Virus Respiratorio Sinciziale nei Lattanti: Sintomi, Cause e Strategie di Prevenzione

Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), noto anche come RSV, è un agente virale ubiquitario, altamente contagioso, che causa infezioni respiratorie. Questo patogeno è estremamente comune nei neonati; come riportato dalla Società Italiana di Neonatologia, oltre il 60% dei bambini contrae l'infezione entro il primo anno di vita, e quasi tutti vengono infettati almeno una volta entro i due anni dalla nascita. È la causa principale della bronchiolite, un'infiammazione che coinvolge le più piccole diramazioni bronchiali, e della polmonite nei bambini di età inferiore ai due anni. La bronchiolite, in particolare, è un'infezione virale che colpisce i bronchioli, cioè i rami più periferici dell'albero respiratorio, e fino al 70% di tutte le bronchioliti dei bambini al di sotto dei 12 mesi di età è causata da VRS. In una determinata coorte di nascite, ovvero un gruppo di bambini nati nello stesso periodo, più del 20% sviluppa una forma sintomatica abbastanza grave da richiedere assistenza medica, come consulti ambulatoriali o terapie di supporto.

Nei casi più seri, circa il 4% dei bambini nel primo anno di vita necessita di ricovero ospedaliero. Tra coloro che vengono ospedalizzati, un bambino su cinque richiede cure intensive in reparti specializzati a causa di gravi difficoltà respiratorie che possono richiedere ossigenoterapia o, in casi estremi, supporto alla ventilazione. Le conseguenze dell'infezione da virus respiratorio sinciziale non si limitano al periodo acuto, ma a lungo termine circa il 70% dei bambini che contrae la malattia in forma severa va incontro a episodi di broncospasmo ricorrente negli anni successivi e quasi la metà sviluppa asma bronchiale con effetti a lungo termine sulla salute respiratoria dei neonati. Vi è poca informazione su questa infezione così comune, ed è importante che i genitori di bambini piccoli sappiano come riconoscere questa malattia e che cosa fare per adottare semplici misure in grado di ridurre drasticamente la diffusione del VRS, in particolare nei neonati e lattanti.

Che Cos'è il Virus Respiratorio Sinciziale e Come Si Trasmette

Il virus respiratorio sinciziale è un virus a RNA a singolo filamento appartenente alla famiglia Pneumoviridae e al genere Orthopneumovirus. La sua struttura esterna è caratterizzata da proteine di superficie, tra cui la proteina F, responsabile della fusione del virus con le cellule dell’ospite e della formazione dei caratteristici sincizi, cioè aggregati di cellule infette fuse tra loro. Il VRS è un microrganismo capace di infettare le cellule presenti nelle vie respiratorie, come il naso, la gola e i polmoni.

Il patogeno si trasmette facilmente attraverso le microparticelle disperse nell'aria con starnuti e colpi di tosse. In particolare, il VRS si diffonde da persona a persona attraverso le particelle e le goccioline rilasciate nell'aria quando una persona infetta respira, parla, tossisce o starnutisce. Il contagio può avvenire anche attraverso il contatto con superfici contaminate, poiché il virus può sopravvivere numerose ore su queste superfici, come tavoli, maniglie delle porte, cellulari e tastiere dei PC. Inoltre, il VRS può diffondersi quando le goccioline respiratorie si depositano su superfici che altre persone toccano. Queste persone possono infettarsi toccandosi con le mani contaminate il naso, la bocca o gli occhi. Si tratta di un mezzo di trasmissione comune per i neonati e i bambini piccoli che toccano superfici e giocattoli infetti o li mettono in bocca. Questa facile trasmissibilità lo rende particolarmente problematico nelle comunità con alta densità abitativa, dove ci sono gruppi di bambini piccoli come negli asili, e nei reparti pediatrici ospedalieri. I lattanti quasi sempre contraggono l’infezione dopo un contatto ravvicinato con un familiare o con fratelli/sorelle che vanno all’asilo e che presentano un raffreddore.

Struttura del Virus Respiratorio Sinciziale

È stato osservato che l’uso delle mascherine, il lavaggio delle mani e il distanziamento sociale durante la pandemia COVID hanno ridotto del 70-80% i casi di bronchiolite; tuttavia, quando queste norme sono state rallentate, si sono verificate importanti epidemie da VRS in numerosi paesi del mondo. Questo dato rafforza l'importanza di adottare misure igieniche e comportamentali per limitare la diffusione del virus.

Epidemiologia e Impatto Globale del VRS

Il virus respiratorio sinciziale è diffuso a livello globale con un aumento dei casi nei mesi invernali, generalmente tra ottobre/novembre e marzo/aprile. In Italia, la circolazione del virus raggiunge il picco tra gennaio e febbraio, e la stagione epidemica va da novembre a marzo. A livello nazionale, esiste un sistema specifico di sorveglianza che monitora l’andamento delle infezioni da VRS. In Veneto, negli ultimi anni, è stato rilevato un aumento dei ricoveri ospedalieri legati a questo virus, principalmente nei bambini piccoli.

Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), a livello globale il carico di infezioni acute delle basse vie respiratorie nei bambini di età inferiore ai 5 anni è di 33 milioni l'anno. Questo comporta un numero significativo di ospedalizzazioni, oltre 3 milioni, e tra i 66.000 e 199.000 decessi di bambini sotto i cinque anni ogni anno a livello globale, coinvolgendo in 9 casi su 10 i paesi in via di sviluppo. Il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) riporta che ogni anno nell’Unione Europea, il virus respiratorio sinciziale è responsabile del ricovero ospedaliero di circa 213.000 bambini sotto i cinque anni, alcuni dei quali necessitano di terapia intensiva. Si stima che nella stagione 2022-2023, circa il 50% delle sindromi simil-influenzali nei bambini con meno di due anni sia stato causato da questo virus. Inoltre, il tasso di ospedalizzazione in età pediatrica correlato al patogeno è in continuo aumento nelle ultime stagioni rispetto a quanto registrato negli anni precedenti.

Alcuni fattori aumentano notevolmente il rischio di complicazioni gravi. Tra questi rientrano la nascita prematura (nati prima delle 35 settimane di gravidanza), la displasia broncopolmonare (una malattia cronica polmonare nei neonati prematuri), cardiopatie congenite e condizioni che comportano un deficit immunitario o neuromuscolare. Più a rischio sono i neonati prematuri e i bambini di età inferiore ai sei mesi. Ciononostante, studi italiani condotti su cinque stagioni invernali mostrano che ben l'88% delle ospedalizzazioni per virus respiratorio sinciziale si verifica in bambini sani e nati a termine. Questo dato sottolinea come questo virus possa colpire severamente anche i bambini senza condizioni predisponenti, evidenziando quanto sia più che mai cruciale una strategia nazionale per il sostegno e la tutela della salute neonatale. Sotto all'anno di età, il VRS rappresenta una delle principali cause di morte e di ricovero tra tutte le infezioni respiratorie.

Mappa di diffusione stagionale del VRS

Ma il virus respiratorio sinciziale non colpisce solo i bambini, e l’impatto negli adulti rimane ancora sottostimato. In Europa, negli adulti over 60 si stimano circa 3 milioni di casi di sindromi respiratorie acute, più di 465mila ospedalizzazioni e più di 33mila decessi in ambito ospedaliero correlati a complicanze dell’infezione da virus respiratorio sinciziale. Il virus sinciziale è altresì in grado di attaccare gli adulti e i bambini più grandi, tuttavia in costoro risulta meno aggressivo.

Sintomi dell'Infezione da Virus Respiratorio Sinciziale

I sintomi dell’infezione da virus respiratorio sinciziale possono variare notevolmente tra bambini e adulti, con manifestazioni generalmente più gravi nei più piccoli. I sintomi compaiono dopo 2-6 giorni dal contatto con il virus e la durata media della bronchiolite è 5-7 giorni, ma possono persistere anche per 7/15 giorni.

Nei Neonati e nei Bambini Piccoli

Nei neonati e nei bambini piccoli, in particolare nei primi mesi di vita, il patogeno causa spesso infezioni delle vie respiratorie inferiori con conseguente infiammazione dei bronchioli e dei polmoni, come la bronchiolite acuta o la polmonite. La fase iniziale del VRS nei neonati e nei bambini piccoli è spesso lieve, simile al raffreddore, con una modesta congestione del naso, un po' di tosse e febbre. L'infiammazione legata all'infezione causa inizialmente questi sintomi, ma nell'arco di 4-5 giorni può determinare difficoltà respiratoria, soprattutto nei bambini piccoli.

I sintomi più comuni della bronchiolite e polmonite da virus respiratorio sinciziale includono:

  • Tosse persistente e insistente
  • Respirazione rapida e superficiale
  • Difficoltà a respirare, spesso accompagnata da respiro sibilante (un suono simile a un fischio), che può essere udibile avvicinando l’orecchio alla bocca del bambino
  • Febbre moderata o bassa
  • Perdita di appetito o riduzione dell’alimentazione
  • Irritabilità e letargia nei casi più gravi

È necessario consultare un medico in presenza di segnali di pericolo. La progressione dei sintomi inizia spesso come un comune raffreddore, ma può evolvere in difficoltà respiratoria e riduzione dell’alimentazione tra la terza e la quinta giornata di malattia. I segnali di allarme clinico che non bisogna sottovalutare e che indicano la necessità di portare il bambino al pronto soccorso includono:

  • Apnee (brevi interruzioni del respiro), lunghe pause respiratorie che possono essere una complicanza dell’infezione da VRS anche senza un quadro evidente di bronchiolite.
  • Respirazione affannata o rientramenti evidenti alla base del collo e del torace (fossetta al giugulo e rientramenti a livello sternale), movimento delle pinne nasali.
  • Respiro rumoroso.
  • La comparsa di un colore violaceo delle labbra e/o del viso è un segno di allarme molto grave.
  • La riduzione dell’alimentazione (assunzione di latte meno del 50% rispetto al solito) è il primo segno che indica che il bambino sta peggiorando. Nei lattanti la riduzione dell’alimentazione può rapidamente portare a disidratazione (labbra secche, poca pipì, pianto senza lacrime).
  • La scarsa reattività o la sonnolenza sono segni di allarme, specialmente nei lattanti al di sotto dei 3 mesi che sono più a rischio e possono deteriorare rapidamente.

Al torace, tramite l'auscultazione, sono auscultabili dei tipici rantoli crepitanti, che permetteranno allo specialista di diagnosticare la bronchiolite. La diagnosi del virus sinciziale si effettua mediante tampone molecolare, al fine di identificare il patogeno nelle secrezioni respiratorie. La malattia in altri membri della famiglia, o all’asilo e il periodo dell'anno possono fornire un indizio.

BRONCHIOLITE DEL NEONATO - Sintomi, diagnosi e cura

Negli Adulti e Adolescenti Sani

Negli adulti e negli adolescenti sani, l’infezione da virus respiratorio sinciziale (RSV) tende a manifestarsi con sintomi più lievi, simili a quelli di un comune raffreddore. Questi includono:

  • Naso che cola e congestione
  • Tosse leggera
  • Mal di gola
  • Febbre bassa
  • Mal di testa e dolori muscolari occasionali

Nella maggior parte dei casi, si presenta in forma lieve, sia negli adulti, sia nei bambini, e i sintomi principali ricordano quelli del raffreddore. Iniziano a manifestarsi 4/6 giorni dopo il contatto col virus e si risolvono in genere in 7/15 giorni, senza cure particolari.

Negli Anziani e Soggetti con Patologie Preesistenti

Negli adulti più anziani o in quelli con condizioni di salute preesistenti (come malattie cardiache o polmonari), il virus può causare sintomi respiratori più seri, come difficoltà respiratorie e infezioni alle basse vie respiratorie, aumentando il rischio di complicazioni simili a quelle osservate nei bambini piccoli.

Approcci Terapeutici per il Virus Respiratorio Sinciziale

Il trattamento per le infezioni da virus respiratorio sinciziale è principalmente sintomatico e varia a seconda della gravità della malattia e dell'età del paziente. La gestione si concentra principalmente sul trattamento dei sintomi e sul supporto respiratorio, poiché ad oggi non sono disponibili terapie e trattamenti specifici se non l'ossigenoterapia nei casi più gravi. Il trattamento del virus sinciziale nelle forme non complicate è di tipo sintomatico. Negli adulti e nei bambini oltre i due anni vengono adottati gli stessi rimedi utilizzati per l’influenza, ovvero antipiretici, antinfiammatori e mucolitici. Nelle forme severe infantili o neonatali, l’approccio terapeutico è differente.

Terapie di Supporto

Le terapie di supporto sono fondamentali per alleviare i sintomi e sostenere la funzione respiratoria.

  • Idratazione: Assicurare che il bambino rimanga ben idratato è fondamentale. In caso di difficoltà a bere, può essere necessario somministrare liquidi per via endovenosa. Incoraggiare il bambino ad assumere liquidi a piccoli sorsi e/o ad assumere pasti piccoli e frequenti. Nei lattanti la riduzione dell’alimentazione può rapidamente portare a disidratazione, rendendo l'idratazione un pilastro del trattamento.
  • Ossigenoterapia: In caso di difficoltà respiratorie o bassi livelli di ossigeno nel sangue, può essere necessaria l’ossigenoterapia per mantenere adeguati livelli di ossigeno. Questo è un intervento cruciale per i bambini con insufficienza respiratoria.
  • Umidificazione dell'aria: Utilizzare umidificatori o vaporizzatori può aiutare a mantenere le vie respiratorie umide e alleviare la tosse.
  • Lavaggi nasali e aspirazione delle secrezioni: Sono utili lavaggi nasali con soluzione salina e aspirazione delle secrezioni nasali, in particolare prima dei pasti, per liberare le vie aeree superiori.

Farmaci Sintomatici

Attualmente, non esistono trattamenti antivirali specifici approvati per il trattamento del virus respiratorio sinciziale in bambini o adulti. Di conseguenza, i farmaci utilizzati mirano ad alleviare i sintomi.

  • Antipiretici: Farmaci come il paracetamolo o l'ibuprofene possono essere somministrati per ridurre la febbre e alleviare il dolore associato all'infezione.
  • Broncodilatatori: In alcuni casi, i broncodilatatori possono essere utilizzati per alleviare i sintomi di broncospasmo, anche se la loro efficacia nel virus respiratorio sinciziale (RSV) è variabile e non sono indicati di routine.
  • Antibiotici e Cortisonici: Gli antibiotici non sono efficaci e non vanno utilizzati perché l’agente responsabile è un virus e le sovrainfezioni batteriche sono rare. Allo stesso modo, i cortisonici non sono efficaci nel curare la bronchiolite causata dal VRS e non sono indicati di routine.

Ricovero Ospedaliero

Nei casi gravi, i bambini possono necessitare di ricovero per ricevere un monitoraggio più attento e trattamenti avanzati, come ventilazione meccanica o supporto respiratorio. Un continuo confronto con il pediatra sarà utile per sapere cosa fare per il virus sinciziale e quando il ricovero diventa indispensabile. In caso di ospedalizzazione viene messa in atto una "terapia di supporto" per mantenere un’adeguata idratazione e, se necessario, viene somministrato l’ossigeno. Nei casi più gravi, si ricorre alla ventilazione meccanica in terapia intensiva. Va sottolineato che i casi che richiedono un supporto respiratorio intensivo sono comunque pochi: solo circa il 5% dei bambini ricoverati. La durata di un ricovero in ospedale varia di solito tra 2 e 8 giorni. La SIMRI (Società Italiana di Malattie Respiratorie Infantili) raccomanda un monitoraggio attento dei segnali di allarme clinico per prevenire complicanze gravi.

Farmaci Antivirali Sperimentali

Sono in corso studi clinici per valutare l'efficacia e la sicurezza di farmaci antivirali sperimentali per il trattamento delle infezioni da virus respiratorio sinciziale.

  • Ziresovir: Questo farmaco inibisce la trascrizione del genoma virale e, di conseguenza, limita la produzione di nuovi virus. I risultati preliminari pubblicati sul New England Journal of Medicine hanno mostrato che il farmaco può ridurre i sintomi e la gravità dell'infezione in neonati con forme moderate e gravi di malattia. Tuttavia, come per tutti i farmaci sperimentali, ulteriori ricerche sono necessarie per stabilirne l'efficacia a lungo termine, il profilo di sicurezza e le possibili applicazioni terapeutiche.
  • EDP-938: È un promettente inibitore virale sviluppato per il trattamento delle infezioni da virus respiratorio sinciziale. Questo composto agisce come inibitore della nucleoproteina del virus, bloccando la replicazione virale. Studi clinici hanno mostrato che EDP-938 può ridurre significativamente la carica virale nei soggetti infetti. In particolare, un trial clinico di fase 1 ha evidenziato la sua sicurezza e tollerabilità, oltre a un'attività antivirale contro il virus respiratorio sinciziale.

Se approvati in futuro, questi trattamenti antivirali potrebbero rappresentare una nuova opzione terapeutica per il trattamento delle infezioni da virus respiratorio sinciziale, offrendo un’alternativa agli attuali approcci basati sulla gestione dei sintomi e sul supporto respiratorio.

Strategie di Prevenzione: Un Mosaico di Protezione

Considerando i rischi causati dal virus sinciziale, la prevenzione può fare una grande differenza per proteggere la salute dei più piccoli. È importante adottare tutti i comportamenti che riducono il rischio per il bambino piccolo di contrarre il VRS. Alcune semplici misure sono in grado di ridurre drasticamente la diffusione del VRS, in particolare nei neonati e lattanti.

Igiene e Comportamenti Quotidiani

Le pratiche igieniche e comportamentali sono fondamentali per limitare la trasmissione del VRS e di altre infezioni respiratorie.

  • Igiene delle mani: Lava le mani con acqua e sapone o con un gel alcolico prima di toccare il bambino e chiedi di fare altrettanto ad altre persone che vadano in contatto con il piccolo. Le persone che entrano in contatto con il bambino dovrebbero lavarsi accuratamente le mani con acqua calda e sapone prima di toccarlo.
  • Evitare contatti con persone malate: Tieni lontano il tuo bambino da altri bambini o adulti con il raffreddore o che presentano sintomi respiratori tipo raffreddore e tosse. In caso di raffreddore, usa la mascherina quando ti avvicini al bambino e astieniti dal baciarlo, evitando anche di toccarti la faccia. È fondamentale tenere lontano il bambino da chi ha sintomi respiratori, soprattutto in contesti affollati come gli asili.
  • Pulizia delle superfici: Lava e/o disinfetta le superfici e gli oggetti (come i giocattoli) che vanno in contatto con il bambino, dato che il virus può sopravvivere a lungo su di essi.
  • Ambiente senza fumo: Non permettere di fumare in casa o in presenza di bambini. Il fumo aumenta il rischio di infezioni respiratorie e di forme più gravi di malattia. L'esposizione al fumo di sigaretta aumenta la possibilità di infezioni gravi.
  • Allattamento al seno: Allattare al seno, se possibile, è consigliabile. Il latte materno contiene anticorpi contro numerosi agenti infettivi e riduce il rischio di infezioni gravi da VRS e di ospedalizzazione per bronchiolite.

Queste misure sono cruciali per ridurre la diffusione del VRS e di altri virus, come abbiamo imparato durante la pandemia.

Vaccini per la Popolazione Adulta

Nel 2023, l'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha approvato il primo vaccino per il virus respiratorio sinciziale in Europa.

  • Arexvy: Questo vaccino è specificamente progettato per proteggere le persone di età pari o superiore ai 60 anni dall'infezione da virus respiratorio sinciziale. Arexvy è un vaccino adiuvato a subunità proteica, progettato per indurre una risposta immunitaria contro una particolare proteina del virus, chiamata RSVPreF3, che permette a quest'ultimo di fondersi ed infettare le nostre cellule respiratorie. Gli studi clinici hanno dimostrato un'efficacia complessiva dell'82,6% nella prevenzione della malattia respiratoria, con un'efficacia particolarmente elevata (94,1%) contro i casi gravi di malattia. È stato generalmente ben tollerato, con effetti collaterali lievi e transitori come dolore al sito di iniezione e affaticamento.
  • Abrysvo (Pfizer): Anch'esso un vaccino adiuvato a subunità proteica mirato all'antigene RSVPreF3, è progettato per adulti. È già disponibile e approvato da EMA e AIFA per la protezione contro il VRS degli adulti di età superiore ai 60 anni e delle donne durante la gravidanza, per proteggere i neonati dalla nascita fino a 6 mesi di età.
  • Vaccini a mRNA: Attualmente sono diversi vaccini in fase di sviluppo e in vari stadi di sperimentazione clinica. Vari sviluppatori, tra cui Moderna, stanno creando vaccini a base di mRNA per stimolare una risposta immunitaria mirata al virus respiratorio sinciziale (RSV). Questi vaccini potrebbero offrire un'alternativa innovativa con potenziali vantaggi in termini di immunogenicità.

La Sfida della Vaccinazione Neonatale e la Strategia della Vaccinazione Materna

Sebbene l'utilizzo dei vaccini contro il virus respiratorio sinciziale si sia dimostrato efficace negli adulti, la loro somministrazione nei neonati presenta diverse sfide. I neonati nascono con un sistema immunitario ancora in fase di sviluppo, il che limita la loro capacità di rispondere efficacemente ai patogeni. Questo sistema immunitario immaturo rende difficile indurre una risposta adeguata a un vaccino. Per essere efficace, un vaccino deve stimolare una risposta immunitaria specifica in base al virus per cui è progettato. Ci sono due principali tipi di risposta immunitaria: Th1 e Th2. La risposta Th1 è cruciale per combattere virus e batteri intracellulari, poiché favorisce la produzione di cellule T che possono attaccare direttamente le cellule infette. Al contrario, la risposta Th2 è più utile contro allergeni e parassiti, contribuendo alla produzione di anticorpi in grado di neutralizzare i patogeni. Alla nascita, la risposta immunitaria dei neonati tende a essere sbilanciata verso il tipo Th2, risultando meno efficace contro virus respiratori come il virus respiratorio sinciziale, che richiedono una risposta di tipo Th1 per l'eliminazione virale. Questo squilibrio immunologico porta a una risposta incompleta, riducendo la protezione ottimale e duratura contro il virus nei primi mesi di vita.

Inoltre, l’efficacia di un vaccino è influenzata dall'età in cui viene somministrato. Per il virus respiratorio sinciziale, esiste una finestra ristretta in cui i neonati e i lattanti sono più suscettibili all'infezione. Questo richiede che le campagne vaccinali siano pianificate con attenzione e che i vaccini siano disponibili in tempi critici, presentando sfide logistiche significative.

Per ovviare a questi problemi, alcune ricerche stanno testando la capacità della vaccinazione con Arexvy o Abrysvo nelle donne in gravidanza per aumentare la quantità di anticorpi contro il virus respiratorio sinciziale materni trasmessi al neonato prima della nascita o attraverso il latte materno dopo la nascita. Tuttavia, anche questa strategia presenta limitazioni, come la durata relativamente breve della protezione passiva fornita dagli anticorpi materni e l’inefficacia della protezione nel caso di nascite molto premature.

Anticorpi Monoclonali per la Protezione Neonatale

Per questi motivi, sono state studiate soluzioni più efficaci per proteggere i neonati, come gli anticorpi monoclonali. Questi sono anticorpi creati in laboratorio che possono legarsi a specifiche proteine del virus respiratorio sinciziale, come la proteina di fusione RSVPreF3, bloccando la capacità del virus di infettare le cellule. La differenza con gli anticorpi che produciamo nel nostro organismo è che quelli monoclonali hanno un'alta specificità nei confronti di un antigene (in questo caso di un virus) specifico e sono tutti uguali, mentre noi ne produciamo molti e molto diversi che riconoscono parti differenti di un virus o di un batterio. Gli anticorpi monoclonali offrono una protezione immediata e specifica contro il virus senza richiedere una risposta immunitaria autonoma dell’individuo contagiato dal virus, mentre i vaccini richiedono tempo per stimolare il sistema immunitario e spesso necessitano di più iniezioni per sviluppare una risposta sufficiente. Questo è cruciale durante la stagione di picco delle infezioni da virus respiratorio sinciziale, quando i bambini ad alto rischio possono essere esposti al virus e sviluppare malattie gravi. I bambini più a rischio di una bronchiolite grave sono i lattanti nati prematuri (nati prima delle 35 settimane di gravidanza), con cardiopatie congenite, malattie polmonari croniche, malattie neuromuscolari e condizioni di immunodepressione. In questi bambini è possibile fare la profilassi contro il VRS utilizzando un anticorpo monoclonale.

Meccanismo d'azione degli anticorpi monoclonali

Attualmente ci sono due anticorpi monoclonali approvati per la prevenzione del virus respiratorio sinciziale negli infanti:

  • Palivizumab (Synagis): È stato il primo anticorpo monoclonale approvato per la prevenzione del virus respiratorio. Ad oggi, il suo uso è autorizzato solo per infanti ad alto rischio, in particolare quelli nati prematuramente o con determinate condizioni di salute preesistenti, in cui ha dimostrato di ridurre il rischio di ospedalizzazione di circa il 55%. Data la sua breve durata, questo anticorpo monoclonale deve essere somministrato mensilmente nei neonati a rischio durante la stagione di massima diffusione del virus respiratorio sinciziale. Attualmente non è utilizzato come profilassi per i neonati sani. Se il tuo bambino è prematuro o affetto da malattie cardiache o polmonari, chiedi al tuo pediatra se vi sono le indicazioni all’utilizzo degli anticorpi monoclonali per la prevenzione delle infezioni da VRS.
  • Nirsevimab (Beyfortus): Con l’introduzione dell’anticorpo monoclonale Nirsevimab, si è verificata una vera rivoluzione nella prevenzione dell’infezione da virus respiratorio sinciziale (VRS). Nirsevimab è un anticorpo monoclonale a lunga durata d'azione, costruito in laboratorio, che si lega al virus VRS impedendone la replicazione. È stato progettato per avere una lunga durata d'azione, consentendo che una singola iniezione possa fornire protezione per circa 6 mesi. Questo design innovativo permette a Nirsevimab di coprire l'intera stagione a rischio di infezione con una singola somministrazione, riducendo così la necessità di somministrazioni mensili, come richiesto per Palivizumab. Una caratteristica che rende Nirsevimab particolarmente vantaggioso per la prevenzione del virus respiratorio sinciziale nei neonati sani, oltre che a quelli ad alto rischio. È importante specificare che Nirsevimab non è un vaccino: si tratta di un anticorpo monoclonale che può non prevenire l’infezione da virus respiratorio sinciziale (VRS), ma riduce significativamente il rischio di sviluppare forme gravi di malattia.

Il primo studio clinico che ha testato Nirsevimab in 994 infanti ha rivelato un'efficacia del 74,5% nel prevenire le infezioni delle basse vie respiratorie associate a virus respiratorio sinciziale rispetto ai neonati trattati con placebo. Inoltre, l'ospedalizzazione è stata necessaria nello 0,6% dei neonati trattati con questo anticorpo. Questo anticorpo ha dimostrato di poter prevenire fino al 90% dei ricoveri causati da VRS nei più piccoli. Nirsevimab (Niservimab) è un farmaco, finalmente disponibile dopo molti anni di ricerca, che serve a proteggere i bambini dal virus respiratorio sinciziale. In Italia, Nirsevimab può essere somministrato ai bambini nati in Veneto a partire dal 1 Gennaio 2024. A partire da novembre, tutti i nuovi nati potranno ricevere l’anticorpo (Nirsevimab) direttamente in Ospedale. Per questo motivo, soprattutto nei bambini più fragili, è fondamentale adottare anche misure di protezione quotidiane a complemento dell’immunizzazione.

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