Guida completa: Cosa sono le contrazioni uterine durante la gravidanza e come riconoscerle

La gravidanza è un viaggio straordinario che culmina, dopo circa 40 settimane, nell’evento unico della nascita. Per molte donne, specialmente le primipare, uno dei momenti di maggiore ansia riguarda la comprensione dei segnali che il corpo invia, in particolare le contrazioni. Comprendere cosa sono, perché si verificano e come distinguere quelle preparatorie da quelle del travaglio attivo è fondamentale per vivere questo percorso con serenità e consapevolezza.

rappresentazione grafica dell'utero durante le fasi della gravidanza

La fisiologia delle contrazioni: cos’è l’utero

Le contrazioni sono un fenomeno comune, spesso associato alla gravidanza, ma possono verificarsi anche in altre situazioni, come lo sforzo fisico o lo stress. Le contrazioni sono il risultato del movimento ritmico dei muscoli del corpo che si contraggono e si rilassano. L'utero è un grosso muscolo, costituito essenzialmente da cellule lisce che funzionano indipendentemente dalla nostra volontà, proprio come il cuore. Essendo la muscolatura uterina di tipo liscio, può generare autonomamente la contrazione.

La struttura che rende possibili le contrazioni dell’utero è il miometrio, ovvero la tunica muscolare dell’utero, costituita da fibrocellule muscolari lisce disposte a strati. La muscolatura uterina è data da fasci di fibre spiraliformi; alla fine della gravidanza, questa distribuzione permette contrazioni in cui il muscolo induce una spinta del feto verso il basso, esercitando una forza uniforme su tutto il corpo fetale. Le contrazioni potrebbero essere descritte come spasmi, tensioni a livello del ventre che durano soltanto qualche secondo e poi scompaiono.

Le contrazioni nel corso della gestazione

Le contrazioni in gravidanza possono essere avvertite in qualsiasi epoca di gestazione, anche se con diversa intensità. Nelle prime settimane di gravidanza le contrazioni sono fisiologiche: è possibile che l’utero si contragga proprio nel periodo in cui sarebbe dovuto venire il ciclo. Andando avanti con la gravidanza, dal secondo trimestre, le contrazioni potranno essere legate all’ingrossamento dell’utero, ai movimenti del bambino o alla stanchezza della mamma.

È importante sottolineare che non tutte le contrazioni sono un segno di travaglio. Le contrazioni sono un sintomo comune che può verificarsi per vari motivi. Anche la disidratazione può portare a contrazioni muscolari, comprese quelle uterine. Nella maggior parte dei casi, le contrazioni durante la gravidanza sono innocue. Tuttavia, se si avvertono contrazioni molto precoci, potrebbe esservi imposto di rimanere a riposo. In particolare, lo sperma contiene prostaglandine che stimolano le contrazioni, motivo per cui in alcuni casi i rapporti sessuali sono sconsigliati.

Le contrazioni di Braxton Hicks: l'allenamento dell'utero

Le contrazioni di Braxton Hicks sono note come "contrazioni di prova" e si verificano quando l'utero si contrae a intermittenza per prepararsi al travaglio. Esse possono manifestarsi già all'inizio dell'ultimo trimestre di gravidanza, o talvolta dal settimo mese. Queste sono del tutto normali, non provocano particolare dolore, ma solo una sensazione di indurimento della pancia.

Le contrazioni di Braxton Hicks si distinguono perché sono sporadiche, non sono ritmiche né regolari. Potreste sentirne una e poi stop per l’intera giornata, oppure avvertirne diverse, ma solo ogni tanto. Esse non aumentano in termini di intensità e tendono a svanire con il riposo. Esercizi delicati, idratazione e tecniche di rilassamento come la respirazione profonda o bagni caldi possono aiutare ad alleviare le contrazioni lievi.

schema che confronta le contrazioni di Braxton Hicks con quelle del travaglio

La fase prodromica e il falso allarme

Spesso le primipare non riescono a capire se si tratta di contrazioni vere o delle cosiddette contrazioni preparatorie. La fase prodromica del parto è una sorta di preparazione al parto vero e proprio, con segnali diversi che variano da donna a donna. Durante questa fase, il bambino comincia lentamente ad incanalarsi e il collo dell’utero prima si centralizza e si raccorcia, poi si appiana. Potrebbero esserci le prime contrazioni, che però non sono ancora quelle efficaci perché irregolari e non particolarmente dolorose.

È in questa fase che si può verificare la perdita del tappo mucoso, ovvero una secrezione densa e biancastra (spesso striata di rosa o rosso) che sigilla il collo dell’utero. Tenete presente che la perdita del tappo può avvenire anche parecchi giorni prima di partorire, quindi non va considerato come un segno di parto imminente. Durante tutta la fase prodromica, non è necessario andare in ospedale: è meglio restare a casa, riposare, fare una passeggiata o un bagno caldo.

Riconoscere le vere contrazioni del travaglio

Il criterio principe per capire se le onde che si stanno avvertendo sono davvero quelle del travaglio è il tempo. La futura mamma deve darsi tempo. Le vere contrazioni da parto si distinguono per alcune caratteristiche precise:

  1. Regolarità: Si susseguono a intervalli regolari di tempo. Tra un’onda e l’altra non devono passare più di 3-5 minuti.
  2. Durata: Hanno una durata costante, di almeno un minuto.
  3. Intensità crescente: Diventano progressivamente sempre più forti e frequenti nel tempo, causando la dilatazione della cervice.
  4. Irradiazione del dolore: I dolori si concentrano nella zona lombare e nel basso ventre, irradiandosi a volte alle cosce o al coccige.

A differenza delle contrazioni preparatorie, quelle del travaglio quando iniziano non si interrompono. Il dolore è simile ai crampi mestruali, ma decisamente più intenso.

COME RICONOSCERE le CONTRAZIONI di INIZIO TRAVAGLIO - Le risposte dell'Ostetrica Maria Chiara Alvisi

Quando recarsi in ospedale

Quando le contrazioni durano da 20 a 60 secondi e si ripetono ogni cinque-sette minuti, è il momento di considerare il trasferimento in ospedale. Tuttavia, è sempre meglio trascorrere la maggior parte del tempo a casa. Se si va in ospedale precocemente, il rischio è quello di andare a bloccare tutto il processo. Lo spostamento porta gli elementi attivanti - il cambio di ambiente, la necessità di rispondere alle richieste del personale sanitario - a influire, provocandone l’arresto, su quel meraviglioso processo naturale che è il tempo del travaglio.

In alcuni casi, però, occorre recarsi subito in pronto soccorso:

  • Se si rompono le membrane (rottura delle acque).
  • Se compaiono perdite di sangue rosso vivo.
  • Se la futura mamma è in preda a uno stato di ansia o terrore incontrollato.

Consigli pratici per gestire le contrazioni

Per sopportare meglio il dolore durante il travaglio, l’ostetrica consiglia diverse tecniche:

  • Idroterapia: Una doccia calda ha un potere antidolorifico naturale e aiuta il rilassamento.
  • Movimento: Assumere posizioni con gambe divaricate o ruotare il bacino a forma di otto per facilitare la rotazione della testa del bambino.
  • Massaggi: Il partner può massaggiare con il palmo della mano la zona sacro-coccigea con movimenti rotatori.
  • Uso della Fitball: Utilizzare la palla da ginnastica per scaricare il peso e trovare sollievo alla schiena.
  • Posizione carponi: Con le ginocchia più aperte rispetto alle anche, per lasciar cadere il peso della pancia e scaricare la zona lombare.

Gli ormoni del parto

L'ossitocina è, senza dubbio, l'ormone chiave coinvolto nella fisiologia delle doglie, soprannominato "ormone dell'amore". Durante il travaglio attivo, il dolore prodotto dalle contrazioni e dalla pressione della testa del bambino sul collo dell’utero provoca una secrezione a picco di adrenalina, che a sua volta stimola la secrezione di ossitocina, prostaglandine ed endorfine. Queste ultime fungono da morfine naturali, offrendo un'azione analgesica fondamentale per affrontare il dolore.

Consigli per i futuri papà

Con l'inizio del travaglio, è facile notare le compagne decisamente più concentrate su loro stesse e sul loro corpo, sempre meno sull'ambiente circostante. In questo momento, il compito del partner è creare attorno alla gestante una condizione di benessere. È bene spegnere gli smartphone e focalizzare tutti i sensi verso l’ascolto del corpo. Ricordate di portare in ospedale la borsa con l’occorrente per il parto, il puerperio e il bebè, evitando smalti e oggetti metallici come orecchini o piercing.

La gestione in ospedale

Una volta arrivati in struttura, il personale valuterà l’attività tramite il tracciato cardiotocografico (attraverso due sonde poste sul pancione), che serve a monitorare l'attività cardiaca fetale e la frequenza delle contrazioni. Quando le contrazioni sono regolari, dolorose e aumentano progressivamente, comincia la fase dilatante, in cui il collo dell’utero raggiunge i 10 cm di apertura. Seguirà poi la fase espulsiva, che dura indicativamente un’ora per chi non ha mai partorito e circa 30 minuti per chi ha già partorito.

Mantenere la calma e ascoltare il proprio corpo è il segreto per trasformare l'evento del parto da una sfida insormontabile in un'esperienza di forza e consapevolezza. Non esiste una tabella di marcia valida per tutte le donne; ogni gravidanza e ogni travaglio seguono il loro corso naturale. La fiducia nelle proprie capacità e il supporto dell'ostetrica guideranno la futura madre verso l'incontro tanto atteso con il proprio bambino.

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