Comprendere la vita e le origini: una guida alla procreazione medicalmente assistita

La nascita di un bambino è un evento straordinario, un momento che trasforma la vita di ogni genitore. Tuttavia, non sempre questo percorso segue le vie naturali che comunemente immaginiamo. La creazione di queste nuove tipologie di famiglie impone di porsi delle domande importanti sulle conseguenze psicologiche per il bambino. E’ importante ricordare a questo proposito che vi possono essere atteggiamenti negativi nei confronti delle nuove tecnologie di fecondazione assistita, le quali possono talvolta essere giudicate immorali o innaturali. È fondamentale, invece, guardare oltre i pregiudizi e comprendere cosa sia realmente la procreazione medicalmente assistita (PMA), un ambito scientifico che offre speranza a migliaia di coppie e che si basa su percorsi di amore, desiderio e profonda dedizione.

rappresentazione stilizzata e rassicurante del ciclo della vita e della genitorialità

Il contesto attuale: perché si ricorre alla PMA

I dati sulla natalità in Italia sono allarmanti. Il tasso relativo alle nascite nel nostro Paese è il più basso in Europa, con 1,27 figli per donna. L’età media della madre è di 33 anni per le italiane, contro i 30,7 anni per le cittadine straniere. E soprattutto, la percentuale degli italiani che non riescono ad avere figli raggiunge il 15-20%. I motivi alla base dei problemi di infertilità di coppia sono diversi: l’età sempre più avanzata delle coppie che cercano un bimbo, la scarsa prevenzione in ambito riproduttivo, fino ad arrivare all’eventuale insorgenza di malattie come le infezioni sessualmente trasmesse, l’endometriosi e i disturbi metabolici. Per non dimenticare la crisi economica, che perdura da tempo e che incide sfavorevolmente sui progetti di genitorialità. Così, quando finalmente la coppia sviluppa il desiderio di allargare la famiglia, spesso è troppo tardi per tentare le vie naturali e, quindi, si intraprende il percorso della fecondazione assistita. Che, però, non è esente da ostacoli, difficoltà e - spesso - anche delusioni.

Definizione di Procreazione Medicalmente Assistita

Per fecondazione assistita, un tempo detta fecondazione artificiale, si intende la Procreazione medicalmente assistita (Pma), definizione ufficiale che indica una serie di pratiche cui sottoporsi in coppia quando non si riesce ad avviare una gravidanza o quando comunque il concepimento risulta estremamente difficile, se non impossibile. Secondo il Ministero della Salute, oggi in Italia ben 3 gravidanze su 100 sono frutto della procreazione medicalmente assistita, disciplinata dalla legge 40 del 19 febbraio 2004. Gli esperti consigliano di rivolgersi a un centro di PMA dopo almeno un anno di tentativi andati a vuoto per le coppie sotto i 35 anni, tempo che si riduce a 6 mesi per le coppie/donne over 35. Una volta accertata la causa all’origine dell’infertilità, si può cominciare il trattamento di PMA, composto da tecniche mediche, chirurgiche e di laboratorio.

Come funziona la Procreazione Medicalmente Assistita?

Le tecniche di PMA: un approccio graduale

Le tecniche di PMA si suddividono in tecniche di I, II e III livello. Nelle prime, dette anche tecniche basiche, la fecondazione avviene all’interno del corpo della donna. Le seconde e le terze sono più complesse perché comportano la fecondazione in vitro e il successivo trasferimento dell’embrione nell’utero.

Tecniche di primo livello

Queste includono il monitoraggio dell’ovulazione, che consiste in una serie di ecografie per controllare la crescita del follicolo, e la stimolazione dell’ovulazione, usata se la donna ha cicli privi di ovulazione o irregolari tramite la somministrazione di ormoni. Un’altra tecnica è l’inseminazione intrauterina (IUI), in cui gli spermatozoi vengono introdotti mediante un catetere nell’utero della donna. L’inseminazione può essere omologa, se il liquido seminale viene fornito dalla coppia, o eterologa, se proviene da un donatore.

Tecniche di secondo e terzo livello

Le tecniche di secondo livello sono più invasive e vi si ricorre quando il problema è più serio. Rientrano in questa categoria la FIVET (fecondazione in vitro con embryo transfert), dove gli ovociti vengono prelevati e messi in coltura con gli spermatozoi, e l’ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo), indicata nei casi di seria infertilità maschile, dando la possibilità di ottenere la fecondazione con un solo spermatozoo. Le tecniche di terzo livello, meno diffuse, vengono utilizzate nei casi di infertilità estremamente gravi.

La diagnosi preimpianto e i tempi del percorso

La diagnosi preimpianto è un procedimento medico che si effettua sugli embrioni ottenuti in vitro prima di trasferirli nell’utero. Serve per scoprire la presenza di eventuali malattie genetiche o anomalie cromosomiche. Vengono prelevate 5-10 cellule dal trofoectoderma per essere analizzate. In linea di massima, un ciclo di PMA può durare in media circa tre mesi, comprensivi di visite iniziali, accertamenti genetici e trattamento vero e proprio. Ogni coppia è un caso a sé stante e va trattata con estrema cura.

infografica sui passaggi della diagnosi preimpianto

Successo, costi e accesso alle cure

Le probabilità di successo diminuiscono progressivamente con l’età della donna: si va dal 23,9% per le donne sotto i 35 anni al 4,5% per le over 43. Per quanto riguarda l’accesso, possono sottoporsi alla PMA solo le coppie di cittadini italiani maggiorenni, eterosessuali, sposate o conviventi. Grazie ai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, la PMA è diventata gratuita per la omologa, mentre per la eterologa è previsto il pagamento di un ticket. Tuttavia, le strutture pubbliche non sempre riescono a coprire la domanda, causando liste d’attesa che possono arrivare fino a due anni. Nei centri privati, i costi variano notevolmente, con la FIVET o l'ICSI che possono oscillare tra i 2.500 e i 7.000 euro.

Benessere psicologico e il legame genitori-figli

La letteratura scientifica dimostra che non esistono differenze significative, né a livello fisico né a livello psicologico, tra bambini concepiti spontaneamente e quelli nati da PMA. Le ricerche escludono la possibilità che ci sia un effetto negativo sulla qualità della relazione tra genitori e figli, in assenza di un vincolo genetico, specialmente se c’è un clima sereno di accettazione. Da recenti studi emerge che le madri di bambini concepiti tramite PMA esprimono più calore, sono più coinvolte emotivamente e riportano un minore stress rispetto al gruppo di madri che hanno concepito naturalmente. Analogamente, i padri interagiscono di più con i figli e contribuiscono maggiormente alla qualità del parenting.

Spiegare le origini ai figli: un atto di trasparenza

Molti genitori temono l’arrivo della domanda che, prima o poi, i figli faranno: “Mamma, papà, da dove vengo?”. Gli esperti concordano: è opportuno parlarne, e farlo quando i bambini sono piccoli è preferibile. Come unica differenza si evidenzia un distress maggiore in madri che non hanno detto al figlio sulle proprie origini rispetto a quelle che hanno affrontato l’argomento. Esistono libri preziosi come Cicogne, cavoli e provette di Brunella Baldi o Mamma come sono nato? di Isabella Paglia che aiutano a spiegare, con concetti semplici e illustrazioni, che la vita può iniziare in modi diversi.

I bambini nati con tecniche di procreazione medicalmente assistita sono ormai numerosissimi. Si suppone che l’effetto psicologico risultante dal dire a un bambino che è nato tramite PMA sia minore rispetto a quello di un caso di adozione, poiché non scaturisce dal rifiuto o perdita dei suoi progenitori, bensì dalla generosità di chi ha desiderato aiutare i genitori a concepire un figlio. Le istituzioni avrebbero l’importante compito di creare un substrato culturale che normalizzi la PMA, in modo che chi deve ricorrere a queste tecniche non viva una situazione di disagio e pregiudizio che può influire negativamente sulla scelta delle modalità di condivisione con i figli del percorso che ha portato alla loro nascita. Avere un bambino significa aiutarlo a crescere, dare insegnamenti e condividere il mondo, il passato, il presente e il futuro.

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