La maternità è fatta di gioie indescrivibili che forse non potremmo riassumere in un articolo neanche se intervistassimo tutte le mamme del mondo. Durante questo percorso, il corpo della donna affronta una serie di trasformazioni straordinarie, fin dai primi giorni della gravidanza. Questi cambiamenti, sebbene del tutto naturali e necessari in previsione del nutrimento del bambino, possono talvolta accompagnarsi a sintomi e sensazioni fastidiose, purtroppo inevitabili. Tra i disagi più comuni vi sono il dolore, la sensazione di bruciore o il prurito ai capezzoli e al seno. Comprendere le cause di questi fastidi e conoscere le terapie consigliate è fondamentale per gestire efficacemente questa condizione, garantendo il benessere e il comfort, sia in attesa che dopo l'arrivo del neonato.
Trasformazioni del Seno e dei Capezzoli in Gravidanza: Un Viaggio Fisiologico
Il dolore ai capezzoli è un sintomo che può destare preoccupazione e disagio. Questo fastidio può derivare da una serie di cause, dall'attrito ai cambiamenti ormonali, e può manifestarsi in diverse fasi della vita, compresa la gravidanza. Comprendere le possibili ragioni dietro il dolore ai capezzoli, in particolare durante la gravidanza, e conoscere le terapie consigliate può aiutare a gestire efficacemente questa condizione, garantendo il benessere e il comfort.
I Cambiamenti Fisiologici e Ormonali
I cambiamenti che si verificano nel seno e nei capezzoli sono riconducibili alle variazioni dei livelli ormonali che tipicamente si manifestano durante questa fase della vita della donna. I capezzoli della maggior parte delle donne diventano più grandi e più sensibili durante la gravidanza. I capezzoli si scuriscono all’inizio della gravidanza e tendono a diventare più turgidi e sporgenti, e sono più evidenti i tubercoli di Montgomery, piccoli rilievi sul disco attorno al capezzolo chiamato areola. Questi cambiamenti avvengono perché aumenta l’afflusso sanguigno verso tutti gli organi per effetto degli ormoni della gravidanza.
Il capezzolo è il punto di sbocco dei dotti galattofori da cui fuoriesce il latte prodotto dalla componente ghiandolare. Così come avviene in molte altre aree del corpo, anche il seno e i capezzoli subiscono diverse trasformazioni durante la gravidanza. Tali modificazioni sono dovute all'aumento della produzione di ormoni femminili (estrogeni e progesterone), il cui compito è proprio quello di "preparare" e modificare il corpo della donna affinché la gravidanza - e il conseguente allattamento - possano procedere e avere luogo nel modo corretto. I cambiamenti nell'organismo della futura madre iniziano fin dal primo trimestre, ma nella maggior parte dei casi essi tendono a manifestarsi in maniera più evidente solamente verso l'inizio e nel corso del secondo trimestre.
I Segnali della Preparazione all'Allattamento
Durante la gravidanza, il dolore ai capezzoli è un sintomo comune e può essere attribuito principalmente a specifici fattori. Durante la gravidanza, i livelli di estrogeni e progesterone aumentano per sostenere la crescita del feto e la preparazione al parto. Questi cambiamenti possono causare un aumento della sensibilità dei capezzoli e provocare dolore. Il corpo si prepara per l'allattamento sin dalle prime fasi della gravidanza. Ciò può causare un aumento del flusso sanguigno e della sensibilità nei capezzoli, contribuendo al dolore.
Si verifica un contemporaneo incremento del tessuto adiposo, dello sviluppo degli alveoli secernenti il latte materno (operato soprattutto dal progesterone), dello sviluppo dei dotti galattofori e delle loro ramificazioni (operato soprattutto dagli estrogeni). Si nota anche un incremento dell'irrorazione sanguigna sia a livello di capezzoli e areola, sia a livello della mammella nel suo complesso, e una protrusione dei capezzoli. Queste modificazioni nella struttura del seno e dei capezzoli in gravidanza avvengono in tutte le donne, tuttavia, non si manifestano con la stessa evidenza in ciascuna di esse. Dal quinto o sesto mese di gestazione si possono notare delle perdite di un liquido sieroso: è il colostro prodotto dalle ghiandole mammarie. Ricco di proteine, vitamine, zuccheri e grassi, ma anche di sali minerali e anticorpi viene prodotto fino a due o tre giorni dopo la nascita del bambino, finché con la montata lattea si trasformerà in latte finito. Le ghiandole di Montgomery forniscono le sostanze grasse che servono a idratare e rendere più elastiche i capezzoli.

Manifestazioni Comuni: Sintomi e Fastidi
Nonostante l'aumento delle dimensioni del seno e dei capezzoli in gravidanza rappresenti un cambiamento del tutto naturale e, anzi, necessario in previsione del nutrimento del bambino, esso può dare origine a sintomi, piccoli fastidi o disturbi di entità più o meno lieve. Tra questi vi sono formicolio, pesantezza, sensazione di tensione e/o dolore al seno. Un altro sintomo o fastidio molto comune in questo periodo, soprattutto verso la fine della gravidanza, è il prurito ai capezzoli. A provocarlo sono una secchezza cutanea e un’ipersensibilità caratteristiche di questa fase, che, nei soggetti più sensibili, possono rendere difficile anche la sopportazione di tanti tessuti. Un possibile bruciore ai capezzoli in gravidanza può essere causato dagli ormoni e dall’aumento del flusso sanguigno, a cui si aggiunge anche quello del tessuto adiposo del seno.
La perdita di colostro dal capezzolo potrebbe verificarsi anche prima della nascita del bambino. Inoltre, si può manifestare prurito e secchezza della pelle dei capezzoli, delle areole e del seno in generale. In una simile circostanza, può essere utile applicare creme idratanti od oli appositamente formulati per questa delicata area corporea. Infine, lo sviluppo di eruzioni cutanee sotto il seno è una spiacevole evenienza che si sviluppa soprattutto nei mesi estivi a causa del sudore e dello sfregamento dei seni con la cute sottostante e/o con il reggiseno. Tutti questi sono sintomi e fastidi che non necessariamente compaiono in tutte le gestanti. Alcune potrebbero manifestarli tutti, altre ancora potrebbero manifestarne solo alcuni, mentre in altre future madri potrebbero non manifestarsi affatto. Al termine della gravidanza e del periodo di allattamento, i capezzoli e l'areola potrebbero sia tornare alle dimensioni iniziali, sia mantenere l'aspetto acquisito durante la gestazione.
Dolore ai Capezzoli in Gravidanza: Cause e Gestione
Fin dal primo trimestre di gravidanza, le gestanti possono avvertire dolore al seno; in genere si tratta di una condizione fisiologica, che non deve destare preoccupazione, sebbene possa comportare qualche disagio.
Le Origini del Disagio: Ormoni, Attrito e Sensibilità
Il dolore ai capezzoli può essere provocato da varie ragioni. L'attrito causato dai tessuti ruvidi dei vestiti o da un contatto frequente può causare irritazione e sensibilità ai capezzoli. Indossare abiti in tessuti morbidi e adottare una cura adeguata può aiutare a prevenire questo tipo di dolore. Le fluttuazioni ormonali, come quelle durante il ciclo mestruale o la gravidanza, possono rendere i capezzoli più sensibili e doloranti. L'aumento dei livelli di estrogeni e progesterone può contribuire a questa sensazione. L'aumento del volume del seno, che durante la gravidanza tende a ingrandirsi in preparazione all'allattamento, può esercitare pressione sui capezzoli e causare sensibilità e dolore.
Strategie per Alleviare il Dolore e il Prurito
Tutti questi sintomi o disturbi hanno anche rimedi. Per alleviare il dolore è consigliabile effettuare delle spugnature con acqua tiepida o fredda, mentre è meglio evitare massaggi al seno perché potrebbero stimolare un’ulteriore produzione di prolattina, favorendo l’intensificarsi del dolore. Per prevenire i disturbi, si può giocare d’anticipo fin dalle prime settimane di gravidanza, curando l’elasticità della pelle durante tutta la gravidanza con un trattamento corpo da applicare giornalmente: massaggia generosamente un olio per mantenere la pelle morbida. È bene ricorrere all'uso di oli o creme idratanti appositamente formulati per questo genere di utilizzo. In caso d'indurimento e dolore dei capezzoli in gravidanza, alcune donne trovano giovamento nel massaggiare delicatamente questa porzione di seno.
L'Importanza dell'Igiene e degli Indumenti Adeguati
Se si sperimenta dolore ai capezzoli, soprattutto in gravidanza, esistono alcune terapie che possono alleviare il disagio. Scegliere un reggiseno adatto al proprio seno, avendo cura di cambiarlo man mano che le dimensioni dello stesso aumentano. In commercio sono disponibili reggiseni specificatamente realizzati per donne in gravidanza e/o che allattano. Indossare abiti in tessuti morbidi e traspiranti può ridurre l'attrito e l'irritazione dei capezzoli. Indossiamo abiti prevalentemente di cotone. Camicie, t-shirt, magliette… tutto ciò che è a vivo contatto con la nostra pelle predilige il cotone, in questo momento di più spiccata sensibilità. Mantenere una buona igiene del seno e dei capezzoli è essenziale per prevenire infezioni e infiammazioni. Detergere il seno con prodotti delicati, ancor meglio se ipoallergenici, soprattutto se sono presenti sintomi come prurito, secchezza, bruciore. Dopo la detersione, inoltre, l'area dovrebbe essere asciugata tamponando e non sfregando. Evitiamo detergenti aggressivi; portiamo con noi sotto la doccia prodotti delicati, ok lavanti ma anche idratanti ed emollienti, olii e saponi utili a non seccare la pelle, soprattutto quella del seno. Si consiglia anche di evitare l’uso del sapone, che rischia di seccare la pelle e limita lo sviluppo dei batteri sul capezzolo.
Inoltre, nella gestione del dolore è utile anche curare lo stile di vita: “L’attività fisica non è controindicata, è bene però evitare di saltare a lungo. È consigliabile poi ridurre il consumo di alimenti ricchi di grassi e di sale che possono trattenere i liquidi, mentre è fondamentale assicurarsi un’adeguata idratazione, sia bevendo tanta acqua sia consumando frutta e verdura di stagione. Manteniamo uno stile di vita attivo. Avete letto bene: in gravidanza l’attività fisica non è affatto sconsigliata, anzi tutt’altro! Certo, non vi stiamo dicendo di cimentarvi in sport estremi, ma di godervi brevi o lunghe camminate, il nuoto, la ginnastica in acqua o sul tappetino, l’aerobica e lo yoga.
Il Dolore al Seno e ai Capezzoli nelle Prime Fasi dell'Allattamento
In allattamento, il seno può far male per diverse ragioni. Nelle prime fasi dell’allattamento il dolore al capezzolo e la sensazione di bruciore sono i problemi più riscontrati dalle neomamme, ma non ci si deve preoccupare, perché nei giorni successivi al parto è normale avere la pelle più sensibile per la suzione del neonato. “L'allattamento al seno non dovrebbe provocare dolore” è un mantra che le neomamme sentono spesso ripetere; eppure, molte scoprono una realtà piuttosto diversa nei primi giorni.
POSIZIONI PER ALLATTARE AL SENO E UN ATTACCO PROFONDO - VIDEO TUTORIAL ALLATTAMENTO
La Normalità della Sensibilità Iniziale
Durante le prime poppate può capitare di avere il seno dolorante, percepito come un fastidio iniziale e di pochi secondi, causato dallo stiramento dei tessuti attorno al capezzolo, a causa della suzione del neonato. Dopodiché, quando si inizia ad allattare al seno, il neonato crea una pressione e una suzione che i capezzoli non hanno mai provato prima di allora (sempre che si tratti del primo figlio). Le poppate possono anche essere di lunga durata, a volte fino a un'ora, e il bambino potrebbe volersi nutrire fino a 13 volte al giorno. Tutta questa suzione, questa pressione e la saliva possono causare dolore ai capezzoli. Pensa, ad esempio, alle labbra, che si screpolano o diventano dolenti per effetto del vento o del sole. Più le bagni, inumidendole con la lingua, più diventano disidratate e danneggiate; per questo le idrati per lenire il dolore, proteggerle e aiutarle a guarire. Lo stesso vale per i capezzoli. Il dolore, però, non dovrebbe durare a lungo, perché la mamma e il bambino dovrebbero abituarsi all'allattamento al seno entro un paio di settimane. È importante affrontare i problemi con prontezza per prevenire danni futuri.
L'Attacco Corretto: Chiave per un Allattamento Sereno
Se il dolore al seno in allattamento è costante e permane per tutta la poppata, protraendosi poi per diversi giorni è necessario valutare la situazione insieme a un esperto. La chiave per un allattamento al seno privo di dolore è un attacco adeguato. Mentre il bambino è attaccato al seno, direzionare il capezzolo verso il suo palato. Questo dovrebbe aiutarlo ad attaccarsi sia al capezzolo sia a parte dell'areola (il cerchio di pelle più scura attorno al capezzolo) sottostante. Avere in bocca sia il capezzolo sia parte del tessuto mammario lo aiuterà a nutrirsi correttamente. Nei primi giorni, chiedere a un consulente per l'allattamento o a uno specialista dell'allattamento di verificare l'attacco del bambino. Ti daranno dei consigli su come superare eventuali difficoltà e potrebbero proporti delle posizioni per l'allattamento al seno alternative, per aiutarti a nutrire il bambino provando il minor dolore possibile.
La scalata al seno per nutrirsi viene detta Breast Crawl, tradotta dall’inglese come uno “strisciamento verso il seno”: il bimbo si spinge con i piedini finché col nasino raggiunge l’altezza del capezzolo per attaccarsi al seno. Se l’attacco al capezzolo non è corretto, potrebbero formarsi le ragadi. Per evitarle è necessario assicurarsi che il bambino non si attacchi agganciando solo la punta del capezzolo, sfregandolo fra la lingua e il palato duro. Esistono tuttavia degli accorgimenti da adottare durante l’attacco al seno per facilitare il movimento della lingua e quindi la corretta suzione. La posizione e l’attacco corretto al seno risolvono la gran parte delle difficoltà di allattamento. Il nostro consiglio è quello di prendersi sempre il tempo e la tranquillità necessari per questo momento di scambio. Trova una posizione comoda e utilizza un cuscino per l’allattamento: non immagini il sostegno che ti darà. Permetterà a collo, braccia e spalle di riposare mentre il bimbo si nutre.

Problemi Comuni e Le Loro Cause Specifiche
Oltre alla sensibilità iniziale e all'attacco non corretto, ci sono diverse altre problematiche che possono comportare dolore al seno in allattamento. Se noti che i capezzoli iniziano a screpolarsi, a sanguinare o se sono estremamente dolenti, appena possibile parla con un consulente per l'allattamento o con uno specialista dell'allattamento. Dopo i primi giorni, le difficoltà dell’allattamento al seno possono essere dovute a vari fattori e per ognuno c’è una soluzione.
Dotto Ostruito e Ingorgo Mammario:Un dotto ostruito si verifica quando c’è un ristagno di latte a livello di un dotto galattoforo. Si avrà la percezione di un nodulo dolorante, oppure una sensazione diffusa di bruciore al capezzolo dovuta a una ostruzione. L'ingorgo mammario si presenta a causa di un inadeguato drenaggio della ghiandola mammaria rispetto alla quantità di latte prodotta; la sensazione percepita è di seno pieno, pesante, teso, dolente e caldo. In questo caso il seno è pesante, dolorante e caldo. La pelle è lucida e il bambino ha difficoltà nell’attaccarsi.
Mastite: Infiammazione e Sintomi Associati:La mastite è una vera e propria infiammazione provocata dal ristagno del latte. Una zona del seno è più calda delle altre, un po’ arrossata e si possono presentare stati febbrili, brividi e dolori articolari. Si cura con antinfiammatori ed eventualmente antibiotici, prescritti dal medico.
Ragadi al Capezzolo: Prevenzione e Trattamento:Le ragadi al capezzolo rappresentano sicuramente il problema più diffuso. Si presentano come delle piccole ferite, a volte anche molto dolorose. In caso di ragadi è bene che venga valutato l’attacco al seno del neonato.
Candidosi (Mughetto): Riconoscimento e Cura:La candidosi al seno è un’infezione provocata da un fungo; si tratta di una condizione non molto comune, ma non improbabile durante l’allattamento. In questo caso i sintomi sono presenti sia nella mamma sia nel neonato; la mamma in genere accusa un fastidioso bruciore che perdura anche alla fine della poppata, mentre il lattante può manifestare il “mughetto” (una sorta di cremina biancastra visibile sulle labbra, all’interno delle guance e sulla lingua) o un’infiammazione nell’area del pannolino. Questa condizione risulta facilmente curabile con una terapia farmacologica.
Anomalie del Neonato: Frenulo Linguale o Labiale Corto:L'anchiloglossia colpisce dal 4 all'11% dei neonati. Consiste nelle dimensioni ridotte del frenulo linguale, la striscia di pelle che connette la lingua al pavimento orale. Un bambino affetto da anchiloglossia può non essere in grado di aprire la bocca a sufficienza e, quindi, di inserirvi un'ampia parte di seno durante le poppate; inoltre, la sua lingua probabilmente non riesce a coprire le gengive inferiori durante lazione. Ciò può determinare capezzoli dolenti, oltre che frustrazione del bambino. Il bambino dovrà essere visitato da un professionista sanitario, da un consulente per l'allattamento o da uno specialista dell'allattamento per confermare la diagnosi di anchiloglossia. Se necessario, questa malformazione può essere risolta con una semplice procedura, chiamata frenulectomia linguale, che viene effettuata da un professionista sanitario; di norma, non richiede l'uso di anestetici e può aiutare a risolvere immediatamente i problemi di allattamento al seno. Esiste una condizione simile, ma più rara, in cui il frenulo che collega il labbro superiore con le gengive superiori è troppo corto. Queste due condizioni non vengono sempre notate durante le visite neonatologiche, per cui chiedere immediatamente consiglio se si pensa che possano essere le cause del dolore ai capezzoli.
Rimedi e Accorgimenti per un Allattamento senza Dolore
Le soluzioni per il dolore al seno in allattamento dipendono dal problema che lo causano per cui non vi è una terapia unica per risolvere i vari fastidi. Tutti i fattori che causano dolore al seno in allattamento sono prevenibili e soprattutto eliminabili con gli accorgimenti descritti e un corretto drenaggio del latte.
Supporto Professionale e Monitoraggio
La prevenzione, come in tutti gli ambiti della medicina, è fondamentale anche durante l’allattamento per evitare dolori e fastidi. Il supporto del personale sanitario durante la degenza è fondamentale per valutare ed eventualmente correggere da subito l’attacco del neonato al seno. È inoltre consigliabile non dare aggiunte di latte artificiale o di altri liquidi se non strettamente necessari, dal momento che farebbe ridurre la suzione e quindi rallentare la produzione di latte. Se si sta già allattando, e si vogliono affrontare a testa alta i problemi più comuni, eccovi qualche tips. Prenditi sempre il tempo e la tranquillità necessari per questo momento di scambio.
Prodotti Specifici per la Cura del Capezzolo
Quando si fa la doccia o il bagno, lavare il seno solamente con acqua. Le piccole protuberanze (ghiandole di Montgomery) sulle areole producono un olio che idrata e protegge i capezzoli. I saponi e i gel doccia rischiano di rimuovere questo olio naturale, provocando disidratazione e irritazione. Asciugare i capezzoli all'aria oppure tamponarli delicatamente con un asciugamano. In passato si consigliava alle donne di strofinare i capezzoli per rafforzarli, ma per fortuna non è più così! Non occorre pulire il seno e i capezzoli prima di allattare. In realtà, i batteri presenti sulla superficie del seno possono favorire lo sviluppo del microbioma intestinale del bambino. Il latte materno fresco può agevolare la guarigione dei capezzoli danneggiati, per cui massaggiarli con qualche goccia di latte prima e dopo ogni poppata.
Se le coppette assorbilatte diventano umide, cambiarle con frequenza per ridurre il rischio di infezioni batteriche o fungine, come il mughetto. Cercare di non aumentare l'intervallo tra una poppata e l'altra per "far riposare" i capezzoli; il bambino deve nutrirsi ogni volta che ha fame per continuare a godere di buona salute e crescere bene. L'allattamento frequente favorisce la formazione e il mantenimento della produzione di latte, perciò continuare ad allattare indipendentemente dal dolore.
Per il sollievo dal dolore ai capezzoli, esistono prodotti specifici che possono essere di grande aiuto:
- Crema per capezzoli a base di lanolina ultrapura: Un prodotto naturale ottenuto dalla lana di pecora che idrata e favorisce la guarigione. È innocua per il bambino, per cui non è necessario rimuoverla prima di allattarlo al seno. È possibile applicare una crema alla lanolina al 100% della Purelan che si applica su tutta l’area del capezzolo con un lieve massaggio. Entrambi i prodotti non hanno bisogno di essere rimossi, sono edibili e insapori per il bebè. In caso di ragadi, è possibile anche applicare una pomata a base di vitamina E, che ha proprietà antiossidanti in grado di proteggere le membrane cellulari e ne favorisce il rinnovamento.
- Cuscinetti idrogel: Da posizionare sui capezzoli dolenti per un sollievo immediato dal dolore, oltre che per creare condizioni di guarigione ideali. Possono essere conservati in frigorifero per apportare benessere raffreddando le zone interessate.
- Proteggi capezzolo: Da inserire nel reggiseno. Utili a evitare lo sfregamento degli indumenti sui capezzoli dolenti; dotati di fori per la traspirazione del capezzolo che ne favoriscono la guarigione.
- Reggiseni per l'allattamento: Realizzati con materiali traspiranti, ad esempio cotone, o in tessuti che si asciugano velocemente e assorbono l'umidità dai capezzoli danneggiati. Non utilizzare indumenti che stringano sul seno. Attenta anche alla tracolla della borsa e alle fasce.
- Paracapezzoli: Coperture in silicone da posizionare sopra i capezzoli dotate di buchetti che permettono il flusso del latte materno durante l'allattamento al seno. Proteggono la pelle sottostante e forniscono ai bambini con difficoltà di attacco una superficie più salda a cui ancorarsi. I paracapezzoli sono utili per agire a livello “fisico” durante la poppata: riducono il dolore e permettono una guarigione più veloce proteggendo l’area sensibilizzata dalla suzione. Inoltre, sono di grande aiuto qualora si avesse un capezzolo piatto o introflesso, che potrebbe creare qualche difficoltà al piccolino. Provane più di uno e scegli quello più vicino alla tua forma e misura come ad esempio Nuvita proteggi Capezzoli. I paracapezzoli vengono generalmente considerati una soluzione a breve termine.
- Tiralatte elettrico: Si può usare il tiralatte elettrico se si ha dolore al seno o il capezzolo introflesso. Ti permette di evitare il circolo vizioso in cui il latte non viene prodotto o non viene drenato a sufficienza. Infatti, non comprime l'areola irritata ma applica una pressione uniforme che riporta il capezzolo all’esterno e rende più agevole la poppata.
Consigli Pratici per la Gestione Quotidiana
Per lenire la sintomatologia delle ragadi, è possibile mantenere il seno nudo, senza asciugare i residui di latte e saliva che agiscono come cicatrizzanti naturali. Massaggiare il seno e i capezzoli con oli emollienti o balsami lenitivi e idratanti. L’utilizzo quotidiano di questi prodotti potrà aiutare ad alleviare soprattutto il prurito ai capezzoli in gravidanza. Per la cura della zona delle areole, qualche settimana prima del parto, si può usare maggiore accuratezza, utilizzando un olio o una crema specifica. Applicare il prodotto in piccola quantità sui capezzoli, massaggiando gentilmente.
Proteggere i capezzoli dallo sfregamento e dal reggiseno: utilizzare i paracapezzoli in argento, efficaci per accelerare la cicatrizzazione. Altrimenti si possono optare per le coppette assorbilatte che proteggono e assorbono le perdite. Applicare impacchi tiepidi con materiali morbidi per non irritare, attaccare frequentemente il piccolo ed eseguire massaggi con un olio specifico. Riposa, tanto.

Quando Consultare un Medico o uno Specialista
È vero, una volta che il bambino e i capezzoli si sono abituati all'allattamento al seno, non si dovrebbe più sentire dolore. Vale la pena ribadire che la causa principale dei capezzoli dolenti è un attacco al seno non corretto. Se l'esperto di allattamento al seno consultato non è riuscito a risolvere il dolore ai capezzoli, provarne un altro e, se necessario, un altro ancora. In caso di mastite, le precedenti azioni possono essere accompagnate dall’utilizzo di farmaci antinfiammatori ed eventualmente anche di antibiotici, medicinali che dovranno essere prescritti dal medico.
Se il dolore persiste o è particolarmente intenso, è consigliabile consultare un medico per una valutazione accurata e per ricevere le terapie più appropriate. Se il dolore ai capezzoli persiste e se si notano dei sintomi insoliti, rivolgersi a un consulente per l'allattamento o a uno specialista dell'allattamento. Non soffrire e cerca il rimedio più adatto a te. Se non si riuscisse a venirne a capo, non aver paura di chiedere aiuto agli specialisti: ostetrica, pediatra, consulente dell’allattamento, sono solo alcune delle figure professionali di riferimento in questi casi. E se ci si trovasse in difficoltà, o si sentisse che l’allattamento non fa per te, parlane liberamente con il proprio medico. Le mamme migliori sono quelle serene e il bambino ha bisogno soprattutto di questo.
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