Medicina, Cura e Narrativa: Tra il Benessere Animale, la Storia dell’Autodeterminazione e la Filosofia Ayurvedica

Il desiderio di prendersi cura degli altri - siano essi esseri umani o animali - è un impulso profondo che attraversa la storia, la scienza e la letteratura. Dalla pratica clinica veterinaria contemporanea fino alle radici antiche della medicina indiana, passando per le lotte femministe per l’autodeterminazione corporea, il concetto di "cura" si rivela un terreno complesso, fatto di scienza, etica, rigore e un'inaspettata, profonda componente narrativa.

Un professionista veterinario che interagisce con un animale in un contesto clinico moderno

Il rapporto tra uomo e animale: una prospettiva veterinaria

Quante bambine e quanti bambini sognano di lavorare a stretto contatto con gli animali? La passione per gli animali in generale è radicata in molti sin dall’infanzia, spesso alimentata da immaginari fiabeschi. Tuttavia, il percorso per trasformare questa passione in una professione è irto di sfide. La struttura universitaria, in molti casi, rischia di scoraggiare gli aspiranti veterinari, creando ambienti competitivi che oscillano tra l’isolamento del numero di matricola e la pressione di classi ristrette in cui le invidie possono prevalere.

I problemi con i proprietari sono all’ordine del giorno e sono i più disparati, dall’incapacità a volte di farsi riconoscere come un esperto di medicina e non una persona che fa solo siringhe e antibiotici, finanche al fatto che molti proprietari non sanno cosa significa avere un animale, cane o gatto che sia. Inizialmente avevo un approccio sbagliato, avevo uno scontro con questo tipo di persone ed era sbagliato perché loro si mettono sempre sulla difensiva. Inoltre spesso il proprietario sa qual è il problema - magari gli ha dato il pollo fritto, l’hamburger con ketchup e maionese, la cioccolata - e non te lo dice perché sa che è sbagliato, perciò glielo devi tirare fuori.

Un punto critico riguarda la salute degli animali domestici: una cosa che io non tollero è il sovrappeso, quando vedo animali in sovrappeso mi viene una cosa al cuore. Il cane in sovrappeso è un cane che viene ingozzato come un tacchino e non ci si rende conto di quanto sia grave questa problematica. Al di là dell'alimentazione, persistono miti duri a morire. Uno dei miti più comuni direi che è l’antiparassitario: i proprietari sono convinti che va dato solo d’estate, invece va dato sempre. Le pulci hanno un metabolismo che si ferma sotto ai tre quattro gradi, temperature che qui al sud non ci sono mai. Un altro, cruciale, è l’uso dell’antibiotico, che va dato solo se il veterinario lo ritiene necessario. Recentemente sono stato a un convegno sull’antibiotico resistenza, quel fenomeno secondo cui a causa dell’uso smodato che si fa degli antibiotici sta rendendo resistenti tanti batteri, l’antibiotico non funziona più e la gente muore per malattie oggi facilmente curabili.

La gestione della vita riproduttiva e il ruolo della prevenzione

La gestione della riproduzione animale solleva questioni di etica e responsabilità. Microchippare i cani è obbligatorio da diversi anni, perché dal punto di vista dello stato il cane è una res, cioè non è diverso da una macchina, motivo per cui va intestato. In più l’uso del microchip non solo è atto al conteggio di un’anagrafe canina per rendersi conto di quanti cani ci sono in un territorio, ma anche e soprattutto per il controllo delle malattie infettive e delle zoonosi. Non sono pratiche crudeli, anzi, è solo una punturina.

Per quanto riguarda invece la sterilizzazione, spesso si riscontrano pregiudizi culturali. I proprietari sono molto più propensi a sterilizzare piuttosto che a castrare, c’è maschilismo anche nel mondo della veterinaria. Spesso se chiedi a qualcuno se il suo cane è castrato ti guardano e rispondono come se fossi pazzo a domandare una cosa del genere, perché anche il cane deve avere le palle. Io, comunque, favorisco tantissimo queste pratiche soprattutto per i gatti di strada, la renderei proprio obbligatoria. Esiste per esempio una patologia che si chiama piometra, un accumulo di pus a livello dell’utero tipica delle cagnoline non sterilizzate che vanno incontro a pseudo gravidanze o gravidanze isteriche.

Schema informativo sul corretto utilizzo del microchip e la prevenzione delle zoonosi

La consapevolezza rimane la chiave di volta. Il consiglio che posso dare è: siate consapevoli. Siate consapevoli del fatto che vi state prendendo carico di un’altra vita che dipenderà da voi al 100% e armatevi di pazienza. Le soddisfazioni arrivano, il rapporto è meraviglioso, consiglierei un animale a tutto il mondo.

L'autodeterminazione e la storia del "Del-Em"

Se la medicina veterinaria moderna si interroga sulla responsabilità verso l'animale, la storia dell'autodeterminazione femminile ha dovuto lottare per la responsabilità verso il proprio corpo. Negli anni Settanta, quando l’aborto era illegale nella maggior parte dei paesi del mondo, i movimenti femministi trovarono diversi modi per sostenere le donne che volevano interrompere volontariamente e in sicurezza le loro gravidanze indesiderate.

In California ad esempio venne inventato il “Del-Em”, uno strumento molto semplice che permetteva anche di accorciare le mestruazioni. Rovistando nei negozi che vendono acquari, nelle ferramenta e nei laboratori di chimica, Lorraine Rothman, insegnante che fa parte delle West Coast Sisters di Los Angeles, inventa all’inizio degli anni Settanta un nuovo dispositivo portatile per il controllo della vita riproduttiva delle donne.

Il Del-Em è di facile assemblaggio. Servono due tubi di gomma lunghi circa 30 centimetri (quelli per acquari vanno benissimo), una cannula di 4 millimetri, un barattolo con un coperchio di plastica e una siringa. I due tubi vanno infilati nel tappo di plastica del barattolo, uno va collegato alla cannula, l’altro alla siringa senza ago. Rothman e le altre parlano del dispositivo spiegando che serve per l’estrazione mestruale: può essere utilizzato per l’autogestione dell’aborto, e di fatto lo è, ma le attiviste del self-help lo adoperano soprattutto per aspirare in una volta sola la maggior parte del flusso mestruale e dare sollievo immediato dai crampi.

I DEMONI: Il Libro Più Crudele di Dostoevskij - Documentario

In questi contesti i ruoli sono rovesciati: la donna su cui viene fatta l’aspirazione è la persona che attivamente controlla la procedura, mentre le altre che maneggiano gli strumenti si lasciano guidare dalle sue indicazioni e dai suoi tempi. Questa pratica ha segnato una pagina fondamentale del femminismo, trasformando il sapere medico in uno strumento di liberazione condiviso.

Letteratura e metafora: il caso di "Quattro galline"

La letteratura contemporanea ha saputo intrecciare queste tematiche, portando il dolore della perdita e la ricerca della maternità in contesti inaspettati. Il romanzo Quattro galline di Jackie Polzin è una meditazione filosofica sulla fragilità della vita. Dopo un aborto spontaneo, la protagonista cerca di salvare il pollaio per reagire al senso di colpa e allo spaesamento emotivo e lo fa raccontandosi con una lingua intelligente e impossibile da abbandonare.

Quando è uscito il libro pensavo che in ogni conversazione avrei parlato di aborto, ma la verità è che in quasi tutte le interviste l’argomento è stato scavalcato. C’è ancora molto imbarazzo a parlarne. Il mio è un romanzo ironico su una esperienza devastante e ho da subito pensato che fosse possibile avvicinare una materia così bruciante e triste al senso dell’umorismo.

Il rapporto tra la protagonista e le galline diventa un esercizio di cura: le galline sono creature connesse al mondo e alla terra rispetto a ciò che hanno immediatamente davanti. La protagonista capisce che non riescono a vivere fuori dal momento presente. Durante il lutto questo loro modo di concentrarsi su qualcosa di vivo e presente sembra un obiettivo perseguibile anche per lei. Una maniera per sopravvivere a questo mondo. La gallina mi ricordava me stessa, anche lei aspettava qualcosa che non sarebbe successo.

La medicina antica: l'āyurveda come sistema di conoscenza

Mentre la medicina moderna e i movimenti sociali cercano risposte nel presente, le radici del sapere medico affondano in sistemi millenari. La scienza indiana, nel suo periodo classico, ha elaborato l'āyurveda, il più antico sistema terapeutico di cui si abbia notizia, che vanta un'imponente letteratura in lingua sanscrita. Il nome di Veda attribuito alla medicina mostra come essa si riallacci idealmente ai quattro testi sacri che sono alla base della civiltà indiana.

Antico manoscritto sanscrito che illustra i principi dell'Ayurveda

La Carakasaṃhitā (Raccolta di Caraka), il più antico testo āyurvedico oggi esistente, narra che un tempo gli asceti migliori, riunitisi alle pendici dell'Himalaya, constatarono che le malattie erano diventate sempre più un ostacolo a qualsiasi pratica purificatoria e alla longevità; inviarono quindi uno di loro, Bharadvāja, dal dio Indra, affinché si facesse concedere un mezzo per curare le malattie.

L’āyurveda è definito come l'unione di corpo, organi, mente e sé. Tale definizione sottolinea l'impostazione psicosomatica della medicina indiana: il suo oggetto e campo di indagine non è soltanto il corpo, ma l'intero essere vivente. Inoltre, l’āyurveda è anche descritto come ciò che parla dell'āyus giovevole e nocivo, felice e infelice, di ciò che giova o nuoce all'āyus, della durata dell'āyus e dell'āyus stesso. Questa visione include nell'ambito medico non solo la cura dei sintomi, ma un'intera condotta di vita etica, dimostrando come, in epoche lontane, il legame tra salute fisica, morale e ambiente fosse già chiaramente teorizzato.

L'approccio metodologico ai testi antichi è regolato dalle tantrayukti, o 'regole di presentazione', che agiscono come una lampada che rischiara l'interno di una casa, permettendo di decodificare significati altrimenti oscuri. L'adhikaraṇa, in particolare, definisce l'argomento scelto prima di parlare, un concetto che in contesti moderni potremmo ricondurre al titolo o al focus di una ricerca, ma che nell'antichità assumeva una valenza strutturale fondamentale per evitare interpretazioni errate. Attraverso il rigore di queste regole, l'āyurveda non si presenta solo come un insieme di rimedi, ma come una cosmologia del benessere che invita, ancora oggi, a un'osservazione profonda e consapevole della fragilità umana.

tags: #aborto #di #pollo #libro