Un'Infezione Insidiosa, Specialmente per i Più Piccoli
La pertosse, conosciuta anche come "tosse convulsa", rappresenta un grande problema per i più piccoli. È una patologia infettiva causata da un batterio chiamato Bordetella pertussis, che determina un'infezione molto contagiosa. La trasmissione della malattia avviene solo fra esseri umani, in particolare attraverso la diffusione di saliva nell'aria quando il malato tossisce. Il periodo di incubazione è di circa 10 giorni. È fondamentale comprendere la natura di questa malattia, soprattutto per i genitori e le future mamme, dato che le sue conseguenze possono essere particolarmente gravi nei neonati e nei bambini piccoli.
Che cos'è la Pertosse e Come si Manifesta?
La pertosse è un'infezione che si caratterizza per una tosse persistente. I sintomi della pertosse riguardano le vie respiratorie, in particolare è presente una tosse persistente per più di tre settimane consecutive. Con il passare del tempo, questa tosse può essere associata a difficoltà respiratorie, manifestandosi spesso come tosse parossistica. Esiste anche una forma simile, la parapertosse, che si manifesta però con sintomi più lievi.
Nei pazienti non trattati, il periodo di contagio può estendersi per più di 2 mesi in assenza di trattamento. Tuttavia, con l'uso di antibiotici, spesso l'eritromicina, il contagio si considera trascurabile dopo circa 2 settimane dall'inizio della terapia. L'antibiotico permette la guarigione in una quindicina di giorni. È importante riconoscere precocemente i sintomi per intervenire tempestivamente e limitare la diffusione del batterio, che può persistere nel naso e nella gola.

Le Complicazioni della Pertosse: Perché Preoccuparsi?
La pertosse può portare a una mortalità elevata nei bambini, soprattutto nei neonati di madre non immune e quando il paziente è un neonato. Le complicazioni maggiori sono presenti nei casi di pertosse neonatale e di bambini piccoli, in cui i sintomi caratteristici sono simili ad altre infezioni batteriche che causano otiti e polmoniti. Ma non solo: la pertosse può determinare anche sintomi neurologici ed emorragici per la tosse eccessiva, o addirittura affezioni neurologiche come crisi convulsive ed encefaliti. La malattia è particolarmente grave nei neonati nei primi mesi di vita, quando non è ancora possibile completare il ciclo vaccinale. Proprio per questo, la prevenzione assume un ruolo di vitale importanza.
Il Vaccino contro la Pertosse: Una Protezione Fondamentale
Da circa 30 anni esiste un vaccino contro la pertosse. Inizialmente, il vaccino si basava su batteri interi inattivati dal calore. L'attuale vaccino anti pertosse contiene, in veste di ingredienti deputati a creare l'immunizzazione, tre antigeni di Bordetella pertussis in forma purificata. In forma purificata significa che hanno subìto un trattamento in laboratorio, tale per cui non sono pericolosi per l'essere umano e non possono riprodursi e determinare l'infezione. Questo vaccino è molto efficace e, pur se la sua tolleranza non è sempre stata buona in passato con le formulazioni a cellule intere, le versioni acellulari attuali sono ben tollerate e riescono comunque ad attivare il sistema immunitario.
In Italia, la vaccinazione è obbligatoria per i bambini a partire dal compimento dell’ottava settimana di vita, o dai due mesi di vita. Il vaccino anti pertosse è disponibile in commercio soltanto in formulazioni vaccinali che comprendono altri vaccini, come quelli contro la difterite, il tetano e la poliomielite. Non esiste, quindi, un vaccino anti pertosse in formula singola. Questo vaccino è spesso associato al vaccino contro la difterite e contro il tetano (vaccino dTpa) e, come detto, rientra tra le vaccinazioni obbligatorie nel nostro Paese a partire dai lattanti dopo i due mesi di vita, contenuto nel vaccino esavalente.

Per un'adeguata protezione, nell'adulto è raccomandato un richiamo con la formulazione trivalente DTPa (Difterite-Tetano-Pertosse) ogni 10 anni. L'immunizzazione garantita dal vaccino anti pertosse è destinata a ridursi progressivamente, fino a esaurirsi, nell'arco dei 5-10 anni successivi alla vaccinazione. Per questo motivo, anche adolescenti e adulti dovrebbero sottoporsi ai richiami per ridurre la circolazione del batterio nella popolazione e prevenire contagi nei soggetti più fragili.
I vaccini per gli adulti - quali fare ed effetti collaterali
La Vaccinazione Anti-Pertosse in Gravidanza: Un Gesto d'Amore e Prevenzione
La vaccinazione con il vaccino dTpa in gravidanza rappresenta una strategia preventiva importante per proteggere il neonato dalla pertosse nei primi mesi di vita, quando non ha ancora completato l’immunizzazione diretta. La somministrazione del vaccino durante la gestazione determina la protezione del neonato durante i primi mesi di vita. I bambini iniziano il ciclo vaccinale a partire dai 2 mesi di vita, perché prima sono “protetti” solo dagli anticorpi che la mamma trasmette durante la gravidanza e in parte con l’allattamento. È fondamentale quindi che la futura mamma possieda questi anticorpi!
Perché è Cruciale Vaccinarsi in Gravidanza?
La pertosse può essere molto grave nei neonati nei primi mesi di vita, quando non è ancora possibile completare il ciclo vaccinale. Perciò alle future mamme sono consigliati due vaccini: anti-Pertosse e anti-Influenza, malattie che possono essere molto gravi e a volte fatali nel neonato. Gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario materno vengono offerti al neonato sia attraverso la placenta ancora in utero sia attraverso il latte materno nel periodo successivo alla nascita. Questo processo, noto come “immunizzazione passiva”, conferisce al neonato una protezione immediata, coprendo l’intervallo di tempo più critico fino all’inizio del ciclo vaccinale pediatrico. La mamma è spesso, purtroppo, la prima fonte di infezione per il neonato. Anche se già vaccinata per la pertosse, la mamma aumenterà la sua immunità verso questa malattia, evitando di ammalarsi in un periodo critico come la gravidanza e i primi mesi di vita del neonato.
Quando Effettuare la Vaccinazione in Gravidanza?
La somministrazione del vaccino dTpa è raccomandata a ogni gravidanza, consentendo alla mamma di sviluppare anticorpi che vengono trasferiti al feto. Le linee guida nazionali indicano il periodo tra la 27ª e la 36ª settimana di gestazione, idealmente intorno alla 28ª, come momento preferenziale per massimizzare la protezione del bambino. In Italia la vaccinazione dTpa è raccomandata tra la 27ª e la 36ª settimana di gestazione, idealmente tra la 28ª e la 32ª. Per la profilassi contro la pertosse in gravidanza viene somministrato il vaccino trivalente tetano-difterite-pertosse. Il periodo consigliato dalle linee guida per ottenere la migliore risposta immunitaria è tra la 28° e la 32° settimana di gestazione, ma può essere eseguito fino al limite della 36°. Il vaccino viene somministrato ogni gravidanza, anche se ravvicinate, e durante la stagione invernale, può essere somministrato insieme al vaccino antinfluenzale. La vaccinazione può essere prenotata presso il servizio vaccinale di riferimento in regime gratuito.
Sicurezza del Vaccino per Mamma e Feto
Gli studi disponibili confermano che il vaccino è sicuro per la donna e per il feto. Numerosi studi hanno confermato che la vaccinazione dTpa in gravidanza è sicura per la gestante e per il feto, senza aumento di rischi documentati di complicanze della gravidanza o del neonato. Non ci sono rischi per la mamma o il feto eseguendo questi vaccini, anzi! Proprio perché viene vaccinata la mamma si ottiene un doppio beneficio! Il bambino riceve gli anticorpi in un ambiente protetto (la pancia della mamma) e, soprattutto se i vaccini sono eseguiti nel terzo trimestre di gravidanza, alla nascita si troverà pronto ad affrontare gli eventuali rischi derivanti da queste infezioni. Analogamente ad altri vaccini, come quello per l’influenza stagionale, anche il vaccino per la pertosse in gravidanza non comporta rischi per il feto; semmai è più pericoloso che il neonato contragga l’infezione durante i primi mesi di vita, poiché senza protezione immunitaria potrebbe andare incontro a conseguenze gravi.
In presenza di febbre, diarrea, vomito o malattia moderata-grave, è opportuno attendere la guarigione per procedere alla vaccinazione. I nati a basso peso hanno un aumentato rischio di pertosse e sue complicanze, pertanto occorre somministrare una dose di dTap alla madre subito dopo il parto, a meno che non sia stata vaccinata durante l’ultimo trimestre di gravidanza.

Effetti Collaterali del Vaccino Anti-Pertosse: Cosa Aspettarsi
Parlare di vaccino pertosse effetti collaterali è fondamentale per fornire ai pazienti un'informazione chiara, basata su evidenze scientifiche, e contrastare dubbi o timori che potrebbero ridurre l’adesione vaccinale. I problemi del vaccino per la pertosse più importanti sono reazioni locali di lieve entità che si risolvono spontaneamente in pochi giorni. Le reazioni più comuni sono locali (arrossamento, dolore al sito d’iniezione) e di lieve entità. Le più comuni sono dolore, arrossamento o gonfiore nella sede dell’iniezione, modesto rialzo febbrile, senso di stanchezza o malessere generale. Nei bambini piccoli può verificarsi irritabilità o pianto prolungato, che in genere si risolve spontaneamente nel giro di poche ore.
Raramente possono verificarsi reazioni più gravi; tuttavia, fare la vaccinazione è molto più sicuro che contrarre la malattia. Le reazioni allergiche gravi (anafilassi) sono eventi eccezionali, stimati in meno di un caso su un milione di dosi somministrate. Come per ogni vaccino, sono controindicati nei casi di reazione allergica grave a somministrazioni precedenti o a componenti del vaccino. È importante sottolineare che i benefici del vaccino pertosse superano di gran lunga i rischi: prevenire una malattia potenzialmente letale, soprattutto nei neonati, giustifica ampiamente la gestione di effetti collaterali lievi e transitori. Spiegare in modo corretto gli effetti collaterali ai genitori e alle gestanti aiuta a creare fiducia, migliorando la compliance vaccinale. I vaccini sono farmaci che hanno superato tutti i controlli di sicurezza su vasta scala.
Programmi di Vaccinazione per Diverse Fasce d'Età e Condizioni
Il vaccino pertosse è un presidio essenziale di sanità pubblica e rientra nei programmi di immunizzazione obbligatori e raccomandati in gran parte del mondo. I dati epidemiologici dimostrano chiaramente che, grazie alla vaccinazione, l’incidenza della pertosse è drasticamente calata negli ultimi decenni. Tuttavia, nei Paesi dove la copertura vaccinale si è abbassata, si sono verificati nuovi focolai, confermando l’importanza di mantenere alta l’adesione. Per questo motivo, il vaccino contro la pertosse è considerato uno strumento chiave non solo per la salute individuale, ma anche per la protezione collettiva.
Vaccinazioni Pediatriche Obbligatorie e Raccomandate
Tra le vaccinazioni “obbligatorie” per i bambini troviamo l’anti-Difterite, l’anti-Pertosse e l’anti-Hib (Haemophilus influenzae tipo B), somministrati come “esavalente” insieme a Tetano, Polio e Epatite B a partire dai 2 mesi di vita. La Difterite è una malattia molto grave delle prime vie aeree che può causare anche la morte; al momento è scomparsa nel nostro Paese, ma è ancora presente nell’Est Europa e quindi potrebbe ritornare. L’anti-Hib è rivolto contro l’Hemophilus Influenzae tipo b, un batterio responsabile di gravi malattie come la tracheite batterica e l’epiglottidite acuta.
Tra le vaccinazioni “facoltative” vengono proposti l’anti-Pneumococco (dai 2 mesi) e l’anti-Influenza (dai 7 mesi). L’anti-Pneumococco protegge contro diversi tipi di questo batterio, che può causare polmoniti gravi, otite o sinusite. L’Influenza e la Pertosse, come già detto, possono essere particolarmente gravi nel neonato, soprattutto per il rischio di sviluppare apnee e per la compromissione dello stato generale. Tutti i bambini dovrebbero ricevere le vaccinazioni “obbligatorie”. Per quanto riguarda le “facoltative”, l’anti-Pneumococco non ha particolari indicazioni e può essere proposto e somministrato a tutti i bambini, mentre l’anti-Influenza si propone principalmente a bambini che hanno fattori di rischio, come una cardiopatia, la sindrome di Down o altre patologie che potrebbero rendere la malattia più grave rispetto ad un altro bambino sano. Non ci sono comunque controindicazioni e la scelta deve essere discussa con il proprio Pediatra.
Un “vaccino” particolare ha lo scopo di contrastare il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), il virus principalmente coinvolto nella bronchiolite. Il vaccino per il VRS non è un classico vaccino, ma si tratta di un anticorpo che viene iniettato una volta al mese per tutta la stagione epidemica, in genere inverno-primavera.
Vaccinazioni per Adolescenti e Adulti
A partire dai 4 anni, può essere somministrato il vaccino tipo adulto dTpa-IPV (per le persone che non hanno completato il ciclo vaccinale nei primi 3 anni di vita), a condizione che i genitori siano adeguatamente informati sull’importanza del richiamo all’adolescenza. A 12-13 anni, viene raccomandata una dose di dTpa, che include anche la vaccinazione contro la poliomielite (somministrata come dTpa-IPV). Il vaccino antidifterite, tetano e pertosse previene l’insorgenza delle malattie difterite e pertosse, il cui contagio avviene da persona a persona, e del tetano, una complicanza grave di tagli e ferite contaminate. Contiene tossoide tetanico e difterico (particelle inattivate ottenute dai batteri responsabili di tetano e difterite) e frazioni purificate ottenute dal batterio che causa la pertosse. Da quale coorte di nascita è offerta anche ai maschi la vaccinazione con il papilloma virus? Dai nati nell'anno 2006.
Vaccinazioni per Condizioni Patologiche Specifiche
Una dose booster di dTaP è consigliata per tutti i soggetti affetti da neoplasia e sottoposti a chemioterapia. Una dose di DTaP viene raccomandata in seguito a trapianto. La vaccinazione è offerta nel 65esimo anno di vita a partire dalla coorte del 1952, ed è offerta ai soggetti affetti da patologie croniche cardiache, polmonari, epatiche, renali, diabete mellito, immunodeficienze primarie, acquisite o secondarie a terapie immunosoppressive/immunomodulanti a lungo termine, neoplasie, sottoposti a trapianto di midollo o d'organo, portatori di emoglobinopatie, asplenia, impianti cocleari, perdite liquorali da traumi o intervento. La vaccinazione è offerta nel 65esimo anno di vita a partire dalla coorte del 1952, ed è offerta ai soggetti affetti da patologie croniche cardiache, polmonari e diabete mellito, oppure a soggetti per i quali è prevista in futuro la somministrazione di terapie immunosoppressive/immunomodulanti (soggetti che si sottopongono ciclicamente a terapie cortisoniche ad alte dosi, o per i quali è previsto di iniziare un percorso di chemioterapia o con farmaci biologici). La vaccinazione è inoltre offerta a persone che hanno avuto precedenti episodi di Herpes Zoster, ad almeno un anno di distanza dall'ultimo. In caso di accesso alla vaccinazione per patologia è necessario al momento dell'appuntamento presentare apposita documentazione sanitaria comprovante la condizione morbosa (richiesta motivata del Medico di Medicina Generale, relazione dello specialista, esenzione).
Altre Vaccinazioni Importanti
Le malattie infettive prevenibili da vaccinazione che possono rappresentare un rischio per il nascituro in caso vengano contratte durante la gravidanza sono il morbillo, la rosolia e la varicella.
La vaccinazione anti-meningococco C viene offerta gratuitamente fino ai 10 anni e in regime di co-pagamento a partire dai 18 anni. Quella anti-meningococco ACWY è offerta gratuitamente dagli 11 anni al compimento del 18° anno, in seguito può essere richiesta in copagamento. Il vaccino contro il meningococco B è offerto gratuitamente nel primo anno di vita e fino al compimento dei 6 anni a partire dalla coorte di nascita 2017, per tutte le altre coorti può essere richiesta in copagamento. Le vaccinazioni contro il meningococco vengono offerte gratuitamente in quelle condizioni patologiche che espongono a un maggior rischio di forme invasive da batteri capsulati quali: immunodeficienze primarie, acquisite o secondarie a terapie immunosoppressive a lungo termine, neoplasie, sottoposti a trapianto di midollo o d'organo o loro conviventi, portatori di emoglobinopatie, asplenia, impianti cocleari, perdite liquorali da traumi o intervento. Viene inoltre offerta ai soggetti affetti da diabete mellito di tipo 1, epatopatie e nefropatie di grado severo.
Solitamente un titolo anticorpale basso contro l'epatite B non indica in maniera assoluta una mancanza di protezione, essendo disponibile (vista il lungo periodo di incubazione della malattia) la risposta assicurata dalle cellule della memoria. Pertanto, l'effettuazione di un richiamo viene offerto gratuitamente solo in determinate categorie a rischio, quali operatori sanitari (per i quali tuttavia la vaccinazione dovrebbe essere garantita dalla azienda di appartenenza) o soggetti esposti particolarmente al rischio di contagio, ad esempio: politrasfusi, pazienti con insufficienza renale o epatica cronica, con infezione da HIV, tossicodipendenti, sex-workers, detenuti o istituzionalizzati in centri per persone con disabilità, uomini che fanno sesso con uomini, conviventi di soggetti affetti da epatite B (HbsAg positivi).