Impatto dell’alcol sulla fertilità maschile e il concepimento: una prospettiva scientifica

La programmazione di una gravidanza rappresenta un momento cruciale nella vita di una coppia, durante il quale l’attenzione verso lo stile di vita diventa una priorità assoluta. Alimentazione sana, attività fisica regolare e, soprattutto, l’eliminazione di fumo e alcol sono le regole base che le future madri dovrebbero seguire prima di cercare un figlio. Tuttavia, emerge con sempre maggiore evidenza che tali accortezze debbano coinvolgere in egual misura anche l’uomo. La ricerca scientifica recente sta infatti spostando il focus dal solo versante materno a una visione di fertilità di coppia, evidenziando come l’alcol rappresenti un rischio concreto per la fertilità maschile e lo sviluppo del nascituro.

rappresentazione stilizzata dell'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi e l'impatto delle tossine

Il meccanismo biologico: l’alcol e l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi

L’apparato riproduttivo maschile non opera in isolamento, ma è il risultato di un equilibrio finemente regolato tra tre organi che interagiscono tra di loro per la produzione di testosterone e degli spermatozoi: l’ipotalamo, situato al centro del cervello, l’ipofisi, posta alla base del cranio, e i testicoli. Dato il loro funzionamento strettamente correlato, essi costituiscono l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi. L’ipotalamo rilascia l’ormone del rilascio delle gonadotropine (GnRH) nei vasi sanguigni che lo collegano all’ipofisi, la quale a sua volta libera nel flusso sanguigno l’ormone luteinizzante (LH) e l’ormone follicolo-stimolante (FSH).

Questi due ormoni, LH e FSH, arrivano fino ai testicoli che, in risposta allo stimolo, rilasciano testosterone. Quando il livello di testosterone nel sangue aumenta, l’ipofisi risponde meno allo stimolo esercitato dall’ormone del rilascio delle gonadotropine: di conseguenza, diminuiscono anche gli ormoni luteinizzante e follicolo-stimolante e il livello di testosterone cala. Questo processo, noto come feedback negativo, garantisce l'omeostasi ormonale. L’alcol può interferire con il funzionamento delle ghiandole che regolano la produzione degli ormoni sessuali, causando una riduzione della fertilità. A livello testicolare, il consumo di alcol è associato a una modificazione strutturale (atrofia), a una diminuzione della produzione di testosterone interferendo con la normale funzione delle cellule di Leydig, ma vengono influenzate anche le cellule di Sertoli, che svolgono un ruolo importante nella maturazione degli spermatozoi.

Impatto sulla qualità seminale e sullo sviluppo embrionale

Un consumo eccessivo di alcol può causare danni anche gravi alla salute, tra cui quelli relativi alla fertilità. L’alcol, in quantità eccessive, danneggia le cellule limitando la loro capacità di operare efficacemente sulla maturazione delle cellule germinali. Oltre ai problemi fisici, un consumo eccessivo di alcol può abbassare significativamente i livelli di testosterone e la quantità e la qualità dello sperma negli uomini; può anche ridurre la libido e persino causare impotenza.

infografica che mostra la qualità degli spermatozoi in relazione all'esposizione all'alcol

Alcuni ricercatori hanno condotto studi su modelli animali per comprendere meglio la portata di questo fenomeno. Esemplari maschi di topo, sessualmente attivi, sono stati divisi in gruppi ed esposti per sei settimane a dosi differenti di etanolo. È emerso che l’uso preconcezionale di alcol da parte del padre ha influito negativamente sulla qualità degli embrioni e si è associato a peggiori esiti in fecondazione in vitro in modo dose-dipendente. All’aumentare della percentuale di alcol, il tasso di gravidanza si riduceva progressivamente, scendendo alla metà nei topi trattati con il 10% di etanolo rispetto al gruppo di controllo.

Trasmissione epigenetica e rischi per la progenie

Le implicazioni di un consumo cronico di alcol da parte del futuro padre non si fermano al momento del concepimento. Ricerche pubblicate su Addiction Biology hanno dimostrato come l’esposizione paterna all’alcol sia in grado di indurre nei figli una più alta sensibilità agli effetti gratificanti di questa sostanza, determinando in età adulta un maggior rischio di abuso. È possibile osservare una trasmissione transgenerazionale del consumo di alcol attraverso meccanismi epigenetici che vengono attualmente indagati.

Metabolismo ed effetti dell’alcol

In particolare, l'alcol inciderebbe sul fattore Ngf (il Nerve Growth Factor), elemento chiave per la sopravvivenza e la funzionalità di diverse popolazioni cellulari neuronali, e sul Bdnf (Brain derived neurotrophic factor), che previene la degenerazione delle cellule cerebrali. L’esposizione paterna prenatale ad alcol è in grado di influenzare lo sviluppo dei piccoli, e in particolare il corretto funzionamento delle cellule del sistema nervoso centrale.

Verso un approccio preventivo: la fertilità come bene comune

Da sempre la comunità scientifica si è dedicata allo studio della qualità ovocitaria e alle possibili correlazioni con gli esiti delle procedure di PMA, inquadrando l’ovocita come cellula più esposta ai danni del tempo e indotti dallo stile di vita. Tuttavia, le evidenze attuali confermano che la qualità del liquido seminale ha un peso determinante sul successo della gravidanza e sulla salute fetale.

Se escludiamo l’età e la genetica, molti dei fattori che influenzano la fertilità di coppia, dunque la qualità degli spermatozoi e degli ovociti, sono modificabili. La dottoressa Gabriella Zito sottolinea che serve potenziare l’informazione nella popolazione generale sui fattori di rischio dell’infertilità maschile, poiché ormai sempre più studi ci confermano che essi possono avere un impatto sulle probabilità di concepimento sia spontaneo sia dopo PMA.

mappa concettuale dei fattori di rischio modificabili per la fertilità maschile

Sebbene alcuni fattori siano al di fuori del controllo individuale, ci sono scelte di vita che hanno un impatto significativo sulla fertilità. Molte ricerche suggeriscono come molti effetti negativi legati all’alcol, soprattutto se il consumo è temporaneo, possano ridursi o scomparire totalmente se si smette di bere. Chi si sottopone a tecniche di PMA deve prestare una particolare attenzione all’uso di alcolici. Poiché non è possibile quantificare in modo generalizzato le adeguate quantità per evitare il danno, è preferibile evitarlo o ridurre al massimo il suo consumo, segnalando altresì la sua assunzione ai medici consultati se si hanno problemi a concepire un bambino. Una corretta alimentazione associata ad attività fisica ed eliminazione di sostanze voluttuarie rappresentano degli ottimi alleati per la fertilità, non solo nelle donne, ma anche per gli uomini.

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