Il latte materno rappresenta l’alimento perfetto: contiene in proporzioni bilanciate tutti i nutrienti, le sostanze bioattive e i microrganismi benefici dei quali il bambino ha bisogno dalla nascita e nel corso della crescita. Non si tratta solo di una fonte di sostentamento, ma di un complesso sistema biologico dinamico che evolve in sintonia con le necessità del neonato, trasformandosi dal colostro al latte di transizione fino al latte maturo. L'allattamento è la strategia che la natura ha messo a disposizione a tutte le specie di mammiferi per poter far sopravvivere e crescere la propria prole.

I benefici biologici del latte materno
I vantaggi dell’allattamento al seno sono innumerevoli: rinforza le difese immunitarie, favorisce lo sviluppo intestinale del neonato, rafforza il rapporto mamma-bambino, protegge la donna dal tumore al seno, dal tumore ovarico e dall’osteoporosi in età avanzata. Da studi recenti è stato evidenziato che attraverso il latte materno vengono trasmessi dei batteri che contribuiscono allo sviluppo della normale flora batterica intestinale, determinante nel proteggere il bambino da infezioni nel breve periodo, un fatto osservato molto chiaramente nei bambini prematuri ricoverati in terapia intensiva neonatale.
Oltre ai batteri benefici, la mamma trasmette al piccolo anticorpi che lo proteggono da numerose infezioni respiratorie e gastrointestinali. Negli ultimi due anni della pandemia da Sars-CoV2, numerosi studi hanno dimostrato l’effetto protettivo dell’allattamento al seno nei figli di mamme COVID-19 positive, tanto che la vaccinazione anti-COVID19 è fortemente raccomandata durante l’allattamento per la possibilità di trasmettere gli anticorpi che neutralizzano il virus al neonato. È importante notare che la sindrome della morte improvvisa in culla (SIDS) si manifesta meno frequentemente nei neonati allattati al seno, rendendo questa pratica una raccomandazione chiave per la sua prevenzione.
Composizione nutrizionale: un equilibrio perfetto
Il latte materno è un alimento completo e potente. La quantità di proteine nel latte materno è 3 volte inferiore rispetto al latte di mucca, poiché quello bovino è destinato al vitello che deve crescere molto più velocemente di un bambino. Le proteine contenute nel latte materno sono considerate ottimali per la crescita, facili da digerire e molto ben tollerate; molte di esse hanno compiti funzionali anziché puramente di accrescimento.
Tra gli zuccheri, il lattosio è presente in quantità maggiore che nel latte di mucca (circa il 50% in più), il che spiega perché il latte di mamma abbia un sapore più dolce. I grassi, principale fonte di energia, sono presenti in quantità minore all'inizio e maggiore al termine della poppata per indurre nel bambino il senso di sazietà. Gli acidi grassi poli-insaturi, definiti essenziali perché il lattante non li produce, costituiscono l’8-10% dei grassi nel latte materno, una concentrazione 4-5 volte superiore rispetto al latte di mucca, fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso e della retina. Infine, i minerali sono contenuti in quantità 3-5 volte inferiore rispetto al latte di mucca, permettendo al rene del bambino di non affaticarsi.

Avvio e avvertenze post-parto
L’avvio dell’allattamento nei primi giorni è cruciale. Dopo il parto, in condizioni fisiologiche, tutte le mamme hanno la capacità di produrre latte. L’avvio precoce e il contatto pelle-a-pelle subito dopo il parto determinano un aumento degli ormoni prolattina e ossitocina. Quest’ultimo stimola la spremitura della ghiandola mammaria e la contrazione dell’utero, riducendo drasticamente l’incidenza delle emorragie post-partum. Il latte prodotto a partire da metà gravidanza e nei primi giorni dopo il parto si chiama colostro. Nei primi giorni, piccole quantità di colostro sono sufficienti per coprire il fabbisogno del neonato; non sono indicate supplementazioni a base di acqua, soluzioni glucosate o formule lattee.
Le strutture materno-infantili dovrebbero permettere a madre e neonato di restare insieme praticando il rooming-in giorno e notte. È essenziale che il partner sia coinvolto: la collaborazione attiva del compagno e il sostegno di altri parenti prossimi sono di fondamentale importanza per l’accudimento del piccolo e per l’avvio dell’allattamento.
Gestione della produzione e sfatare i falsi miti
Una domanda che spesso genera stress è: «Come faccio a favorire l’allattamento al seno se ho poco latte?». È bene sapere che durante i primi giorni di vita è normale osservare un calo fisiologico di peso (dal 5 al 10%), che viene normalmente recuperato nell’arco di 15-20 giorni. Non esiste alcuna prova scientifica solida che raccomandi l’uso di integratori fitoterapici, chiamati galattogoghi, per aumentare la produzione. L’unica vera strategia efficace è l’allattamento a richiesta, il più frequente possibile, includendo le poppate notturne per mantenere alti i livelli di prolattina.
Il falso mito del "tuo latte ormai è acqua" va smentito: il latte materno continua a proteggere il piccolo dalle infezioni ben oltre il periodo iniziale. L'OMS raccomanda l'allattamento esclusivo fino al sesto mese e il proseguimento, secondo il desiderio di madre e bambino, anche oltre i due anni.
Tecnica e posizioni per un allattamento efficace
Per attaccare bene il bambino al seno è importante stimolare una buona apertura della bocca. Risulta utile effettuare la spremitura del seno e far affiorare delle gocce di latte, il cui odore indirizza il piccolo, oppure sfiorare dolcemente la guancia del bambino. È fondamentale che il piccolo afferri capezzolo e areola all’interno del palato per prevenire le ragadi.
Allattare in posizione di rugby - Programma di allattamento al seno
Tra le posizioni più apprezzate vi è quella semireclinata. Per i casi di parto cesareo o punti di sutura, la posizione sdraiata di lato (pancia contro pancia) è particolarmente comoda. La posizione “rugby” consiste nel sostenere il bambino lungo l’avambraccio. È fondamentale che le narici del piccolo rimangano libere durante la suzione per consentire una respirazione agevole.
Salute della madre e alimentazione
La dieta durante l’allattamento deve essere varia ed equilibrata. Richiedendo un dispendio di circa 700 kcal al giorno, l’ideale è fornire circa 500 kcal aggiuntive rispetto al fabbisogno pre-gravidanza, lasciando che le restanti 200 kcal siano coperte dalle riserve di grasso accumulate in gestazione. Non esistono cibi da evitare tassativamente. Le vitamine A, C, D, E e K, insieme a acido folico, iodio, selenio e zinco, mantengono un fabbisogno elevato. Se la dieta è varia, solitamente non servono supplementi, a meno che non vi sia una carenza accertata di ferro, che va monitorata con cura.
Il dolore al seno non deve essere considerato la norma. Le ragadi dipendono spesso da un attacco inadeguato e vanno corrette con l'aiuto di personale esperto. L’ingorgo mammario, caratterizzato da mammelle calde e dolenti, è spesso dovuto a schemi di poppata troppo rigidi; la soluzione è aumentare la frequenza delle suzioni. Se compaiono febbre, arrossamento e dolore persistente, potrebbe trattarsi di mastite, che richiede una valutazione medica per l'eventuale assunzione di antinfiammatori o antibiotici.

Supporto sociale e orientamento OMS
Se tutti i bambini fossero allattati nei primi due anni di vita, si stima che ogni anno potrebbe essere evitata la morte di 820 mila bambini sotto i 5 anni. Le strutture ospedaliere devono consigliare il latte in formula solo quando necessario per ragioni mediche. Le controindicazioni assolute all’allattamento sono, in realtà, estremamente rare. L’allattamento ha inoltre straordinarie proprietà calmanti per il bambino nei momenti di malattia o disagio. Proteggere, promuovere e supportare l’allattamento richiede un approccio basato sull'informazione costante, sull'aiuto pratico e sul rispetto delle esigenze singole di ogni diade madre-figlio, favorendo un ambiente in cui la madre si senta libera di nutrire il proprio bambino finché entrambi lo desiderano.
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