Nel mondo dell’hairstyling, ci sono nomi che hanno segnato la storia, e poi c’è Vidal Sassoon: l’uomo che ha cambiato per sempre il modo di tagliare e vivere i capelli. Se oggi parliamo di tagli geometrici, di styling minimalista e di un approccio moderno alla bellezza, il merito è suo. Con un paio di forbici in mano si può fare la rivoluzione: cambiare la testa delle donne e degli uomini che le osservano, mutare il corso della storia, partendo dai capelli. Vidal Sassoon (1928-2012) era un parrucchiere inglese, ma il suo impatto è stato così profondo in così tante maniere diverse che anche quarant'anni dopo la sua rivoluzione rimane tuttora la persona più importante nell'hair dressing. Lui è l'ultimate hero.

Le origini di una visione fuori dagli schemi
Nato ad Hammersmith, a Londra, nel 1928, Vidal Sassoon ha avuto un’infanzia difficile. Cresciuto in un orfanotrofio ebraico per sette anni a causa della povertà estrema della sua famiglia, è diventato apprendista parrucchiere a soli 14 anni. La sua infanzia è stata segnata da privazioni, ma anche da una straordinaria resilienza trasmessa dalla madre, Betty (Bellin), che decise di ricavare il meglio della sua vita nonostante le circostanze. Dopo aver lasciato la scuola giovanissimo, Sassoon si è trovato a navigare in una Londra segnata dalla Seconda Guerra Mondiale, dormendo nei rifugi sotterranei.
Sua madre insistette affinché diventasse parrucchiere, nonostante il desiderio del giovane Vidal fosse quello di diventare un calciatore. Quando la madre lo portò alla scuola di parrucchieri di un noto stilista, Adolph Cohen, inizialmente non poterono permettersi il corso, ma la cortesia e l'educazione del ragazzo convinsero il maestro a prenderlo sotto la sua ala. Nel 1948, a 20 anni, si unì al Palmach e combatté nella guerra arabo-israeliana, un’esperienza che ha forgiato il suo carattere prima ancora che iniziasse la sua ascesa nel mondo della bellezza.
La rottura con il passato: l’estetica geometrica
Lo stile e i tagli proposti da Sassoon furono la completa antitesi di ciò che gli anni Cinquanta avevano offerto. Erano spariti la lunghezza alle spalle, la lucentezza, la chioma eccessivamente femminile delle bombe anni Cinquanta. Invece, lui modellò forme nuove, geometriche e simmetriche su ragazze magre e sottili come trovatelli, stili che richiedevano un minimo lavoro ed erano a basso mantenimento.
Il suo stile di taglio, prevalentemente geometrico, è stato, a cavallo degli anni ’50 e ’60, una leva della rivoluzione estetica che ha accompagnato il mutare e il liberalizzarsi del costume negli anni della Swinging London, dei Beatles e dei figli dei fiori. Sassoon ha introdotto qualcosa di mai visto prima: tagli precisi, netti, senza bisogno di piega, capaci di esaltare la struttura del viso. Non ha solo badato ai profitti, ad aprire saloni e negozi in Europa, in Canada e negli Stati Uniti, a creare prodotti per la cura dei capelli; appassionato del proprio mestiere, ha fondato una scuola nel 1969 e un’accademia nel 1973.

Il caschetto maschietta: il simbolo di una generazione
Nel 1963, Vidal Sassoon scolpisce un taglio angolare, rivoluziona il bob cut in un caschetto a cinque punti che tuttora portano le donne di carattere. Taglia i capelli delle femmine rendendole maschili e anticonformiste in un colpo di forbici. I capelli cortissimi delle donne arrivano prima che gli uomini li portino lunghi per dissentire. Erano gli anni '60, la rivolta sessantottina si respirava solo in potenza. Era il tempo della swinging London e lo youthquake londinese ribolliva.
Il famoso bob cut, un caschetto netto e strutturato, fu creato per la stilista Mary Quant, diventando il simbolo della Swinging London. Questo approccio ha segnato un punto di non ritorno: l'emancipazione femminile è passata anche attraverso la liberazione dalle lunghe ed elaborate acconciature del passato. Il suo stile ha conquistato icone come Mia Farrow, che nel 1968 si è affidata a lui per un radicale pixie cut nel film Rosemary’s Baby, un taglio che ha fatto la storia del cinema.
Vidal Sassoon: The Movie - Official Trailer
L'eredità nel mondo moderno
Oggi, la sua visione minimalista continua a ispirare hairstylist e donne che desiderano un look raffinato, senza tempo. Molte celebrities di oggi continuano a ispirare i loro look a quei tagli, più che mai iconici. Il motto di Sassoon, “If you don’t look good, we don’t look good” - “Se tu non sei bella, noi non siamo bravi” - riassume la sua etica professionale: il parrucchiere non è un semplice esecutore, ma un architetto che lavora in armonia con la forma naturale del viso.
Dopo aver acquisito una reputazione per i suoi tagli innovativi, si spostò a Los Angeles nei primi anni 1970, dove aprì la prima catena mondiale di saloni, accompagnati da una linea di prodotti per il trattamento e la cura dei capelli. Fondò inoltre la Paul Mitchell Systems insieme a Paul Mitchell, uno dei suoi precedenti allievi. Se c’è una cosa che Vidal Sassoon ci ha insegnato, è che la vera bellezza nasce dalla semplicità e dall’armonia delle forme. La sua eredità non risiede solo nei saloni sparsi per il mondo, ma nella capacità di aver compreso, prima di chiunque altro, che il taglio di capelli è una dichiarazione di intenti, un atto di libertà e, soprattutto, un'espressione di identità personale che sfida le convenzioni sociali.
tags: #vidal #sassoon #maschietta