L’aumento di peso in gravidanza: dalla consapevolezza alla gestione salutare

La mentalità delle future mamme negli ultimi decenni si è molto modificata. Un tempo la preoccupazione della donna in gravidanza era “mangiare per due”: oggi si ha paura dell’aumento di peso in gravidanza, di ingrassare troppo e di deformarsi. Vi è anzi un’eccessiva preoccupazione rispetto al prendere peso: è importante valutare le singole situazioni e la condizione di partenza, che può essere normopeso, di sottopeso o di sovrappeso. Molto importante è la fase pre gravidanza. Oggi c’è una forte tendenza alla programmazione del figlio: diventa fondamentale, sia per i medici che per le pazienti, affrontare il discorso del peso in gravidanza durante la prima visita preconcenzionale. Un esempio pratico: una donna alla ricerca di un figlio, che abbia un BMI (indice massa corporea) che si colloca nella fascia dell’obesità, avrà la necessità di risistemare il proprio peso prima di intraprendere la gravidanza.

Donna in gravidanza che monitora il proprio peso in modo consapevole e sereno

Il monitoraggio costante: strumenti e metodi

Il suggerimento è di comprare una bilancia da tenere in casa e di pesarsi con regolarità. Parallelamente a controllo medico (di norma una volta al mese), la donna si peserà in casa una volta alla settimana, vestita allo stesso modo (per esempio solo con la biancheria), nelle stesse condizioni e alla stessa ora. Rispettare queste indicazioni serve a monitorare la regolarità dell’aumento di peso. L’aumento di peso in gravidanza avviene in modo graduale. È importante che la curva del peso in gravidanza segua un andamento equilibrato nei trimestri di gravidanza. Questa curva fornisce una visualizzazione del peso corporeo della donna nel corso della gestazione, consente di monitorare se il guadagno di peso è in linea con le raccomandazioni stabilite ed individuare eventuali variazioni significative che potrebbero richiedere ulteriori approfondimenti.

Dinamiche dell'aumento ponderale nei tre trimestri

Quanti chili si prendono in gravidanza? Per una donna normopeso l’aumento totale si aggira sui 10-13 chili nell’arco dell’intera gravidanza. Suddividendo il tempo nei tre trimestri, il primo e in parte il secondo trimestre sono quelli meno significativi. Non spaventatevi se per caso rimanete ferme con il peso o ingrassate di 1-2 chili nel primo trimestre e fino alle prime settimane del secondo. Secondo le tabelle di aumento del peso in gravidanza, è corretto un aumento di 250 g la settimana circa. Nel primo trimestre fenomeni nausea, difficoltà digestiva e rifiuto di alcuni cibi possono essere la causa del peso che rimane fermo. Inoltre, non aumentare di peso nel primo trimestre e mangiare bene permette di tenere sotto controllo la ritenzione idrica e il deposito di grasso sui tessuti.

Grafico illustrativo dell'aumento di peso progressivo durante i nove mesi di gestazione

Il guadagno di peso maggiore avviene a partire dal secondo trimestre, indicativamente intorno al quarto mese. Il feto cresce rapidamente e, allo stesso tempo, aumenta il peso della placenta e il volume del liquido amniotico. Le esigenze nutrizionali della madre, di conseguenza, aumentano. In questo periodo, l’aumento medio di peso è di circa 350-450 grammi alla settimana. Il guadagno di peso nel terzo trimestre è importante per sostenere la crescita e lo sviluppo del bambino e per preparare il corpo della madre al parto.

La fisiologia della trasformazione corporea

In quale mese di gravidanza si ingrassa di più? Nel secondo e nel terzo trimestre, soprattutto dal quinto mese in poi, l’aumento diventa reale. Aumentano le dimensioni del feto, del liquido amniotico e della placenta. È questo il periodo in cui il feto sviluppa massa ossea e muscolare e in cui cominciano a funzionare i suoi apparati. Nel caso di una gravidanza gemellare, l’aumento di peso si aggira - anche nelle donne normopeso - intorno ai 14-18 chili, a termine. Spesso però in queste gravidanze vi è minaccia di parto prematuro oppure il ginecologo decide di farle terminare prima.

Lezione 20 - Fisiologia della gravidanza, fecondazione, placenta e circolazione

Feto e placenta rappresentano solo un terzo del peso totale, visto che alla nascita il bebè pesa in media tre chili e la placenta a fine gravidanza arriva a 300-500 grammi. E la restante parte da che cosa proviene? La somma è presto fatta: oltre al liquido amniotico, che al nono mese è circa mezzo litro, bisogna considerare l’incremento del volume plasmatico, ossia della parte liquida del sangue, che a termine gestazione aumenta di 1,5-2 litri; e poi c’è l’utero che, se fuori gravidanza pesa non più di 30 grammi, nelle ultime settimane arriva a circa un chilogrammo; altri 3-4 chili sono costituiti dal tessuto adiposo, che sin dai primi tempi il metabolismo materno si attiva a produrre per garantirsi una scorta ottimale di lipidi. In più, si aggiunge il volume del tessuto ghiandolare mammario, che in gravidanza raddoppia per preparare il seno alla produzione di latte.

Focus sulla 25esima settimana

Il bambino che porti dentro di te ti ascolta, riconosce la tua voce e ogni tanto ti avverte che ha il singhiozzo facendoti sobbalzare la pancia. Adesso il tuo bimbo riconosce perfettamente il suono della tua voce, da cui si fa cullare, e iniziano a diventargli familiari quella del papà e, se c’è, quella di un fratellino o di una sorellina. Iniziano a formarsi i suoi primi depositi di grasso, per cui il suo aspetto inizia a essere sempre più simile a quello che presenterà alla nascita. Per quanto riguarda le dimensioni, adesso il tuo piccolo è lungo 32-34 centimetri, calcolati dalla testa ai piedini, e pesa circa 700-750 grammi.

Il pancione è ormai bene in evidenza e l’ombelico ha iniziato a sporgere, mentre prima era rientrante. Hai una pelle luminosa e compatta e capelli lucenti e folti: tutto merito del nuovo assetto ormonale. Potresti soffrire di eccessiva sudorazione, anche nei giorni meno caldi e pur indossando indumenti leggeri. La sudorazione abbondante dipende dal nuovo assetto ormonale e, anche se non ci sono rimedi per controllarla, si può limitare il disagio che si prova lavandosi con il sapone non sapone e usando deodoranti appositi e altri tricks utili. Se prima di rimanere incinta il tuo peso era nella norma, per tutto il secondo trimestre l’aumento di peso dovrebbe essere compreso tra i 350 e i 450 grammi alla settimana.

Alimentazione, stile di vita e miti da sfatare

È un mito da sfatare che in gravidanza bisogna mangiare per due. Ormai tutti sanno che in gravidanza non si deve mangiare per due, per non prendere troppo peso e rischiare di soffrire di ipertensione o diabete gestazionale, o anche minare il benessere del bimbo che hai in grembo. L’aumentata richiesta metabolica è mediamente soddisfatta attraverso un supplemento quotidiano di circa 250-300 calorie. In ogni caso, è buona regola ricavare tale energia da alimenti nutrienti, ricchi, per esempio, di proteine di elevato valore biologico. Rispetto alla qualità del cibo, prediligere sempre prodotti di stagione, biologici e freschi. Se non si ha già grande attenzione per l’alimentazione sana, è questa la buona occasione per iniziare un percorso in questo senso.

Quanto all’integrazione, l’acido folico va preso perché protegge dai difetti del tubo neurale. Le linee guida nazionali consigliano l’assunzione di 400 μg/die di acido folico per almeno trenta giorni prima del concepimento e fino ad almeno tre mesi di gestazione. Diverso il caso in cui ci siano delle carenze già in partenza: se ad esempio la futura mamma è allergica al latte e ai suoi derivati, il ginecologo consiglierà integratori di calcio; se dagli esami del sangue risulta anemica, sarà opportuno che assuma integratori di ferro.

Esempio di un pasto equilibrato e ricco di nutrienti per la donna in dolce attesa

Lo sport durante la gravidanza è un alleato prezioso per bruciare parte delle calorie assunte con l’alimentazione; inoltre favorisce il sonno, regola la salute emotiva e riduce il rischio di complicazioni. Praticare sport quotidianamente potrebbe anche rendere più semplice la perdita di peso dopo la gravidanza. Le attività più raccomandate, oltre al nuoto e al cammino, sono la cyclette, lo yoga e il pilates. L’esercizio fisico prolungato o intenso oltre i 45 minuti potrebbe provocare ipoglicemia, quindi è importante adeguare l’introito calorico prima di iniziare a fare sport.

Gestione del peso in condizioni specifiche

Nelle donne sovrappeso, al contrario, non deve essere tabù la parola dieta in gravidanza. Possono effettuare una dieta per perdere i chili in eccesso, soprattutto nel primo trimestre. Una donna obesa, infatti, deve essere informata circa i rischi materni e fetali che possono verificarsi durante la gestazione a causa della sua patologia. L'ideale sarebbe che la futura madre con obesità non aumentasse più di 6 kg in tutta la gravidanza. Un eccessivo aumento farebbe salire, per esempio, il rischio di feti "macrosomici" (di peso superiore ai 4 kg) con possibili complicazioni al momento del parto. D'altro canto, una ridotta crescita di peso potrebbe essere indice di scarsa nutrizione fetale o di una patologia in corso ed aumentare, di conseguenza, il rischio di parti prematuri e di ritardi nello sviluppo, con ripercussioni di vario genere durante le età successive.

La fase post-parto

I chili persi al parto teoricamente sono almeno i due terzi del peso accumulato in gravidanza. Chiaramente bisogna valutare caso per caso. In genere, comunque, rimangono circa 3 chili di sovrappeso, proporzionalmente a quanto si è aumentato. Considerando che si auspica l’allattamento al seno, pensiamo che questo non aiuta a perdere tutto il peso acquisito. Infatti, per allattare c’è bisogno di mangiare, riposarsi e bere tanto. Dopo il parto ci si muove poco, si passa tanto tempo in casa. In genere, occorrono 9-12 mesi per ritornare al peso pre gravidanza. Nel giro di alcune settimane, infatti, il deposito di lipidi accumulati in gravidanza viene smaltito senza problemi, la ritenzione di liquidi viene meno, il volume plasmatico diminuisce, l’utero torna alle sue dimensioni originarie: insomma in breve tutto torna alla normalità.

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