Verdure e Frutta in Gravidanza: Consumo Consapevole per la Salute di Mamma e Bambino

La gravidanza è un periodo straordinario, un viaggio che porta con sé gioia, attesa e, naturalmente, una maggiore attenzione alla salute e al benessere, sia della futura mamma sia del bambino che sta crescendo. Una delle aree più importanti su cui concentrarsi è l'alimentazione. Non si tratta solamente di non accumulare troppi chili, che poi potrebbero essere difficili da smaltire dopo il parto; mangiare bene significa, prima di tutto, prendersi cura di sé e del piccolo nel pancione. Una dieta sana durante la gestazione è un vero e proprio lasciapassare per una vita in salute del nascituro.

In questa fase delicata, molti interrogativi sorgono riguardo a quali alimenti siano sicuri e quali, invece, richiedano precauzioni o debbano essere evitati. Tra le preoccupazioni più comuni, spicca l'attenzione verso il consumo di frutta e verdura, alimenti fondamentali ma che, se non gestiti correttamente, possono nascondere delle insidie. Non è affatto necessario trascorrere nove mesi in compagnia di petto di pollo arrostito e minestrone! Nessuno chiederà mai di rinunciare al gusto, ma la cosa fondamentale è scegliere con attenzione cosa si porta in tavola e, allo stesso tempo, prendere alcune precauzioni indispensabili. Questo perché, a volte, anche il cibo apparentemente più innocuo, come un'insalata fresca, può rappresentare un veicolo di rischio. Approfondiremo proprio questo aspetto, per capire come consumare frutta e verdura in gravidanza riducendo al minimo ogni pericolo.

Il Valore Inestimabile di Frutta e Verdura per la Gravidanza

Frutta e verdura sono, per loro natura, alimenti salutari e il loro consumo abbondante e regolare è raccomandato a tutte le età da ogni istituzione sanitaria, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità al Ministero della Salute italiano. La gravidanza, ovviamente, non fa eccezione, anzi, il fabbisogno di nutrienti specifici spesso aumenta.

I benefici dei vegetali, come evidenziato dalle linee guida per una sana alimentazione del Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria (CREA), sono molteplici e di cruciale importanza:

  • Bassa densità energetica: Questi alimenti possiedono poche calorie ma hanno il grande vantaggio di saziare più velocemente rispetto ad altri cibi, anche più calorici. Questo è particolarmente utile per il controllo del peso in gravidanza, aiutando a evitare un aumento eccessivo. Sono ideali in caso di attacco di fame improvviso - meglio due carote di un sacchetto di patatine - e possono anche contribuire ad alleviare la nausea, un sintomo tipico del primo trimestre.
  • Apporto di fibra: Quasi la metà dell'apporto di fibra in una tipica dieta italiana deriva dal mondo vegetale. Le fibre sono un'arma eccezionale contro uno dei più classici "effetti collaterali" della gravidanza: la stitichezza. Qualsiasi prodotto della terra è utile, ma i frutti più ricchi di fibra includono kiwi, fichi d'india, cachi, pere e mele (senza buccia, se si preferisce). Per quanto riguarda le verdure, sono particolarmente efficaci carciofi, cavoletti di Bruxelles, funghi, cicoria, melanzane e carote.
  • Ricchezza di vitamine e minerali: Frutta e verdura sono miniere di micronutrienti essenziali. Attraverso la placenta, i nutrienti di ciò che mangia la mamma arrivano al feto, supportandone la crescita e lo sviluppo. Ad esempio, è possibile fare il pieno di vitamina C con pomodori, arance e kiwi; folati con le verdure a foglia verde; altre vitamine del gruppo B, vitamina E e betacarotene con pesche, albicocche, verdure a foglia verde e carote; ferro e calcio con verdure a foglia verde (soprattutto spinaci e rucola); e potassio con tutti i prodotti ortofrutticoli.
  • Sostanze con azione protettiva: Contengono molecole bioattive che attivano meccanismi cellulari benefici per la salute. Tra queste, alfa e betacarotene (presenti in frutta e verdura di colore arancione e nelle verdure verde scuro), licopene (nel pomodoro) e polifenoli (in cacao, agrumi, cereali integrali, legumi).

Quanta Frutta e Verdura Consumare e Come Sceglierla

Le raccomandazioni internazionali sono valide per tutti, dai bambini agli anziani, e possono tranquillamente essere applicate in gravidanza. Si consigliano almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, ovvero almeno 400 grammi. L'avverbio "almeno" non è casuale: a meno che non ci siano divieti precisi e motivati da parte di un medico, se il consumo di vegetali va oltre la quantità raccomandata, tanto meglio! Tendenzialmente le 5 razioni sono suddivise in 2 a base di verdura e 3 di frutta, da consumare alla fine dei pasti o come spuntino, o anche in frullati, centrifugati ed estratti fatti in casa. L'importante è che la quantità quotidiana sia cospicua. Un consiglio utile è quello di abbondare anche nei piatti più elaborati e calorici: ad esempio, in un primo con le zucchine, si può mettere più verdura che pasta; in una torta di mele, "esagerare" pure con la frutta rispetto al resto degli ingredienti.

Tavola comparativa dei nutrienti in frutta e verdura

Il principio di base che deve guidare la scelta è la stagionalità dei prodotti. Cercare le ciliegie a dicembre o la zucca a giugno, le castagne ad agosto o i gelsi a novembre andrebbe evitato. In genere, i prodotti "fuori stagione", se si trovano, arrivano da Paesi lontani e spesso costano di più. È preferibile orientarsi su ciò che offre il periodo dell'anno in cui ci si trova.

In alcuni casi, il ginecologo potrebbe sconsigliare l'assunzione di specifici alimenti. Ad esempio, alcuni frutti molto zuccherini (fichi, avocado, cocco, alcuni tipi di frutta secca oleosa come datteri, uva passa, prugne e albicocche secche) è meglio evitarli se la futura mamma soffre di diabete gestazionale. Oppure, in presenza di particolari disturbi del tratto gastrointestinale, alcuni cibi potrebbero peggiorare la situazione: gli agrumi per il bruciore gastrico o i pomodori per la diverticolite. È sempre fondamentale affidarsi al proprio medico per consigli personalizzati.

Crudo o Cotto? Il Nodo della Sicurezza Alimentare

Per mantenere inalterate le loro mille virtù, sia la frutta sia la verdura (tranne quelle che si devono necessariamente cucinare) andrebbero consumate crude. Le alte temperature, ad esempio, possono ridurre drasticamente il contenuto di folati, che in gravidanza (soprattutto nel primo periodo) rivestono un'importanza enorme per la salute del nascituro. Qualunque metodo di cottura altera la struttura e la composizione chimica degli alimenti. È consigliabile quindi non cuocere eccessivamente le verdure, ma ripassarle brevemente in padella e lasciarle croccanti. In questo modo, non si perderanno tutte le sostanze nutritive e, allo stesso tempo, si raggiungerà la sazietà più rapidamente.

Se si preferiscono i vegetali crudi, in gravidanza la prudenza non è mai troppa. Lavare e disinfettare frutta, ortaggi e verdure sono due azioni da compiere in modo scrupoloso per ridurre al minimo il pericolo di infezioni potenzialmente dannose per la mamma e anche per il piccolino.

I Rischi Nascosti: Minacce dai Vegetali Crudi e altri Alimenti

Il ministero della Salute raccomanda di consumare i vegetali dopo un accurato lavaggio e, possibilmente, dopo aver sbucciato la frutta. I principali rischi legati al cibo in gravidanza, ma non gli unici, sono la toxoplasmosi, la salmonellosi, il norovirus e l'epatite A. La frutta e la verdura consumate crude e mal lavate possono rappresentare un rischio per Toxoplasma, Norovirus, Virus dell’Epatite A e Listeria monocytogenes.

La Toxoplasmosi: Un Pericolo Conosciuto

Una preoccupazione costante per la maggior parte delle gestanti è la toxoplasmosi, un'infezione che, soprattutto se contratta nel primo trimestre, può avere conseguenze molto serie, inclusa l'interruzione della gravidanza. La toxoplasmosi è la malattia che si sviluppa in seguito all’infezione di un parassita, il Toxoplasma gondii, che può colpire diversi animali tra mammiferi, uccelli, rettili e molluschi. Soltanto nei felini, però, riesce a completare il suo ciclo vitale e a riprodursi. Il parassita vive nell’intestino del gatto e crea delle cisti (o per meglio dire, oocisti) che vengono emesse nell’ambiente esterno attraverso le feci e possono arrivare a contaminare gli alimenti.

TOXOPLASMOSI in GRAVIDANZA: Cause, a cosa stare attenti, come evitarla, conseguenze pericolose

Il Toxoplasma gondii è tra i parassiti più diffusi al mondo. In Europa si stima che il 50-80% della popolazione ne venga a contatto prima o poi. Quando ciò accade, si attiva una risposta immunitaria che funge da protezione in caso di successivi contatti: si diventa immuni per il resto della vita. Normalmente, il nostro sistema immunitario è in grado di tenere sotto controllo il parassita ed evitare lo sviluppo della malattia, per cui non si registrano neanche sintomi o malesseri particolari. In alcuni casi, gli effetti possono essere simili a quelli di una lieve influenza.

Tra gli esami che si fanno all’inizio della gravidanza c’è il toxo-test, un semplice esame del sangue con cui si verifica la presenza di anticorpi specifici contro il parassita, che sono di due tipi: le IgM, che si formano quando l’infezione è in corso, e le IgG, che restano in circolo nella fase successiva e indicano un'immunità pregressa. Capire se si è già state a contatto con il Toxoplasma e si è sviluppata l'immunità, o se si è a rischio di contrarre l'infezione, è fondamentale.

Se viene contratta durante la gravidanza, oltre a dare sintomi nella futura mamma, l’infezione può passare al feto attraverso la placenta e avere effetti molto gravi. Nel primo trimestre è minore il rischio che arrivi al feto, ma se accade i danni sono maggiori e possono riguardare la capacità visiva e il sistema nervoso centrale, causando idrocefalia, epilessia o ritardo mentale. C’è anche un alto rischio di aborto spontaneo. Negli ultimi mesi di gestazione, invece, è maggiore la probabilità che si trasmetta l’infezione al feto, ma con conseguenze potenzialmente meno gravi perché i suoi organi sono già formati.

Le regole per evitare di contrarre la toxoplasmosi in gravidanza sono semplici: non mangiare carne cruda o poco cotta (salumi compresi), lavare molto bene frutta e verdura, usare i guanti quando si fa giardinaggio e si cambia la lettiera del gatto. Il fattore di rischio più alto è quello alimentare, seguito dalla manipolazione della terra in orti e giardini.

Altri Agenti Patogeni Veicolati da Frutta e Verdura

Oltre al Toxoplasma gondii, diversi altri microrganismi possono annidarsi su frutta e verdura se non adeguatamente pulite, rappresentando una minaccia significativa per la salute in gravidanza:

  • La Salmonellosi: La salmonella è il batterio più coinvolto nei casi di infezione alimentare. Nelle forme più lievi, la salmonellosi causa disturbi gastrointestinali, ma può anche diventare più seria, in particolare nei soggetti fragili, e le donne incinte rientrano in questa categoria perché il loro sistema immunitario è più vulnerabile. In genere, i sintomi compaiono da 6 a 72 ore dopo l’ingestione del cibo contaminato (sarebbe bene evitare le uova crude o poco cotte, ma anche le verdure non sono esenti dal rischio se non lavate accuratamente) e durano 4-7 giorni. La terapia prevede la reidratazione del soggetto colpito e, nei casi più gravi, è necessaria l’ospedalizzazione e la somministrazione di farmaci.
  • Il Norovirus: È tra i più diffusi virus responsabili di gastroenteriti acute non batteriche e può annidarsi anche in frutta e verdura lavate male o con acqua contaminata. I sintomi sono nausea, vomito, diarrea, crampi e, a volte, un po’ di febbre. L’incubazione è veloce (12-48 ore), mentre l’infezione dura da 12 a 60 ore. Il trattamento consiste nella reidratazione.
  • L’Epatite A: Un'altra potenziale "minaccia" che potrebbe nascondersi nel cibo è il virus dell’epatite A. Talvolta rimane silente a lungo, senza dare segno di sé. Altre volte, invece, si presenta con febbre, malessere, nausea, dolori addominali, ittero e valori del sangue (bilirubina e transaminasi) alterati. L’incubazione può variare da 15 a 50 giorni. Una misura di profilassi per soggetti a rischio contro l’epatite A è il vaccino, per esempio quando si recano in Paesi considerati pericolosi dal punto di vista igienico-sanitario. È importante notare che il virus dell'epatite A sopravvive a basse temperature, per cui frutti di bosco surgelati non devono essere consumati crudi dopo lo scongelamento, ma solo ed esclusivamente previa cottura, in quanto il calore inattiva il virus.
  • Listeria monocytogenes: Questo batterio è particolarmente insidioso perché sopravvive e si moltiplica anche alle basse temperature dei frigoriferi. Può contaminare frutta e verdura crude e mal lavate, così come formaggi molli prodotti con latte crudo, paté e salse a base di carne o pesce affumicato in vendita in gastronomia.

Rappresentazione grafica delle principali vie di contaminazione alimentare

Strategie di Prevenzione: Lavaggio, Disinfezione e Igiene Alimentare

Abbiamo già sottolineato che mangiare vegetali crudi consente di mantenere inalterate le loro numerosissime proprietà nutrizionali e quindi di beneficiarne appieno. Per farlo correttamente, però, bisogna lavarli con grande cura e, per stare tranquille, disinfettarli. Per questo motivo, soprattutto in gravidanza, è necessario lavare bene frutta e verdura, spazzolandone la buccia sotto acqua corrente quando il prodotto lo permette.

Lavaggio e Disinfezione Efficace

Il suggerimento è di lasciare in ammollo in acqua per un po' la frutta e la verdura che si desidera mangiare. Poi risciacquare sotto il getto dell’acqua corrente, così da pulirle ancora meglio. Tuttavia, l'acqua dei nostri rubinetti, a volte, non basta, specialmente durante la gravidanza, quando la prudenza non è mai abbastanza. Per una maggiore igiene, soprattutto quando si mangiano alimenti crudi, è consigliabile disinfettare.

La rucola, tra le insalate, è spesso considerata la più rischiosa, in quanto la conformazione delle sue foglie può proteggere i microrganismi, rendendo più difficile un lavaggio efficace con la sola acqua.

L'Uso di Amuchina per Frutta e Verdura

Per un'igiene accurata e per mangiare cautelando il proprio bambino, Amuchina Soluzione Disinfettante Concentrata si rivela un valido aiuto. Questo prodotto è infatti in grado di eliminare quasi il 100% degli agenti patogeni che potrebbero essere presenti sui vegetali, magari a causa di residui di terra dell’orto.

Amuchina Soluzione Disinfettante Concentrata è un Presidio Medico Chirurgico Reg. n. 100/43 e svolge un’attività virucida completa, eliminando il 99,9% dei virus e dei batteri che potrebbero trovarsi sulla superficie della frutta e della verdura. È fondamentale sottolineare che Amuchina Soluzione Disinfettante Concentrata non altera il gusto degli alimenti né la quantità di vitamine e sali minerali presenti. Le caratteristiche nutrizionali vengono quindi naturalmente preservate.

Modalità d'uso: L'impiego di Amuchina Soluzione Disinfettante Concentrata è molto semplice. Per dosare la giusta quantità è sufficiente utilizzare il tappo. Per la disinfezione di frutta e verdura, bastano 20 ml di prodotto diluiti in un litro di acqua. Amuchina Soluzione Disinfettante Concentrata agisce in 5 minuti. Al termine, risciacquate i vostri vegetali abbondantemente con acqua potabile. Solo così si potrà stare serene, sapendo che al bambino arriverà soltanto il meglio.

Oltre il Lavaggio: Pratiche Igieniche Essenziali in Cucina

Tutti dovrebbero fare attenzione alla contaminazione quando maneggiano e preparano gli alimenti, ma questo consiglio vale in particolare per le gestanti. Ci sono diverse altre precauzioni da adottare per garantire la massima sicurezza alimentare:

  • Igiene in cucina: Pulire spesso anche il frigorifero è importante, e usare un termometro da frigo per assicurarsi che stia sempre ad una temperatura di +4°C o inferiore. I cibi da frigo dovrebbero essere conservati alla corretta temperatura (inferiore a 5 °C). Le superfici di lavoro e gli utensili devono essere lavati accuratamente, specialmente dopo il contatto con alimenti crudi.
  • Attenzione agli insetti: Gli insetti che si posano sul cibo potrebbero essere veicolo di contaminazione, quindi è bene proteggere gli alimenti.
  • Consumo fuori casa: Quando si mangia fuori casa, è meglio evitare di consumare frutta e verdura cruda, se non si è sicuri che siano state lavate accuratamente.
  • Cibi pronti per il consumo: I cibi pronti per il consumo potrebbero essere soggetti a contaminazione diretta, per contatto con altri alimenti crudi che veicolano il patogeno, oppure indiretta, per contatto con utensili o superfici di lavoro contaminate e non adeguatamente pulite. È essenziale assicurarsi sempre che gli alimenti siano riscaldati completamente e che siano molto caldi.
  • Contatto con animali domestici: Per chi ha un gatto in casa, non è necessario separarsene per tutto il tempo della gravidanza. Sarà sufficiente prestare particolare attenzione: indossare guanti e mascherina, lavare la lettiera con acqua molto calda, o chiedere al partner o a persone vicine di farlo. Dopo aver accarezzato il micio, è sempre consigliabile lavarsi le mani.

Alimenti da Evitare o Consumare con Estrema Cautela (non solo vegetali)

Oltre a frutta e verdura, la dieta in gravidanza richiede attenzione verso altre categorie alimentari per prevenire rischi specifici. Non ci sono alimenti proibiti in gravidanza, a meno che la donna incinta non abbia qualche malattia o un'indicazione specifica del medico, ma per alcuni di essi è necessario adottare precauzioni rigorose.

Carne Cruda o Poco Cotta e Insaccati

La carne cruda o poco cotta, specialmente quella di agnello, maiale e manzo, rappresenta la principale indiziata per il contagio da toxoplasmosi. Questo include anche salumi e insaccati crudi o poco stagionati, carni pronte al consumo come salsicce, porchetta, hot dog se non ben cotte, paté o creme di carne freschi (mentre si possono mangiare quelli sterilizzati, cioè in scatola). Accade perché nella carne possono essere presenti cisti muscolari che si originano a partire dai bradizoiti, un'altra forma vitale del ciclo del Toxoplasma negli animali a sangue caldo. Per chi ha un gatto in casa, un’ulteriore accortezza è evitare di mettere carne cruda nella sua ciotola, preferendo scatolette e cibi cotti.

Il Toxoplasma gondii, esposto a temperature di 67-70°C, non sopravvive per più di 3-4 minuti. Per questo è necessario consumare la carne ben cotta. Se si vuole consumare carne poco cotta, è necessario congelarla in modo industriale a una temperatura tra i 40 e i 60 gradi sotto zero. Le future mamme che sono risultate negative al toxo-test e che, pertanto, corrono il rischio di contrarre la toxoplasmosi, devono evitare completamente il consumo di salumi crudi o stagionati, come prosciutto crudo, salame, eccetera. Possono, però, mangiare salumi cotti come il prosciutto cotto, il petto di tacchino o la mortadella.

Pesce e Molluschi: Le Insidie del Mare

Tra gli alimenti proibiti in gravidanza ci sono il pesce e i molluschi crudi e freschi. Quindi, sfortunatamente, il sushi non è compatibile con una gravidanza dato che, se il pesce non è stato abbattuto all'origine o congelato, può contenere Anisakis, un parassita che causa gravi infezioni alimentari. Inoltre, mangiare pesce o molluschi crudi può causare anche la toxoplasmosi, o, per quanto riguarda i molluschi, la salmonellosi, un altro dei principali pericoli. Se si decide di mangiare pesce, molluschi e crostacei, si deve essere certi della loro provenienza e sincerarsi che la cottura sia fatta con molta attenzione e ad alte temperature. Questo riguarda soprattutto cozze, seppie, polpo, vongole o gamberi. È consigliabile non consumare pesce crudo o essiccato (il pesce essiccato di solito non è ben cotto).

Attenzione anche al mercurio, un metallo normalmente presente nell’ambiente e che può essere rilasciato nell’aria dagli scarichi industriali inquinanti. Per le gestanti, è saggio limitare il tonno in scatola a 4 scatole medie a settimana e i filetti di tonno fresco a due settimane di conservazione al limite, consumando con moderazione pesci di grande taglia. Seguendo questi consigli, le gestanti possono assicurarsi tutti i vantaggi per la salute garantiti dal pesce, riducendo l’esposizione del bambino al mercurio.

Latticini Non Pastorizzati e Formaggi Molli

Meglio evitare anche i formaggi molli, perché sono quelli che hanno maggiori possibilità di contenere latte non pastorizzato. I latticini che troviamo al supermercato indicano, di solito, se il latte utilizzato è pastorizzato o meno. I formaggi cremosi stagionati, compresi il Brie, il Camembert e alcuni formaggi di capra, sono tra quelli da evitare se non si ha la certezza della loro pastorizzazione. La Listeria, come già menzionato, sopravvive anche alle basse temperature all'interno dei frigoriferi e può rappresentare un rischio significativo.

Uova Crude o Poco Cotte e Derivati

È cruciale fare attenzione a salse, creme o piatti con uova crude o poco cotte (es. maionese fatta in casa, mousse, gelati artigianali). Non lavare le uova prima di porle in frigorifero: l’acqua potrebbe favorire la penetrazione di germi patogeni all’interno. Il gelato industriale è in genere considerato sicuro, a patto che sia prodotto con latte e uova pastorizzate, così da eliminare il rischio di intossicazione dovuto alla salmonella.

Preparazioni Casalinghe a Rischio: Le Conserve Alimentari

In gravidanza, ma non solo, bisogna prestare particolare attenzione quando si preparano in casa conserve alimentari, come salsa di pomodoro o verdure sott’olio. Se non si seguono corrette procedure di preparazione e conservazione, potrebbero infatti sviluppare un microrganismo molto pericoloso: il botulino, che produce una tossina con un elevato tasso di letalità. Ogni anno nel nostro Paese si verificano 20-30 casi di botulismo, in maggioranza dovuti proprio a una preparazione domestica.

Verdure Specifiche e Altri Alimenti Sotto Osservazione

Durante la gravidanza, meglio prestare attenzione anche alla scelta di alcune verdure. Ad esempio, è bene non esagerare con le rape. Inoltre, si deve evitare il consumo di pomodori verdi, ricchi di una sostanza tossica che scompare con la maturazione e che può causare disturbi gastrointestinali. Di conseguenza, meglio dare la preferenza ai pomodori maturi. Gli spinaci e le bietole contengono molti nitrati, sostanze potenzialmente nocive sia per gli adulti sia per i bambini, sebbene in quantità controllate e in una dieta variata i benefici superino i rischi per la maggior parte delle persone.

  • Vitamina A: Il fabbisogno di questa preziosa vitamina aumenta in gravidanza, ma a scopo precauzionale è consigliabile evitare il fegato che ne contiene dosi potenzialmente pericolose; alcune ricerche indicano infatti che l’eccesso di vitamina A potrebbe causare malformazioni fetali. Secondo i LARN italiani, la dose giornaliera massima tollerabile di vitamina A per le gestanti è di 3000 UI (unità internazionali) al giorno. In una ricerca del 1995, le donne che hanno assunto più di 10.000 UI di vitamina A al giorno (circa quattro volte la quantità consigliata dall’IOM) nei primi due mesi di gravidanza presentavano un rischio più che doppio del normale di mettere al mondo un figlio affetto da malformazioni. L’organismo sintetizza la vitamina A, se necessaria, a partire dal betacarotene, che si trova nelle verdure di colore giallo e verde. Il fegato è l’unico alimento che fornisce quantità molto alte di vitamina A. Gli oli di fegato di pesce ne contengono oltre 750 mg al giorno, quindi vanno monitorati con attenzione.
  • Sale e Sodio: Oltre a ridurre il consumo di sale aggiunto, si deve evitare di ingerirne troppo anche attraverso gli alimenti che lo contengono. Per lo stesso motivo si deve limitare il consumo di formaggi salati, tipo feta o formaggi di capra, e di condimenti ricchi di sodio, come i dadi, la salsa di soia, il ketchup o la senape. Per sostituire il sale e far sì che i tuoi cibi abbiano un sapore più intenso, puoi optare per le erbe aromatiche.
  • Caffeina: Non consumare più di 200 mg di caffeina al giorno. Fate attenzione in particolare con caffè, tè, cola, bevande energetiche e cioccolato.
  • Pica: Quando compare il bisogno di mangiare sostanze non alimentari come l’argilla, il ghiaccio, terra, gesso, si tratta di pica e potrebbe essere indicativo di specifiche carenze nutrizionali (spesso legate al ferro). È importante consultare il medico in questi casi.

Altre Raccomandazioni Generali

La dieta da seguire durante la gravidanza deve essere sana, equilibrata e contenere un po' di tutti i gruppi di alimenti: latte e derivati, ortaggi e verdure, legumi secchi e patate, frutta, carne, pesce e uova, cereali, pasta e zucchero. Si consiglia il consumo di circa 3 porzioni al giorno di latte e latticini, scegliendo preferibilmente i prodotti magri, a basso contenuto di grassi, a meno che non si sia in sottopeso. Se si preferisce mangiare soia come alternativa, controllare che contenga calcio.

Una donna in età fertile che preveda o non escluda una gravidanza dovrebbe sempre e comunque, almeno nei 3 mesi precedenti un possibile concepimento, assumere almeno 400 mcg al giorno di acido folico. In gravidanza aumenta anche il fabbisogno di vitamina D, che svolge un ruolo chiave nel corretto assorbimento del calcio. In gravidanza risulta fortemente aumentato il fabbisogno di ferro perché, oltre alle necessità materne, il minerale serve al feto per la formazione di emoglobina e mioglobina e per la costituzione di un deposito epatico (nel fegato) di ferro; tale riserva, infatti, sarà utilizzata durante la vita neonatale per compensare la bassa concentrazione di ferro nel latte materno.

L’acqua, i succhi di frutta, il tè e le bevande analcoliche contribuiscono tutti ugualmente a soddisfare le necessità in termini di liquidi, ma è raccomandabile evitare le bevande ricche di calorie vuote (zucchero) come le bibite dolci. È necessario infine mantenere e controllare l’aumento ponderale (peso): in una gravidanza normale l’aumento di peso dovrebbe oscillare fra i 10 e i 12,5 kg se si ha un peso normale rispetto alla propria altezza. Non si deve mai cadere nella falsa credenza, ancora oggi molto diffusa, che dal momento in cui "si è in due" si debba mangiare per due.

È normale preoccuparsi per il rischio di contrarre infezioni in gravidanza, ed è raccomandabile mettere in atto tutte le precauzioni possibili per prevenirle, ma non bisogna nemmeno dimenticare che uno stress eccessivo non fa bene né alla futura mamma né al suo piccolo.

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