L'Aborto Enzootico Ovino: Eziologia, Patogenesi e Strategie di Controllo

L'aborto da Chlamydia negli ovini e nei caprini rappresenta una delle problematiche sanitarie di maggiore rilievo nell'economia zootecnica europea. La forma morbosa più nota e che determina perdite economiche significative è l’Aborto Enzootico Ovino (OEA - Ovine Enzootic Abortion o EAE - Enzootic Abortion in Ewes), che in Europa è la più comune forma di aborto nelle pecore e nelle capre. Si tratta di una patologia che si manifesta con carattere particolarmente grave negli allevamenti di tipo intensivo, in cui il raggruppamento degli animali in ambienti ristretti favorisce la diffusione dell’agente infettivo, e nelle greggi indenni, nelle quali l’infezione proviene dagli animali di nuova introduzione che, come spesso accade, non mostrano segni particolari di malattia fino al momento del parto.

rappresentazione del ciclo vitale della Chlamydia con corpi elementari e reticolari

Natura dell'agente patogeno e ciclo biologico

La patologia è causata da un batterio intracellulare obbligato gram-negativo, Chlamydia abortus, della famiglia delle Chlamydiaceae all’interno dell’ordine Chlamydiales. Le principali caratteristiche di questi microrganismi sono la scarsa specificità di ospite, che favorisce la possibilità di causare zoonosi, ed il loro particolare ciclo di replicazione bifasico-intracitoplasmatico, che porta al manifestarsi di patologie ad andamento cronico e subclinico spesso scarsamente rilevabili. Si osserva, infatti, un ciclo replicativo di circa 48-72 ore, in relazione alla specie, caratterizzato dall’alternanza di due entità: il corpo elementare che costituisce l’unità infettante ed il corpo reticolare non infettivo, la forma replicativa che sviluppandosi all’interno del citoplasma della cellula ospite facilita l’instaurarsi di forme croniche.

Raramente si osservano infezioni con esito letale e, più frequentemente, si instaura una bilanciata infezione ospite-microrganismo, forma più comune di infezione che può portare a complicazioni a lungo termine. Negli ultimi dieci anni è stata a lungo dibattuta la suddivisione della fam. Chlamydiaceae in due generi, Chlamydia e Chlamydophila, ma né il fenotipo, irriconoscibile in base alla preferenza dell’ospite o del tropismo tissutale, né i parametri di classificazione basati sull’analisi del 16 sRNA hanno permesso una suddivisione certa. Attualmente, il genere Chlamydophila non è univocamente accettato e non viene utilizzato dalla maggioranza dei gruppi di ricerca che si occupano di questo argomento: proprio per queste ragioni riteniamo condivisibile assumere la classificazione che vede le 11 specie Chlamydiaceae racchiuse in un solo genere, il genere Chlamydia.

Quadri clinici più eterogenei, ma non meno importanti, sono invece quelli causati da Chlamydia (o Chlamydiphila) pecorum, responsabile di svariate forme cliniche e subcliniche nei ruminanti e causa primaria di cheratocongiuntivite degli ovini e dei caprini, e di poliartrite negli ovini.

Dinamiche di trasmissione e patogenesi nell'ovino

L’aborto enzootico è una malattia infettiva riconoscibile dall’elevata frequenza di aborti in ovini e caprini. La via oro-nasale è la principale via d’ingresso del patogeno, seguita dalla diffusione ematica e, in gravidanza, dall’invasione della placenta nelle aree intercotiledoniari. L’infezione provoca un aborto generalmente tardivo, durante le ultime quattro settimane di gestazione, o la nascita di agnelli morti o prematuri e può, inoltre, determinare sia in agnelli sia in femmine non gravide infezioni latenti che diventano manifeste nella successiva stagione riproduttiva.

Sono tipici della malattia gli aborti nella seconda metà della gravidanza, soprattutto poco prima del parto. Se al momento del contagio l’animale non è gravido o si trova nella seconda metà della gravidanza, l’aborto sopraggiunge nella gestazione successiva. Anche la nascita frequente di agnelli gracili è un indicatore della malattia. Prima dell’aborto la madre mostra raramente sintomi quali coliche o perdite vaginali. L’agente patogeno, il batterio Chlamydia abortus, viene diffuso massicciamente al momento dell’aborto. In caso di contatto ravvicinato è possibile anche la trasmissione per via aerea attraverso l’inalazione di goccioline infette.

Clamidia: cos'è, diagnosi e cura?

Considerazioni sulla diagnosi e variabilità clinica

L’identificazione degli animali infetti è estremamente importante per il controllo della diffusione della patologia. Le presentazioni cliniche più frequenti per le quali viene richiesta l’esecuzione di esami di laboratorio per la ricerca di clamidie nei ruminanti sono l’aborto, accompagnato o meno da ritenzione placentare, la mummificazione dei feti, la natimortalità e le patologie dell’apparato riproduttivo che comportano la riduzione della fertilità. La ricerca delle clamidie viene quasi sempre eseguita con metodiche dirette, molecolari e isolamento in coltura cellulare, insieme a quella di altri agenti abortigeni batterici come Brucella melitensis, Salmonella spp., Listeria monocytogenes, Coxiella burnetii e parassitari come Toxoplasma gondii.

Il quadro clinico dell'aborto enzootico è clinicamente caratterizzato da aborto e nascita di neonati deboli. La diagnosi clinica è complicata dalla non specificità per C. abortus dei segni clinici e delle lesioni istopatologiche, osservabili anche in seguito a infezione con altri agenti abortigeni. Nella placenta i cotiledoni sono necrotici e presentano una colorazione anormale. Gli aborti sono frequenti soprattutto in animali primipari. La diagnosi definitiva richiede l'intervento del laboratorio. Dall'esperienza del CReNCla, la rilevanza delle clamidie tra gli agenti di aborto infettivo del bovino appare molto modesta, con positività che si attestano intorno al 2-3% dei campioni esaminati.

Estensione dell'infezione ad altre specie e implicazioni zoonosiche

Il batterio Chlamydia abortus è diffuso a livello mondiale. Numerose altre specie animali sono interessate dall’infezione e tra queste il coniglio, in cui la patologia si manifesta a livello dell’apparato riproduttore, con comparsa di problemi riproduttivi ed aborto precoce, ed il cavallo, dove si presenta con diverse localizzazioni e conseguenti manifestazioni cliniche, quali encefalite, polmonite, aborto e artrite, ed è correlata a casi d’infertilità. Nel bovino, le infezioni causate da Chlamydia abortus e pecorum possono dare origine a diversi quadri clinici, tra cui l’aborto sporadico prevalentemente causato da C. abortus, ma anche enteriti, polmoniti, polisierositi, encefalomieliti, infertilità e mastiti.

In particolare, in questa specie C. abortus sembra infettare l’epitelio tubarico causando infertilità legata al danneggiamento dell’epitelio ciliato che perdura nel tempo. Queste lesioni croniche dovute alla persistenza dell’infezione o conseguenti a ripetute infezioni sembrano essere sovrapponibili alle lesioni rinvenute nell’infezione cronica ad opera di C. trachomatis nella donna che porta ad infertilità tubarica.

Nel suino, le infezioni da Chlamydia suis sono endemiche in Europa e possono portare a congiuntivite, polmonite, enterite ed insufficienza riproduttiva. Recenti studi hanno rilevato il potenziale zoonosico legato a questo microrganismo, individuandone la positività sierologica in alcuni allevatori. Anche per C. abortus esistono evidenze di rischio zoonosico, come dimostrato dall'isolamento del patogeno da un operatore di laboratorio diagnosticato con polmonite atipica.

mappa di distribuzione dei casi di infezione da Chlamydia negli allevamenti intensivi

Strategie di controllo, biosicurezza e vaccinazione

L’aborto enzootico degli ovocaprini è un’epizoozia da sorvegliare e quindi soggetta a notifica. L’eliminazione dei microrganismi avviene attraverso i prodotti dell’aborto, ovvero feto, placenta, invogli fetali e liquidi vaginali. Salmonella abortusovis può essere eliminata anche attraverso le feci, il latte e il colostro fino a 30 giorni dall’evento abortivo. Il rispetto delle norme di biosicurezza è fondamentale per evitare la diffusione della malattia, così come l’igiene della lettiera e di tutti i materiali che vengono utilizzati durante l’assistenza al parto.

Una delle cause principali d’infezione è quella di acquistare capi con infezione latente. INMEVA® è un vaccino inattivato, protettivo nei confronti di infezioni da Chlamydia abortus e Salmonella abortusovis per la specie ovina. Infatti, un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers ha valutato l’efficacia di INMEVA® nei confronti di Chlamydia abortus nella specie ovina con risultati molto positivi. Tuttavia, a volte è necessario effettuare vaccinazioni di emergenza per fronteggiare le epidemie, esitando nella necessità di attuare il protocollo durante l’ultimo mese di gravidanza. La ricerca genomica continua ad essere un pilastro fondamentale per differenziare gli isolati di campo dai ceppi vaccinali, garantendo che le strategie di controllo non introducano accidentalmente nuovi rischi. È imperativo continuare la sorveglianza attiva per proteggere non solo il patrimonio zootecnico, ma anche la salute pubblica, data la natura delle zoonosi associate a questo genere batterico.

tags: #aborto #da #clamidia #negli #ovini