L'intervista al bomber del Cosenza, Gennaro Tutino, svela un atleta profondamente legato alla sua squadra e alla città, un uomo che ha trovato l'ambiente ideale per esprimere al meglio le sue qualità. Da Napoli ai Lupi, Tutino incarna la passione e la grinta di chi non si arrende mai, con un percorso costellato di successi e sfide superate.

Un Percorso tra Calcio e Danza: Le Scelte Decisive
Gennaro Tutino, il bomber del Cosenza, è stato il primo ospite di "Uomini di Calcio", la rubrica del Quotidiano del Sud che ha preso il via con la sua testimonianza. Gennaro Tutino ha ripercorso il suo cammino, partendo dagli anni giovanili, quando era impegnato in diverse attività. "Sì, sì, è vero. Facevo danza, giocavo a calcio e andavo a scuola", ha raccontato. Questa pluralità di impegni ha portato a una scelta cruciale nella sua vita: "Troppi impegni e poi con i miei genitori abbiamo fatto una scelta, quella di continuare con il calcio". Questa decisione ha segnato l'inizio della sua carriera nel mondo del pallone. A 14 anni, già nelle giovanili del Napoli, Tutino ha attratto l'attenzione di grandi club. "Mi ricordo che queste due squadre mi volevano", ha affermato, riferendosi a Sampdoria e Inter. Nonostante l'interesse di queste squadre, la scelta dei genitori fu quella di farlo rimanere nella sua città natale: "E fecero questa scelta di farmi rimanere a Napoli".
La Crescita Personale e Professionale: Dal Ragazzo al Padre
Gennaro Tutino è un giocatore che ha vissuto molte tappe nella sua carriera e nella sua vita personale. "Quando sono arrivato a Cosenza avevo vent’anni, oggi sono padre di due figli", ha rivelato. Questo cambiamento significativo nella vita privata ha avuto un impatto profondo sulla sua crescita sia come uomo che come calciatore. "Questo incide tanto nella crescita di un calciatore e di un ragazzo", ha sottolineato Tutino. Con la paternità, è maturato anche il suo approccio al gioco. "E poi, negli anni, sono cambiate cose nel mio modo di giocare. Prima ero molto più istintivo, oggi ragiono e gestisco meglio i momenti della partita", ha spiegato, evidenziando una maggiore consapevolezza e controllo durante le partite.
Il Legame con Cosenza: Un Amore Ricambiato
Il rapporto tra Gennaro Tutino e Cosenza è un legame profondo e reciproco. "Qui, ho trovato l’ambiente ideale", ha dichiarato Tutino, esprimendo il suo forte attaccamento alla città e alla squadra. "Io qua sto benissimo: conosco l’ambiente, conosco tutti". Questo senso di appartenenza è un fattore chiave per le sue prestazioni eccezionali. Il legame non si limita al campo di gioco, ma si estende alla vita quotidiana. "So che le persone apprezzano il giocatore. Ma poi mi vogliono bene anche per il ragazzo che sono: un ragazzo normale", ha detto. La semplicità e l'umiltà di Tutino sono apprezzate dai tifosi, che lo vedono come uno di loro. "La gente ogni tanto mi guarda e io non riesco a cogliere la loro emozione nel vedermi, perché io sono normale, sono come voi".
Gennaro Tutino - 2023/24 Goals | Cosenza
Il Confronto con Gigi Marulla: Una Leggenda Insuperabile
Il nome di Gennaro Tutino è spesso associato a quello di Gigi Marulla, una leggenda del Cosenza. Tuttavia, Tutino stesso si mostra umile di fronte a tale paragone. "Gigi è una leggenda, a me piacerebbe fare la metà della metà di quello che ha fatto lui per il Cosenza", ha affermato con rispetto. Il poster di Marulla nello spogliatoio è un costante richiamo alla grandezza del suo predecessore. "Nello spogliatoio ho di fianco il suo poster. Ogni tanto lo guardo e penso: “Gigi, magari potessi fare la metà di quello che hai fatto tu per questa squadra”". Nonostante l'ammirazione, Tutino è consapevole del percorso che lo attende. "Manca, come hai detto tu, ancora un pezzo: fare quello che qua aspettano tutti da un po’ di tempo. Io ci provo, so che non è facile", ha confessato, riferendosi al sogno di portare il Cosenza a traguardi importanti. Anche a La Gazzetta del Sud, il bomber del Cosenza ha ribadito: «Io come Marulla? No. Lui è irraggungibile. Però vorrei dare "fastidio" a Marco Negri». E ancora: «Io come Marulla? No, no. Gigi è Gigi. Un’icona, irraggiungibile. Io sono Gennaro Tutino e cerco di fare il massimo per lasciare un buon ricordo. Per ora vorrei dare fastidio a Marco Negri e toccare quota 19».
L'Apprezzamento dei Tifosi: Una Spinta Costante
I tifosi del Cosenza rappresentano una fonte di energia e motivazione per Gennaro Tutino. "Amo Cosenza e i suoi tifosi. C’è un legame forte tra città e tifo e anche chi vive fuori mantiene un legame viscerale con la squadra", ha dichiarato. Questo legame profondo si manifesta in ogni partita, sia in casa che in trasferta. "Cosenza è una città che vive di calcio, con una tifoseria passionale e molto legata alla squadra. In casa e trasferta siamo spinti dal loro calore e dalla loro passione". Tutino è consapevole dell'impatto che la squadra ha sui suoi sostenitori. "So che la nostra presenza li ricongiunge alla terra natale e che i nostri successi sono motivo d’orgoglio ma - spiega Tutino - anche quando le cose vanno male non ci abbandonano. Poi quando fai gol in certi stadi l’esultanza è più intensa, il pubblico è attaccato alla porta, tocchi con mano il loro calore". Questo attaccamento del pubblico è un elemento fondamentale per il successo della squadra. "La gente ti vuole bene e ti stima forse è più facile esprimere le proprie qualità. Io qua sto bene e riesco a ottenere il massimo".
Alti e Bassi di una Carriera: Le Esperienze Passate
La carriera di Gennaro Tutino è stata caratterizzata da momenti di grande successo e da periodi meno fortunati. "È vero, ho avuto alti e bassi nella mia carriera", ha ammesso. Tra le esperienze positive, spiccano le stagioni a Cosenza e Salerno. "Sicuramente le stagioni al Cosenza sono state di alto livello. Questa voglio terminarla nel migliore dei modi. Posso ricordare con piacere anche la stagione di Salerno, dove siamo andati in serie A dopo un sacco di anni… e Salerno è una piazza non facile". Tuttavia, ci sono state anche parentesi meno brillanti. "Le parentesi di Parma e Palermo, anche per situazioni tattiche, non sono riuscito sempre a rendere al meglio". Tutino non cerca alibi, ma riconosce l'importanza dell'aspetto tattico. "Non voglio trovare alibi ma è così. A Parma mi sono ritrovato a giocare in un 4-4-2 e facevo l’esterno a sinistra. Io mi sento un attaccante, devo giocare negli ultimi trenta metri e lì che posso fare la differenza". L'attuale situazione a Cosenza gli permette di esprimersi al meglio. "Quest’anno ho la fortuna di avere una squadra che mi supporta, dei compagni fantastici, un allenatore che sta mettendo in risalto le mie qualità".

L'Infortunio al Ginocchio: Un Momento di Svolta
Uno dei momenti più difficili della sua carriera è stato l'infortunio al ginocchio. "Uscito dalla primavera del Napoli, vado in prestito al Vicenza. Avevo diciott’anni. La prima partita di Coppa Italia mi sono rotto il legamento: è stata una botta", ha ricordato. Questo episodio, seppur doloroso, si è rivelato un'opportunità di crescita. "Sono cose che capitano, a me ha fatto capire tante cose. Due sono le strade: o ti abbatti oppure reagisci e prendi il meglio e il lato positivo". Dieci anni dopo, Tutino riflette su quell'esperienza: "Sembra ieri ma sono già trascorsi dieci anni, quella è stata un’esperienza sfortunata per me perché mi sono rotto il crociato ed è stato uno stop importante".
Il Giocatore e le Sue Qualità: Un "Giocatore da Manchester City"
Le qualità di Gennaro Tutino sono molteplici e lo rendono un attaccante completo e temuto dalle difese avversarie. "Hai fatto gol in tutti i modi", gli è stato detto. Un sito specializzato lo descrive con precisione: "buona tecnica individuale, gran temperamento, rapidità, abilità nei movimenti senza palla, capacità di calciare dalla media distanza, buona resistenza nei contrasti". Tutino stesso, con un tocco di orgoglio, rivela una definizione che gli è stata attribuita: "Mi definiscono come un giocatore da Manchester City". Questa etichetta sottolinea la sua versatilità e la sua capacità di incidere in diverse situazioni di gioco. "Quando hai la voglia, la fame, la grinta, escono fuori le qualità di un giocatore". Tuttavia, è consapevole che la sua performance è strettamente legata allo stato mentale. "Io sono uno che, se non sto bene mentalmente, se non sono concentrato, sono un giocatore normale".
Il Cosenza di Oggi: Una Squadra Determinata e Offensiva
Il Cosenza di questa stagione ha mostrato un cambio di mentalità e un approccio più offensivo alle partite. "Siamo un bel gruppo", ha affermato Tutino, riconoscendo l'importanza dell'unità. "Inizialmente abbiamo avuto dei problemi, come capita dappertutto: giocatori nuovi, allenatore nuovo… È normale, che ci voglia un po’ di tempo". Il cambiamento più evidente riguarda lo stile di gioco. "Il modo di giocare è cambiato. Non ricordo negli ultimi anni, da tifoso, con tutto il rispetto per i ragazzi e per i mister che c’erano prima, un Cosenza che andava a giocarsela, come facciamo noi, su tutti i campi". La squadra non teme di affrontare avversari blasonati. "Noi oggi giochiamo la partita che sia Cremona, Palermo o Parma. Ce la giochiamo, poi possiamo perdere, perché nel calcio ci sono comunque dei valori, ci sono squadre molto forti. Però, noi la partita la facciamo sempre". Questo atteggiamento proattivo è un segno distintivo del Cosenza attuale. "Al Cosenza quest’anno - spiega Tutino - si può dire tutto, tranne che non abbia provato a giocarsi la partita. L’atteggiamento è stato sempre lo stesso. Tranne 3 o 4 partite, su 36, ci può stare. Gli altri anni non è stato così, con tutto il rispetto per chi ci ha preceduto".

La Guida Tecnica: Mister Caserta e Mister Viali
Gennaro Tutino ha avuto l'opportunità di lavorare con diversi allenatori, e ha espresso parole di apprezzamento per Mister Caserta e Mister Viali, che lo hanno guidato in questa stagione. "Tutino ha elogiato sia Caserta che Viali, suoi allenatori in questa stagione, «faranno strada», ha detto". Riconoscere il valore dei propri tecnici è un segno di maturità da parte del giocatore. Inoltre, Tutino ha ricordato il suo rapporto con un altro allenatore importante nella sua crescita: "Il mio ricordo di Braglia? Mister Braglia all’inizio mi bastonava, oggi posso dire che devo tanto anche a lui". Questa testimonianza evidenzia come anche le esperienze più dure possano contribuire alla formazione di un atleta. "Dopo il cambio di allenatore abbiamo avuto qualche difficoltà, poi mister Viali ha saputo invertire rotta È preparato sul piano tecnico-tattico, è bravi nei rapporti umani, ci abbiamo messo il nostro. Ed eccoci qua".
Gli Obiettivi Futuri: La Serie A e il Record di Gol
Gennaro Tutino ha le idee chiare riguardo ai suoi obiettivi futuri e alle sue ambizioni nel calcio. "Mi manca l’affermazione in serie A dove ho avuto una piccola parentesi", ha rivelato. La massima serie italiana rappresenta un sogno da realizzare. "È normale che vorrei confrontarmi con la massima serie, che è il sogno di tutti bambini che iniziano a giocare a calcio". Nonostante il suo forte legame con Cosenza, la Serie A rimane un traguardo ambito. "So di essere maturato, mi sento pronto e forte per poter fare quello che non sono riuscito a fare, eccezion fatta per i mesi all’Hellas Verona, ovvero giocare e affermarmi in Serie A. Questo è ciò che voglio oggi". Il suo talento, unito alla fame di successo, lo spinge a puntare sempre più in alto. "Ho segnato venti gol in Serie B? Desidero farne 10-15 anche in A. Ho tanta fame, punto a incasellare il mio talento anche al vertice della piramide del calcio italiano".

Il Record di Gol e la Consacrazione
Questa stagione è stata per Gennaro Tutino l'anno della consacrazione, con un record personale di gol. "Con la maglia del Cosenza hai realizzato 20 reti, il tuo record tra i professionisti", gli è stato detto. Un traguardo che ha contribuito in maniera determinante alla salvezza della squadra. "Una salvezza che porta il tuo nome e prestazioni che hanno attirato anche l’interesse di Luciano Spalletti, che già ti conosceva bene". Tutino ha espresso la sua soddisfazione per il risultato raggiunto. "Sono davvero soddisfatto di questa stagione, il record di gol lo condivido con i miei compagni che mi hanno messo nelle condizioni di far bene e di poter sfruttare quello che la squadra ha costruito". L'interesse di Spalletti è un motivo di orgoglio. "Sono orgoglioso che mister Spalletti abbia parlato di me". Il suo percorso lo ha portato ad essere considerato un "eroe di Cosenza", un giocatore che ha saputo stupire tutti e diventare un punto di riferimento calcistico e cittadino.
La Costanza e la Preparazione Mentale: La Chiave del Successo
Gennaro Tutino crede fermamente nell'importanza della costanza e della preparazione mentale per raggiungere il successo nel calcio. Citando il grande ballerino Nureyev, Tutino ha espresso il suo punto di vista: "La penso come lui, forse nel calcio il talento vale almeno il 20/25%, il resto è preparazione mentale e fisica". Questa consapevolezza lo porta a lavorare costantemente su se stesso, sia fisicamente che mentalmente. "Non ho un mental coach. Sono credente, leggo la Bibbia e trovo le risposte che cerco". Questa sua profonda spiritualità lo aiuta a mantenere l'equilibrio e la concentrazione, elementi fondamentali per affrontare le sfide del campo. "Oggi un calciatore, ancor più che in passato, deve essere un professionista a 360 gradi", ha sottolineato, evidenziando l'importanza di un approccio completo alla carriera. "Penso che ogni calciatore - ha continuato l’attaccante - abbia bisogno di un ambiente sano. Nel caso specifico, i giocatori estrosi come il sottoscritto necessitano in particolar modo di affetto, fiducia e serenità. Ritengo che tutto ciò sia normale". Questo conferma come la stabilità emotiva e un ambiente favorevole siano cruciali per le prestazioni degli atleti.
Le Partite Chiave: La Sampdoria e il Futuro
Il Cosenza ha affrontato e continua ad affrontare partite cruciali, e Gennaro Tutino è sempre in prima linea. "Venerdì, ci sono due appuntamenti, uno importantissimo che si chiama Sampdoria e l’altro “importantino” che si chiama 110 anni di storia", ha detto, sottolineando l'importanza di queste sfide. "Questa con la Sampdoria è la partita più importante dall’inizio del campionato ad oggi". La consapevolezza del valore della continuità è alta. "Con la Sampdoria sicuramente è una partita importantissima. Perché ci può dare quella continuità, ci può far fare quello step di cui parlavamo. Veniamo da cinque risultati utili consecutivi e per questo può essere molto importante per la continuità". Nonostante le difficoltà dell'avversario, Tutino mantiene un approccio rispettoso. "Giocheremo contro una squadra che vive un momento di difficoltà, come lo hanno vissuto un po’ tutte le squadre, ma è sempre la Samp. Noi giochiamo in casa, siamo il Cosenza, non siamo gli ultimi arrivati".
La Salvezza e i Playoff: Obiettivi del Cosenza
Il Cosenza ha centrato un primo importante obiettivo, la salvezza in Serie B, ma la squadra e Tutino stesso non si accontentano. "Vogliamo vincere con lo Spezia per brindare alla salvezza che non era affatto scontata", ha affermato. La Serie B è vista come il minimo a cui aspirare. "La serie B è il minimo a cui possano ambire la città e la Società. Ecco perché vorremmo fare nostri questi ultimi sei punti". L'ambizione va oltre la semplice permanenza nella categoria. "La matematica ci dà ancora la possibilità di agganciare i playoff. Voglio segnare qualche altro gol. La squadra intende anche mantenere inviolata la porta, la difesa è tra le migliori. Eccoci - continua Tutino - sono tanti buoni motivi per fare bene". La fiducia nella squadra è palpabile. "Il nostro campionato non è finito ad Ascoli. Vogliamo vincere con lo Spezia per brindare alla salvezza che non era affatto scontata. In passato sono retrocesse squadre con un certo blasone e budget importanti Lo stesso può accadere quest’anno. Dopo di che tutti a Como per cercare il colpo". La volontà di lottare fino all'ultimo è un tratto distintivo di Tutino e del Cosenza. "Non regaleremo nulla a nessuno. A me nessuno ha mai regalato qualcosa. Vogliamo prendere qualcosa da questi ultimi 180′. Abbiamo due partite importantissime. Vogliamo migliorare il record di punti del Cosenza targato Guarascio, c’ero io all’epoca".
Il Mercato e la Permanenza a Cosenza: Accordi e Desideri
Il futuro di Gennaro Tutino è stato oggetto di speculazioni, soprattutto riguardo a possibili trasferimenti. Tuttavia, il giocatore ha espresso la sua volontà di rimanere a Cosenza per completare i suoi obiettivi. "Mi ha chiamato il procuratore dicendo che c’era questa possibilità, ma non c’era neanche il pensiero di poter andare via da Cosenza", ha rivelato, mostrando il suo forte attaccamento. "Ho degli obiettivi, voglio portarli a termine". La situazione contrattuale è complessa, con il Parma che detiene il suo cartellino e il Cosenza che ha la possibilità di riscattarlo. "Il presidente Guarascio ha il pallino in mano, molto dipenderà da lui. Ci sono già degli accordi col Parma". La sua permanenza a Cosenza è legata anche alla famiglia. "No, ancora no, ancora no, perché mia figlia Benedetta ha cominciato l’asilo a due anni. Quindi ci vuole un contratto lungo". Il desiderio di Tutino è chiaro: rimanere e continuare a dare il massimo per il Cosenza. "Sono molto legato a Cosenza e al Cosenza, chiunque non può che confermare, ma parlo da giocatore e da ragazzo che vuole dimostrare di poter fare sempre meglio". Il club calabrese ha esercitato il riscatto del giocatore, come dichiarato dall'agente Giuffredi, seppure con una nota di rammarico: "senza interpellare me né il giocatore". Questo segna un passo importante per la permanenza del bomber a Cosenza.