La Gravidanza e il Parto della Cavalla: Guida Completa per un Evento Cruciale

La riproduzione equina, dal delicato ciclo estrale al travaglio e alla nascita di un puledro, rappresenta un periodo di grande complessità e imprevedibilità. Far riprodurre un cavallo richiede infatti molte attenzioni e si configura come un momento non facile per l’allevatore. È difficile capire con precisione il ciclo estrale, ovvero quei cambiamenti ormonali che determinano la ciclicità di maturazione dell’ovulo. Lo stesso vale per la conseguente fertilità e per il travaglio della cavalla. Dal ciclo estrale al parto, l’esemplare si ritroverà ad affrontare un periodo imprevedibile. L'allevatore dovrà cercare di capire i segnali e prestare attenzione alle manifestazioni fisiche dell’animale per garantire il miglior esito possibile.

Dall'Antico al Moderno: L'Evoluzione della Cura della Cavalla in Gravidanza

In passato, l’allevamento equino era il frutto di un misto di saggezza popolare e un po’ di fortuna. La cavalla veniva, infatti, lasciata sola a gestire il proprio corpo sino al momento del parto, quasi sempre improvviso. Questa era una pratica comune, dove l'intervento umano era minimo e spesso tardivo.

Cavalla in una pastura

Oggi, tuttavia, il panorama è radicalmente cambiato. L’amore per l’animale, il costo di riproduzione - parliamo in molti casi di inseminazioni artificiali esose e di non facile esecuzione e combinazione genetica - e la difficoltà di cogliere i segnali non consentono più di affidarsi al caso. Pertanto, l’animale non viene più lasciato solo a gestire il momento del parto, ma viene supportato dall’allevatore e dal veterinario. Per questi motivi, ad oggi è importante riuscire a riconoscere l’arrivo del travaglio della cavalla, poiché quest’ultimo è il momento al quale dobbiamo prestare più attenzione e che dovremo monitorare accuratamente. Infatti, un monitoraggio attento porterà l’allevatore a seguire il parto con attenzione, potendo così salvaguardare la salute di madre e figlio. Questa evoluzione testimonia una maggiore consapevolezza e responsabilità verso il benessere degli animali e il successo riproduttivo.

Monitoraggio Costante: Comprendere i Segnali dell'Imminente Parto

Il monitoraggio costante è cruciale per cogliere i segnali che preannunciano l'inizio del travaglio e per garantire un intervento tempestivo in caso di necessità. Sebbene Madre Natura abbia predisposto tutto, l’intervento dell’uomo nel parto del cavallo è richiesto raramente, ma ciò non significa che si debba fare finta di niente. È fondamentale una preparazione adeguata, che includa l'evitare stress, fornire una giusta alimentazione e, negli ultimi mesi, sistemare la cavalla in un bel box singolo, ben pulito e con paglia altrettanto pulita.

I Cambiamenti Comportamentali e l'Istinto Atavico

Uno dei segnali d’allarme, che preannunciano l’inizio del travaglio della cavalla, è il cambio di comportamento dell’esemplare. Nel momento in cui la fattrice sentirà che il parto è imminente, inizierà ad isolarsi, a cercare un giaciglio e un’occasione per donare la vita al puledro in un ambiente protetto. Questo è un istinto atavico, che dopo millenni ancora è forte nel comportamento dell’animale. Pertanto, se la fattrice è nervosa e costantemente alla ricerca del posto giusto per dare alla luce il puledro, vi troverete di fronte a un chiaro segnale di vicinanza al parto. Le cavalle hanno la tendenza a partorire nelle ore notturne e in momenti in cui sono sole e tranquille, rafforzando l'idea di questo bisogno di privacy. Nelle ore precedenti al parto, la cavalla può presentare segni di irrequietezza: gira in circolo, alza la coda e urina spesso. Se la cavalla appare irrequieta coricandosi e alzandosi in continuazione con segni di dolore addominale, ciò indica che il puledro si sta portando nella posizione finale per l'espulsione attraverso il canale del parto e la cervice della fattrice si sta rilassando.

Manifestazioni Fisiche: Dal Volume Mammario alle "Perle" di Latte

Per capire se il travaglio della cavalla è iniziato o sta per iniziare, è doveroso eseguire il controllo delle mammelle. Infatti, da quattro a sei giorni prima del parto le mammelle aumentano di volume. Quando cominceranno a presentarsi piccole quantità di latte denso su di esse, l’allevatore dovrà iniziare a considerare una pianificazione del parto e avvisare il veterinario di fiducia, e quest’ultimo dovrà essere pronto ad intervenire in qualunque momento. Circa quattro settimane prima del parto, nella cavalla pluripara la mammella inizia a svilupparsi e la coda sembra più prominente, poiché i muscoli della vulva e della groppa iniziano a rilassarsi. Pochi giorni prima del parto i capezzoli diventano turgidi e il giorno del parto si formano le cosiddette ‘perle’ o ‘cere’ sulla punta del capezzolo; si tratta di una piccola parte di secreto che fuoriesce all’esterno. Spesso, invece, nella cavalla primipara l’evento si manifesta in maniera differente, poiché lo sviluppo della mammella e la formazione delle perle può avvenire in maniera repentina, anche a poche ore dal parto.

Cavalla con mammelle ingrossate

Altri segnali fisici rivelano la vicinanza del parto. Alcuni giorni prima del parto, la pancia può sembrare più piccola perché la cavalla contrae la sua muscolatura addominale per portare il puledro nella posizione corretta per la nascita. Anche l’analisi della vulva, che in prossimità del parto appare molto rilassata, e l’inarcamento della schiena sono tutti segnali che indicano l’imminente arrivo. Passando una mano ai lati della base della coda si nota il rilassamento dei legamenti sacro ischiatici e quello dei fianchi. Infine, il giorno del parto la cavalla appare molto irrequieta, suda molto e si distende e si rialza di frequente. Quando poi hanno inizio le contrazioni, la cavalla non deve assolutamente essere disturbata.

La Gestione della Cavalla Durante la Gravidanza: Lavoro e Benessere

Mantenere la cavalla in buona salute e in regolare lavoro è il modo migliore per preparare una futura fattrice. Una muscolatura tonica e allenata la aiuterà a sostenere meglio la gravidanza. Stabilire il momento giusto per smettere di montare una cavalla gravida non è semplice: le opinioni in merito sono tante, dato che ogni cavalla affronta la gravidanza in modo diverso.

Nei primi sei-otto mesi di gestazione, la cavalla può continuare a svolgere attività leggere e regolari: un po’ di allenamento e qualche viaggio non solo sono consentiti, ma spesso risultano benefici. L’importante è che né la salute della cavalla, né quella del puledro vengano mai compromesse. È ovviamente da evitare qualsiasi lavoro troppo intenso o che provochi sudorazione abbondante.

I segni premonitori del parto

Dopo l’ottavo mese, invece, il lavoro può diventare più difficile: l’addome aumenta di volume, la cavalla può sentirsi scomoda nei movimenti e mostrare riluttanza. In questa fase, è preferibile limitarsi a lavori molto semplici: esercizi in linea retta, molte pause al passo e brevi sessioni senza sella sono più che sufficienti. Negli ultimi mesi di gravidanza, quando il puledro cresce rapidamente, è consigliabile ridurre ulteriormente il lavoro montato. Durante le ultime sei settimane di gestazione, la cavalla dovrebbe avere riposo completo dal lavoro montato, ma continuare a godere del movimento libero a paddock. Montare la tua fattrice prima, durante e dopo la gravidanza può portarle numerosi benefici - fisici e mentali - purché si rispetti la sua condizione e i suoi limiti, che cambiano con l’avanzare della gestazione.

Le Fasi Cruciali del Parto Equino: Un Evento Naturale Sotto Attenta Osservazione

Il parto è un evento fisiologico, ma delicato, nella vita di una cavalla e del suo puledro. Nella specie equina il momento del parto risulta essere ancora più delicato che nelle altre specie, poiché dall’inizio della fase espulsiva, con la 'rottura delle acque’, non devono trascorrere più di trenta minuti, altrimenti le possibilità di sopravvivenza del puledro si riducono drasticamente. Nella maggior parte dei casi il parto decorrerà in maniera fisiologica e regalerà uno spettacolo della natura.

Fasi del parto della cavalla

La Prima Fase: Dalla Dilatazione alle Prime Doglie

La prima fase del parto, detta fase di dilatazione, dura solitamente da 1 a 4 ore, ma può estendersi anche da 2 ore a mezza giornata, normalmente. In questa fase, la cavalla è in grado di rallentarla, in modo da poter partorire quando si sente più a proprio agio e in un ambiente che percepisce sicuro. Seguono le prime doglie, leggere; l’animale è irrequieto, si guarda sovente il fianco, si corica e si rialza subito. Le doglie si fanno più intense e si completa la fase di dilatazione. È un periodo di preparazione in cui il corpo della cavalla si adatta per l'imminente nascita.

La Seconda Fase: La Nascita del Puledro e la Sua Rapidità

La seconda fase del parto, quella espulsiva, è caratterizzata da una notevole rapidità. Quando compaiono sulla rima vulvare le acque, siamo all’espulsione. La placenta si rompe ed il piccolo viene espulso nel giro di pochissimi minuti. Quando il puledro raggiunge il canale del parto, avviene la rottura del sacco amniotico e, quando iniziano le contrazioni uterine, il puledro fuoriesce con gli arti anteriori ed il naso. Successivamente, compariranno la testa e le spalle, ovvero la parte più larga del suo corpo. Di solito la cavalla rimane sdraiata per qualche minuto a riposare e, quando decide di alzarsi, il puledro scivola totalmente fuori dal canale pelvico ed il cordone ombelicale si recide naturalmente. Una delle cose più interessanti del parto della cavalla è che la seconda fase dura solamente dai 10 ai 30 minuti! È utile ricordare che, se questa fase dura oltre i 30 minuti dalla rottura delle acque, le probabilità che si verifichino complicazioni a carico della fattrice, malattie neonatali o morte del feto aumentano considerevolmente, come le distocie o malposizionamenti. Se la placenta non si rompe, essa apparirà a livello della vulva come un "palloncino rosso". Se si verifica questa situazione è importante rompere immediatamente la placenta o il puledro può soffocare.

La Terza Fase: L'Espulsione della Placenta e l'Importanza del Controllo

La terza fase del parto inizia nel momento in cui tutto il puledro si trova al di fuori della fattrice e consiste nell'espulsione della placenta. Questa fase può durare da 15 minuti a 3 ore. L'utero dopo il parto si contrae e la placenta dovrebbe essere espulsa entro le 3 ore dalla nascita del puledro. La placenta si dovrebbe distaccare completamente dall’utero della cavalla entro due ore, al più tardi entro sei ore dopo il parto. Qualora le membrane fetali non vengano espulse spontaneamente, è necessario richiedere immediatamente l’intervento del veterinario: infatti, è essenziale effettuare un attento controllo della placenta per assicurarsi che sia integra e completa, poiché gli eventuali brandelli rimasti all’interno dell’utero potrebbero portare a serie complicazioni. Se il secondamento non avviene entro le 12 ore (MASSIMO) bisogna chiamare il veterinario. A seguito dell'espulsione della placenta prenderà inizio il processo di involuzione uterina che porterà nel giro di 8-10 giorni ad un nuovo estro, noto come "calore da parto" che non sempre può essere sfruttato per una nuova fecondazione. Capita però che a volte le cavalle si corichino di nuovo subito dopo il parto.

Le Prime Ore di Vita del Puledro: Cura Essenziale per un Inizio Sano

Immediatamente dopo la nascita, il puledro richiede attenzione particolare per assicurare un avvio sano alla sua vita.

Puledro appena nato

Assistenza Immediata al Neonato: Respirazione e Mobilizzazione

Sempre il puledro appena nato va liberato dei residui di placenta e muco che possono ostruire il naso e la bocca. Aiutatelo a fare i primi regolari respiri anche con getti di acqua fresca sul muso e sulla testa e con trazioni ritmiche della lingua, quindi asciugarlo con energiche frizioni del corpo con un panno ruvido o della paglia ben asciutta e pulita che, oltre ad asciugarlo, lo stimoleranno. Dopo la nascita un puledro sano e vitale deve raggiungere il decubito sternale più o meno in 15 minuti e il primo tentativo di alzarsi dovrebbe avvenire dopo circa 30 minuti dal parto. Entro 2 ore il puledro dovrebbe stare in piedi per cercare la mammella, anche se i primi tentativi di alzarsi sono spesso disastrosi, perché non ha ancora acquisito la forza di sorreggersi.

L'Importanza Vitale del Colostro e la Prevenzione delle Infezioni

Non dimentichiamoci che a differenza dei cuccioli di cane e gatto, il puledro alla nascita non ha difese immunitarie, ma dipende dalla madre per quanto riguarda l'acquisizione degli anticorpi (immunità passiva). Per questo è di fondamentale importanza che ingerisca il colostro dalla madre (il "primo latte") in modo da assumere, entro le prime 8-12 ore dalla nascita, un quantitativo adeguato di anticorpi. Come già accennato, il puledro dovrebbe assumere il colostro entro due ore dalla nascita, altrimenti, andando avanti con le ore aumenta esponenzialmente il rischio di contrarre infezioni, che possono compromettere seriamente la sua salute fino, nei casi più gravi, comportarne la morte. Se il puledro non ha poppato entro 3 ore o non presenta riflesso di suzione o non cerca la mammella, bisogna chiamare il veterinario perché potrebbe essere un puledro a rischio. Quindi se entro 2 ore il puledro non ha ancora trovato la mammella, non preoccupatevi: basta aver con sé pronto un biberon con un buco d'uscita un po' più grosso del normale, e con calma potete mungere la cavalla in un recipiente pulito, filtrare con una garza il colostro e metterlo nel biberon. Per quanto riguarda la ricerca della mammella, è, per il neonato, un compito lungo e arduo che può impegnare parecchio tempo. A volte (e se siamo fortunati), quando la mammella è troppo piena, la cavalla sente dolore e, infastidita dal puledro, rischia di diventare aggressiva.

La Gestione del Meconio: Un Primo Passaggio Cruciale

Se il puledro non ha interesse a prendere il latte dalla mamma, potrebbe avere fastidio per la ritenzione del meconio: il primo abbozzo fecale, duro ed abbondante che si forma nella vita fetale. Per quei puledri meno riluttanti a poppare, lo stesso effetto lassativo del latte, spesso favorisce spontaneamente l'eliminazione del meconio. Ma in pratica, dato che questo causa disagio e dolori addominali, prima viene eliminato, prima il puledro si sente bene ed è quindi più desideroso di poppare dalla mamma.

La Cura del Cordone Ombelicale: Igiene e Precauzioni

Non rompere né tagliare il cordone ombelicale: se non si è rotto da sé durante il parto lo farà non appena la fattrice o il puledro si alzeranno. Se dovesse verificarsi un’emorragia, tamponare con una garza e stringere con 2 dita il cordone per qualche minuto. Non legate il cordone se non ci sono emorragie da tamponare. Si consiglia di disinfettare sempre il cordone ombelicale per 2-3 giorni dopo il parto con tintura di iodio al 2%, oppure semplice Betadine. Se il cordone ombelicale non si è rotto e il puledro viene espulso senza che la placenta si sia rotta, questa va aperta, liberato il puledro dagli invogli, va tagliato il cordone ombelicale con una lama sterile a circa 3 cm dall’ombelico e quindi disinfettato con tintura di iodio di recente preparazione o con disinfettante analogo.

Il Ruolo della Tecnologia: Foaling Alarm a Supporto dell'Allevatore

La tecnologia ci ha permesso di sviluppare metodologie in grado di supportare l’allevatore anche in momenti delicati come il travaglio della cavalla e la nascita del puledro. I sistemi di monitoraggio del parto per equini sono strumenti essenziali per gli allevatori, poiché permettono loro di assistere nel modo migliore la cavalla durante questo momento estremamente delicato e soggetto a terribili complicazioni.

Foaling Alarm dispositivo

Dispositivi come il C6 Birth Control e il C6 Evo, potranno inviare un avviso SMS o una chiamata non appena il parto si rivelerà imminente. Infatti, il trasmettitore installato nella vulva della fattrice durante gli ultimi giorni della gravidanza notifica ai numeri registrati in precedenza all’interno del sistema il bisogno di assistenza dell’animale. Negli anni sono stati sviluppati una serie di dispositivi (ad esempio, trasmettitori vulvari, vaginali e da capezza) più o meno efficienti che ci possono avvertire dell’inizio della fase espulsiva del parto e che ci permettono di raggiungere la nostra fattrice per assisterla. In ogni situazione, questi si riveleranno alleati perfetti e insostituibili, e consentiranno di evitare molte notti insonni e di essere presenti al momento del travaglio della cavalla e del parto. In pratica, grazie a questi dispositivi, potrete assistere alla nascita del puledro e salvaguardare la salute di madre e figlio, agendo prontamente in caso di complicazioni. Se si può, la cosa migliore sarebbe di montare una piccola telecamera che vi consenta di guardare senza essere visti.

Interventi Veterinari Specifici: Quando l'Uomo Deve Agire

Anche se nella maggior parte dei casi il parto procede fisiologicamente, esistono situazioni in cui l'intervento veterinario diventa indispensabile.

Veterinario che assiste un parto di cavalla

Complicazioni e Distocie: La Tempestività Salva Vite

Nell’eventualità di una distocia, cioè di una qualsiasi difficoltà durante il parto, la tempestività di intervento può salvare la vita di fattrice e puledro. Se si accorge che il parto tende a languire, bisogna chiamare il veterinario. Se si accorge che dopo la rottura delle acque il vitello si presenta in posizione irregolare, NON faccia mettere le mani a personale di non collaudata esperienza, ma chiami un veterinario. Gli arti posteriori, se rimangono dentro il canale del parto, dovrebbero essere fatti uscire manualmente per evitare che con i movimenti possano causare traumatismi. Come già menzionato, la ritenzione della placenta oltre i 2-6 ore (massimo 12 ore) richiede l'intervento veterinario immediato.

Induzione del Parto o dell'Aborto: Un Dibattito Scientifico

Vi sono casi in cui, per motivi medici complessi, potrebbe essere necessario considerare l'induzione del parto o, in circostanze eccezionali, l'aborto nella cavalla. Di queste pratiche ha parlato Claire Card (DVM PhD diplomate ACT, Western College of Veterinary Medicine, University of Saskatchewan, Canada) al XVI Congresso Internazionale Multisala SIVE. L'induzione dell’aborto, ad esempio, può essere correlata al ruolo del progesterone luteinico e di quello placentare nel mantenimento della gravidanza. La fattrice è dipendente dalla secrezione di progesterone luteinico che deriva dal corpo luteo primario almeno per i primi 35 giorni di gestazione. Intorno a questa data, le cellule della cintura corionica migrano nell’utero e formano ulteriori strutture che contribuiscono al supporto ormonale della gravidanza. Questi sono interventi di natura prettamente veterinaria e richiedono una valutazione specialistica approfondita.

Cura della Cavalla Dopo il Parto: Recupero e Benessere

Subito dopo il parto, è importante lavare con acqua e sapone tutto il posteriore della madre e cambiare la paglia bagnata, calpestata e sporcata nelle fasi del parto. È inoltre consigliabile darle un bel beverone tiepido di acqua di lino, farina d’orzo, avena e crusca per aiutarla a recuperare energie e liquidi. Dopo la nascita del puledro, la cavalla ha bisogno di tempo per riprendersi fisicamente. Quando la cavalla ha recuperato, bisogna considerare anche lo svezzamento del puledro. Finché il piccolo poppa, separarli completamente - anche solo per pochi minuti - può causare forte stress. È fondamentale rispettare i tempi di recupero della madre e le esigenze del neonato per garantire un benessere duraturo per entrambi.

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