L'allattamento al seno, un gesto che affonda le sue radici nella storia stessa dell'umanità, rappresenta una pratica di incommensurabile valore per la salute e il benessere sia della madre che del bambino. Nonostante la sua naturalità intrinseca, persino nel contesto attuale, l'allattamento è spesso oggetto di false convinzioni che possono allontanare le donne da questa esperienza virtuosa. È fondamentale riconoscere che pressoché tutte le mamme sono in grado di allattare, salvo rare eccezioni, e che i benefici derivanti sono molteplici e profondi, estendendosi ben oltre il semplice nutrimento.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha infatti dichiarato che l'allattamento al seno è uno dei modi più efficaci per garantire la salute e la sopravvivenza dei bambini, raccomandando il latte materno come alimento esclusivo per i primi sei mesi di vita e suggerendo di continuare l'allattamento fino a due anni o anche oltre. Questo approccio è supportato da una mole crescente di studi scientifici che, soprattutto negli ultimi quarant'anni, hanno evidenziato una lunga lista di patologie infantili e dell'età adulta che risultano meno frequenti nei bambini allattati al seno. Allo stesso tempo, i vantaggi per la madre sono altrettanto significativi, contribuendo al suo recupero fisico, alla prevenzione di malattie a lungo termine e al rafforzamento del legame affettivo con il proprio figlio.
I Benefici Incommensurabili per il Bambino
Il latte materno non è un semplice alimento, ma un sistema biologico complesso, la cui composizione è straordinariamente dinamica e si adatta costantemente alle esigenze mutevoli del neonato. Esso contiene centinaia di sostanze vitali e la sua formulazione varia nel tempo e da una donna all'altra, rendendolo un nutrimento specie-specifico, perfettamente calibrato per il cucciolo d'uomo.
Un Nutrimento Perfetto e Dinamico
La composizione del latte materno è unica nel suo genere. È costituito per circa l'88% di acqua, il che garantisce un'idratazione ottimale senza necessità di integrazioni, e per il resto da zuccheri, in particolare lattosio, che favorisce lo sviluppo di un microbiota intestinale sano. È altresì ricco di grassi essenziali, cruciali per la maturazione del sistema nervoso, oltre a proteine, vitamine, sali minerali e ormoni, tutti elementi che sostengono una crescita sana e un adeguato sviluppo cerebrale.

Il percorso di maturazione del latte materno è affascinante. Il latte secreto nei primi giorni dopo il parto è chiamato colostro. Si presenta giallastro, a causa dell'alto contenuto di ß-carotene, e la sua consistenza è piuttosto densa. Il colostro possiede un'alta digeribilità e, nello stesso tempo, un elevato potere nutrizionale. Esso presenta, inoltre, un effetto lassativo che aiuta il neonato a eliminare le prime feci, note come meconio, e a espellere l'eccesso di bilirubina, prevenendo così la comparsa dell'ittero neonatale. Già dal quinto mese di gravidanza il seno è pronto per la produzione del latte, e durante l'ultimo periodo le mammelle cominciano a produrre proprio il colostro, una prima forma di latte molto nutriente e concentrata, preziosa per il neonato. È un liquido di colore giallo trasparente che potrebbe fuoriuscire dal seno anche prima della nascita del bambino.
Nei quattro o cinque giorni successivi al parto, il colostro si trasforma gradualmente per diventare prima latte di transizione e poi latte maturo. Nel latte di transizione aumentano i livelli di lattosio e grassi, mentre diminuiscono gli anticorpi e le proteine nel loro insieme. A partire da una decina di giorni dal parto, il latte materno inizia a stabilizzarsi, diventando così latte maturo. Quest'ultimo contiene tutti i nutrienti principali - proteine, carboidrati, grassi, ormoni, vitamine, minerali e acqua - in quantità che rispecchiano i bisogni del neonato. Il latte maturo è in grado di cambiare in relazione all'ora del giorno, alla durata della poppata, ai bisogni specifici del bambino e alle condizioni della madre, dimostrando una capacità di adattamento ineguagliabile.
Uno Scudo Potente per la Salute e lo Sviluppo
L'allattamento al seno rafforza il sistema immunitario del bambino in modi unici. Trasmette al neonato anticorpi contro virus e batteri, fornendo una difesa cruciale in un periodo in cui il suo sistema immunitario è ancora molto immaturo e ha una minore capacità di combattere i germi patogeni. Il colostro, in particolare, è ricco di anticorpi che proteggono il neonato dopo la nascita, in particolare con l'immunoglobulina di tipo A, e che rafforzano il suo sistema immunitario. Il latte materno contiene anche una serie di altre molecole immunitarie che aiutano a proteggere il bambino dai germi. Se la madre è esposta a batteri o virus, il suo corpo produrrà anticorpi contro di essi e questi saranno presenti nel suo latte, creando uno scudo personalizzato per il bambino. Inoltre, l'allattamento permette al bambino di trasmettere germi alla madre, in modo che il suo sistema immunitario possa rispondere e sintetizzare anticorpi specifici per aiutarlo.
Questa protezione si traduce in una significativa riduzione del rischio di sviluppare numerose patologie. I bambini allattati al seno hanno un rischio minore di sviluppare disturbi intestinali come diarrea e vomito, infezioni respiratorie come quelle indotte dal virus respiratorio sinciziale (RSV), infezioni all'orecchio e meningite batterica. L'allattamento al seno aiuta, inoltre, a prevenire la sindrome della morte improvvisa del lattante, la cosiddetta "morte in culla". Riduce il rischio di sviluppare nel tempo malattie come il diabete di tipo 2 e l'obesità infantile e in età adulta, oltre a condizioni allergiche come l'asma e l'eczema.
Per i neonati prematuri, il latte materno è indispensabile non solo come nutriente, ma anche come prima difesa immunitaria. Diversi studi hanno dimostrato che il latte materno è in grado di ridurre l'incidenza delle infezioni e di patologie intestinali in questi bambini fragili. In questi casi, in fase iniziale, è possibile ricorrere anche al latte materno donato da altre donne, in quanto a causa del parto prematuro la montata lattea può tardare ad arrivare.
Allattamento materno e farmaci
I dati di un recente studio, pubblicati sulla rivista JAMA Network Open, rivelano che l'allattamento al seno riduce il rischio che la bambina o il bambino sviluppino in futuro la leucemia linfoblastica acuta. Sebbene le prove siano meno definitive per altri tipi di tumori pediatrici come il neuroblastoma e altri tumori solidi, l'evidenza per la leucemia è un'ulteriore conferma dell'ampio spettro di protezione offerto.
L'Impatto sullo Sviluppo Neuro-Comportamentale e Cranio-Facciale
Oltre ai benefici fisici diretti, l'allattamento al seno promuove lo sviluppo neuro-comportamentale del bambino. Il latte materno fornisce i nutrienti specifici di cui i bambini hanno bisogno per crescere, sia in termini di dimensioni che di maturità cerebrale. Il suo contenuto di grassi essenziali è fondamentale per la mielinizzazione e lo sviluppo delle strutture cerebrali.
I bambini allattati al seno traggono anche beneficio da un corretto sviluppo di mascelle, denti e linguaggio, nonché da uno sviluppo facciale complessivo. La suzione al seno, a differenza di quella dal biberon, stimola un diverso assetto muscolare e scheletrico del viso, favorendo la crescita armonica.
Inoltre, come documentato da uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances, l'allattamento garantirebbe una protezione contro le infezioni che andrebbe ben oltre il periodo di allattamento e durerebbe in molti casi per tutta la vita. Questo è merito del trasferimento di cellule del sistema immunitario in grado di "educare" i più piccoli nei confronti delle infezioni avute dalle mamme, un meccanismo che estende la protezione ben oltre i primi anni di vita.
I Vantaggi Trasformativi per la Mamma
I benefici dell'allattamento al seno non si limitano al bambino, ma coinvolgono profondamente anche la madre, apportando vantaggi significativi sia a breve che a lungo termine, sia sul piano fisico che su quello psicologico ed emotivo.
Recupero Fisico e Prevenzione a Lungo Termine
Allattare al seno aiuta le neomamme a riprendere la forma fisica. Allattare aiuta infatti a perdere il peso accumulato durante la gravidanza, bruciando fino a 500 calorie al giorno, una quantità simile a quella consumata in un'ora di bicicletta. Questa dose extra di calorie bruciate con l'allattamento può aiutare a perdere il peso accumulato durante la gravidanza, sebbene nella maggior parte dei casi occorra un po' di tempo, spesso oltre il sesto mese di allattamento, prima di notare una qualche riduzione del peso.
L'allattamento ha anche altri benefici immediati per il corpo della madre. Riduce il sanguinamento post-parto e favorisce il ripristino dell'anatomia dell'utero. Questo è dovuto al rilascio di ossitocina, un ormone che aiuta l'utero a contrarsi più rapidamente rispetto a quello di una madre che non allatta, prevenendo perdite di sangue eccessive e riducendo il rischio di anemia da carenza di ferro.

I vantaggi per la salute della madre si estendono per tutta la vita. L'allattamento al seno si associa alla riduzione del rischio di sviluppare tumore al seno e all'ovaio, in modo proporzionale alla durata dell'allattamento. L'allattamento al seno riduce il rischio di contrarre malattie cardiache e diabete di tipo 2 per tutta la vita. Ogni mese in più che si allatta riduce anche il rischio di contrarre una serie di tumori, quali quelli al seno, alle ovaie e all'utero. Per esempio, una donna con due figli allattati al seno per complessivi trentasei mesi (quindici mesi il primo e ventuno mesi il secondo) si porta a casa una riduzione di circa il ventisette percento di rischio di cancro al seno.
Inoltre, l'allattamento al seno rinforza anche lo scheletro della donna in quanto attiva il metabolismo osseo del calcio, che saprà in età senile meglio difendere la donna dall'osteoporosi. La mineralizzazione ossea migliora, riducendo le probabilità di fratture negli anni a venire.
Benessere Psicologico ed Emotivo
L'allattamento al seno è un'esperienza che va oltre la nutrizione, instaurando un forte legame di fiducia e amore tra la mamma e il bambino. Non da ultimo, tra i benefici dell'allattamento al seno c'è l'instaurazione di questo legame privilegiato. In una fase in cui tra i sensi del neonato l'olfatto è quello più sviluppato proprio per riconoscere l'odore del latte materno, l'allattamento al seno è una via di comunicazione privilegiata tra mamma e bebè.
Il contatto pelle a pelle con il neonato durante l'allattamento stimola il rilascio di ossitocina, soprannominata "ormone dell'amore" o "droga delle coccole". Questa sostanza viene rilasciata ogni volta che il bambino si nutre dal capezzolo, contribuendo a un forte aumento che consolida il legame con il bambino. Gli scienziati hanno collegato l'aumento dei livelli di ossitocina con quello che descrivono come "comportamento materno potenziato", caratterizzato da un contatto visivo più lungo, risposte più rapide e più coccole.
L'ossitocina possiede anche un effetto antidepressivo. Uno studio ha scoperto che alcune madri con livelli più alti di ossitocina presentavano in misura minore sintomi di ansia e depressione. Finché si continua ad allattare, l'ossitocina aiuta la madre a stare calma, a ridurre lo stress e la pressione sanguigna e persino ad aumentare la soglia del dolore. Tutto questo diminuisce il rischio di sviluppare la depressione post-partum, e non reggono a un'analisi scientifica seria i timori che l'allattamento al seno sia nella donna causa di depressione dopo il parto.
L'allattamento al seno ha un valore affettivo e simbolico straordinario. Il bambino, mentre succhia, ha il contatto con l'odore della pelle della madre: ed è questo il primo segno di appartenenza che il neonato impara a riconoscere. Quel profumo di mamma fa sì che la riconosca come unica e sua, e la cerchi tra mille. Ha il suo calore, il suo abbraccio, il suo sorriso, con un contatto più intimo che non quando sta semplicemente in braccio. Durante la suzione, aumenta nel sangue della mamma e del bambino un neurormone importantissimo, l'ossitocina. Questa, oltre a favorire la contrazione dei dotti galattofori per agevolare la fuoriuscita del latte, "scrive" anche nel cervello di entrambi quel viso, quel profumo, quel tono di voce, quello sguardo che li rende reciprocamente cari. Aumenta cioè il senso di appartenenza e gratifica il bisogno di attaccamento affettivo, il primo e il più fondamentale dei bisogni in ogni cucciolo di mammifero, ma soprattutto nella nostra specie.
Praticità e Vantaggi Economici
Sebbene possa essere estenuante nelle prime settimane, una volta acquisita esperienza l'allattamento al seno presenta enormi vantaggi in termini di praticità. Si può alimentare il proprio bambino in qualsiasi momento con il minimo sforzo e fastidio. Il latte non deve essere bollito, mescolato, raffreddato né sanificato; è sufficiente sganciare il reggiseno e procedere all'allattamento. Quando si è fuori casa, non si deve ricordare di portare con sé tutto l'armamentario per alimentarlo con il latte in polvere: un grande vantaggio quando si è già sovraccarichi di pannolini, vestiti di ricambio, salviette e altri oggetti di prima necessità.

È importante considerare anche i vantaggi economici dell'allattamento al seno. Se si allatta esclusivamente al seno non si deve acquistare il latte artificiale. Nell'arco di pochi mesi il risparmio potrebbe ammontare a una bella somma. Per non parlare del fatto che non ci si deve preoccupare se in negozio non si riesce a trovare il latte in polvere che si preferisce. Inoltre, poiché i neonati allattati al seno tendono ad ammalarsi meno, è probabile che si passerà meno tempo a curare il proprio bambino. Se si è tornate al lavoro, questo potrebbe significare prendere meno giorni per malattia e fare meno giorni di assenza al nido.
L'allattamento al seno blocca anche l'ovulazione, così il ciclo si interrompe, il che per molte mamme costituisce un vantaggio in sé. Questo significa che l'allattamento al seno esclusivo (senza somministrare al bambino altri liquidi e alimenti) è anche un ottimo metodo contraccettivo, efficace almeno al 98%, una percentuale di successo simile alla pillola o al preservativo. È tuttavia importante ricordare che in alcune donne il ciclo ricompare mentre allattano esclusivamente al seno; quindi, è bene prendere altre precauzioni se non si desidera rimanere incinta.
La Mente della Mamma e l'Allattamento
L'allattamento al seno può anche potenziare le capacità mentali della madre. In parole semplici, l'allattamento al seno migliora il QI della mamma. Le madri subiscono alterazioni cerebrali che permettono loro di svolgere alcuni compiti in modo più efficace. Questo è un beneficio che si raccoglie anche in età avanzata.
Quando il bambino si sveglia di notte per mangiare, l'allattamento tende a essere il modo più semplice e veloce per alimentarlo. Si può allattare anche rimanendo sdraiata. Inoltre, l'ossitocina e altri ormoni rilasciati durante l'allattamento aiutano entrambi a riprendere sonno subito dopo. Allattare il proprio bambino al seno potrebbe aiutare a dormire più a lungo rispetto a se lo si alimenta con latte artificiale o con un'alimentazione mista. Uno studio ha rilevato una differenza di quaranta o quarantacinque minuti di riposo in più per notte, che nel tempo si traduce in preziose ore aggiuntive che incidono notevolmente sul benessere materno.
Allattamento al Seno: Guida Pratica e Consigli Essenziali
Sebbene allattare al seno sia la cosa più naturale al mondo, per molte donne possono sorgere dubbi e incertezze. La comprensione di alcuni aspetti fondamentali e l'adozione di pratiche corrette possono rendere questa esperienza più serena e gratificante.
L'Inizio: Dalla Nascita alla Montata Lattea
La produzione di latte viene stimolata dalla suzione del bambino, per cui è fondamentale attaccare il piccolo subito dopo la nascita. Le poppate precoci promuovono infatti l'arrivo della montata lattea, che compare in media dopo tre-cinque giorni dal parto. La produzione di latte si regolerà in base alle effettive necessità del neonato: più il bambino succhia e più latte viene prodotto. Il neonato, tramite la suzione, dà vita a un riflesso nervoso che assicura una continua e abbondante produzione di prolattina.
La Gestione Quotidiana: A Richiesta e con Attenzione
Oggi si consiglia di offrire il latte a richiesta del piccolo e non a orari prestabiliti. A un mese di vita la maggior parte dei lattanti fa dalle otto alle dodici poppate nelle ventiquattro ore, comprese quelle notturne. Con il passare dei mesi, il tempo tra una poppata e l'altra comincerà ad allungarsi.
Non esistono tecniche particolari e rigide per allattare, ma i professionisti in ambito sanitario possono consigliare alcune posizioni da assumere per rendere questo momento più confortevole e piacevole. Oltre a ciò, possono aiutare a valutare se il neonato si attacca correttamente, in modo da evitare fastidiosi disturbi per il seno, come la comparsa delle ragadi. Per esempio, bisogna controllare in primo luogo che il neonato abbia in bocca, oltre al capezzolo, anche buona parte dell'areola.
Alcune mamme preferiscono far svuotare al bambino un seno per volta, altre scelgono di offrire entrambi i seni durante la stessa poppata, ma l'ideale è lasciare che sia il bambino a decidere tempi e modi. I bambini tendono a crescere molto rapidamente nel primo mese, mentre dopo i quattro mesi il tasso di crescita diminuisce.
Il rischio di salute collegato all'allattamento al seno da parte di una donna italiana ben nutrita è da un punto di vista epidemiologico veramente trascurabile. L'unico vero rischio è quello di dover affrontare alcune esperienze sgradevoli come il dolore e/o le ragadi del capezzolo, l'ingorgo, la mastite. È un rischio concreto, ma fortemente riducibile se la gestione dell'allattamento al seno è fisiologica, vale a dire se è a domanda del bambino, senza aggiunte inutili di latte artificiale e soprattutto con presa corretta della mammella da parte del poppante.
Come Verificare l'Adeguato Accrescimento
Molte madri si chiedono come capire se il piccolo riceve abbastanza latte. Per valutare l'accrescimento ponderale del bambino, basta pesarlo una volta alla settimana e non prima e dopo la poppata, come si suggeriva in passato. Può inoltre essere utile controllare i pannolini che sporca quotidianamente. Il bebè deve fare la pipì almeno cinque-sei volte al giorno e devono essere regolarmente presenti feci. Se il piccolo si succhia il pollice o addirittura tutta la mano può voler dire che inizia a sentire lo stimolo della fame, ma può anche essere semplicemente un metodo di auto-consolazione: succhiare è rilassante e rassicurante per molti bimbi.
Durata dell'Allattamento: Le Raccomandazioni e la Realtà
La durata dell'allattamento è un aspetto spesso dibattuto, con raccomandazioni precise da parte delle organizzazioni sanitarie e una realtà che riflette spesso le sfide quotidiane delle madri.
Le Linee Guida Internazionali
Per un accrescimento, uno sviluppo e una salute ottimali, si raccomanda che i bambini siano allattati esclusivamente al seno per i primi sei mesi di vita. Durante questo periodo il bambino non ha bisogno di altro: non vanno quindi proposte bevande o alimenti diversi dal latte materno. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) invita le donne a portare avanti l'allattamento anche fino ai due anni (o comunque fino a quando la mamma e il figlio lo desiderano), mantenendo il latte materno come alimento principale fino al primo anno di vita pur introducendo gradualmente cibi complementari. Più ragionevolmente, andrebbe bene arrivare quanto meno al primo compleanno del bambino.
L'Introduzione dell'Alimentazione Complementare
A partire dal compimento del sesto mese, le esigenze nutrizionali del bambino in allattamento tendono a cambiare: il latte materno non è più in grado di assicurare un corretto apporto di ferro e di alcuni micronutrienti. Per questo motivo, bisogna iniziare ad avviare un'alimentazione complementare, introducendo alimenti semisolidi e solidi diversi dal latte materno. Ciò non significa che il latte materno smetta di essere benefico. Al contrario, mantiene la sua importanza almeno fino ai due anni di vita e può quindi essere protratto fino a quando mamma e bambino lo desiderano.
Tendenze e Superamento delle Difficoltà
Nonostante le opinioni degli specialisti sul tema convergano, i tassi di adesione all'allattamento al seno non sono ancora quelli ottimali in molti contesti. I dati Istat mostrano che nei primi giorni di vita il novanta percento delle donne italiane comincia ad allattare al seno. Ma già a quattro mesi, l'allattamento esclusivo crolla al trentuno percento. E soltanto il dieci percento delle mamme continua ad allattare oltre i sei mesi del proprio bambino.
Allattamento materno e farmaci
Alla base della rinuncia ci sono quasi sempre le difficoltà nel conciliare l'allattamento con il resto delle attività quotidiane. Il problema è noto soprattutto alle mamme che lavorano, considerando le resistenze culturali che ancora limitano la pratica negli ambienti esterni. Da qui il messaggio lanciato da Organizzazione Mondiale e Unicef, che chiedono il riconoscimento universale di almeno quattro mesi di maternità, oltre che un congedo anche per i papà, in modo da rendere condivisa la responsabilità della dieta del neonato. Fortunatamente, anche in Italia i tempi medi di allattamento si stanno allungando, essendo passati da sei a sette mesi negli ultimi dieci anni, e molte mamme mantengono a lungo almeno il pasto serale. Un ottimo segnale di recupero e valorizzazione di uno dei gesti più sani e belli nel rapporto madre-bambino.
Alimentazione della Mamma che Allatta: Miti e Verità
L'alimentazione della mamma durante l'allattamento è un aspetto importante che spesso genera dubbi e consigli contrastanti. È essenziale distinguere tra ciò che è veramente necessario e ciò che è basato su vecchie credenze.
Fabbisogno Nutrizionale e Dieta Equilibrata
Il fabbisogno nutrizionale della mamma che allatta è elevato e superiore a quello della gravidanza, ma questo non significa che si debba "mangiare per due": in genere bastano circa cinquecento Kcal aggiuntive. L'alimentazione materna influenza solo in minima parte la composizione del latte. Il suo contenuto energetico e proteico viene infatti mantenuto indipendentemente dalla dieta materna, e i numerosi micronutrienti (come per esempio ferro, zinco, folato, calcio e rame) continuano a essere secreti nel latte in quantità costanti, andando eventualmente ad attingere dalle scorte materne, quando l'introito dietetico non è adeguato.
Quindi, quando si allatta ciò che conta di più è seguire una dieta bilanciata e varia, in modo tale da assicurarsi un corretto apporto di macro e micronutrienti. Da non trascurare è anche l'introito d'acqua. Per un'adeguata produzione di latte è infatti raccomandato che le donne bevano duemilasettecento ml di acqua al giorno.
Per alcuni nutrienti, come la vitamina D, la vitamina A, le vitamine del gruppo B e l'acido docosaesaenoico (DHA, un acido grasso omega 3), può talvolta essere consigliata una supplementazione, previo parere del medico.
Alimenti da Moderare o Evitare
Per quanto riguarda la dieta, non esistono alimenti vietati in maniera assoluta durante l'allattamento. Mentre in passato si suggeriva alle neomamme di evitare le verdure che potevano dare al latte un sapore meno gradito, come broccoli, asparagi, cavoli o cipolle, oggi si consiglia semplicemente di mangiare questi cibi con moderazione e osservare eventuali reazioni del bambino durante l'allattamento.
Se è vero che non esistono cibi vietati in maniera assoluta quando si allatta, bisogna invece essere molto cauti con gli alcolici. Un bicchiere di vino può essere consentito al pasto una tantum, a patto di adottare la precauzione di non allattare il bambino subito dopo averlo bevuto. Se si vuole allattare il proprio bambino bisognerebbe, inoltre, dire addio alle sigarette o quantomeno ridurre il più possibile ed evitare di fumare prima della poppata e in sua presenza, soprattutto in luoghi chiusi come la casa o l'auto, per non esporlo al pericolo del fumo passivo. Occorre cautela anche con l'assunzione di farmaci, da utilizzare solo dopo aver consultato il proprio medico, che saprà valutare la compatibilità con l'allattamento.
La Fisiologia dell'Allattamento: Il Ruolo degli Ormoni
L'allattamento al seno è un processo biologico complesso, finemente regolato da un'orchestra di ormoni che lavorano in sinergia per preparare il corpo della madre e sostenere la produzione di latte.
Il Complesso Orchestro Ormonale
La produzione di latte materno è possibile grazie all'azione di numerosi ormoni che collaborano per preparare il seno al suo compito nutritivo. Oltre agli estrogeni e al progesterone, che fanno crescere di volume la ghiandola mammaria durante la gravidanza, i due ormoni amici dell'allattamento sono la prolattina e l'ossitocina.
La prolattina è la principale responsabile della produzione del latte. I suoi livelli aumentano durante la gravidanza e raggiungono picchi dopo il parto, specialmente in risposta alla suzione del bambino. Più il bambino succhia, maggiore è la stimolazione alla produzione di prolattina e, di conseguenza, di latte.
L'ossitocina, invece, è responsabile della sua emissione, attraverso il riflesso di eiezione del latte, che permette al latte di fluire dai dotti mammari. Oltre al suo ruolo meccanico, l'ossitocina è fondamentale per il benessere psicologico ed emotivo della madre e per il legame con il bambino, agendo come "ormone dell'amore" che favorisce il bonding, riduce lo stress e supporta il sonno. L'attaccamento precoce e frequente del neonato aiuta l'utero a contrarsi e stimola la "terza fase" del parto, con l'espulsione della placenta, evitando che la madre perda troppo sangue.
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