L’infertilità è un problema di salute che colpisce milioni di coppie nel mondo. Molte donne e molti uomini che desiderano avere un figlio si chiedono quando sia necessario rivolgersi a uno specialista della fertilità. Formare una famiglia, preservare la fertilità o iniziare un trattamento riproduttivo non sono decisioni facili. Richiedono riflessione, sostegno e, soprattutto, la sensazione di non essere soli. Identificare i giorni fertili della donna è fondamentale per riuscire a ottenere una gravidanza. Dietro ogni trattamento di riproduzione assistita c'è un team di specialisti che lavora con precisione e dedizione per ottimizzare ogni fase del processo.

Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un cambiamento significativo nei modelli di maternità. Sempre più donne decidono di rimandare la gravidanza, sia per motivi personali, professionali o sociali. In che modo la riproduzione assistita risponde alle sfide dell'orologio biologico nella maternità? Quando una coppia di donne decide di creare una famiglia, ha a disposizione diverse opzioni di riproduzione assistita per raggiungere il proprio obiettivo. Tra le più comuni vi sono l'inseminazione artificiale e la fecondazione in vitro con seme di donatore.
I Fattori Biologici e la Complessità dell'Endometrio
L’endometrio è il tessuto che riveste lo strato interno dell'utero. La sua composizione e lo suo spessore variano durante il ciclo mestruale in risposta ai cambiamenti ormonali. Un endometrio sano e ricettivo è essenziale per l'impianto dell'embrione e il mantenimento della gravidanza. Gli ormoni hanno un ruolo fondamentale nella fertilità. L'endometriosi è una malattia ginecologica che colpisce milioni di donne in tutto il mondo e può influire sulla loro fertilità.
I miomi o fibromi uterini sono tumori, normalmente benigni, che si sviluppano nello strato muscolare dell’utero (miometrio). Il termine “spotting” si riferisce alla presenza di un leggero sanguinamento che non corrisponde alle mestruazioni e si verifica tra un ciclo mestruale e l'altro. Quando si parla di fertilità, spesso l'attenzione si concentra sulla donna, ma la salute riproduttiva dell'uomo è un fattore determinante per il successo di una gravidanza.
Concepito per vivere (documentario)
Una delle sfide più importanti nell’ambito della procreazione medicalmente assistita è rappresentata dalla ricerca delle cause di mancato impianto embrionario, sebbene queste siano molteplici e di varia natura (fattori materni immunologici, endometriali, ambientali, genetici, fattori paterni). Il test di frammentazione del DNA spermatico permette di evidenziare rotture o lesioni del materiale genetico contenuto nella testa dello spermatozoo. L’ovocita, infatti, dopo la fecondazione può riparare il danno di frammentazione del DNA in funzione del tipo di lesione, della percentuale di DNA danneggiato e della sua qualità. Oltre una certa soglia di interruzioni, il processo di riparazione non può più essere raggiunto in modo soddisfacente per consentire il normale sviluppo embrionale. L’acido ialuronico (HA) è un fattore determinante per la maturità e vitalità degli spermatozoi.
Strumenti Diagnostici e Protocolli Clinici
L’isteroscopia diagnostica è una procedura ambulatoriale “office hysteroscopy”. È possibile eseguire la tecnica Pipelle il mese precedente al trattamento di riproduzione assistita oppure, come suggerito dalla nostra Equipe, nello stesso ciclo in cui sarà effettuato il transfer embrionario tra la 5° e la 7° giornata calcolata dal primo giorno del ciclo. E’ un test molecolare diagnostico per la valutazione della ricettività dell’endometrio che risulta un elemento molto importante per il corretto impianto dell’embrione.
Il materiale da analizzare si ottiene mediante una biopsia ambulatoriale della mucosa uterina. Il prelievo è semplice, poco invasivo, dura pochi minuti e si effettua introducendo una sottile cannula nella cavità uterina che aspira una piccola quantità di tessuto endometriale. Se l’endometrio è recettivo significa che è pronto per l’impianto dell’embrione. Nel caso in cui l’endometrio dovesse risultare non ricettivo significa che la finestra d’impianto non coincide con la fase di studio in cui è stato condotto il prelievo bioptico. Queste infiammazioni, presenti in circa il 30 % delle pazienti infertili, possono essere una delle cause di aborti spontanei ripetuti o di fallimenti ricorrenti dell’impianto embrionale.
I Test genetici pre-impianto vengono utilizzati in combinazione con la fecondazione in vitro (IVF) per identificare, prima che venga effettuato il trasferimento in utero, la presenza di malattie genetiche e/o anomalie cromosomiche in embrioni generati a seguito di trattamenti di fecondazione in-vitro. Tali anomalie sono spesso causa di ricorrenti fallimenti d’impianto, aborti precoci o problemi congeniti alla nascita.
Modelli Organizzativi: L'Esempio dell'Ospedale della Donna
Il presidio ospedaliero Macedonio Melloni nasce nel 1912, come nuovo brefotrofio provinciale di viale Piceno, a cui viene dato il nome di “Istituto provinciale di protezione ed assistenza all’infanzia” (IPPAI). Successivamente viene unito l’asilo materno di via Macedonio Melloni, che accoglie madri in attesa in condizioni particolarmente critiche. Il nuovo complesso prende il nome di “Istituto ospedaliero provinciale per la maternità” e raggiunge un considerevole sviluppo fra il 1950 e il 1960; nel 1971, con la legge di riforma ospedaliera, viene trasformato in ospedale ad indirizzo ostetrico-ginecologico e in questa occasione viene istituita la Patologia perinatale e Terapia intensiva, prima in Italia.
Il 13 giugno 2019 l’Ospedale Macedonio Melloni si tinge di rosa e diventa referente in Italia per la cura e l’assistenza della donna in tutte le fasi della vita. Il progetto “Ospedale della donna” è stato presentato a Palazzo Lombardia dall’assessore al Welfare Giulio Gallera. L'obiettivo dell’ASST Fatebenefratelli Sacco è stato quello di istituire all’interno del presidio ospedaliero un modello organizzativo, prima esperienza in territorio nazionale, dedicato interamente alla donna, attraverso l’introduzione di percorsi specifici per le varie fasi della vita: sviluppo (11-18 anni); età fertile e riproduzione (19-50 anni); menopausa (45/50 - 65 anni); senescenza (oltre i 65 anni).

La mission della S.C. è quella di garantire un’assistenza quanto più possibile specialistica, accurata ed efficace alla paziente ginecologica in ogni fase della sua vita e ancor di più in età riproduttiva e durante la gravidanza e il post partum. Tale visione dell’assistenza si concretizza con il lavoro d’équipe tra i professionisti del Presidio e con la consulenza di diversi specialisti (diabetologo, endocrinologo, senologo etc).
Gestione Ospedaliera e Assistenza al Parto
La U.O. Patologia della Gravidanza è situata al secondo piano dell’edificio principale e dispone di 15 posti letto, di cui 2 con monitoraggio intensivo dedicato alle pazienti più critiche. Nel reparto vengono ricoverate le pazienti con gravidanza a rischio che necessitano di cure, gravidanza fisiologica a termine in osservazione o in attesa di travaglio attivo e le puerpere patologiche. Per le donne gravide a rischio di parto prematuro, ricoverate in reparto, è previsto un incontro di counselling congiunto tra genitori, neonatologo e ginecologo allo scopo di fornire alla coppia tutte le informazioni utili a comprendere la situazione clinica e a conoscere i supporti tecnici e professionali dei quali potrà disporre il neonato dopo il parto.
Il reparto di Puerperio è situato al primo piano dell’edificio principale e ha 16 posti letto in convenzione con il SSN e 4 posti letto in regime di solvenza. All'interno del reparto ai genitori è offerto il Rooming-in, ovvero la possibilità di poter stare con il proprio neonato nella stessa stanza di degenza 24 ore su 24; questo riveste un ruolo importante nella creazione del legame con il neonato e nella promozione dell’allattamento al seno.
La Sala Parto è situata al secondo piano dell'edificio, è dotata di 5 box parto per l’assistenza al travaglio e parto, di una Sala Operatoria dedicata all’urgenza, due stanze dedicate alla gestione delle pazienti che si apprestano ad entrare in travaglio. Un box parto è dotato di vasca per le pazienti che desiderino, compatibilmente con la loro condizione clinica, partorire in acqua o beneficiare delle sue proprietà antalgiche durante il travaglio.
Chirurgia Ginecologica e Ricerca Clinica
Il reparto di Ginecologia è situato al 3° piano dell'edificio ed è dotato di 5 stanze con 10 posti letto dedicati ai ricoveri ordinari e di 2 stanze con 8 posti letto dedicati ai ricoveri in regime di day surgery. Per quanto riguarda la nostra U.O di Ginecologia afferiscono al Reparto pazienti che devono essere sottoposte a interventi programmati per patologie benigne, quali miomi uterini, cisti ovariche, endometriosi o prolassi genitali, sia per patologie oncologiche maligne conclamate o che necessitano di trattamento a scopo preventivo. Vengono inoltre ricoverate le pazienti da sottoporre a revisione cavità uterina (RCU) per aborto interno e per interruzione volontaria di gravidanza (IVG), sia chirurgica che farmacologica, sec. Legge 194/78.
Il Blocco Operatorio è situato al piano -1 dell'edificio ed è dotato di 3 sale operatorie, un'area preparazione monitorata e un'area destinata all'assistenza neonatale. Nell'attività di ricerca, si segnala lo studio SIMPLE, uno studio prospettico multicentrico per valutare l’associazione tra score nutrizionale peri-concenzionale ed esiti materno-neonatali. Parallelamente, il progetto MODEL-PLACENTA analizza il modo di parto in donne con placenta bassa.
La Dimensione Politica e Storica del Diritto alla Scelta
La violenza è un’attitudine che postula una subalternità. Poggia su un rapporto di forza, richiede un sopra e un sotto. Nel 1972, a Bobigny, Marie-Claire, 16 anni, chiede aiuto a sua madre per abortire. I soldi sono pochi e Marie-Claire si ritrova su un tavolaccio. Le infilano una sonda di ferro che le farà sanguinare via il figlio della violenza, ma pure il proprio corpo. L’emorragia e l’infezione si curano, l’aborto resta. La denuncia viene dall’uomo che l’ha stuprata.
Gisèle Halimi accetta, pone la propria linea difensiva: confessare, anzi rivendicare. Dichiarare guerra al diritto violento. All’ipocrisia classista che stupra di nuovo chi non può andare ad abortire in Inghilterra. Nel 1978 passava la Loi Veil, che porta il nome di Simone, la legge 194. L’aborto era un diritto. Il diritto violento, un pezzo per volta, franava. Si costruivano pezzi di qualcos’altro.

Il patriarcato è il modo, il basare un rapporto sul dominio. Chi nega che quella realtà di una legge violenta perduri, abbia strascichi, chi disconosce la permanenza del patriarcato nella nostra società, compie una grave scorrettezza intellettuale e dialettica. Oggi una Marie-Claire non sarebbe denunciata dal padre di suo figlio. Forse partorirebbe, prenderebbe sei mesi di congedo. Perderebbe soldi, professionalità, posizione sociale, sicurezza. Sarebbe più debole, più soggetta a violenza.
Impegno Istituzionale: Leggi per la Parità
La Commissione parità della Regione Emilia Romagna ha lavorato duramente a una legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere. L'impianto della legge è stato un impianto molto partecipato che ha visto non soltanto approfondimenti informativi con gli Assessorati e audizioni tematiche esterne, quindi con il contributo di tante associazioni e di tante rappresentanze regionali.
Il tema dell'approccio culturale e della riconoscibilità del protagonismo femminile per le competenze, per il contributo, socialmente e culturalmente rilevato nella società, bisogna che emerga, che sia oggetto e soggetto di elaborazione culturale per cui dalla toponomastica femminile al linguaggio di genere, e alla cultura più complessivamente intesa. Passiamo poi alla salute e al benessere femminile come elemento fondamentale anche questo di uguaglianza e quindi introduciamo il concetto di medicina di genere come concetto ispiratore della gestione organizzativa del profilo di assistenza, cura, prevenzione in tutti gli ambiti in cui si declina il nostro sistema sanitario regionale.
Negli indirizzi di prevenzione, manutenzione di genere, è stato sottolineato l’importanza, anzi direi la fondamentale, l'essenziale contributo del coordinamento regionale dei centri antiviolenza, che non solo ci sono stati vicini per il linguaggio, gli obiettivi, ma anche per fare corrispondere questa normativa ai bisogni effettivi delle utenti. E che sono i soggetti nostri di riferimento più importanti.
La Voce delle Donne e l'Esperienza Social
Alice Basso, influencer da un milione di follower, ha deciso di sfogarsi su Instagram. Parlando delle critiche ricevute quando era incinta, a proposito del suo cambiamento fisico, afferma: “Se mi chiedessero ‘Cosa raccomanderesti a chi vorrebbe intraprendere un percorso social?’, la prima cosa che mi viene in mente e forse quella più forte è quella di prepararsi ad avere una corazza bella spessa. Dopo anni che son qui, penso a quante cattiverie e ingiustizie io abbia dovuto mandar giù. Così, gratuitamente. Così, solo per il gusto di far star male qualcuno”.
L'influencer Alice Basso ha di recente acceso un importante dibattito, prendendo una posizione netta e inequivocabile contro l'uso delle sigarette elettroniche, o "svapo", da parte dei minorenni. "Io oggi non vi voglio parlare da influencer, da content creator, ma da mamma. Alice Basso, con toni decisi, ha richiamato l'attenzione sui rischi per la salute che l'inalazione di queste sostanze comporta e sulla pericolosa abitudine di cui in molti ignorano i rischi.
Alice Basso è mamma di due bambini, Brando e Morgan, rispettivamente di 12 e 6 anni, e moglie di Mauro Ferrucci, famoso DJ. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo libro, Una mamma imperfetta, in cui con ironia ripercorre le tappe significative della sua storia, che l’hanno portata a essere una delle mamme più seguite del web. L’involucro esterno è solo la scatola. È il contenuto la cosa più importante. Apprezzate il contenuto di ognuno di noi. Per il resto, tutto passa, tutto cambia. E se vi raccontate, ricordatevi della corazza che vi avevo detto all’inizio.