La Chiesa cristiana avventista del settimo giorno si configura come un movimento religioso cristiano di tipo restaurazionista, sorto negli Stati Uniti d'America durante la metà del XIX secolo. La sua fondazione ufficiale risale al 1863, a Battle Creek, in Michigan. I caratteri distintivi di questa confessione includono l'osservanza del sabato come giorno di festa, riposo e culto settimanale, e l'attesa della seconda venuta di Gesù Cristo. Sebbene condivida punti dottrinali con altre confessioni cristiane, come la Trinità, e con i protestanti, come il principio Sola Scrittura, la distinguono l'assenza della dottrina dell'inferno e dell'anima immortale, lo stato di incoscienza dei morti e una peculiare interpretazione del Giudizio universale. Comprendere la posizione della Chiesa Avventista del Settimo Giorno su questioni etiche complesse, come l'aborto, richiede un'analisi approfondita della sua storia, dei suoi fondamenti dottrinali e dei suoi principi etici generali sulla vita umana, che informano la sua visione.

Le Radici Storiche e lo Sviluppo del Movimento Avventista
Il XIX secolo fu un periodo di grande fermento culturale e religioso negli Stati Uniti d'America, un contesto in cui emersero movimenti diversi, come la Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni. All'interno di questo clima, William Miller, un contadino battista dello Stato di New York, si dedicò all'interpretazione delle profezie contenute nel libro biblico di Daniele, in particolare del capitolo otto. Miller sostenne che queste profezie indicassero l'imminente ritorno di Cristo tra il 1843 ed il 1844, una convinzione che iniziò a diffondere pubblicamente a partire dal 1831.
Il mancato avvento di Cristo nel 1844 generò una "grande delusione" tra i seguaci di Miller, noti come milleriti. Un gruppo di questi, delusi, si riunì per investigare la radice degli errori interpretativi che avevano portato allo sfaldamento del movimento. Il passo chiave citato a sostegno di questa dottrina, Daniele 8:14, recita: "Egli mi rispose: 'Fino a duemilatrecento sere e mattine; poi il santuario sarà purificato'" (secondo la versione della Bibbia Nuova Riveduta 2006). Gli avventisti collegarono questa frase al capitolo 16 del Levitico, che descrive la purificazione del Santuario da parte del sommo sacerdote israelita nel giorno di espiazione, e al capitolo 9 della Lettera agli Ebrei, che presenta Gesù come il sommo sacerdote celeste. Questo ragionamento si basa su un metodo di indagine scritturale che correla passi biblici contenenti le stesse parole, come "santuario" e "purificazione".
LA NASCITA DELL'AVVENTISMO - Studio 3: I difensori del Sabato
Gli avventisti formularono l'idea che, analogamente al ministero quotidiano dei sacerdoti nel Tempio di Gerusalemme per il perdono dei peccati e al ministero annuale del sommo sacerdote nel luogo santissimo per la cancellazione dei peccati nel Giorno dell'Espiazione, Gesù dal 1844 avrebbe iniziato un "Giudizio Investigativo". In questo giudizio, Gesù sta investigando gli atti della vita di tutti coloro che si professano credenti, prima dei morti e poi dei viventi, per stabilire chi merita la vita eterna. Ellen G. White spiegava che il nome di coloro che superano questo esame sarà mantenuto nel "libro della vita", con i peccati cancellati e il perdono segnato accanto ai nomi di coloro che si sono pentiti per fede nel sacrificio espiatorio di Gesù Cristo. Essi, resi partecipi della giustizia di Cristo, vedranno i loro caratteri rispondere alle esigenze della legge di Dio, e saranno ritenuti degni della vita eterna, decidendo così il loro destino: "o la vita o la morte".
L'importanza del sabato come settimo giorno biblico, giorno di riposo e segno del patto tra il credente e Dio, fu introdotta da Joseph Bates, un capitano di marina influenzato dai Battisti del Settimo Giorno. Egli convinse i milleriti superstiti, che si erano uniti ai Battisti, a formare i "avventisti sabatisti". Figure chiave in questo processo furono i coniugi James Springer White e Ellen G. White, che diedero un contributo fondamentale alla diffusione della dottrina e all'organizzazione del movimento. Gli avventisti sabatisti si diedero una struttura stabile nel 1861, costituendo la Conferenza degli Avventisti del Settimo Giorno del Michigan. La scelta del nome, avvenuta dopo un dibattito acceso, riflette due elementi centrali della loro dottrina: il Secondo Avvento e l'osservanza del sabato. A differenza delle iniziali previsioni millerite, la Chiesa, in accordo con la Bibbia, oggi non propone date precise per il ritorno di Gesù.
I Pilastri Dottrinali e le Loro Implicazioni Etiche
La dottrina avventista, pur presentando punti in comune con il cristianesimo tradizionale, si distingue per alcune interpretazioni peculiari che influenzano anche la sua visione etica. La comprensione della profezia di Daniele 8, relativa alle 2.300 sere e mattine, ha portato alla conclusione che Gesù non sarebbe tornato nel 1844, ma che da quella data sarebbe passato nel "Santissimo", il luogo più interno del santuario celeste. Qui, egli continua la sua opera di intercessione per l'umanità e, contemporaneamente, istruisce un giudizio per distinguere coloro che saranno salvati da quelli che respingeranno la "sua grazia", inaugurando gli "ultimi tempi", il periodo immediatamente precedente al suo ritorno.

L'esperienza storica del movimento ha facilitato la scoperta biblica del quadro profetico delineato nei libri di Daniele e nell'Apocalisse. Inizialmente, il "santuario da purificare" di Daniele 8 fu interpretato come la terra stessa, ma successivamente venne inteso come riferito al santuario celeste. Una delle feste bibliche più significative, in cui avveniva la purificazione del santuario, è il Giorno dell'Espiazione o festa del perdono, in ebraico Yom Kippur. Questa celebrazione annuale, con un sacrificio animale e il suo sangue sparso una volta l'anno nel luogo santo sull'arca del patto, rappresentava un giudizio di Dio sul popolo, inteso come liberazione attraverso la grazia divina. Pertanto, la Chiesa crede nel giudizio di Dio come una liberazione tramite la salvezza di Gesù Cristo, una valutazione "estremamente positiva" definita "La Sola Grazia", ovvero la liberazione di Dio verso il suo popolo, e non un motivo di paura.
Altre peculiarità dottrinali che sono fondamentali per comprendere il quadro etico avventista includono l'accettazione del Decalogo come legge morale suprema per l'umanità, affiancato dal comandamento di Gesù di "ama Dio e il tuo prossimo come te stesso". Questi principi sono cardini per qualsiasi discussione sulla sacralità della vita. Riguardo all'immortalità dell'anima, la Chiesa sostiene che l'antropologia ebraica è "caratterizzata dall'assenza del dualismo anima-corpo. In ebraico, l'anima è l'uomo nella sua interezza." La morte terrena è intesa come un "sonno". Tutti i defunti dormono nella polvere della terra, attendendo il loro destino finale: salvezza o perdizione eterna, che otterranno solo al momento del ritorno di Gesù, quando ci sarà il giudizio.

Riti, Missione e Visioni Escatologiche
I riti principali della Chiesa Avventista includono il battesimo, conferito non in età infantile, ma quando il futuro credente accetta la fede in modo consapevole, e la Santa Cena, preceduta dal rito della lavanda dei piedi, seguendo l'esempio di Gesù Cristo all'Ultima Cena (Giovanni 13). La missione primaria della Chiesa è proclamare a tutti i popoli il Vangelo eterno, in linea con il messaggio dei tre angeli di Apocalisse 14:6-12, guidando le persone ad accettare Gesù come Salvatore personale e a unirsi alla sua Chiesa, preparandole per il suo imminente ritorno.
I 28 punti dottrinali avventisti presentano interpretazioni divergenti rispetto al resto del cristianesimo, in particolare al cattolicesimo, specialmente riguardo alla battaglia finale dell'Apocalisse. Secondo gli avventisti, il ritorno di Gesù inaugurerà il "millennio", un periodo di mille anni citato in Apocalisse 20:4-6, durante il quale i "giusti abiteranno con il Signore in paradiso e i dannati saranno giudicati". Al termine di questo millennio, Gesù Cristo, i suoi santi e il Regno dei Cieli scenderanno sulla Terra, protetti dal "maligno". Gesù Cristo risusciterà i defunti dannati, e Satana con i suoi seguaci cercheranno di muovere guerra ai servitori di Gesù Cristo, ma saranno sopraffatti dal suo potere. Dio distruggerà Satana e i dannati definitivamente tramite un fuoco consumante. La Terra sarà bruciata e purificata da ogni male. Successivamente, come descritto nei capitoli finali dell'Apocalisse (21-22), la Terra sarà ricreata e riportata al suo stato originale, precedente all'introduzione del peccato.
La Chiesa identifica Gesù con l'Arcangelo Michele, considerandolo la prima e più grande di tutte le creature di Dio. Questa interpretazione si basa sul fatto che la Bibbia menziona un solo arcangelo per nome, Michele, e sulla prima lettera ai Tessalonicesi (4:16), dove San Paolo dice riguardo a Gesù: "Perché il Signore scenderà dal Cielo con un comando, e con la voce di un arcangelo". In questa prospettiva, "arcangelo" significherebbe "capo degli angeli", un titolo simile a quello di "Principe" usato dal profeta Daniele.
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Un'altra interpretazione storica, talvolta associata ad alcuni gruppi avventisti, riguarda la teoria della cospirazione del Vicarius Filii Dei. Ipotizzata come un'esplicitazione del titolo storico Vicarius Christi, essa trae spunto da un'espressione riferita a San Pietro nel falso storico della Donazione di Costantino. Dal XIX secolo, a seguito dell'interpretazione di Ellen G. White che identificava il Papa con la "bestia" dell'Apocalisse, usando i numeri romani nella formula "Vicarius Filii Dei" (considerando l'assenza di distinzione tra "U" e "V" nel latino classico), alcuni avventisti hanno associato tale locuzione al numero della Bestia (666), connotando il Papa come l'Anticristo.
La Chiesa Avventista nel Contesto Ecumenico e la sua Diffusione Globale
La Chiesa Avventista del Settimo Giorno è stata oggetto di discussione riguardo alla sua classificazione. Alcuni la includono tra le "sette para-cristiane", mentre una revisione discussa delle sue dottrine da parte di ecumenici la considera all'interno delle correnti minoritarie del protestantesimo. Tuttavia, altre Chiese protestanti più antiche, come i Battisti del Settimo Giorno, la riconoscono come un'autentica Chiesa Cristiana, fondata sulle Sacre Scritture.
La Chiesa gode di una vasta diffusione globale. Oggi, meno del 7% del totale mondiale dei membri risiede negli Stati Uniti, con 850.000 membri in 4.400 congregazioni (corrispondente allo 0,4% della popolazione). L'Africa si distingue come il continente con il maggior numero di avventisti, mentre l'America Latina è l'area in cui la Chiesa sta crescendo più rapidamente. Nel 2012, oltre un milione di nuovi membri adulti battezzati, di cui circa il 41% proveniva dall'America Latina e dall'Africa meridionale, il 18% dall'America centrale, e circa il 16% dall'Africa centrale ed orientale. Il restante 21% si distribuiva nelle altre regioni del mondo. L'Europa ha visto un incremento del 2% di nuovi membri, con una presenza particolarmente significativa in Romania, che conta 97.000 membri e 1091 chiese. L'Africa centro-orientale vede il Congo come il paese con la più rilevante presenza avventista, con 626 chiese e circa 328.000 membri adulti battezzati. Anche in Israele vi è una presenza, seppur ridotta, di circa 1000 membri, con una "Jewish-Adventist Friendship" che include 29 sinagoghe avventiste, composte da rabbini di congregazioni giudaico-messianiche e pastori avventisti che celebrano insieme le funzioni religiose.

L'Agenzia Avventista di Soccorso e di Sostegno allo Sviluppo (ADRA) è un'espressione tangibile dell'impegno sociale della Chiesa, presente in oltre 125 paesi e assistendo ogni anno più di 19 milioni di persone. La diffusione dell'avventismo in Europa è stata spesso legata a fenomeni migratori e all'intraprendenza di singoli individui. Un esempio emblematico è Michael Belina Czechowski (1818-1876), che nel marzo del 1864 espresse il desiderio di lasciare gli Stati Uniti per portare il messaggio avventista in Europa, in particolare in Italia. Dopo aver rotto con la politica e la Chiesa di Roma a Ginevra, e aver aderito alla Chiesa Avventista a Findlay nel 1857, Czechowski arrivò in Italia ai primi di luglio del 1864, attraversando il passo del Moncenisio e giungendo a Torre Pellice, in Piemonte. Qui, in un ambiente valdese, egli predicò con fervore, evocando le persecuzioni subite dai valdesi e dagli ugonotti e proclamando l'emergere di un popolo negli Stati Uniti che osserva i comandamenti di Dio e ha la fede di Gesù Cristo. Richard Justin Ehoussou, nato in Costa d'Avorio, è stato il primo pastore avventista di origine africana a esercitare in Italia, testimonianza dell'espansione multiculturale della Chiesa.
Principi Etici Fondamentali e la Cura della Vita
La comprensione dei principi etici fondamentali della Chiesa Avventista è essenziale per affrontare questioni bioetiche. Come già sottolineato, il Decalogo e il comandamento dell'amore verso Dio e il prossimo sono considerati la legge morale suprema. Questo include il principio della sacralità della vita umana. La Chiesa Avventista, ad esempio, pur essendo contraria a togliere attivamente la vita a un malato terminale, al suicidio e all'agevolazione del progetto suicida di una persona, approva l’uso di cure palliative e di antidolorifici, anche se questi possono, in alcuni casi, accelerare notevolmente il processo di morte. Le sue linee guida in materia, denominate "Care for the Dying", furono pubblicate nel 1992 e revisionate nel 2013, indicando una riflessione profonda sulla dignità della persona e sulla fine vita. Questo approccio rivela una cura per la sofferenza umana e un riconoscimento della complessità delle decisioni di fine vita, pur mantenendo un fermo rifiuto dell'interruzione diretta della vita.
La Posizione Specifica della Chiesa Avventista del Settimo Giorno sull'Aborto
La Chiesa Avventista del Settimo Giorno, in coerenza con la sua dottrina sulla sacralità della vita e l'osservanza del Decalogo, riconosce il valore della vita umana dal suo concepimento. Tuttavia, la sua posizione sull'aborto non è di condanna assoluta in ogni circostanza, ma riflette una prospettiva equilibrata che, pur deplorando l'aborto come soluzione per il controllo delle nascite, ammette alcune eccezioni in casi estremamente difficili e dolorosi.
Il documento ufficiale della Chiesa, "Guidelines on Abortion", pur affermando la sacralità della vita umana e la sua protezione dal concepimento, riconosce che in alcune situazioni difficili l'aborto possa essere una scelta che una donna si trova a considerare. La Chiesa incoraggia le donne a considerare alternative all'aborto e offre sostegno spirituale e pratico attraverso le sue agenzie e comunità.In sintesi, la Chiesa Avventista del Settimo Giorno è contraria all'aborto elettivo, ovvero quello motivato da ragioni non mediche o sociali estreme. Tuttavia, in circostanze eccezionali e gravi, la Chiesa riconosce la dolorosa complessità della decisione e non condanna universalmente l'aborto. Tali circostanze includono:
- Minaccia alla vita della madre: Quando la continuazione della gravidanza rappresenta un grave e documentato pericolo per la vita della donna.
- Gravi malformazioni fetali: In presenza di diagnosi di gravi anomalie fetali incompatibili con la vita o che causerebbero una qualità della vita estremamente compromessa e sofferente.
- Gravidanza risultante da stupro o incesto: In questi casi, la Chiesa riconosce il trauma profondo e le circostanze coercitive che possono rendere la decisione di abortire un'opzione tragica ma comprensibile.
In queste situazioni limitate, la decisione finale è lasciata alla donna in consultazione con il suo medico, i suoi familiari e, idealmente, con la guida spirituale. La Chiesa pone l'accento sulla compassione, sul sostegno e sulla non giudizio verso coloro che si trovano a fronteggiare tali decisioni difficili, offrendo cura pastorale e aiuto pratico. L'obiettivo primario rimane sempre quello di proteggere la vita e di offrire speranza e guarigione in ogni circostanza. Il suo approccio riflette la convinzione che, sebbene la vita sia sacra, ci siano momenti in cui i principi devono essere applicati con saggezza e misericordia, riconoscendo la realtà del peccato e della sofferenza in un mondo caduto. La priorità è sempre la cura e il benessere olistico della persona, sia essa la madre o il bambino.
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