Gastroenterite in Gravidanza: Sintomi, Cause e Gestione Sicura

La gravidanza è un periodo di profondi cambiamenti fisiologici e ormonali, durante il quale il corpo della donna si prepara ad accogliere una nuova vita. In questo contesto, è fondamentale essere consapevoli di tutte le possibili condizioni che potrebbero influenzare il benessere materno e fetale. Tra queste, la gastroenterite, comunemente nota come influenza intestinale, rappresenta un'eventualità da non sottovalutare, anche se spesso i suoi sintomi possono essere confusi con quelli tipici della gestazione.

Comprendere la Gastroenterite in Gravidanza

La gastroenterite è un'infezione gastrointestinale acuta, causata principalmente da virus, ma anche da batteri o parassiti. Si manifesta con un'infiammazione dello stomaco e dell'intestino, portando a sintomi come nausea, vomito, diarrea e dolori addominali. Sebbene possa colpire persone di ogni età, in gravidanza la sua gestione richiede particolare attenzione per salvaguardare sia la salute della madre che quella del feto.

È facile confondere una gastroenterite con alcuni sintomi frequenti in gravidanza, come ad esempio le nausee, il vomito o il dolore addominale. Tuttavia, la gastroenterite si distingue per la sua natura infettiva e per la presenza di altri sintomi specifici.

La gastroenterite non deve necessariamente creare complicazioni gravi durante la gravidanza. Alcuni specialisti indicano che la gastroenterite comune non mette a rischio la salute del feto, a meno che non ci sia febbre alta o segni di disidratazione.

Illustrazione che mostra il sistema digestivo umano con enfasi su stomaco e intestino

Sintomi della Gastroenterite in Gravidanza

I sintomi della gastroenterite in gravidanza possono variare in intensità e durata, ma generalmente includono:

  • Vomito: Spesso improvviso e ripetuto, può rendere difficile la tolleranza di liquidi e cibi.
  • Diarrea: Caratterizzata da feci acquose o semiformate, con una frequenza aumentata rispetto alla norma. La diarrea è definita come emissione di feci acquose, semiformate o liquide più volte nel corso della giornata o comunque con frequenza maggiore rispetto a quella abituale. Più nel dettaglio, si tratta di un disturbo della defecazione con un aumento della quantità giornaliera di feci superiore ai 200 g.
  • Nausee: Una sensazione di malessere generale accompagnata dal desiderio di vomitare.
  • Dolore addominale: Spesso sotto forma di crampi, può essere diffuso o localizzato.
  • Febbre: Può essere presente, anche se non sempre.

La gastroenterite in periodo gestazionale di solito dura tra le 24 e le 72 ore. Non bisogna lasciare che si prolunghi nel tempo, a causa del pericolo di disidratazione.

Segni di Allarme per Gastroenterite Grave

È fondamentale riconoscere i segnali che indicano una potenziale gravità della gastroenterite, che potrebbero mettere a rischio la salute materna e fetale:

  • Febbre alta: Una temperatura corporea superiore a 39°C richiede attenzione medica immediata.
  • Segni di disidratazione: Questi includono secchezza delle mucose, sete intensa, ridotta emissione di urina o un suo colore particolarmente scuro, ridotta elasticità cutanea, aumento della frequenza cardiaca, compromissione del sensorio, mancanza di lacrime nel pianto e freddezza delle estremità. La madre non tollera nemmeno l'acqua è un segnale critico. La perdita di liquidi e di elettroliti associata alla gastroenterite può essere molto pericolosa anche per i soggetti anziani, debilitati o in presenza di concomitanti, gravi, malattie.
  • Apparizione di sangue o muco nelle feci: Questo sintomo può indicare un'infiammazione più severa o un'infezione batterica.
  • Mancato miglioramento entro 48 ore: Se i sintomi non mostrano segni di miglioramento nell'arco di due giorni, è necessario consultare un medico.

Il momento in cui la gastroenterite può diventare grave è quando può avere conseguenze negative sul feto, ed eventualmente causarne il parto prematuro o sottopeso.

Infografica che illustra i segni di disidratazione in un adulto

Cause della Gastroenterite Virale

L'influenza intestinale è una gastroenterite di solito virale (spesso norovirus/rotavirus) che colpisce stomaco e intestino. I principali e più temuti responsabili dell'influenza intestinale sono i rotavirus che, come il nome suggerisce, presentano una tipica forma circolare, simile ad una ruota. Esistono differenti sierotipi di rotavirus, distinti in tre gruppi: A, B e C; il bambino, può essere di volta in volta infettato da diverse forme virali, acquisendo nel frattempo un'immunità naturale che lo proteggerà dalle successive infezioni (che si manifesteranno in maniera attenuata o asintomatica).

A fianco dei classici sintomi sopraelencati possono comparire quelli tipici delle infezioni respiratorie (tosse e raffreddore). Il Norwalk virus (o norovirus) ed agenti eziologici dello stesso tipo sono responsabili del 40% delle epidemie di gastroenterite acuta, spesso registrate in luoghi molto affollati come scuole, centri ricreativi, campeggi, navi da crociera, mense ed ospedali; a differenza dei rotavirus, gli episodi infettivi si distribuiscono più o meno uniformemente lungo tutto l'arco dell'anno. A differenza dell'influenza intestinale da rotavirus, questo tipo di gastroenterite tende a risparmiare i più piccoli per colpire i ragazzi ed i giovani adulti.

Rotavirus | Fattori di rischio, fisiopatologia, sintomi, diagnosi, trattamento

I virus responsabili della gastroenterite acuta sono diversi, in particolare rotavirus e norovirus, e in misura minore cytomegalovirus e adenovirus. Nello specifico, il rotavirus colpisce soprattutto in età infantile, causando gastroenteriti anche gravi, mentre il norovirus infetta indistintamente bambini/e e persone adulte. I calicivirus possono provocare infezioni nelle persone di qualsiasi fascia d’età. Questa famiglia di virus comprende quattro tipi diversi: i norovirus sono i più comuni in assoluto e principali responsabili delle infezioni della specie umana.

I Norovirus sono virus molto resistenti alle condizioni avverse dell’ambiente: possono sopravvivere a temperature superiori ai 60°C e anche in presenza di cloro usato per disinfettare le acque potabili. Il virus è altamente infettivo: bastano poche particelle virali per dar luogo a un’infezione. La trasmissione può avvenire in modo diretto tramite il consumo d’acqua o cibo contaminati, per contatto con superfici contaminate, per trasmissione diretta da persona a persona o infine via aerosol.

I Rotavirus colpiscono prevalentemente la popolazione pediatrica e si stima che quasi tutti i bambini ne vengano a contatto entro i cinque anni, con un picco tra i 4 ed i 23 mesi di vita; le reinfezioni sono frequenti, ma la gravità dei sintomi diminuisce progressivamente ad ogni contagio.

La gastroenterite virale è una comune malattia infettiva acuta, anche chiamata influenza intestinale o virus intestinale. In realtà, non ha nulla a che fare con l’influenza e i suoi sintomi non interessano solo l’intestino, bensì tutto il tratto digerente. La gastroenterite virale è una malattia altamente contagiosa, che si trasmette per contatto con persone infette o portatrici, o toccando oggetti o superfici dove sia presente il virus. In genere, il contagio avviene dalle mani alla bocca.

La causa più frequente sono virus appartenenti a diverse famiglie ed il nome più appropriato per queste sindromi è gastroenterite virale. Diffuse in tutto il mondo ed in grado di colpire tutte le età, nei Paesi in via di sviluppo rappresentano una delle principali cause di morte infantile (in genere a causa delle complicazioni da disidratazione), mentre nel mondo occidentale solo occasionalmente possono richiedere, nella peggiore delle ipotesi, il ricovero ospedaliero per soggetti a rischio (neonati ed anziani) e perdita di giornate lavorative per gli adulti in buona salute.

Fattori di Rischio e Modalità di Trasmissione

  • Età: I bambini e gli anziani sono più soggetti al contagio rispetto agli adulti.
  • Sistema immunitario indebolito: A causa di HIV, chemioterapia, tumori, terapie immunosoppressive.
  • Contatto con persone infette: Soprattutto in ambienti affollati.
  • Consumo di cibo o acqua contaminati: Ingestione di cibo (es. ostriche) sia di verdure fresche o di frutti di bosco.
  • Scarsa igiene personale: Il contagio avviene attraverso la bocca (ovviamente in modo indiretto).
  • Viaggi in zone con scarsa igiene: Questo tipo di diarrea è nota come “diarrea del viaggiatore”.

Il contagio attraverso la bocca (ovviamente in modo indiretto) avviene per via orofecale o via aerosol, oppure tramite acqua o cibo infetti, ma anche per contatto con superfici contaminate. Non esiste un vaccino e i virus sopravvivono a temperature sopra i 60°C e anche in presenza di cloro, normalmente utilizzato per disinfettare le acque potabili.

Nell'Italia, proprio nel 2006, la provincia di Taranto è stata colpita da un'epidemia di Norovirus. La città dell'Ohio centro di un'epidemia di gastroenterite nel 1968.

Schema che illustra le vie di trasmissione dei virus gastrointestinali (contatto, cibo/acqua, aerosol)

Gestione e Rimedi Sicuri in Gravidanza

La gestione della gastroenterite in gravidanza si concentra principalmente sul mantenimento dell'idratazione, sul riposo e sull'evitare complicazioni.

Raccomandazioni Generali

  • Riposo: È fondamentale permettere al corpo di recuperare le energie e combattere l'infezione.
  • Idratazione: Bere acqua poco a poco, a piccoli sorsi, per evitare la disidratazione. Soluzioni reidratanti orali (ORS) possono essere utili per reintegrare liquidi e sali minerali persi. È consigliabile bere piccoli sorsi frequentemente. Evitare bevande dolci, succhi di frutta ed altre bibite zuccherate, che potrebbero peggiorare la diarrea per effetto osmotico. Possono essere utili tè e tisane, brodi leggeri, meglio se di verdura.
  • Dieta: Non ci sono consigli dietetici specifici da seguire in caso di gastroenterite virale, ma è consigliabile una dieta leggera e varia. Alimenti come riso, patate lesse, carni magre e banane sono ben tollerati. Una volta che la fase acuta sia stata superata, si può iniziare a mangiare gradualmente del cibo solido: riso, pasta, pane, patate, carne bianca e pesce, carote cotte, banana. Prima di riprendere a mangiare le verdure e la frutta, è bene accertarsi che le evacuazioni siano tornate nella norma, così come il latte e i latticini, incluso lo yogurt: infatti, la gastroenterite riduce la presenza di alcuni enzimi necessari per digerire il lattosio e questo potrebbe scatenare ancora diarrea. È d’aiuto per una miglior tollerabilità suddividere i pasti in 5-6 spuntini, al posto dei tradizionali 2-3 pasti quotidiani ed evitare pasti (e piatti) eccessivamente elaborati (fritti, speziati, alimenti ultraprocessati, …). Soprattutto nei bambini non è necessaria la sospensione del latte.
  • Farmaci: Non assumere nessun farmaco non prescritto da un medico, che sarà l'unico che potrà indicare se c'è bisogno di un trattamento. In genere, le infezioni virali non vanno mai trattate con antibiotici, che potrebbero peggiorare la situazione, salvo diversa indicazione medica. Possono essere assunti farmaci contro la febbre, il mal di testa e il dolore muscolare, antiemetici (contro il vomito e la nausea) e antidiarroici, se necessari. L'assunzione di farmaci antidiarroici è nella maggior parte dei casi controindicata perché ritarda l’eliminazione del virus dall’intestino (la diarrea è un meccanismo di difesa, atto all’espulsione del contenuto intestinale causa dei sintomi); in caso di necessità, ad esempio professionali, le molecole disponibili sono comunque efficaci nel limitare il numero di evacuazioni giornaliere (ad esempio loperamide, acquistabile senza ricetta medica). Possono essere valutati i fermenti lattici, ma le reali evidenze di efficacia non sono ancora chiarissime.

Quando Consultare il Medico

È necessaria una visita del medico, soprattutto se si arriva ad avere la febbre alta o si manifestano segni di disidratazione. Recarsi dal medico se i sintomi continuano oltre le 48 ore. Quando chiamare il medico? Febbre alta (oltre i 40 °C). Fontanella scavata (nei neonati). Vomito persistente. Diarrea con sangue. Forti dolori addominali accompagnati da gonfiore o edema.

La diagnosi di influenza intestinale virale è di tipo differenziale e spetta al medico curante. Il/la curante possono giungere alla diagnosi con la valutazione dei segni clinici che accompagnano la gastroenterite e la palpazione dell’addome. Ad esempio, sintomi particolarmente severi tra cui vomito persistente, febbre superiore ai 39° C, diarrea con sangue, forti dolori addominali accompagnati da gonfiore o edema, possono far sospettare cause diverse rispetto ad un virus intestinale, tra cui: infezioni batteriche e intossicazioni alimentari o avvelenamento, appendicite, diverticolite, blocco intestinale.

Immagine di una donna incinta che beve un bicchiere d'acqua

Malattia Infiammatoria Intestinale (IBD) e Gravidanza

La malattia infiammatoria intestinale (IBD) è un disturbo cronico che produce l'infiammazione e la distruzione del tessuto intestinale. Secondo gli studi, la gravidanza non influisce su questo tipo di disturbo, anche se si raccomanda di pianificare in certo modo il parto e, se se ne soffre, è raccomandabile visitare uno specialista, se possibile persino prima di cercare una gravidanza, poiché un medico potrebbe decidere di eliminare, cambiare o regolare i farmaci necessari. Essendo una malattia cronica, è in relazione anche con altri fattori fisici, come ad esempio l'ansia o lo stress. Ad ogni modo, nel caso di una gravidanza è opportuno consultare un medico, perché fornisca dei consigli da poter seguire.

Prevenzione della Gastroenterite

Mantenere elevate condizioni di igiene è fondamentale per ridurre il rischio di diarrea. La raccomandazione principale è un'adeguata igiene delle mani ed evitare il contatto ravvicinato con altre persone fino a guarigione. Nel caso dei bambini più piccoli è possibile procedere alla vaccinazione contro il rotavirus. La distribuzione dei cibi e delle bevande deve avvenire in condizioni igieniche adeguate, per prevenirne la diffusione.

Illustrazione che mostra le corrette pratiche di igiene delle mani

La gastroenterite, sebbene possa essere un'esperienza spiacevole, è generalmente gestibile durante la gravidanza con le dovute precauzioni e un'attenta osservazione dei sintomi. La consulenza medica tempestiva è cruciale per garantire il benessere sia della madre che del feto.

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