La procreazione medicalmente assistita: percorsi, tecniche e riflessioni sulla genitorialità

Il desiderio di avere un figlio rappresenta spesso un evento cardine nella vita di una coppia, un viaggio che può iniziare in modo spontaneo o richiedere il supporto della medicina moderna. Talvolta è una decisione programmata e attesa, altre improvvisa: l’inizio del viaggio alla ricerca di un figlio resterà un evento cardine nella vita della coppia. Alcuni genitori racconteranno che il bambino «è arrivato subito, quasi senza che ci rendessimo davvero conto di cosa stavamo facendo!». Tuttavia, la realtà quotidiana di molti aspiranti genitori è diversa: ci sono coppie per cui passano mesi - in cui magari si cerca di calcolare quali sono i giorni fertili della donna per favorire il concepimento - e la gravidanza tanto desiderata non arriva mai. Dopo 12-24 mesi di rapporti non protetti si parla tecnicamente di infertilità.

rappresentazione concettuale del percorso verso la genitorialità

Comprendere l'infertilità e l'approccio diagnostico

Le cause dell’infertilità, sia femminile che maschile, sono numerose e complesse. È necessario considerare che alcuni comportamenti, come l’uso di droghe, alcool e il fumo, così come condizioni fisiche quali l’eccessiva magrezza o l’obesità, sono correlati all’infertilità. L’endometriosi, ad esempio, è una delle principali cause di infertilità femminile: il tessuto endometriale che si sviluppa al di fuori dell'utero può compromettere il funzionamento delle ovaie e delle tube di Falloppio, rendendo più difficile il concepimento. Parallelamente, la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) può alterare i livelli ormonali e interferire con l’ovulazione.

Quando si cerca un figlio e la gravidanza attesa tarda ad arrivare, è fondamentale rivolgersi ai servizi sanitari per avviare un iter diagnostico e terapeutico. Il primo incontro tra il medico e la coppia è fondamentale per pianificare l’intero percorso, comprendere le fasi del programma, esaminare la documentazione, pianificare i tempi e definire la necessità e le modalità di accesso ai trattamenti. È utile che siano presenti entrambi i partner ed è fondamentale portare con sé tutti gli accertamenti e le cartelle cliniche pregresse.

Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

Con l’acronimo PMA si intendono tutte le procedure volte a ottenere una gravidanza attraverso l'intervento medico. Si tratta di tecniche con livelli crescenti di complessità a seconda della problematica da risolvere.

Inseminazione Intrauterina (IUI)

È la tecnica più semplice, definita di primo livello. Nella maggior parte dei casi si induce l’ovulazione con dei farmaci; talvolta si attende invece che avvenga spontaneamente. Se ne controlla l’evoluzione attraverso l’ecografia e, al momento opportuno, gli spermatozoi raccolti e opportunamente trattati in laboratorio mediante un processo chiamato "capacitazione" - volto a selezionare quelli più mobili e resistenti - vengono inseriti direttamente in utero mediante un catetere che attraversa la vagina. Questa procedura è totalmente ambulatoriale e indolore.

diagramma esplicativo del processo di inseminazione intrauterina

Fecondazione in Vitro (FIVET) e ICSI

La FIVET/ICSI rappresenta la soluzione a diverse patologie ed è una tecnica di secondo livello. Essa comprende la fecondazione in vitro (FIV) e il successivo trasferimento dell’embrione in utero (ET). Grazie a una terapia personalizzata, si cerca di indurre nella donna un’ovulazione multipla, monitorata mediante controlli ecografici e biochimici. Gli ovociti vengono prelevati per aspirazione con una procedura chiamata "Pick Up" o Prelievo Ovocitario, effettuata in day hospital tramite un ago che, sotto guida ecografica, punge l’ovaio attraverso la parete vaginale in anestesia generale o sedoanalgesia.

La fecondazione avviene al di fuori del corpo materno. Nel caso dell’ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo), una terapia evoluta per trattare l’infertilità maschile, si procede alla micro-iniezione di un singolo spermatozoo direttamente all’interno della cellula uovo. Con questa tecnica c’è inoltre un risparmio notevole di spermatozoi. Dopo 3-5 giorni in laboratorio, gli embrioni ottenuti sono pronti per il transfer, che viene eseguito senza anestesia tramite un catetere molto sottile.

Aspetti etici, sociali e la questione della scelta del sesso

Da embriologa, sono convinta che la fecondazione assistita debba rappresentare solo un’opportunità per realizzare il senso profondo della genitorialità. Occorre certamente riconoscere l’importanza della vita biologica ma anche trovare il giusto modo per rapportarci all’evoluzione della tecnica. Il dibattito sulla selezione del sesso del nascituro è particolarmente acceso. Tecnicamente, è possibile analizzare la coppia cromosomica (XX o XY) prelevando alcune cellule dall’embrione allo stadio di blastocisti (5º o 7º giorno di sviluppo).

Tuttavia, emergono forti implicazioni etiche. Se noi embriologi avallassimo una differente valutazione tra i due sessi, potremmo finire per alimentare un divario inaccettabile. Alcuni studi hanno evidenziato che, potendo scegliere, la maggioranza delle coppie preferirebbe figli maschi. Se questo comportamento venisse normalizzato, si rischierebbe una mercificazione della vita. È importante sottolineare che, in Italia, il quadro normativo tutela la dignità dell'embrione, mentre altrove, come negli Stati Uniti, la regolamentazione è più permissiva.

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Il vissuto della famiglia nell'era della PMA

La procreazione assistita non è solo una questione di adulti che vogliono essere genitori, ma anche di figli che vogliono capire le proprie origini. Di fronte alla domanda “Mamma, papà, come sono nato?”, si affacciano nella mente dei genitori dubbi e paure: lo dico o non lo dico? Mi accetterà ancora? Si sentirà diverso?

Studi scientifici, come quello del 2013, hanno confrontato la capacità di regolazione emotiva tra bambini nati da maternità surrogata, fecondazione eterologa e concepimento naturale, mostrando che non ci sono differenze significative nello sviluppo psicologico tra bambini concepiti tramite fecondazione eterologa e bambini concepiti naturalmente. La variabile critica non è la tecnica di concepimento, ma il grado di stress dei genitori nel gestire le informazioni sulle origini biologiche del figlio.

Considerazioni pratiche e gestione del percorso

Affrontare un percorso di PMA può avere un forte impatto sulla coppia, sia dal punto di vista emotivo e biofisico che organizzativo ed economico. Per permettere alla donna di affrontare un ciclo di PMA in tutta serenità, è sempre consigliato condurre una vita normale. Stare a letto giorni e giorni dopo il trattamento, ad esempio, non ha alcun valore nell’instaurarsi o meno della gravidanza.

È importante chiarire alcuni miti: i trattamenti di PMA non aumentano il rischio di tumori né anticipano la menopausa. La probabilità di successo dipende strettamente dall’età della donna, dalla riserva ovarica e dalla qualità degli embrioni. Anche l’alimentazione gioca un ruolo cruciale: nutrienti come l’acido folico, gli antiossidanti e gli omega-3 possono favorire la fertilità.

infografica sui fattori che influenzano la fertilità e lo stile di vita

Per quanto concerne la preoccupazione per le patologie cromosomiche, va sottolineato che molti uomini con dispermia presentano problemi genetici che non permetterebbero il concepimento naturale. La ICSI permette a queste coppie di avere figli, sebbene sia necessario un attento monitoraggio genetico. Il percorso di PMA, pur essendo impegnativo, rappresenta oggi una via percorribile e supportata da équipe multidisciplinari che pongono la salute della coppia e del futuro nascituro al centro dell'attenzione medica.

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