La pertosse, insieme alla difterite e al tetano, rappresenta una delle malattie infettive più significative contro cui la vaccinazione offre una protezione cruciale. Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio la natura di queste patologie, l'importanza del vaccino che le previene, le sue modalità di somministrazione, l'efficacia e le reazioni che possono verificarsi, sottolineando il suo ruolo fondamentale nella salute pubblica. La comprensione approfondita di queste informazioni è essenziale per apprezzare il valore di una pratica preventiva che ha drasticamente ridotto l'incidenza e la gravità di queste malattie.
Che Cos'è la Pertosse: Una Malattia Infettiva Altamente Contagiosa
La pertosse, nota anche come tosse canina, è una malattia infettiva causata dal batterio Bordetella pertussis. È considerata una malattia dell’infanzia, dato che colpisce prevalentemente i bambini sotto ai 5 anni di età. Questa patologia è estremamente contagiosa e si trasmette da persona a persona per via aerea. La trasmissione avviene tramite goccioline di saliva emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando. La sua elevata contagiosità è tale che un malato di pertosse può contagiare fino al 90% delle persone suscettibili all’infezione con cui viene a contatto. È importante notare che non esistono portatori sani di pertosse, cioè persone che non sono malate ma che ospitano e diffondono il batterio; esistono solamente i malati in forma atipica o asintomatica.
Il periodo di incubazione della pertosse varia, ma è in media di 7-10 giorni, con un intervallo che può estendersi da 4 a 21 giorni. La malattia si manifesta attraverso stadi distinti. Lo stadio iniziale, definito catarrale, ha una durata di circa 1-2 settimane e esordisce con sintomi che assomigliano a un comune raffreddore. Durante questa fase, il paziente può presentare naso che cola, starnuti, lacrimazione e una tosse occasionale e moderata. Tuttavia, la malattia evolve rapidamente verso una fase più severa. Nello stadio parossistico/convulsivo, la tosse diventa particolarmente debilitante e intensa. Questa fase è caratterizzata da accessi incontenibili di tosse stizzosa, che possono rendere difficoltosa la respirazione e l’alimentazione. Questi attacchi si concludono spesso con un tipico “urlo inspiratorio”, un suono acuto dovuto all’aria che entra con difficoltà all’interno delle vie aeree. A seguito di questi accessi, può verificarsi l’espulsione di catarro molto denso e vischioso, e a volte gli accessi di tosse sono seguiti da conati di vomito.
Nei bambini molto piccoli, specialmente nei lattanti, la presentazione della malattia può essere atipica e più grave. In questa fascia d'età, può mancare il tipico “urlo inspiratorio”. Al suo posto, possono manifestarsi apnea, ovvero l'assenza di respirazione, cianosi, una colorazione bluastra di cute e mucose dovuta a scarsa ossigenazione, e soffocamento. L'infezione delle vie respiratorie nei lattanti può essere estremamente grave, specie quando il paziente è un neonato o un lattante. I violenti attacchi di tosse possono persistere per settimane e impedire al bambino di respirare bene, di dormire e di alimentarsi. Nel lattante, questa malattia può provocare delle pause respiratorie o addirittura un arresto della respirazione.

La pertosse è una malattia molto pericolosa nei bambini con meno di un anno e ancor di più in quelli con meno di 6 mesi di vita. Spesso questi vanno incontro a complicanze anche gravi che possono provocare danni invalidanti e permanenti. Le complicanze più gravi includono polmoniti e broncopolmoniti, spesso dovute alla sovrapposizione di un’infezione batterica. Possono anche verificarsi convulsioni ed encefalopatia, causate dalla riduzione dell’apporto di ossigeno al cervello che si verifica durante gli accessi di tosse e all’azione della tossina della pertosse. I colpi di tosse intensi possono inoltre provocare delle emorragie sottocongiuntivali e nel naso, e in alcuni casi più gravi, come mostrato in alcuni report, possono causare ecchimosi al volto. Senza le vaccinazioni, diverse decine di bambini morirebbero di pertosse ogni anno. Gli esiti mortali della pertosse riguardano soprattutto i lattanti in circa 1 caso su 100-200.
La pertosse è caratterizzata da un’elevata mortalità: si verificano 5 decessi ogni 1000 casi, e riguardano quasi totalmente i bambini entro l’anno di età. Questa percentuale aumenta significativamente se la malattia è contratta nel primo mese di vita. Negli adolescenti e negli adulti, invece, le complicanze che possono insorgere sono solitamente meno gravi e richiedono il ricovero ospedaliero solo nel 5% dei casi.
A livello epidemiologico, la patologia è endemica in tutto il mondo, il che significa che è sempre presente nella collettività, con picchi epidemici che si presentano ogni 3-5 anni. Nel 2016, a livello mondiale, si sono verificati quasi 140 mila casi di pertosse, dei quali circa 40 mila solo in Europa. L'introduzione del vaccino contro la pertosse ha permesso di ridurre notevolmente i casi di malattia e le morti dovute alla malattia stessa. Ad esempio, i dati in Italia per il periodo 2010-2013 indicano un calo del carico di malattia del 97,6%, dimostrando l'efficacia delle campagne vaccinali.
È importante considerare che la protezione acquisita sia tramite l’infezione naturale sia tramite la vaccinazione diminuisce lentamente con il passare degli anni, fino a esaurirsi nell'arco di 5-10 anni successivi alla vaccinazione. Pertanto, chi ha contratto la pertosse o è stato vaccinato solo da bambino potrebbe riammalarsi durante l’adolescenza o l’età adulta, anche se in forma più lieve e/o atipica. Questo rende i richiami vaccinali essenziali per mantenere una protezione efficace nel tempo.
Le Malattie Associate: Difterite e Tetano
Oltre alla pertosse, il vaccino di cui si discuterà protegge anche da altre due gravi malattie infettive: la difterite e il tetano. Queste, pur avendo caratteristiche diverse, condividono con la pertosse la necessità di una prevenzione attiva tramite vaccinazione.
Difterite: Una Minaccia Respiratoria e Sistemica
La difterite è una malattia infettiva batterica particolarmente grave, causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae, che si trasmette per via respiratoria. Il batterio è capace di produrre una tossina che può danneggiare gravemente organi e tessuti, rendendo la malattia potenzialmente letale. Solitamente la malattia inizia con sintomi generali quali febbre, stanchezza, mal di gola e una tumefazione laterocervicale.
Una caratteristica distintiva della difterite è la formazione di una patina spessa e grigiastra a livello della faringe. Questa membrana può ricoprire la gola, le tonsille e la laringe, fino a portare a una grave ostruzione delle vie aeree, rendendo la respirazione estremamente difficile e pericolosa. Oltre ai disturbi respiratori, la tossina difterica può causare complicanze gravi che interessano altri organi vitali. Le possibili complicanze includono la miocardite, una infiammazione del muscolo cardiaco, l'insufficienza renale che compromette la funzionalità dei reni, e la neuropatia periferica, che affligge il sistema nervoso. Queste complicanze possono avere esiti permanenti o addirittura fatali.
Dopo aver contratto la difterite, gli anticorpi che si sviluppano non proteggono dalla malattia in modo permanente. Questo significa che è necessario che il malato sia vaccinato, anche dopo la guarigione, per evitare di ammalarsi nuovamente in futuro. La vaccinazione è, pertanto, l'unica strategia affidabile per una protezione duratura.
Tetano: Il Pericolo Nascosto nelle Ferite
Il tetano è una grave malattia infettiva di origine batterica, ma a differenza della difterite e della pertosse, non è trasmissibile da persona a persona. Questa infezione si contrae in seguito alla contaminazione di ferite, lacerazioni e ustioni della pelle, anche di grado lieve, con terra o polvere. Il batterio responsabile è il Clostridium tetani, le cui spore si trovano diffusamente nel terreno. Queste spore sono estremamente resistenti sia ai comuni disinfettanti che al calore, il che le rende difficili da eliminare dall'ambiente.
Una volta penetrate nell'organismo, le spore si trasformano nel batterio attivo, in particolare in condizioni di mancanza di ossigeno all'interno della ferita. Il batterio produce una tossina, la tetanospasmina, in grado di danneggiare gravemente il sistema nervoso centrale. Questa tossina provoca rigidità di tutti i muscoli del corpo e spasmi muscolari dolorosi. I sintomi iniziano spesso con il trisma, una difficoltà ad aprire la bocca, seguito da spasmi del collo, del tronco e degli arti. L'interessamento dei muscoli respiratori e laringei può determinare la morte per asfissia, rendendo il tetano una patologia con un'alta letalità.
Anche nel caso del tetano, la malattia contratta in modo naturale non porta a una protezione permanente. È quindi necessario che il soggetto, qualora superi la malattia, si vaccini per non ammalarsi nuovamente. Questo sottolinea l'importanza della vaccinazione come unica forma di protezione affidabile e duratura contro il tetano.
Attualmente in Italia si manifestano circa 100 casi di tetano all’anno. Purtroppo, circa due terzi di questi casi esitano in morte, proprio perché gli individui non sono mai stati vaccinati o perché non hanno rispettato i richiami vaccinali previsti, che sono raccomandati ogni 10 anni. Questo dato evidenzia la persistente minaccia del tetano e il ruolo critico della vaccinazione nella sua prevenzione.
Tetano: sintomi, come si prende e vaccino
Il Vaccino dTpa: Una Protezione Combinata e Innovativa
Per proteggere da queste tre gravi malattie infettive, la medicina ha sviluppato un vaccino combinato altamente efficace. Si tratta del vaccino difterite-tetano-pertosse, comunemente abbreviato in dTpa o DTaP a seconda della formulazione e dell'età del ricevente. Questo vaccino rappresenta uno strumento fondamentale di salute pubblica.
Composizione del Vaccino Acellulare
Da diversi anni viene usato il vaccino cosiddetto acellulare. Questa innovativa formulazione è costituita solo da alcune piccole “parti” del batterio, altamente purificate. Questo lo rende molto meno reattogeno rispetto al vecchio vaccino, che era detto cellulare o a cellula intera. Il vaccino contro la Bordetella pertussis, che causa la pertosse, è appunto acellulare. Contiene, in veste di ingredienti deputati a creare l'immunizzazione, tre antigeni di Bordetella pertussis in forma purificata. La forma purificata significa che questi componenti hanno subìto un trattamento in laboratorio tale per cui non sono pericolosi per l'essere umano, ma sono in grado di stimolare una risposta immunitaria protettiva.
È importante sottolineare che in commercio non esiste un vaccino anti pertosse in formula singola, cioè che protegga unicamente dalla pertosse. L'attuale vaccino anti pertosse è disponibile soltanto in formulazioni vaccinali che comprendono altri vaccini. È generalmente combinato con il vaccino contro la difterite e il tetano (il vaccino trivalente dTpa). In altre formulazioni può essere contenuto nel vaccino quadrivalente, che include anche la protezione contro la poliomielite, e nel vaccino esavalente, che offre una protezione ancora più ampia contro tetano, difterite, pertosse e poliomielite, epatite B ed Haemophilus influenzae di tipo B. La formulazione per bambini (DTaP) è specificamente utilizzata fino ai 6 anni di età, mentre le formulazioni dTpa sono generalmente usate per adolescenti e adulti.
Meccanismo d'Azione e Efficacia
Il vaccino dTpa agisce stimolando il sistema immunitario a produrre anticorpi contro le tossine difterica e tetanica, e contro le proteine della superficie del batterio della pertosse. Essendo costituito da componenti purificati e inattivati, esso è in grado di generare una protezione senza causare la malattia stessa.
Circa l’85% degli individui vaccinati risulta ben protetto dalla malattia, specie nella sua espressione più grave. Il vaccino contro la pertosse protegge circa 9 persone su 10 dalle forme gravi della malattia e circa 1 persona su 7 da tutte le altre forme, secondo dati specifici. Tuttavia, è cruciale ricordare che l'immunizzazione garantita dal vaccino anti pertosse è destinata a ridursi progressivamente, fino a esaurirsi, nell'arco dei 5-10 anni successivi alla vaccinazione. Questo rende essenziali i richiami periodici per mantenere un livello di protezione efficace. La capacità da parte del vaccino di prevenire la malattia può variare in base alle caratteristiche della persona vaccinata, come l’età e lo stato di salute. In particolare, alcune patologie che inducono uno stato di immunodepressione possono influenzare la risposta al vaccino.

Indicazioni e Schema Vaccinale
La vaccinazione con il dTpa è fortemente raccomandata per tutta la popolazione, data la gravità delle malattie che previene e il rischio che queste rappresentano per la salute pubblica e individuale. Le indicazioni e gli schemi vaccinali variano a seconda dell'età e delle condizioni specifiche dell'individuo.
Vaccinazione per i Bambini
Il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione di tutti i bambini a partire dal compimento dell'ottava settimana di vita. Questo avvio precoce è cruciale perché la pertosse è tanto più grave quanto più precocemente colpisce il bambino, essendo particolarmente letale nel primo mese e nel primo anno di vita.
Il ciclo primario completo di vaccinazione per i bambini prevede l'esecuzione di diverse dosi. Poiché la protezione data da questo vaccino diminuisce nel tempo, a 5-6 anni di vita è prevista una dose di richiamo, che spesso è contenuta nel vaccino quadrivalente. Un'ulteriore dose viene somministrata tra gli 11 e i 18 anni, spesso insieme al vaccino contro la difterite e il tetano.
Per quanto riguarda la somministrazione, nei bambini entro il primo anno, le iniezioni vengono effettuate nella parte anterolaterale della coscia, poiché in questa fascia di età il muscolo deltoide non è ancora sufficientemente sviluppato. La dose standard per ogni somministrazione è di 0,5 ml. I vaccini combinati contro difterite-tetano-pertosse-polio-meningite da Hib (con o senza epatite B) sono stati sviluppati appositamente per i lattanti, offrendo una protezione ampia con un minor numero di iniezioni.
Vaccinazione per Adolescenti e Adulti
Anche per adolescenti e adulti, il vaccino dTpa è di fondamentale importanza. Il ciclo primario completo di vaccinazione per adulti prevede l’esecuzione di tre dosi totali: le prime due devono essere somministrate a distanza di almeno un mese l’una dall’altra, e la terza 6-12 mesi dopo la seconda.
I richiami vaccinali vanno poi effettuati con cadenza decennale per tutta la vita, per mantenere un'adeguata protezione. Nel caso in cui non si conosca lo stato vaccinale del soggetto o non sia possibile reperire un’adeguata documentazione, si procede vaccinando con un ciclo completo di tre dosi, come se il soggetto non fosse mai stato vaccinato in precedenza. In caso di esecuzione incompleta del ciclo vaccinale, questo viene completato con la dose mancante e con i regolari richiami vaccinali decennali.
Per adolescenti e adulti, il vaccino dTpa viene somministrato nel muscolo deltoide del braccio, sempre per via intramuscolare. Anche in questo caso, la dose standard è di 0,5 ml. È raccomandato un richiamo ogni 10 anni con il vaccino dTpa, soprattutto per chi è a rischio o in contatto con neonati, a causa della particolare vulnerabilità di questi ultimi.
L'Importanza della Vaccinazione in Gravidanza
Un aspetto cruciale delle indicazioni vaccinali riguarda le donne in gravidanza. Per proteggere i bambini più piccoli non ancora vaccinabili o in corso di vaccinazione, è estremamente importante vaccinare le madri in occasione di ogni gravidanza. Questa strategia è fondamentale perché, mentre la componente contro il tetano è indicata solamente a tutela personale del lavoratore in quanto non esiste trasmissione interumana, le componenti contro difterite e pertosse proteggono anche i soggetti a rischio ed in particolar modo quelli in età pediatrica, in relazione alla estrema pericolosità e possibile letalità dell'infezione in questa fascia di età.
Il periodo ideale per la somministrazione del vaccino dTpa alle donne in gravidanza è tra la 27ma e la 32ma settimana di gestazione, o più in generale tra la 27ma e la 36ma settimana. Questa finestra temporale è scelta per assicurare il massimo trasferimento di anticorpi materni attraverso la placenta al feto. Gli anticorpi materni forniranno una protezione passiva al neonato nelle prime settimane o mesi di vita, quando il bambino non è ancora in grado di essere vaccinato direttamente o non ha completato il proprio ciclo vaccinale, e quando è più vulnerabile alle forme gravi e letali della pertosse.

Reazioni al Vaccino e Controindicazioni
Come ogni farmaco, anche i vaccini possono causare effetti indesiderati, ma è fondamentale valutarli nel contesto dei benefici offerti e della gravità delle malattie che prevengono. I vaccini sono farmaci che hanno superato tutti i controlli di sicurezza su vasta scala.
Effetti Collaterali Comuni e Lievi
Nella maggioranza dei casi, gli effetti collaterali del vaccino dTpa sono di lieve entità e di breve durata. Le reazioni indesiderate più frequenti consistono in manifestazioni locali nel punto in cui viene somministrato il vaccino. Entro 24/48 ore, è possibile che compaiano dolore, rossore, gonfiore (edema) e indurimento nella sede di iniezione. Queste reazioni locali possono talvolta estendersi all'intero braccio e sono osservate nel 10-20% dei casi. Si risolvono in genere spontaneamente nel giro di qualche giorno. Le reazioni locali tendono ad aumentare con il numero di dosi eseguite; ad esempio, circa il 40% dei bambini manifesta gonfiore o indolenzimento al braccio con la quarta dose di trivalente somministrata a 5-6 anni.
Oltre alle reazioni locali, nei primi 2 giorni a seguito del vaccino, è possibile che compaiano reazioni generali, ma anch'esse solitamente lievi. Tra queste si annoverano febbre, irritabilità oppure sonnolenza. La febbre, quando presente, non si protrae generalmente per più di due o tre giorni e per la quale non è necessario somministrare antibiotici, poiché non si tratta di un’infezione, ma di una reazione infiammatoria ai componenti del vaccino. In circa il 30% dei casi nei bambini si può manifestare irritabilità e nel 10% dei casi sonnolenza e perdita dell'appetito. Negli adolescenti e negli adulti, oltre al dolore nel punto di iniezione, che è frequente, si può presentare anche rossore o gonfiore. Il 25% degli adolescenti e il 10% degli adulti può anche avere dolori addominali, nausea, vomito o diarrea.
Reazioni Rare e Più Gravi
Molto raramente possono verificarsi reazioni più allarmanti. Nei bambini, queste possono includere episodi simili al collasso, un pianto inconsolabile di più di 3 ore (osservato in circa 1 bambino su 1000) e febbre molto alta, superiore ai 40.5°C (che si verifica in circa 1 bambino su 16.000). Nonostante queste reazioni siano più intense, è importante sottolineare che comunque non portano a complicanze a lungo termine.
Sono estremamente rare le reazioni di tipo allergico, come un rossore generalizzato della pelle e/o prurito, e le convulsioni. Molto raramente possono verificarsi reazioni più gravi a carico del sistema nervoso, dell'apparato gastro-intestinale, della cute e del tessuto sottocutaneo. Tuttavia, la frequenza di effetti collaterali gravi è sempre di gran lunga inferiore alle complicanze delle malattie da cui i vaccini proteggono. Il rischio associato alla malattia naturale è incomparabilmente superiore rispetto ai rari rischi legati alla vaccinazione.
Controindicazioni Specifiche
Le controindicazioni alla vaccinazione con dTpa sono limitate e specifiche, mirate a garantire la massima sicurezza del paziente. L'unica controindicazione assoluta è la manifestazione di una reazione allergica grave (anafilassi) a una precedente dose di vaccino o a uno dei suoi componenti.
In caso di malattie neurologiche progressive o non definite, il vaccino non può essere somministrato fino alla stabilizzazione della malattia o al raggiungimento di una diagnosi chiara. Queste precauzioni sono prese per evitare di attribuire eventuali manifestazioni della malattia neurologica in corso alla vaccinazione e per assicurare che il vaccino sia somministrato nelle condizioni più sicure possibili.

Il Ruolo del Vaccino nella Salute Pubblica
Il vaccino dTpa rappresenta l’unico strumento efficace di protezione nei confronti del singolo individuo dalle gravi malattie di difterite, tetano e pertosse. Per quanto riguarda difterite e pertosse, la vaccinazione rappresenta inoltre un importante strumento per proteggere anche i soggetti a rischio, nei quali la malattia può essere letale. Questa doppia valenza, di protezione individuale e di strumento di salute pubblica, ne sottolinea l'indispensabilità.
La forte raccomandazione per questa vaccinazione deriva dalla sua comprovata capacità di mitigare l'impatto di malattie che, senza di essa, avrebbero conseguenze devastanti. Senza le vaccinazioni, diverse decine di bambini morirebbero di pertosse ogni anno in molte nazioni. L'effetto della vaccinazione sull'epidemiologia di queste malattie è stato profondo. In Italia, l’introduzione del vaccino contro la pertosse ha permesso di ridurre notevolmente i casi di malattia e le morti dovute alla malattia stessa. I dati relativi al periodo 2010-2013 indicano, ad esempio, un calo del carico di malattia del 97,6%. Questo testimonia l'enorme impatto positivo delle campagne vaccinali sulla salute della popolazione.
La vaccinazione in gravidanza, come discusso, è un esempio lampante di come la protezione di un individuo (la madre) si estenda indirettamente a un altro (il neonato), formando un "ombrello" protettivo essenziale per i più vulnerabili. Gli esiti mortali della pertosse, che riguardano soprattutto i lattanti, dimostrano l'urgenza di tali strategie preventive.
È cruciale ribadire che i vaccini sono farmaci che hanno superato tutti i controlli di sicurezza su vasta scala. Ogni fase del loro sviluppo, dalla ricerca alla produzione e all'immissione in commercio, è sottoposta a rigorosi processi di valutazione che ne attestano la qualità, l'efficacia e la sicurezza. La decisione di vaccinare, quindi, si basa su evidenze scientifiche robuste che dimostrano un bilancio rischio/beneficio nettamente a favore della prevenzione. La protezione offerta dal vaccino va ben oltre il singolo individuo, contribuendo a creare un'immunità di comunità che salvaguarda l'intera collettività, specialmente coloro che per motivi di età o condizioni mediche non possono essere vaccinati direttamente. Questo rende la vaccinazione un atto di responsabilità sociale oltre che di cura personale.