Il desiderio di avere un figlio è un percorso che può presentare sfide significative per molte coppie, con l'infertilità che coinvolge un numero sempre maggiore di persone. In questo contesto complesso, la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) si afferma come un pilastro fondamentale, offrendo soluzioni e speranza attraverso tecniche mediche avanzate. Parallelamente, la medicina tradizionale, con le sue conoscenze accumulate nei secoli, continua a proporre approcci naturali. Tra questi, l'Alchemilla (Alchemilla vulgaris), una pianta dalle antiche radici fitoterapiche, è riconosciuta per le sue molteplici virtù nel supportare la salute femminile, potenzialmente anche nell'ambito della fertilità. L'integrazione di questi due mondi, quello della scienza medica all'avanguardia e quello della saggezza erboristica, offre una prospettiva olistica nel "viaggio verso il proprio Bimbo".
L'Alchemilla: Storia, Botanica e Fitocomplesso di una Pianta Sacra alla Femminilità
Appartenente alla famiglia delle Rosaceae, l'Alchemilla è una pianta perenne diffusa in tutta Europa, in grado di crescere indifferentemente in pianura, in montagna e nei boschi. Questa erba è conosciuta con diversi nomi che ne evocano l'aspetto caratteristico o le antiche credenze. È chiamata anche "mantello della Vergine" perché nel Medioevo era dedicata alla Vergine Maria. Altri nomi comuni includono "erba stella" o "erba ventaglina", rispettivamente per la forma a stella dei fiori e a ventaglio delle foglie che presentano lobi poco profondi. Un'altra denominazione evocativa è "erba rugiada" o "pianta raccogli-rugiada", attribuita per la sua capacità di emettere sugli apici delle foglie a ventaglio piccole gocce d'acqua, specialmente quando le temperature sono più elevate, un fenomeno noto come "guttazione". Inoltre, le foglie palmato-lobate e pieghettate come un ventaglio sono in grado di raccogliere al loro centro le gocce d'acqua dopo la pioggia o la rugiada mattutina.
Il nome di genere Alchemilla deriva dall'arabo "alkemelych" (alchimia), poiché gli antichi alchimisti ritenevano che le stille di acqua prodotte dalle foglie, chiamate "acqua celestiale", potessero aiutare a trovare la pietra filosofale per trasformare i metalli in oro. Il nome di specie "vulgaris" deriva dal latino "vulgus" (volgo o gente comune), indicando che si tratta di una pianta comune o di uso comune.

La pianta ha un apparato radicale tuberizzato con numerose radici avventizie e produce fusti eretti ricoperti di fitta peluria, alti circa 30-40 cm. Le sue foglie, di colore verde chiaro o verde bluastro, sono somiglianti a quelle della Malva ma risultano un po' più coriacee, con più lobi e un margine fittamente seghettato. I piccolissimi fiori di colore bianco-crema o verde chiaro-giallognolo sono riuniti in infiorescenze giallo-verdastre a corimbo, formando una pannocchia. I frutti, infine, sono acheni. In fitoterapia, si usano principalmente le parti aeree della pianta o la pianta intera con le sommità fiorite, che rappresentano la parte officinale.
Il fitocomplesso dell'Alchemilla è ricco e diversificato, ed è questa ricchezza a conferirle le sue proprietà terapeutiche. Contiene tannini, tra cui spiccano gli ellagitannini, acidi fenolici, flavonoidi antiossidanti, antociani, cumarine, triterpeni, fitosteroli, olio essenziale, acido salicilico e saponine. Questa complessa composizione chimica è alla base delle proprietà astringenti, emostatiche, antispasmodiche, antisettiche, antinfiammatorie e sedative attribuite alla pianta.
Le Virtù dell'Alchemilla per la Salute Femminile: Un Tesoro Fitoterapico
Le fitoterapiste hanno trovato la loro "pietra filosofale" nell’Alchemilla, poiché è in grado di alleviare con successo numerosi disturbi femminili. Le sue proprietà la rendono un valido supporto per il benessere della donna in diverse fasi della vita.
Una delle azioni più apprezzate è il suo effetto di rafforzamento sulla muscolatura dell’utero, un beneficio significativo che può sostenere la salute riproduttiva. L'Alchemilla è anche nota per sciogliere i crampi dovuti ai dolori mestruali (dismenorrea), rendendola un rimedio tradizionale contro le problematiche associate al ciclo. Allevia le tensioni al seno, un sintomo comune legato alle fluttuazioni ormonali, e può interrompere i flussi mestruali troppo forti (menorragia), grazie alle sue proprietà astringenti ed emostatiche. Non solo, facilita anche il parto, un'indicazione che sottolinea il suo ruolo tradizionale nel supportare gli eventi fisiologici femminili.
Poiché l’Alchemilla ha un effetto simile a quello dei progesteroni, importanti ormoni femminili, lenisce i disturbi legati alla sindrome premestruale (PMS), riducendo l’irritabilità e gli attacchi di fame, e rende più fertile l’utero. Questa azione "progesterone-simile" è cruciale, poiché l'Alchemilla regolarizza la secrezione ovarica di progesterone e facilita la secrezione e la produzione luteale. È considerata efficace contro i disturbi mestruali e l'endometriosi, una condizione spesso associata a dolore e infertilità. Alcuni studi, infatti, sembrano indicare un'azione positiva dell'Alchemilla per ridurre le problematiche causate dall'endometriosi e le reazioni infiammatorie associate.
Oltre all'uso interno, l'Alchemilla può essere impiegata esternamente. Usata durante il semicupio, aiuta in caso di perdite e prurito, grazie alla sua attività antinfiammatoria e disinfettante. La pianta attenua la sensibilità al tatto del seno, ammorbidisce gli indurimenti e favorisce il processo di guarigione in caso di tumore al seno, sebbene questi ultimi utilizzi richiedano sempre il parere e la supervisione di professionisti sanitari. Per uso topico, l'infuso è utilizzato, per la sua attività antinfiammatoria e disinfettante, per sciacqui e gargarismi contro gengive infiammate, mal di denti, infiammazione della gola e raucedine. Inoltre, è impiegato come antisettico ginecologico. L'impacco delle foglie fresche contribuisce a bloccare il sanguinamento e l'infiammazione di piccole ferite, ulcere alle gambe, piaghe varicose, ematomi e per frenare l'epistassi (sangue dal naso).
Altre proprietà attribuite all'Alchemilla includono la prevenzione delle "scorrettezze" alimentari, alleviando infiammazioni della mucosa intestinale e bloccando la diarrea, grazie al suo contenuto di tannini e alla sua azione antimicrobica. Per l'azione sedativa è indicata come calmante per favorire il rilassamento in caso di stress, agitazione e contro disturbi gastrici, spasmi intestinali su base nervosa, correlati agli stati d'ansia, che possono sfociare in una forma di colon irritabile. In generale, all’Alchemilla vengono attribuite anche proprietà protettive.
Per ritrovare l’armonia con la propria femminilità, si consiglia spesso di fare una cura di tre mesi a base di infuso di Alchemilla. Durante questi tre mesi, il consiglio è di bere una tazza di infuso al mattino e una alla sera.
Modalità di Assunzione e Interazioni dell'Alchemilla
L'Alchemilla è principalmente consumata per via orale in infusione. La parte aerea della pianta viene utilizzata alla dose di 1-2 g per litro di acqua bollente, nella quale si lascia in infusione per 10 minuti. Si raccomanda di assumere 2-3 tazze al giorno, oppure l'equivalente di 8 cucchiaini (= 6,4 g) di pianta essiccata al giorno.
Nei casi acuti, spesso si ottiene un risultato più rapido usando tre volte al giorno la tintura madre. La tintura madre di Alchemilla, nota anche come "Mantello della Signora", è un estratto idroalcolico ottenuto dall'erba Alchemilla vulgaris. Questo estratto è ampiamente utilizzato per regolare il ciclo mestruale, alleviare i dolori mestruali (dismenorrea) e ridurre i flussi mestruali eccessivi (menorragia), grazie alle sue proprietà astringenti, antinfiammatorie e al suo potenziale effetto "progesterone-simile". Inoltre, può essere un valido supporto per i sintomi della menopausa, come vampate di calore e sbalzi d'umore. La tintura madre viene realizzata utilizzando il tradizionale metodo dell'ammollo a freddo, che fornisce un'ampia gamma di principi attivi nell'estratto. I prodotti, come quelli Hanuman, sono naturali al 100%, e le erbe sono coltivate biologicamente o raccolte eticamente in natura. Il rapporto di estrazione tipico è 1:4, V/V, con un contenuto alcolico del 40%, utilizzando erba Alchemilla (origine slovena, biologica) e acquavite di frutta biologica slovena al 40% vol.
Per eliminare drasticamente l'alcol dalla tintura madre, si consiglia di sciogliere la dose da assumere in 200 ml di acqua tiepida e poi mescolare. Utilizzando l'acqua tiepida l'alcol evaporerà quasi del tutto, e le proprietà medicinali della tintura madre non verranno distrutte, a differenza di quanto potrebbe accadere impiegando acqua troppo calda.
È importante considerare le possibili interazioni. Alcuni dati di laboratorio suggeriscono che le parti aeree dell'Alchemilla contengono dal 6% al 16% di tannini. Teoricamente, l'uso concomitante con farmaci somministrati per via orale può causare la precipitazione di tali farmaci a causa dell'elevato contenuto di tannini dell'Alchemilla. Pertanto, si raccomanda di non eccedere le quantità giornaliere suggerite in etichetta o di stabilire la dose con l'aiuto di un professionista competente. La Alchemilla vulgaris è considerata una pianta sicura, anche se, come scrivono gli autori di una review (Jakimiuk K, Tomczyk M.), occorre determinare la farmacocinetica e la farmacodinamica dei singoli componenti, nonché le eventuali interazioni con i farmaci e gli alimenti più comuni. Studi recenti (Jelača S et al., 2022) hanno anche esplorato la sua attività genoprotettiva e antitumorale in vitro, andando "oltre l'uso tradizionale".
Le Sfide dell'Infertilità e la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)
L'infertilità è una condizione che interessa un numero crescente di coppie, spingendo molti a intraprendere il percorso della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Questo percorso può essere lungo e complesso, caratterizzato da momenti di speranza e di scoraggiamento, come testimoniato da numerose esperienze personali e dalla letteratura che si sta aprendo a questa problematica.
Le cause dell'infertilità possono essere varie, spesso una combinazione di fattori maschili e femminili. In molti casi, la causa dell'infertilità è maschile. Ad esempio, una severa oligoastenoteratozoospermia, caratterizzata da un 0% di forme normali e motilità oscillante, con pochissimi o nulli spermatozoi con moto rettilineo progressivo, può rappresentare una sfida significativa. A questo si può aggiungere un valore elevato del FSH (Ormone Follicolo-Stimolante) nell'uomo, come un valore pari a 19.6, che può indicare un problema nella produzione spermatica. Sebbene la "cattiva qualità" del seme maschile possa avere un ruolo nel fallimento dell'impianto, è importante notare che la maggior parte delle coppie composte da una donna giovane e un uomo con problemi simili spesso riesce a concepire, suggerendo la complessità dei fattori in gioco. Un FSH così alto potrebbe peggiorare, e per questi quesiti specifici è sempre consigliabile consultare specialisti in andrologia. La W.H.O. ha fissato al 4% il limite minimo di forme morfologicamente normali in uno spermiogramma, proprio perché esse sono poco rappresentate nella popolazione nemaspermica totale dell'essere umano.
Dal lato femminile, fattori come l'età della donna giocano un ruolo cruciale; ad esempio, a 40 anni, anche con un FSH che varia da un minimo di 4 a un massimo di 9, la probabilità di successo nella PMA può essere influenzata. Altri fattori femminili includono problematiche tubariche o anomalie uterine, come la presenza di un setto uterino che, una volta rimosso tramite isteroscopia operativa, può risolvere impedimenti meccanici all'attecchimento. Anche le mutazioni genetiche, come una mutazione genetica del gene MTHFR in eterozigosi (sia C677T che A1298C), possono influire sull'esito della gravidanza e richiedere terapie specifiche, come l'assunzione di eparina durante i tentativi di concepimento.

Tecniche Avanzate nella PMA: ICSI, FIVET, IMSI e Altro
Nel percorso della Procreazione Medicalmente Assistita, diverse tecniche vengono impiegate per aumentare le possibilità di concepimento. Tra le più diffuse vi sono la ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica di Spermatozoi) e la FIVET (Fecondazione In Vitro con Trasferimento dell'Embrione).
La ICSI è una tecnica ampiamente utilizzata, in particolare in presenza di fattori maschili severi. In questa procedura, un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente nell'ovocita. Anche con la ICSI, i risultati possono variare, e non sempre si ottiene un esito positivo. Si possono trasferire embrioni di qualità A, considerati "molto belli" dagli embriologi, ma a volte le beta (il livello dell'ormone della gravidanza) rimangono basse, indicando un mancato attecchimento o una gravidanza biochimica. La ICSI può essere effettuata con ovociti freschi o congelati, e la stimolazione ovarica per la raccolta degli ovociti può talvolta portare a una iperstimolazione ovarica, come nel caso di 28 ovociti prodotti.
La FIVET (Fecondazione In Vitro con Trasferimento dell'Embrione) è un'altra tecnica, che in alcuni contesti viene descritta come in grado di replicare meglio quanto avviene in natura, dove la fecondazione avviene in una piastra di coltura. Tuttavia, nel caso della FIVET, esiste il rischio che l'ovocita venga fecondato da uno spermatozoo anomalo o che si verifichi una "fecondazione polispermica", cioè che l'ovocita non sia stato in grado di attivare i meccanismi biologici che regolano "la chiusura delle proprie porte" una volta che il primo (e unico) spermatozoo ha avuto l'accesso. La presenza di zigoti poli-pronucleati, quindi fecondati in maniera anomala, è il risultato di questa condizione. Il rischio che uno spermatozoo anomalo fecondi un'ovocita esiste anche nella ICSI, ma gli spermatozoi anomali possono fecondare un ovocita a patto che abbiano il "macchinario" (molecole attivatrici) necessario a farlo.
Qual è la differenza tra FIVET e ICSI?
Un'altra tecnica che ha suscitato interesse, in particolare per i casi di gravi alterazioni seminali, è l'IMSI (Intracytoplasmic Morphologically Selected Sperm Injection). Questa tecnica prevede la selezione dei migliori spermatozoi con microscopi ad altissimo ingrandimento al fine di accrescere le percentuali di successo. I pazienti spesso si interrogano sull'efficacia dell'IMSI. Alcuni specialisti suggeriscono che possa essere d'aiuto, soprattutto quando la qualità del seme è un problema evidente. Tuttavia, in letteratura i pareri sull'efficacia clinica di questo metodo non sono ancora univoci. Dopo studi multicentrici, l'IMSI si è rivelata essere inutile da un punto di vista clinico secondo alcuni esperti. Nonostante ciò, il costo dell'IMSI è di circa 400 euro.
Il Fish Test è un'indagine genetica che a volte viene proposta dai pazienti per approfondire la qualità del seme. Tuttavia, alcuni specialisti non ritengono che il Fish Test possa essere d'aiuto nel contesto del fallimento dell'impianto, come indicato in alcune FAQ mediche.
La qualità degli embrioni è un aspetto fondamentale. Gli embriologi valutano gli embrioni in diverse fasi. La qualità degli embrioni in seconda/terza giornata dipende in gran parte dagli ovociti, mentre dalla quinta/sesta giornata, entrano in gioco in modo più incisivo le caratteristiche degli embrioni stessi. In alcuni casi, può essere utile il trasferimento a blastocisti, cioè a uno stadio di sviluppo più avanzato (giorno 5 o 6), in modo da trasferire solo quegli embrioni che superano almeno i primi ostacoli nello sviluppo. Questa scelta, tuttavia, comporta il rischio che nessuno degli embrioni arrivi allo stadio di blastocisti e che quindi non ci sia nulla da trasferire. È una decisione che va condivisa e portata avanti passo dopo passo con lo staff del centro di PMA.
Fattori Critici e Supporto nel Percorso PMA
Il successo della Procreazione Medicalmente Assistita è influenzato da una molteplicità di fattori, molti dei quali richiedono una gestione attenta e personalizzata. Uno degli aspetti più rilevanti è la combinazione dei fattori di infertilità, come l'età della donna e la patologia del partner.
Fattori Femminili: L'età della donna è un elemento cruciale; ad esempio, a 40 anni, anche con un FSH che varia da un minimo di 4 a un massimo di 9, le riserve ovariche e la qualità ovocitaria possono essere compromesse. Problemi meccanici, come un setto uterino, possono impedire l'attecchimento degli embrioni. L'isteroscopia operativa, che consente la rimozione di tale setto, può risolvere efficacemente questi impedimenti. Inoltre, fattori genetici, come una mutazione genetica del gene MTHFR in eterozigosi (sia C677T che A1298C), possono influenzare la coagulazione e l'esito della gravidanza, rendendo necessaria l'assunzione di farmaci come l'eparina durante il tentativo di concepimento. La risposta ovarica alla stimolazione è anch'essa un aspetto critico; una iperstimolazione ovarica, pur portando a un elevato numero di ovociti prodotti (ad esempio, 28 ovociti), può comportare rischi e disagi per la paziente.
Fattori Maschili: La marcata oligo-terato-astenospermia, con una bassa percentuale di forme normali e motilità ridotta, è un fattore maschile significativo che può compromettere la fecondazione e lo sviluppo embrionale. Un FSH molto alto nell'uomo, come un valore di 19.6, può indicare una grave carenza nella riproduzione cellulare degli spermatozoi, suggerendo problemi a livello testicolare. Nonostante la "cattiva qualità" del seme maschile possa avere un ruolo nel fallimento dell'impianto, è fondamentale non scoraggiarsi, poiché molte coppie con problemi simili riescono comunque a concepire.
Sviluppo Embrionale e Strategie di Transfer: La qualità degli embrioni è determinante. Se nei primi giorni di sviluppo (seconda/terza giornata) la qualità dipende in gran parte dagli ovociti, dalla quinta/sesta giornata entrano in gioco in modo più incisivo le caratteristiche degli embrioni stessi, riflettendo la loro capacità di sviluppo autonomo. In questi casi, la strategia di trasferire embrioni allo stadio di blastocisti può essere vantaggiosa, permettendo di selezionare solo gli embrioni che hanno dimostrato maggiore vitalità e capacità di superare i primi ostacoli nello sviluppo. Tuttavia, questa scelta comporta il rischio che nessuno degli embrioni riesca a raggiungere lo stadio di blastocisti, lasciando la coppia senza nulla da trasferire. Per questo, ogni decisione deve essere condivisa e portata avanti passo dopo passo con lo staff medico del centro.
Il percorso della PMA è un'esperienza che richiede non solo competenze mediche ma anche un forte supporto emotivo e informativo. La decisione di intraprendere specifici trattamenti o tecniche, come la IMSI o il trasferimento a blastocisti, deve essere sempre discussa approfonditamente con il team medico, considerando la storia clinica individuale e le evidenze scientifiche disponibili.
Biotecnologie Agronomiche a Supporto delle Piante Officinali
Le biotecnologie nel settore agronomico svolgono un'importante funzione di recupero delle piante officinali. Queste piante, fondamentali per la fitoterapia e la medicina tradizionale, richiedono una cura e una qualità particolari che le differenziano dalle coltivazioni destinate ad uso alimentare.
Una coltivazione di piante officinali è diversa per aspetti agronomici e di proiezione funzionale rispetto a una coltivazione di piante destinate ad uso alimentare. La qualità della pianta officinale va ricercata anche nelle modalità di coltivazione, sia essa biologica o meno. Tuttavia, una coltivazione biologica, per la sua essenza poco aggressiva, risulta più attaccabile da microrganismi di ogni tipo, funghi e batteri fitopatogeni in primis. Se una pianta subisce una contaminazione microbica, non può più essere utilizzata a scopo salutistico. Un'aggressione da parte di fitopatogeni determina un'inevitabile alterazione delle proprietà della droga, distanziandole da quelle dettagliatamente descritte nelle farmacopee.
Le virosi, ad esempio, sono molto diffuse nelle coltivazioni officinali. Ebbene, le biotecnologie si servono di una caratteristica particolare dei tessuti vegetali per combatterle. Esistono infatti cellule vegetali che, per le loro caratteristiche fisiologiche, non possono essere attaccate dai virus. Tali cellule sono quelle meristematiche, presenti negli apici del fusto e della radice. Queste cellule sono sempre sane ed in grado di mantenere il patrimonio genetico e le potenzialità produttive della pianta officinale. Le biotecnologie prelevano l'espianto contenente queste cellule "immuni", che verranno isolate e seminate in un terreno di coltura solido. Si ottiene così un callo sano della specie officinale malata, garantendo la produzione di piante di alta qualità e prive di patogeni, essenziali per l'efficacia dei rimedi fitoterapici. Questo approccio è cruciale per assicurare che le proprietà medicinali delle piante, come l'Alchemilla, siano preservate e massimizzate.

Risorse e Supporto nel Percorso di Fertilità
Il percorso verso la genitorialità, specialmente quando si affrontano le sfide dell'infertilità, può essere emotivamente e psicologicamente gravoso. Per questo motivo, l'accesso a risorse informative e a servizi di supporto specializzati è di fondamentale importanza.
"Il viaggio verso il proprio Bimbo" è il titolo di un libro che nasce dall’esperienza dello Sportello inFertilità, un servizio di accompagnamento per chi desidera un bimbo che si fa attendere, attivo in provincia di Varese da alcuni anni. Questo servizio si rivolge a chi è in cerca di un bimbo che tarda ad arrivare, offrendo un sostegno concreto. L'autrice, Francesca Maciacchini, laureata in Pedagogia con master in Pedagogia Clinica e Consulente per la Fertilità, ha vissuto il percorso per intero sulla propria pelle per diversi anni e, avendone le competenze, nel 2021 ha dato vita a questo progetto. L'argomento specifico di ogni capitolo del libro è introdotto dalla testimonianza reale di una donna che ha vissuto la Procreazione Medicalmente Assistita in prima persona, offrendo una prospettiva autentica e di grande impatto emotivo.
A pochi mesi dalla sua nascita, il progetto Sportello inFertilità si è aperto a una collaborazione con la Clinica Biotexcom, con sede a Kiev, in Ucraina. Francesca Maciacchini collabora con la Clinica Biotexcom di Kiev anche in qualità di Tutor per i pazienti, facilitando l'interazione e il supporto per le coppie che si rivolgono a questa struttura.
Lo Sportello inFertilità è presente su numerosi social media con pubblicazioni frequenti legate sia alla propria attività che alla collaborazione con la clinica ucraina. Si occupa anche di gestire l'intero canale YouTube di Biotexcom Italia, dove sono presenti video di incontri tematici specifici, oltre agli Shorts, fornendo così un'ampia gamma di contenuti informativi e di supporto per le coppie che affrontano il percorso della fertilità assistita. Queste risorse sono preziose per ottenere informazioni affidabili, condividere esperienze e trovare il sostegno necessario in un momento così delicato della vita.
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