Lo spannolinamento e tutte le fasi per togliere il tanto amato pannolino è un tema che sta molto a cuore a molti genitori, non solo perché tante mamme e tanti papà si interrogano sulla formula magica per affrontarlo. La preoccupazione maggiore nasce spesso dal fatto che i genitori si debbano sentire così “inadeguati” nell’affrontare questo evento del tutto naturale nella vita del bambino. In troppe situazioni, si finisce per complicare la vita e rendere difficile qualcosa che di fatto sarebbe una delle cose più semplici da vivere. Proprio così, hai letto bene: togliere il pannolino potrebbe essere una vera e propria passeggiata!
Tuttavia, sappiamo benissimo che in tantissime situazioni è tutto il contrario. Togliere il pannolino a nostro figlio per passare definitivamente al water e alla mutandina diventa una vera e propria odissea: capricci, paure, punizioni, ricatti, sgridate, frustrazioni, episodi di stitichezza, rifiuti e chi più ne ha più ne metta. Questa percezione di difficoltà non è casuale. A questo guaio hanno contribuito negli anni, e forse nei secoli, alcuni incidenti di percorso che tutt’ora tengono banco, rendendo lo spannolinamento una faticosa e estenuante maratona invece di una naturale evoluzione.

Le Radici della Complessità: Quando la Naturalità si Perde
Uno dei problemi principali risiede nel fatto che da secoli la crescita di un bambino è passata dall’essere osservata e accompagnata all’essere studiata, cosa che ha generato una eccessiva teorizzazione dell’infanzia. Questo ha avuto come conseguenza diretta il fatto che ai genitori sia stato tolto il diritto di essere e di fare i genitori, facendo credere loro di non avere innato tutto ciò che serve, di non poter fare a meno di qualcuno più esperto di loro, che a volte ti fa sentire un incapace.
Un altro fattore significativo è l’impossibilità di vivere a nostra volta un’infanzia adeguata, che ci fa essere oggi adulti non completamente autonomi. A causa di ciò, siamo una generazione di adulti spesso fragili, abbiamo difficoltà ad assumerci le nostre responsabilità, fatichiamo a essere disciplinati e organizzati. E facciamo fatica, sempre per questo motivo, ad avere la giusta dose di pazienza e di calma, ingredienti fondamentali per lo spannolinamento. È urgente, e non solo per lo spannolinamento, liberarci da questa schiavitù per ritrovare un equilibrio. È cruciale restituire a questi passaggi di vita, come lo spannolinamento, la naturalità e la spontaneità che meritano. Dobbiamo ricordare che non sono momenti particolari, speciali o delicati ma sono semplici passaggi. Un bambino, così come non fatica a imparare a bere dal bicchiere, altrettanto non fatica a fare la pipì e la cacca nel water. È chiaro che negli anni ci abbiamo messo del nostro per rendere questi momenti tra i più complicati in assoluto. Dovremo quindi fare qualche passo indietro e tornare a rivolgerci alla semplicità.
Cinque Concetti Base per un Approccio Sereno
Per comprendere meglio questa fase della vita e iniziare a togliere le insicurezze e i dubbi iniziali, è utile partire da questi punti fermi:
- Controllo Fisiologico Naturale: I bambini arrivano naturalmente e gradatamente a controllare da soli gli sfinteri e a riconoscere il senso di avere voglia di fare la pipì o la cacca e di tenerla per il tempo necessario di arrivare al bagno per poi rilasciare gli sfinteri.
- Processo Inerente: Questo è un fatto naturale, fisiologico e accade. Accade, nonostante noi, indipendentemente dalle nostre ansie o dalle nostre forzature.
- Competenza Genitoriale nell'Osservazione: I genitori sono perfettamente in grado di osservare il loro figlio e riconoscere nel tempo tutti quei grandi e piccoli segnali che confermano il suo raggiungere l’autonomia. Non serve un manuale complicato, ma solo la capacità di ascoltare e vedere il proprio bambino.
- Il Potere dell'Imitazione: I genitori sono perfettamente in grado di lasciarsi imitare e i bambini sono perfettamente in grado, e desiderosi, di imitare e assorbire tutte le abitudini di mamma e papà, comprese quelle che riguardano il fare la pipì o la cacca. L'esempio è la guida più efficace.
- Assenza di Paura e Lotte: Lo spannolinamento e il passaggio verso questo tipo di autonomia non contengono elementi che dovrebbero spaventarci o preoccuparci. Né dovrebbero obbligarci ad armarci per affrontare un lungo periodo di frustrazione e di lotte contro un bambino che, a detta di molti adulti, "non vuole farla fuori dal pannolino", "non lo vuole proprio lasciare", "ha paura", "piange se non glielo rimetto", ecc.
Secondo il punto cinque, pare che nei bambini ci sia qualcosa che non va, che non vogliano collaborare e crescere senza darci troppi grattacapi. In verità, non è così. Tutti i bambini del mondo hanno voglia di crescere, di lasciar andare quello che non serve più per abbracciare nuove abitudini in sintonia con il loro corpo che cresce. I bambini sono anche collaborativi e non hanno di certo intenzione né di fermare un processo naturale né di provocare a te genitore dello stress o del dolore. Se nella pratica osserviamo che non è così, non dobbiamo accusare un bambino “sbagliato” o poco collaborativo. Dobbiamo invece osservare tutto il contorno e capire che cosa c’è, o c’è stato, che non funziona o non ha funzionato.
Toilet training: spannolinamento per bambini con autismo e disabilità cognitiva
Il Momento "Ideale" e la Necessità dell'Anticipo
C’è un momento ideale per togliere il pannolino ed evitare uno spannolinamento difficile? Forse c’è. Di solito si indica come periodo ideale quello che va dai 18 ai 30 mesi. Questo periodo deve anche tener conto dei tempi del bambino, del fatto che spesso in questo caso le femmine sono più precoci dei maschi, della differenza iniziale tra il giorno e la notte, ecc. Tutto questo è vero, ma quello che è fondamentale è dare alcuni strumenti che fanno leva sull’istinto genitoriale e sulla capacità di osservare il proprio figlio. Questi strumenti valgono più di ogni informazione esterna che si può ricevere da altri, anche se si crede che ne sappiano più di noi. Sarà possibile utilizzarli per vivere la fase dello spannolinamento nel migliore dei modi e far sì che anche per il bambino sia altrettanto.
Se c’è un tempo giusto per il bambino di accorgersi e di diventare sempre più consapevole del funzionamento del proprio corpo, se c’è un tempo giusto in cui naturalmente sente lo stimolo della pipì e della cacca, lo dice e la fa in bagno, è anche vero che aspettare che tutto avvenga senza il nostro sostegno o aspettare che squilli la sirena del fatidico mese di settembre e dell’ingresso alla scuola materna, può essere rischioso. Azzardato non tanto per lui quanto per noi che rischiamo di accorgerci all’ultimo che forse è arrivato il momento di iniziare a togliere il pannolino, generando puro panico e domande come: “Cosa faccio?!”, “Come faccio!?”, “Da dove comincio!?”, “Sarà giusto così!?” o “Ti prego collabora altrimenti non ne usciamo!?” e ancora “Come te lo insegno!?” e “Perché non impari!?” o “Mi fai arrabbiare!?” e infine “E se c’è qualcosa che non va?!”.
Se aspettiamo l’ultimo momento rischiamo di entrare in affanno, di farci cogliere impreparati. O, peggio ancora, rischiamo di cedere alla falsa convinzione che i bambini debbano imparare e che noi genitori dobbiamo insegnare loro a stare senza pannolino, a farla nel water, ad avvisare quando scappa, ecc. Nulla di più lontano dalla verità. Se si desidera che questa fase della vita scorra liscia come una saponetta, è necessario adottare una serie di grandi e piccoli accorgimenti che permettano di iniziare in tempo utile ad entrare nell’ottica di quanto questa fase richiede. Sono accorgimenti che permetteranno di restituire naturalità e spontaneità a questi momenti senza crederli per forza speciali o difficili. Consentiranno di evitare la fretta e l’affanno, di dosare la giusta quantità di gioco e soprattutto di dare potere al valore dell’imitazione e di accentuare il carattere di normalità che questo momento ha il diritto di avere.
Lo spannolinamento (o toilet training) è un processo educativo attraverso il quale il bambino impara a controllare i muscoli responsabili della minzione e della defecazione e ad abbandonare il pannolino. Avviene generalmente fra i 18 e i 24 mesi e comunque non più tardi dei 36 mesi, ma quest’età è molto indicativa e non uguale per tutti i bimbi. Bisogna iniziare per tempo e con grande anticipo, anche prima dei 18 mesi, non poco tempo prima che inizi la scuola materna.
L'Arte dell'Osservazione Attenta e Senza Giudizio
La fase numero uno per lo spannolinamento è osservare tuo figlio. Troppo spesso guardiamo i nostri figli con l’aria e l’intenzione di chi li vuole controllare: "forse sta per cadere!", "chissà se sta per combinarne una…", "senza dubbio si sta facendo male…", "così potrebbe rompere qualcosa!", "…vediamo se mi sta dicendo una bugia", "guardiamo se hai i pidocchi", "guardiamo se sta tornando l’allergia". Raramente ci dedichiamo a osservare i nostri figli per il puro e semplice gusto di conoscerli. Troppo poco ci voltiamo a osservarli con curiosità per scoprire con gioia cosa possono pensare in quel momento, cosa stanno provando, cosa stanno cercando di costruire, realizzare o scoprire. Presi dalle abitudini ci dimentichiamo di cogliere quell’attimo in cui incastrano un dado in un foro, in cui scoprono le distanze e le profondità, in cui gioiscono nell’abbracciare con amore il loro bambolotto. Ci dimentichiamo che tutto questo esiste e soprattutto non sappiamo che questo tipo di osservazione è la risposta a tutti i nostri problemi, anche quelli relativi al togliere il pannolino.
Questa è la via che ti permette di conoscere davvero tuo figlio da un lato, e dall’altro di non avere come filtri le solite aspettative, i soliti giudizi, la fretta, la superficialità. Per poter cogliere tutti i migliori frutti della tua osservazione dovrai fare attenzione a:
- Ridurre le tue aspettative: tuo figlio, o tua figlia, non ha obblighi, sta imparando e lo fa imitando te, esplorando, sperimentando, sbagliando e riprovando. Non ci sono performance da portare a termine, non ci sono vinti né vincitori, non ci sono obblighi nell’imparare o tempi da rispettare. Osserva senza aspettarti nessun risultato.
- Ridurre il più possibile (o eliminare) i giudizi: tuo figlio non è mai più o meno bravo di un altro, non è migliore o peggiore dell’ideale di bambino perfetto che tu hai in testa. Tuo figlio è semplicemente se stesso e vuole soltanto scoprire il mondo e scoprire se stesso, i suoi talenti e le sue capacità. Se lo giudichi si inibisce, si svaluta, si frena. Se lo osservi senza giudizio, sei certa che tutto quello che fa è spontaneo, privo di filtri o condizionamenti.
- Trovare equilibrio tra l’essere e il fare: non è vero che se stai cucinando o stendendo non puoi osservare con qualità tuo figlio. Se sposti l’attenzione da tutte quelle azioni abitudinarie che fai tutti i giorni, puoi tranquillamente avere nel frattempo un sacco di sguardi di qualità rivolti a tuo figlio. Quindi abituati a rivolgere le tue attenzioni a lui anche mentre fai altro. Vedrai che se ci provi davvero, è molto semplice.
Tali segnali possono essere i movimenti del corpo: mugolii, viso che diventa più rosso, l’impressione di sforzarsi. Tutto ciò sarà molto utile per aiutare i genitori a gestire il momento. Così, i genitori imparano a leggere il linguaggio del corpo del bambino e il bambino a riconoscere i bisogni del proprio corpo.

I Segnali Precocissimi e la Consapevolezza del Corpo
Già fin dai primi mesi di vita di tuo figlio, anche a partire dalle prime settimane, potrai notare che il suo richiamo attraverso movimenti del corpo, mugolii, espressioni del viso (e pianto se per caso non te ne accorgi per tempo) è differente a seconda che abbia fame, che si senta a disagio nel pannolino sporco o bagnato, che abbia caldo, che voglia essere spostato perché qualcosa lo infastidisce, che si stia annoiando, che si senta solo e smarrito, che qualcosa lo abbia infastidito.
Con il tempo, inizia a rendersi conto che quando fa la pipì o la cacca qualcosa sta avvenendo nel suo corpo. Un neonato non sa ancora controllare i suoi sfinteri, ma non si può credere alla storiella che non si accorga degli stimoli e di ciò che sta accadendo al suo corpo. Infatti, puoi osservare che il suo viso diventa più rosso, che dà l’impressione di sforzarsi, fa una smorfia, sembra più rilassato, ecc. Tutto questo ti sarà davvero molto utile nei mesi successivi, quando davvero il pannolino potrà essere dimenticato, perché ti aiuterà a non arrivare impreparata. Avrai avuto settimane e mesi di tempo per creare un dialogo di sguardi utili a conoscervi meglio e anche a rassicurarti. Se sai come lui ti comunica (anche non a parole) come vive il momento dell’evacuazione, vivrai lo spannolinamento e il passaggio alla mutandina molto più rilassata. Infatti, avrai osservato che per tuo figlio non si tratta affatto di un fattore estraneo, che forse davvero lui non ha nulla da imparare e tu non hai nulla da insegnare. Semplicemente il vostro dialogo potrà proseguire e basterà aggiungere la consapevolezza che adesso volete passare alla fase successiva, quella che non prevede il pannolino perché non ce n’è più bisogno.
In questa fase, in particolare, potrai osservare nel tempo la sua curiosità nel vedere cosa fai mentre sei in bagno. Noterai la sua volontà di seguirti in bagno e di fare quello che fai tu, la voglia di prendere in mano anche i suoi vestiti, giocarci e vedere come fai quando ti vesti e ti svesti. Questi sono grandi e piccoli elementi da osservare perché ti rendono molto più consapevole:
- Dell’intelligenza innata di tuo figlio
- Della sua capacità eccezionale di imitarti
- Del suo desiderio profondo di fare come fai tu
Questi segnali ti danno la certezza di aver sempre comunicato, anche se non a parole, con tuo figlio e che nulla potrà interrompere questo dialogo profondo che sarà alla base dei prossimi passi per togliere definitivamente il pannolino.
Prevenire Difficoltà: I Sette Passi Fondamentali
La fase dell'osservazione è un passaggio fondamentale, un ingrediente essenziale se si vuole togliere il pannolino senza tante difficoltà. Non basta iniziare a osservare tuo figlio o tua figlia con questi occhi all’inizio dell’estate che precede la materna o quando la nonna ti guarda con le solite occhiate per dirti: “Ma non sarebbe ora di toglierlo questo pannolino?!”. Bisogna iniziare per tempo e con grande anticipo se non si vuole impazzire dopo. Se si crede che il momento giusto per avviare lo spannolinamento sia l’estate o il mese di giugno (a settembre inizia la scuola materna), o se si crede che il momento giusto sia quando te lo dice lui o quando non hai più voglia di cambiare pannolini, si sta sbagliando.
Ecco i passi da compiere, oltre all’osservazione coltivata fin dalla nascita di cui abbiamo già parlato, per non essere colti all’improvviso e impreparati dalla fase dell’addio al pannolino:
- Apertura del Bagno: Non chiuderti in bagno e lascia che tuo figlio venga con te e ti veda. Anche se a volte si spera di poter rimanere da soli, chi ben comincia è a metà dell’opera. Lasciare che tuo figlio partecipi anche a questi momenti fa sì che non tema nel tempo l’assenza del pannolino e aumenterà il suo desiderio di fare come te, quindi di sperimentare il water, l’alzarsi e abbassarsi i vestitini, la voglia di non indossare il pannolino e di sentirsi sicuro anche senza.
- Momenti Senza Pannolino: Trova il modo di lasciarlo spesso senza pannolino, anche d’inverno. Approfitta dei momenti in cui siete a casa insieme. Sentirsi bagnato dopo aver fatto la pipì è per un bambino parte dell'apprendimento per essere svezzato dal pannolino. Se il bambino non si sente mai bagnato, ci mette più tempo a capire cosa sta succedendo. I pannolini usa e getta rendono più difficile il processo, perché il fondamentale feedback di bagnato non è presente. I pannolini di stoffa invece sono ideali per imparare a rimanere asciutti, perché il Suo bambino avverte subito come ci si sente a bagnarsi.
- Normalizzare il Processo: Spiega al bambino che fare la pipì e la cacca è una cosa normale e che tutti, grandi e piccoli, le fanno. Non usare parole negative o termini che possano spaventarlo.
- Vasino o Riduttore: Scegliere il vasino non è banale; scegliere un vasino comodo e allegro può diventare un alleato. A volte si pretende che il bambino impari a usare un water di altezza e dimensioni per un adulto. Potete lasciarlo in giro, vicino al wc, oppure dirgli che adesso può fare i bisogni come mamma e papà. Se stare seduto sul vasino, con o senza vestiti, turba il bambino, non costringerlo.
- Incoraggiamento e Rinforzi Positivi: L'incoraggiamento e i rinforzi positivi sono il mezzo più utile da usare per insegnare nuove capacità, anche ricorrendo a piccole ricompense. Non si devono usare punizioni o forzature.
- Pazienza e Gradualità: Non ci si deve preoccupare se si trovano delle difficoltà a togliere il pannolino o se ci sono alti e bassi. Importante è fare le cose gradualmente, mentre a volte si ha fretta, per la soddisfazione di vedere crescere il proprio bimbo, o per fattori esterni, pratici o sociali. Il processo di apprendimento a usare la propria vescica è molto lungo, va circa da un anno e mezzo a tre, e spesso si completa solo a 4-5 anni.
- Comunicazione Aperta: Affrontate l'argomento a parole. I bambini di 3 anni sono in grado di seguire i discorsi, chiedete cosa li spaventano, di cosa hanno paura, e come potete risolvere il problema.
Lo Spannolinamento Notturno: Tempi e Consigli Specifici
Per lo più i bambini sono già asciutti durante il giorno molto prima di poter rinunciare al pannolino notturno. Fino al terzo anno di vita il corpo del bambino produce di notte la stessa quantità di urina che durante il giorno. Il tempo del sonno è un intervallo lungo da trattenere. Inoltre, molti bambini hanno sete anche durante la notte.In genere, intorno al terzo anno di vita i bambini mostrano i primi segnali di voler fare a meno del pannolino notturno. Poiché ogni bambino ha i propri tempi, non si può generalizzare. È normale che il Suo bambino debba ancora diventare asciutto di notte, anche se di giorno ha già rinunciato al pannolino da tempo. Non si lasci quindi confondere dai confronti tra bambini, ma dia a Suo figlio il tempo di cui ha bisogno. Mentre alcuni bambini sono asciutti di giorno e di notte già a tre anni, altri fanno ancora la pipì a letto a 6 anni o più. Ciò che a prima vista può sembrare allarmante, di norma non è un problema.

Se al mattino il pannolino è regolarmente asciutto, questo può essere un segnale che potete iniziare a toglierlo. Nel migliore dei casi, l’impulso parte dal bambino stesso ed esprime il desiderio di rinunciare al pannolino di notte. In questo modo non si scavalca il bambino, gli si offre la possibilità di autodeterminazione e, di norma, si coglie esattamente il momento giusto.
La condizione fondamentale per diventare asciutti di notte è che il Suo bambino percepisca quando deve andare in bagno e come ci si sente a bagnarsi. Solo così potrà imparare, col tempo, a trattenere e a dare segnali. I pannolini usa e getta rendono più difficile il processo, perché il fondamentale feedback di bagnato non è presente. I pannolini di stoffa invece sono ideali per imparare a rimanere asciutti, perché il Suo bambino avverte subito come ci si sente a bagnarsi. Molti produttori hanno sviluppato pannolini di stoffa facili da usare quanto quelli usa e getta, composti da un assorbente interno ad alta capacità e da una mutandina copripannolino traspirante e impermeabile.
Ecco alcuni consigli per sostenere al meglio il bambino in questo percorso notturno:
- Bagno prima di Dormire: Ricordi a suo figlio, prima di andare a letto, di andare ancora una volta in bagno. Nel migliore dei casi, questo diventa una parte fissa del rituale serale. In questo modo si assicura che vada a letto con la vescica il più possibile vuota, favorendo anche un sonno tranquillo.
- Gestione dei Liquidi Durante il Giorno: I bambini tendono la sera a recuperare i liquidi che al corpo sono mancati. Questo può naturalmente rendere molto più difficile diventare asciutti durante la notte. Faccia quindi in modo di offrire a suo figlio nel corso della giornata bevande a intervalli regolari, affinché la sera assuma meno liquidi. Tuttavia, non dovrebbe mai costringere suo figlio a bere né limitarne la quantità.
- Evitare Cibi Salati la Sera: Soprattutto la sera si dovrebbero evitare cibi fortemente salati. Questi provocano sete la sera e durante la notte, il che rende più difficile a suo figlio trattenere la pipì.
- Non Svegliare il Bambino per il Bagno: Molti genitori sentono l'impulso di svegliare il proprio bambino durante la notte e portarlo in bagno. Questo può effettivamente far sì che il letto rimanga asciutto, ma ostacola il processo naturale del diventare asciutti.
- Rendere Accessibile il Bagno Notturno: Ad alcuni bambini risulta difficile alzarsi di notte e andare in bagno, sebbene avvertano in tempo lo stimolo a urinare. Il letto è troppo comodo, il percorso troppo lungo e buio. Per rendere la cosa più semplice al Suo bambino, si può per esempio mettere un vasino direttamente accanto al letto. Anche luci notturne con sensore di movimento possono essere utili. Naturalmente si può anche portare il bambino in bagno durante la notte, se ci sono segnali evidenti che deve andare.
- Vestiti e Pannolini Comodi: I pannolini troppo piccoli o un pigiama stretto possono esercitare pressione sulla vescica. In questo modo il suo bambino non ha la possibilità di imparare quando la necessità è davvero urgente, poiché la pressione fa sì che urini subito non appena c’è qualcosa nella vescica. È importante che pannolini e pigiami si adattino perfettamente alla corporatura del bambino.
- Sostenere l'Autodeterminazione: A volte, eliminare il voluminoso pacco del pannolino è già sufficiente perché il bambino impari meglio il controllo della vescica. Tuttavia, il tutto dovrebbe partire dal bambino oppure avvenire in accordo con lui/lei. Non negare mai al bambino il pannolino solo perché si ritiene che sia arrivato il momento.
- Mantenere la Calma e Incoraggiare il Processo: Il consiglio migliore per togliere il pannolino di notte è restare rilassati. È importante non esercitare pressione e dare a vostro bambino il tempo di cui ha bisogno. Non sgridatelo se bagna il letto di notte e non chiedetegli di fare meglio la notte successiva. Se il letto è rimasto asciutto o se vostro bambino è andato in bagno da solo, è meglio evitare di lodarlo in modo eccessivo. Si può invece descrivere al bambino che cosa è riuscito a fare, riconoscendo il modo in cui ci è riuscito (quindi concentrandosi meno sul risultato e più sul processo). In questo modo il bambino mantiene il piacere per il processo e non si sente giudicato, anche se a fasi alterne non dovesse riuscirci così bene. Spesso il raggiungimento della continenza notturna è un processo più lungo e non si risolve in pochi giorni. Coprite il letto di vostro figlio con un lenzuolo impermeabile oppure utilizzate una protezione impermeabile. Fare il letto a strati doppi può essere un valido aiuto: protezione impermeabile, lenzuolo, protezione impermeabile, lenzuolo.
Il Bambino di Quattro Anni che Non Vuole Togliere il Pannolino: Analisi e Approcci
Quando un bambino di 4 anni o anche 4 anni e mezzo non vuole togliere il pannolino, la situazione può generare particolare ansia nei genitori. Sebbene la maggior parte dei bambini sviluppi il controllo sfinterico diurno tra i 18 e i 36 mesi, e si finisca lo svezzamento intorno ai 27 mesi, con le femmine generalmente più precoci dei maschietti, è vero che il processo completo può estendersi fino ai 4-5 anni. La frase "non riesco a togliere il pannolino a 3 anni" è più diffusa di quanto si pensi e spesso è figlia proprio di questa pressione sociale. Nella nostra società, un bambino di 3 anni col pannolino non è "accettabile": com'è possibile che così grande non faccia la pipì nel vasino? In realtà, ogni bambino è a sé e oltre a caratteristiche fisiologiche intervengono anche questioni caratteriali, personali e di situazione.
I motivi per cui un bambino di 3 o 4 anni non vuole togliere il pannolino possono essere molti. Il più delle volte, c'è un blocco da parte loro che può dipendere da molti fattori: cambiamenti di situazioni (come la nascita di un fratellino o cuginetto, un trasloco, l'inizio della scuola), piccoli traumi, malessere, paura. In altri casi, e sono frequenti, la causa è da ricercare in certi comportamenti dei genitori, che hanno messo troppa ansia addosso al bambino o magari l'hanno sgridato perché, quando hanno provato a spannolinarlo, ci sono stati troppi incidenti.
Aspetti Fisiologici e Psicologici
Prima di qualsiasi approccio educativo o psicologico, è indispensabile indagare ogni possibile causa organica. Un pediatra potrà ricercare un’infezione alle vie urinarie o un ridotto volume vescicale. Il fatto che un bambino si allontani in alcuni momenti, non è di per sé indicativo della corretta percezione dello stimolo: potrebbe percepire la perdita di urine o feci, ma non lo stimolo che precede la loro emissione. Le cause possono essere locali oppure un problema di trasmissione neurologica dello stimolo, qualcosa che non si risolve da solo. Se la risposta alla domanda "percepisce lo stimolo a urinare o evacuare?" è no o anche solo incerta, parlatene con il pediatra, che saprà indicarvi quali altri specialisti consultare e quali esami fare, eventualmente anche uno specialista di urologia pediatrica.
Se lo sviluppo è assolutamente nella norma, e il bambino è molto sveglio ed apprende facilmente le cose, ma afferma di “non essere grande” per togliere il pannolino, le informazioni che gli arrivano dalle sue figure di riferimento (genitori, nonni, fratelli) potrebbero non essere uniformi, rendendolo insicuro rispetto al controllo sfinterico. È fondamentale che arrivi la vostra fiducia: "siamo sicuri che riuscirai". Il pannolino ha un forte significato simbolico per i bimbi; rappresenta la primissima infanzia, l'immaturità fisiologica che rende liberi di "buttar fuori" l'urina e le feci senza controllo, senza regole, senza orari.
La padronanza dello sfintere anale si ottiene prima del controllo sullo sfintere vescicale. Lo spannolinamento è comunemente difficile per fattori di tipo psicologico. Si crea sovente nei bambini la paura di perdere l’attenzione dei genitori, e quindi di crescere, di rendersi autonomo, oppure di perdere una parte di sé, come la cacca o la pipì, con lo sciacquone. La ritenzione cronica stira le pareti del retto e nel tempo induce la perdita nervosa della sensibilità, tanto che i bambini non hanno più la capacità di defecare normalmente. In questi casi è importante consultare il Pediatra, che consiglierà l’idratazione e la dieta ricca di fibre. A volte si possono avere episodi di pipì frequenti.
Il Pannolino come "Oggetto Transizionale"
Il pannolino può diventare un oggetto transizionale al pari del ciuccio, un simbolo di attaccamento alla primissima infanzia e al suo comfort. È importante che il genitore per primo dia senso e significato a quello che accade, cercando di comprendere il bambino soprattutto negli aspetti emotivi. Se nella famiglia, anche allargata, sono nati un fratellino o una sorellina, o un cuginetto, questi eventi possono influenzare il desiderio del bambino di mantenere il pannolino, come per aggrapparsi a uno status di "più piccolo" che riceve più attenzioni.
Il Ruolo del Genitore: Essere Grande, Forte, Saggio e Amorevole
Per dare sicurezza ai figli, come adulti, quando necessario, bisogna essere in grado d'imporsi ed aiutare il bambino a regolare i sentimenti che emergono durante la frustrazione che vive. Un genitore sano che garantisce un legame di attaccamento sicuro al suo piccolo è un adulto:
- Grande: Deve poter decidere alcune cose ed essere fermo (attenzione: fermo non vuol dire minaccioso!) nell'aiutare il suo piccolo ad attraversare quel passaggio.
- Forte: Sa che il bene di suo figlio è togliere il pannolino e deve in modo fermo accompagnare il bambino verso quella direzione.
- Saggio: È in grado di leggere i segnali, di comprendere le paure e di agire con discernimento.
- Amorevole: Offre supporto emotivo, rassicurazione e pazienza, senza mai far sentire il bambino inadeguato o sbagliato.
Toilet training: spannolinamento per bambini con autismo e disabilità cognitiva
Strategie Funzionali per Bambini con Resistenza
Se un bambino di 4 anni mostra una forte resistenza, come nel caso di una bambina con un carattere testardo che si rifiuta di usare il water, specialmente per la cacca, e fa pipì ogni ora non avvisando, è probabile che si sia instaurata una sorta di tiro alla fune. Gli adulti da una parte a cercare di dirle cosa dovrebbe fare e lei dall'altra a fare la piccola tiranna, a sperimentare il suo potere e nello stesso tempo a sentirsi in difetto, sbagliata perché non fa quello che le viene chiesto.
In questi casi, una strategia potrebbe essere quella di trascurare completamente questo aspetto per un po' di tempo, smettendo di pensarci, di valutarlo, di confrontare il suo atteggiamento con quello di altri bambini. L'educazione sfinterica è un passaggio molto delicato per i bambini; è importante che diventi un atto fisiologico come tutti gli altri e non uno strumento di potere o di tortura. Pipì e cacca sono i primi prodotti del corpo del bambino, investiti di una notevole valenza simbolica, e non a caso la bimba parla di paura a proposito del fare la cacca o la pipì nel vasino.
Quando il bambino riconosce benissimo lo stimolo, sa quando deve fare la cacca e lo dice ("sto facendo la cacca in piedi, nelle mutande"), ma la fa sempre addosso nelle mutandine e in piedi, anche in questo caso si può intervenire. Mettere il bambino a sedere di forza (seppur solo un paio di volte) può bloccarlo e portare il bambino a farla addosso dopo pochi minuti. Promettere premi, anche un gioco che piace tanto, potrebbe non funzionare. Un approccio più efficace è cercare di modificare i comportamenti dei genitori che lui si aspetta. Sarebbe importante capire i momenti in cui di solito ha lo stimolo e fa la cacca, e portarlo a giocare lì in quei momenti, associando così i giochi e il divertimento con il bagno.
Se lo spannolinamento risulta fallimentare da troppo tempo, dopo aver verificato che non ci siano problemi fisiologici, il primo consiglio è di prendervi del tempo. Se avete già provato a spannolinare ma non è andata, lasciate che passi un periodo tranquillo prima di riproporlo. Più tardi, si può affrontare l'argomento a parole. A volte, se si è stati oppressivi e il bambino è testardo, decidere di toglierlo e basta può essere un'ottima soluzione: prendete qualche giorno di ferie e preparatevi a pulire pipì in giro. Bisogna fare in modo che si sentano accolti, forzando un po' la mano per toglierlo (potrebbe aiutarvi l'estate, magari il mare) e portando pazienza. "Hai fatto pipì sul pavimento? Va bene, puliamo insieme." E soprattutto: niente ansia se il vostro figlio di 3 o 4 anni porta ancora il pannolino.
Le mutandine per lo spannolinamento, fatte di morbido cotone e poliestere con uno strato resistente all’acqua, sono utili per l’apprendimento dell’uso del vasino, riducendo al minimo gli incidenti, permettendo al bambino di sentire il bagnato senza allagare tutto. Anche libri illustrati, come "Anche i pirati usano il vasino!", possono aiutare il bambino in modo simpatico ed ironico a far proprio il concetto dell’abbandono del rassicurante pannolino per un più divertente vasino.
Quando Rivolgersi al Pediatra o a uno Specialista
Solo a partire dall’età di cinque anni, per lo spannolinamento notturno, l’argomento dovrebbe essere discusso con il pediatra, per escludere cause fisiche. Se lo spannolinamento diurno non avviene entro i 4 anni, potrebbe essere utile parlarne con un pediatra. Egli potrà ricercare un’infezione alle vie urinarie o un ridotto volume vescicale, potrà evidenziare un blocco psicologico (risposta a rabbia e delusione dei genitori, paragoni con altri bimbi o per eccessive ricompense). Non si dovrebbe preoccuparsi né sentirsi in colpa. È possibile che il complesso sistema di controllo della vescica non sia ancora sufficientemente maturo oppure che il bambino abbia ereditato la tendenza all’enuresi.
Può succedere anche che un bambino con autonomia già acquisita possa presentare delle regressioni. In questi casi, è bene consultare il proprio pediatra ed eventualmente uno specialista di urologia pediatrica, per escludere eventuali anomalie congenite o disturbi funzionali. Il pediatra e lo psicologo possono fornire risposte importanti. Ad esempio, se si prova a eliminare il pannolino nel momento del sonno pomeridiano ma il bambino trattiene tutto fino alla sera stando anche 12 ore senza evacuare, questo indica una forte componente psicologica che necessita di attenzione.
Se la situazione diventa fonte di tensione e ansia per tutta la famiglia, e il bambino sembra usare il problema del pannolino per ottenere attenzione, anche se attraverso un comportamento negativo, potrebbe essere il momento di contattare un/a psicoterapeuta che si occupi di infanzia o di genitorialità per avere una consulenza o iniziare un percorso. Un terapeuta cognitivo comportamentale per l’età evolutiva può aiutare a chiarire strategie funzionali per togliere il pannolino. Queste figure professionali possono aiutare i genitori a modificare i comportamenti attesi dal bambino, a gestire le proprie ansie e a sostenere il bambino nel superare i blocchi emotivi. Non sentitevi mai giudicati, ma cercate professionisti che possano guidarvi con sensibilità e competenza.