in questo modo, infatti, si potrebbe ridurre la distrazione creata dall'odore del latte materno. In alcuni casi potrebbe invece essere utile scaldare la tettarella con un po' di acqua calda e lasciare che il bambino ci giochi un po' se non vuole subito poppare, provarne di diversi tipi o scaldare il latte a diverse temperature.
Per fare allattamento misto potete usare anche un cucchiaino, una tazzina o un bicchierino, una siringa (chiaramente senza ago!), un contagocce, un sistema di nutrizione supplementare. Come sempre, sarà bene scegliere un luogo accogliente (comodità e sicurezza sono le parole d’ordine) per nutrire il proprio bambino e godersi questo momento di intimità.
Dosi, Frequenze e Segnali del Bambino nell'Allattamento Misto
Come orientarsi rispetto a dosi e quantità durante l’allattamento misto? Anche in questo caso, non si può prescindere da un’attenta osservazione del bambino e dalla lettura dei suoi segnali di fame e sazietà. Le modalità per utilizzare l’allattamento misto sono molteplici. Non esiste una risposta univoca, perché la frequenza, come le dosi, dipende dall'età e dalle esigenze del bambino o bambina.
Personalizzare l'Alimentazione:
Parlare di tabelle e dosi per l'allattamento misto è complesso, perché il dosaggio varia notevolmente da caso a caso. La quantità di latte da integrare deve sempre essere consigliata dal pediatra: non si può fare di testa propria perché si corre il rischio di sbagliare. E non ci sono parametri o tabelle per l’allattamento misto standard. La dose aggiuntiva è soggettiva e viene stabilita in base a vari fattori come il peso del bambino, la sua età, il suo sviluppo, lo stato di salute complessivo e così via. Per comprendere il quantitativo di latte per ciascuna poppata, il totale deve essere diviso per il numero di pasti giornalieri. Queste cifre sono indicative e il numero di poppate nell’arco della giornata può differire da neonato a neonato.
Solitamente, i neonati alimentati con latte artificiale vengono nutriti ogni 2-4 ore; questo mantenendo sempre un’adeguata elasticità sugli orari, lasciando dormire il piccolo se riposa o anticipando un pochino il biberon se manifesta fame. Tuttavia, è fondamentale essere sensibili ai segnali di ogni neonato e alimentarlo quando manifesta fame, anziché seguire rigide tabelle, utili per comprendere le quantità standard per un bambino per età e peso.
Evitare la Sovra-Alimentazione:
Al contrario, è importante anche non sovra-alimentare il neonato: generalmente si consiglia di dare la possibilità affinché il piccolo possa avanzare una piccola quantità di latte alla fine della poppata, senza insistere con l’allattamento quando il bambino mostra di voler allontanare il biberon con la lingua. Infatti anche i bambini allattati con latte artificiale sono in grado di autoregolarsi, proprio come accade con l’allattamento al seno.
In definitiva, offrire latte al bambino, che sia attraverso il seno, con formula o in modalità di allattamento misto, rappresenta il primo gesto di cura che ciascun genitore mette in atto nei confronti del proprio figlio, e sarebbe bello se si spostasse l’attenzione dal concetto di alimentazione sensu stricto a quello di nutrimento inteso nel suo senso più profondo.
Gestire le Difficoltà e la Possibilità di un Ritorno all'Esclusivo
Innanzitutto cerchiamo di eliminare una paura: l’allattamento misto è sicuro. Quindi: se il pediatra dice di dare una o più aggiunte, niente sensi di colpa. In provincia di Padova ho conosciuto molte mamme che si sentono in colpa per non allattare esclusivamente al seno. Voglio che tu sappia una cosa importante: per essere una buona mamma non è indispensabile allattare la seno. Nella mia attività di consulente per l’allattamento a Padova e provincia ho aiutato molte di mamme nel percorso dell’allattamento misto. Se desideri un aiuto, prenota una consulenza personalizzata sull’allattamento. Insieme troveremo la strategia più adatta alla tua famiglia per vivere l’alimentazione del tuo bambino con serenità e consapevolezza.
La Durata dell'Allattamento Misto:
Quanto dura l’allattamento misto? La durata dell’allattamento misto è variabile. Una volta iniziato, si può scegliere di continuare fino allo svezzamento, o solamente finché non si risolve la problematica sottostante (per esempio, ripresa del peso ponderale o stabilizzazione della produzione di latte materno). Viceversa, potrebbe essere solo un’eventualità temporanea finché non si risolve la causa a monte. Per esempio, se nel giro di qualche giorno, settimana o mese il piccolo riprende peso, torna a fare cacca e pipì regolarmente, la produzione di latte aumenta e si assesta, non ci sono più sintomi di disidratazione etc., si può smettere di dare l’aggiunta.
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È Possibile Tornare all'Allattamento Esclusivo al Seno?
Le situazioni sopra citate possono destare grandi preoccupazioni e ansie nei genitori, tra cui quella di non poter più tornare all’allattamento esclusivo. Altra domanda che ci si pone, infatti, è: l’allattamento misto fino a quando va perseguito? Questo per dire che chi ci guiderà saranno i due attori protagonisti di questa storia: il bambino e la sua mamma.
L’allattamento misto potrebbe essere solo una fase passeggera della vita di un bambino, funzionale per supportare la sua crescita, quando magari il fabbisogno di latte è maggiore di altri periodi. Tornare al seno dopo l’allattamento misto non è impensabile. Certo, può non essere semplice (anche perché i neonati si abituano al biberon piuttosto velocemente), ma vale la pena di tentare: l’istinto di suzione è sempre molto forte.
Prima di interrompere l’allattamento misto è corretto confrontarsi con il proprio pediatra per verificare che le condizioni che hanno portato a questa decisione non esistano più. Il bimbo ha ricominciato a prendere peso? Bagna un numero sufficiente di pannolini al giorno? La produzione di latte è bella abbondante?
Una buona regola per cominciare è quella di non avere fretta e di darsi tempo. Potrebbero servire vari tentativi, prima di riuscire ad abbandonare il biberon. Non bisogna mai forzare il piccolo, ma assecondarlo, con pazienza e provando a cambiare posizioni per allattare. Un altro escamotage potrebbe essere quello di utilizzare i paracapezzoli in silicone, che hanno lo stesso sapore della tettarella.
Come Togliere l'Aggiunta:
Se il bambino prende una quantità scarsa di latte col biberon, si può smettere anche di colpo. Ovviamente la richiesta del seno sarà molto insistente per qualche giorno, ma poi si normalizzerà. Viceversa, si deve procedere a piccoli passi, diminuendo un po’ per volta la dose di latte da integrare fino a toglierlo definitivamente. Quando quest'ultima (produzione di latte materno) sarà aumentata sarà possibile ridurre gradualmente le poppate dal biberon fino a sostituirle completamente con quelle al seno. E se il bambino dovesse avere difficoltà ad attaccarsi? Niente sarebbe meglio di un po' di coccole pelle a pelle: il contatto diretto aiuta infatti a facilitare l'attacco.

Ridurre gradualmente il numero di poppate aiuta le mamme a evitare di ritrovarsi con seni pieni di latte, perdite di liquido dal capezzolo e mastiti. In genere sono necessari da tre a sette giorni per far sì che il seno si abitui a fornire latte per una poppata in meno. Per questo se il passaggio all'allattamento misto è una scelta programmata è bene iniziare a organizzarsi qualche settimana prima che diventi indispensabile, in modo da consentire non solo al bambino, ma anche a se stesse, di abituarsi alla novità.
Le informazioni pubblicate in questo articolo non si sostituiscono al parere del medico.
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