La verità sul rapporto tra gatti e contatto fisico: perché non amano sempre essere cullati

Il legame tra l'essere umano e il gatto è una delle relazioni più affascinanti e complesse del mondo animale. Chi convive con un amico a quattro zampe tende spesso ad abbracciare quest'ultimo, coccolarlo, e a volte anche a cullarlo per dimostrargli il suo affetto. Tuttavia, non tutti i felini sono uguali. Se da una parte c’è chi ama essere “maneggiato” dal proprio umano, dall’altra c’è chi invece tende a stare lontano dalla famiglia. È fondamentale comprendere che, spesso, le nostre interpretazioni dei segnali felini sono filtrate da una visione antropocentrica: ciò che per noi è una manifestazione d'affetto, per il gatto può tradursi in una costrizione non gradita.

Gatto che osserva attentamente l'ambiente circostante da una posizione elevata

La natura indipendente del felino

Il gatto è un animale indipendente e autonomo. Nonostante le dimensioni ridotte, che rendono facile sollevarli da terra e stringerli, i gatti sono animali molto gelosi della loro indipendenza e autonomia e, di fatto, predatori. Non amano dunque essere costretti, men che meno tra le braccia di un essere umano con cui hanno poca confidenza o dimestichezza. Questa autonomia non è un segno di mancanza di affetto, ma una caratteristica intrinseca della specie.

Il gatto discende dal gatto selvatico africano e mantiene ancora oggi intatti alcuni istinti e attitudini del predatore che vive in natura; per sopravvivere deve cacciare e difendersi. Questo significa che il Micio ha bisogno di tenere tutto sotto controllo e di guardare l’ambiente che lo circonda. Quando il felino si trova tra le braccia del suo umano ed è cullato da quest’ultimo, non ha la possibilità di vedere ciò che accade intorno a lui o nelle altre stanze. Questa privazione del controllo visivo e motorio è una delle cause principali del loro disagio.

La sensibilità felina e il rifiuto del contatto forzato

I gatti sono animali estremamente sensibili. Non amano l’imposizione, l’invadenza da parte dell’essere umano o interazioni troppo prolungate. Spesso, l’essere umano "insiste" per umanizzare l’animale: cullare un gatto come se fosse un bambino non è un gesto che si fa per fare piacere al gatto, ma qualcosa che noi riteniamo il gatto potrebbe (dovrebbe) apprezzare, perché piacevole per noi.

La reazione del gatto di fronte a questa forzatura è spesso chiara: piccoli morsi o zampate, che non sono altro che un modo per dire “ora basta!”. Non stupitevi, dunque, se una volta presi in braccio fanno di tutto per divincolarsi, finendo anche per graffiare nel tentativo di tornare sul pavimento. Alcuni felini, soprattutto quelli che hanno interagito con l’essere umano sin da piccolissimi, mostrano di apprezzare il contatto con il pet mate e non disdegnano di essere presi in braccio, ma è sempre necessario rispettare i confini imposti dal linguaggio del corpo del felino.

Gatto che mostra disagio cercando di divincolarsi dalle braccia dell'umano

Interpretare correttamente il linguaggio dell'affetto

Chiunque abbia mai avuto un gatto sa che i nostri amici felini hanno un modo tutto loro di mostrare affetto. A differenza dei cani, che spesso manifestano apertamente il loro amore, i gatti possono sembrare più riservati ed enigmatici. Tuttavia, sono capaci di formare legami profondi.

  1. Le fusa: Spesso un indicatore di benessere e contentezza, sebbene possano talvolta rappresentare un tentativo di calmarsi in situazioni di stress.
  2. Il Bunting: Quando un gatto si struscia contro di te con il muso o i fianchi, sta marcando il territorio e le persone a cui tiene tramite le ghiandole odorifere.
  3. Il bacio del gatto: Se un gatto ti guarda e sbatte lentamente le palpebre, ti sta dimostrando fiducia e affetto.
  4. Regali: Portare prede o giocattoli è un segno di fiducia che emula il comportamento di cura verso i membri della famiglia.
  5. Linguaggio corporeo: Una coda dritta con una punta leggermente curva è indice di felicità. Mostrare la pancia è un segnale di estrema fiducia, anche se raramente rappresenta un invito ad accarezzare la zona addominale, che rimane estremamente vulnerabile.
  6. Contatto durante il sonno: Dormire vicino o sopra di noi è una prova tangibile di come il gatto ci consideri una base sicura.
  7. Impastare: L'atto di "fare il pane" è un comportamento che risale all'infanzia e indica conforto e soddisfazione.

L'importanza di non confondere i segnali

È bene sfatare alcuni miti, come quello relativo alle "pacche sul sedere". Molti proprietari pensano che ai gatti piacciano, ma in realtà, per la maggior parte dei felini, si tratta di un gesto che provoca stress e disagio. Se il gatto inarca la schiena durante questo contatto, non sta provando piacere: si tratta di una reazione fisiologica dovuta alle terminazioni nervose intorno alla coda. Incentivare questo comportamento è sbagliato, poiché il felino potrebbe interpretarlo come un attacco, arrivando a reagire con aggressività per difendersi.

John Bradshaw, dell'Istituto di Antrozoologia presso l'Università di Bristol, ha evidenziato come i gatti possano subire stress quando vengono trattati come se fossero cani. Gli studi suggeriscono che la chiave di una convivenza serena risiede nel lasciare che sia il felino ad avere il comando. Accarezzare il gatto sulla testa, sul mento o sul collo, seguendo i suoi tempi e permettendogli di annusare la mano prima di iniziare, è la strategia migliore per costruire una relazione basata sulla fiducia reciproca.

LINGUAGGIO dei GATTI : segnali e posture

Il sonno come indicatore di sicurezza

Per comprendere meglio quanto sia importante il controllo dell'ambiente per il gatto, basta osservare come dorme. Il sonno è considerato una vulnerabilità, oltre che una necessità. I gatti spesso si rannicchiano a palla con il collo piegato: questa posizione protegge gli organi vitali e mantiene il calore corporeo, garantendo una difesa immediata in caso di pericolo.

Sebbene un gatto che dorme a pancia in su dimostri di sentirsi protetto da noi, la posizione a palla resta quella che più di tutte riflette l'istinto ancestrale di protezione. Non dobbiamo mai pensare che, se il gatto preferisce dormire rannicchiato, non ci voglia bene o ci tema; si tratta semplicemente di una scelta dettata dalla biologia e dalla ricerca di comfort. Quando il gatto inizia ad addormentarsi e flette il collo, è fondamentale non disturbarlo: è un segnale che il suo sistema nervoso è ancora vigile e preserva il tono muscolare per reazioni rapide. Rispettare questi momenti di quiete senza forzare il contatto fisico è il primo passo per far sì che il nostro amico felino si fidi di noi, aumentando le probabilità che sia lui, in futuro, a scegliere le nostre braccia per il suo momento di relax.

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