Nel panorama delle grandi multinazionali italiane, la gestione del capitale umano rappresenta una variabile strategica imprescindibile per il successo operativo e l'innovazione tecnologica. Recentemente, il settore industriale è stato interessato da significativi riassetti organizzativi che vedono protagonisti figure di alto profilo, capaci di coniugare una profonda conoscenza dei processi produttivi con una visione moderna della gestione delle persone. Tra queste, Francesco Tutino emerge come una delle personalità più rilevanti, grazie a una traiettoria professionale che ha attraversato realtà industriali di primaria importanza, consolidando competenze trasversali tra produzione, relazioni industriali e strategia HR.

Le radici formative e i primi passi nel mondo industriale
Il percorso professionale di Francesco Tutino ha inizio in un contesto di solida formazione accademica. Dopo la laurea presso l’Università degli studi di Torino, il suo ingresso nel mondo del lavoro avviene nel 2005, periodo in cui inizia a declinare le proprie ambizioni nell'area delle relazioni industriali. La prima esperienza significativa lo vede ricoprire il ruolo di Junior advisor per l’associazione di rappresentanza dei datori di lavoro “Unione Industriali” di Torino. Questo primo incarico è fondamentale per comprendere le dinamiche tra le parti sociali e le complessità normative che regolano il mercato del lavoro italiano.
La transizione verso il settore privato avviene l’anno successivo, nel 2006, quando assume la posizione di HR Specialist in Thales Alenia Space. È un passaggio che segna l'inizio di una lunga carriera dedita all'ottimizzazione delle risorse umane in contesti tecnologicamente avanzati. Successivamente, Tutino si trasferisce in DENSO Thermal Systems, dove inizia come HR Plant Manager. Qui ricopre diversi ruoli con responsabilità internazionali in materia di risorse umane, fino a diventare EMEA HR Business Partner dell’area Manufacturing Operations and Business Development. Questa fase della sua carriera è caratterizzata da una spiccata attenzione alle dinamiche delle operazioni industriali, dove la capacità di integrare le politiche del personale con le necessità produttive di uno stabilimento diventa il suo marchio di fabbrica.
L’ascesa in CNH Industrial e il respiro internazionale
Nel 2012, il profilo di Tutino si consolida ulteriormente con l'ingresso in CNH Industrial, uno dei più grandi gruppi agromeccanici al mondo. Il suo inserimento avviene in qualità di HR Business Partner del segmento che si occupa dello sviluppo e della produzione di macchine per l’agricoltura e le costruzioni per l’area EMEA. Questa esperienza non solo gli permette di misurarsi con la complessità di una multinazionale di dimensioni globali, ma gli offre una visione d'insieme su come il capitale umano debba supportare l’innovazione tecnologica, come ad esempio nel caso del modello 540, di fatto il trattore standard più potente al mondo, con picchi fino a 634 cv.

La mobilità geografica rappresenta un ulteriore elemento di crescita: nel 2015 si trasferisce nell’Asia Pacifica con il ruolo di HR Business Partner per il Customer Service e le Operazioni Industriali trasversali al segmento. Questo periodo di internazionalizzazione estrema affina la sua capacità di adattamento a diverse culture aziendali e mercati del lavoro, competenze poi declinate nel 2017 come Global HR Business Partner per i Veicoli Speciali e, nel 2018, come Global HR Business Partner per il marchio IVECO. La sua capacità di guidare le organizzazioni HR a sostegno degli obiettivi strategici di business lo rende una figura di riferimento per le transizioni aziendali più complesse.
La transizione verso ruoli di vertice: Iveco Group e Prysmian
La carriera di Tutino raggiunge un nuovo apice con l'assunzione di responsabilità di alto livello, prima presso Iveco Group e successivamente presso Prysmian. Come Chief Human Resources and IT Officer presso Iveco Group, ha dimostrato di poter gestire in modo integrato sia le tematiche legate al personale che l'infrastruttura tecnologica, una combinazione sempre più richiesta nella transizione digitale.
Il ruolo strategico dei RTD nel processo di trasformazione digitale della PA
Più recentemente, il suo approdo come Group Chief HR & Organization Officer di Prysmian, leader mondiale nel settore dei sistemi in cavo per energia e telecomunicazioni, ha confermato il suo ruolo di leader tenace e di grande esperienza. In merito al suo ingresso nel gruppo, Tutino ha dichiarato: «Sono felice di entrare a far parte di Prysmian e di contribuire alla realizzazione del Suo piano strategico. Prysmian rappresenta un’azienda leader che eccelle nel riconoscere e valorizzare il talento, offrendo un ambiente dove è possibile crescere, condividere idee e collaborare per raggiungere obiettivi comuni». Questa visione è condivisa dal vertice aziendale; Massimo Battaini, CEO e Direttore Generale di Prysmian, ha sottolineato l'importanza del suo arrivo: «Siamo certi che l'esperienza e le competenze di Francesco Tutino contribuiranno significativamente al successo del nostro Gruppo valorizzando l’importanza delle nostre persone, il pilastro fondamentale su cui verte la nostra azienda».
Il ritorno in CNH: la nuova sfida come CHRO
Il ciclo professionale di Francesco Tutino torna a incrociarsi con CNH. L'azienda ha infatti annunciato un importante cambiamento nel Global Leadership Team (GLT), comunicando che, a partire dal 1° maggio 2025, Tutino assumerà il ruolo di Chief Human Resources Officer (CHRO). Questo ritorno avviene in una fase in cui il colosso agromeccanico sta proseguendo il rinnovamento del suo organigramma.

Tutino subentrerà all’attuale CHRO Kelly Manley, che lascerà l’azienda dopo 20 anni di servizio dedicato a CNH e, in precedenza, alla consociata Stellantis. Il riconoscimento per il lavoro svolto dalla Manley è stato espresso chiaramente da Gerrit Marx, Chief Executive Officer di CNH: «A nome di tutti i dipendenti di CNH, desidero estendere i nostri più sinceri rammarichi e ringraziamenti a Kelly Manley per il suo contributo. Sotto la sua guida, iniziata come Chief Diversity & Inclusion, Sustainability and Transformation Officer, e poi all’inizio del 2024 come CHRO, l’azienda ha creato una cultura forte e coesa, ha compiuto progressi nei suoi impegni di sostenibilità e ha raggiunto obiettivi operativi chiave».
Guardando al futuro, la nomina di Tutino è vista dall'azienda come una mossa strategica: «In Francesco Tutino abbiamo un leader tenace e di grande esperienza con una forte visione per le risorse umane». Dal canto suo, lo stesso Tutino ha ribadito la sua filosofia gestionale: «Sono determinato a contribuire al consolidamento di una cultura aziendale che mette al primo posto l’attenzione alle persone, promuovendo inclusività e innovazione, e dove merito, formazione e sviluppo sono riconosciuti come elementi chiave per garantire un equilibrio tra vita professionale e personale».
La visione strategica del capitale umano
Analizzando la traiettoria di Tutino, emerge con chiarezza come il ruolo del CHRO moderno sia profondamente mutato rispetto al passato. Non si tratta più solo di amministrazione del personale, ma di un architetto della cultura aziendale. Il fatto che un professionista con un passato operativo in ambito HR di stabilimento abbia raggiunto posizioni di "Group Chief" in colossi del calibro di Prysmian e CNH dimostra che la conoscenza profonda dei "processi dal basso" è oggi una competenza fondamentale per chi guida la strategia a livello di vertice.
Il lavoro di Tutino si è sempre focalizzato sull'armonizzazione tra gli obiettivi aziendali - spesso in contesti di mercato volatili - e le esigenze delle risorse umane. Il suo approccio integra costantemente inclusività e innovazione. In un mondo industriale che deve affrontare la sfida della transizione energetica e della trasformazione digitale, la capacità di attrarre e trattenere talenti, offrendo un ambiente dove è possibile crescere e collaborare per raggiungere obiettivi comuni, diventa l'asset principale. Francesco Tutino si pone dunque come il garante di questo equilibrio, con una solida preparazione che gli permette di gestire la complessità delle multinazionali, trasformando le sfide operative in opportunità di crescita collettiva.
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