Il concetto di "ninna nanna" evoca immediatamente immagini di pace, di ritmi rassicuranti e di un dolce abbandono al sonno o alla contemplazione. Sebbene tradizionalmente associato al canto materno per i bambini, questo stesso senso di profonda calma e connessione può essere inaspettatamente ritrovato nel movimento ritmico di un treno. Non si tratta solo di un mezzo di trasporto, ma di un'esperienza che trascende il semplice spostamento, offrendo ritmi e sensazioni capaci di cullare e connettere. L'andamento cadenzato sui binari, il paesaggio che scorre lento o veloce, il contatto umano o l'introspezione solitaria, possono trasformare un viaggio in un vero e proprio "treno ninna nanna". Questo articolo esplorerà diverse manifestazioni di questo concetto, dai treni storici che rievocano epoche passate ai moderni convogli ad alta velocità, e ai viaggi avventurosi in terre lontane, per poi approfondire la natura intrinseca e universale della ninna nanna stessa.
Il Lento Incanto dei Treni Storici Campani: Un Ritmo d'Epoca
In Campania, storia, arte e cultura viaggiano a bordo del treno, ma non di un modernissimo treno ad alta velocità. I treni storici hanno un andamento lento, anzi lentissimo per le abitudini contemporanee. La marcia dei convogli d’epoca procede solenne, scandita dal ritmico sferragliare sui binari. Questo ritmo perfetto e antico è quasi un ninna nanna, capace di riportare i viaggiatori indietro nel tempo, favorire la meditazione ed esaltare la contemplazione del paesaggio. Induce a distogliere lo sguardo dal proprio device per guardare negli occhi l'occasionale compagno di un'esperienza d'antan.
La rete dei treni storici campani è tra le più ricche e articolate d’Italia. Grazie al sostegno della Regione Campania, la Fondazione FS riesce ad organizzare collegamenti speciali e dedicati con alcune destinazioni di grande fascino e interesse. Il circuito dei treni storici e dei treni turistici speciali è inserito nelle promozioni Artecard, che permettono di ottenere sconti per viaggi e visite. Questi treni storici accolgono migliaia di viaggiatori, interessati a un'esperienza speciale piuttosto che a un mero trasferimento.
Le carrozze impegnate in questi viaggi del tempo sono principalmente le Centoporte e le Corbellini. Al loro interno, panche di legno, sedili foderati di pelle o di velluto e manovelle per alzare o abbassare i finestrini si presentano perfettamente conservati e funzionanti, contribuendo a un'autentica rievocazione. A completare il clima di rievocazione storica non mancano le figure che hanno contribuito ad alimentare il mito dei viaggi in treno: il capotreno ed il controllore. La partenza dei convogli è annunciata dal sibilo imperioso del fischietto del capotreno, che sventola la sua bandiera o la lanterna per confermare il via libera al macchinista. E dopo la partenza del convoglio entra in scena il controllore in abiti d’epoca. Farsi punzonare il biglietto è un'emozione, molto più intensa della moderna lettura di un codice digitale. Il viaggio a bordo di un treno storico prepara in modo meraviglioso alla visita della destinazione prescelta, diventa parte integrante dell’esperienza e consente di custodirne il ricordo sulla via del ritorno.

Dettagli delle Carrozze Storiche: Centoporte e Corbellini
Le carrozze del tipo Centoporte, progettate nel 1928 e costruite a partire dal 1931 e fino al 1951 (con una pausa fra il 1940 e il 1947), furono le prime carrozze italiane realizzate in cassa metallica, anziché in legno. Con una capacità di settantotto posti a sedere, dotate di impianto di riscaldamento a vapore o elettrico, erano concepite per soddisfare la crescente domanda di mobilità su tratte particolarmente affollate. Proprio per agevolare la salita e discesa dei viaggiatori, erano dotate di un elevato numero di porte distribuite per tutta la lunghezza delle fiancate, che potevano arrivare fino a dieci per ciascun lato, da cui il loro nome evocativo.
Le Carrozze Corbellini furono costruite tra il 1948 e il 1963 e utilizzate fino agli anni Ottanta. Il nome deriva da quello del ministro dei Trasporti nel periodo della ricostruzione post-bellica, Guido Corbellini, che le progettò e ne ordinò la costruzione. Inizialmente concepite come vetture di terza classe, furono riclassificate come vetture di seconda (o miste prima/seconda) a seguito dell'abolizione della terza classe in tutta Europa avvenuta nel 1956. Erano caratterizzate da una doppia porta di accesso a un vestibolo centrale, e i sedili interni - in legno come sulle Centoporte - erano ricoperti da un’imbottitura sul poggiatesta e, successivamente, in alcuni esemplari anche sul piano di seduta. Le carrozze Corbellini offrivano da 59 a 92 posti, e il riscaldamento era a vapore o elettrico, garantendo un certo comfort anche negli spostamenti dell'epoca.
TRENO STORICO:Lario Express, carrozze "centoporte" - MILANO CENTRALE
Itinerari Tematici della Campania Felix
La programmazione delle corse dei treni storici è molto articolata e cambia con l’andamento delle stagioni. Sul sito della Fondazione FS è possibile consultare il programma aggiornato e prenotare il proprio viaggio, scegliendo tra diverse esperienze tematiche che esplorano il ricco patrimonio della Campania.
Pietrarsa Express, la Grande Bellezza: Il treno d’epoca parte da Napoli Centrale e percorre il breve tratto ferroviario costiero fino al Museo di Pietrarsa. È un tragitto di folgorante bellezza che apre lo sguardo dei viaggiatori in direzione di Napoli, del Vesuvio e del Golfo. La visita a Pietrarsa è una straordinaria full immersion nella storia del trasporto ferroviario in Italia dal 1839. Negli enormi padiglioni delle Officine Borboniche sono conservate carrozze reali e popolari, locomotive alimentate a carbone come la mitica Bayard, plastici e modellini, oltre a illustrazioni multimediali. La visita a Pietrarsa è arricchita dalla presenza dell’Orto Botanico e da un ricco programma di spettacoli ed eventi culturali, rendendola un'esperienza completa.
Reggia Express, un Viaggio Reale: Re Carlo III utilizzava la carrozza trainata dai cavalli per raggiungere la sua meravigliosa Reggia di Caserta, che aveva commissionato a Vanvitelli per gareggiare in bellezza ed imponenza con quella di Versailles. Saranno i suoi successori ad utilizzare il treno per spostarsi dalla Capitale del Regno delle due Sicilie verso Terra di Lavoro. La linea ferroviaria servirà anche i Savoia dopo l’annessione del Sud al nascente Regno d’Italia. Oggi il treno storico degli anni Trenta riporta i viaggiatori all’epoca di quei viaggi reali. Si parte da Napoli Centrale e si arriva al cospetto dell’ingresso principale della Reggia. La visita degli Appartamenti Reali restituisce lo splendore della vita di corte non solo nelle occasioni pubbliche ma anche nel privato dei sovrani. Incantevole il Parco, con le vasche monumentali, il misterioso Giardino Inglese, la fontana di Diana e Atteone e l’Aperia, che durante i mesi estivi ospita gli spettacoli lirici, sinfonici e di balletto di "Un’Estate da Re", la rassegna organizzata dalla Scabec/Regione Campania.
Irpinia Express, Profumo di Vino: Il tragitto dell’Irpinia Express profuma di vino. Il sibilo del capotreno autorizza la partenza dalla stazione di Avellino. È la locomotrice Aln668 a trainare le carrozze d’epoca attraverso vallate, colline, fiumi e borghi come Montefalcone, Lapio, Castelfranci, Nusco, Lioni. Sono terre incantevoli dove si producono vini d’eccellenza, dove la natura specialmente d’autunno pennella una meravigliosa tavolozza di colori. Terre di santuari mistici e pastori, terre di funghi e formaggi che esaltano i piaceri della vita, offrendo un'immersione nelle tradizioni enogastronomiche e paesaggistiche locali.
Archeo Treno Campania, Storia in Movimento: Il convoglio parte dalla stazione di Napoli Centrale e collega i principali siti archeologici: Ercolano, Pompei e Paestum. Un vero e proprio viaggio nella storia della Campania Felix verso destinazioni conosciute e apprezzate in tutto il mondo. Ercolano e Pompei, le antiche città romane sommerse dalla furia del Vesuvio, riportano alla luce la vita di due comunità brulicanti: splendide domus, teatri ed anfiteatri, Foro e Basilica, taverne e magazzini. Si passeggia al fianco dei nostri progenitori romani sempre all’ombra del Vesuvio. I tre templi di Paestum sono una delle più alte testimonianze della civiltà ellenica, monumenti millenari sintesi di una meravigliosa armonia. Corse speciali dell’Archeo Treno in direzione Paestum sono in programma in occasione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, che promuove questa particolare modalità di viaggiare alla scoperta dei reperti delle antiche civiltà.

Il Treno Notturno: Una Ninna Nanna su Rotaie per Famiglie
Viaggiare in treno di notte con i bambini può spaventare alcuni, ma con un po’ di organizzazione, il treno notturno può rivelarsi un’esperienza indimenticabile sia per i più piccoli che per i più grandi, trasformandosi in una vera e propria ninna nanna su rotaie.
Il treno notturno offre diversi vantaggi per le famiglie. Innanzitutto, permette di vivere un viaggio magico che i bambini ricorderanno per anni, come un'avventura tratta dai loro libri preferiti. Scegliendo uno scompartimento privato si può godere dei pasti, giocare a giochi da tavolo e molto altro, senza preoccuparsi di disturbare i vicini, rendendo il viaggio più divertente e adatto ai bambini. Inoltre, permette di ottimizzare il tempo di viaggio: partendo la sera e svegliandosi a destinazione la mattina dopo, non si “spreca” un’intera giornata di vacanza in spostamento. È anche un modo di trasporto più sostenibile, essendo uno dei mezzi meno inquinanti, e consente di risparmiare sui costi di alloggio, unendo il trasporto alla sistemazione per la notte.
Per un viaggio sereno, è utile seguire alcuni consigli pratici. Prima di tutto, scegli un percorso la cui durata si adatti agli orari di sonno dei tuoi bambini, specialmente se è il primo viaggio e non sono abituati a lunghe trasferte. Ad esempio, è preferibile evitare partenze nel cuore della notte o arrivi molto presto la mattina con bambini piccoli. Viaggiare in famiglia rende più facile prenotare compartimenti con cuccette o cabine private, assicurando a tutti un letto e uno spazio personale. Molte compagnie ferroviarie, come Trenitalia, Italo e SNCF in Francia, offrono tariffe speciali “famiglia” con prezzi ridotti per i bambini e gratuità sotto i 4 anni, il che rende il viaggio più accessibile.
La sicurezza è una priorità assoluta quando si viaggia in treno notturno. Qualunque sia il percorso e la compagnia, gli scompartimenti possono sempre essere chiusi dall’interno, il che è molto rassicurante, soprattutto con bambini al seguito. Prima della partenza, è importante controllare i servizi a bordo, che variano da una compagnia ferroviaria all’altra. Anche se i pasti sono inclusi, quando si viaggia con bambini è sempre una buona idea portare alcuni dei loro snack preferiti, scegliendo qualcosa di pratico che non abbia bisogno di preparazione, come barrette di cereali, biscotti o frutta. Infine, i bambini potrebbero emozionarsi o agitarsi all'idea di dormire su un treno, quindi è consigliabile creare una routine familiare per la nanna (un libro, una ninna nanna, luci soffuse) per aiutarli a rilassarsi e ad abbracciare questa singolare esperienza.
Molti viaggiatori condividono entusiasticamente le loro esperienze. C'è chi ha fatto un tour europeo con treni notturni, prenotando cabine per 4 persone e apprezzando il "piccolo bozzolo" privato, cullati dal treno e risvegliandosi su albe spettacolari. Per alcuni, il treno notturno è diventato un criterio fondamentale per i viaggi, sperando in una crescente disponibilità. Chi risparmia sull’alloggio grazie a piattaforme di scambio casa, si concede cabine di prima classe o con bagni privati, trovando che avere il proprio spazio faciliti il sonno anche dei più piccoli. Altri raccontano di aver preso treni notturni con figli adolescenti, apprezzando la possibilità di sfruttare al massimo il tempo di viaggio dormendo e la comodità di lasciare la casa degli ospiti a fine giornata. Per chi viaggia con bambini piccoli, è consigliabile usare la panca inferiore, che è più larga, e creare una barriera con una valigia dietro la scaletta.
Riguardo alle domande frequenti, con Trenitalia i bambini fino a 4 anni viaggiano gratuitamente sui treni Intercity Notte, senza posto a sedere, e i ragazzi dai 4 ai 15 anni non compiuti hanno diritto a uno sconto del 50%. L’offerta “Family Night” permette a gruppi familiari composti da 2 a 5 persone, con almeno un adulto e un ragazzo sotto i 15 anni, di beneficiare di sconti significativi. Sui percorsi notturni Intercités in Francia, un bambino sotto i 4 anni può viaggiare gratuitamente dormendo nella stessa cuccetta con il genitore. Per quanto riguarda i passeggini, a seconda del paese, è generalmente possibile portarli a bordo, piegati e riposti nelle aree bagagli. Molti servizi ferroviari sono "child-friendly" e offrono la possibilità di riscaldare biberon e spazi per il cambio dei bambini.
In definitiva, viaggiare in treno notturno in famiglia significa combinare praticità e avventura, trasformando il tragitto in una componente indimenticabile della vacanza.

La Perfezione Ritmica del Treno Giapponese Shinkansen: Una Ninna Nanna Moderna
L'esperienza di viaggiare in treno in Giappone, in particolare con lo Shinkansen, il mitico “bullet train”, può essere una rivelazione che sfida le aspettative comuni sui treni e, per certi aspetti, offre un tipo di "ninna nanna" moderna. A Nagoya, dove hanno sede Toyota e Lexus, la stazione si presenta pulita, ordinata, e ognuno ha l’aria di sapere esattamente dove andare. La proverbiale puntualità dei treni giapponesi è evidente fin da subito.
Arrivando alla banchina, si vive quell’attimo di shock che travolge chiunque prenda lo Shinkansen per la prima volta. Sembra di essere in una stazione della metropolitana, con treni che si susseguono a circa 5 minuti uno dall’altro, un'esperienza che lascia a bocca aperta per chi è abituato a vederne al massimo uno ogni ora. Il sistema è talmente efficiente che bisogna fare attenzione a scegliere il treno giusto per non prendere una direzione errata. Ci sono dei cancelletti di sicurezza nei punti dove si fermeranno le porte dello Shinkansen, che si aprono al suono di una melodia simpatica, suggerendo che non è necessario arrivare con largo anticipo: bisogna arrivare puntuali, come il treno.
Una volta a bordo, la carrozza ha l’aspetto di una cabina di aereo, ma molto più grande e alta. Qui, ci si siede e si parte immediatamente, senza le lunghe procedure di volo. L’accelerazione non è da razzo, ma quasi, perché basta guardare fuori per capire che in pochi secondi si raggiungono velocità significative, anche 200 km/h. Ci si può rilassare e giocare con i comandi del sedile, ovviamente supercomfortevole, che offre tutto il necessario: tavolino, prese elettriche, prese USB e anche un poggiapiedi estensibile, magari da usare senza scarpe. La carrozza è avvolta da un piacevole silenzio. Chi parla lo fa sottovoce, e qualcuno si addormenta facilmente, complice un percettibile movimento longitudinale del treno che fornisce un effetto ninna nanna.
Anche le toilette sono pulitissime e divise per funzioni, con "vespasiani" ad uso maschile e lavandini separati per chi deve solo lavarsi le mani, oltre a mega toilette per il massimo comfort. Il personale viaggiante è un esempio di cortesia, con profusioni di sorrisi ed inchini in scenette del tipo “passi lei” “no, prego prima lei”, sempre pronto a fare il possibile per accontentare ogni necessità. La tranquillità e la silenziosità dei passeggeri sono notevoli, anche nelle carrozze "economiche".
Una bella sorpresa a bordo è il bento, il pranzo alla giapponese, confezionato con una piccola tovaglia per sembrare un pacchettino. Stendere la tovaglietta sul tavolino è un gesto che rivela la cura per ogni dettaglio. Le piccole scatole di legno contengono vari cibi delicatamente separati, dimostrando un'estrema applicazione dei concetti di armonia e coordinamento, sia nella sequenza dei sapori che in quella dei colori. Il cibo, in Giappone come in Italia, è legato alla cultura, alla storia e alla tradizione del posto, e deve riuscire a coinvolgere.
L'arrivo è altrettanto impeccabile: si scende dal treno esattamente all'orario riportato nel biglietto. Una specie di magia per gli occidentali, un’abitudine vitale per i giapponesi. E, cosa non trascurabile, si arriva riposati e rilassati, senza aver subito il minimo fastidio.
TRENO STORICO:Lario Express, carrozze "centoporte" - MILANO CENTRALE
Il Ferrocarril Lima-Huancayo: Un Dondolio Andino verso il Sogno
Un'altra esperienza di "treno ninna nanna", sebbene di tutt'altro tenore rispetto allo Shinkansen, è il viaggio sul Ferrocarril Lima-Huancayo, un'avventura ad alta quota che unisce paesaggi mozzafiato a un ritmo di viaggio lento e ipnotico. Un trenino rosso e giallo è pronto alla partenza dalla stazione di Lima in un Giovedì Santo, per quello che è il primo viaggio dell’anno fin su sulle Ande, un evento di tale portata da richiamare numerose telecamere di televisioni locali, giornalisti, reporter e fotografi.
Il convoglio è composto da circa 8 carrozze più il locomotore che brucia nafta o gasolio. A bordo, l'atmosfera è di grande agitazione nella terza carrozza, elegante e con comodi sedili verdi, dove il nucleo della spedizione ha la sua base, con un’infermiera, giovani che armeggiano col microfono e operai ben equipaggiati. Appena mosso il treno, un giovane ragazzo peruviano fornisce informazioni sul tragitto, definendolo molto affascinante e avventuroso, e specificando il numero di ponti, gallerie e stazioni che si passeranno, tra cui la stazione di La Galera, a più di 4800 metri s.l.m., la stazione più alta oltrepassata e toccata da un percorso ferroviario in tutto il mondo.
Lentamente si lascia Lima, e si percepisce subito l'importanza dell'evento: il macchinista suona continuamente il clacson, e gente ovunque ai lati delle strade, dalle case, dalle auto che rallentano, saluta e riprende con videocamere amatoriali. Si lascia piano piano la periferia di Lima, molto povera e abbandonata a se stessa, con case di mattoni al grezzo e polvere ovunque. Dai finestrini si vedono poi le prime alture, inizialmente brulle e prive di vita.
Cominciando la salita, si abbandona la “garùa” della capitale per trovare la compagnia permanente del sole. La prima tappa è una località di villeggiatura per gli abitanti di Lima. Circa un’ora dopo, si fa tappa alla stazione di San Bartolomeo, occasione per sgranchire le gambe mentre viene ingegnosamente girato il locomotore su una piattaforma circolare per invertire il senso di marcia e iniziare a salire con una pendenza maggiore. Ripartendo, viene annunciato che si punta ora alla stazione di La Galera.
Inizia la parte più suggestiva del viaggio. Piano piano i paesaggi si fanno più verdi, accompagnati da fiori gialli o viola e coltivazioni di cactus. Si incominciano poi a vedere, seppure sporadicamente, piccoli agglomerati di abitazioni andine, con i loro abitanti, i campesinos, nei loro abbigliamenti tipici. Guardano incuriositi, ma si percepisce la loro pace, i loro ritmi tranquilli e in sintonia con la natura, la "pachamama" o madre terra. Si sale progressivamente fino ai 2500, ai 3000, ai 3500 m s.l.m. Dopo i 3500 m il trenino comincia ad andare a zigzag, inerpicandosi per la montagna e alternando il senso di marcia grazie anche agli operai a bordo che scendono al volo per azionare gli scambi.
Dai 4000 metri in poi il paesaggio si fa meraviglioso, offrendo la maestosità delle montagne, la loro profondità ed energia. Si passa un ponte incredibilmente sospeso e lungo, da cui fa impressione la profondità della gola. La velocità di crociera è molto limitata, circa 30/40 km/h, e il treno dondola dolcemente a destra e a sinistra, quasi cullandoci e facilitando il sonno. Gli occhi si socchiudono tra la ninna nanna del treno, una musichetta locale di sottofondo e lo splendore della vista suggestiva circostante: dalla favola al sogno e dal sogno alla favola.
Salendo, l’aria inizia a rarefarsi, e i campesinos suggeriscono di masticare foglie di coca per alleviare la fatica e i problemi con l’altura. Si assumono caramelle dolci, sali minerali e “mate de coca”. La testa comincia a girare leggermente, ma è un malessere sopportabile. A 4800 metri l’ossigeno scarseggia e più di qualcuno si sente male, per cui l’infermiera si adopera da un vagone all’altro con ossigeno. Nonostante il barcollamento appena scesi a terra, si riescono a scattare alcune foto davanti a un burrone. Da questa altezza si gode un panorama magnifico, con cime spoglie ma di un verde chiaro e opaco che prova a vincere la non vita del marrone e del nero, e qualche laghetto cristallino con riflessi di luce magnifici. Sullo sfondo, vette maggiori completamente innevate.
Cominciando a scendere, il malessere dovuto all’altitudine piano piano se ne va, e per recuperare un po’ di serenità e allegria giunge all’improvviso una ragazza clown assai divertente. La discesa quasi non si avverte, addolcita dalla pendenza meno ripida e da un paesaggio che offre continuamente nuove sorprese. Spesso bambini campesinos si accostano per salutare con spontaneità e semplicità. Più giù la vegetazione si fa di un verde più brillante, e sotto i 4000 metri si incominciano a vedere animali come alpaca, lama e guanaco, governati da pastori. Si oltrepassano piccole stazioni e si sosta in centri importanti soprattutto per l’estrazione mineraria, dove l'aria è quasi irrespirabile.
Sotto i 3500 m il percorso diventa praticamente pianeggiante: si è sull’altipiano andino. Si costeggia tutta la valle del Rio Mantaro che porta alla destinazione finale di Huancayo. Questa valle era la roccaforte del famoso gruppo rivoluzionario Sendero Luminoso, le cui attività, inclusi assalti al treno, avevano interrotto il viaggio fino a pochi anni fa. Ora la situazione è sicura e tranquilla.
Si costeggia costantemente il fiume, e le rive salendo rivelano una panoramica quasi pennellata da abili pittori, una suggestiva multicromaticità di verdi data dai pendii coltivati con innumerevoli culture, immersi in un azzurro del cielo ineguagliabile, intriso delle più diverse sfumature, grazie a provvidenziali nuvole sul tramonto che donano la magia della favola a questa impagabile visione. La vista è continuamente rapita, in un incantesimo irripetibile ogni giorno.
Sul finire del viaggio, spento l’ultimo bagliore rosso nero del tramonto, ecco la festa. Ci si ferma alla stazione di Concepcion, accolti trionfalmente dalle fanfare della banda cittadina che si esibisce in una performance musicale di almeno 20 minuti. Centinaia di persone ai due lati del treno salutano e festeggiano, agitando mani, bandierine e palloncini, con un'aria di festa accentuata dalla Settimana Santa. A Huancayo, l'arrivo al buio è accolto da un altro stuolo di gente, ma si porta con sé solo luce: la luce di ogni sguardo incrociato, sempre gioioso, radioso, sorridente; la luce della semplicità della vita qui vissuta; la luce del sole riflessa sull’acqua a 4800 metri: che meraviglia! Le Ande sono indescrivibili, un concerto sublime di musica sinfonica, da vivere in tutta la sua maestosità e splendore. Come la musica, le Ande sono vive benché ogni singola nota o ogni singola pietra paia priva di impulso; nell’insieme, nel tutto, nel grande cerchio del tutto vive: l’armonia che si fonde nelle note o in un paesaggio dà luogo alla magia della vita, che non è semplicemente la somma delle sue componenti ma è un qualcosa di più.

La Ninna Nanna: Un Archetipo Sonoro di Cura e Connessione
Le ninne nanne sono un arcaico rituale scelto per addormentare i bambini, relazionando la mamma con il bambino in una sintonia vitalizzante e sonora. Presenti nelle culture di tutti i popoli, serbano nutrite proprietà salutari e terapeutiche. Sebbene la storia possa essere ispirata a eventi e persone reali con finalità ludiche e ricreative, la voce sussurrata che fa vibrare il diaframma e rimbomba dolcemente nella cassa toracica è la camomilla più potente che fa addormentare i figli da quando erano neonati e che li calma tuttora in momenti di rabbia, sconforto o frustrazione.
Le ninne nanne migliori hanno capacità di sedare il nervosismo dei bambini, ma anche lo stress e/o l'ansia del genitore. Non importa conoscere ed emettere tutte le parole, basta un filo di voce, creare una melodia, improvvisare canti gutturali, giocare con la voce trasformandola in una fluttuante, avvolgente e rassicurante onda sonora. Oppure creare una ninna nanna propria. A New York, come si legge in un recente articolo apparso sul Guardian, il Lullaby Project, attivo anche in strutture sanitarie e centri di accoglienza, mette a disposizione di donne incinte, futuri papà e neogenitori musicisti e/o parolieri professionisti per comporre e cantare ninne nanne personalizzate per i loro bambini.
Le origini delle ninne nanne sono remote. Una prima documentazione letteraria si ritrova in Teocrito, che in uno dei suoi Idilli narra che Alcmena, madre di Eracle, intonava ninne nanne ai propri figli. La particolarità delle ninne nanne, rispetto ad altre forme di composizioni, deriva dalla commistione di musica-canto e gesto che, unitamente all’interazione madre-bambino grazie alla quale si combinano conoscenze e raffigurazioni simboliche, genera una comunicazione multimodale.
L’antropologo Ernesto de Martino ha rimarcato la funzione cui ottempera il dondolio ritmico del busto, sia nel lamento funebre che nella ninna nanna: «È il moto che accompagna il ritmo della ninna-nanna, ed ha al pari di esso una funzione ipnogena». Il legame tra canto e movimento del cullare il bambino in braccio o in culla è così stretto, che gesto e canto si rivelano rigorosamente intessuti. Roberto De Simone asserisce, infatti, che «l’atto dell’essere cullato però rimanda all’immagine della culla vissuta culturalmente anche come barca con tutti i significati associati al mare e alle barche. E allora per tali associazioni il dondolio e l’oscillazione ritmica si ricollegano alla nascita e invariabilmente alla morte». In tal senso, le ninne nanne rievocano l’antico rito magico dell’incantamentum, fornendo effetti rasserenanti degli stati emozionali inconsci. Ernesto de Martino evidenzia che l’incantesimo del sonno è il momento magico delle ninne nanne. Nel mondo lucano delle sue ricerche, il sonno e la nottata raffigurano un momento avverso per i bambini, da superare ricorrendo al mondo magico-religioso.
TRENO STORICO:Lario Express, carrozze "centoporte" - MILANO CENTRALE
Benefici Scientifici e Implicazioni Psicologiche della Ninna Nanna
Cullare un bambino e cantare è un modo efficace per creare con lui un legame, una connessione, coinvolgendo l'ambito cinestetico, sonoro e visivo. È stato dimostrato scientificamente che supporta la salute materna e lo sviluppo del bambino. Anche in ambito medico sono stati evidenziati dei benefici: le ninne nanne influenzano positivamente la funzione cardiaca e respiratoria nei bambini prematuri e abbassano la frequenza cardiaca di chi se ne prende cura, rendendoli più calmi. La dottoressa Joanne Loewy, ex direttrice del Louis Armstrong Center for Music & Medicine presso l'ospedale Mount Sinai di New York, ha confermato che il primo suono che un individuo sente prima di nascere è il ritmo del battito cardiaco della madre, il fruscio dell'utero e la voce della madre. Ci sono prove neurologiche che una madre che canta al proprio bambino stimola il loro attaccamento.
Negli ultimi 28 anni, Loewy ha supervisionato il lavoro clinico e la ricerca sull'importanza della musicoterapia. Un'area di studio riguarda quello che lei chiama "song of kin", una "canzone di famiglia" che cantata dalla madre, dal padre o da chi si prende cura del bambino è in grado di tranquillizzarlo e farlo sentire al sicuro. E ne gioverà anche il "caregiver": secondo una ricerca condotta dall’università di Toronto il canto provoca il rilascio di ossitocina, un neurormone prodotto durante il parto, l’allattamento e in generale durante tutte le relazioni affettive, che regala benessere e buonumore.
La dottoressa Anna Fusillo, pediatra di EpiCura, conferma che "la ninna nanna assume un ruolo fondamentale nel legame di attaccamento tra madre e bambino, stabilendo un'intima relazione emotiva tra le parti che inizia già in gravidanza attraverso lo stimolo sonoro offerto dalla voce materna". Nella vita post-natale i neonati partecipano attivamente a questa relazione attraverso reazioni emotive come i sorrisi, i movimenti degli arti e le interazioni vocali. La regolarità e la ripetizione delle parole, l'andamento lento della melodia aiutano i bambini a crearsi dei modelli e a controllare le emozioni. Se una mamma addormenta il proprio bambino cullandolo, il movimento dondolante, stimolando il sistema vestibolare del bambino, aumenta l'attenzione, contribuisce allo sviluppo dell'equilibrio e soddisfa il suo bisogno di movimento. Non esistono abitudini giuste o sbagliate per accompagnare il bambino al sonno. Può essere tuttavia utile creare un rituale positivo prima dell'addormentamento come luci soffuse e ninna nanna, rispettare il ritmo sonno-veglia del piccolo e l'orario dei pasti durante il giorno, ed evitare l'iperstimolazione del bambino attraverso l'esposizione a dispositivi elettronici dopo cena.

Tra Simbolismo e Quotidiano: Le Ninne Nanne nella Tradizione
Oltre alla funzione ipnogena e al legame emotivo, le ninne nanne svolgono anche un ruolo di socializzazione e inculturazione linguistica e musicale, dal momento che il canto divulga i dati basilari dell’idioma e dei suoni. Le ninne nanne si presentano come un determinato genere letterario musicale, dalla struttura di nenia cantilenante, ma con specifiche modalità d’esecuzione. La modulazione della voce racchiude l’interazione tra tonalità, pausa e fine dell’esecuzione, che si coordinano e si modulano in base alla graduale distensione del neonato. Nasce, così, un sentimento dialogante, dove il bimbo non è un apatico destinatario bensì un soggetto partecipe e interagente.
La preferenza dei temi delle ninne nanne va dall’invocazione al sonno, al tema augurale, all’argomento religioso, mostrando anche elementi della quotidianità, come ad esempio le canzoni moderne. Se le ninna nanne tradizionali narrano spesso di mostri, streghe, lupi, buoi e befane, sorge la domanda se non sarebbe meglio optare per testi più leggeri e meno inquietanti. E anziché lasciare il bambino solo nel suo lettino, non sarebbe più confortante per lui cullarlo rendendo la sua esperienza più avvolgente e rassicurante? All'udito, il bimbo aggiungerebbe la vista del genitore, ne sentirebbe l'abbraccio e l'odore.
Nella tradizione orale napoletana, il sonno è una tematica ampiamente presente: simboleggia caratteristiche a volte di tipo umano, a volte di tipo soprannaturale. È un protagonista sfrontato: la mamma lo invoca ma esso indugia a palesarsi. Un esempio eloquente è il brano: «Nonna nonnòooooo./Aggio mannato lu suonno a chiammare e m’ha mannato a di’ ca mo’ veneva./Quanno ce vene lu voglio pavare/le voglio dare ’na muneta d’oro». In questo brano la donna auspica di pagare il sonno con una moneta d’oro. In alcune varianti il sonno è raffigurato come un angelo che addormenta i bambini accarezzandoli in fronte con una sfera d’oro. L’icona della Madonna bambina, cullata dalla mamma, Sant’Anna, è venerata principalmente nella religione popolare. Siffatta ninna nanna ha una struttura narrativa che rievoca la natività di Maria in un contesto relazionale mamma-bambino.
Le ninne nanne napoletane esprimono, inoltre, un’antinomia tra la durevolezza delle tematiche e le informazioni soavi della voce; racchiudono sembianze intimidatorie, in primis la minaccia della morte esercitata da una bestia famelica, che nella tradizione popolare meridionale è raffigurata dal lupo, in quanto animale che imprime paura. Il lupo simboleggia, anche fuori dall’ambiente contadino, il rischio, il corrispettivo dell’orco o di altri personaggi che incutono paura. Il bimbo, invece, è comparato a una pecorella inerme, divenendo preda del lupo, determinando così l’assimilazione bambino-animale. Tale filastrocca è frequente nelle ninne nanne: per addormentare il bambino, lo si impaurisce con angosce infantili, tra cui quella d’essere ripudiato, indifeso dalla madre in circostanze terrificanti. In questi versi s’illustra sia uno scenario di morte sia di durezza: il lupo, inoltre, può assumere fisionomie erotiche, giacché è reputato un predone sessuale e impersona l’eros nel proprio atteggiamento brutale. Inoltre, questa ninna nanna acquista qualità didattica, al fine di preparare il bambino all’ardua concretezza dell’esistenza. Il sincronismo di suono, canto e gesto, tipico delle ninne nanne, porta con sé fondamentali essenze culturali e simboliche, perché immette il bimbo sia in una zona protetta sia in uno spazio culturale. Il gesto accorda la voce materna e guida a un dondolio ritmato che è di andata e ritorno, di separazione e riavvicinamento; un moto che rinfranca e trasmette fiducia.
