L'esperienza della nascita è un momento unico e profondo nella vita di una famiglia, e la ricerca di modalità che la rendano più serena e naturale è una costante per molte future mamme. A Messina, l'Azienda Ospedaliera Papardo ha recentemente segnato un passo significativo in questa direzione, inaugurando la possibilità del parto in acqua. Questa nuova pratica, già consolidata in molti ospedali europei, offre un'alternativa per le gestanti che desiderano affrontare il travaglio e la nascita in un ambiente più accogliente e meno medicalizzato, beneficiando delle proprietà rilassanti dell'acqua. L'introduzione di questa opzione risponde a interrogativi che, almeno una volta, hanno attraversato la mente delle donne in dolce attesa e delle coppie che stanno per iniziare la straordinaria esperienza della genitorialità: di cosa si tratta? Quali sono i vantaggi? Quali le controindicazioni? Dove lo si può fare? Il Papardo, con questa iniziativa, si propone di dare risposte concrete, offrendo un'esperienza di nascita all'avanguardia.

La Nascita di Crystal Sollima: Il Primo Parto in Acqua al Papardo
Il primo parto in acqua all’Azienda Ospedaliera Papardo di Messina ha visto la luce con la nascita di Crystal Sollima. La piccola, dal peso di 2kg e 850 grammi, è venuta al mondo dolcemente, grazie all'impegno e alla professionalità del team medico. L'emozione era palpabile: mamma Samantha, 24 anni, papà Cristian, 30 anni, e la nonna Letteria hanno assistito a questo evento straordinario. Mamma Samantha, avendo saputo che anche a Messina sarebbe stato possibile partorire in acqua, non ci ha pensato due volte, scegliendo questa modalità per l'arrivo della sua bambina.
Il parto è stato gestito dal Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia, Sebastiano Caudullo, coadiuvato dall’ostetrica Giovanna Romeo. Il dottor Caudullo ha espresso la sua profonda emozione: «Vedere un bimbo nascere è sempre un’emozione fortissima». Ha aggiunto: «In questo caso è stato ancora più emozionante perché abbiamo potuto collaudare la vasca per il parto in acqua. Crystal è la prima bimba nata in acqua a Messina». La neomamma è apparsa molto rilassata durante e dopo il parto, affrontato con serenità, descrivendolo come un travaglio naturale durato cinque ore e non particolarmente doloroso. La serenità di Samantha è stata un chiaro segnale del successo di questa prima esperienza, un esempio di come l'acqua possa rendere il percorso della nascita più dolce e meno traumatico.
Un minuto di salute - Il parto in acqua al San Filippo Neri
Il Direttore Generale Michele Vullo ha fatto visita alla neomamma, esprimendo gli auguri a nome dell’Azienda. La direzione ospedaliera attendeva da anni di poter utilizzare la vasca per il parto e di avviare anche a Messina quella che è una possibilità offerta a livello nazionale in altri ospedali già da tempo. Questa iniziativa non solo introduce una pratica consolidata e apprezzata, ma dimostra anche l'intenzione della Direzione Aziendale dell'ospedale di creare una nuova area con locali attrezzati per le gestanti e i loro familiari, promuovendo un ambiente sempre più accogliente e a misura di famiglia.
Cos'è il Parto in Acqua? Una Scelta Antica e Riscoperta
Il parto in acqua è una scelta antica come il mondo, praticata ancora oggi quotidianamente in numerosi contesti culturali. Come ricordato dall’ostetrica Maria Chiara Alvisi, è una modalità che prevede la decisione, da parte della futura mamma, di travagliare e partorire circondata dall’acqua. Sebbene in Occidente sia possibile e diffuso, non è ancora considerato la norma, a differenza di altre culture. L'uso dell'acqua nel corso del travaglio e del parto ha radici storiche, con il medico russo Igor Charkovskij che, negli anni ’60 del secolo scorso, ne intuì per primo i benefici per la mamma e per il neonato, gettando le basi per la sua riscoperta e diffusione nelle moderne pratiche ostetriche.
Nella maggior parte dei casi, si tratta di vasche da parto progettate in maniera specifica per essere un ambiente adatto ad accogliere il piccolo e sicuro per la futura mamma. Ciò vuol dire che le vasche da parto sono prive di spigoli o parti appuntite, garantendo la massima sicurezza. Inoltre, sono ampie a sufficienza da consentire libertà di movimento alla travagliante, permettendole di cambiare posizione con facilità e di trovare quella più confortevole per affrontare le contrazioni. L'acqua, elemento primordiale, offre un'esperienza sensoriale unica, avvolgente e rassicurante, contribuendo a creare un'atmosfera di calma e intimità. Questo approccio riconosce e valorizza la capacità innata del corpo femminile di partorire, supportandola con un elemento naturale che facilita i processi fisiologici della nascita.

I Molteplici Benefici del Parto in Acqua: Per la Mamma e per il Neonato
I benefici del parto in acqua sono numerosi e si estendono sia alla madre che al nascituro, contribuendo a rendere l'esperienza della nascita più dolce e meno traumatica per entrambi.
Per il Neonato: Un Passaggio Dolce e NaturaleIl neonato proviene da un ambiente acquatico, quello del liquido amniotico nell'utero materno. Passare dall'acqua all'acqua è per lui un cambiamento estremamente dolce e decisamente meno traumatico. Questo "soft landing" riduce lo shock da nascita, facilitando un adattamento più graduale alla vita extrauterina. L'ambiente acquatico riscaldato, inoltre, contribuisce a mantenere la temperatura corporea del neonato a livelli fisiologici, prevenendo l'ipotermia, un'evenienza problematica nei primi momenti di vita. L'acqua permette anche un miglioramento della circolazione fetale, offrendo un medium in grado di agevolare l'intero processo di transizione. I primi sforzi respiratori del neonato vengono facilitati nel momento in cui si sceglie il parto in acqua, poiché l'immersione attenua lo stimolo del freddo e dell'aria che normalmente provocano il primo respiro.
Per la Mamma: Sollievo, Relax e LibertàTravagliare mentre si è immerse in un liquido caldo permette di rendere l'esperienza decisamente più piacevole e rilassante. L'acqua calda agisce come un analgesico naturale, promuovendo il rilassamento della muscolatura, in particolare del pavimento pelvico, e offrendo un sollievo significativo dal dolore senza l'utilizzo di farmaci antidolorifici, limitando così il ricorso all'epidurale. Questo effetto è promosso dalla riduzione della sintesi di cortisolo e adrenalina (ormoni associati allo stress) e dallo stimolo della sintesi di endorfine (sostanze legate alle sensazioni di benessere), il che complessivamente consente un'accelerazione del travaglio. Nel momento in cui la futura mamma è immersa nel liquido caldo della vasca da parto, il suo cervello è informato prima di tutto della sensazione di calore sulla pelle; solo in un secondo momento arriva lo stimolo sensoriale del dolore. Questo fenomeno, in cui il cervello può essere paragonato a un'autostrada intasata e il dolore a una macchina che arriva dopo rispetto a un'altra (la già citata sensazione di caldo attorno a sé), spiega come l'acqua possa modificare la percezione del dolore.
Nell'acqua, inoltre, la donna è molto più leggera grazie al principio di Archimede. Ciò implica una maggiore libertà di movimento per il bacino e la capacità di quest'ultimo di adattarsi più facilmente al passaggio del cucciolo. Il fatto che il bacino possa muoversi in maniera più agevole implica, in molti casi, un quadro in cui viene favorita la correzione dei posizionamenti scorretti del feto nel canale del parto. Il risultato è un passaggio meno traumatico del cucciolo nel suo percorso verso il mondo e la luce. Un doveroso cenno deve essere dedicato anche ai tessuti del perineo, il famoso pavimento pelvico che tutte le ostetriche, come la nostra Maria Chiara, specializzata nella sua riabilitazione, citano spesso. Questi ultimi, quando sono immersi in acqua, sono particolarmente rilassati e distesi, il che riduce il rischio d'insorgenza di problematiche durante il parto, come lacerazioni vagino-perineali. L'ambiente acquatico genera un'azione di idratazione e ammorbidimento dei tessuti, abbassando ulteriormente il rischio.
Un vantaggio importante del parto in acqua riguarda il maggior livello di intimità che la donna sperimenta. È la futura mamma in acqua e la persona che lei ha scelto per assisterla (p.e. il compagno e futuro papà). Tutti gli altri, ostetrica compresa, sono a una certa distanza. Si è come in una bolla, una bolla capace di rendere l'esperienza della nascita più piacevole e personale, favorendo un legame precoce tra madre, padre e neonato in un contesto di profonda serenità.
La Vasca da Parto: Cuore dell'Esperienza Acquatica e Strumento di Comfort
La vasca da parto è un elemento centrale e fondamentale nell'esperienza del parto in acqua, rappresentando non solo un contenitore, ma un vero e proprio strumento terapeutico e di supporto. La struttura ospedaliera del Papardo dispone di una stanza attrezzata, all’interno della quale è presente una vasca particolare che è stata accuratamente scelta e installata. Questa vasca è progettata per massimizzare il comfort e la sicurezza della partoriente.
Le caratteristiche distintive di una vasca da parto includono l'assenza di spigoli vivi o parti appuntite, garantendo che l'ambiente sia il più sicuro possibile sia per la madre che per il neonato. Le dimensioni sono ampie a sufficienza da consentire alla donna libertà di movimento. Ciò è cruciale, poiché durante il travaglio, la capacità di cambiare posizione - accovacciarsi, inginocchiarsi, fluttuare - può aiutare a gestire il dolore, facilitare la progressione del travaglio e favorire il corretto posizionamento del feto. L'acqua calda della vasca avvolge il corpo, creando una sensazione di leggerezza e alleviando la pressione sulle articolazioni e sui muscoli. Questo galleggiamento riduce il peso corporeo percepito, rendendo più agevoli i movimenti e permettendo al bacino di aprirsi e adattarsi più facilmente al passaggio del bambino.
Oltre alla funzionalità ergonomica, la vasca da parto crea un'atmosfera di calma e raccoglimento. Il suono dell'acqua, il calore e la sensazione di essere "avvolti" possono contribuire a ridurre l'ansia e lo stress, permettendo alla donna di concentrarsi sul proprio corpo e sul processo fisiologico della nascita. La possibilità di assumere varie posizioni durante il parto e la sensazione di immersione, secondo gli esperti, rendono lo stesso più dolce. È un luogo dove la donna può sentirsi protetta e supportata, non solo fisicamente ma anche emotivamente, contribuendo a un'esperienza di nascita più positiva e meno medicalizzata. L'ambiente intimo della stanza attrezzata al Papardo, con la sua vasca, diventa così un rifugio dove la nascita può svolgersi in armonia con i ritmi naturali del corpo.

Quando il Parto in Acqua Richiede un'Attenta Valutazione: Le Controindicazioni
Nonostante i numerosi benefici, è fondamentale riconoscere che il parto in acqua non è una soluzione adatta per ogni situazione e per ogni donna. Quando si parla del parto in acqua, più che di contro veri e propri, è necessario discutere di controindicazioni. È utile che la donna che intende partorire in acqua affronti un colloquio preventivo con il Ginecologo al fine di essere informata precisamente su tutti i rischi a cui può andare incontro e verificare l'assenza di condizioni che rendano sconsigliabile questa modalità di nascita.
Sotto a questo cappello è possibile includere tutte le situazioni in cui non si ha a che fare con un parto fisiologico, anche per condizioni che si sono palesate durante la gravidanza. Ecco un elenco di situazioni in cui il parto in acqua è generalmente controindicato:
- Parto pretermine: Se il parto avviene prima del termine gestazionale completo, potrebbero esserci maggiori rischi per il neonato che richiedono un monitoraggio più intensivo e interventi immediati che potrebbero non essere compatibili con l'ambiente acquatico.
- Precedente emorragia post-partum: Una storia di emorragia dopo un parto precedente può indicare un rischio aumentato per le gravidanze future, rendendo necessaria una gestione più stretta e potenzialmente l'accesso rapido a trattamenti che non sono facilmente somministrabili in acqua.
- Diabete gestazionale: Le future mamme con diabete gestazionale possono avere necessità specifiche di monitoraggio glicemico e controllo che potrebbero essere compromesse dall'immersione in acqua.
- Pressione arteriosa troppo alta: Una pressione arteriosa elevata può mettere a repentaglio l'efficienza della placenta e risultare rischiosa per il cucciolo e la madre. Tali condizioni richiedono un monitoraggio cardiovascolare continuo non compatibile con l'immersione.
- Febbre materna: Se la donna ha febbre, il bambino può andare incontro a ipertermia fetale. L'ambiente caldo dell'acqua potrebbe aggravare questa condizione.
- Sanguinamento vaginale: Qualsiasi sanguinamento vaginale anomalo prima o durante il travaglio è un segnale di allarme che richiede un'immediata valutazione medica e può controindicare il parto in acqua.
- Travaglio indotto: Anche nel travaglio indotto, specialmente con ossitocina, è controindicato il parto in acqua. Questo perché l'induzione può comportare un monitoraggio più stringente delle contrazioni e del benessere fetale che è più difficile da eseguire in acqua.
- Parto-analgesia: Se la donna ha scelto la parto-analgesia, come l'epidurale, l'immersione in acqua non è possibile o sicura a causa della necessità di gestire la somministrazione del farmaco e monitorare gli effetti.
- Tracciato cardiotocografico in corso o flebo: I motivi medici dietro a questa decisione sono legati al fatto che, nelle donne con parto non fisiologico o con altre complicanze, potrebbe esserci un tracciato cardiotocografico in corso o possono essere presenti delle flebo con soluzione fisiologica o diversi farmaci. Chiaro è che, nei casi appena citati, l’acqua è un oggettivo problema, impedendo l'accesso e la gestione degli strumenti medici.
- Positività al tampone SVG (Streptococco Gruppo B): La positività a questo batterio richiede spesso la somministrazione di antibiotici endovenosi durante il travaglio per prevenire la trasmissione al neonato, il che rende l'immersione in acqua non pratica.
- Gravidanza gemellare: I parti gemellari sono considerati a rischio più elevato e richiedono un monitoraggio e una preparazione specifica che spesso escludono il parto in acqua.
- Parto vaginale dopo un cesareo (VBAC): Anche se il VBAC è possibile, la necessità di un monitoraggio più attento per prevenire e gestire eventuali complicanze, come la rottura uterina, rende il parto in acqua generalmente sconsigliato.
È importante sottolineare che, anche se non fosse possibile partorire in acqua a causa di queste controindicazioni, le donne che rientrano nei casi appena citati potranno comunque avere a che fare con l'elemento acqua che, durante il travaglio, è di grande aiuto per il controllo del dolore, ma in maniera localizzata. Ciò vuol dire che possono farsi una doccia o utilizzare l'acqua con una localizzazione definita, ad esempio con impacchi caldi o l'uso del getto d'acqua su specifiche aree del corpo, ma non immergersi in una vasca piena. Questa distinzione è cruciale per garantire la sicurezza della madre e del bambino, pur sfruttando i benefici parziali dell'idroterapia nel travaglio.
Partorire in Acqua: Dove è Possibile e Quali Scelte si Presentano
La possibilità di partorire in acqua è un'opzione che sta guadagnando terreno, offrendo alle future mamme diverse scelte a seconda delle loro preferenze e delle condizioni mediche. Il contesto in cui si sceglie di partorire in acqua può variare, con diverse implicazioni in termini di assistenza, costi e ambiente.
Innanzitutto, è possibile considerare i contesti extra-ospedalieri. Questi includono la propria casa o le case maternità. Nelle situazioni in cui si opta per un'assistenza a domicilio, sarà l'ostetrica a portare la vasca da parto direttamente a casa della famiglia, purché ovviamente ci siano le condizioni adatte a una nascita fuori da un contesto ospedaliero e si sia seguiti da professionisti qualificati. Le case maternità sono strutture dedicate alla nascita, gestite principalmente da ostetriche, e sono luoghi sempre attrezzati con la vasca da parto. Questi ambienti offrono un'atmosfera più casalinga e meno medicalizzata rispetto agli ospedali, pur garantendo un'assistenza professionale continua.

Per quanto riguarda gli ospedali, la disponibilità del parto in acqua è in crescita, come dimostra l'esempio del Papardo di Messina. Per sapere se una struttura ospedaliera offre questa possibilità, basta informarsi presso la struttura scelta per il proprio parto. Molti ospedali, riconoscendo i benefici di questa pratica, hanno iniziato ad attrezzarsi con stanze dedicate e personale formato. I costi del parto in acqua possono dipendere dalla struttura selezionata per la nascita; in alcuni ospedali pubblici, come il Papardo, l'opzione può essere inclusa nei servizi offerti, mentre in strutture private o case maternità i costi possono variare. La scelta del luogo dipende da una serie di fattori, tra cui le condizioni di salute della madre e del bambino, la filosofia di nascita preferita dalla coppia e la disponibilità di servizi nella propria area geografica. Indipendentemente dal luogo, è fondamentale che la scelta sia consapevole e supportata da un'adeguata informazione e consulenza con il ginecologo e l'ostetrica, per garantire la sicurezza e il benessere di madre e neonato.
La Visione del Papardo per il Futuro della Nascita
L'introduzione del parto in acqua all'Azienda Ospedaliera Papardo non è solo un singolo evento, ma l'espressione di una visione più ampia e progressista per il futuro della cura materna e neonatale a Messina. Il Direttore Generale Michele Vullo e il Direttore dell'UOC di Ostetricia e Ginecologia Sebastiano Caudullo hanno chiaramente delineato l'intenzione di portare l'ospedale all'avanguardia delle pratiche consolidate in molti ospedali europei. L'Azienda ospedaliera aspettava da anni di poter utilizzare la vasca per il parto e avviare anche a Messina quella che è una possibilità offerta a livello nazionale in altri ospedali già da anni.
Questa iniziativa si inserisce in un quadro più grande, dove l'attenzione si concentra non solo sull'aspetto medico della nascita, ma anche sull'esperienza complessiva delle famiglie. L'intenzione della Direzione Aziendale dell'ospedale è, infatti, quella di creare una nuova area con locali attrezzati per le gestanti e i loro familiari. Questo progetto mira a offrire un ambiente più confortevole e accogliente, dove le donne possano sentirsi supportate e i loro cari possano partecipare attivamente a questo momento significativo, promuovendo un modello di assistenza incentrato sulla persona e sulla famiglia.
L'entusiasmo non si limita al personale medico e alla direzione. La notizia del primo parto in acqua ha avuto un riscontro immediato nella comunità. Mentre Samantha partoriva, altre mamme in attesa che stavano frequentando il corso pre-parto hanno saputo cosa stava accadendo non molto distante da loro. Questa consapevolezza e il passaparola positivo sono fondamentali per la diffusione di pratiche innovative e per incoraggiare altre donne a considerare questa opzione. L'esperienza di Samantha e della piccola Crystal Sollima diventa un faro per il futuro, dimostrando che anche in un contesto ospedaliero è possibile promuovere una nascita più naturale, rispettosa dei tempi e dei desideri della donna, con il supporto di un team dedicato e di strutture all'avanguardia. Il Papardo, con questa inaugurazione, non solo ha offerto una nuova possibilità, ma ha anche ribadito il suo impegno a elevare gli standard dell'assistenza ostetrica, ponendo le basi per un percorso di nascita sempre più personalizzato e umanizzato per le famiglie di Messina e del territorio.