L'importanza della vitamina B12 e dei micronutrienti per la fertilità e la gravidanza

Il percorso verso la maternità è un'avventura complessa e affascinante, che richiede una preparazione attenta per garantire il benessere della madre e del nascituro. In gravidanza il fabbisogno di micronutrienti aumenta maggiormente rispetto a quello dei macronutrienti, e un apporto inadeguato può avere ripercussioni negative per entrambi. Una sana alimentazione, che rispetti la stagionalità e la varietà, è fondamentale, ma nei casi di aumentato fabbisogno si possono verificare stati carenziali. Il periodo peri-concezionale rappresenta una fase critica in cui i micronutrienti giocano un ruolo fondamentale per il buon esito della gravidanza.

illustrazione schematica dell'importanza dei micronutrienti nello sviluppo fetale

Il ruolo cruciale della vitamina B12

La vitamina B12 (cobalamina) è coinvolta nel metabolismo cellulare, in particolare nella sintesi del DNA, nei processi di metilazione e nel metabolismo mitocondriale. Svolge un ruolo determinante nella formazione della guaina mielinica e nello sviluppo del sistema nervoso centrale (SNC). La maggior parte della vitamina B12 è immagazzinata nel fegato, mentre una minore quantità viene escreta nella bile ed è sottoposta a circolazione enteroepatica.

La carenza di vitamina B12 si associa ad un’ampia gamma di manifestazioni cliniche, tra cui anemia megaloblastica, danno della sostanza bianca e neuropatia periferica. Sintomi comunemente riscontrati includono stanchezza, debolezza, perdita di appetito, perdita di peso, vertigini, depressione, confusione, irritabilità e disturbi cognitivi. Un segno particolare è rappresentato dalla glossite atrofica (lingua arrossata e liscia) e dall’alterazione dei sapori.

Nel periodo peri-concezionale, la carenza di vitamina B12 può associarsi ad aumentato rischio di aborto spontaneo e basso peso alla nascita. Il deficit concorre inoltre all’incremento del rischio di diabete gestazionale, pre-eclampsia, parto prematuro e ritardo di crescita intrauterino (IUGR). La carenza materna è risultata essere associata ad un aumento del rischio di insulino-resistenza, sindrome metabolica e obesità sia nelle madri che nei figli.

Vitamina B12 e fertilità femminile

Per quanto riguarda la fertilità, l’aumento delle concentrazioni delle vitamine del gruppo B attraverso la dieta o la loro integrazione può offrire una soluzione per migliorare il funzionamento ovulatorio. La vitamina B12, insieme alla B9 (acido folico) e alla B6, è essenziale per la salute delle cellule, proteggendo il corredo genetico dalle mutazioni.

Nella donna, la B12 è utilizzata anche nel trattamento della sindrome premestruale (PMS), in quanto regola il ciclo mestruale incrementando la fase luteale, la produzione di progesterone e riducendo i livelli di prolattina e le possibilità di aborto. Regola il rapporto tra progesterone ed estrogeni, risultando fondamentale anche in casi di dominanza estrogenica come l'endometriosi. È importante sottolineare che la vitamina B12 è essenziale se presente in forma attiva, ossia sotto forma di metilcobalamina, particolarmente se si ha la mutazione MTHFR.

infografica sul metabolismo della vitamina B12 e il suo impatto sul sistema riproduttivo

Oltre la B12: folati, B6, ferro e iodio

Tra le vitamine del gruppo B, anche la B6 (piridossina) è fondamentale: è coinvolta nel metabolismo degli aminoacidi, degli acidi grassi e degli zuccheri e contribuisce alla formazione degli ormoni e delle cellule del sistema immunitario. Una sua carenza si associa a iperomocisteinemia ed esiti avversi della gravidanza. Anche la vitamina B9, o acido folico, gioca un ruolo fondamentale favorendo lo sviluppo dell'embrione e la sintesi proteica. Un deficit di una sola di queste vitamine è causa di iperomocisteinemia. Elevati livelli di omocisteina nel sangue e nel liquido follicolare possono determinare una riduzione delle possibilità di successo della fecondazione assistita.

Il ferro è un altro elemento essenziale: costituente dell’emoglobina, della mioglobina e di diversi enzimi, è necessario per il trasporto dell’ossigeno. La carenza di ferro, oltre a indurre anemia sideropenica, può alterare la crescita e lo sviluppo del feto, aumentare il rischio di parto pretermine e di basso peso alla nascita.

Lo iodio, invece, è un componente degli ormoni tiroidei e influenza il metabolismo del glucosio, delle proteine, dei lipidi, del calcio e del fosforo. Un’adeguata supplementazione con iodio riduce fino al 73% l’incidenza di cretinismo nelle zone a rischio. Durante la gravidanza, il fabbisogno di iodio aumenta del 50%. La tiroide fetale comincia a funzionare solo intorno alla 12° settimana di gestazione; pertanto, un adeguato apporto materno è garanzia di eutiroidismo per il nascituro.

NUTRIZIONE in GRAVIDANZA

Vitamina C e salute vascolare

La vitamina C (acido L-ascorbico) è coinvolta in numerosi processi essenziali, tra cui la biosintesi del collagene, della carnitina, delle catecolamine e il controllo epigenetico. Inoltre, favorisce la sintesi dell’ossido nitrico endoteliale, che ha funzioni protettive per il sistema vascolare, e potenzia l’assorbimento del ferro non-eme. Le concentrazioni plasmatiche di vitamina C si riducono durante la gravidanza a causa dell’emodiluizione e del trasferimento al feto, rendendo necessario un aumento dell'assunzione per coprire le necessità del metabolismo materno e della crescita fetale.

Considerazioni su stile di vita e integrazione

Non sono solo le donne che seguono diete vegetariane o vegane ad essere a rischio: fino al 30% delle donne onnivore mostra livelli subottimali di vitamina B12. Le raccomandazioni italiane, in accordo con l’OMS, fissano la dose di vitamina B12 a 2,6 μg/die in gravidanza e 2,8 μg/die in allattamento. Poiché la supplementazione con acido folico può mascherare una carenza di B12, è bene, nel sospetto di uno stato carenziale, dosare specificamente la vitamina.

La fertilità maschile non deve essere trascurata: lo zinco è l’oligoelemento “maschile” per eccellenza, fondamentale per i livelli di testosterone, la divisione cellulare e la corretta copiatura del codice genetico durante la spermatogenesi.

Infine, è vitale ricordare che la gestione dello stress, la qualità del sonno e l'evitamento di sostanze nocive come il fumo e l'eccesso di caffeina giocano un ruolo determinante. Gli integratori alimentari, se assunti in modo consapevole e sotto la supervisione medica, possono essere preziosi alleati. È tuttavia essenziale evitare integratori non studiati in gravidanza, come dosi elevate di vitamina A o erbe senza indicazione specifica, poiché la sicurezza deve essere sempre la priorità assoluta nel percorso verso la maternità.

tags: #vitamina #b12 #per #rimanere #incinta