Il Pio Ricovero per Lattanti di Milano: Un Pioniere dell'Assistenza all'Infanzia nell'Ottocento

Laura Solera Mantegazza

La storia dell'assistenza all'infanzia in Italia affonda le sue radici in un periodo di profonde trasformazioni sociali e industriali, dove la questione dell'abbandono e del sostentamento dei bambini, specialmente quelli nati in condizioni di povertà o illegittimità, divenne un'emergenza sociale. In questo contesto, il 17 giugno 1850 segnò una data cruciale per Milano e per l'intera nazione: la fondazione del Pio Ricovero per bambini lattanti e slattati. Questa istituzione, pioniera nel suo genere, nacque dalla visione e dall'instancabile impegno di Laura Solera Mantegazza, supportata dalla collaborazione di Giuseppe Sacchi e Ismenia Sormani Castelli, e con il sostegno del parroco di San Simpliciano. Il Pio Ricovero non fu solo il primo asilo nido a Milano, ma il primo in assoluto in Italia, gettando le basi per un futuro sistema di welfare dedicato alla prima infanzia.

Origini e contesto storico: L'urgenza di un'innovazione sociale

Il XIX secolo fu un'epoca di rapida industrializzazione, che portò a un significativo aumento della classe operaia e, di conseguenza, a nuove problematiche sociali. Il tema dell'abbandono dei bambini era di grande attualità, alimentato sia dal numero elevato di infanti, spesso illegittimi, lasciati alle "Ruote degli esposti", sia dall'incremento delle madri operaie costrette a lavorare fuori casa, lasciando i propri piccoli in condizioni di precarietà. In questo scenario, l'esperienza delle "crèches" francesi, presentata al Congresso degli Scienziati di Genova nel 1846 dal sacerdote Charles-Marie Joseph Fissiaux, offrì uno spunto fondamentale. Da questa ispirazione, grazie alla collaborazione con Giuseppe Sacchi, prese forma l'intuizione di Laura Solera Mantegazza.

L'obiettivo primario del Pio Ricovero era chiaro e compassionevole: "agevolare madri povere e oneste che lavorano fuori casa, affinché non siano spinte all'esposizione degli infanti a causa della povertà". L'istituto si proponeva di accogliere fino a 100 bambini, dai 15 giorni ai 2 anni e mezzo di età, garantendo loro un ambiente sicuro e curato mentre le loro madri erano impegnate nel lavoro.

Interno di un asilo ottocentesco

La prima sede e l'organizzazione interna

La prima sede del Pio Ricovero, che in pochi anni si sarebbe evoluto nel Pio Istituto di Maternità, fu stabilita in Contrada Santa Cristina 2136, oggi Via Solera Mantegazza, una traversa di Corso Garibaldi. L'autorizzazione all'apertura era stata concessa il 23 maggio dall'I.R. Luogotenenza della Lombardia, a testimonianza del riconoscimento, seppur tardivo, della necessità di tali strutture.

I locali del Pio Istituto erano pensati per rispondere alle esigenze dei piccoli ospiti. Erano composti da una grande veranda affacciata su un giardino interno, che offriva uno spazio all'aperto per i bambini, due camerate destinate al riposo, dotate di un grande letto per le assistenti e una serie di culle per i lattanti. Erano inoltre presenti una cucina, essenziale per la preparazione dei pasti, e i bagni, per garantire l'igiene necessaria.

L'iniziativa non si limitava al solo ricovero inurno. Prevedeva anche forme di sostegno economico per le madri che lavoravano a domicilio e potevano così tenere i bambini con sé, sebbene questo aiuto fosse inizialmente circoscritto alle famiglie residenti nelle parrocchie di San Simpliciano, San Marco e del Santa Maria del Carmine. Questa attenzione a diverse esigenze delle madri lavoratrici evidenziava una visione olistica dell'assistenza.

L'espansione e il successo dell'iniziativa

Il grande successo ottenuto dal primo ricovero permise una rapida espansione. Già nel 1851, fu aperto un secondo istituto in Borgo Santa Croce, nel quartiere di Porta Ticinese. Questa seconda sede, che nel 1880 si spostò in Via Sambuco, accoglieva anch'essa un numero considerevole di bambini, portando il totale dei piccoli assistiti a circa 200. Laura Solera Mantegazza si dimostrò instancabile nella sua ricerca di fondi per sostenere le Opere Pie, dimostrando una dedizione assoluta alla causa dell'infanzia.

Il 22 maggio 1850, l'Imperial Regia Luogotenenza di Lombardia riconobbe ufficialmente l'attività svolta da Laura Solera Mantegazza e Giuseppe Sacchi attraverso la Pia Associazione per istituire ricoveri per bambini lattanti. Questa associazione mirava a creare un luogo dove le madri che lavoravano nelle fiorenti aziende tessili della città potessero lasciare i loro figli durante le ore lavorative. Nacque così, su ispirazione del modello francese, il primo asilo nido d'Italia, situato inizialmente in Contrada Santa Caterina, l'attuale Corso Garibaldi, nei pressi della parrocchia di San Simpliciano.

Mappa di Milano con le zone storiche di San Simpliciano e Corso Garibaldi

Un sistema di welfare ante litteram

L'"Pio Istituto di Maternità" di Milano (1850) si inseriva in una rete di welfare urbano che, nella seconda metà del XIX secolo, mirava a superare un'epoca in cui la casa dei trovatelli era stata la famiglia surrogata per migliaia di bambini, sia legittimi che illegittimi, in condizioni di povertà. Le nursery gratuite per i bambini più piccoli delle lavoratrici e i sussidi alle "madri che allattano a casa" rappresentavano un mezzo per contrastare l'"indebolimento dei legami familiari" tra i poveri e per avviare un processo di riconciliazione sociale.

Dopo l'Unità d'Italia (1861), in assenza di una legislazione nazionale di protezione, la riforma della casa dei trovatelli, la fondazione dell'"Opera pia baliatico" (1865) e della "Provvidenza baliatica" (1884) contribuirono alla creazione di un sistema locale specializzato di assistenza all'infanzia e alla maternità. Questo sistema comprendeva sia servizi che sussidi, ed era caratterizzato da una crescente attenzione alla salute infantile.

23. LE REPUBBLICHE FRANCESI

Ispirazione francese e il dibattito sull'alimentazione infantile

L'ispirazione francese, come accennato, fu un elemento chiave per la nascita del Pio Ricovero. La figura di Jean-Baptiste Firmin Marbeau, fondatore della prima Maison de crèches a Parigi nel 1844, è emblematica in questo senso. Marbeau aveva concepito un ricovero con diverse sale: una per le culle, una per lo "scaldatoio" e una per i bambini più grandi, gli "slattati". L'esperienza di Marbeau, così come quella di Friedrich Froebel in Germania con i suoi "Kindergarten", rappresentò un modello innovativo per l'accoglienza e l'educazione della prima infanzia.

In Italia, l'ideatore delle prime "scuole infantili" fu il sacerdote Ferrante Aporti a Cremona nel 1828, con l'obiettivo di offrire "nutrimento materiale e spirituale" ai bambini delle classi povere, preservando la società dall'ozio e dal vizio. Questo modello, che vedeva un ruolo primario per le donne "benestanti", si diffuse in altre città italiane.

Illustrazione di un

Parallelamente all'assistenza diretta, un tema cruciale che emerse con forza nel XIX secolo e nella prima metà del XX fu la corretta alimentazione del bambino. Medici, filantropi e amministratori si dedicarono con assiduità alla promozione di strutture finalizzate all'assistenza delle madri e dei lattanti, con l'obiettivo di favorire l'allattamento materno o di fornire alternative valide.

La modifica dei latti animali per renderli più adatti all'alimentazione neonatale fu un campo di ricerca importante. Studi come quelli di Cumming, Chalvet e Marchand portarono alla formulazione dei primi "latti umanizzati", integrando i benefici della pastorizzazione introdotta da Franz von Soxhlet. Particolare attenzione fu data al latte d'asina, considerato un potenziale sostituto del latte materno per la sua composizione e la ridotta incidenza di malattie negli animali.

L'ostetrico cremonese Pericle Sacchi, ad esempio, studiò come "trasformare il latte di vacca" per avvicinarlo alle caratteristiche del latte materno, conservando la crema, riducendo la caseina e aggiungendo lattosio. Questi "latti umanizzati" ebbero un impatto significativo, contribuendo anche alla riduzione dell'abbandono dei bambini da parte delle madri in difficoltà.

Istituti Lattanti e Aiuti Materni: Un'evoluzione dell'assistenza

La nascita dei primi "Istituti Lattanti" o di "Aiuto Materno" rispondeva alla necessità di vicariare l'allattamento materno, fornendo nutrici qualificate o latte artificiale gratuito. L'obiettivo era quello di offrire sostegno alle madri impossibilitate ad allattare per motivi fisici o economici, o che non disponevano dei mezzi per procurarsi latte da nutrici esterne.

Queste strutture si ispiravano alle "crèches" francesi, ma si adattarono al contesto italiano. Il primo "Aiuto materno" in Italia sorse a Firenze il 23 marzo 1900, per iniziativa di Ernesto Pestalozza. Successivamente, a Bologna, Gaetano Finizio aprì nel 1907 un istituto analogo, creando un "lactarium" dove venivano preparati biberon di latte già pronti. L'istituto di Finizio ebbe un grande successo, con richieste di visita e assistenza in costante aumento, e si auspicava l'apertura di centri simili in altre parti della città.

La funzione assistenziale di questi "Aiuti materni" era multiforme: favorire l'allattamento materno, sorvegliare le madri nell'allevamento igienico del bambino, dirigere un allattamento misto distribuendo latte artificiale per prevenire e curare disturbi nutrizionali, e informare le madri e le famiglie sulle diverse patologie.

L'eredità del Pio Ricovero e l'evoluzione verso l'ONMI

L'eredità del Pio Ricovero di Milano si estende ben oltre la sua fondazione. Esso rappresentò un modello che influenzò la nascita di numerose altre istituzioni simili in tutta Italia, contribuendo a creare un sistema di assistenza sempre più strutturato e attento alle esigenze dell'infanzia.

Il passo successivo in Italia fu la creazione dell'Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONMI) nel regime fascista, un tentativo di accorpare sotto un unico ente la direzione e il controllo di tutte le istituzioni dedicate all'assistenza socio-sanitaria dell'infanzia sul territorio. L'ONMI si prefissava obiettivi ambiziosi, tra cui la protezione delle gestanti e delle madri bisognose, la diffusione delle norme igieniche prenatali e infantili, l'organizzazione di consorzi antitubercolari e la vigilanza sull'applicazione delle leggi di protezione della maternità e dell'infanzia.

Logo dell'ONMI

L'ONMI aveva anche la facoltà di fondare o promuovere la creazione di nuove strutture di supporto alla maternità e all'infanzia, nonché di coordinare tutte le iniziative pubbliche e private nel settore. I suoi macro-obiettivi includevano il rafforzamento dei legami familiari, l'incremento della natalità e la riduzione della mortalità materna e infantile.

La storia del Pio Ricovero per Lattanti di Milano è, dunque, la storia di un'intuizione lungimirante che ha segnato un punto di svolta nell'approccio all'assistenza all'infanzia in Italia. Dalle prime iniziative pionieristiche di Laura Solera Mantegazza, si è sviluppato un sistema complesso e articolato che, attraverso diverse fasi storiche e trasformazioni, ha continuato a evolversi, ponendo sempre al centro la tutela e il benessere dei bambini.

La cura dell'infanzia nel tempo: Dagli asili nido all'assistenza moderna

Le esperienze pionieristiche del XIX secolo, come quella del Pio Ricovero, hanno aperto la strada a una maggiore consapevolezza sull'importanza dell'assistenza all'infanzia. Nel corso del ventesimo secolo, la creazione di asili nido, prima a livello comunale e poi regolamentati da leggi nazionali, ha rappresentato un'ulteriore tappa fondamentale. La legge nazionale del dicembre 1971 ha segnato un punto di svolta, riconoscendo l'asilo nido come un servizio pubblico essenziale.

Le esperienze di welfare avanzato dei paesi nordici, studiate e promosse da figure come Adriana Lodi, hanno ulteriormente influenzato lo sviluppo dei servizi per l'infanzia in Italia. La creazione di strutture come quelle a Bologna, donate da industriali in memoria dei genitori, o quelle nate sull'onda delle esperienze francesi e milanesi, testimoniano un impegno continuo e un'evoluzione costante nell'attenzione verso i più piccoli.

Bambini che giocano in un asilo nido moderno

La storia del Pio Ricovero per Lattanti di Milano non è solo un capitolo della storia sociale italiana, ma una testimonianza della capacità di innovazione e di impegno filantropico che ha plasmato le fondamenta del moderno sistema di welfare, ponendo le basi per un futuro in cui la cura e la protezione dell'infanzia sono considerate pilastri fondamentali della società.

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