Tra i giovani e i giovanissimi italiani spopola un nuovo genere musicale: la trap. Uno stile che deriva direttamente dal rap e che, proprio come il suo "parente" più grande, nasce negli USA, nel primo decennio degli anni 2000. La trap in Italia arriva qualche anno dopo, importata da grandi figure della scena rap come Guè Pequeno e Marracash intorno al 2011-2012. Questa musica, e parlo del rap italiano, è da qualche anno sulla vetta delle nostre classifiche musicali, o meglio è "ritornato" e ha ritrovato una rinnovata stagione di successi anche con la nascita di diverse competizioni di freestyle e la diffusione tramite internet. La spinta è sempre una necessità personale di capire cosa porta gli adolescenti, i nostri figli, ad ascoltare in maniera quasi ossessiva questi giovani cantanti, a seguirli nelle loro esibizioni che spesso iniziano dai parchetti periferici metropolitani e dalla nostra bella provincia italiana. Si tratta di un linguaggio musicale, a volte sgraziato, urlato a modi "mantra", con testi o frasi -rime (come le chiamano) anche dure e impietose, un po’ "contro" qualcosa e qualcuno, forse è per questo che incuriosisce approfondire. Ma passando soprattutto dal racconto delle loro vite, oltre ai testi dei loro pezzi. Questo approfondimento mira a esplorare il panorama variegato del rap e della trap italiana, dai suoi interpreti più noti e le loro ambizioni internazionali, fino alle sfide e alle controversie che animano la scena. Verranno anche toccati aspetti inaspettati, come la curiosa trasformazione di successi musicali in "ninne nanne" per i più piccoli.
Il Fenomeno Trap Italiano: Origini e Ascesa di un Genere Narrante
Il 2018 è stato un ottimo anno per il rap italiano, un periodo che ha visto l'emergere di dischi di indubbia qualità sia di rapper esperti che di nuove leve, con titoli come Potere, Enemy, Davide, Mowgli e Rockstar che fungono da esempi eloquenti. Dal 2010, dopo il successo del singolo Tranne te di Fabri Fibra, si è creato un vero e proprio fenomeno di rapper mainstream, segnando un punto di svolta per il genere nel panorama musicale italiano. In questo contesto, hanno fatto il loro debutto nella musica rap italiana artisti come Fedez, Emis Killa, Clementino, Gemitaiz, MadMan, Vacca, Rocco Hunt e Moreno.
La trap, come sottogenere del rap, si distingue per le sue sonorità e i suoi contenuti, spesso un riflesso diretto delle esperienze di vita degli artisti. In realtà, se si sceglie di capire e di approfondire, magari focalizzandosi solo su alcuni di questi giovani rapper, quindi ascoltando i loro racconti, i loro percorsi musicali e i testi dei loro pezzi, ebbene si colgono meglio le diverse sfumature e differenze. Non sembrano più "tutti uguali", come spesso si tende a dire con un po’ di superficialità. Con questo non si vuole neppure affermare che tutto sia musicalmente valido e di successo, ma per poterlo verificare è opportuno fare un personale lavoro di pulizia da "pregiudizi" e da abitudini culturali musicali, pensando che ci sia della musica di serie A e musica di serie B. Infatti, come sociologa, si ritiene paradossalmente che tutta la musica rappresenti un patrimonio importante per comprendere la società e i suoi mutamenti e nella fattispecie per decodificare i bisogni e le aspirazioni dei nostri giovani. Ognuno ha una sua storia personale da raccontare e che aspetta di esprimersi musicalmente, e il rap diventa un mezzo potentissimo per i giovani con cui farsi ascoltare, far ascoltare le proprie sofferenze, i propri desideri, i propri percorsi emotivi di ricerca individuale identitaria e di crescita. Insomma, tutto un mondo da scoprire per gli adulti di riferimento e soprattutto per i genitori di figli adolescenti.

Sfera Ebbasta: Il "Re" della Trap e l'Ambizione Internazionale
Sfera Ebbasta, pseudonimo di Gionata Boschetti, è un rapper italiano ed è uno dei più famosi trapper italiani, amato da moltissimi ragazzi di tutta la penisola. Nato a Sesto San Giovanni (MI), ha cominciato ad avere successo intorno al 2015. Autodefinitosi «il re della trap», Sfera Ebbasta è salito alla ribalta grazie alla pubblicazione dell’album XDVR, inciso con la collaborazione del produttore discografico Charlie Charles, ottenendo un buon successo in Italia.
Dopo il successo nazionale del suo recente ultimo disco Rockstar, dopo i suoi numeri da capogiro, il suo triplo disco di platino e il prestigioso featuring con Quavo dei Migos, chiunque avrebbe probabilmente scommesso su un periodo di riposo di Sfera Ebbasta. Tuttavia, Sfera Ebbasta è stato un grande protagonista dell’estate con le sue hit Tesla e Pablo. La vera mossa inaspettata di Sfera Ebbasta, tuttavia, è stata la pubblicazione dell’inedito Pablo, realizzato con il produttore giamaicano Rvssian, coautore di brani famosi in tutto il globo come Krippy Kush, Privado e Si Tu Lo Dejas. Il brano non è solo l’ennesima hit dell’autore di Rockstar, ma è anche un tentativo coraggiosissimo di rendersi noto anche all’estero, in questo caso in America latina.
La sua influenza si estende anche al mondo delle etichette discografiche. L’1 Agosto, precisamente alle 14:00 di pomeriggio, Sfera Ebbasta, Shablo e la pagina ufficiale della loro etichetta BHMG (Bilion Headz Music Group) hanno annunciato l’ingresso nel proprio roster di Guè Pequeno, dopo quello degli emergenti Drefgold e Daves The Kid, risalente a maggio. In realtà, la mossa di Guè Pequeno è del tutto in linea con il percorso artistico da lui intrapreso di recente, dagli ultimi due dischi da solista, Vero e Gentleman, due grandi dischi (più il secondo che il primo), ricchi di sperimentazione e collaborazioni con producers o artisti internazionali di grande spessore, come l’americano Akon, il francese Joke e il sudamericano El Mìcha. L’intesa musicale con Sfera, con cui ha già collaborato, nel remix di Scooteroni e in Lamborghini, sarà, date queste premesse, produttiva e porterà Guè a tagliare grandi traguardi. Allo stesso tempo, come ha tuttavia sottolineato anche l’opinionista Rebel Mag, vedere un rapper di trentasette anni come Guè firmare per un artista più giovane di dieci anni è strano e dà quasi l’idea che lui stesso, da solo, non abbia le idee o le forze per proseguire la sua carriera. Questo evidenzia la dinamicità e talvolta le sfide gerarchiche all'interno della scena trap italiana.
Ghali: Tra "Ninna Nanna" e la Ricerca di un'Identità Artistica Profonda
Nato a Milano da genitori tunisini, Ghali ha iniziato ad avvicinarsi all’hip hop utilizzando lo pseudonimo nome Fobia, poi diventato Ghali Foh. Nel 2011 ha fondato i Troupe D’Elite, gruppo nel quale erano presenti anche il rapper, la cantante Maite e il produttore Fonzie. Con il tempo, si fa conoscere anche grazie a Fedez, accompagnandolo nel suo tour e aprendo le serate dei suoi concerti. Tra il 2014 ed il 2016 Ghali raggiunge il successo grazie a vari singoli caricati su Youtube, e in quest’ultimo anno pubblica Ninna Nanna.
Ninna Nanna, prodotto da Charlie Charles, aveva lanciato nelle scorse settimane, diventando immediatamente una delle tracce più virali di Spotify e registrando record di streaming, venendo poi certificato triplo disco di platino FIMI. Il brano era stato pubblicato originariamente il 14 ottobre 2016 sulla piattaforma di streaming musicale Spotify, ottenendo, a soli quattordici giorni dall'uscita, la certificazione di disco d'oro. La sua risonanza è testimoniata anche dalla classifica settimanale WK 42 (dal 14.10.2016 al 20.10.2016) e dalle classifiche annuali del 2016 (dal 01.01.2016 al 29.12.2016) e 2017 (dal 01.01.2017 al 29.12.2017) della Federazione Industria Musicale Italiana, dove ha continuato a figurare.
Il video per il suo ultimo singolo Ninna Nanna, diretto da Martina Pastori, è ambientato per gran parte all’interno di uno school bus americano. In diverse scene, Ghali viene circondato da fan armati di cellulare che gli chiedono foto, in riferimento alla strofa della canzone “Non sai come ci rimango/Quando mi chiedi la foto/E non saluti manco“, e allo spirito di tutta la canzone, che spesso parla della raggiunta notorietà del rapper. La copertina del singolo Ninna Nanna è molto evocativa, raffigurando la bella immagine della madre di Ghali.Ghali non si ritrae dal raccontarsi quando capita e con tutta la sincerità che lo caratterizza racconta delle sue esperienze e della sua famiglia, anche di un padre molto scomodo, in quanto avanti e indietro dal carcere. A questo proposito dice: “il mio quartiere e la mia esperienza personale di vita mi hanno insegnato che io non voglio più vivere così. Ho visto tante cose, da fuori e da dentro, e vorrei far capire ai ragazzi che definiamo “di quartiere” che le strade secondarie creano solo scompiglio. Riuscirci con la musica vuol dire anche essere un esempio. Un esempio positivo. Sin da piccolino sogna di diventare famoso perché crede che il successo sia la cosa di cui ha bisogno, anche quello di “comperare casa a mia madre”, come dice in un suo pezzo, come una rivincita così come “la gente che urla il tuo nome, ma poi invece ti accorgi che le cose veramente importanti sono quelle piccole, che poi sono tutto quello che abbiamo, gli amici, la famiglia, l’amore”. E anche in studio quando stai lavorando “c’è bisogno di questo come prima cosa” e aggiunge Ghali “non bisogna bucare la vera bolla”, dove per “bolla” evidentemente si intende proprio ciò che rappresenta la propria identità, i propri valori, ciò che protegge da quel mondo “fuori” e “altro” che distrae da quello vero, ossia “la bolla” protettiva appunto. Sul suo successo in realtà si interroga anche lui, con quell’aria elegante, forse un po’ incredula e sognatrice di chi non si aspettava una risalita così, dopo un periodo piuttosto difficile e statico, anche se nelle sue interviste spiega che lui e il suo team (è prodotto da Charlie Charles) non hanno mai smesso di credere e di lavorare con impegno in questi anni e chi ha sempre creduto in lui è soprattutto la mamma di Ghali che peraltro non manca mai di citare nei suoi brani.A Maggio 2017 Ghali fa la comparsa nei digital store il suo primo disco: Album, che ottiene molto successo e raggiunge il disco di platino.
Gli ABAT-JOUR cantano “Ninna Nanna” di Ghali | X Factor 2025 Bootcamp 2
Nonostante il successo, le motivazioni che spiegano un flop così netto da parte dell’artista sembrano poi particolarmente radicate, complesse da risolvere e, soprattutto, non necessariamente connesse alla sua musica. Il problema principale della musica di Ghali, in questo momento, è l’impossibilità di definirne un target preciso, poiché brani come Cara Italia o Habibi sembrano rivolte a un pubblico di adulti, piuttosto che di ragazzi, essendo ben lontane, per sonorità e testi, dai pezzi rap riempi-locale come Giovane Fuoriclasse di Capo Plaza o Sciroppo di Sfera Ebbasta. Inoltre, Ghali, quest’anno, è stato fortemente penalizzato da altri due fattori: l’indipendenza dalla scena rap e l’improduttività. Sono state pochissime, infatti, le collaborazioni del rapper da quando è un artista di successo (Album è un disco senza featuring), impedendogli di legarsi ad altri cantanti e di mantenere una presenza costante nelle dinamiche collaborative del genere.
I Protagonisti della Scena Trap: Stili, Narrazioni e Sperimentazioni
La scena trap italiana è un crogiolo di talenti e approcci diversi, ciascuno con la propria voce distintiva che contribuisce a delineare un quadro complesso e in continua evoluzione.
La Dark Polo Gang e la Critica al Rap Moderno
La Dark Polo Gang è un collettivo musicale trap italiano, più precisamente romano. Forse è la crew più famosa. È formata da Tony Effe, Wayne Santana, Dark Pyrex e Dark Side. Fa parte del gruppo anche Sick Luke, il produttore, che insieme a Charlie Charles è considerato una delle figure più innovative e competenti della scena trap italiana. Sotto una velata autoironia, il nucleo dei testi cantati dal gruppo è costituito da una critica al rap moderno, definito ormai accessibile a tutti. La Gang, inoltre, tratta della globalizzazione e della necessità di adattarsi alle sue regole per guadagnare e diventare famosi, da sempre unico obiettivo della stessa Gang.
Izi: Dalle Perquisizioni al Palcoscenico
Quando Duke Montana e Sick Luke hanno annunciato la tracklist e i featuring del loro Cd Grind Muzik 4 e fra i nomi di Marïna, Enzo Dong e Guè Pequeno figurava quello di Izi, molti fan si sono rallegrati per il ritorno sulla scena del genovese. Izi, pseudonimo di Diego Germini, è cresciuto a Genova. All’età di 17 anni ha deciso di abbandonare la scuola e di fuggire da casa, iniziando a vivere un periodo di vagabondaggio durante il quale ha dovuto affrontare anche un coma diabetico. Inoltre, entra nel collettivo Wild Bandana e adotta lo pseudonimo definitivo Izi per l’assonanza con il termine inglese “easy”. Nello stesso periodo, viene scelto come protagonista per il film Zeta, in cui interpreta un giovane rapper in cerca di fama. In esattamente un minuto di strofa, Izi racconta la sua vita, ben nota ai suoi ascoltatori grazie ai suoi Cd, Fenice e Pizzicato: dalle perquisizioni subite alla malattia di suo zio, ai processi per le famiglie affidatarie, passando dalla sua malattia, il diabete, il coma e il suo arresto, a soli diciotto anni. Dopo la realizzazione e la pubblicazione del film, Izi fa uscire il suo primo album, Fenice, un lavoro in cui racconta, tra gli altri temi, varie storie collegate al diabete, malattia che lo affligge. Nel 2017, il giovane trapper pubblica Pizzicato, il suo secondo album ed è proprio grazie a questo che ottiene il disco d’oro, collaborando con artisti affermati come Fibra.
Tedua: Il Flow della Drill Music e il Flusso di Coscienza
Tedua, pseudonimo di Mario Molinari, conosciuto inizialmente anche come Incubo o Duate, è noto come uno dei componenti del collettivo Wild Bandana. Questo giovane trapper genovese arriva al successo nel 2016 con l’album Orange County, disco nel quale sono presenti sonorità tipiche della drill music, sottogenere della trap. La drill music viene espressa da Tedua con un rappare a schema libero anticipando il beat, creando così un effetto che ai più sembra fuori tempo. Sotto questo punto di vista, la critica si è espressa in maniera disomogenea riguardo lo stile di Tedua, esprimendo talora soddisfazione, talora disapprovazione per l’innovazione artistica del rapper. Le sonorità drill, tuttavia, rispondono al flusso di coscienza che sta alla base della musica di Tedua, che è sempre espressione verbale dei pensieri e delle sue esperienze di vita. Nel 2018, il cantante ligure fa uscire La legge del più forte, album interamente in collaborazione con il suo amico e produttore Chris Nolan. In quest’ultimo disco Tedua si consacra personaggio fuori dagli schemi del panorama trap italiano.
Rkomi: Il "Poeta" della Trap
Rkomi, pseudonimo di Mirko Manuele Martorana, è un anagramma del suo vero nome, ovvero Mirko. Questo modo di invertire le lettere di una parola viene in gergo chiamato “riocontra”, che è a sua volta un anagramma della parola “contrario”. Originario del quartiere di Calvairate a Milano e fondatore della crew Z4G, è considerato un “poeta” della trap. Infatti i suoi testi risultano complicati, pieni di assonanze e rime formate in modo particolare. Nonostante un avvio legato al rap puro con sonorità attuali, Rkomi si è presto proposto come esponente dell’indie rap. Nella sua musica propone spunti autobiografici, sfruttando la resilienza come tema chiave delle sue canzoni. Nel 2017 entra in Roccia Music, etichetta con la quale pubblica il suo primo album: Io in Terra. Il disco è molto personale e ottiene discreto successo, discostandosi un poco dalle tipiche sonorità trap e avvicinandosi all’Indie.
Achille Lauro: Sperimentazione e Tematiche "Street"
Achille Lauro è un rapper romano arrivato al successo nel 2014 quando approda in Roccia Music. Nel 2015 e nel 2016 pubblica due dischi: Dio c’è e Ragazzi Madre, che trattano di tematiche molto “street” e riscuotono discreto successo. Nello stesso anno il romano esce da Roccia Music e firma per Sony Music. Nel 2017 prende parte al reality “Pechino Express”, in cui fa coppia con Boss Doms. Oltre a essere suo amico stretto, Boss Doms è anche il suo produttore, con il quale ormai fa coppia fissa anche nella musica. Tuttora i due artisti sono visti come i più sperimentali ed eclettici della scena trap, spingendosi oltre i confini del genere.
Capo Plaza: L'Ascesa da Salerno
Capo Plaza, pseudonimo di Luca D’Orso, è un giovane rapper salernitano (è nato nel 1998). Preso sotto l’ala protettrice di Ghali e di Sto Records, etichetta discografica del cantante italo-tunisino, Capo Plaza raggiunge il successo nel 2017 con i singoli “Allenamento #1” e “Allenamento #2”. Alla fine dello stesso anno pubblica Giovane Fuoriclasse, singolo col quale anticipa l’album che uscirà nel 2018, sempre con l’etichetta Sto Records. Seguono singoli altrettanto fortunati come Italia Uno, E strad song e nostre e il recente brano Ciro.
Lazza: Romanticismo e Controversie Stilistiche
Il testo della canzone racconta di come Lazza vorrebbe regalare alla sua donna la collana più scintillante, donarle l’orologio più lussuoso e portarla su uno yacht: questo non è poi tanto diverso dalla solita ostentazione del rapper milanese, ma ne è semplicemente una versione più romantica. Tuttavia l’esperimento di Lazza, apprezzabilissimo da un lato, ha fatto molto discutere dall’altro: molti ne hanno sottolineato la somiglianza con pezzi di altri rapper, nella scelta del flow, come Punto Su Di Te di Guè Pequeno, o in quella della struttura della canzone, molto vicina a quella di Cult di Emis Killa.
Drefgold e Dani Faiv: Le Nuove Voci e le Loro Sfide
Restando nel roster BHMG, da un lato, e spostando l’attenzione, dall’altro, su Machete Productions, occorre analizzare i due brevi Cd targati rispettivamente Drefgold e Dani Faiv, Kanaglia e Fruit Joint. Drefgold, pseudonimo di Elia Specolizzi, è un trapper bolognese del ‘97. Anche lui entra di diritto nella nuova scena trap giovanile. Nel 2017, grazie ai singoli Kanaglia e Occupato, Drefgold raggiunge la fama e nel 2018 entra in Billion Headz Music Group, etichetta di Sfera Ebbasta e di Charlie Charles. Proprio con Sfera collabora per il singolo Sciroppo, inserito nell’ultimo album del trapper milanese. Drefgold, in quello che è il suo primo disco, non abbandona né tenta di smorzare le caratteristiche del suo stile, mantenendo una prosa basata su collegamenti mentali molto personali, un vocabolario colmo di parole inventate o sgrammaticate e la tendenza a non chiudere le rime.D’altra parte, Dani Faiv, nel suo terzo progetto Fruit Joint si destreggia sulle strumentali di diversi beatmakers, da Strage a Kanesh, passando per Tha Supreme e Low Kidd, tutti e quattro particolarmente capaci nel costruire l’ossatura del Cd.Tuttavia, i Cd dei due emergenti non hanno convinto del tutto: Fruit Joint è infatti un progetto troppo limitato (otto tracce in totale, compresi i tre singoli già usciti) e privo di un qualsiasi spessore lirico, al contrario del precedente The Waiter, spesso profondo e introspettivo, mentre in Kanaglia le mancanze tecniche da rapper e soprattutto da scrittore di Drefgold sono evidenti e impossibili da ignorare. Dopo un’ottima strofa nel disco di Capo Plaza 20, il rapper italo-tunisino ha pubblicato, insieme al fidato beatmaker Charlie Charles e al collega Sfera Ebbasta Peace & Love, realizzando una strofa di gran lunga inferiore a quella del milanese (neanche lui al top della forma, in quel pezzo) e mettendo in evidenza i suoi limiti, soprattutto in fase di scrittura.
Le Zone d'Ombra: Controversie e Fenomeni Discuss tra Musica e Società
Il rap e la trap, pur essendo espressioni artistiche vitali e innovative, non sono esenti da controversie e fenomeni che generano ampio dibattito, toccando aspetti sia musicali che sociali.
Il Discutibile Debutto di Fishball
Dopo i dischi di Luche, Drefgold e Dani Faiv, il panorama ha visto anche il discutibile debutto da rapper di Fishball, ex fidanzata di Madman. Felisja Piana, in arte Fishball, è una fotografa, tatuatrice, modella e dall’1 giugno 2018 cantante rap, conosciuta nell’ambiente urban per essere stata la fidanzata di Madman per 4 anni. Fishball è una ragazza simpaticissima e un personaggio di grande carisma, come dimostra l’affetto dei suoi seguaci, ma qualitativamente la sua musica ha pochi elementi salvabili. Dai banalissimi testi dei brani ai flow già sentiti, fino alla voce, acuta e fastidiosa, Lo So Fare e Cuba sono pieni di difetti. Inoltre, moltissimi ascoltatori hanno evidenziato la somiglianza fra Cuba e la ben più nota I like it di Cardi B, Bad Bunny e J.
Young Signorino: Il Fenomeno Web e la Questione dell'Autenticità Artistica
Purtroppo, tuttavia, il 2018 è stato anche l’anno di un fenomeno del web, per certi aspetti simile a quello della Dark Polo Gang l’anno scorso, ovvero Young Signorino. Fortunatamente, la viralità del fenomeno, a poco a poco, è andata scemando: La danza dell’ambulanza ha totalizzato poco più di sei milioni di visualizzazioni e il singolo successivo Vestito Nudo addirittura poco più di un milione. Ogni tanto, però, su alcune radio di rap italiano, vengono trasmessi dei brani di Young Signorino e molti ascoltatori si chiedono il motivo di ciò. Invece adesso i fenomeni trash come Young Signorino o Bello Figo Gu sono sponsorizzati da testate giornalistiche (Noisey e Sto Magazine) e trasmessi dalle radio hip hop, soltanto perché tali personaggi fanno numeri maggiori rispetto a un vero artista che non sia il solito Sfera Ebbasta o Guè Pequeno. Addirittura, Young Signorino ha utilizzato strumentali di Low Kidd, beatmaker assai influente di Machete, e di Big Fish, uno che ha prodotto veri e veri pilastri del rap italiano, dai Sottotono a Fabri Fibra, passando per Emis Killa, Bassi Maestro e Ensi.
Il Silenzio di Gemitaiz e la Misoginia nel Rap
Il 17 agosto, la testata giornalistica di Noisey Italia, ha pubblicato, sul suo profilo Instagram, un post in cui rendeva noto quanto accaduto a un concerto di Gemitaiz all’Indiegeno Fest in Sicilia, ovvero che la giovanissima rapper CRLN, che apriva lo stesso live, è stata accolta dal pubblico con cori e sfottò di natura sessuale. Quando è toccato a Gemitaiz esibirsi, lui non ha nemmeno menzionato l’accaduto, e il suo silenzio assordante è proseguito nei giorni successivi su Instagram. Il rap sta vivendo un momento di grazia, ed è un peccato guardare verso un temporale in avvicinamento quando ci si trova sulla cresta dell’onda, ma è anche utile per non farsi trovare impreparati dalla tempesta. Le donne italiane continuano ad alzare la voce, continuano a fare musica e a salire sui palchi, eppure tantissimi uomini in questo paese non sembrano volerlo accettare. Ma ciò che è più grave è che altri artisti uomini non hanno il coraggio di mettere in discussione questo pregiudizio, anche quando si rivela nel loro stesso pubblico. È ora di iniziare a parlare di misoginia nel rap? Secondo noi sì.

Effettivamente, la nota di Noisey sarebbe assolutamente lodevole se si fosse limitata a sensibilizzare il pubblico in generale riguardo il rispetto dell’artista e della donna, che sia famosa o che non lo sia, e a condannare gli spettatori maleducati che hanno accolto in tale modo una ragazza così giovane come CRLN. Ma l’accusa al rapper romano è del tutto fuori luogo e sembra pronunciata da un giornalista che non ha minimamente idea di chi sia Gemitaiz. Inoltre, come Gemitaiz ha scritto nei commenti del post di Noisey, il rapper era arrivato all’Indiegeno Fest dieci minuti prima della propria esibizione: non poteva essere dunque a conoscenza dei fatti. Per quanto riguarda il suo “silenzio social”, invece, l’artista aveva rilasciato un’intervista relativa all’accaduto per Rolling Stone Italia, che sarebbe dovuta uscire a settembre. Di fatto, dunque, la posizione del rapper romano era del tutto inattaccabile, soprattutto perché, come ha ricordato lo stesso Gemitaiz su Instagram, la redazione di Noisey ha spesso pubblicizzato artisti che, nei loro testi, utilizzano parole come “troia” o “puttana” in maniera del tutto casuale, come la Dark Polo Gang o il sopracitato Young Signorino. Questo episodio solleva interrogativi importanti sulla coerenza delle critiche e sulla responsabilità dei media nel promuovere un dibattito costruttivo sulla misoginia nel rap.
Dalla Trap alla "Ninna Nanna": Un Contesto Inaspettato di Rielaborazione Musicale
Il mondo della musica, nella sua infinita creatività, offre anche trasformazioni inaspettate, capaci di reinterpretare generi e brani in contesti completamente nuovi. Un esempio affascinante è rappresentato dalla Rockabye Baby, sub-label del losangelino CMH Group. Questa etichetta ha convertito alcuni dei più grandi successi rock, rap e R’n’B degli ultimi trent’anni in preziose ninne nanne da far ascoltare ai piccoli prima di dormire.
In questo processo di adattamento, le batterie e le chitarre vengono sostituite da xilofoni, campanelle e mellotron, creando sonorità delicate e rilassanti. La voce originale, con i suoi testi spesso complessi o energici, è completamente cancellata dalle armonie, lasciando spazio a pure melodie strumentali. Sul loro sito è possibile acquistare CD e vinili monografici di singoli artisti, spaziando da icone del rock come i Blur a leggende del pop come Michael Jackson. Questo dimostra come la musica, indipendentemente dal suo genere o dalla sua destinazione originale, possa essere plasmata e adattata per scopi inaspettati, persino per accompagnare il sonno dei bambini. L'iniziativa offre una prospettiva curiosa su come la cultura musicale pop e hip-hop, con le sue hit che spesso risuonano nelle orecchie degli adulti, possa trovare una nuova vita in una forma più gentile e universale, adatta ai più piccoli.
