Esplorando il Salento: Le Identità Storiche e Culturali di Lucugnano e Tutino

Il Salento non è soltanto una meta turistica rinomata per le sue coste, ma un mosaico complesso di centri urbani, frazioni e rioni che custodiscono secoli di storia, arte e tradizioni. Tra le realtà più significative del Capo di Leuca si distinguono Lucugnano e Tutino, due nuclei abitativi legati al comune di Tricase, ma dotati di un’anima profondamente distinta. Comprendere queste località significa addentrarsi nelle dinamiche feudali del Basso Salento, dove castelli, architetture religiose e leggende locali si intrecciano per raccontare un passato che ancora oggi vive nel tessuto urbano e nella memoria dei cittadini.

veduta panoramica del paesaggio rurale tra Lucugnano e Tutino

Lucugnano: Storia, Paesaggio e Spiritualità

Lucugnano si presenta come una distesa di bianche e basse case, protetta idealmente da due colline che si ergono ad Oriente e ad Occidente. Il borgo, che può essere apprezzato al meglio ammirandolo dall’alto della Serra dei Cianci o soffermandosi su un terrazzamento dell’antichissima zona dei Patri, conserva un fascino intriso di mistero. Nonostante il castello cittadino sia avvolto da pochissime notizie storiche, il centro storico offre tesori artistici di grande rilievo.

Su Piazza Comi si affaccia la maggior parte dei tesori del paese, sorvegliati dal palazzo baronale, ampliato nel XVI secolo dai Capece inglobando la torre di difesa a base quadrata che risale al basso Medioevo. Sul lato meridionale si erge Palazzo Comi, costruito intorno alla metà del XIX secolo dall’omonima famiglia baronale e appartenuto fino al 1961 a Girolamo Comi, uno dei poeti più rappresentativi del panorama letterario salentino del Novecento. Di fronte al castello è stata eretta, nel 1921, la colonna del protettore Sant’Antonio da Padova.

L’architettura religiosa lucugnanese è particolarmente ricca. La Parrocchiale è dedicata a Maria Santissima Assunta in Cielo, ma degne di nota sono anche le cappelle di Santa Croce, della Madonna delle Grazie, di San Giuseppe, di Santa Cesarea e la chiesa di San Francesco Saverio, costruita nel 1719 e riconsegnata alla comunità dopo restauri nel 2010.

Il Quartiere Coppedè, tra mito e cultura - documentario

Archeologia e Misteri del Territorio

Ma le scoperte più interessanti di Lucugnano si effettuano nel territorio circostante. Numerose sono le cavità che si aprono nella tenera roccia e raccontano un’intensa attività estrattiva che si è protratta nel corso dei secoli. Ai piedi di un uliveto, nei pressi di Bosco Martella, frammenti di archeologia giacciono nella terra rossa: ceramica romana proveniente dalla sponda opposta del Mediterraneo. Un’epigrafe su via dei Vasai richiama l’episodio biblico di Susanna e i vecchioni, un esempio di come la cultura popolare abbia assorbito e rielaborato temi biblici attraverso l’architettura domestica.

Tutino: Un Borgo tra Storia Medievale e Rinascimentale

Tutino è un rione del comune di Tricase, in provincia di Lecce, che un tempo costituiva un nucleo separato. L’abitato, separato dal resto del comune dalla linea ferroviaria Zollino-Gagliano del Capo, vanta un’origine antica. Il nome Tutino potrebbe derivare dall’espressione Toti in unum (tutti in uno) per via del confluire, in un unico centro intorno al XII secolo, degli abitanti di alcuni villaggi vicini. Il territorio è stato frequentato sin dal periodo romano; frammenti di ceramica sono stati recuperati a ridosso di un tratto viario che secondo alcuni storici coincide con l’antica "via Sallentina", il naturale prolungamento della Via Traiana Calabra.

dettaglio architettonico delle mura e delle torri del castello di Tutino

Il Castello dei Trane e le Trasformazioni Feudali

Il Castello dei Trane risale al XV secolo. Delle numerose torri poste lungo il circuito murario, ne rimangono solo cinque, alcune con base a scarpa, collegate sulla sommità da un cammino di ronda visibile ancora in alcuni tratti. Nel 1580 Luigi Trane, che aveva ricevuto il feudo di Tutino da Andrea Gonzaga di Alessano, ampliò la struttura e la trasformò in dimora signorile, come riporta l’iscrizione a grandi caratteri che segna il prospetto.

La storia del castello è emblematica del rapporto inscindibile tra l’edificio e il suo territorio. Dopo il declino iniziato nel 1653, quando Francesco Trani vendette il feudo ai principi Gallone di Tricase, il castello subì un lento processo di trasformazione in masseria. Nel Novecento, l’edificio fu acquistato dalla famiglia Caputo e adibito interamente a opificio per la lavorazione del tabacco, sino agli anni Sessanta, quando fu del tutto abbandonato. Oggi, il castello è risorto a nuova vita, offrendo spazi accoglienti per proposte artistiche e culturali.

Elementi di Civiltà Rurale: Menhir e Luoghi di Fede

Il paesaggio di Tutino è punteggiato da elementi che testimoniano la stratificazione culturale del luogo. Accanto al castello si trova ciò che resta di un antico menhir: la colonna, costituita da due tronconi sovrapposti, presenta una profonda frattura orizzontale frutto di ripetuti abbattimenti avvenuti nel tempo.

La devozione religiosa trova il suo centro nella chiesa parrocchiale della Madonna delle Grazie, risalente alla seconda metà del XVI secolo. L’architrave della porta principale, che sorregge una statua lapidea di Sant'Antonio da Padova, reca un’iscrizione in latino e la data 1685. Sul lato sinistro è addossato il Calvario del 1862. Un altro luogo di rilievo è la cappella di San Gaetano di Thiene, già documentata nel 1584 con il titolo di San Nicola, che dal 1649 divenne sede della Confraternita dell’Immacolata Concezione e di San Nicolò.

mappa concettuale dei siti di interesse storico nel Capo di Leuca

Il Patrimonio Architettonico delle Frazioni di Tricase

Oltre a Lucugnano e Tutino, il comune di Tricase comprende altre frazioni fondamentali come Caprarica del Capo, Depressa e Sant'Eufemia. A Caprarica del Capo, monumenti interessanti sono il Castello a pianta rettangolare, con agli angoli quattro torri circolari, realizzato in blocchi di carparo di forma irregolare nel 1524. A Depressa, un piccolo centro nato dall’antico borgo "Salete" distrutto nel '400 dai Turchi, spicca il castello riedificato nel 1548 da Giovanni Saraceno e la chiesa dedicata a Sant'Elia del XVII secolo.

L’identità di questi centri, sebbene legata amministrativamente a Tricase, rimane autonoma grazie alla conservazione di edifici che fungono da perni della vita comunitaria: palazzi baronali, torri colombaie, frantoi ipogei e cappelle extraurbane. La cappella extraurbana della Madonna della Pietà a Tutino, ad esempio, con la sua iscrizione "CIVIUM CARITAS 1670", ricorda come la carità dei cittadini sia un elemento ricorrente nella storia locale, una spinta a rinascere e a preservare il patrimonio costruito anche di fronte all'incuria del tempo.

L'analisi di questi territori, dalla viabilità storica della Via Sallentina alle moderne trasformazioni degli edifici agricoli in spazi culturali, permette una visione d'insieme su un Salento che non è fatto solo di grandi direttrici turistiche, ma di una miriade di piccoli centri, ciascuno con il proprio castello, la propria confraternita e le proprie epigrafi che sfidano i secoli. Per chiunque voglia approfondire la conoscenza di questi luoghi, strumenti come ViaMichelin offrono la possibilità di visualizzare cartografie dettagliate, incluse le strade pedonali e le infrastrutture di servizio, facilitando un’esplorazione consapevole e rispettosa della storia di Lucugnano e Tutino.

tags: #via #lucugnano #tutino