La pertosse è una malattia infettiva particolarmente insidiosa, causata dal batterio Bordetella pertussis. Questa patologia è considerata altamente contagiosa, poiché la sua trasmissione avviene da persona a persona per via aerea, rendendo rapida la sua diffusione all'interno di comunità e famiglie. È una condizione che colpisce prevalentemente i bambini sotto i 5 anni di età, tanto da essere spesso definita una malattia dell'infanzia. Tuttavia, la sua gravità può variare notevolmente, manifestandosi talvolta in modo non evidente, oppure in forme estremamente severe, soprattutto quando il paziente è un neonato o un lattante. La consapevolezza e la prevenzione attraverso la vaccinazione rappresentano strumenti fondamentali per contrastarne la diffusione e mitigarne le conseguenze più gravi.
Comprendere la Pertosse: Sintomi, Progressione e Gravità
L'infezione delle vie respiratorie causata dalla Bordetella pertussis può iniziare in modo subdolo. Progressivamente, la tosse diventa parossistica, più forte, e il piccolo paziente può manifestare difficoltà a respirare. Questa fase, nota come convulsiva o parossistica, può avere una durata considerevole, estendendosi anche per più di due mesi. Durante questi violenti attacchi di tosse, il bambino può incontrare serie difficoltà nel respirare, nel dormire e nell'alimentarsi. Nel lattante, in particolare, la pertosse può provocare delle pause respiratorie o addirittura un arresto della respirazione, rendendo la malattia particolarmente pericolosa nel primo anno di vita, dove spesso si manifesta con crisi di soffocamento che richiedono il ricovero ospedaliero.
In seguito ai parossismi, possono verificarsi anche casi di apnea, una condizione caratterizzata dall'arresto temporaneo della respirazione, e cianosi, una colorazione bluastra della pelle che indica una scarsa ossigenazione del sangue. Un altro sintomo comune post-tosse è il vomito. Le complicazioni più gravi nei bambini piccoli sono rappresentate da sovrainfezioni batteriche quali otiti, polmonite, bronchiti, o persino problemi neurologici, tra cui crisi convulsive ed encefaliti. I colpi di tosse, nella loro intensità, possono inoltre causare emorragie sottocongiuntivali negli occhi e nel naso. Gli esiti mortali della pertosse, per quanto rari in contesti con accesso alle cure, riguardano soprattutto i lattanti, stimati in circa 1 caso su 100-200, evidenziando la vulnerabilità di questa fascia d'età.

Il Vaccino Antipertosse: Composizione e Forme Combinate
Il vaccino contro la Bordetella pertussis è di tipo acellulare, il che significa che è costituito da alcune componenti purificate e inattivate del battere, piuttosto che dal batterio intero. Questa formulazione minimizza gli effetti collaterali pur mantenendo un'elevata efficacia immunizzante.
Il vaccino antipertosse è generalmente combinato con altri vaccini per semplificare il calendario vaccinale e ridurre il numero di iniezioni necessarie. Le combinazioni più comuni includono:
- Vaccino trivalente: combinato con il vaccino contro la difterite e il tetano.
- Vaccino quadrivalente: oltre a difterite, tetano e pertosse, include anche la protezione contro la poliomielite.
- Vaccino esavalente: è la combinazione più completa per la prima infanzia, proteggendo contro tetano, difterite, pertosse, poliomielite, epatite B ed Haemophilus influenzae di tipo B. Questa formulazione per bambini (DTaP) è utilizzata fino a 6 anni di età.
In Svizzera, non è disponibile un vaccino che protegga unicamente dalla pertosse, e lo stesso vale per l'Italia, dove la tendenza è l'utilizzo di vaccini combinati. I vaccini combinati contro difterite-tetano-pertosse-polio-meningite da Hib (con o senza epatite B) sono stati sviluppati appositamente per i lattanti, offrendo una protezione ampia e mirata ai più piccoli. Il vaccino contro la pertosse protegge circa 9 persone su 10 dalle forme gravi della malattia e circa 1 persona su 7 da tutte le altre forme, sottolineando l'efficacia nel prevenire le manifestazioni più pericolose della patologia.
Il Calendario Vaccinale: Tempi e Importanza delle Dosi
La programmazione delle attività di prevenzione delle malattie infettive attraverso la vaccinazione è definita nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV), un documento periodicamente aggiornato dal Ministero della Salute con il contributo di esperti. All'interno del PNPV è riportato il cosiddetto calendario vaccinale, che indica i vaccini obbligatori e raccomandati con le tempistiche previste per la loro somministrazione. Questo calendario riguarda sia le vaccinazioni dell'infanzia sia quelle per gli adolescenti, gli adulti e gli anziani, con l'obiettivo di proteggere da malattie infettive potenzialmente gravi. Per molti genitori non è sempre semplice orientarsi tra vaccini obbligatori e raccomandati, tempi di somministrazione e possibili richiami, ma il rispetto delle tempistiche è fondamentale per garantire una protezione efficace.
Il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione di tutti i bambini a partire dal compimento dell'ottava settimana di vita. La somministrazione dei primi vaccini è infatti prevista tra il secondo e il terzo mese di vita del piccolo. In questo periodo, gli anticorpi ricevuti dalla mamma durante la gravidanza diminuiscono, rendendo il bambino più vulnerabile nei confronti di molte malattie infettive. I primi vaccini a essere somministrati in questa fase includono l'esavalente (che comprende la protezione contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae), l'antipneumococco e l'antirotavirus.
Poiché la protezione fornita dal vaccino antipertosse diminuisce nel tempo, sono previste dosi di richiamo. Una dose di richiamo è raccomandata a 5-6 anni di vita ed è contenuta nel vaccino quadrivalente. Un'ulteriore dose viene somministrata tra gli 11 e i 18 anni, spesso insieme al vaccino contro la difterite e il tetano. Anche per il vaccino contro morbillo, parotite, rosolia e varicella è prevista un'ulteriore dose tra i 5 e i 6 anni di età, che viene fatta generalmente insieme al vaccino difterite-tetano-pertosse-polio.
Vaccini Obbligatori e Raccomandati in Italia
In Italia, il dibattito sull'obbligo vaccinale ha portato a decisioni che riflettono un'ottica di salute pubblica. Alcuni vaccini sono obbligatori da molto tempo, fin dalla loro introduzione, come quelli contro la difterite, il tetano, la poliomielite e l'epatite B. Altri sono stati resi obbligatori nel 2017 con la Legge del 31 luglio 2017, n. 119. Quelli contro la pertosse e l'Haemophilus influenzae lo sono diventati perché contenuti nell'esavalente insieme a quelli sopra riportati e, nel concreto, era come se già fossero obbligatori anche negli anni precedenti, data l'ampia diffusione dell'esavalente.
La differenza tra vaccini obbligatori e raccomandati non riguarda l'efficacia o la sicurezza, ma un aspetto normativo. I vaccini obbligatori sono quelli previsti dalla legge per l'iscrizione a nido e scuola dell'infanzia, mentre i vaccini raccomandati, pur non essendo obbligatori, sono comunque considerati importanti per la salute del bambino e fanno parte del calendario vaccinale, avendo l'obiettivo di prevenire malattie potenzialmente gravi. La scelta di vaccinare o meno un figlio con i vaccini "raccomandati" può essere valutata insieme al pediatra, approfondendo quali potrebbero essere i benefici specifici per il bambino.

La Vaccinazione Antipertosse in Gravidanza: Una Strategia Essenziale per i Nuovi Nati
La pertosse rappresenta una minaccia particolarmente grave per i neonati e i lattanti nel primo anno di vita, periodo in cui sono troppo piccoli per essere vaccinati o per aver completato il ciclo vaccinale primario. In questa prospettiva, la vaccinazione della donna in gravidanza emerge come una strategia fondamentale per proteggere il nascituro.
Il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 e la Regione Emilia Romagna, ad esempio, offrono la vaccinazione gratuita alle donne in gravidanza nei confronti della pertosse e dell'influenza. Questa iniziativa rientra in un più ampio approccio di salute pubblica volto a garantire la protezione indiretta dei neonati attraverso gli anticorpi materni. La vaccinazione in gravidanza contro la pertosse deve essere effettuata nell'ultimo trimestre, solitamente a partire dalla 28a settimana di gravidanza. Questo timing è cruciale perché permette alla madre di produrre anticorpi sufficienti che vengono poi trasferiti al feto attraverso la placenta. Questi anticorpi forniranno al neonato una protezione passiva contro la pertosse nei primi mesi di vita, il periodo di maggiore vulnerabilità.
Diverse regioni italiane hanno implementato programmi attivi di chiamata per le donne in gravidanza. In Toscana, ad esempio, dal 2017 l'offerta della vaccinazione è attiva, e l'adesione è migliorata grazie al contatto attivo delle donne in gravidanza. La Regione Toscana offre la vaccinazione gratuita a partire dal primo aprile di ogni anno fino al 30 marzo dell'anno successivo. È stato osservato che il numero di donne che si sono vaccinate in gravidanza contro la pertosse nella zona Pisana è aumentato significativamente da settembre 2022, superando già i dati dell'intero 2021 nel settembre 2022 stesso. Tale offerta è estesa, in alcuni contesti, anche ai ginecologi delle strutture ospedaliere e del territorio, per facilitare l'accesso e la sensibilizzazione.
La vaccinazione antipertosse in gravidanza è stata studiata per la sua sicurezza, e non sono stati segnalati effetti avversi nel corso della gravidanza. Questa pratica contribuisce significativamente alla "strategia cocoon", che mira a proteggere i neonati circondandoli di adulti vaccinati (genitori, nonni, fratelli, operatori sanitari) per ridurre il rischio di esposizione alla malattia. I benefici della vaccinazione in gravidanza, infatti, si estendono non solo al nascituro ma anche alla madre e agli altri membri della famiglia, specialmente in presenza di fratelli o sorelle piccoli o in caso di allattamento. L'esperienza dimostra che l'offerta attiva della vaccinazione ha migliorato l'adesione, raggiungendo ad esempio il 60% in Australia.
Sicurezza del Vaccino e Gestione degli Eventi Avversi
Come per tutti i farmaci, anche i vaccini possono causare effetti collaterali. Tuttavia, è fondamentale comprendere che affermare che i vaccini sono sicuri non significa che non ci siano effetti indesiderati, ma che i benefici della vaccinazione sono enormemente superiori ai rischi e che gli effetti collaterali più frequenti sono di tipo lieve e di breve durata.
Sicurezza, qualità ed efficacia dei vaccini dal laboratorio alla clinica
L'unica controindicazione alla vaccinazione antipertosse è la manifestazione di una reazione allergica grave a una precedente dose o agli eccipienti contenuti nel vaccino. In caso di malattie neurologiche progressive o non definite, il vaccino non può essere somministrato fino alla stabilizzazione della malattia o al raggiungimento di una diagnosi precisa.
Eventi avversi comuni nei bambini:
- Locali (1 bambino su 4): comparsa di gonfiore, rossore e dolore nel punto di iniezione. Queste reazioni appaiono in genere 24-48 ore dopo la vaccinazione e scompaiono molto rapidamente.
- Generalizzati:
- Febbre: anch'essa un evento comune.
- Irritabilità: si può manifestare nel 30% circa dei casi.
- Sonnolenza e perdita dell'appetito: riscontrate nel 10% circa dei casi.
Eventi avversi comuni in adolescenti e adulti:
- Locali: È frequente sentire dolore nel punto di iniezione. Si può presentare anche rossore o gonfiore.
- Sistemici: Il 25% degli adolescenti e il 10% degli adulti può avere dolori addominali, nausea, vomito o diarrea.
Eventi avversi rari ed estremamente rari:
- Pianto inconsolabile: che duri per più di tre ore (1 bambino su 1.000), è raro.
- Febbre superiore ai 40.5°C: (1 bambino su 16.000), è rara.
- Reazioni allergiche e convulsioni: sono estremamente rare.
- Shock anafilattico: l'effetto più temibile, in quanto può essere letale, è una reazione allergica estremamente grave che si verifica con una frequenza di un caso su un milione di dosi di vaccino.
Per gestire eventuali effetti collaterali lievi della vaccinazione, il fastidio dovuto all'iniezione può essere ridotto mettendo un fazzoletto bagnato con acqua fredda dove è stata fatta la puntura. Se il bambino ha una malattia lieve, come per esempio raffreddore, infezione delle alte vie aeree, otite, o sta assumendo un antibiotico/ha da poco concluso la terapia, può effettuare la vaccinazione senza che ci sia un maggior rischio di effetti collaterali o una minore efficacia del vaccino. Reazioni lievi e temporanee come dolore o arrossamento nel punto dell’iniezione, febbre o irritabilità sono segnali comuni che indicano la risposta dell’organismo e in genere si risolvono spontaneamente in pochi giorni.
L'Importanza dei Vaccini Combinati e la Gestione del Calendario
La somministrazione di più vaccini nella stessa seduta è una pratica consolidata e studiata. Alcuni vaccini sono somministrati insieme per evitare ai bambini il dolore e il fastidio di numerose iniezioni e ai genitori di dover portare il piccolo a un numero eccessivo di sedute vaccinali. Prima di poter somministrare i vaccini combinati in un'unica siringa, è necessario condurre studi che documentino la sicurezza e l'efficacia della combinazione di più vaccini, confrontandola con i vaccini somministrati singolarmente. Il sistema immunitario dei bambini è ampiamente in grado di rispondere a più stimoli contemporaneamente, e la co-somministrazione permette di ridurre il numero di punture e di visite, semplificando il calendario vaccinale.
Cosa fare in caso di vaccinazioni mancate o posticipate?Può capitare che una dose venga posticipata per motivi pratici o di salute. In questi casi, non è necessario ricominciare il ciclo dall'inizio, bensì è importante recuperare appena possibile la vaccinazione che non è stato possibile fare. Se il ritardo è breve, non ci sono particolari rischi; tuttavia, se si prolunga, il bambino potrebbe non essere sufficientemente protetto dai possibili rischi di una malattia infettiva. In genere, una volta recuperato il ritardo, lo schema di somministrazione dei vaccini proseguirà con le tempistiche previste. Rimandare una vaccinazione significa però lasciare il bambino scoperto più a lungo rispetto a quella malattia.
È necessaria una visita prima di ogni vaccinazione?Se il bambino non ha particolari problemi di salute e non presenta sintomi di una malattia acuta, non è necessario fare una visita medica specifica prima della vaccinazione. Tuttavia, prima della vaccinazione, gli operatori dei servizi vaccinali effettuano una "anamnesi" ponendo ai genitori una serie di domande sullo stato di salute del piccolo e sulla presenza o meno di allergie e di alcune malattie nei familiari. Queste informazioni sono particolarmente importanti in occasione del primo vaccino per assicurare la massima sicurezza.
La Pertosse in Italia: Dati Epidemiologici e Impatto delle Misure di Contenimento
L'andamento della pertosse ha mostrato dinamiche interessanti negli ultimi anni. In Toscana, dal 2012 si è osservato un progressivo aumento del numero dei casi di pertosse, culminato in un picco nel 2017 con 115 infezioni concentrate soprattutto nei bambini sotto l'anno di età. Questo dato evidenzia la persistente vulnerabilità della fascia d'età più giovane. Successivamente, dopo una sensibile riduzione nel triennio 2018-2020, con valori compresi tra 25 e 39 infezioni per anno, nel 2021 non sono stati notificati casi di malattia. Questa drastica diminuzione è molto probabilmente attribuibile alle azioni adottate per contrastare la trasmissione del SARS-CoV-2, in particolare l'utilizzo della mascherina, il distanziamento sociale e il lavaggio frequente delle mani, dimostrando l'efficacia delle misure igienico-sanitarie generali nella prevenzione di malattie respiratorie.

Dal 2012 al 2021 non sono state segnalate differenze di rilievo nella distribuzione dei casi tra i due generi e l'età mediana dei casi si è mantenuta stabile nel corso degli anni, con fluttuazioni comprese fra i 3 e gli 8 anni. Questi dati suggeriscono che, nonostante i cambiamenti nell'incidenza, il profilo demografico dei soggetti colpiti dalla malattia non ha subito variazioni significative nel periodo considerato.Il calo della copertura vaccinale contro la pertosse, che in Italia ha raggiunto nel 2016 il suo minimo storico (94,4%), contribuisce a rendere la pertosse un problema riemergente, specialmente tra gli adolescenti, gli adulti e, in particolare, tra i bambini troppo piccoli per essere vaccinati. La maggiore consapevolezza della malattia e l'adozione di metodi diagnostici più avanzati potrebbero anche aver contribuito all'aumento dei casi riportati in passato. Sebbene in Italia non siano sempre disponibili dati specifici sulla copertura vaccinale per la pertosse isolatamente, l'andamento delle coperture per l'esavalente e altri vaccini combinati fornisce un'indicazione generale.
Accesso ai Servizi Vaccinali e Aspetti Amministrativi
La prevenzione delle malattie infettive costituisce uno dei principali obiettivi della Sanità Pubblica. Grazie all'utilizzo dei vaccini, è stato possibile debellare il vaiolo; sono quasi scomparsi il tetano, la poliomielite, la difterite; e sono state notevolmente ridotte malattie virali come l'epatite B, il morbillo, la rosolia, la parotite e le malattie batteriche come la meningite.
Le vaccinazioni sono un efficace mezzo di protezione contro diverse malattie infettive, virali e batteriche, e sono raccomandate a tutte le età. La vaccinazione viene effettuata presso tutti gli ambulatori distrettuali del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, generalmente su appuntamento. La ASL Roma 2, ad esempio, garantisce a tutti i suoi utenti le vaccinazioni obbligatorie gratuite, le vaccinazioni raccomandate e quelle previste per i viaggiatori, come stabilito dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019.
Negli ambulatori vaccinali della ASST Lariana, è possibile eseguire le vaccinazioni non inserite nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e pertanto soggette al regime di co-pagamento. Il pagamento, in questi casi, si effettua contestualmente alla somministrazione del vaccino, esclusivamente con bancomat o carta di credito, e viene rilasciata regolare fattura per la prestazione. Ulteriori informazioni sono spesso disponibili sui siti aziendali delle ASST e ASL, come indicato da www.asst-lariana.it alla sezione Vaccinazioni, dove il Responsabile del Procedimento è il Dott. Santoro Biagio Vincenzo, con l'Ufficio di riferimento del Servizio Vaccinazioni ASST Lariana.
Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) e i Piani Regionali, come quello della Toscana, costituiscono la base per la programmazione e l'attuazione delle politiche vaccinali, garantendo un quadro di riferimento chiaro per operatori sanitari e cittadini. È fondamentale consultare il proprio medico o i servizi vaccinali territoriali per ogni dubbio e per ricevere informazioni personalizzate sul calendario vaccinale e sulle modalità di accesso ai servizi.