La scelta dell'acqua che consumiamo quotidianamente è spesso guidata dal gusto personale piuttosto che da una reale consapevolezza delle sue proprietà chimico-fisiche. Non tutte le acque sono uguali e conoscerle può aiutare nella scelta migliore per sé. La più grande distinzione è tra acqua naturale e acqua gasata. Soprattutto chi fatica a berne il quantitativo minimo giornaliero spesso si orienta verso quella gasata, che percepisce come più gradevole, ma farlo ogni giorno in modo continuativo non è detto che sia una scelta ottimale per tutti.

Classificazione delle acque minerali
Per acqua naturale si intende l'acqua che sgorga naturalmente dalle fonti e che non subisce nessun trattamento. Anzi, gli effetti positivi che genererebbe sono diversi: il primo è che facilita la digestione. L'acqua gasata, invece, presenta una dinamica differente. Per comprendere meglio il prodotto, occorre guardare al residuo fisso:
- Acque minimamente mineralizzate: queste acque hanno fino a 50 milligrammi di residuo fisso e vengono definite leggere.
- Acqua oligominerali: queste acque sono povere di sali minerali, e in particolare di sodio, presenti in quantità variabili da 51 a 500 milligrammi per litro. Questa caratteristica le rende perfette per essere bevute a tavola ogni giorno, e anche per questo sono le più diffuse. Inoltre, stimolano e migliorano la diuresi. Sono particolarmente consigliate per le persone che soffrono di insufficienza renale cronica, ritenzione idrica e per chi segue diete povere di sodio.
- Acque mediamente mineralizzate: posizionate nel segmento intermedio tra leggerezza e apporto salino.
- Acque ricche di sali minerali: hanno più di 1.500 milligrammi per litro di residuo fisso. Essendo molto ricche di sali sono il più delle volte usate a scopi curativi e solo su consiglio del medico.
Acqua frizzante: cos'è e come si produce
Spesso nel linguaggio comune si utilizza "acqua frizzante" come termine generico, ma in realtà esistono distinzioni importanti. L'acqua frizzante può essere prodotta in due modi principali:
- Naturalmente frizzante: come nel caso di alcune sorgenti termali, dove l'acqua si arricchisce spontaneamente di CO₂ nel suo percorso sotterraneo.
- Addizionata di CO₂: si parte da un’acqua naturale alla quale viene aggiunta anidride carbonica (gasata artificialmente), in genere per motivi di gusto o per ottenere un effetto rinfrescante.
Dal punto di vista nutrizionale, la differenza principale non riguarda tanto la CO₂ quanto la composizione minerale dell'acqua. Molti si chiedono se l'acqua frizzante faccia ingrassare: la risposta è no, poiché non contiene calorie. L'anidride carbonica non apporta energia, né modifica il contenuto calorico. Il dubbio nasce dal senso di gonfiore che alcune persone avvertono dopo averla bevuta, confondendo la distensione addominale temporanea con un aumento di peso reale.
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L'acqua frizzante e i bambini: tra curiosità e cautela
Sta proprio nell’essere bambino l’essere curioso. La curiosità è ciò che ci spinge ad approfondire e a fare nuove scoperte. I bambini guardano gli adulti e il loro mondo con occhi vispi e vengono sempre affascinati dalle nostre abitudini. Tra le bevande che di più incuriosiscono i piccini ci sono quelle frizzanti.
Se la maggior parte delle bibite frizzanti sono un rischio per i bambini perché troppo zuccherate o ricche di conservanti, fa di sicuro eccezione l'acqua frizzante. Tuttavia, per quello che riguarda l'acqua frizzante, che sia addizionata con anidride carbonica o effervescente naturale, non è indicata nella dieta dei più piccini, perché potrebbe portare alla formazione di coliche o causare episodi di rigurgito del latte, dato che alcuni organi potrebbero non essere ancora adeguatamente sviluppati. Per i bambini di 4-5 anni non esistono delle controindicazioni assolute, ma si segue il buonsenso.
Il fabbisogno quotidiano di acqua nei bambini varia a seconda dell'età. Secondo l'American Academy of Pediatrics (AAP), si stima sia di 1,2 litri tra 1 e 3 anni, di 1,4 litri da 4 anni a 6 e di 1,8 litri da 7 a 10 anni. Dopodiché il volume si assesta sui 2 litri al giorno. Questo vale per l'acqua oligominerale naturale, quella più indicata per i piccoli.
Colite e bollicine: una relazione complessa
Bere acqua è essenziale per chi soffre di colite, ma l'acqua gassata o troppo fredda potrebbero essere un problema. Quando si soffre di colite, anche un elemento semplice e fondamentale come l'acqua può avere un impatto significativo sul benessere intestinale. Bere acqua troppo fredda, in particolare, può irritare il tratto intestinale già infiammato, causando contrazioni muscolari involontarie e dolori addominali.
Anche l'acqua gassata, sebbene spesso apprezzata per il suo sapore, può essere problematica per chi soffre di colite, poiché le bollicine derivanti dall'anidride carbonica tendono ad accumularsi nell'intestino, causando gonfiore e una sensazione di pesantezza addominale. Questo può aggravare i sintomi della colite, rendendo l'intestino ancora più sensibile. Se non si vuole rinunciare del tutto all'acqua frizzante, è importante consumarla con moderazione e verificare che non acuisca i sintomi preesistenti.
Analisi critica delle credenze comuni
L'acqua gassata gonfia, l'acqua gassata fa ingrassare, l'acqua gassata appesantisce lo stomaco: quante bufale si sentono sull'"acqua con le bolle"? In realtà, non esistono studi scientifici che dimostrano se l'acqua gassata faccia o meno male al nostro organismo. Le bollicine nell'acqua la fanno sembrare una bibita al pari di altre bevande molto più zuccherine e regalano una pausa gustosa e frizzante, senza aggiungere calorie inutili alla dieta.

- Sulla salute ossea: La letteratura medica considera una falsa credenza quella per cui bere acqua gasata favorirebbe l'osteoporosi. Il timore nasce probabilmente dall'associazione tra il consumo di bibite a base di cola (contenenti acido fosforico) e la densità ossea.
- Sui calcoli renali: Il consumo di acqua frizzante non è correlato ad un maggior rischio di sviluppare calcoli renali. La presenza o meno di CO₂ non influenza tale rischio.
- Sul sodio: Chi soffre di pressione alta teme che l'acqua frizzante ricca di sali minerali possa annullare gli sforzi dietetici. Questa preoccupazione è solitamente ingiustificata poiché l'apporto di sodio derivante dall'acqua è irrilevante rispetto a quello introdotto con i comuni alimenti, come il pane o i salumi.
- Sull'acidità: Sebbene le acque frizzanti siano più acide di quelle naturali per via dell'acido carbonico, la capacità di corrodere lo smalto dei denti è limitata e non costituisce un rischio reale per la salute dentale.
Gestione consapevole dell'idratazione
La distensione dello stomaco provocata dall'acqua frizzante può dare un senso di pienezza, per alcuni poco piacevole, per altri per nulla fastidioso. Questo effetto è fisiologico e non dà problemi a lungo termine. Bere acqua gasata durante il pasto non sembra aiutare la digestione più di quanto aiuti bere acqua naturale. Spesso si pensa erroneamente che l'eruttazione provocata dall'acqua velocizzi la digestione: in realtà si tratta solo della fuoriuscita rumorosa dallo stomaco di anidride carbonica e aria.
Per chi cerca di gestire la colite, è consigliabile optare per acqua a temperatura ambiente, che risulta meno aggressiva e più facilmente tollerabile dall'organismo. Un'alternativa per assumere la quantità necessaria di liquidi è rappresentata da infusi e tisane. Bevande a base di malva, melissa e semi di finocchio, per esempio, non solo aiutano a mantenere un corretto equilibrio idrico, ma offrono anche proprietà lenitive e digestive, evitando il rischio di irritazione associato alla carbonazione eccessiva o alle basse temperature.
In definitiva, se si vuole ridurre al minimo ogni potenziale fastidio, è possibile riservare l'acqua gasata a quelle occasioni in cui si desidera una bevanda diversa dal solito, evitando di farne l'unica fonte di idratazione, specialmente in presenza di patologie gastriche o intestinali manifeste. L'ascolto del proprio corpo rimane la guida più affidabile per determinare la tollerabilità individuale verso l'effervescenza.