Tutte le scuole d’Italia - e quindi anche la scuola pubblica - possono giocare un ruolo fondamentale per stimolare i ragazzi a vivere esperienze di dono, in grado di generare uno spirito partecipativo di cittadinanza attiva e di responsabilità sociale. Ed è proprio da questa consapevolezza che è nato DONOR HERO, il primo progetto in Italia che porta nelle scuole l’educazione alla cultura del dono. Il percorso didattico è rivolto alle scuole di tutta Italia e per l’anno scolastico 2021/22 è indirizzato agli alunni delle classi quarte e quinte della primaria. I bambini vengono avvicinati alla pratica del dono, stimolati a viverlo e integrarlo nella propria vita, affinché entri a far parte del loro modus vivendi. Il dono è relazione, dunque allena a coltivare e arricchire le relazioni.

Nel mondo della scuola, tutti gli insegnanti sono chiamati a svolgere un compito che prevede grande impegno e responsabilità: educare e istruire gli alunni, preparandoli ad affrontare le sfide e gli esami che la vita, e non solo il sistema scolastico, riserverà loro. Un ruolo particolare, però, è quello degli insegnanti della scuola dell’infanzia. Questi lavoreranno con piccoli alunni, di età compresa tra i 3 e 5 anni, i quali dovranno sviluppare e affinare le proprie capacità cognitive e relazionali in modo nuovo e scoprire cosa significa imparare. Per raggiungere questo traguardo saranno necessarie attività ed esercizi stimolanti, che accrescano la curiosità e la voglia di mettersi alla prova. Allo stesso tempo, però, l’educatore dovrà considerare le diversità tra gli alunni (siano queste anagrafiche, culturali, emotive) riservando la giusta attenzione ad ognuno di essi e monitorando con cura i progressi o le difficoltà riscontrate caso per caso.
La costruzione delle competenze nel primo ciclo dell'infanzia
Nei primi giorni di scuola dell’infanzia l’obiettivo non è “intrattenere”, ma costruire competenze: appartenenza al gruppo, routine chiare, autoregolazione, linguaggio e collaborazione. I giochi di accoglienza sono strumenti didattici che favoriscono un avvio sereno e funzionale: trasformano i momenti chiave (ingresso, circle time, transizioni) in occasioni strutturate di apprendimento. Stabilire routine e regole in modo visivo e partecipato (sequenze, turni, segnali). Sostenere le funzioni esecutive (attenzione condivisa, memoria di lavoro, flessibilità). Allenare competenze socio-emotive (riconoscimento delle emozioni, comunicazione, cooperazione). Promuovere sicurezza e autonomia negli spazi e nei passaggi della giornata.
L’angolo morbido è il primo abbraccio della sezione: tappeti, cuscini, libri e un burattino “di classe” aiutano a trasformare il distacco in un tempo sereno. Qui puoi inaugurare piccoli rituali quotidiani (saluto, canzone, scelta dell’emozione) che danno sicurezza e prevedibilità. Nei primi giorni, alterna micro-letture, carezze sonore e giochi accoglienza scuola infanzia a bassa soglia: basta un invito gentile e il gruppo si costruisce, un sorriso alla volta.

Pannelli e carte illustrate sono bussole per il gruppo: rendono visibile “cosa succede adesso”, riducono l’ansia da incertezza e potenziano l’autonomia. Integra routine, regole e “meteo delle emozioni” in modo partecipato: ogni bambino sposta la propria tessera e anticipa la giornata. Questi strumenti sostengono la valenza educativa dei giochi accoglienza scuola infanzia, dando parole e immagini a ciò che si sente e si fa. All’inizio vince la lentezza: proposte brevi, pause previste e passaggi accompagnati. I piccoli gruppi facilitano ascolto, turni e fiducia reciproca, creando tempo di qualità. Usa segnali sonori e visivi per le transizioni e inserisci micro-giochi ponte (canzoncine, indovinelli tattili) per mantenere il clima leggero e la gioia di stare insieme.
Giochi, relazioni e strumenti didattici operativi
I giochi didattici sono uno strumento molto utile per intrattenere la classe in maniera costruttiva e divertente. Il gioco, infatti, è un’attività fondamentale per i più piccoli e quando è associato ad un insegnamento, rende questo più facilmente assimilabile.
Seduti in cerchio, chi riceve la palla dice nome e una piccola curiosità: un gesto semplice che crea connessioni. Ripeti il gioco in più giorni variando la consegna (colore preferito, animale, suono buffo) per consolidare memoria dei pari e fiducia. È uno dei giochi accoglienza scuola infanzia più inclusivi: tutti possono partecipare secondo i propri tempi. Dentro una valigia “magica” metti oggetti-simbolo di routine e regole: il sole per il buongiorno, il semaforo per i movimenti in sezione, il libro per il momento lettura. Ogni estrazione è un racconto breve che anticipa la giornata, dandole senso. Così i giochi accoglienza scuola infanzia parlano anche di regole in modo narrativo e accogliente.
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Mimare la gioia, il dispiacere, la sorpresa e farle indovinare al gruppo aiuta a dare nome a ciò che si prova. Inserisci lo “specchio” all’inizio o alla fine del cerchio per aprire o chiudere con consapevolezza emotiva. Nel tempo, crea un lessico condiviso che rende il clima più empatico e sicuro. Costruire insieme la sequenza delle attività stabilizza il ritmo e riduce l’imprevedibilità. Ogni passaggio diventa un traguardo: spostare la carta è un gesto che “fa crescere”. Ancorare i giochi accoglienza scuola infanzia a questa sequenza aiuta a mantenere attenzione e serenità.
I giochi motori sono tutte quelle attività ludiche mirate a sollecitare la sfera del movimento nello spazio. Tra tutti gli esercizi didattici sono forse i più divertenti per gli alunni, che hanno modo di saltare, gesticolare e muoversi liberamente con il proprio corpo. I giochi motori possono servirsi di canzoni specifiche o di filastrocche e percorsi per insegnare ai bambini ad orientarsi con le direzioni (destra, sinistra, su giù). Il famoso Gioco della Settimana è uno di essi e, partendo dal suo schema semplice, si potranno ideare percorsi simili scanditi da elementi quali mesi dell’anno, numeri, ecc. che uniscano il moto con lo sforzo mnemonico-intellettivo.
I giochi linguistici hanno l’obiettivo di insistere sulla fonologia e di arricchire il lessico degli alunni. “Inizia per…” è un gioco che prevede l’uso di una scatola e la scelta di una lettera da parte dell’insegnante: gli alunni dovranno raggruppare all’interno della scatola tutti gli oggetti in aula che cominciano con la lettera indicata. Anche i giochi di memoria sono un ottimo strumento con cui intrattenere la classe. Anche le schede didattiche rientrano a pieno titolo tra le attività più praticate per intrattenere la classe: parliamo, chiaramente, di schede cartacee da compilare, colorare e completare secondo le regole indicate.
L’espressione attraverso il linguaggio, il segno e il movimento
Filastrocche e poesie non possono mancare tra i metodi per intrattenere la classe nella scuola dell’infanzia. Queste, che suonano come canzoni divertenti e piacevoli melodie, sono molto amate dai più piccoli e hanno il potere di attirare subito l’attenzione dei bambini. Ciò accade soprattutto perché hanno la capacità di raccontare un aneddoto usando un proprio ritmo interno, accentuato dalle parole in rima. Per farlo, l’insegnante potrà ricorrere a qualche facile e divertente espediente: pause, mimiche, uso di suoni e percussioni e cambiamenti di tono sono solo alcuni modi per rendere ancora più gradevole l’ascolto di una filastrocca o di una poesia. I più piccoli, in questo modo, non smetteranno di seguire il filo del discorso.

Realizzare disegni e cartelloni è una delle attività senz’altro più praticate per intrattenere gli alunni della scuola dell’infanzia. Come tutti i docenti sapranno (soprattutto coloro che lavorano con i più piccoli), il disegno riveste un ruolo molto importante nell’immaginario del bambino, perché è un modo immediato e spontaneo di raccontare la realtà vista dai propri occhi. Il disegno è un linguaggio universale che non ha bisogno di parole e aiuta gli alunni ad esprimersi e a “riordinare” i propri pensieri. Inoltre è un’attività calmante che alleggerisce e sblocca le piccole tensioni quotidiane e favorisce lo sviluppo della capacità di restare concentrati. Per questo, anche se può sembrare un’attività semplice, chiedere alla classe di realizzare dei disegni sulla propria famiglia, sulla scuola o su un evento specifico resta sempre un esercizio valido e ricco di riscontri positivi. I cartelloni, inoltre, rappresentano anche un mezzo per conoscere meglio il mondo e la realtà circostante: le stagioni, la natura, i pasti della giornata, lo sport, le regole da rispettare in classe ecc.
Routine e connessione con l’ambiente
Il tempo è una risorsa fondamentale per lo sviluppo del curricolo. Le attività di routine sono cruciali per aiutare il bambino a concettualizzare l’idea di spazio e tempo e devono essere valorizzate. L’apprendimento avviene come esperienza globale attraverso la ripetizione di schemi. La programmazione segue il ritmo lento delle stagioni: il ritmo delle stagioni diventa il ritmo della scuola.
La nostra programmazione prevede svariate e quotidiane esperienze di outdoor education che consentono ai bambini di osservare eventi naturali, di percepire i cambiamenti, di cogliere l’organizzazione dei fenomeni e delle trasformazioni del mondo naturale. L’offerta formativa di outdoor education include una grande varietà di attività didattiche: osservazioni del territorio, osservazioni dei fenomeni (es. neve), orto didattico, fattoria degli animali. Le attività sono progettate all’interno del curricolo come estensione di ciò che avviene dentro l’aula e si basano sull’esperienza diretta. Crescere un bambino legato alla natura è crescere un ribelle, un sognatore, un innovatore … qualcuno che seguirà il proprio percorso verdeggiante e tortuoso.
È necessario promuovere momenti di festa e condivisione. Quest’anno, per celebrare la loro festa, abbiamo invitato i papà a condividere la colazione con i loro bambini a scuola. Potremmo accontentarci di dire che la partecipazione è stata numerosa, ma aggiungiamo anche che dettagli, dai palloncini ad indicare l’ingresso speciale per questa colazione, ai fiori trattati con cura nei vari spazi della nostra scuola, hanno creato l’atmosfera; riservatezza e confidenza ad ogni bambino e al suo papà; ricco buffet ha soddisfatto i vari gusti, dolci o salati, di grandi e piccini; i bambini del nido, accompagnati dall’adulto di riferimento, rappresenta un primo approccio al mondo della scuola dell’infanzia in giornate “leggere” e senza pensare ai futuri passaggi.
Approcci pedagogici e supporti sensoriali
Allena la consapevolezza vocale con tre livelli: sussurro, voce media, voce da cortile. Collega ciascun livello a spazi e momenti (angolo lettura, laboratorio, giardino) e gioca a cambiare registro su richiesta. È un modo divertente per promuovere rispetto e benessere acustico. Un pannello murale multisensoriale con più stazioni (ingranaggi da azionare, labirinti e tracciati con pennino, piccoli strumenti sonori come lo xilofono, percorsi con perline) trasforma l’ingresso in un momento a valenza educativa: canalizza l’energia, favorisce autoregolazione e turni, prepara al circle time. È perfetto da integrare nei giochi accoglienza scuola infanzia, perché offre proposte brevi, concrete e inclusive.
Dadi morbidi con tasche in cui inserire carte (azioni, emozioni, regole). Si lancia, si legge la carta e la classe svolge la micro-attività. Perfetti per rendere dinamiche le routine e allenare l’attesa del proprio turno. Leggeri e sicuri, si adattano a infinite varianti. Un percorso con tappeti, cuscini, pedane basse invita a esplorare corpo e spazio in sicurezza. Variando altezze, consistenze e direzioni, sostieni equilibrio, schema corporeo e fiducia motoria. Nelle prime settimane proponilo come gioco di accoglienza a piccoli gruppi, con regole semplici e tempi brevi. Dentro sacchetti opachi, materiali diversi: liscio, ruvido, morbido, frizzante. Si tocca senza vedere, si descrive con parole e gesti, si ipotizza e si verifica. Un’esperienza sensoriale che allena linguaggio descrittivo, attenzione e calma, perfetta tra i giochi accoglienza scuola infanzia a bassa soglia.

Unisce il gruppo in un ritmo comune con il paracadute: onde lente/veloci, stop su segnale, chiamata dei colori con passaggi sotto il telo. Usalo in apertura o chiusura come rituale breve nei giochi accoglienza scuola infanzia. Obiettivi chiari: coordinazione, ritmo, turni, autoregolazione e cooperazione. Creano un’area di decompressione emotiva, indispensabile all’inizio. Usali per letture brevi, conversazioni intime o mini-riposi sensoriali. Un angolo curato sostiene la qualità dei giochi accoglienza scuola infanzia in tutta la sezione. Scopri la nostra selezione di tappeti, materassi e pareti morbide. Obiettivi comuni che si raggiungono solo collaborando: ogni pezzo è responsabilità e dono al gruppo. Celebrare i micro-traguardi alimenta felicità e motivazione intrinseca. Il successo condiviso è il miglior invito a crescere insieme. Scegli materiali certificati e adeguati all’età, supervisiona attivamente le proposte motorie e calibra i volumi sonori. Adatta sempre durata e intensità al gruppo e al singolo: nei giochi accoglienza scuola infanzia la sicurezza emotiva e fisica è il primo ingrediente del benessere. Con i giochi accoglienza scuola infanzia giusti, l’ingresso diventa un momento di divertimento, sicurezza e tempo insieme.
Per la prima edizione di Donor Hero, durante l’anno scolastico 2021-2022, tutte le classi partecipanti sono invitate a partecipare al Concorso Donor Hero. L’obiettivo è co-progettare insieme ai bambini la Mascotte del progetto. Il programma prevede un corso di formazione per le insegnanti, al fine di dotarle degli strumenti utili per realizzare il percorso didattico con i bambini. Vengono attivate competenze interdisciplinari, con particolare riguardo a: educazione civica, italiano, inglese e matematica. Questo approccio sistemico trasforma la scuola in una palestra di cittadinanza, dove il dono, il rispetto delle regole e la valorizzazione del gruppo diventano le basi per formare i cittadini di domani. Ogni attività, dal gioco motorio alla narrazione di una filastrocca, dalla gestione della routine quotidiana all'osservazione dell'orto didattico, concorre a creare un ambiente armonioso, capace di accogliere l'unicità di ogni bambino e di elevarla a risorsa per l'intera comunità scolastica. La pedagogia dell'accoglienza, in questo quadro, non è solo l'inizio dell'anno, ma una costante tensione verso il riconoscimento dell'altro come parte integrante del proprio cammino educativo.