Prendersi cura di una gatta appena nata è un'esperienza emozionante, ma richiede una particolare attenzione e conoscenze precise. L'alimentazione gioca un ruolo fondamentale sia per la mamma gatta che per i suoi piccoli durante la delicata fase dell'allattamento. Capire cosa dare da mangiare a una gatta che allatta, come gestire l'alimentazione dei cuccioli orfani o che necessitano di supporto, e quali sono le esigenze specifiche di questo periodo è cruciale per il benessere di tutta la famiglia felina.

Nutrizione Essenziale per la Gatta Madre in Allattamento
L'allattamento è la fase che richiede più energia nella vita di un gatto. Il fabbisogno energetico della gatta aumenta notevolmente, tanto che la quantità di cibo di cui necessita può essere anche triplicata rispetto al suo solito. Questo perché la mamma gatta nutre i suoi piccoli con un latte particolarmente proteico e ricco di grassi, il quale consente ai micini di crescere in forza e velocemente.
Qualità e Quantità: Le Priorità Nutrizionali
La qualità dell'alimentazione per una gatta che allatta dovrebbe essere sempre prioritaria. È importante scegliere alimenti che forniscano la maggiore nutrizione di cui ha bisogno. Per soddisfare le esigenze nutrizionali di una gatta in allattamento, il cibo più adatto è quello specifico per cuccioli di gatto (kitten) o per gatte in gravidanza o allattamento. Questo tipo di cibo è formulato appositamente per fornire tutti i nutrienti necessari in proporzioni bilanciate.
Gli alimenti per l’accrescimento dei gattini combaciano molto bene con i fabbisogni della gatta che allatta: hanno una maggiore densità proteica, maggiore energia, una piccola quota extra di calcio e corretti micronutrienti, fra cui la taurina. Si consiglia di somministrare le formule per gattini di marche affidabili fin dal momento in cui si scopre la gravidanza. Queste formule sono ricche di nutrienti essenziali e supportano lo sviluppo dei cuccioli durante la gestazione.
Si consiglia di dare alla gatta alimenti per gattini fino a quando i suoi cuccioli non sono svezzati. La gestazione tipica (gravidanza) è in media di 63-65 giorni. Durante l’ultima tappa della gravidanza, la gatta può arrivare a mangiare circa un 25-50% in più rispetto al normale. Dopo il parto, una gatta può arrivare a mangiare anche 2 o 3 volte la sua razione giornaliera. Il momento massimo della produzione del latte si verifica tra la terza e la quarta settimana dell’allattamento, ma il fabbisogno energetico della mamma gatta raggiunge i livelli più alti 6/7 settimane dopo il parto. È importante tenere a mente quanto appena detto per garantire alla mamma gatta le giuste quantità di cibo e per soddisfare le sue necessità nutritive in ogni fase di questo momento delicato della vita.
Idratare Correttamente: Un Fattore Critico
Per una gatta in allattamento, bisogna scegliere la giusta alimentazione, partendo dall'idratare l'animale correttamente e regolarmente. Questo deve essere tenuto presente soprattutto nelle 24 ore successive al parto, affinché il colostro della gatta venga prodotto senza problemi. Il colostro è questo alimento essenziale per l’allevamento dei piccoli, contiene molte vitamine, proteine e grassi indispensabili per i gattini. Non dobbiamo dimenticare che il nutriente principale è l’acqua. Ricordiamoci quindi di lasciare sempre acqua fresca a volontà. Infatti, il latte è composto in gran parte di acqua e una delle motivazioni per cui una micia può non produrne a sufficienza è proprio la disidratazione.
Gestione delle Quantità e Frequenza dei Pasti
Le grandi quantità di alimento di cui la gatta ha bisogno devono essere gestite nel modo adeguato. Nella maggior parte dei casi, la migliore soluzione sarà quella di lasciare sempre alimento disponibile alla gatta, alimentandola "ad libitum", ovvero a volontà. Per essere certi che abbia mangiato le quantità corrette, si potrà pesare l’alimento ad inizio e fine giornata per controllare quanto ne manca. Questa soluzione è valida soprattutto nel caso la gatta mangi crocchette.
Se invece si segue un’alimentazione fresca, probabilmente il nutrizionista che vi segue vi consiglierà di fare tanti piccoli pasti giornalieri, mimando in questo modo la normale assunzione di alimento della gatta in allattamento. Se si preferisce nutrire la mamma gatta senza dare libero accesso al cibo, si potrà farlo senza problemi. La gatta ha da poco partorito ed è giunto il momento di allattare i gattini. Dovrà mangiare 4-5 volte al giorno cibi ricchi di proteine, ai quali possono essere associati integratori alimentari.
Alimentazione corretta per il gatto | I consigli del veterinario | Arcaplanet
Integrare con Cibo Umido e Proteine di Qualità
È importante alternare crocchette di qualità a porzioni di pollo o tonno. Sia il cibo secco, sia il cibo umido sono alimenti adatti alla dieta di mamma gatta. Inoltre, il giusto apporto d’acqua previene problemi di disidratazione. Le proteine devono essere sempre di origine animale e di ottima qualità. Inoltre, è necessario che la pappa che si sceglierà per la mamma gatta contenga anche gli acidi grassi essenziali che sono fondamentali al suo benessere. Tra questi ci sono gli Omega 3 (EPA e DHA) che contribuiscono a ridurre l’insorgere di infiammazioni e gli Omega 6 (AA e LA) che hanno una funzione complementare ai primi e favoriscono, tra l’altro, una corretta coagulazione del sangue. Entrambi hanno azioni benefiche sull’organismo della micia e sono fondamentali per la crescita dei gattini.
Integratori Utili e Da Evitare
Partiamo dalle integrazioni che non si devono fare in allattamento: il calcio. A meno che non venga consigliato dal vostro medico veterinario per situazioni patologiche particolari (eclampsia), non è consigliabile aggiungere calcio ad un’alimentazione già bilanciata. Le integrazioni utili invece in allattamento sono:
- Acidi grassi Omega-3: utili per il benessere della mamma e per la crescita dei cuccioli, gli Omega-3 del tipo EPA e DHA sono sempre utili.
- Antiossidanti: si possono utilizzare piccole dosi di vitamina C in polvere oppure come rosa canina, aggiungendole alla pappa. Lo sforzo dell’allattamento produce infatti una grande quantità di molecole pro-ossidanti e dare un piccolo aiuto in questo senso è una buona idea. Non esagerare, potrebbe dare vomito o diarrea!
- Fibre: piccole dosi di fibre aggiuntive se si notasse che la gatta ha difficoltà a svuotarsi. Questo è comune soprattutto in vicinanza del parto. Si possono aggiungere come piccole quote di verdure (carote bollite e frullate ad esempio, 20-40g al giorno) oppure come fibre solubili commerciali.

Cosa Fare se la Gatta in Allattamento Non Mangia
È abbastanza comune che la gatta non voglia mangiare nelle giornate subito prima del parto e circa nei 2 giorni successivi. Non è assolutamente normale invece che una gatta in lattazione non voglia mangiare successivamente a questo primo momento. Se si notasse quindi che la gatta rifiuta l’alimento o mangia poco (ad esempio mangia magari solo la sua dose giornaliera, pur avendo 2-4 piccoli da allattare), qualcosa non va e bisogna certamente portarla dal vostro medico veterinario. L’alimentazione di mamma gatta, infatti, è fondamentale durante il periodo dell’allattamento.
Se la futura mamma gatta non mangia, potrebbe essere un segno di qualche problema di salute o di stress. Nel frattempo, si può provare a rendere il cibo più appetibile per la gatta, offrendole del cibo umido e cibo secco con diverse consistenze e forme. Infine, cerca di creare un ambiente tranquillo e confortevole per la tua gatta, dove possa riposare e sentirsi al sicuro. Evita di disturbarla troppo o di esporla a rumori forti o a situazioni stressanti.
L'Importanza della Pulizia e dell'Igiene
La pulizia è un altro elemento molto importante nella vita di una gatta incinta o che allatta. Questo vale sia per l'ambiente in cui vive la madre e i suoi cuccioli, sia per gli strumenti utilizzati per l'alimentazione artificiale, qualora fosse necessaria.
Alimentazione dei Gattini: Dalla Nascita allo Svezzamento
Quando si ha a che fare con gattini neonati, soprattutto se orfani, è necessario un approccio specifico per garantire la loro sopravvivenza e crescita.
Latte Materno Sostitutivo: La Scelta Fondamentale
Dalla nascita fino a sei settimane, è necessario utilizzare latte maternizzato specifico per gatti. Questi latti maternizzati sostituiscono il latte della madre e forniscono le giuste quantità di omega 3 (EPA e DHA), fondamentali per lo sviluppo del cervello, del sistema visivo, circolatorio e dell’intero organismo. Questi latti maternizzati forniscono un pasto completo: non devono essere integrati! Mai somministrare latte vaccino! I gattini hanno bisogno di latte maternizzato specifico per gatti, disponibile in farmacia o nei negozi per animali. Il latte vaccino non è abbastanza ricco di proteine per un gattino e, anche se si aggiunge un uovo, è difficilmente digeribile (provoca diarrea…) a causa dell’elevato contenuto di lattosio! Va usato solo in emergenza, se non si riesce a procurarsi del latte maternizzato in tempo.
Preparazione e Somministrazione del Biberon
Come dare il biberon a un gattino piccolo? Il biberon si prepara come quello di un neonato: misurando il volume d’acqua in base all’età e alle indicazioni del produttore del latte, e aggiungendo il numero di misurini corrispondenti al peso e all’età del gattino.
- Temperatura: Il latte va somministrato caldo (37-38°C) e testato (sul dorso della mano) prima di offrirlo per evitare scottature. La temperatura si può misurare sull’interno del polso, esattamente come si fa per i neonati umani: se scotta o se lo sentiamo freddo, non va bene.
- Pulizia e Sterilizzazione: Prima del primo utilizzo, pulire accuratamente il biberon e la tettarella con acqua calda e sapone. Sterilizzare il biberon e la tettarella facendoli bollire in acqua per 5 minuti. Il latte va preparato quotidianamente (al massimo ogni 2 giorni), conservato in frigo e riscaldato al momento dell’uso a 35°-36°C.
- Tecnica di Alimentazione: Inserire delicatamente il ciuccio nella bocca del cucciolo. Lascialo allattare al suo ritmo. Non tenere mai il gattino sdraiato sulla schiena, come si farebbe con un neonato umano. Deve essere adagiato a pancia in giù, con la testa leggermente sollevata, proprio come durante l’allattamento naturale. Vanno usati appositi biberon oppure delle siringhe senza ago (dopo aver fatto uscire la prima goccia, non si deve premere lo stantuffo, ma lasciare che sia il piccolo a succhiare e a regolare la velocità di fuoriuscita del latte) o dei contagocce. I gattini devono essere tenuti a pancia in giù, la posizione naturale in cui succhierebbero il latte dalle mammelle della madre, o obliqui, ma MAI in posizione supina (a pancia in su’, come posizionereste un bambino), per evitare che il latte possa andare nei polmoni.
- Supervisione: Non lasciare mai il gattino da solo con il biberon per evitare qualsiasi rischio di soffocamento.
- Controllo Regolare: Ispezionare regolarmente il ciuccio per verificare che non sia danneggiato.

Stimolare la Minzione e la Defecazione
I gattini neonati non riescono a urinare o defecare da soli. È un accorgimento importantissimo quello di strofinare dopo ogni pasto la zona anale e genitale con un panno umido per simulare il leccamento materno e stimolare così la minzione e la defecazione che non avvengono spontaneamente nei gattini molto piccoli.
Frequenza e Quantità del Latte
Il gattino neonato va alimentato ogni 2-4 ore; durante la notte la frequenza può essere un po’ rallentata, ma solo verso i quindici giorni di vita si può provare a sospendere l’allattamento notturno. Per quanto riguarda la quantità, riportiamo delle dosi puramente indicative, perché nessuno sa regolarsi meglio di loro:
- 1° settimana (fino a 7 giorni): 2,5 - 5 ml ogni 2 ore durante il giorno, ogni 2-3 ore la notte.
- 2° settimana (da 7 a 14 giorni): 5 - 10 ml ogni 3 ore durante il giorno, ogni 3 - 4 ore la notte.
- 3° settimana (da 14 a 21 giorni): 10 - 15 ml ogni 3-4 ore durante il giorno, ogni 4-5 ore la notte.
- 4° settimana (da 21 a 30 giorni): 15 -20 ml ogni 4-5 ore durante il giorno, ogni 6-7 ore la notte.
Monitoraggio della Crescita
Pesare ogni giorno il micino è fondamentale. Un gattino sano prende peso quotidianamente. Utilizzare una bilancia da cucina e annotare la crescita. Nelle prime 24 ore dovrebbe aumentare di 5-10g al giorno. Poi dovrebbe guadagnare circa 100g a settimana. Questa è una media che varia in base all’individuo e alla razza. Alla nascita un gattino pesa dagli 85 ai 120 grammi e l’incremento ponderale dovrebbe essere di 7-10 grammi al giorno. A 7-8 settimane il gattino peserà in media tra 700 e 800g.

Svezzamento: Introduzione al Cibo Solido
Verso le 3-4 settimane di vita il latte non supporta più completamente le esigenze nutrizionali dei gattini. Questo è il momento dello svezzamento che terminerà tra la 7° e l’8° settimana. È possibile introdurre alimenti solidi (crocchette o paté) già dalle tre o quattro settimane, quando spuntano i denti da latte.
Si deve cominciare a proporre gradualmente cibi semi-solidi e in quantità sempre maggiori, diminuendo via via la quantità del latte fino ad eliminarlo verso i due mesi d’età. Il gattino mangia crocchette o paté, bustine ecc., idealmente sia alimenti secchi che umidi: crocchette E paté o bustine. Aggiungendo un alimento umido si migliora l’appetibilità del pasto e si riduce il rischio di disidratazione, più frequente nei gattini fragili.
Anche per lo svezzamento esistono appositi alimenti commerciali, oppure si può optare per una dieta casalinga o una integrazione delle due. Non esistono regole precise sui tempi e sulle quantità: come sempre, anche all’interno della stessa cucciolata, ogni individuo è diverso dall’altro! Per fortuna la natura fa le cose per bene, e in genere i gattini sanno regolarsi da soli su quando iniziare lo svezzamento, cosa mangiare e in che quantità. Nostro compito è proporgli un’ampia varietà di cibi diversi, inizialmente non mischiati in un pappone, ma singolarmente, in modo tale che sia più facile capire quali sono i loro gusti e individuare eventuali intolleranze. Il buon senso, inoltre, suggerisce di introdurre nuovi alimenti gradualmente per aiutare a sviluppare gli enzimi digestivi. Per evitare che si abbuffino con rischio di indigestione e coliche è importante che i pasti siano regolari e frequenti, almeno 6 fino alla 8°-9° settimana. Dalla nascita fino a sei settimane, è necessario utilizzare latte maternizzato. Dalla nascita fino a sei settimane, è necessario utilizzare latte maternizzato.
Dalla nascita fino a sei settimane, è necessario utilizzare latte maternizzato. I latti maternizzati sostituiscono il latte della madre e forniscono le giuste quantità di omega 3 (EPA e DHA), fondamentali per lo sviluppo del cervello, del sistema visivo, circolatorio e dell’intero organismo.
Cosa Fare in Caso di Difficoltà o Emergenza
Se il gattino ha difficoltà ad alimentarsi o la mamma non produce latte a sufficienza, è fondamentale rivolgersi a un professionista. Porta il gattino dal veterinario, che ne valuterà l’età, lo peserà e, in base all’esame, potrà indicarti le cure e l’alimentazione più adatte.
Supporto Veterinario Essenziale
Si consiglia di consultare un veterinario settimanalmente durante la gravidanza e l'allattamento per valutare il peso e l’assunzione di alimenti. Il veterinario è un alleato prezioso per la salute della tua gatta incinta e dei suoi cuccioli. Ti consigliamo di portare la tua gatta dal veterinario non appena sospetti che sia incinta, per fare una visita generale e una ecografia. In questo modo, potrai sapere con certezza se la gatta è incinta, quanti cuccioli aspetta e se ci sono eventuali problemi o complicazioni. Durante la gravidanza, dovrai portare la tua gatta dal veterinario almeno una volta al mese, per controllare il suo stato di salute e quello dei cuccioli.
Dove Trovare Attrezzature per l'Allattamento Artificiale
Dove comprare biberon e tettarella per gattini? Se vuoi un prodotto di qualità scelto con criterio veterinario, puoi trovare una selezione di biberon per gattini a prezzi convenienti, scelti con attenzione da esperti veterinari per offrire qualità e sicurezza durante l’allattamento.
Gestione Sociale ed Emotiva
Prima dei due mesi, la separazione dei gattini dalla madre va fatta solo se strettamente necessario. Il gattino deve avere un “genitore sostitutivo” che si occupi di lui (tu) o che almeno sia presente (cane o gatto), anche solo per il calore corporeo. La copia dei feromoni materni come FELIWAY FRIENDS può aiutarlo a sentirsi più sicuro e a ridurre lo stress. Quando possibile, mantieni il gattino in compagnia di altri gatti equilibrati: è durante questa fase che impara i codici sociali felini. Dopo i due mesi di età, il gattino non dovrebbe restare solo durante le prime notti dopo l’adozione.
Considerazioni sulla Comportamento e il Benessere
L'allattamento è un momento molto importante sia per la mamma gatta che per i piccoli. La gatta con i suoi gattini appena nati è forse una delle immagini più tenere che si possa immaginare. Le complicazioni che potrebbero sorgere in questo momento delicato sono principalmente due: che la gatta non produca più latte o che si rifiuti di allattare un micino. In entrambi i casi la soluzione è l’allattamento artificiale, ma sempre sotto consiglio veterinario.
Cibi da Evitare Assolutamente
Per nutrire una gatta incinta o che allatta in modo sano, è importante evitare alcuni cibi che potrebbero essere dannosi per la sua salute o quella dei suoi cuccioli:
- Cibo per cani: il cibo per cani non è adatto alle gatte incinta, perché ha un diverso equilibrio di nutrienti. In particolare, ha meno proteine, meno grassi essenziali e meno taurina rispetto al cibo per gatti. Queste sostanze sono fondamentali per la salute della gatta e dei suoi cuccioli.
- Latte vaccino: il latte vaccino può causare intolleranza o allergia. Inoltre, ha un basso contenuto di calcio rispetto al latte materno felino. Il calcio è essenziale per la formazione delle ossa e dei denti dei cuccioli. In emergenza, il latte vaccino intero può essere usato se non si dispone di altro, ma va sostituito appena possibile con latte maternizzato specifico.
- Pesce crudo: il pesce crudo può essere pericoloso perché può contenere parassiti o batteri che possono infettare la gatta o i suoi cuccioli.
Il rispetto di queste linee guida nutrizionali, unito a un monitoraggio costante e al supporto veterinario, garantirà che la gatta e i suoi cuccioli attraversino questo periodo cruciale con la massima salute e vitalità.
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