Allattamento al seno e gestione della diarrea nel neonato

L’allattamento al seno rappresenta il pilastro fondamentale della nutrizione infantile, offrendo non solo un nutrimento completo, ma anche un supporto immunitario dinamico. Quando si affronta il tema del ciclo della diarrea nel neonato, è essenziale comprendere che le feci del bambino cambiano notevolmente, il che le rende uno dei temi di conversazione più popolari tra i genitori. Tuttavia, distinguere tra la normale evacuazione e un disturbo gastroenterico richiede attenzione e una comprensione del funzionamento dell'apparato digerente infantile.

La fisiologia delle feci nel neonato allattato

Comprendere cosa sia "normale" è il primo passo. Le feci di un neonato allattato al seno sono solitamente di colore marrone senape, fino al giallo chiaro. Ocra, giallastro o marrone senape - non esiste un unico colore per le feci da latte materno. L’odore varia da aromatico a leggermente acido; alcuni dicono anche che l’odore ricorda il lievito o persino la frutta. Le feci da latte materno compaiono spesso alla fine della prima settimana di vita. In questo momento, il latte materno maturo segue il latte di transizione, rimodellando letteralmente la consistenza delle feci.

La frequenza dei movimenti intestinali varia per ogni bambino. Tuttavia, quando il pannolino rimane vuoto, molti si allarmano. In generale, i bambini allattati completamente hanno più movimenti intestinali rispetto a quelli alimentati con il biberon. In termini molto approssimativi, i bambini allattati hanno movimenti intestinali da più volte al giorno fino a una volta ogni 10 giorni. Non esiste una definizione chiara di normalità in questo argomento: è del tutto normale che a volte i bambini non abbiano movimenti intestinali per un giorno o ne abbiano di più il giorno successivo. La digestione del tuo bambino è molto diversa dalla nostra.

infografica sulle tipologie e colori delle feci infantili

Riconoscere la diarrea nel neonato

La diarrea nel neonato si manifesta principalmente con una modificazione nella consistenza delle feci e con scariche frequenti. I pediatri della SIP, la Società italiana di pediatria, specificano che si può parlare di diarrea nel momento in cui si nota una riduzione della consistenza delle feci che può essere più o meno accompagnata da un aumentato numero di evacuazioni, in genere più di tre nelle 24 ore. Nel primo mese di vita, comunque, è la modificazione della consistenza delle feci l’indicatore più significativo della diarrea rispetto al numero di scariche.

La diarrea può essere accompagnata o meno da vomito e da febbre, da dolori addominali e da uno stato di malessere generale. Si definisce acuta quando dura meno di sette giorni; diventa protratta quando persiste fino a 14 giorni mentre si parla di diarrea cronica sopra i 14 giorni. Nella diarrea possono essere presenti anche muco e tracce di sangue: in quest’ultimo caso è sempre opportuno un consulto tempestivo con il pediatra.

Cause scatenanti: agenti infettivi e fattori ambientali

La diarrea acuta nel neonato è scatenata quasi sempre da un’infezione dovuta ad agenti esterni che riescono a raggiungere l’intestino provocando una gastroenterite.

  • Virus: Nei lattanti e nei bambini più piccoli, sotto i cinque anni, il maggior responsabile della diarrea è in genere il Rotavirus. Tende a colpire anche i neonati sotto i sei mesi nonostante la protezione dell’allattamento al seno e provoca un’infezione che si manifesta con numero di scariche in genere piuttosto elevato, dolori addominali intensi e spesso febbre. Altri virus comuni includono il Norovirus e l’Adenovirus.
  • Batteri: Agenti come la Salmonella, la Shigella e il Campylobacter possono causare sintomi più severi. In questi casi le feci possono presentare tracce di sangue e la diarrea può essere associata a vomito, malessere e febbre alta. Nel caso della Shigella possono presentarsi anche convulsioni.
  • Parassiti: Protozoi come l’Entamoeba histolytica, il Cryptosporidium e la Giardia lamblia possono infettare il bambino tramite ingestione di cibo o di acqua contaminata, come quella delle piscine, dei parchi acquatici o delle vasche idromassaggio.

schema delle cause di diarrea infantile

Il ruolo dell'allattamento in caso di malattia

Quando tu o il tuo bambino non state bene, potresti chiederti se è sicuro allattarlo al seno. La buona notizia è che, in caso di malattia, l'allattamento al seno può avere molti benefici per entrambi. Il latte materno contiene elementi antibatterici e antivirali. A seconda di quanto protrai il periodo dell'allattamento, riduci il rischio del tuo bambino di contrarre raffreddori e influenza, infezioni delle vie respiratorie e dell'orecchio, nausea e diarrea.

"L'allattamento al seno fornisce al tuo bambino tutto ciò di cui ha bisogno quando è malato; è la sua medicina, il suo alimento, la sua bevanda, nonché il suo conforto", afferma Sarah Beeson, assistente sanitario e infermiera. Sorprendentemente, la composizione del tuo latte materno cambia quando il tuo bambino si ammala. Quando sei esposta a un'infezione batterica o virale, il tuo corpo produce anticorpi per combatterla; questi anticorpi vengono poi trasferiti al tuo bambino attraverso il tuo latte. Anche i livelli di cellule immunitarie, chiamate leucociti, presenti nel latte aumentano rapidamente quando il tuo bambino non sta bene.

Allattamento e farmaci: miti e realtà

La maggior parte delle domande che le neomamme pongono in ambulatorio riguarda la compatibilità tra farmaci e allattamento. Spesso si teme che le sostanze medicinali passino nel latte, avendo conseguenze negative. In realtà, le evidenze scientifiche confermano che i farmaci sono solitamente perlopiù compatibili con la prosecuzione dell’allattamento.

Per tutti i farmaci di uso più comune (antibiotici, analgesici, antipiretici, antistaminici, cortisonici) esistono dei principi attivi che possono essere utilizzati in allattamento. È tuttavia fondamentale il parere di un professionista sanitario. Ad esempio, durante l’allattamento al seno è possibile assumere paracetamolo, ibuprofene e alcuni antibiotici, purché ti rivolga a un professionista sanitario e segua le istruzioni di dosaggio. Ricorda che l’ibuprofene ha controindicazioni per le mamme che soffrono di asma. In ogni caso, riferisci sempre che stai allattando e chiedi l’opzione migliore.

Gestione dietetica e uso di antibiotici

L'uso prolungato di antibiotici può ridurre la quota di batteri della cosiddetta "flora batterica intestinale". Nei neonati con diarrea, i fermenti lattici vivi contenuti, per esempio, in alcuni yogurt sono di notevole aiuto al superamento del sopraccitato disturbo della defecazione. La terapia principale in caso di gastroenterite consiste nel mantenere una corretta idratazione per compensare la perdita di liquidi.

Proprio per questo se si tratta di un neonato, è importante attaccarlo più spesso al seno. I pediatri della SIP ricordano infatti che in caso di gastroenterite non è necessario evitare l’allattamento pensando che il latte possa peggiorare il quadro. E’ anche inutile diluire le formule e, di solito, non sono necessari latti privi di lattosio. La normale alimentazione, in ogni caso, non va interrotta. Il digiuno, le diete restrittive o “in bianco” si sono dimostrate inutili in caso di diarrea.

L'apparato digerente per bambini | Il corpo umano per bambini

Fattori nutrizionali e microbioma del latte

La dieta della madre influenza significativamente la concentrazione degli oligosaccaridi del latte (HMO). Studi recenti hanno dimostrato che il profilo metagenomico funzionale del microbioma del latte non è statico. La concentrazione di specifici metaboliti varia in base all’apporto di carboidrati nella dieta materna. La presenza di determinati ceppi, tra i quali Streptococcus spp., ha mostrato variazioni significative in base al regime alimentare, confermando che il microbioma del latte è tutt’altro che stabile e reagisce dinamicamente agli input nutrizionali.

Quando rivolgersi al medico

Una prima consultazione telefonica con il pediatra è sufficiente per valutare se sia opportuno o meno visitare il bambino o rivolgersi direttamente al Pronto Soccorso. È indispensabile agire prontamente se il neonato ha meno di due mesi, se è presente vomito persistente, apatia, irritabilità e convulsioni, che potrebbero essere segnali di disidratazione.

La complicanza più pericolosa in età pediatrica è proprio la disidratazione. Se il bambino mostra segni di bocca secca, pianto senza lacrime, minzione ridotta, sonnolenza eccessiva o irritabilità estrema, è necessario consultare immediatamente un medico.

Prevenzione delle infezioni intestinali

La gastroenterite acuta è altamente contagiosa e si trasmette per ingestione di acqua o alimenti contaminati, oppure per trasmissione orofecale. È possibile prevenire l’insorgenza di una gastroenterite acuta con una corretta igiene delle mani. Lavare con cura le mani con il sapone prima e dopo aver alimentato il tuo bambino, aver preparato o consumato il cibo, essere andata in bagno o aver cambiato i pannolini è fondamentale.

Per quanto riguarda l’infezione da Rotavirus esiste la vaccinazione fortemente consigliata nel primo anno di vita, la fascia di età più colpita. Si somministra in due dosi tra i due e i quattro mesi di vita: sicura e priva di effetti collaterali, la vaccinazione protegge al 90-100% dalle malattie gravi da Rotavirus e al 74/85% dalle diarree di Rotavirus di qualsiasi intensità esse siano. Per informazioni sul vaccino è possibile rivolgersi al pediatra di famiglia o alla Asl di zona.

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