L'Ospedale Nuovo di Legnano, situato in via Papa Giovanni Paolo II, 20025 Legnano MI, si configura come una Struttura Complessa dedicata alla salute della donna, fornendo un'ampia gamma di servizi specialistici che abbracciano l'ostetricia, la ginecologia e il blocco parti. Questa struttura è progettata per garantire funzioni essenziali di accoglienza, diagnosi e cura, operando sia in regime di ricovero ordinario, sia ambulatoriale, sia di Day Hospital (DH), e affrontando situazioni sia programmate ed elettive che di urgenza. La sua presenza è fondamentale per la comunità, offrendo un punto di riferimento per le esigenze mediche femminili in un contesto altamente specializzato e multidisciplinare. I numeri di contatto per l'Ospedale di Legnano sono 0331/449985 e 0331/449271. L'ampiezza e la profondità dei servizi offerti all'interno di questa Struttura Complessa attestano il suo ruolo primario nel sistema sanitario regionale.
Il Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologico e l'Accesso alle Cure
Il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Legnano è operativo 24 ore su 24 per tutte le prestazioni ostetrico-ginecologiche, assicurando una copertura continua per le emergenze. Questo servizio è affiancato da un ambulatorio GAT, che facilita la presa in carico della paziente, specialmente per quelle a 38 settimane di gestazione, previo appuntamento telefonico. Tra i servizi essenziali offerti, vi è il trattamento medico dell’aborto spontaneo ritenuto, fornendo assistenza e supporto in momenti delicati. Inoltre, vengono eseguite procedure specialistiche come il rivolgimento per manovre esterne per feti in presentazione podalica, un intervento che mira a modificare la posizione del feto prima del parto. La profilassi RH è un altro servizio cruciale, anch'esso disponibile previo appuntamento telefonico, mirato a prevenire complicanze legate all'incompatibilità del fattore Rh tra madre e feto. Questi servizi congiunti dimostrano un approccio olistico e tempestivo alla gestione delle emergenze e delle condizioni ostetriche e ginecologiche che richiedono attenzione immediata o programmazione specifica, contribuendo a definire la Struttura Complessa come un polo di eccellenza per la cura della donna.
Ambulatori Specialistici: Un Supporto Multidimensionale alla Salute Femminile
L'Ospedale di Legnano mette a disposizione una vasta rete di ambulatori specialistici, pensati per coprire ogni aspetto della salute ginecologica e ostetrica. Gli ambulatori specialistici ginecologici comprendono un ambulatorio generale per visite di routine, un ambulatorio dedicato alle ecografie transvaginali per una diagnostica precisa, e un ambulatorio oncologico specifico per la gestione delle patologie tumorali. Si aggiungono a questi un ambulatorio post operatorio per il monitoraggio e la riabilitazione dopo interventi chirurgici, un ambulatorio di vulvo-colposcopia per l'indagine di patologie del tratto genitale inferiore, un ambulatorio vaccinale per il papilloma virus (HPV), e servizi per Pap-test e tamponi vaginali, fondamentali per la prevenzione e la diagnosi precoce.
Per quanto riguarda la sfera ostetrica, gli ambulatori specialistici ostetrici offrono assistenza per la gravidanza fisiologica, seguendo le future mamme in un percorso di benessere e controllo. Vi è anche un supporto specifico per la gravidanza patologica, dedicato a pazienti con condizioni preesistenti come diabete, distiroidismi, ipertensione, patologie neurologiche o autoimmuni, garantendo una gestione della gravidanza personalizzata e sicura. La diagnosi prenatale è un pilastro fondamentale, con prestazioni quali la translucenza nucale, il BITEST, la villocentesi e l'amniocentesi, tutte supportate da consulenza genetica. Le ecografie del 1°, 2° (morfologia fetale) e 3° trimestre, insieme alla flussimetria, consentono un monitoraggio dettagliato dello sviluppo fetale. Un ulteriore servizio di grande rilevanza è l'ambulatorio IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza), che si inserisce in questo contesto di cura completa, fornendo un punto di accesso dedicato per le pazienti che necessitano di questa procedura.
Il percorso prenatale è ulteriormente arricchito da un corso di preparazione al parto, che offre uno spazio dedicato al 2° piano del blocco B, con sei incontri a piccoli gruppi guidati da un'ostetrica di riferimento per l'intero percorso. Questo corso include anche il coinvolgimento del pediatra e della psicologa, fornendo un supporto a 360 gradi alle future famiglie. Per favorire un legame diretto e informato con la struttura, sono previsti incontri mensili "Nascere a Legnano 1" (il secondo mercoledì del mese alle ore 13.30 con accesso diretto in Sala Parto - blocco B 2° piano), con la presenza di ostetrica, medico ginecologo e anestesista, e "Nascere a Legnano 2" con il pediatra alle ore 14.00 (accesso diretto blocco B 2° piano), il cui calendario è visibile sul sito dell'ospedale. Questi incontri sono essenziali per rassicurare le future mamme e prepararle al meglio all'esperienza del parto, fornendo informazioni e risposte direttamente dagli specialisti.

La Chirurgia Ginecologica e Ostetrica: Approcci Innovativi e Sicurezza in Intervento
L'Ospedale Nuovo di Legnano si distingue per la sua avanzata chirurgia ginecologica, che gestisce interventi programmati e/o in urgenza di alta o bassa complessità. Questi interventi sono eseguiti sia in regime di ricovero ordinario sia attraverso tecniche tradizionali, sia con approcci mini-invasivi, tra cui la laparoscopia o la chirurgia vaginale. L’Unità Operativa dedica una particolare attenzione alle tecniche mini-invasive, come la laparoscopia e la chirurgia vaginale, riconosciute per i loro benefici in termini di recupero post-operatorio e riduzione del disagio per la paziente.
Le patologie maligne del corpo uterino, per esempio, vengono trattate prevalentemente con tecnica laparoscopica, adottando procedure innovative come la ricerca del linfonodo sentinella, che permette una stadiazione più precisa e meno invasiva della malattia. L'attività chirurgica è spesso multidisciplinare, integrando indagini genetiche in pazienti con patologia maligna ovarica, come la ricerca di mutazioni BRCA sul pezzo operatorio, per una gestione personalizzata e mirata del rischio. Vengono inoltre eseguite isteroscopie diagnostiche in regime ambulatoriale e isteroscopie operative per interventi come polipectomie resettoscopiche, miomectomie e rimozioni di setti uterini, spesso in regime di day surgery, riducendo i tempi di degenza. Le conizzazioni (LEEP) sono praticate sia in ambulatorio che in day-surgery. Per i casi che richiedono maggiore attenzione, è prevista la possibilità di risveglio post operatorio intensivo (TIPO), garantendo la massima sicurezza.
La chirurgia ostetrica comprende i tagli cesarei, sia programmati che eseguiti in urgenza. In caso di necessità di un taglio cesareo urgente, è prevista l'immediata attivazione in codice rosso della sala operatoria, situata all'interno del blocco parti, per assicurare una risposta tempestiva. L'ospedale vanta anche una collaborazione strategica con la radiologia interventistica per l'eventuale embolizzazione delle arterie uterine in situazioni di grave emorragia del post partum, una procedura salvavita in casi critici. Interventi laparoscopici per gravidanza extra-uterina sono eseguiti qualora non sia indicata la terapia medica con metotrexate.
Un aspetto cruciale e direttamente connesso alla tematica principale è l'esecuzione di isterosuzioni. Queste procedure vengono impiegate per l'aborto spontaneo, anche in regime di day surgery, ma soprattutto per l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG), anch'essa gestita in day surgery. Questo approccio sottolinea l'impegno della struttura nel fornire, quando indicato, l'aborto chirurgico con modalità che minimizzino l'impatto sulla paziente, sia in termini fisici che logistici. La capacità di offrire queste prestazioni in day surgery riflette un'organizzazione efficiente e orientata al benessere della donna, permettendo un ritorno più rapido al proprio ambiente domestico dopo la procedura.
Problemi ginecologici e chirurgia mini invasiva ne parliamo con il dottore Antonio Maiorana
La Degenze e la Sala Parto: Un Ambiente di Cura e Supporto
Il reparto di degenza dell'Ospedale di Legnano è strutturato per offrire un'assistenza completa e confortevole alle pazienti. L'assistenza al puerperio è garantita con il sistema di rooming-in H24, che permette alla madre e al neonato di rimanere insieme costantemente, favorendo l'attaccamento e l'allattamento. L'assistenza ostetrica è assicurata nei giorni di degenza post partum, fornendo supporto e consulenza alle neo-mamme. Durante la degenza, vengono organizzati mini-corsi di allattamento con personale specializzato, per aiutare le madri a intraprendere con successo questa pratica fondamentale. L'assistenza post operatoria è dedicata sia alle pazienti ostetriche che a quelle ginecologiche, assicurando un recupero ottimale. Viene inoltre fornito un supporto specifico per l'assistenza alla gravidanza complicata e un supporto mirato alla paziente nutrice, per affrontare al meglio ogni fase del percorso di maternità.
La Sala Parto dell'Ospedale di Legnano è concepita per garantire un'esperienza di parto sicura e personalizzata. Viene offerta un'assistenza "one to one" in travaglio, con un'ostetrica dedicata che segue la paziente in ogni fase, assicurando un'attenzione particolare al benessere della mamma e del neonato. Si promuove la libera scelta delle posizioni al travaglio, permettendo l'utilizzo di strumenti come il letto, la palla e altri supporti per trovare la posizione più confortevole. Il controllo del dolore è una priorità, con diverse opzioni disponibili, tra cui il protossido d'azoto autogestito e la partoanalgesia (epidurale), quest'ultima disponibile in orari prestabiliti e subordinata alla disponibilità del medico anestesista. È pratica consolidata il clampaggio tardivo del funicolo, per favorire il passaggio di sangue ricco di ossigeno e nutrienti al neonato. L'ospedale è all'avanguardia nell'offrire il parto vaginale alle pazienti con un taglio cesareo precedente (precesarizzate), promuovendo il cosiddetto VBAC (Vaginal Birth After Cesarean) quando le condizioni lo permettono.
L'assistenza del neonato alla nascita è di competenza del pediatra di guardia, sempre presente al parto, garantendo un controllo immediato e professionale. Una sala operatoria dedicata è sempre allestita per le emergenze, assicurando una risposta rapida e efficace in caso di necessità. Il contatto "skin to skin" (pelle a pelle) è incoraggiato nel periodo di osservazione del post partum, insieme all'allattamento precoce al seno, pratiche fondamentali per il bonding e l'avvio di un allattamento di successo. Infine, l'ospedale offre la possibilità di raccolta del sangue cordonale, un'opzione preziosa per le famiglie che desiderano conservare le cellule staminali del proprio bambino. Tutto questo è coordinato da un'equipe medica qualificata, guidata dal Direttore Dott. Stevenazzi Guido e dalla Coordinatrice Infermieristica-Ostetrica Ostetrica d'Elia Veruska, con la collaborazione di un team di medici specialisti tra cui la Drssa Ferdeghini Francesca, la Drssa Fogliani Marina Maria, la Drssa Gatti Sabrina, la Drssa Macalli Elisa Angela, la Drssa Masini Annaclaudia, la Drssa Mastroianni Cristina, il Dr Pantano Francesco, la Drssa Patregnani Cinzia, la Drssa Pedroni Marta Maria Bruna, la Drssa Sanfilippo Federica, la Drssa Sorice Paola e la Drssa Todarello Maria Giovanna. L'ultimo aggiornamento delle informazioni risale al 01/04/2025, attestando l'attualità dei dati.
L'Interruzione Volontaria di Gravidanza in Lombardia: Un Contesto di Disparità e Sfide
Nonostante quarantacinque anni siano trascorsi dall’approvazione della Legge 194, che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) in Italia, in Lombardia l'applicazione di questa normativa è ancora caratterizzata da una notevole disomogeneità e, in diversi contesti, da evidenti carenze. Questa situazione è stata oggetto di un monitoraggio periodico da parte del gruppo del Partito Democratico al Pirellone, con particolare enfasi sui dati raccolti dalla consigliera Paola Bocci.
Secondo il report presentato dalla consigliera, nel 2022 si sono registrate in regione 11.003 interruzioni volontarie di gravidanza. Questo numero, sebbene significativo, è in calo rispetto alle 11.249 del 2019, anno con cui è corretto un paragone in quanto precedente alla pandemia di COVID-19, la cui influenza sugli anni 2020 e 2021 sarebbe fuorviante per un'analisi obiettiva.
Un aspetto saliente del panorama lombardo è il forte aumento nell'utilizzo della pillola per l'aborto farmacologico (RU486). Questo incremento è stato notato soprattutto a partire dal 2019, anno in cui è stato stabilito che il trattamento può essere effettuato in regime di day hospital, eliminando l'obbligo del ricovero di tre giorni, rendendo la procedura meno invasiva e più accessibile. Tuttavia, nonostante questo progresso normativo, l'opzione farmacologica non è ancora garantita in tutti i presidi ospedalieri della regione. Il censimento del Pd ha rivelato che ben 12 ospedali lombardi nel 2022 non hanno mai utilizzato la pillola RU486. Tra queste strutture figurano Legnano, Magenta, Rho e Cernusco sul Naviglio nella provincia di Milano; Busto Arsizio, Cantù, Merate, San Gerardo di Monza, Treviglio, Seriate, Chiari e Asola. È importante sottolineare che, nonostante l'assenza dell'opzione farmacologica, queste strutture hanno comunque eseguito interventi chirurgici di interruzione volontaria di gravidanza, come avviene all'Ospedale di Legnano con le isterosuzioni in day surgery. La reticenza di alcune strutture a praticare l’aborto farmacologico, nonostante il ricorso all’interruzione farmacologica sia in aumento e rappresenti il 40,4% delle IVG totali in Lombardia, è una delle ragioni di questa disomogeneità. Alcune province risultano ancora sotto il 20% di utilizzo della RU486, e complessivamente la Lombardia è "ancora molto lontana da regioni virtuose come Emilia-Romagna e Piemonte, che, già nel 2021, superavano il 60%" di utilizzo, come commentato da Paola Bocci. Le province più attive nell'offerta della RU486 sono Lodi, con il presidio unico a Codogno, e Lecco, mentre in tutti gli ospedali di Milano città viene offerta la possibilità di effettuare entrambe le procedure, sia quella farmacologica che quella chirurgica. Nell'Area metropolitana, l’accesso è limitato ai presidi ospedalieri di Garbagnate, Sesto San Giovanni e Vizzolo Predabissi, mentre nel 2021 Vizzolo Predabissi era l’unico ospedale in provincia a garantire la RU486.
L'Obiezione di Coscienza: Un Ostacolo all'Accesso Equo all'IVG
Un altro tema di fondamentale importanza, e che influenza profondamente la capacità delle strutture sanitarie di garantire o meno il diritto all'aborto alle donne, è quello del personale obiettore di coscienza. Questo fenomeno non riguarda solo i ginecologi, ma anche altre figure professionali coinvolte nelle procedure, come gli anestesisti. La media regionale dell'obiezione di coscienza in Lombardia si attesta al 55,5 per cento, ma si registrano punte significative, arrivando al 76,5 per cento in provincia di Varese. Il dato più basso è stato rilevato nel Lodigiano, con il 33,3 per cento di obiettori. Questi numeri, come evidenziato da Paola Bocci, generano un "mosaico di diseguaglianze" nell'accesso al servizio.
Nel 2022, su 62 strutture pubbliche in Lombardia, 50 erogavano la prestazione di IVG. Alcune non la erogano perché le ginecologie non sono più attive, ma altre a causa di un'obiezione di coscienza al 100%. Cinque centri, in particolare, hanno avuto il 100 per cento di personale obiettore nel 2022: Asola (che ha però ovviato alla situazione ricorrendo a medici gettonisti, ovvero professionisti esterni a contratto), Gardone Val Trompia, Iseo, Oglio Po e Saronno. Questa situazione, in cui "più della metà delle strutture è ancora sopra il 60% di obiettori" e spesso "i non obiettori rimangono inferiori agli obiettori", sottolinea come il diritto sancito dalla Legge 194 non sia pienamente garantito.
Le conseguenze dirette di un'alta percentuale di personale obiettore sono le inevitabili liste d’attesa, che "ovviamente sono amplificate dall’obiezione di coscienza". In alcune zone, questa situazione non è tollerabile. La Regione Lombardia, come indicato dalla legge, dovrebbe implementare soluzioni per evitare che l'alta obiezione limiti il diritto di tutte le donne di accedere all’IVG, indipendentemente dal loro luogo di residenza. Dieci anni fa, il 68,4% dei ginecologi del servizio pubblico in Lombardia non collaborava alle IVG; oggi, sebbene la percentuale sia scesa a un 50 e 50, il problema delle disparità persiste, con un quarto degli ospedali che supera ancora il 70% di obiettori, e cinque ospedali (Tradate, Voghera, Chiari, Gavardo e Merate) che registrano l'80%, e altri cinque (Oglio Po, Gardone, Saronno, Iseo e Asola) che arrivano al 100%. Chi desidera abortire in Valtellina o nella Bergamasca, dove due terzi dei ginecologi non eseguono IVG, si trova in una situazione molto diversa rispetto a chi risiede nel Lodigiano, dove obietta meno del 30% e la pillola RU486 è utilizzata in tre aborti su quattro.
Il Ruolo dei Consultori e la Contraccezione Post-IVG
Il report del Pd mette in evidenza anche altre criticità legate all'applicazione della Legge 194, in particolare per quanto riguarda i consultori e la contraccezione post-IVG. Non tutti gli ospedali lombardi sono attrezzati per fornire alle donne contraccettivi permanenti, come la spirale, dopo un'interruzione volontaria di gravidanza. La consigliera Paola Bocci ha sottolineato l'importanza che la Regione non solo garantisca il diritto di scegliere l'IVG, ma anche il metodo, sia esso chirurgico o farmacologico, quest'ultimo considerato "meno invasivo sia fisicamente che psicologicamente per la salute delle donne". La richiesta include l'istituzione di un osservatorio sull’attuazione della 194 e un’indicazione formale alle strutture sanitarie affinché assicurino in tutti i presidi entrambe le prestazioni (l'opzione chirurgica e farmacologica), oltre all’estensione della RU486 ai consultori pubblici.
Per quanto riguarda i consultori, i problemi in Regione Lombardia sono ben noti e di lunga data. Secondo i dati rilevati dalla Cgil lombarda a luglio, dei 259 consultori attivi sul territorio regionale, 170 sono pubblici e 89 privati accreditati. Questo numero è già in diminuzione rispetto al 2021, con la chiusura di 10 consultori. Il rapporto attuale è di un consultorio ogni 38.319 abitanti, un dato significativamente inferiore rispetto alla normativa nazionale che ne prevede uno ogni 20.000. Monica Vangi, segretaria Cgil Lombardia, denuncia il "numero delle sedi è troppo basso rispetto a quanto determina la legge e rispetto anche alla media nazionale". Inoltre, nel corso degli anni, le sedi attive sono state "depotenziate di professionalità, come le ostetriche, e di operatività, tanto che le sedi non possono garantire l’apertura quotidiana". La "scarsa valorizzazione" dei consultori fa sì che eroghino appena il 50% delle certificazioni necessarie per le IVG, con un impatto significativo sui tempi di attesa, che "nel 30% dei casi superano i 15 giorni e possono fare la differenza nell’accesso alla RU486, possibile solo fino alla nona settimana".
Le informazioni sui contraccettivi permanenti dopo una procedura di IVG, come la spirale, risultano frammentate. Nonostante gli ospedali assicurino di consigliare a tutte le donne che hanno fatto IVG di ricorrere a questa contraccezione, le percentuali di adozione, per i pochi casi in cui sono stati conteggiati, si attestano tra il 10% e il 15%, senza specificare la gratuità della visita e del dispositivo. Per quanto riguarda la prescrizione di farmaci come Ellaone e Norlevo, le cosiddette "pillole del giorno dopo", il volume delle vendite per il 2022 ha raggiunto le 104.790 unità, con un aumento del 25% rispetto all'anno precedente (83.748), in parte grazie alla liberalizzazione delle ricette. La Città metropolitana di Milano rimane la provincia con le vendite più alte, pari al 42% del totale. Bocci ribadisce che "Regione Lombardia deve garantire il diritto di poter scegliere l’IVG, ma anche il metodo, chirurgico o farmacologico", e che la mancanza di offerta di IVG farmacologica in alcune strutture è un "fatto molto grave". Per questo, il Pd regionale ha chiesto all’amministrazione di Attilio Fontana "una indicazione formale e netta alle sue strutture sanitarie affinché entrambe le prestazioni siano assicurate in tutti i presidi, combinata con l’incentivazione all’utilizzo della RU486", la formazione del personale sanitario sulla RU486 e l’estensione della RU486 ai consultori pubblici, "previo potenziamento quantitativo e qualitativo dei presidi".
Un'altra diseguaglianza emersa dal monitoraggio riguarda le donne straniere: degli 11.280 aborti effettuati l’anno scorso in Lombardia (in linea con gli 11.147 del 2023, includendo 765 IVG terapeutiche oltre la dodicesima settimana per prognosi infauste o rischi per la donna), ben 4.309, pari al 38,2%, hanno riguardato donne straniere, che costituiscono appena il 17,6% della popolazione femminile tra i 15 e i 49 anni in Lombardia. "E questo ci fa pensare che siano anche molto sole", conclude Bocci, evidenziando la necessità di intercettarle, accompagnarle e informarle con progetti ad hoc su prevenzione e contraccezione.
Aspetti Etici e Medici nel Dibattito sull'Interruzione Volontaria di Gravidanza
Il tema dell'interruzione volontaria di gravidanza è spesso al centro di un acceso dibattito che coinvolge aspetti etici, sociali e medici. La contrapposizione tra il metodo chirurgico e quello farmacologico, in particolare l'utilizzo della pillola RU486, è una delle questioni più discusse. Campagne pro-vita, come quelle che hanno visto manifesti e camion a Gallarate, Busto e Legnano con lo slogan "Prenderesti mai del veleno?", cercano di influenzare l'opinione pubblica e le donne che si trovano a prendere decisioni in merito.
Tuttavia, è fondamentale distinguere tra le posizioni ideologiche e le informazioni mediche basate su evidenze scientifiche. Alcune organizzazioni non-profit esprimono posizioni critiche sull'aborto farmacologico, diffondendo affermazioni come quella che la pillola RU486 sia "dolorosissima", e che la paziente "sai quando inizi ma non sai quando finirà, possono passare tantissime ore, anche giornate intere, prima che inizi il travaglio che provoca l’espulsione del bambino". Tali gruppi sostengono che il 56% delle donne "riconosce poi il figlio innegabilmente formato sulla propria mano o nel wc", portando a un "dolore atroce" vissuto "da sole, in bagno, con la più grande bugia". Le motivazioni espresse da queste onlus vertono sul fatto che la RU486 sia in grado di causare - a detta loro - "emorragie, gravidanze extra uterine, infezioni, setticemie, distruzione del sistema immunitario, depressione e anche la morte".
È importante considerare queste affermazioni nel contesto delle linee guida mediche ufficiali e delle esperienze cliniche. Il Consiglio superiore di sanità, ad esempio, fornisce indicazioni chiare sui criteri di ammissione per l'aborto farmacologico. Si consiglia di non somministrare il farmaco a pazienti che soffrono di ansia, che hanno una soglia del dolore molto bassa o che vivono in condizioni igieniche precarie. In questi casi specifici, la raccomandazione è che resti consigliato l’aborto chirurgico con sedazione, da eseguire in ospedale, per garantire la massima sicurezza e gestione del dolore. Questa cautela evidenzia l'approccio medico basato sulla valutazione individuale delle condizioni e del benessere della paziente.
D'altra parte, come già menzionato dalla consigliera Paola Bocci, dal punto di vista medico e assistenziale, l'opzione farmacologica è spesso considerata "meno invasiva sia fisicamente che psicologicamente per la salute delle donne", soprattutto da quando è stata liberalizzata la possibilità di eseguirla in day hospital, eliminando l'obbligo del ricovero di tre giorni. Questa prospettiva evidenzia come la medicina moderna miri a offrire opzioni che riducano l'impatto complessivo sulla paziente, sempre nel rispetto delle condizioni cliniche e delle preferenze individuali. Il dibattito continua, ma è essenziale che le donne abbiano accesso a informazioni accurate e complete, supportate da evidenze scientifiche e linee guida professionali, per prendere decisioni informate e ricevere cure appropriate.

Organizzazione Generale e Altri Servizi Chirurgici dell'Ospedale di Legnano: Un Polo Multifunzionale
Oltre ai servizi ginecologici e ostetrici, l'Ospedale di Legnano si presenta come un polo multifunzionale con una vasta gamma di specialità chirurgiche, a testimonianza della sua natura di Struttura Complessa e del suo impegno nella cura a 360 gradi del paziente. La SC Area accoglienza ricomprende i servizi amministrativi essenziali per l’accesso del cittadino alle attività di accettazione e di prenotazione di prestazioni ambulatoriali, di iscrizione al Servizio Sanitario Regionale (SSR) tramite CUP, sportelli di front office, e le procedure per la Scelta e revoca del Medico di Medicina Generale e del Pediatra di Libera Scelta, oltre ai servizi di portineria e centralino. L’obiettivo principale di questa area è semplificare i percorsi dei pazienti e gestire complessivamente la domanda dell’utenza, includendo anche l’attività svolta in regime libero professionale. L’attività della SC è orientata a fornire la massima trasparenza dell’offerta del SSR al cittadino, ponendo particolare attenzione anche alla garanzia dei tempi di attesa e alla presa in carico del paziente cronico, assicurando la connessione e il coordinamento di tutti i servizi necessari.
L'attività chirurgica dell'Ospedale di Legnano si articola in diverse branche della chirurgia generale, con unità operative e servizi specialistici dedicati:
UOS di Chirurgia Generale Coloproctologica
Questa unità si occupa della diagnosi e del trattamento di patologie colo-retto-anali, che possono essere funzionali, infiammatorie e neoplastiche. Svolge attività sia ambulatoriale che chirurgica nei due presidi di Legnano e Cuggiono. Sono presenti ambulatori dedicati per prime visite, controlli, procedure diagnostiche avanzate come ecografie endoanali-endorettali e rettoscopie, e per trattamenti ambulatoriali quali legature emorroidarie elastiche, terapia dei condilomi, e medicazioni di fistole e ascessi. Nel presidio di Legnano, si trovano anche ambulatori specifici per il trattamento di stipsi e incontinenza, per la riabilitazione del pavimento pelvico e per la riabilitazione delle persone portatrici di stomia intestinale ed urinaria, con personale infermieristico dedicato (enterostomisti e riabilitatori del pavimento pelvico). L'attività chirurgica per le patologie proctologiche viene svolta prevalentemente presso l'Ospedale di Cuggiono, mentre quella delle patologie colo-rettali maggiori è concentrata presso l'Ospedale di Legnano. Oltre ai trattamenti chirurgici tradizionali, vengono impiegate nuove tecnologie sia per le patologie proctologiche (neuromodulazione sacrale, dearterializzazione emorroidaria doppler guidata, trattamenti endoscopici e mini-invasivi di fistole perianali e coccigee pilonidali) sia per la patologia colorettale maggiore, prevalentemente per via laparoscopica, sia nella cura dei tumori del colo-retto che per le patologie infiammatorie (malattia diverticolare, malattie infiammatorie croniche intestinali). Per le patologie tumorali, i singoli casi sono valutati in discussioni collegiali con un team dedicato che include oncologi, patologi, radiologi e gastroenterologi. Viene utilizzato il protocollo ERAS (Enhanced Recovery After Surgery) per una rapida ripresa dell'autonomia del paziente e un ottimale controllo del dolore, con conseguente riduzione della durata dei ricoveri. L'unità svolge attività formativa e di ricerca ed è centro di riferimento e tirocinio per società scientifiche, associazioni professionali e master universitari, accreditata come UCP di I livello della Società Italiana di Chirurgia Colo-Rettale (SICCR). Il Responsabile è il Dr. Antonio D'Elia, affiancato da un team di medici esperti come la Dr.ssa Maria Livia Boella, la Dr.ssa Federica Milani, il Dr. Luca Renoldi, il Dr. Abdallah Moukachar e il Dr. Franco Pacini, e infermieri dedicati come Emanuela Dal Soglio, Marco Della Sanità, Gabriella Toledo e Daniela Viero.
Patologia Epatobiliopancreatica
Questa sezione si dedica al trattamento di tumori maligni e benigni del pancreas, del fegato e delle vie biliari, nonché delle complicanze delle pancreatiti e delle patologie benigne della colecisti e delle vie biliari. La colecistectomia, ad esempio, viene eseguita prevalentemente per via laparoscopica sia presso l’Ospedale di Legnano che di Cuggiono. Tutti i casi di patologia tumorale sono valutati nell’ambito di discussioni collegiali con un team dedicato. È presente un'attività ambulatoriale specialistica dedicata. Referente è la Dr.ssa Maria Livia Boella, con la collaborazione della Dr.ssa Valeria Quintodei.
SS Senologia Chirurgica
La Senologia Chirurgica si occupa della gestione dei pazienti, sia donne che uomini, affetti da patologie della mammella, sia benigne che maligne. Nell’ambito della Breast Unit, sono coinvolte diverse figure professionali, tra cui infermieri dedicati, chirurghi senologi, chirurghi plastici, radiologi, anatomo patologi, oncologi e radioterapisti, psicologi e fisioterapisti, che seguono percorsi diagnostico-terapeutici condivisi con lo scopo di riconoscere, diagnosticare e trattare le diverse patologie mammarie in modo integrato. Referente è la Dr.ssa Paola Maria Gini, coadiuvata dai medici Dr. Maurizio Galli, Dr. Attilio Galimberti, Dr.ssa Valentina Conti, Dr. Giorgio Carnevali e dalle infermiere Patrizia Pagani, Katia Castiglioni e Rosalia Monteverde.
Patologia del Tratto Gastro-Enterico Superiore
Questa specialità si concentra sul trattamento di tumori maligni e benigni dello stomaco e dell’esofago, oltre alle patologie funzionali dell’esofago come ernia iatale, diverticoli e malattia da reflusso. Gli interventi vengono eseguiti sia per via laparoscopica che per via tradizionale "open". Viene inoltre fornito trattamento in urgenza per le lesioni da caustici. È disponibile un'attività ambulatoriale specialistica dedicata. Referente è il Dr. Abdallah Moukachar, con la collaborazione del Dr. Diego Mariani e della Dr.ssa Valeria Quintodei.
Patologia Endocrina
Si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie tiroidee benigne, quali struma tiroideo ad estensione mediastinica, morbo di Basedow, adenomi, e delle patologie delle paratiroidi e dei surreni. Il team diagnostica, tratta e si occupa del controllo nel tempo dei tumori tiroidei. L'approccio è multidisciplinare, lavorando in un ambulatorio con i Colleghi medici nucleari, endocrinologi e otorinolaringoiatri. Referente è la Dr.ssa Paola Maria Gini, con i medici Dr. Attilio Galimberti e Dr.ssa Susanna Lenna.
Patologia di Parete
Questa unità si dedica al trattamento (principalmente "open") sia delle ernie primitive della parete e dell'inguine che del laparocele. Gli interventi per pazienti con importanti patologie associate o con difetti di maggiori dimensioni vengono eseguiti presso l'Ospedale di Legnano, mentre in altri casi sono svolti presso l’Ospedale di Cuggiono, sia in day surgery che in regime ordinario. Referente è il Dr. Fabio Bomben, supportato da tutto il personale medico della UOC.
Chirurgia dei Melanomi
Questa sezione si occupa della diagnosi e del trattamento radicale dei tumori della pelle, collaborando con la chirurgia plastica in caso di necessità per interventi più complessi. Tutti i casi di patologia tumorale sono valutati nell’ambito di discussioni collegiali con un team dedicato, garantendo un approccio integrato e personalizzato. Referente è la Dr.ssa Federica Milani, con la Dr.ssa Simona Facchetti.
UOS Chirurgia d’Urgenza
Il personale di questa Unità Operativa si occupa della gestione delle urgenze provenienti dal Pronto Soccorso, operativo 24 ore su 24, sia chirurgiche che traumatiche. L'equipe include Istruttori ATLS (Advances Trauma Life Support) e DSTC (Definitive Surgical Trauma Course), assicurando competenze avanzate nella gestione delle emergenze. La gestione dei trattamenti è guidata dalle più recenti nozioni in questo campo, applicando i concetti della Damage Control Surgery. I membri dedicati si occupano anche di Acute Care Surgery per tutte le urgenze chirurgiche che nascono sia all’interno della UO che dalle altre unità operative dell’Ospedale. Responsabile è il Dr. Massimo Gasparri, con il Dr. Diego Mariani FebsEmSurg e tutto il personale medico della UOC.
SSD Chirurgia Generale ad Indirizzo Toracico
Questa struttura si dedica al trattamento del tumore del polmone in stadi precoci e localmente avanzati (qualora indicata la chirurgia), al trattamento del pneumotorace spontaneo e secondario, delle lesioni tracheali, delle lesioni del mediastino (come i timomi), e delle patologie del diaframma e della parete toracica. La maggior parte degli interventi viene eseguita con accesso mini-invasivo toracoscopico (VATS) sia per resezioni maggiori che minori, in sale operatorie dedicate, per minimizzare l'invasività. Vengono effettuate anche toracoscopie e mediastinoscopie diagnostiche. La gestione e l'esecuzione di broncoscopie ed ecoendoscopie bronchiali (EBUS) sono fondamentali per la diagnosi e la stadiazione del mediastino. L'unità offre anche il trattamento in urgenza di lesioni tracheali e bronchiali con posizionamento di stent. Tutti i casi di patologia tumorale sono valutati nell’ambito di discussioni collegiali all’interno della Lung Unit, in stretta collaborazione con oncologia, pneumologia, radiologia, medicina nucleare e anatomia patologica, e con la UO Radioterapia dell'Ospedale di Castellanza. È presente un ambulatorio specialistico dedicato.
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