Nella vita, "ovviamente" si vedono di tutto. Madri perdere i loro figli e figli perdere le loro madri. Non ci si abitua mai a tali sofferenze, nemmeno se è una cosa che ci si aspettava. I virus o i batteri, infatti, non scelgono secondo la simpatia di ognuno di noi o perché siamo alti o bassi; essi vanno a caso, è il loro destino, colpiscono chi capita. Per questo, sostenere che impedire che queste sofferenze avvengano è un dovere per tutti, soprattutto per chi ha la responsabilità, come i genitori, di bambini piccoli che non possono scegliere. Questo dovere si concretizza vaccinando noi stessi e vaccinando i nostri figli.
Esiste una piccola finestra temporale nella quale non è possibile vaccinare i bambini, perché sono troppo piccoli. In questa fase cruciale, la madre può agire come protettrice durante la gravidanza. Nel periodo della gestazione, è infatti indicato vaccinarsi per l'influenza e per difterite, tetano, pertosse (con il vaccino acellulare). Comprendiamo perfettamente quei genitori che, quando si parla di vaccini, si fanno assalire da paure e fobie. La maggioranza dei genitori cosiddetti "antivax" sono semplicemente ansiosi, amano i loro figli come tutti i genitori ma si lasciano assalire dall'ansia instillata da furbetti e ciarlatani. Tuttavia, è difficile comprendere quando si intestardiscono nel trovare scuse per giustificarsi, perché le malattie infettive sono pericolose per definizione. Dipende da tante cose, poche controllabili o prevedibili.
Per scelta e carattere, non si usano mai immagini impressionanti o storie strappalacrime, preferendo parlare di medicina spiegando in maniera razionale le cose. Ma a volte, la realtà si presenta con una forza tale da rompere ogni schema. Qualche tempo fa, ci si è imbattuti in una storia che inizialmente ha incuriosito, poi ha preoccupato e infine, con l'immagine finale (se presente), ha scioccato. Un pugno nello stomaco che vorrebbe arrivare a quei genitori che fingono di credere alle malattie "buone" e gentili che non colpiranno mai i loro figli. Non ci sono malattie buone, non ci sono sofferenze "dovute" per i nostri bambini. Così, non vogliamo girarci troppo attorno e vi racconteremo questa storia esattamente come è stata appresa, veloce e rapida.
La Tragica Vulnerabilità: La Storia di Riley
Riley nasce a febbraio del 2015 a Perth, in Australia, in buona salute. Come ad ogni nuovo arrivo, la casa diventa una festa. Amici, parenti, tutti vogliono vedere Riley, che è veramente molto bello. Purtroppo, il bambino, all'età di 27 giorni, inizia a stare male. I suoi genitori lo portano in ospedale. Il primo giorno di ricovero Riley mostrava una strana "stanchezza", dormiva molto e non si allattava come i primi giorni di vita. Al terzo giorno di ricovero le condizioni di Riley si fanno più serie. Nonostante non siano ancora pronti i risultati degli esami, i medici sono quasi totalmente concordi nel parlare di pertosse.
La situazione è difficile. Le difficoltà respiratorie di Riley sono sempre più evidenti, sono necessarie terapie e lo stato di completo abbandono del bambino è chiaro. La mamma di Riley racconta un particolare da brividi. Riley sta malissimo. I medici dicono di non nutrire molte speranze. Il papà gli canta la sua canzone preferita, in rianimazione cala il silenzio. Questo racconto sottolinea un messaggio profondo: "Nessun bambino o genitore deve passare attraverso questo dolore non necessario. Semplicemente non è giusto." Questa storia cruda e toccante evidenzia la gravità della pertosse nei neonati e l'importanza cruciale della prevenzione. La pertosse, infatti, è una malattia altamente infettiva e grave che può portare a polmonite e danni cerebrali, soprattutto nei neonati e nei bambini più piccoli, sotto un anno di vita, proprio come Riley. La sua progressione rapida e devastante dimostra come le malattie considerate "scomparse" possano ancora colpire con ferocia se non si mantiene alta la guardia.

La Pertosse: Una Minaccia Silenziosa per i Neonati
La pertosse, spesso soprannominata "tosse canina" o "tosse dei cento giorni", è causata dal batterio Bordetella pertussis. Sebbene negli adulti possa manifestarsi con sintomi simili a un forte raffreddore o una bronchite prolungata, la sua virulenza cambia radicalmente quando colpisce i neonati. In questi piccoli pazienti, il sistema immunitario è ancora immaturo e incapace di combattere efficacemente l'infezione. La pertosse in un neonato può presentarsi con apnee prolungate - momenti in cui il bambino smette di respirare - cianosi (colorazione bluastra della pelle dovuta alla mancanza di ossigeno) e, nei casi più gravi, encefalopatia e morte. Le tipiche "crisi di tosse" parossistiche, seguite da un'inspirazione rumorosa (il cosiddetto "whoop"), possono essere assenti nei neonati, rendendo la diagnosi iniziale più complessa e ritardando l'intervento.
La trasmissione avviene per via aerea, attraverso le goccioline respiratorie emesse da persone infette che tossiscono o starnutiscono. Spesso, il contagio avviene all'interno del nucleo famigliare, dove adulti o fratelli maggiori, magari con sintomi lievi o atipici, trasmettono inconsapevolmente il batterio al neonato. È proprio per questa estrema vulnerabilità dei lattanti nei primi mesi di vita, periodo in cui non possono ancora essere vaccinati direttamente, che la strategia dell'immunizzazione materna assume un ruolo fondamentale e salvavita.
Il Vaccino in Gravidanza: Un Ponte di Protezione
Come previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, la vaccinazione è un presidio di estrema importanza nelle donne in gravidanza, che permette di prevenire gravi complicanze per la mamma e per il neonato. C'è una piccola finestra nella quale non è possibile vaccinare i bambini perché sono troppo piccoli. È in questo intervallo critico che la vaccinazione della madre in gravidanza diviene un atto di prevenzione inestimabile.
Presso l'Ambulatorio Vaccini, si esegue il vaccino per la pertosse, che è altamente suggerito per tutte le pazienti in gravidanza. Il momento ideale per la somministrazione del vaccino dTpa (Tetano-Difterite-Pertosse) è fra la 28ª e la 36ª settimana di gestazione, idealmente intorno alla 28ª settimana. La vaccinazione anti-difterite-tetano-pertosse è di particolare importanza per proteggere il neonato dalla pertosse nei primi mesi di vita attraverso gli anticorpi materni, in attesa di poter effettuare il vaccino esavalente. Questo intervallo temporale permette di garantire la massima trasmissione degli anticorpi dalla madre al feto attraverso la placenta. Questo processo, noto come “immunizzazione passiva”, conferisce al neonato una protezione immediata, coprendo l’intervallo di tempo più critico fino all’inizio del ciclo vaccinale pediatrico. Gli studi disponibili evidenziano infatti l’elevata gravità della malattia se contratta nei primi mesi di vita e che frequentemente il contagio avviene all’interno del nucleo famigliare.
Anche se la mamma ha avuto la pertosse in passato o è stata vaccinata precedentemente, la protezione anticorpale decade nel tempo e il neonato potrebbe non essere protetto dagli anticorpi materni. La mamma vaccinata nell’ultimo mese di gravidanza produce nuove immunoglobuline G (IgG) che attraversano la placenta e proteggono il neonato nei primi mesi dopo il parto. Ripetere il vaccino a ogni gravidanza non rappresenta alcun problema né per le mamme né per i bambini, anzi, è fortemente raccomandato. Se per qualche motivo non si riesce a ricevere la vaccinazione entro la 32ª settimana di gravidanza, si può comunque fare il vaccino fino al momento del parto, poiché ogni dose somministrata offre un livello di protezione. Il vaccino dTpa contiene antigeni inerti e può quindi essere usato tranquillamente in gravidanza, essendo molto sicuro anche in questo periodo.
Meccanismi effettori dell'immunità - IMMUNOLOGIA
Non Solo Pertosse: Altre Vaccinazioni Raccomandate in Gravidanza
Oltre al vaccino per la pertosse, un'altra importante vaccinazione consigliata nel periodo della gestazione è il vaccino antinfluenzale. L’influenza in gravidanza può comportare una grave insufficienza respiratoria e avere gravi complicanze per mamma e neonato. La vaccinazione, effettuata nel periodo endemico (ottobre-dicembre), protegge efficacemente entrambi senza alcun effetto collaterale significativo. La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente alle donne che nel corso della stagione influenzale (ottobre-febbraio) si trovino nel secondo o terzo trimestre di gravidanza.
Il Ministero della Salute, con una circolare emanata il 7 agosto 2018, ha sottolineato l’importanza delle vaccinazioni raccomandate in età fertile e in gravidanza, come strumento di promozione della salute della donna, al fine di proteggere sé stessa e il nascituro. Per le donne in età fertile, se non già immuni, sono raccomandate le vaccinazioni contro morbillo-parotite-rosolia (MPR) e varicella (V) e contro il papillomavirus (HPV). Quest’ultima è raccomandata e offerta attivamente nel corso del dodicesimo anno di età, ma può essere effettuata anche successivamente. Inoltre, la circolare ribadisce l’importanza del richiamo ogni 10 anni del vaccino trivalente contro difterite-tetano-pertosse (dTpa) per la popolazione generale.
In previsione di una gravidanza, è fondamentale che le donne siano protette nei confronti di morbillo-parotite-rosolia e varicella, considerato l’elevato rischio per il nascituro e, in alcuni casi, per la gestante, di un’infezione contratta nel corso della gravidanza. I vaccini MPR e V possono essere effettuati come vaccini separati o come vaccino combinato tetravalente e devono essere somministrati in due dosi a distanza di un mese una dall’altra. Trattandosi di vaccini contenenti virus vivi attenuati, sono controindicati durante la gravidanza e deve trascorrere almeno un mese tra l’ultima dose e il concepimento. Nel caso di gestanti non immuni nei confronti di MPR e V, la circolare raccomanda di effettuare queste vaccinazioni dopo il parto, prima della dimissione ospedaliera, o di fissare alla mamma un appuntamento presso il servizio vaccinale immediatamente dopo il parto.
Smantellare i Miti: Vaccino Pertosse e Sicurezza in Gravidanza
Quando si parla di vaccini, è inevitabile che emergano dubbi e timori. Uno dei miti più persistenti e infondati riguarda una presunta associazione tra la vaccinazione in gravidanza e il rischio di disturbi dello spettro autistico nel bambino. È fondamentale affrontare queste preoccupazioni con dati scientifici solidi e rassicurazioni basate sull'evidenza.
A. Clavenna, nelle "Ultime notizie" del Ric&Pra 2018, ha evidenziato che non esiste alcuna associazione tra il vaccino anti-difterite-tetano-pertosse in gravidanza e il rischio di disturbi dello spettro autistico nel bambino. Questo è quanto emerge da uno studio retrospettivo che ha monitorato 81.993 bambini, nati tra il 2011 e il 2014 in 15 ospedali degli Stati Uniti, e seguiti in media per 4 anni dopo la nascita. Le madri di 39.077 bambini (47,7%) hanno effettuato la vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse (dTpa) nel corso del terzo trimestre di gravidanza, con una percentuale di mamme vaccinate con il vaccino dTpa che è aumentata nel corso degli anni dal 26% (coorte nata nel 2012) al 79% (coorte del 2014).
In totale, 1.341 bambini (1,6%) hanno ricevuto una diagnosi di disturbi dello spettro autistico. L’incidenza, espressa come casi per 1.000 anni-persona, dei disturbi è risultata di 4,05 nella coorte non esposta al vaccino in gravidanza e di 3,78 tra gli esposti al dTpa. L’Hazard Ratio, aggiustato per i possibili fattori di confondimento (età materna, età gestazionale, anno di nascita, livello educativo dei genitori) negli esposti versus non esposti al vaccino è risultato 0,85 (IC95% 0,77-0,95). Questo significa che i bambini le cui madri sono state vaccinate non hanno mostrato un rischio aumentato di autismo, anzi, l'Hazard Ratio inferiore a 1 suggerisce una tendenza, seppur non statisticamente significativa per un effetto protettivo, che comunque esclude categoricamente un aumento del rischio. Pur con alcuni limiti metodologici, come quelli derivanti dall’utilizzo di dati raccolti in database amministrativi (cartella clinica informatizzata) e dalla durata limitata del follow-up, questo studio (Becerra-Culqui TA, Getahun D, Chiu V, Sy LS, Tseng HF. Prenatal Tetanus, Diphtheria, Acellular Pertussis Vaccination and Autism Spectrum Disorder. Pediatrics 2018 Aug 13) indica come la vaccinazione dTpa in gravidanza non sia associata ad un maggior rischio di autismo nei nascituri. Questa ricerca fornisce una base solida per rassicurare i futuri genitori sulla sicurezza del vaccino in questione.

Effetti Collaterali e Benefici: Una Bilancia Chiara
Parlare di vaccino pertosse e dei suoi effetti collaterali è fondamentale per fornire ai pazienti un’informazione chiara, basata su evidenze scientifiche, e contrastare dubbi o timori che potrebbero ridurre l’adesione vaccinale. È importante sottolineare che il vaccino dTpa, essendo acellulare, ha molto pochi effetti collaterali e quindi è molto sicuro anche durante la gravidanza.
Le reazioni più comuni sono dolore, arrossamento o gonfiore nella sede dell’iniezione, un modesto rialzo febbrile, senso di stanchezza o malessere generale. Nei bambini piccoli, può verificarsi irritabilità o pianto prolungato, che in genere si risolve spontaneamente nel giro di poche ore. Questi sono effetti collaterali lievi e transitori, del tutto gestibili. Le reazioni allergiche gravi (anafilassi) sono eventi eccezionali, stimati in meno di un caso su un milione di dosi somministrate.
È cruciale evidenziare che i benefici del vaccino pertosse superano di gran lunga i rischi: prevenire una malattia potenzialmente letale, soprattutto nei neonati, giustifica ampiamente la gestione di effetti collaterali lievi e transitori. Questo garantisce un livello molto elevato di controllo e trasparenza nel processo decisionale informato. Spiegare in modo corretto gli effetti collaterali ai genitori e alle gestanti aiuta a creare fiducia, migliorando la compliance vaccinale e rafforzando la consapevolezza che la vaccinazione è un atto di cura e protezione.
La Visione di Sanità Pubblica: Protezione Individuale e Collettiva
Il vaccino pertosse in gravidanza rappresenta oggi una delle strategie di prevenzione più efficaci per proteggere il neonato nei primi mesi di vita. Nei primi mesi, infatti, il bambino non ha ancora completato il proprio ciclo vaccinale e resta quindi particolarmente esposto. Il vaccino pertosse è un presidio essenziale di sanità pubblica e rientra nei programmi di immunizzazione obbligatori e raccomandati in gran parte del mondo.
Il vaccino esiste in diverse formulazioni: nei bambini viene somministrato come parte del vaccino esavalente (che protegge anche da difterite, tetano, poliomielite, epatite B ed Haemophilus influenzae tipo b), mentre negli adulti e nelle donne in gravidanza viene utilizzato il vaccino dTpa, che associa difterite, tetano e pertosse. Il ciclo vaccinale pediatrico prevede più dosi a intervalli prestabiliti, seguite da richiami nel corso della vita. Anche adolescenti e adulti, quindi, dovrebbero sottoporsi ai richiami per ridurre la circolazione del batterio nella popolazione e prevenire contagi nei soggetti più fragili. Questa strategia mira a costruire una "immunità di gregge" o "di comunità", un fenomeno in cui una popolazione è protetta da una malattia infettiva se una percentuale sufficientemente alta di individui è immune, rendendo difficile la diffusione dell'agente patogeno.
I dati epidemiologici dimostrano chiaramente che, grazie alla vaccinazione, l’incidenza della pertosse è drasticamente calata negli ultimi decenni. Tuttavia, nei Paesi dove la copertura vaccinale si è abbassata, si sono verificati nuovi focolai, confermando l’importanza di mantenere alta l’adesione. Per questo motivo, il vaccino contro la pertosse è considerato uno strumento chiave non solo per la salute individuale, ma anche per la protezione collettiva, salvaguardando in particolare i più vulnerabili. Le vaccinazioni rappresentano uno degli strumenti più efficaci in Sanità Pubblica, come ribadito dal Ministero della Salute, richiamando la loro importanza per proteggere la salute femminile in età fertile, durante la gravidanza o in previsione di essa e quella del nascituro.

Informazioni Pratiche per la Vaccinazione in Gravidanza
Le vaccinazioni antidifterite-tetano-pertosse (dTpa), l’antinfluenzale e l’anti-COVID sono fortemente raccomandate per la donna gravida e offerte ad essa gratuitamente. Per accedere a questi importanti presidi di prevenzione, è utile conoscere le procedure:
Il giorno della vaccinazione, la paziente dovrà presentarsi con un’unica ricetta SSN riportante “Visita Controllo Vaccinazione” e “Iniezione di Vaccino” per Pertosse e/o per Influenza, agli sportelli del 3° piano ala D (del Policlinico, secondo l'esempio fornito). Sarà necessario pagare le prestazioni il cui costo è di circa 12,91 € (non è consentita alcuna esenzione per gravidanza o per patologia o per gravidanza a rischio, in riferimento a specifiche normative locali che potrebbero variare). Successivamente, ci si dovrà recare al 2° piano (presso il Pronto Soccorso Ostetrico, sempre seguendo l'esempio) per la firma del consenso, la visita e l'iniezione. Sarà rilasciato un certificato dell'avvenuta vaccinazione. È importante portare con sé la cartella con gli esami eseguiti in gravidanza, per consentire al personale sanitario di avere un quadro clinico completo.
Specifiche informazioni possono essere richieste al proprio medico di fiducia, al proprio ginecologo o all'ostetrica, ai Consultori Familiari del proprio territorio, nonché alle ASST territoriali come ASST Papa Giovanni XXIII, ASST Bergamo EST, ASST Bergamo OVEST. Per approfondimenti e informazioni ufficiali, è sempre consigliabile consultare fonti autorevoli quali l'opuscolo sulle vaccinazioni in gravidanza “Mamma, proteggi il tuo bambino prima che nasca!”, le sezioni "Domande e risposte vaccinazioni donna in gravidanza", e i siti del Ministero della Salute ("Donne in età fertile e in gravidanza") e dell'Istituto Superiore di Sanità ("Vaccinazione prima e durante la gravidanza"). Questi strumenti sono pensati per fornire una guida chiara e completa, supportando i futuri genitori nelle loro scelte informate.
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