La gravidanza è, senza dubbio, uno dei momenti più naturali e profondamente trasformativi nella vita di una donna. È giusto pensare a ciò che di bello vuol dire gravidanza, poiché rappresenta il coronamento di un sogno per molte e un'emozionante sorpresa per altre. Tuttavia, pur essendo un momento naturale, esistono comunque dei rischi che è sempre prudente e realistico considerare. Negli ultimi decenni il numero di gravidanze giunto a buon fine è senz'altro aumentato, tanto da creare l'aspettativa e l'illusione soltanto di un lieto evento per tutte le gravidanze. In realtà, gli eventi negativi sono stati minimizzati ma non si sono affatto azzerati. Le prime settimane, il cosiddetto primo trimestre, portano grandi cambiamenti sia nel corpo materno che nello sviluppo del nascituro, e comprenderli è il primo passo per affrontare questo viaggio con serenità e consapevolezza. Questo periodo, che si estende dalla prima alla tredicesima settimana circa, è vitale per l'annidamento dell'embrione e per l'inizio della formazione di tutti i suoi organi.
I Primi Segnali del Corpo: Come Intuire l'Inizio di una Nuova Vita
Anche senza bisogno di un test, molte donne intuiscono quasi subito che una gravidanza è cominciata grazie a piccoli segnali che provengono dal loro corpo. Se le mestruazioni non compaiono o qualche giorno prima del loro presunto arrivo, la cosa da fare è un test di gravidanza. Se si vuole essere proprio sicure sicure, si può fare il dosaggio delle betaHCG in un laboratorio di analisi. In alternativa, si possono usare quelli casalinghi: ormai hanno un’affidabilità molto alta. Un esito positivo può essere un momento molto emozionante.
Tra i primi indizi, si può notare una maggiore sensibilità e un ingrossamento dei seni, ad esempio dormendo sulla pancia. Questo fenomeno è spesso talmente sensibile che non si può neppure sfiorare e i seni iniziano a gonfiare praticamente subito, portando a prendere velocemente una o due taglie in più. Anche i capezzoli possono diventare più scuri per l'aumento di pigmento, conseguenza del picco di ormoni gravidici.
Le nausee, l'abbondante salivazione e soprattutto il vomito sono un altro pesante epifenomeno, spesso chiamato "malesseri mattutini", anche se purtroppo a volte non colpiscono solo di mattina. Iniziano circa alla quinta settimana di gravidanza e, sebbene possano essere fastidiose, sono un disturbo transitorio che solitamente scompare entro la fine della tredicesima settimana. Tè o gocce di zenzero, così come fare piccoli e frequenti pasti, potrebbero aiutare a gestirli.
Può accadere poi che ci si senta stanche e si avverta una profonda "fiacca": è bene non ignorare questi messaggi e fare frequenti riposini. La stanchezza e la sonnolenza sono normali perché il corpo ha bisogno di molta energia per il grande lavoro che sta compiendo. Quando è possibile, il proprio corpo va assecondato, quindi se si riesce a riposare e "ricaricare le batterie" è fondamentale farlo.
Sono anche presenti un gonfiore alla pancia, lievi dolori addominali e alla schiena, la necessità di urinare più spesso: le stesse sensazioni che la donna avverte nei giorni che precedono l'inizio di una mestruazione, ma più intense e più prolungate nel tempo. L'utero in realtà è ancora piccolo e l'aumento di volume della pancia è dovuto unicamente all'aria che si accumula nell'intestino.
Gli ormoni della gravidanza rallentano il transito intestinale: si va meno frequentemente di corpo (stipsi), la digestione è lenta, l'addome si distende (meteorismo). Un buon sistema per stimolare la funzione intestinale è quella di bere molto e mangiare frutta. Anche il movimento e le passeggiate aiutano l'intestino a rimettersi in funzione. Al contrario, si potrebbero presentare anche casi di diarrea, spesso causati da cambiamenti ormonali o dietetici. È importante bere molto, preferendo acqua naturale, tè alla camomilla o brodo diluito.
Le secrezioni vaginali sono destinate ad aumentare. Si chiamano leucorrea gravidica ed è un classico sintomo che si presenta anche durante il resto della gravidanza. Le perdite sono molto abbondanti, tanto da bagnare gli slip a volte, ma non sono maleodoranti né accompagnate da bruciore o prurito. Ciò che non deve invece accadere è l'insorgenza di prurito, bruciore, cattivo odore o perdite di sangue anomale. Nella realtà, i processi fisiologici di impianto placentare sono responsabili, in una donna su cinque, di piccole perdite di sangue nelle prime settimane, che si differenziano dalle mestruazioni per essere meno abbondanti, non sempre rosse e durare appena 2-3 giorni. Tuttavia, queste possono essere anche il segnale di una difficoltosa evoluzione della gravidanza, quindi è sempre bene segnalarle al medico.
Altri sintomi comuni includono sbalzi d'umore - spesso il partner non sa come prendere o cosa dire - e cambiamenti dell'appetito, con un aumento netto della fame o, al contrario, una completa inappetenza.

Il Viaggio dell'Embrione: Dalla Fecondazione all'Annidamento
La fecondazione, ovvero l'unione del gamete maschile con il gamete femminile, dà il via a quell'incredibile viaggio che ti renderà mamma. Avviene all'interno delle tube di Falloppio, le quali hanno il compito di raccogliere la cellula uovo prodotta dall'ovaio e di incanalarla verso l'utero, dove avverrà l'impianto dell'uovo fecondato. È la mucosa uterina, anche detta endometrio, ad accogliere l'uovo fecondato. Questo fenomeno è chiamato annidamento.
Nella settimana che trascorre dalla fecondazione all'annidamento in cavità uterina, l'uovo, percorrendo la tuba, subisce delle trasformazioni. Tramite la segmentazione si trasforma in un ammasso di cellule detto "morula"; in seguito, l'ammasso diventa cavo e prende il nome di "blastocisti". Alla fine della prima settimana si impianta nella mucosa uterina che cambia il suo nome in "decidua". L'annidamento avviene generalmente al 21° giorno del ciclo mestruale, cioè sette giorni dopo l'ovulazione.
Forse non tutti sanno che l'inizio della gravidanza viene calcolato a partire dal primo giorno dell'ultima mestruazione. Ed è proprio da quel giorno che iniziano le 40 settimane di gestazione, ovvero i nove mesi di dolce attesa. Durante il primo trimestre, il feto si trasforma e passa da una singola cellula fecondata (zigote) ad un embrione che si impianta nella parete uterina, e da cui piano piano iniziano a prendere forma arti e organi corporei. Entro la fine della settimana 13, il tuo bambino ha all'incirca le dimensioni di una pesca, misura circa sette centimetri e pesa circa 20 grammi. L'embrione è ora diventato un feto.
Alcuni momenti chiave dello sviluppo embrionale nel primo trimestre includono:
- Cuore: Circa alla quinta settimana, l'organo che diventerà il cuore del bambino inizia a battere spontaneamente. Il cuore può già battere nella sesta settimana.
- Senso del tatto: Sempre intorno all'ottava settimana il bambino avrà dei recettori sul viso (soprattutto labbra e naso).
- Sviluppo degli organi: Si formano il cervello, la colonna vertebrale e gli organi. Vengono creati i tratti del viso. Le braccia, le gambe, le dita delle mani e dei piedi crescono.

Alimentazione e Integrazione: Pilastri del Benessere Materno e Fetale
Le prime 13 settimane di gravidanza sono davvero importanti nel percorso di sviluppo e di crescita del tuo bambino: anche se è ancora solo un minuscolo puntolino all'interno della tua pancia, ha bisogno di cure e attenzioni. Una dieta sana ed equilibrata è certamente la soluzione migliore sia per te che per il piccolo: scegli pasti frequenti ma leggeri e facili da digerire, preferendo carboidrati, verdure ed ortaggi cotti e frutta ben pulita.
Cosa Mangiare e Cosa Evitare
Cibi consigliati: In particolare, privilegia i cibi ricchi di acido folico, come verdure a foglia verde, arance e ceci. Il lievito di birra è uno degli alimenti con la più alta quantità di acido folico: puoi assumerlo in compresse o in polvere. Mangia frutta e verdura di stagione. Bevi molta acqua e concediti qualche tisana o dei succhi. Puoi concederti anche qualche piccolo peccato di gola, ma sempre senza esagerare. Mangiare sano ti aiuterà a combattere anche il senso di nausea e a tenere sotto controllo il tuo fisiologico aumento di peso. Non devi mangiare il doppio, ma il doppio più consapevolmente.
Cibi da evitare: Diverse sono le cose da evitare durante il primo trimestre di gravidanza. Per una donna in dolce attesa sono da evitare carne cruda e salumi, uova crude (per rischio salmonellosi), pesce crudo (salmonellosi, infezione da anisakis, epatiti), latte e latticini non pastorizzati (listeriosi). Le verdure devono essere ben lavate prima di essere assunte per evitare il rischio di trasmettere la toxoplasmosi. Per quanto riguarda la toxoplasmosi il divieto vale per le mamme che non l'hanno avuta e che quindi non sono immuni. Si scopre con uno dei primissimi esami che il ginecologo prescrive: il Toxo-test. Evita inoltre caffeina in modo eccessivo, alcol, tabacco e i "junk food", tutti dannosi per la salute tua e del tuo bambino.

L'Importanza degli Integratori: Acido Folico e Altro
È fondamentale iniziare quanto prima, se non lo si è già fatto, l'assunzione di acido folico. L'acido folico è la forma sintetica, utilizzata negli alimenti arricchiti e negli integratori vitaminici in virtù della sua stabilità, mentre il folato è presente naturalmente negli alimenti vegetali e animali e in forma attiva nell'organismo umano. Il folato è una vitamina idrosolubile essenziale del gruppo B ed è coinvolto in una serie di processi metabolici e di crescita. Grazie al suo contributo alla costruzione del DNA, svolge un ruolo importante nella divisione cellulare ed è quindi essenziale per la crescita. Durante la gravidanza, il folato è essenziale per il normale sviluppo dell'embrione, essendo una vitamina coinvolta nella formazione del sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) e nella strutturazione dell'informazione genetica. È inoltre fondamentale per la formazione dei globuli rossi e bianchi. In questa fase l'acido folico è importantissimo per il tuo bimbo e lo aiuterà a proteggersi da eventuali malformazioni, in particolare i difetti del tubo neurale (spina bifida). Il dosaggio raccomandato è di 0,4 mg al giorno.
Oltre all'acido folico, è consigliabile assumere DHA (un omega-3 il cui fabbisogno aumenta durante la gravidanza e che può supportare il corretto funzionamento di cervello e retina), lattoferrina (che facilita l'assorbimento del ferro e aiuta a soddisfarne il fabbisogno notevolmente aumentato delle neomamme), e Vitamine D, B2 e B12.
Integratori in gravidanza. L'acido folico
Nel caso in cui le mamme non abbiano cominciato ad assumere integratori prenatali già nei mesi precedenti al concepimento, si consiglia di iniziare il ciclo di integratori a base di acido folico e DHA non appena si scoprirà di essere incinte, subito dopo il consulto con il proprio medico, il quale ne stabilirà il dosaggio.
Approfondimento su Nutrienti Chiave
Comprendere il ruolo di specifici nutrienti è fondamentale per una gravidanza sana:
2’-fucosillattosio (2’-FL): È uno degli oligosaccaridi del latte umano (HMO) che si trova in maggiore quantità nel latte materno. Nell'intestino del lattante, il 2’-fucosillattosio può essere metabolizzato da batteri intestinali benefici come i bifidobatteri e i lattobacilli, influenzando così positivamente la flora intestinale.
Acido alfa-linoleico (ALA): È un acido grasso polinsaturo a catena lunga appartenente al gruppo degli acidi grassi omega-3 essenziali, in quanto deve essere introdotto con l'alimentazione. Si tratta di un elemento necessario all'organismo per formare gli acidi grassi omega-3 acido docosaesaenoico (DHA) e acido eicosapentaenoico (EPA), i quali contribuiscono al normale sviluppo delle cellule cerebrali e nervose e a quelle della vista.
Acido arachidonico (ARA): È un acido grasso polinsaturo appartenente al gruppo degli acidi grassi omega-6. Si può formare nell'organismo a partire dall'acido grasso omega-6 essenziale acido linoleico (LA). Tuttavia, il lattante non è ancora in grado di avviare adeguatamente questo processo. Pertanto, nella prima infanzia l'acido arachidonico (ARA) e l'acido grasso omega-3 acido docosaesaenoico (DHA) devono essere forniti attraverso l'alimentazione. Entrambi gli acidi grassi costituiscono circa il 25% del contenuto di acidi grassi del cervello e sono importanti componenti strutturali delle cellule nervose e cerebrali.
Acido docosaesaenoico (DHA): È un acido grasso polinsaturo a catena lunga appartenente agli acidi grassi omega-3. Esso partecipa alla formazione delle connessioni tra le cellule nervose e alla trasmissione dei segnali nel cervello, contribuendo alla normale funzione cerebrale. Inoltre, il DHA è un componente importante della retina e delle cellule recettoriali dell'occhio. Nei bambini fino all'età di 12 mesi, il DHA contribuisce quindi al normale sviluppo della vista*. Ai sensi della legislazione, il DHA deve essere aggiunto agli alimenti per lattanti e a quelli di proseguimento. *L’effetto positivo si ottiene con un'assunzione giornaliera di 100 mg di DHA.
Acidi grassi omega 3: Fanno parte degli acidi grassi polinsaturi. La denominazione "omega 3" indica in quale atomo di carbonio della catena si trova il primo doppio legame (nel caso degli omega 3 dopo il terzo atomo di carbonio della catena, conteggiando a partire dall'«estremità omega»). Gli acidi grassi omega 3 sono acidi grassi essenziali, ovvero necessari per la vita e non possono essere prodotti autonomamente dall'organismo. Gli acidi grassi omega 3 noti sono l'acido alfa-linolenico (ALA) e l'acido docosaesaenoico (DHA). Nei lattanti questi acidi contribuiscono al normale sviluppo della facoltà visiva e cerebrale.
Acido linoleico (LA): L'acido linoleico (LA) è un acido grasso polinsaturo a catena lunga, appartenente alla famiglia degli acidi grassi omega-6. Come l'ALA, è un acido grasso essenziale e deve essere introdotto con la dieta. È un precursore di altri acidi grassi omega-6 nel corpo e svolge un ruolo importante nella struttura delle membrane cellulari, nella funzione immunitaria e nella salute della pelle.
Acido pantotenico (Vitamina B5): È una vitamina idrosolubile e fa parte delle vitamine del gruppo B. Come componente del coenzima A, partecipa alla scomposizione di grassi, carboidrati e vari aminoacidi, contribuendo in questo modo al normale metabolismo energetico. È inoltre importante per la formazione di acidi grassi, colesterolo, ormoni steroidei e alcuni neurotrasmettitori da parte dell'organismo.
Biotina (Vitamina B7): È una delle vitamine idrosolubili del gruppo B, anche informalmente nota come vitamina H. Contribuisce al mantenimento di pelle e capelli sani, partecipando alla formazione di cheratina da parte dell'organismo. Come coenzima, è coinvolto nel metabolismo dei grassi, dei carboidrati e delle proteine e partecipa alla regolazione dei livelli di zucchero nel sangue. La biotina contribuisce quindi a un normale metabolismo energetico.
Caseine: Costituiscono la maggior parte delle proteine del latte, circa l'80%. Esse appartengono al gruppo delle fosfoproteine (proteine legate a uno o più gruppi fosfato). Le caseine servono a immagazzinare e trasportare proteine, fosfato e calcio. La digestione della caseina avviene molto lentamente e può richiedere fino a otto ore.
Calcio: È il minerale presente in maggior quantità nell'organismo umano. Esso, come il magnesio, è necessario per lo sviluppo di ossa e denti. Inoltre, il calcio svolge un ruolo essenziale nella trasmissione degli stimoli nelle cellule muscolari e nervose e contribuisce quindi a una normale funzione muscolare. È anche coinvolto nella coagulazione del sangue e nel funzionamento di numerosi enzimi.
Colina: È un composto vitaminico necessario all'organismo per la formazione, tra l'altro, di un importante neurotrasmettitore, l'acetilcolina. L'acetilcolina, a sua volta, svolge un ruolo importante per la memoria, il movimento muscolare, il regolare battito cardiaco e altre funzioni di base dell'organismo. La colina, sotto forma di fosfatidilcolina, è coinvolta in modo significativo nella digestione e nel trasporto dei grassi.
Farina di semi di carrube: È utilizzata nell'industria alimentare come addensante e gelificante. È ricca di fibre alimentari solubili, dense, indigeribili ma fermentabili. Come sostanza legante, può essere una soluzione efficace per il reflusso gastrointestinale, addensando l'alimento per lattanti in modo da ridurre il rischio di reflusso.
Ferro: È un oligoelemento ed è presente negli alimenti sotto forma di ferro ematico. È fondamentale per la formazione dei globuli rossi e per il trasporto dell'ossigeno nel sangue, essenziale sia per la madre che per il feto in crescita. Il suo fabbisogno aumenta notevolmente in gravidanza.

Stile di Vita e Attività Fisica: Equilibrio e Cura di Sé
Adottare uno stile di vita sano è la prima buona regola quando si scopre di aspettare un piccolino. In linea teorica, se la gravidanza è programmata, si sarebbe già dovuto iniziare in fase di concepimento, ma va bene anche adesso.
Cosa Fare
- Consultare il ginecologo: Appena il test è positivo, avvisate il ginecologo: vi darà qualche dritta telefonica (ad esempio, potrebbe suggerire il prelievo di sangue per valutare il livello delle beta) e fisserà la prima visita, anche se non troppo presto. La prima visita medica di solito si svolge tra l'undicesima e la sedicesima settimana di gravidanza ed è importantissima per stabilire se la gravidanza è a basso o alto rischio.
- Riposare a sufficienza: Ascoltare il proprio corpo e ritagliarsi sufficienti spazi per riposare quando si avvertono stanchezza e affaticamento. Il tuo corpo sta lavorando al meglio ora. Se sei stanco, sdraiati.
- Attività fisica leggera: A meno che non ci siano particolari rischi e sempre con il consenso del medico, ben venga un po' di attività fisica, purché non faticosa e controllata: via libera a lunghe passeggiate, a rinvigorenti nuotate e a rilassanti esercizi di respirazione. Ti aiuteranno a scaricare stress e tensioni, oltre che a tenere sotto controllo i chiletti di troppo. Camminare, fare yoga dolce o nuotare favoriscono il benessere, alleviano la schiena e stimolano la circolazione.
- Idratazione: Bere molto è fondamentale, soprattutto in caso di stipsi o diarrea.
- Supporto emotivo: Se ti senti sopraffatta o preoccupata, parla con una persona o un'ostetrica di fiducia. Ostetriche, medici e centri di consulenza psicologica ti aiuteranno.
Cosa Non Fare
- Evitare alcol, tabacco e droghe: Sono tutti dannosi per la salute tua e del tuo bambino.
- Limitare l'uso di farmaci: Chi ne assume per patologie croniche dovrà farne menzione al ginecologo.
- Evitare sforzi eccessivi e lavori faticosi/pericolosi: Si tratta di settimane molto delicate e vanno affrontate serenamente. È anche utile capire se il proprio lavoro è compatibile con la gravidanza o meno. Se costringe a mansioni pesanti, a stare tante ore in piedi o se mette a rischio la salute del bimbo, è opportuno parlarne col medico che valuterà se farvi andare in maternità anticipata.
- Evitare stress psicologici inutili e dannosi: Tu e tuo figlio avete bisogno di calma e serenità per affrontare con gioia questo importante viaggio che vi unirà per la vita.
- Limitare l'esposizione ai raggi X: In particolare nella zona addominale, si rischiano malformazioni fetali. Ovviamente, a seconda delle situazioni, il medico sarà in grado di calcolare i rischi e i benefici della scelta se far eseguire questi esami o meno. Non è vero però che non ci si può sottoporre alle visite mediche, come quelle dal dentista. Le cure odontoiatriche in gravidanza sono molto importanti e non c'è ragione di non farle.
- Balneazione e voli: Il bagno è consentito, ma la temperatura dell'acqua non dovrebbe essere troppo alta (ideale tra 36 e 37 gradi). Evita le vasche idromassaggio o i bagni turchi, poiché possono mettere a dura prova il sistema circolatorio. Mantieni la pulizia ed evita le piscine fortemente clorate. Viaggiare in aereo, all'inizio della gravidanza, di solito è sicuro se ti senti bene. È importante bere a sufficienza e fare esercizio fisico regolarmente durante il volo. Prima di viaggiare in aereo, è bene consultare il medico o l'ostetrica.
Integratori in gravidanza. L'acido folico
La Prima Visita Ginecologica e Gli Esami Cruciali
La prima visita dal ginecologo è importantissima per stabilire se la gravidanza è a basso o alto rischio. Durante questo appuntamento, l'ecografia viene utilizzata per verificare se il bambino si sta sviluppando correttamente, se la gravidanza è nell'utero e se c'è una gravidanza multipla. Il medico può ora calcolare anche la data di scadenza prevista.
Il Colloquio e gli Esami Iniziali
Il colloquio per ricostruire la storia clinica della futura mamma è fondamentale: serve ad esempio a sapere se nelle famiglie della coppia ci sono casi di malattie genetiche oppure se si assumono farmaci particolari. Inoltre, se sono trascorsi più di 18 mesi dall’ultimo, si dovrà effettuare un Pap test. La visita ostetrica serve a svelare la presenza di eventuali anomalie dell’apparato genitale della donna o infezioni.
Ecco l'elenco degli esami che si effettuano nel primo trimestre. Se non diversamente specificato, sono a carico del Sistema sanitario nazionale:
- Prima visita ostetrica.
- Emocromo.
- Hb - Emoglobine.
- Gruppo sanguigno.
- Test di Coombs indiretto.
- Glucosio.
- Rubeo-Test (virus rosolia).
- Toxo-Test.
- Sifilide (Treponema pallidum).
- Hiv.
- Esame delle urine completo e urinocoltura.
- Chlamydia trachomatis.
- Neisseria gonorrhoeae.
- Epatite C.
- Ecografia ostetrica.
- Translucenza nucale (tra le settimane 11 e 14, un test prenatale non invasivo).
- Pap test.
- Prelievo di sangue venoso.
- Villocentesi (se consigliata dal ginecologo per fattori di rischio, come l'età avanzata della mamma).
- Otto Test (a pagamento).
- Test del Dna fetale (a pagamento).
Il Controllo delle BetaHCG
Le betaHCG sono ormoni che vengono prodotti dall'organismo una volta che la gravidanza comincia. Si trovano nel sangue o nelle urine. Il test diventa positivo proprio grazie alla presenza di betaHCG. Il loro andamento è crescente per tutto il primo trimestre per poi assestarsi. In particolare, nelle prime settimane il valore raddoppia ogni due giorni. Una donna è incinta con un valore superiore a 5 milliunità per millilitro.
Qualche volta, ancora oggi, i ginecologi prescrivono il controllo di questi ormoni. Spesso sono le mamme a chiederlo, forse perché vedere quel numero scritto nero su bianco tranquillizza sull’andamento della gravidanza. Le betaHCG però non sono raccomandate dalle linee guida per vedere come va la gestazione (è compito dell'ecografia) perché i valori di riferimento sono molto ampi e potrebbero cambiare anche a seconda del laboratorio dove vengono eseguiti gli esami. In alcune circostanze invece il ginecologo ritiene utile il dosaggio di questi ormoni. Se c'è una minaccia di aborto oppure se l'ecografia non è molto chiara, il test ematico potrebbe risultare utile. Per esempio, se le beta raddoppiano ogni due giorni si può stare abbastanza tranquille: magari la gravidanza è solo iniziata più tardi. Se invece la crescita si ferma potrebbe essersi arrestato anche lo sviluppo dell'embrione. Ad ogni modo seguite il vostro ginecologo.
La Questione del Peso in Gravidanza
La questione del peso in gravidanza è molto importante e assolutamente prioritaria. Non deve certo diventare una fissazione, ma si deve essere comunque molto attente a non esagerare. Oltre al fatto che smaltire i chili in più dopo la gravidanza può non essere semplice (soprattutto se sono parecchi), ci sono vere ripercussioni sulla salute, sia della futura mamma che del feto. La regola d'oro quindi è non esagerare. Col pancione non si mangia per due, ma si mangia meglio.
I primi tre mesi della gravidanza non è previsto un aumento di peso molto significativo. La pancia comincia a vedersi alla fine del trimestre, anche se prima potreste notare un certo gonfiore addominale. L'incremento ponderale di questo periodo serve da riserva per far fronte alle esigenze del piccolo nei mesi successivi. In linea generale, nel primo trimestre si accumulano 1,5-2 chili. Non è una cosa che vale per tutte le donne, ma una media. Alcune non prendono neppure un grammo all'inizio. Fastidi come nausea, vomito, stanchezza, fastidio per alcuni odori, inappetenza, disturbi gastrointestinali fanno sì che non si accumulino chili. C'è da preoccuparsi? In linea di massima no: ci sono gli altri due trimestri per ingrassare. Però ascoltate il ginecologo e i suoi suggerimenti.
Rischi e Complicazioni Nelle Prime Fasi
Anche se la gravidanza è un momento di gioia, è fondamentale essere consapevoli dei potenziali rischi, che, sebbene minimizzati, non sono azzerati.
Aborto Spontaneo Precoce
Fondamentalmente il rischio più grande del primo trimestre di gravidanza è quello di un aborto spontaneo, un evento molto più frequente in questo periodo che non nel resto della gestazione. Nelle gravidanze che superano il ritardo mestruale (siamo ormai nel II mese) questo rischio è ancora molto alto: circa il 20%. In circa la metà dei casi la perdita è legata a malattie genetiche non ricorrenti, mentre nella rimanente metà il motivo è sconosciuto. Ancora oggi abbiamo un'incompleta conoscenza degli eventi che caratterizzano una perdita precoce della gravidanza. Il buon andamento del graduale processo di sviluppo embrionale dipende da una serie di fattori diversi: genetici, alimentari, ambientali, ma anche da un certo grado di fortuna.
Quando l'embrione muore, esiste ancora tessuto placentare adeso alla parete uterina che produce ormoni della gravidanza; in questa fase precocissima la donna non avverte alcun cambiamento. Dopo qualche giorno, con l'iniziale distacco del tessuto placentare, inizia un sanguinamento e quindi un dolore al basso addome e alla schiena. I sintomi di un aborto spontaneo non sempre ci sono. Talvolta viene scoperto per caso, durante una visita di routine in cui il medico si accorge che il cuoricino non batte più. In altri casi invece si verificano perdite rosse o marroni, con o senza muco, tessuto o coaguli, dolore addominale, contrazioni, mal di schiena. A volte l'espulsione avviene naturalmente, mentre in altri casi si deve intervenire chirurgicamente con un intervento di revisione della cavità uterina (raschiamento). Purtroppo nella maggior parte dei casi l'aborto non è prevedibile né prevenibile, non si conosce un modo o una terapia per evitare un eventuale aborto.
Alcuni fattori di rischio noti includono: età avanzata della donna (ma anche del partner), l'abuso di alcol e sostanze stupefacenti, il fumo di sigaretta, condizioni di sottopeso o forte sovrappeso, alcune patologie materne. Molto spesso, alla base c'è un difetto genetico dell'embrione o del feto.
Gravidanza Extrauterina
Nel "viaggio" che l'uovo fecondato fa nella tuba per arrivare all'utero può accadere che qualche ostacolo gli impedisca di avanzare. In questi casi vi è il pericolo di una gravidanza extrauterina. In questi casi non solo la gravidanza si interrompe quasi sempre, ma vi è il temuto pericolo che la tuba possa rompersi determinando un'emorragia interna. È per questo motivo che la prima visita ginecologica con ecografia è cruciale per confermare la sede corretta della gravidanza.

Il Paesaggio Emotivo della Futura Mamma
La gravidanza suscita in una donna una serie di sentimenti molto contrastanti tra loro. Da un lato c'è la gioia di essere incinta (con delle eccezioni chiaramente: non sempre, ancora oggi, i bimbi sono cercati, ma arrivano all'improvviso, magari per una "distrazione"), l'emozione di una nuova vita, di due cuori che battono all'interno di uno stesso corpo. C'è il desiderio di conoscere questo piccolo, si fantastica su come sarà, a chi somiglierà, come crescerà. Insomma, ci si sente genitori ancora con il test in mano.
Dall'altro lato, è normale che scattino pensieri un po' più negativi. Ad esempio, la mamma che lavora avrà il cervello a cento all'ora ("Come lo dico al mio capo?", "Come concilierò casa e ufficio?", "Mi faranno mai il contratto a tempo indeterminato mentre sono incinta?"). Se ci sono altri bimbi le preoccupazioni non mancheranno ("Come la prenderà?", "Sarò capace di amarli entrambi allo stesso modo?"). A volte le preoccupazioni sono di tipo economico ("Riusciremo ad arrivare a fine mese?", "Come facciamo ad affrontare tutte le spese per un neonato?", "Dovremo cambiare la macchina?"). Oppure prettamente fisiche ("E se qualcosa va storto?", "Come faccio se mi mettono a riposo assoluto?", "Mio marito mi cercherà ancora fisicamente ora che mi trasformerò in una 'balena'?"). I dubbi e le paure sono del tutto fisiologici. Non c'è una sola donna incinta che non ne abbia, ci passano tutte. Però farsi prendere dal panico non porta da nessuna parte.
L'impatto emotivo è in questi casi forse l'aspetto più importante. La maggior parte delle donne si domandano "perché è successo?" oppure "perché proprio a me?". Depressione e senso di perdita sono reazioni normali. Anche in una gravidanza di poche settimane la donna fantastica sul suo bimbo: sarà un maschio o una femmina, dove andrà a scuola ecc. La fantasia serve a creare un legame molto stretto con il proprio bambino. La perdita della gravidanza cancella tutto questo. Nella maggior parte dei casi questo disagio emotivo passa col tempo. Prima di affrontare una nuova gravidanza è necessario più che un miglioramento fisico un miglioramento emotivo. Affrontate tutto con la massima serenità, facendovi accompagnare con fiducia in questo percorso dal ginecologo o dall'ostetrica che avete scelto.
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