Il Supporto alla Natalità in Italia: L'Evoluzione del "Bonus Bebè" e le Nuove Misure per le Famiglie

L'Italia, come riconosciuto ormai da anni, è interessata da quello che viene definito un vero e proprio “inverno demografico”. Il brusco calo delle nascite rappresenta una delle priorità sociali ed economiche del nostro Paese. Per questa ragione, sono state formulate nuove agevolazioni che sulla carta vorrebbero invertire o quantomeno mitigare il calo della natalità, investendo sul futuro e sul ricambio generazionale. La vitalità di una nazione passa per tante variabili differenti, tra cui appunto il ricambio generazionale. Poiché l’Italia è notoriamente uno dei Paesi al mondo con un’aspettativa di vita più alta e una popolazione molto anziana, attualmente ferma a crescita zero, una delle misure per investire sul futuro passa dal sostegno alle famiglie e dalla promozione della genitorialità.

In questo contesto di politiche volte al supporto demografico, le misure di sostegno alle famiglie sono costantemente aggiornate e ridefinite. Tra le diverse agevolazioni, il termine "Bonus Bebè" è rimasto nell'immaginario collettivo, sebbene le sue forme e denominazioni ufficiali si siano evolute nel tempo. Quello che molti ancora cercano come "bonus bebè" è oggi, per le nuove nascite dal 2025, ufficialmente chiamato "Bonus Nuovi Nati" o anche "Carta Nuovi Nati". Questa guida si propone di fare chiarezza sulle informazioni attuali relative a questi sostegni, dai requisiti all'importo, fino a come presentare la domanda, distinguendo tra le diverse misure e la loro evoluzione.

Misure di sostegno alle famiglie italiane

Il "Bonus Nuovi Nati" 2025: Un Contributo Una Tantum per le Famiglie

Il "Bonus Nuovi Nati" rappresenta una delle principali novità e riconferme nel panorama delle misure di sostegno alle famiglie per il prossimo biennio. Introdotto dalla legge di bilancio per il 2025, questa misura è stata pensata come un incentivo concreto alla natalità e al sostegno delle nuove famiglie.

Si tratta di un contributo una tantum da mille euro riservato alle famiglie con ISEE inferiore a 40 mila euro. Questo significa che la somma viene erogata una sola volta per ogni figlio nato o adottato nel corso dell'anno. La natura "una tantum" lo distingue da precedenti forme di Bonus Bebè che prevedevano erogazioni mensili. La buona notizia per le famiglie è che il Governo ha confermato la misura anche per il 2026, sottolineando la volontà di proseguire nel percorso di supporto alla genitorialità.

La legge di bilancio 2025, approvata dal Governo e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre come legge 207/2024, contiene, come da annunci dei ministri e della Premier Meloni, molte misure per le famiglie con reddito basso e per la protezione della genitorialità. Tra queste, il Bonus "Nuovi Nati" per le nuove nascite nelle famiglie con ISEE sotto i 40mila euro è una delle più rilevanti.

CARTA NUOVI NATI 2025 da 1000 euro: ecco finalmente il bonus per i figli

Requisiti Dettagliati per Accedere al "Bonus Nuovi Nati" 2025/2026

Per poter beneficiare di questo importante contributo, il nucleo familiare deve possedere alcuni requisiti specifici al momento della presentazione della domanda. L'INPS, con apposita circolare 76 del 14.4.2025, ha chiarito i requisiti, le modalità di accesso e la gestione delle domande per il Bonus nascita 2025 da 1000 euro, e le stesse regole sono attese per la conferma nel 2026, con le dovute specificazioni che l'INPS provvederà a fornire.

Requisito Economico: L'ISEE MinorenniUn elemento centrale per l'accesso al Bonus Nuovi Nati è l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE). È richiesto un ISEE minorenni non superiore a 40.000 euro annui. È fondamentale notare che ai fini del calcolo di questo ISEE, le somme relative all'Assegno Unico e Universale (AUU) sono escluse. Ciò significa che l'Assegno Unico non incide negativamente sulla possibilità di rientrare nella soglia ISEE richiesta per il Bonus Nuovi Nati, garantendo un accesso più ampio alle famiglie beneficiarie dell'AUU. L'ISEE deve essere valido alla data della domanda oppure basato su una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presentata nello stesso momento della domanda stessa.

Requisito del Figlio e Data dell'EventoIl Bonus è destinato ai figli nati o adottati a partire dal 1° gennaio 2025. Questa specifica data segna l'inizio della validità della misura.

  • Per l'affido preadottivo, conta la data di ingresso del minore nel nucleo familiare.
  • Per le adozioni internazionali, la data di trascrizione nei registri civili è quella di riferimento.Il beneficio è previsto per tutti i figli nati dal 1° gennaio 2025 in poi, inclusi anche quelli adottati a partire da questa data. In caso di parto gemellare o di più adozioni, è necessario presentare una domanda separata per ciascun figlio, poiché il contributo è "per ogni figlio".

Requisiti di Cittadinanza e ResidenzaIl richiedente, che deve essere il genitore, deve possedere specifici requisiti di cittadinanza e residenza in Italia.

  • Cittadinanza:
    • Cittadini italiani o di un altro Paese dell'Unione Europea (UE).
    • Familiari di cittadini UE con diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente.
    • Cittadini extra-UE con permesso di soggiorno valido per almeno 1 anno, oppure in possesso di permesso di soggiorno UE per lungo periodo, permesso unico di lavoro o permesso di soggiorno per motivi di ricerca.
    • Rifugiati, apolidi, titolari di protezione internazionale.
    • Cittadini del Regno Unito (UK) residenti in Italia entro il 31 dicembre 2020.
  • Residenza: Il richiedente deve avere la residenza in Italia dalla data dell’evento (nascita, adozione, affido) fino alla presentazione della domanda. Questo assicura che il beneficio sia indirizzato a chi è stabilmente radicato nel territorio nazionale.

Come Presentare la Domanda per il "Bonus Nuovi Nati"

La procedura per richiedere la "Carta Nuovi Nati" è stata semplificata per facilitare l'accesso ai beneficiari, ma è fondamentale rispettare le tempistiche e le modalità indicate. L'INPS ha un ruolo centrale nella gestione di queste richieste.

Tempistiche per la DomandaLa domanda deve essere presentata entro 120 giorni dalla data dell’evento (nascita, adozione o affido preadottivo). È un termine essenziale: non rispettandolo, si rischia di perdere il diritto al contributo. In sede di prima attuazione della misura, per le nascite avvenute prima dell'apertura della piattaforma e della proroga comunicata il 24 luglio, il termine scade il 22 settembre 2025. La proroga delle tempistiche dimostra un'attenzione a garantire che tutte le famiglie aventi diritto possano inoltrare la richiesta. Molti genitori si sono chiesti se le regole fossero diventate più stringenti rispetto al bonus nascita 2025, ma la verità è che non è cambiato nulla di drastico. L’unica vera novità positiva riguarda le tempistiche: se per il bonus bebè 2025 i margini erano più stretti, quest’anno il termine per presentare la domanda è stato ampliato a 120 giorni dalla nascita o dall’adozione.

Chi può Presentare la DomandaLa domanda può essere inoltrata da diverse figure, a seconda della situazione familiare:

  • Uno dei genitori.
  • Il genitore convivente, nel caso in cui i genitori non vivano insieme.
  • Un tutore o il genitore del genitore minorenne o incapace, qualora il richiedente sia minorenne o non possa agire autonomamente.

Canali per l'Invio della DomandaL'INPS mette a disposizione diversi canali per la presentazione telematica e assistita:

  • Online: Direttamente sul sito web dell'INPS (www.inps.it), accedendo con la propria identità digitale. Sono accettati SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d'Identità Elettronica), CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o eIDAS (electronic IDentification, Authentication and trust Services). Accedendo al sito tramite le credenziali della propria identità digitale, si troverà la schermata con la Bacheca personale.
  • App Mobile INPS: Attraverso l'applicazione ufficiale dell'Istituto, che consente di gestire diverse pratiche comodamente da smartphone o tablet.
  • Contact Center: Chiamando il numero 803.164 da telefono fisso (gratuito) o il numero 06.164.164 da telefono cellulare (a pagamento, secondo il piano tariffario).
  • Patronato: Rivolgendosi a un ente di patronato, che fornirà assistenza gratuita nella compilazione e nell'invio della domanda.

Documentazione Richiesta e Modalità di PagamentoIl richiedente dovrà dichiarare di possedere i vari requisiti previsti dalla normativa. Inoltre, dovrà indicare le modalità di pagamento preferite per l'erogazione del bonus. Questo include la comunicazione di un conto corrente con IBAN o l'opzione del bonifico domiciliato. In caso di IBAN estero, ma appartenente all'area SEPA (Single Euro Payments Area), è necessario allegare il modulo MV70, specifico per queste casistiche. Il Bonus una tantum non è un finanziamento rateale ma un sussidio a fondo perduto, una somma che non deve essere restituita.

Tempi di Pagamento e Risorse DisponibiliL'erogazione del Bonus avverrà in ordine cronologico rispetto alla presentazione delle domande. Ciò significa che la tempestività nell'invio della richiesta può influenzare la rapidità del pagamento. I pagamenti sono effettuati nei limiti delle risorse disponibili per l’anno in corso:

  • Per il 2025, sono stati stanziati 330 milioni di euro.
  • Dal 2026, sono previsti 360 milioni di euro annui.L'INPS effettuerà un monitoraggio mensile delle risorse impiegate e informerà i Ministeri competenti sull'andamento delle erogazioni. Questo meccanismo garantisce una gestione oculata dei fondi pubblici e una trasparenza nell'applicazione della misura.

Comunicazioni Proattive dall'INPSPer facilitare l'accesso ai benefici, l'INPS ha implementato un sistema di comunicazione proattiva. Con il messaggio del 21 novembre, l’INPS ha comunicato che dal mese di novembre, in occasione della nascita di un figlio, l’Istituto invia una comunicazione tramite posta elettronica per invitare i genitori a presentare la domanda per richiedere l’Assegno unico e universale per i figli a carico o integrare il beneficio percepito per altri figli a carico e a richiedere, se il valore dell’ISEE è inferiore al limite massimo, il Bonus nuovi nati. Questa comunicazione è indirizzata agli utenti che hanno prestato il proprio consenso a ricevere comunicazioni dall’INPS. A tale proposito, per ricevere contenuti personalizzati e servizi in modalità proattiva da parte dell’Istituto, è necessario accedere al sito istituzionale www.inps.it, nell’area “MyINPS” all’interno della quale, seguendo il percorso “I tuoi dati” > “Contatti e consensi”, nella sezione “Adesione ai servizi proattivi” è possibile prendere visione di tutte le informazioni relative ai servizi proattivi e aderirvi spuntando la casella “Acconsento”.

Guida alla presentazione della domanda INPS

Il Punto di Svolta: Assegno Unico Universale e la Compatibilità con il "Bonus Nuovi Nati"

Una delle domande più frequenti che si pongono le famiglie riguarda la relazione tra il "Bonus Nuovi Nati" e l'Assegno Unico e Universale (AUU). È cruciale fare chiarezza su questo aspetto. No, non sono la stessa cosa, ma sono due misure complementari e cumulabili, pensate per sostenere le famiglie con figli.

Il "Bonus Nuovi Nati" è un contributo una tantum di 1.000 euro, strettamente legato all'evento della nascita o dell'adozione nel 2025 (e riconfermato per il 2026). Si tratta, quindi, di un aiuto iniziale per affrontare le prime spese legate all'arrivo di un nuovo membro in famiglia.

L'Assegno Unico e Universale, invece, è un contributo economico mensile che spetta a tutte le famiglie con figli a carico, e rappresenta la misura cardine del sostegno alle famiglie italiane. È stato istituito per semplificare le procedure di assistenza alle famiglie, accorpando diverse prestazioni preesistenti, tra cui il "Bonus Bebè" nella sua precedente formulazione di assegno mensile. La buona notizia è che le due misure sono assolutamente compatibili e cumulabili, offrendo un supporto più ampio e strutturato. L'Assegno Unico Universale, a cui si affiancano il Bonus Bebè 2026 (o Bonus Nuovi Nati) e altre iniziative assimilabili come il Bonus mamme lavoratrici 2026, varia in base all’ISEE della famiglia richiedente.

Assegno Unico Universale: Struttura, Beneficiari e Importi

L’Assegno Unico Universale (AUU), richiedibile a partire dal settimo mese di gravidanza o anche in caso di adozione, è stato istituito per semplificare le procedure di assistenza alle famiglie, un po’ come avviene per alcune forme di welfare aziendale in busta paga che non sono soggette a tassazione.

Beneficiari dell'Assegno Unico UniversaleL'assegno unico si applica a lavoratori dipendenti (pubblici e privati), lavoratori autonomi, pensionati, disoccupati e inoccupati. L’INPS lo eroga per i figli a carico nelle seguenti situazioni:

  • Figli minorenni, a partire dal settimo mese di gravidanza. Questo anticipo del beneficio è pensato per sostenere le famiglie già nelle fasi finali della gestazione.
  • Figli con disabilità, senza limiti d’età. In questo caso, l'assegno continua ad essere erogato senza interruzioni legate all'età del figlio.
  • Figli maggiorenni fino a 21 anni che rientrano in specifiche condizioni, quali:
    • Studiano (frequentano l'università, la scuola superiore o un percorso di formazione professionale).
    • Fanno il servizio civile.
    • Lavorano con un reddito complessivo annuo inferiore a 8.000 euro.
    • Sono disoccupati e risultano iscritti ai centri per l'impiego o svolgono un percorso di orientamento lavorativo.

Requisiti del Richiedente per l'Assegno UnicoPer ricevere l’Assegno, il richiedente deve soddisfare specifici requisiti di cittadinanza, residenza e fiscalità:

  • Essere cittadino italiano o di un Paese UE con diritto di soggiorno, oppure essere un familiare di cittadino UE.
  • O essere cittadino non-UE con permesso di soggiorno di lungo periodo, o avere un permesso unico di lavoro o un permesso di soggiorno per motivi di ricerca di durata superiore a sei mesi.
  • Pagare le tasse in Italia, ovvero essere soggetto a tassazione in Italia.
  • Risiedere in Italia da almeno 2 anni, o essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di durata almeno semestrale.

Gli Importi dell'Assegno Unico Universale e le Novità ISEEL’Assegno Unico Universale varia in base all’ISEE della famiglia richiedente. Per l'anno corrente, sono previste alcune importanti novità legate alla volontà di aggiornare i parametri di calcolo dell’ISEE, indicate nel disegno di legge della Manovra 2026. La riforma dell’ISEE prevista dalla Legge di Bilancio 2026 riformula il calcolo focalizzandosi su due parametri principali: il valore della prima casa e il numero di figli.

  • Per quanto riguarda la prima casa, la franchigia dovrebbe salire da 52.500 a 91.500 euro, alleggerendo così il peso dell’abitazione nel calcolo dell’ISEE.
  • In più, verrà introdotto un meccanismo che prevede maggiorazioni progressive in base al numero di figli, riconoscendo il maggior carico economico delle famiglie numerose.Insieme, queste due modifiche dovrebbero abbassare l’ISEE per molti nuclei familiari, che avranno così accesso a un importo più alto per quanto riguarda l’Assegno Unico Universale e altre misure legate all'ISEE.

Oltre a quanto spiegato, ci sarà un aumento compreso tra l’1,6% e l’1,7% dovuto alla rivalutazione sulla base dell’indice dei prezzi al consumo. In attesa di conoscere tutti i dettagli definitivi, l’importo minimo mensile dovrebbe ammontare a circa 58,5 euro e quello massimo a 204,4 euro. Dovrebbero poi restare le ulteriori somme aggiuntive per le seguenti categorie di famiglie:

  • Famiglie numerose, con un numero elevato di figli a carico.
  • Mamme di età inferiore a 21 anni, per un supporto specifico alle giovani madri.
  • Figli disabili, con importi maggiorati in base al grado di disabilità.
  • Famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, riconoscendo il doppio impegno lavorativo e familiare.

Non esiste una soglia ISEE massima per accedere all'Assegno Unico: chi percepisce un reddito superiore a 40.000 euro può comunque ricevere la somma minima prevista. Tuttavia, a partire dal compimento dei 18 anni dei figli, l’assegno viene ridotto, pur continuando a fornire un supporto fino ai 21 anni in presenza delle condizioni sopra menzionate.

Come Richiedere l'Assegno Unico UniversaleL’Assegno viene corrisposto a chi ne ha diritto tramite bonifico, sempre che sia stato indicato l’IBAN in fase di domanda, o in contanti presso il proprio ufficio postale. In ogni caso, è necessario presentare tutta la documentazione richiesta all’INPS:

  • Documento di identità e codice fiscale del genitore richiedente.
  • Codice fiscale del minore o dei minori per cui si richiede la prestazione.
  • Codice fiscale dell’altro genitore.
  • ISEE in corso di validità.
  • IBAN del genitore richiedente su cui effettuare il pagamento della prestazione.

L'Assegno Unico Universale può essere percepito fino al 21° anno di età di ogni figlio e viene erogato ogni mese, costituendo un pilastro fondamentale nel sostegno economico continuativo alle famiglie.

Altre Misure di Sostegno alla Genitorialità: Bonus Asilo Nido e Assegno di Maternità

Oltre al "Bonus Nuovi Nati" e all'Assegno Unico Universale, il pacchetto di misure a sostegno della famiglia include anche il rafforzamento di bonus già esistenti e l'erogazione di aiuti specifici per le madri.

Il Rafforzamento del Bonus Asilo Nido 2026

Il Bonus asilo nido, già in vigore, è stato riconfermato anche per il 2026. Questo bonus è stato rafforzato attraverso l'esclusione delle somme dell'Assegno Unico dalla soglia ISEE di accesso e l'eliminazione del requisito del secondo figlio sotto i 10 anni. Queste modifiche mirano a rendere il bonus più accessibile a un maggior numero di famiglie.

Il bonus può essere richiesto da chi ha figli sotto i tre anni ed è residente in Italia. Anche in questo caso, è necessario presentare l’ISEE, il quale è il parametro che determina gli importi specifici del beneficio. La riconferma per il 2026, con un aggiornamento sul calcolo legato alla ricalibrazione dell’ISEE, dimostra l'impegno a supportare le famiglie nelle spese per la cura dei figli piccoli.

L'Assegno di Maternità 2026: Un Aiuto Specifico per le Madri

Al momento, nella Manovra 2026 non si parla ancora in dettaglio dell'assegno di maternità, che dovrebbe tuttavia restare in vigore come una misura importante. Si tratta di un aiuto alle famiglie, rivolto in particolare alle madri che non possono accedere ad altre modalità di sostegno, come ad esempio l’indennità di maternità dell’INPS, che è generalmente riservata alle lavoratrici con contribuzione previdenziale.

Sebbene venga erogata proprio dall’INPS, questa prestazione è concessa direttamente dai Comuni. La domanda deve essere presentata al Comune in cui si risiede. A essa devono essere allegate la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) in merito al proprio nucleo familiare e un'autocertificazione in cui si dichiara di non essere percettori di altri bonus maternità e di rispettare pienamente i requisiti richiesti.

Chi ha Diritto all'Assegno di MaternitàL’assegno di maternità di base viene corrisposto mensilmente in caso di nuove nascite, adozioni e affidamenti preadottivi avvenuti durante tutto l’anno. Chi lo richiede non deve avere alcuna copertura previdenziale oppure solo entro un determinato importo fissato annualmente. In più, non deve ricevere altri assegni di maternità INPS, in quanto questa misura è pensata per chi non ha accesso ad altre forme di sostegno per la maternità.

Un altro parametro importante per accedere all’assegno di maternità è l’ISEE del nucleo familiare richiedente, la cui soglia viene indicata di anno in anno. Per il periodo di riferimento, l'ISEE del nucleo familiare richiedente non deve superare la soglia di 20.221,13 euro. In aggiunta, bisogna anche:

  • Risiedere nel Comune che concede l’Assegno.
  • Convivere con il figlio per cui si è richiesto l’Assegno.
  • Essere cittadine italiane o avere un permesso di soggiorno regolare.

Al momento, l’assegno di maternità di base corrisposto mensilmente ammonta a 404,17 euro per cinque mesi, per un totale complessivo di 2.020,85 euro. Tuttavia, si attende la rivalutazione da parte dell’INPS, con un eventuale aumento di queste cifre per il 2026, allineandosi ai costi della vita e al potere d'acquisto. No, si tratta di due misure diverse pensate per sostenere le famiglie. L’Assegno di Maternità è una forma di aiuto rivolta a tutte le madri che non possono accedere ad altre modalità di sostegno, ad esempio l’indennità di maternità dell’INPS. L’Assegno di Maternità di Base viene corrisposto mensilmente per nuove nascite, affidamenti preadottivi e adozioni avvenuti durante l’anno in corso.

Il Ruolo del Welfare Aziendale: Un Complemento ai Sostegni Pubblici

Oltre alle misure governative e comunali, il supporto alle famiglie può essere significativamente integrato dal welfare aziendale. Questo tipo di benefit, offerto dalle aziende ai propri dipendenti, non è obbligatorio, ma può rappresentare un vantaggio fiscale sia per il datore di lavoro che per il dipendente, come stabilito dall’articolo 51 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Un adeguato pacchetto di welfare aziendale può supportare l'Assegno Unico Universale e altre iniziative per le famiglie.

Grazie a soluzioni complete di welfare aziendale, come ad esempio il Welfare Coverflex, è possibile implementare in pochi gesti uno schema variegato di benefit. I dipendenti possono avere accesso a migliaia di possibilità di spesa, che vanno ben oltre il semplice bonus economico diretto.

Esempi di Benefici del Welfare Aziendale per le Famiglie:

  • Convenzioni e sconti: Per fare la spesa quotidiana, l'acquisto di beni di prima necessità o servizi.
  • Asili nido aziendali: Oppure convenzioni con strutture esterne, facilitando l'accesso ai servizi per l'infanzia.
  • Bonus babysitter: Un aiuto concreto per la gestione dei figli, permettendo ai genitori di conciliare meglio vita lavorativa e familiare.
  • Buoni per l’acquisto di libri di testo: Per supportare le spese scolastiche dei figli.
  • Vacanze e soggiorni in famiglia: Contribuendo al benessere e al tempo libero del nucleo familiare.
  • Borse di studio: Per sostenere l'istruzione e la formazione dei figli dei dipendenti.

I Fringe Benefits: Vantaggi Fiscali AggiuntiviTra i vari benefit del welfare aziendale, spiccano i Fringe Benefits. Questi sono compensi in natura che si aggiungono alla retribuzione ordinaria e godono di importanti vantaggi fiscali.

  • La soglia di esenzione fiscale annuale è di 1.000 euro per i dipendenti che non hanno figli a carico.
  • I dipendenti con figli a carico, invece, hanno accesso a una soglia di Fringe Benefits più elevata, pari a 2.000 euro.Questo sistema incentivante riconosce il maggior carico familiare e offre un ulteriore strumento di supporto economico, non tassato, per le spese legate alla gestione della famiglia.

Benefici del welfare aziendale per i dipendenti

Uno Sguardo al Passato: La Storia del "Bonus Bebè" in Italia e la Sua Confluenza nell'Assegno Unico

Il termine "Bonus Bebè" ha una storia lunga e articolata nel sistema di welfare italiano, subendo diverse modifiche e, in ultimo, una trasformazione radicale. Capire questa evoluzione è fondamentale per comprendere il contesto attuale delle misure di sostegno alla natalità.

Il Bonus Bebè, introdotto per la prima volta nel 2003 e poi messo in stand-by, puntava proprio a diventare un incentivo concreto alla natalità. La misura è stata introdotta dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190, confermata dalla legge 27 dicembre 2019, n. 160 e rifinanziata dalla Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178).

La legge di stabilità 2015 (legge 190/2014), ai commi da 125 a 129, ha previsto, per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, un assegno di importo annuo di 960 euro erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione. Originariamente, il beneficio era corrisposto a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente fosse in condizione economica corrispondente a un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 25.000 euro annui.

La misura è stata prorogata anche con riferimento alle nascite o alle adozioni intervenute tra il 1° gennaio 2018 ed il 31 dicembre 2019 per effetto dell'articolo 1, co. 141 e 142 della legge di bilancio per il 2018 e dell'articolo 23-quater del dl n. 119/2018 convertito con legge n. 136/2018, ma per un periodo temporale ridotto: il bonus spettava, infatti, solo per il primo anno di vita del bimbo o per il primo anno dopo l'adozione, contro i tre anni precedenti (Cfr: Circolare Inps 50/2018 e Circolare Inps 85/2019). L'assegno era corrisposto dall'INPS, su domanda del genitore, con cadenza mensile ed era cumulabile in caso di più figli nati nel periodo oggetto dell'agevolazione.

L'articolo 1, co. 340 e 341 della legge 160/2019 e l'articolo 1, co. 336 della legge n. 178/2020 hanno rinnovato il bonus anche con riferimento ad ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2021, sempre esclusivamente fino al compimento del primo anno di età ovvero del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione, disponendone l'estensione a tutte le famiglie a prescindere dal reddito, con la conseguente universalizzazione della misura. Restava ferma anche con riferimento alle nascite/adozioni avvenute tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2021 la maggiorazione del 20% del beneficio per nascite o adozioni/affidamenti preadottivi successivi al primo figlio. In tal caso la misura spettante era rispettivamente pari a 192 euro, 144 euro e 96 euro mensili a seconda del valore assunto dall'ISEE minorenni. L'assegno era corrisposto ai cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari legalmente soggiornanti nel nostro paese e non concorreva alla formazione del reddito ai fini fiscali. La domanda poteva essere presentata dal giorno della nascita o dell'ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione del figlio. Ai fini della decorrenza dell'assegno dal giorno della nascita o dell'ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione, la domanda doveva essere presentata non oltre il termine di 90 giorni dalla nascita o dall'ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione del figlio.

Nel 2022 avevamo però assistito a una piccola rivoluzione, culminata nel cosiddetto Assegno Unico Universale. La misura del "Bonus Bebè" nella sua formulazione di assegno mensile non è stata rinnovata oltre il 31.12.2021 in quanto confluita all'interno del cosiddetto «assegno unico». L'Assegno Unico Universale è nato per accorpare diverse prestazioni, tra cui appunto il Bonus Bebè (nella sua versione precedente), il Bonus Mamma Domani, l'assegno per le famiglie composte da almeno tre minori, gli assegni familiari per le famiglie e le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni.

È quindi essenziale distinguere tra la definitiva integrazione del "Bonus Bebè" storico nell'Assegno Unico Universale e la reintroduzione, nel 2025, di un nuovo contributo una tantum denominato "Bonus Nuovi Nati", che pur riprendendo la finalità di sostegno alla nascita, si configura con caratteristiche e modalità operative ben definite e differenti dal suo predecessore mensile.

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