Allattamento prolungato e assenza del ciclo mestruale: cause, fisiologia e gestione

Quasi tutte le mamme, nel dopo parto, vissuto il riadattamento del corpo e terminato il periodo delle lochiazioni, si domandano quando tornerà loro il ciclo mestruale. Le dinamiche che caratterizzano la ricomparsa della ciclicità, essendo fortemente soggettive, offrono una ampissima gamma di possibilità. È tuttavia verosimile che vi sia il ritorno delle mestruazioni in tempi relativamente precoci per chi non allatta al seno o per chi propone un “allattamento misto” (nel linguaggio tecnico “allattamento complementare”).

La fisiologia dell'amenorrea da lattazione

L'amenorrea da lattazione (identificata dal codice ICD-11 GA20.02) è una condizione fisiologica caratterizzata dall'assenza temporanea delle mestruazioni nelle donne che allattano al seno in modo esclusivo o prevalente. La fisiologia di questo fenomeno coinvolge un ciclo di feedback ormonale altamente sensibile tra cervello e ovaie (o asse ipotalamo-ipofisi-ovaie). Quando il bambino è attaccato al seno, la suzione attiva segnali nervosi che viaggiano dal seno al cervello, inducendo l'ipotalamo a modificare gli ormoni rilasciati dall'ipofisi.

schema del feedback ormonale prolattina e inibizione ovulatoria

Durante l’allattamento il corpo materno produce grandi quantità di prolattina e ossitocina. Il primo ormone stimola la produzione del latte da parte della ghiandola mammaria e il secondo favorisce la fuoriuscita del latte dai dotti lattiferi. La causa principale dell'amenorrea da lattazione è l'elevata concentrazione ematica di prolattina, un ormone secreto dall'ipofisi anteriore in risposta alla stimolazione dei recettori sensoriali del capezzolo durante la suzione. Questa alterazione ormonale interrompe la normale attività delle ovaie, innescando un periodo temporaneo di infertilità dovuto alla soppressione dell'ovulazione.

Il ruolo degli ormoni e l'inibizione dell'ovulazione

Sia in caso di parto naturale sia in caso di cesareo, a entrare in gioco nel legame fra allattamento e mestruazioni è la prolattina. Dopo la nascita del bambino, in una mamma che allatta al seno, i livelli di prolattina rimangono elevati per 4-6 settimane. Ogni poppata stimola la cosiddetta “febbre di prolattina”: la produzione dell'ormone aumenta rapidamente, e la sua concentrazione nel sangue cresce tra 3 e 5 volte. Il livello massimo viene raggiunto circa 10 minuti dopo che il bambino ha smesso di succhiare.

Le elevate concentrazioni basali di prolattina promuovono il mantenimento di uno stato in cui l'ovulazione è totalmente o fortemente inibita. A entrare in gioco è l'effetto della prolattina sui livelli di altri due ormoni: il progesterone e gli estrogeni. La prolattina agisce sopprimendo la secrezione del progesterone, fondamentale per preparare l'utero ad accogliere un embrione, e inibisce la secrezione degli estrogeni. È importante notare che l'ovulazione precede sempre la prima mestruazione (capoparto).

Ipofisi

Il Metodo dell'Amenorrea Lattazionale (LAM)

Esiste la possibilità, nei primi sei mesi dopo il parto, per le donne che scelgono di allattare al seno, di sfruttare l'allattamento come metodo contraccettivo. Le evidenze scientifiche affermano che il metodo LAM (Metodo dell'Amenorrea da Lattazione) possa considerarsi efficace se rispettato in condizioni rigorose. Nel 1988, scienziati e specialisti della fertilità si riunirono in Italia alla Bellagio Consensus Conference per definire le condizioni per l'utilizzo di tale metodo, stabilendo che il rischio di gravidanza è inferiore al 2% nei primi sei mesi dopo il parto.

L'efficacia del metodo è strettamente correlata alla frequenza delle poppate: più frequenti sono le sessioni (specialmente quelle notturne), maggiore è la stimolazione prolattinica. Se la mamma inizia a introdurre cibi solidi, usa il ciuccio o riduce le poppate, l'efficacia contraccettiva diminuisce drasticamente. È essenziale sottolineare che, oltre i sei mesi, il LAM non offre più alcuna garanzia contraccettiva, anche in assenza di ciclo.

Gestione dei sintomi e ritorno alla fertilità

L'amenorrea da lattazione non richiede un "trattamento" medico per essere risolta, essendo una condizione fisiologica. Tuttavia, la carenza di estrogeni può portare a secchezza delle mucose vaginali, che a sua volta può causare dolore o fastidio durante i rapporti sessuali. In questo caso, si consiglia l'uso di lubrificanti a base acquosa o gel idratanti vaginali.

infografica sui metodi contraccettivi compatibili con l'allattamento

Quando la prolattina diminuisce, in un periodo variabile tra le 8 e le 18 settimane successive alla nascita, i livelli ormonali tornano gradualmente verso i valori pre-gravidanza. Per chi desidera il ritorno del ciclo, la riduzione della frequenza delle poppate è solitamente sufficiente a promuovere la riattivazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi. È importante non confondere il "capoparto" con l'abbondante perdita di sangue subito dopo il parto; il capoparto è il vero ritorno della ciclicità ovarica.

Allattamento e ciclo mestruale: falsi miti

Una domanda molto frequente riguarda la produzione del latte: molte donne si chiedono se durante il ciclo mestruale il latte diminuisca. In alcuni casi è possibile che ciò avvenga a causa di fluttuazioni ormonali, ma non è una certezza. Gli studi hanno dimostrato che il latte non si modifica nelle sue caratteristiche e capacità nutritive durante il periodo mestruale. L'unico cambiamento possibile è una variazione nel sapore del latte.

È fondamentale ribadire che la comparsa delle mestruazioni non segna la fine dell'allattamento. Anche in presenza di un ciclo regolare, è possibile e raccomandato continuare ad allattare. Una buona alimentazione, equilibrata, sana, ricca di acqua e vitamine può aiutare il corpo a proseguire in una regolare produzione di latte. Nel caso in cui si presentino dolori mestruali, è possibile assumere farmaci antidolorifici previa consultazione medica, poiché ne esistono di compatibili con l'allattamento.

Fattori che influenzano la durata dell'amenorrea

La variabilità nel ritorno del ciclo è estrema. Mentre alcune madri riprendono l'ovulazione dopo poche settimane, altre restano in amenorrea per oltre un anno. Alcuni fattori promuovono la ricomparsa precoce del ciclo:

  • L'aumento delle ore dormite dal bambino durante la notte, che porta a saltare le poppate notturne.
  • Il rientro al lavoro della madre, che aumenta le ore di distanziamento tra le poppate.
  • L'introduzione precoce dell'alimentazione complementare (cibi solidi), che riduce naturalmente la richiesta di latte al seno.

Qualora si sospetti un'anomalia, come una persistente amenorrea in caso di svezzamento completo, il medico può eseguire un'ecografia pelvica per valutare lo spessore dell'endometrio e l'attività ovarica. In situazioni cliniche specifiche, come emorragie post-parto gravi, potrebbe essere indagata la sindrome di Sheehan (necrosi ipofisaria), sebbene sia una condizione rara accompagnata solitamente da una totale assenza di montata lattea. Allo stesso modo, traumi intrauterini post-parto possono talvolta causare aderenze che impediscono il ritorno del flusso, condizione nota come sindrome di Asherman. Tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi, l'assenza prolungata del ciclo durante l'allattamento è solo un segno che il corpo materno sta investendo energie nella produzione lattea, proteggendo la riserva nutritiva per il neonato.

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