I Traguardi dello Sviluppo del Lattante: Un Viaggio di Scoperte nel Primo Anno di Vita

Il primo anno di vita di un neonato è una fase straordinaria, un viaggio incredibile caratterizzato da rapidi cambiamenti e scoperte profonde, sia fisiche che cognitive ed emotive. Comprendere queste tappe dello sviluppo è fondamentale per i neo-genitori, poiché permette di monitorare la crescita del bambino e di favorire al meglio il suo benessere. È un periodo ricco di appuntamenti, di eventi ai quali è bene prepararsi, dal momento della nascita al compimento del primo anno di età. Durante i primi dodici mesi di vita, il neonato cambia, cresce, fa dei progressi che sorprendono ed emozionano mamma e papà.

Sviluppo infantile: crescita del bambino da 0 a 12 mesi

L'Età Evolutiva: Un Percorso Unico e Continuo

Con l’espressione età evolutiva, o “età dello sviluppo”, si intende il periodo di maggiore cambiamento dell’individuo, dove si registrano i principali cambiamenti, sia dal punto di vista fisico, che psicologico. La premessa doverosa da fare è che ogni bambino segue il proprio personale sviluppo, e pertanto può darsi che alcune fasi, come la parola o il camminare, arrivino prima o successivamente rispetto alla media, senza costituire un problema di sviluppo a lungo termine. L’essere umano, infatti, continua ad evolvere anche in età adulta, anche se più lentamente. Si considera come convenzione il periodo 0-18 anni come fulcro dell’età evolutiva, ma l’età evolutiva non si limita all’infanzia e all’adolescenza, bensì si considera tale tutta la vita dell’individuo, sino all’età senile, che viene considerata la fine dell’età evolutiva.

Nei primi mesi di vita di un neonato, lo sviluppo psicomotorio avviene all’interno della logica di “fasi di sviluppo”. Si parla di “fasi” e non di “tappe” per evidenziare un approccio più flessibile ai tempi di maturazione e ai modi con cui vengono costruite le abilità funzionali. La rappresentazione dello sviluppo psicomotorio in “tappe” rimanda ad un modello semplicistico della maturazione del bambino e induce a pensare che le abilità psicomotorie maturino con una sequenza obbligata e con modalità e tempi standardizzati. Lo sviluppo motorio è il risultato dell’unione di un processo di crescita fisiologico e delle esperienze vissute nel quotidiano, durante la vita intrauterina ed extrauterina. Poiché le esperienze possono essere positive o negative, questo spiega la grande diversità degli esiti evolutivi tra i bambini. È importante che tutte le fasi siano vissute cercando di evitare anticipazioni e stimolando nel bambino la capacità di fare da solo e di sentirsi competente. Il movimento, infatti, aiuta a sviluppare l’idea che abbiamo di noi stessi e il nostro cammino verso l’autonomia.

Fra i fattori che influenzano lo sviluppo individuale del lattante, in modo specifico, si possono identificare quelli modificabili dall’esterno: le caratteristiche dell’ambiente in cui il bambino cresce, il rapporto con i genitori e le esperienze offerte in ambito familiare ed educativo che comprendono le attività psicomotorie, le offerte di oggetti/giocattoli e il modo in cui vengono utilizzate le attrezzature in commercio. A questi ultimi aspetti, gli operatori che lavorano con la prima infanzia, prestano molta attenzione. La spinta al movimento nasce nel contatto con l’altro, nell’essere portato in braccio e in fascia magari in modo attivo, nell’interazione con i supporti passivi scelti, come sdraiette o passeggini, ed è mossa dall’imitazione, dal desiderio, dalla necessità di raggiungere la mamma, un gioco, o di spostarci da una posizione scomoda a una più confortevole.

Grafico crescita bambino

I Primi Mesi: Adattamento e Prime Scoperte (0-3 Mesi)

Durante i primi tre mesi, il neonato si adatta al mondo esterno, un periodo tra quelli più "sconvolgenti" nel senso positivo del termine, e sicuramente uno dei mesi più impegnativi per le mamme e i papà.

Il Primo Mese di Vita: Un Inizio Intenso

Già nel primo mese, il neonato fa i suoi primi progressi. Alla nascita, i neonati vengono osservati e valutati, inizialmente con il punteggio di APGAR, mentre sono a contatto con il corpo della mamma, e successivamente, nelle prime 24 ore, con una visita completa. I risultati possono variare da un neonato a un altro, sia per via delle differenze di temperamento sia per il tipo e l’esperienza di nascita, che sia un parto naturale o cesareo, con travaglio o senza. Valutare movimenti e riflessi permette di capire se durante la fase di nascita sia andato tutto bene o siano sorte complicanze. La necessità primaria del neonato da 0 a 3 mesi, è di essere contenuto e stabilizzato durante tutte le sue attività quotidiane finché non sarà capace di controllare le sue posizioni da solo.

In questo periodo iniziale, il neonato è già in grado di percepire quasi tutti i suoni, anche se non riesce a localizzarne bene l'origine. È importante che, fin dall'inizio, il bambino sia esposto ai diversi suoni che ci sono, ad esempio, in casa. L'esposizione a suoni diversi crea una mappa cerebrale dei suoni nella memoria, una mappa tonotopica. Il mondo che vede è in bianco e nero e non vede oltre i 20-25 cm. Inoltre, non può dirigere entrambi gli occhi verso lo stesso oggetto, perché il riflesso a fissare qualcosa non è ancora del tutto sviluppato. In questa fase, i movimenti sono principalmente riflessi, come il riflesso di suzione o di prensione. La comunicazione inizia con i primi balbettii.

Nei primi giorni di vita, il neonato, posto in posizione supina sul lettino, presenta un maggior tono muscolare negli arti, mentre quello del collo e del busto è più rilassato. I suoi movimenti possono apparire scoordinati poiché è ancora privo della capacità di gestirli. La postura dovrebbe essere simmetrica, senza inclinazione a destra o sinistra del tronco, e la testa dovrebbe ruotare allo stesso modo da entrambi i lati. Il piccolo è capace di reagire ai suoni e a seconda dell’intensità, in risposta, potrà piangere, sorridere, tranquillizzarsi o cambiare espressione. Inizia, ad esempio, a sollevare brevemente la testa se a pancia sotto, a muovere braccia e gambe in modo armonioso, a concentrarsi su un volto, a concentrarsi su oggetti a 20/40 centimetri dal proprio viso.

Se si nota una mancanza di simmetria nel corpo del bambino, un’incapacità di muovere un arto, una preferenza o difficoltà di rotazione anche nell’allattamento al seno, è fondamentale comunicarlo durante la visita con il pediatra, l’osteopata o l’ostetrica di riferimento. Potrebbe trattarsi di un’asimmetria posturale infantile, non grave e risolvibile, causata dalla posizione che il neonato ha assunto nell’utero durante la gravidanza, nelle ultime settimane o da tensioni che possono verificarsi durante il parto. Con un lavoro preventivo è possibile rieducare il corretto movimento e riequilibrare l’asimmetria, senza che insorgano problemi futuri.

Riflesso di prensione del neonato

I riflessi osservati nella valutazione dall’osteopata, dal pediatra e dall’ostetrica, servono al neonato per nascere, per “strisciare” sul corpo della mamma una volta nato e cercare attivamente il seno per potersi nutrire. Come tutti i cuccioli di mammifero, anche i nostri piccoli hanno capacità e schemi motori innati per sopravvivere. In alcuni neonati si può riscontrare un’attitudine maggiore a fare da soli. In posizione supina, la rotazione del capo è immediata. È importante che sia bidirezionale per prevenire la comparsa di una plagiocefalia, ovvero un’asimmetria della forma del cranio, spesso notata solo quando la testa diventa piatta da un lato.

Le braccia e le gambe si muovono con gesti scoordinati che piano piano diventeranno coerenti e sempre più volontari. Le mani vengono tenute chiuse con i pollici all’interno, ma durante qualche brusco movimento può capitare che si aprano, attivando riflessi di aggrappamento. Se posizionato seduto, flette la parte anteriore del tronco poiché ancora non è presente alcun controllo. Senza una forte e competente muscolatura posturale, la gabbia toracica e gli organi interni (cuore, polmoni, stomaco, intestino) subiranno il peso della parte superiore del corpo. Se posto prono, il neonato tenderà a girare la testa da un lato e proverà a sollevarla per qualche secondo: è questo il periodo giusto per stimolare tale movimento. In questo periodo, i lattanti manifestano il «riflesso dello scalino», un movimento che fa spingere loro i piedi con alternanza ed estendere le gambe quando viene stimolato l’arco plantare, ossia la parte inferiore dei piedi. Questi riflessi sono utili a sviluppare i primi movimenti a terra, propedeutici a quelli successivi. Un’altra capacità che il bambino sviluppa durante i primi 3 mesi di vita è l’attitudine visiva a osservare con più attenzione il volto della persona che gli sta parlando o lo sta allattando, gesto che provoca grande gioia nei genitori perché godono dell’interazione con il bambino.

Non farsi ossessionare dal peso del tuo piccolo è un consiglio importante; capirai da sola se tuo figlio ha mangiato abbastanza o se ha ancora fame. Durante il primo mese il bambino cresce in media 3-4 centimetri. Tuttavia, se cresce di più o di meno, non devi preoccuparti. Inoltre, i bambini piccoli tendono a compensare, cioè un mese possono crescere solo di un centimetro e, il mese successivo, possono crescerne quattro.

Indubbiamente, non è facile prendersi cura di un neonato che forse non dorme di notte e spesso piange con crisi di pianto che non sempre si sanno interpretare. Il bambino di un mese difficilmente riesce a dormire per molte ore di seguito come un angioletto, poiché il suo stomaco è ancora molto piccolo e ha bisogno di riempirlo spesso per sentirsi soddisfatto. In ogni caso, le poppate notturne devono essere fatte in un ambiente rilassato, silenzioso e poco illuminato, fondamentale per sentirsi a proprio agio e vedere cosa si sta facendo. Uno dei disturbi che possono colpire il tuo bambino in questo periodo sono le coliche, che provocano crisi di pianto disperate e che, a prima vista, sembrano inspiegabili.

Per quanto riguarda l'alimentazione, l'allattamento al seno è sempre l'opzione ideale e più consigliata. Tuttavia, sebbene possa sembrare strano, l'allattamento al seno può essere ripristinato dopo un'interruzione, ad esempio, se la madre dovesse assumere farmaci o eseguire cure mediche incompatibili con le poppate. Allo stesso modo, si può aver optato per l'allattamento misto, cioè alternando l'allattamento al seno con latte artificiale dal biberon. L'alimentazione basata esclusivamente su latte artificiale è un'opzione valida che copre tutte le esigenze nutrizionali del bambino.

Il bagnetto rappresenta per tutta la prima infanzia un’attività di grande valore sensoriale, relazionale ed affettivo per il bambino e un’occasione di piacere per entrambi, bambino e genitore, e non solo di igiene. Già da giorni si può fare il bagnetto al bambino, e si avrà modo di perfezionare la tecnica. È bene tenere presente che il bagno deve essere sempre fatto in un ambiente caldo e con acqua calda, ad una temperatura di circa 37°C. Gli inizi della genitorialità sono essenziali per stabilire un legame indissolubile tra il neonato e i suoi genitori. I neonati si relazionano molto presto con il mondo esterno.

La mamma è la figura più importante per il piccolo, a causa dello stretto rapporto fisico e psicologico che lega in maniera naturale la madre e il bambino, ma è fondamentale anche il ruolo del papà. Con le sedute che proponiamo, il legame tra madre e bambino, o tra padre e bambino, viene rafforzato. Ad ogni sessione, il piccolo memorizzerà tutti i tipi di schemi di melodie e ritmi. Un momento molto intimo è quello che si verifica quando tieni il tuo bambino in braccio rilassato mentre suona una sessione di esercizi. Presta attenzione e senti le sue reazioni, i suoni e le chiacchiere che fa e come reagiscono i suoi occhi alle variazioni musicali. Si può adattare la luce, giocando con luce naturale, tenue o colorata. È utile preparare lo spazio, che sia letto, poltrona, divano, e mettersi comodi in un luogo tranquillo, senza distrazioni, per creare un ambiente ideale. È bene cercare il massimo silenzio nell’ambiente. Quando si inizia la sessione, si preme play e si prende il bambino tra le braccia. Se si è in piedi, si cammina seguendo il ritmo del suono. Si cerca il suo sguardo. Si mette a sedere e si osserva come reagisce agli esercizi musicali mentre impara il linguaggio della musica. Si noterà come si rilassa visibilmente. La complicità che si genera durante queste esperienze intime crea un ambiente unico per il relax e la connessione con il bambino. La costanza è ancora fondamentale.

Il modo giusto per offrire il biberon: Paced Bottle Feeding spiegato passo passo

Il Secondo Mese: Maggiore Dimestichezza e Nuove Sfiducie

Il secondo mese di vita è quello in cui la mamma e il papà hanno acquisito maggiore dimestichezza con il piccolino. Il bagnetto è ormai una routine. I risvegli notturni sono ancora inevitabili, perché ogni 3-4 ore il neonato si sveglia per mangiare. Ma anche la mamma si sente in maggiori forze. Nel secondo mese di vita i genitori possono avere a che fare con la crosta lattea, una forma di dermatite seborroica che interessa la pelle del lattante. Si manifesta con crosticine e desquamazioni giallognole, che non devono assolutamente preoccupare. La crosta lattea va trattata con un detergente a base oleosa o arricchito da sostanze emollienti; dopo il lavaggio bisogna passare sulla cute un batuffolo di cotone imbevuto di olio di mandorla, di oliva o di calendula, per sciogliere il sebo e ammorbidire le squame.

Trattamento crosta lattea neonato

Il Terzo Mese: Progresso e Prime Vaccinazioni

Il terzo mese di vita è quello in cui il neonato viene sottoposto alle prime vaccinazioni. Questo è il mese in cui il piccolo di casa fa ulteriori progressi rispetto ai primi due mesi di vita. Iniziano ad avere un ritmo più regolare e prolungato del ciclo sonno-veglia. Solitamente nei primi 3 mesi il bambino inizia a controllare sempre meglio i propri movimenti, in particolare del capo, e delle mani, che comincia a portare alla bocca. La manovra di trazione da seduto deve essere effettuata solo dal professionista per monitorare il tono muscolare del neonato durante i primi mesi di vita. A ogni scatto di crescita corrisponde un cambiamento nella gestione del capo. Nella fase 3-6 mesi gli aspetti significativi dello sviluppo psicomotorio includono l’aumento dell’interesse per l’ambiente esterno e delle capacità di relazionare con le persone e gli oggetti e quindi l’inizio della separazione dal caregiver primario. I bambini iniziano a mettersi le mani in bocca e non tutti i genitori gestiscono questa nuova competenza nella stessa maniera: alcuni combattono questo nuovo gesto, altri lo incentivano pensando di favorire la «formazione degli anticorpi». In realtà, stanno facendo conoscenza del loro corpo e del mondo che li circonda.

Neonata riceve vaccinazione

Verso l'Autonomia: Esplorazione e Interazione (4-6 Mesi)

Questa fase vede il bambino sviluppare una maggiore autonomia e capacità di interagire con l'ambiente circostante.

Il Quarto Mese: Risposta agli Stimoli e Primi Rotolamenti

Il neonato cresce e la mamma - spesso - al quarto mese di vita deve tornare al lavoro. Nel quarto mese, solitamente, il piccolino ha raggiunto un certo ritmo nel ciclo sonno-veglia, dorme di più anche durante la notte e questo rende la vita più facile a mamme e papà. Solitamente è questa la fase in cui il lattante inizia maggiormente a rispondere agli stimoli esterni, ad interagire con rumori, suoni, giochini, ad andarli proprio a cercare. Riesce sempre meglio ad afferrare e scuotere oggetti, che potrebbe anche riuscire a passare da una mano all’altra. Entro la fine del quarto mese, inoltre, il bebè dovrebbe riuscire a girarsi su un fianco quando è sdraiato e addirittura a rotolare. Uno stimolo importante in questa fase dello sviluppo del neonato, può essere uno specchio. È un errore comune pensare che i lattanti a 1-2 mesi riescano a girarsi; la capacità di rotolare pienamente si manifesta più avanti.

In posizione prona, la testa si solleva e ruota bene con buon appoggio sulle spalle, soprattutto se stimolata grazie al tummy time nei mesi precedenti. In posizione distesa, i movimenti delle braccia e delle gambe cominciano a essere più omogenei, fluidi e simmetrici. La testa non appare ruotata ma dritta e viene girata per osservare chi gli sta intorno, anche se il piccolo riesce a seguire con più facilità un oggetto a breve distanza. Di norma, la posizione delle mani è aperta, riesce ad afferrare e tenere un giochino con la presa palmare, ma non a coordinare il movimento delle mani con quello visivo, che acquisirà progressivamente in questa fase. In questa direzione matura la capacità di prestare attenzione visiva ed uditiva. Il bambino tollera meglio le sollecitazioni ambientali cinestesiche e percettive, matura il controllo posturale antigravitario del capo e del tronco superiore, migliora l’equilibrio nelle posizioni orizzontali (prono, supino e di fianco) ed il sostegno sulle braccia. È pronto per organizzare i primi spostamenti autonomi nello spazio, come il rotolamento o il pivotting in posizione prona. Emerge l’interesse di toccare ciò che vede che lo porterà a coordinare occhio-mano-oggetto-bocca e si allenerà nel protendere il braccio verso l’oggetto con il controllo visivo, per afferrarlo e metterlo in bocca per esplorarlo. È pronto per i suoi primi giocattoli, tutti adatti ad essere afferrati con manine piccole.

Bambino che si guarda allo specchio

Il Quinto Mese: Autonomia e Distacco

Il raggiungimento dei cinque mesi segna una maggiore autonomia del bambino che per la prima volta in questa fase vive il distacco dalla mamma. Spesso va al nido, o viene lasciato a nonni o baby sitter. Tra il quinto e il settimo mese di vita, i bambini iniziano a controllare bene capo e tronco, a stare seduti con o senza appoggio, a mettersi su un fianco e rotolare, ad afferrare gli oggetti, sia con la destra sia con la sinistra, e a portarli alla bocca. È l’età in cui si utilizza maggiormente la sdraietta in quanto il bambino è più contento di stare semi-seduto per guardare, vocalizzare e sgambettare, ed osservare quello che succede intorno a sé. Dai 5 mesi è pronto per iniziare l’esperienza da sdraiato. In questa fase si possono proporre attività per terra, su una coperta, dove il piccolo assumerà posizioni di gioco sulla schiena per scoprire i piedi e l’equilibrio con le gambe per aria, si girerà sui fianchi per imparare a rotolare e conoscere il senso dello spazio che sarà esplorato nella fase successiva.

Il Sesto Mese: L'Inizio dello Svezzamento e Nuove Prospettive

Al sesto mese di vita, solitamente, si inizia lo svezzamento del bambino. La fase dello svezzamento non sempre si rivela semplice, alcuni bambini non sono molto propensi a passare dal latte ad altri alimenti, ma l'uno non esclude l'altro e lo svezzamento deve essere un percorso graduale. A 6 mesi inizia una fase di esplorazione più attiva: il piccolo è più attento, capisce che da seduto o in braccio ha una migliore visione delle cose e, soprattutto se ancora poco abile nel movimento a terra, chiederà di essere portato in giro per osservare meglio. La curiosità per ciò che lo circonda è molto alta. In posizione supina comincia a tenere i giochi vicino alla linea mediana, usa entrambe le mani e si passa gli oggetti. In questa fase, alcuni bambini riescono a stare seduti da soli, molto spesso con un supporto, guadagnando man mano sempre maggiore stabilità e controllo. In posizione seduta, è in grado di controllare bene il busto e il capo; incuriosito dai rumori, gira bene la testa in tutte le direzioni. Se sente un suono che non riconosce o che non associa a qualcosa di specifico, rimane dubbioso prima di tornare a guardare chi lo sta sostenendo. Prende familiarità con la profondità: lancia oggetti dal seggiolone e li fissa per qualche secondo; allunga le braccia per recuperarli, se distanti pochi centimetri.

Bambino seduto durante lo svezzamento

Le Grandi Conquiste: Seduta, Gattonamento e i Primi Passi (7-12 Mesi)

Questa è la fase in cui il bambino raggiunge alcune delle sue più grandi conquiste motorie e cognitive, che lo preparano al cammino e alla piena interazione con il mondo.

Il Settimo Mese: La Prima Dentizione e l'Esplorazione Orizzontale

Il settimo mese di vita coincide, solitamente, con la prima dentizione. In posizione prona, gestisce il capo ed estende bene il collo, puntando le mani a terra riesce a sollevare il torace. A quest’età lo strisciamento si evolve: il bambino inizia a spingersi indietro con la forza delle braccia. Lo sviluppo del sistema motorio segue un andamento cranio-caudale, quindi dall’alto verso il basso, portando un maggiore controllo e forza prima nella testa, poi nelle braccia e nel busto e, infine, nelle gambe. Quando si troverà a pancia in giù, si spingerà con le mani per strisciare indietro, mentre, appena inizierà ad avere forza negli arti inferiori, punterà i piedi sul pavimento per spostarsi in avanti. Verso i 7 mesi è possibile osservare un pre-gattonamento, dove il piccolo trascorrerà il tempo in quadrupedia, dondolandosi avanti e indietro e in diagonale.

Tra i 6 e i 9 mesi avvengono importanti conquiste motorie: la posizione seduta autonoma, i passaggi da una posizione all’altra, la costruzione di uno spostamento orizzontale funzionale (strisciamento, gattonamento, spostamento sul sedere in posizione seduta, andatura a quadrupede con le ginocchia estese). Lo spostamento orizzontale è molto significativo in quanto rappresenta la prima esplorazione autonoma nello spazio. La nuova disponibilità delle mani, liberate ora dall’impegno di appoggio nella posizione seduta, permette un’ulteriore maturazione della manipolazione e della motricità fine distale. Viste le importanti abilità motorie è essenziale offrire al bambino le possibilità di sperimentare il movimento in libertà ed in sicurezza, mettendolo per terra sdraiato su una coperta o sul tappeto durante il suo tempo libero in casa. Non è più indicato l’uso della “palestrina” con i giocattoli appesi, del box, che è troppo piccolo per permettere al bambino di muoversi e lo isola dall’ambiente e l’adulto non può entrare nel box per giocare con lui. È sconsigliato anche l'uso del girello, un attrezzo pericoloso che induce a movimenti falsi e può ritardare la deambulazione autonoma, e non è consigliabile metterlo in piedi finché non si alza da solo, perché non è pronto per stare in piedi. In questa fase il ruolo dei genitori è importante per capire il valore dello spostamento per terra. Il bambino che sa muoversi nell’ambiente prima di camminare conosce meglio se stesso e lo spazio in cui camminerà più tardi, prepara le basi dell’equilibrio che dopo rendono il cammino più sicuro, riducendo i rischi delle brutte cadute, e matura la sicurezza in sé e l’autostima, con la naturale gratificazione nel fare da sé. Il bambino impara ad affrontare meglio piccole difficoltà e frustrazioni, trovando da sé le soluzioni. È fondamentale offrire in tutte queste fasi uno spazio sicuro di esplorazione a terra.

Bambino gattona sul tappeto giochi

L'Ottavo Mese: Interazione Sociale e Nuove Abilità Alimentari

A otto mesi, molto spesso il neonato ha già vissuto il primo distacco dalla mamma. Va al nido o regolarmente dai nonni, è più socievole, interagisce con le persone e con i giochi. A otto mesi il neonato, oltre a mangiare le pappe, deve essere in grado di mangiare un pezzetto di pane o un biscotto tenendolo saldamente in mano, senza farlo cadere più di una-due volte. Inizia, a volte, ad imitare i gesti di mamma e papà. A quest’età può già aver raggiunto una serie di competenze, come lo stare seduto con la schiena ben diritta, spostare il busto in avanti per prendere un giocattolo.

Il Nono Mese: Gattonamento Autonomo e Primi Tentativi di Verticalizzazione

Tra i 9 e i 12 mesi il bambino impara ad assumere la posizione eretta, prima con appoggio e poi senza, e muove i primi passi. Il bambino gattona, è in grado di stare seduto da solo o ha bisogno di un piccolo supporto come il dito/mano del genitore. Con il gattonamento si instaurano le variazioni posturali: sdraiato, prono, quattro zampe, seduto, in ginocchio e, infine, in piedi, aggrappandosi agli appoggi che riesce a raggiungere. Gioca, ruota la testa e adatta la sua postura e il suo punto d’equilibrio alle necessità motorie che ha in quel momento, per esempio raccogliere un giocattolo lontano o esplorare lo spazio. Le fasi di gattonamento e di strisciamento sono importanti per stimolare i due emisferi cerebrali nel movimento di alternanza tra braccia e gambe, movimento fondamentale nel passo. Per gattonare è richiesta la partecipazione dei sistemi che regolano la stabilità e il controllo posturale in tutto il corpo; questo migliora la motricità fine grazie all’uso degli arti e delle dita. È consigliato osservare se lo stile utilizzato per gattonare è equilibrato, se il bambino riporta una gamba in modo asimmetrico e se succede andando avanti o indietro. Tutti i gesti che paiono lontani dal classico gattonamento dovrebbero essere controllati da uno specialista.

Intorno ai 9 mesi, alcuni bambini, utilizzando punti di appoggio a portata di mano come la gamba di un genitore, una sedia o il divano, cominciano a mettersi in piedi da soli, compiendo le prime sperimentazioni nella posizione eretta: segno che sono pronti a sostenere il proprio peso. I movimenti tipici di questa fase sono il su e giù con le ginocchia e i passi laterali, la cosiddetta «navigazione costiera». Molti genitori offrono un sostegno alla camminata del bambino tenendogli le braccia alzate: è un movimento sconsigliato perché altera la posizione naturale delle braccia e l’equilibrio necessario a camminare in autonomia. Inoltre, potrebbe impedire di sviluppare un pieno appoggio del piede, sbilanciando la postura. È importante che il bimbo sperimenti da solo la navigazione costiera e le prime prove d’equilibrio, fornendogli ambienti sicuri e adatti alle sue esplorazioni motorie.

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Il Decimo Mese: Verso una Maggiore Autonomia

Nel decimo mese di vita il neonato è sempre più un bambino. Lo svezzamento dovrebbe essere ormai partito senza particolari difficoltà. Questa è una fase in cui è importante organizzare adeguatamente la cameretta del bambino o uno spazio in casa sicuro, con i suoi giochi. È fondamentale impostare una routine nel sonno con abitudini che lo possano tranquillizzare. Al decimo mese, il bambino dovrebbe riuscire benissimo a passare dalla posizione sdraiata a quella seduta e ad alzarsi aggrappandosi a dei sostegni. Siamo di fronte a un bambino, ed è sbagliato continuare ad utilizzare il termine neonato, sempre più autonomo.

L'Undicesimo Mese: La Lallazione si Articola

Al raggiungimento dell’undicesimo mese di vita, la lallazione diventa più articolata: aumentano le sillabe, il bambino tenta di metterle insieme, vuole chiacchierare insieme agli adulti, ai fratelli e alle sorelle maggiori ed è bene parlarci e stimolarlo molto. Il bambino in questa fase dello sviluppo comprende anche i primi no, sebbene ubbidire sia ancora difficile.

Il Dodicesimo Mese: Il Primo Compleanno e le Prime Parole Riconoscibili

Dodicesimo mese di vita: un anno è arrivato. Una tappa importantissima, il primo compleanno da festeggiare con i parenti e con gli amici. A 12 mesi il bambino può utilizzare anche termini come brum (automobile); quaqua (acqua); bau (cane); clo-clo (cavallo).

In questa fase, il bambino riesce visivamente a seguire molto bene gli oggetti e a dirigere subito le mani verso il nuovo giocattolo che gli si pone di fronte. La presa passa da palmare a pinza: il pollice e l’indice afferrano e stringono. L’indice viene usato anche per indicare le persone o qualcosa di specifico. Arriva quel momento gioioso in cui i bimbi si girano se chiamati per nome, imitano il battere delle mani e giocano a bubù settete. Sono in grado anche di distinguere i volti di chi conoscono e chi no. A quest'età, a volte, i bambini che vengono per la prima volta in studio possono sentirsi timorosi, soprattutto quando vengono messi sul lettino o quando ci si deve avvicinare e toccarli. Pertanto, è utile lasciarli sempre qualche minuto da soli con i genitori e qualche gioco, in modo che possano ambientarsi.

Qualcuno abbozza i primi passi, altri si spostano velocemente, gattonando con la posizione dell’orso. Gattonare bene è indice di una buona forza muscolare, sicurezza nei movimenti e coordinazione. I mobili vengono usati come punto di appoggio e partenza per fare qualche passo in autonomia e piano piano lasciare il supporto. Il bambino prende sempre più confidenza con la posizione eretta: allarga i piedini verso l’esterno per guadagnare un appoggio più sicuro e avere stabilità. Per spostarsi può utilizzare anche le sedie. La caduta sul sedere diventa un modo per passare dalla posizione in piedi a quella da seduti. Quando il piccolo si trova all’aperto, osserva con molta attenzione anche le cose più semplici come i passanti o un’automobile ferma. Nelle tappe motorie, il camminare in modo autonomo avviene tra i 15 e i 18 mesi. In caso si voglia dare un supporto al bimbo, è necessario che le braccia rimangano il più possibile in posizione normale, tenendo il piccolo per le mani. Tra tutte le fasi della crescita, la deambulazione autonoma è quella che apre alle più grandi conquiste del mondo. Adesso vi sarà chiaro il perché comunemente “i bambini che incominciano a camminare mettono le mani ovunque cadano i loro occhi“. I genitori hanno il compito di stimolare il bambino nell’esplorazione del mondo rendendo però l’ambiente sicuro, anche in casa. A questa età il bambino apprende imitando gli altri, e i neuroni specchio svolgono quindi il loro ruolo. Il piccolo imita gesti finalistici e non, a seconda degli stimoli che riceve e degli interessi che nutre. In questa fase, inoltre, il bimbo studia la relazione tra il suo corpo, la sua forza e lo spazio circostante: molte attività anche di gioco libero saranno intraprese dal bambino con l’intenzione di sperimentare le sue intuizioni. Il compito del genitore è quello di garantire al bambino sperimentazioni sicure accompagnandolo anche in un uso dei materiali sempre più consapevole. Per esempio, ci sono oggetti frangibili, cose che non si possono lanciare, ci sono oggetti che producono suoni e altri che hanno scopi precisi. Cara mamma, se tuo figlio lancia tutto ciò che gli capita tra le mani, non sgridarlo pensando di dovergli imporre una regola rigida e con autorità.

Bambino che muove i primi passi

Conoscere lo sviluppo psico-fisico del tuo bebè ti aiuterà a favorirne la migliore crescita. Il neonato ha, dunque, bisogno dell’adulto per restare in vita e in salute e tendenzialmente non comanda il suo corpo ma segue l’istinto e mette in atto risposte riflesse che, tuttavia, sono indici di sviluppo funzionale. Il lattante, invece, già si avvia ad uscire dalla strettissima dipendenza con l’adulto passando da una fase “di riflesso” a più ampie e spendibili competenze e percezioni di sé e del mondo.

Oltre il Primo Anno: L'Evoluzione Continua

Anche se il primo anno è ricco di cambiamenti, lo sviluppo non si ferma qui. Dall’anno ai due anni il bambino solitamente è in grado di camminare da solo, a imitare movimenti come il ballo, e a salire e scendere da sedie e mobili. Mangia autonomamente con uno strumento e beve da un bicchiere, non più solo dal biberon. È il periodo in cui inizia l’interesse verso gli altri bambini e inizia a “giocare”, cioè a immaginare dei contesti e a fingere di esservi inserito.

Dai 2 ai 6 anni si parla di Seconda infanzia, dove hanno luogo moltissimi cambiamenti. Intorno ai 5-6 anni il bambino è in grado di gestirsi autonomamente nel mangiare e nell’uso del bagno. Si spiega e fa domande su ciò che lo circonda, cominciando a distinguere fra cose possibili e fantasie, e fra passato, presente e futuro. È in grado di cooperare con gli altri, per esempio di giocare con altri bambini seguendo delle regole condivise.

La premessa è che l’essere umano continua ad evolvere anche in età adulta, anche se più lentamente. Si considera come convenzione il periodo 0-18 anni come fulcro dell’età evolutiva. La Terza infanzia si riferisce all’individuo dai 6 anni fino all'inizio della pubertà, che varia da persona a persona, e in relazione al sesso.

La pubertà è il periodo della vita dove il ragazzo raggiunge la piena capacità riproduttiva, mentre con il termine adolescenza si intende il periodo che inizia con la pubertà, comprendendo non solo l’aspetto della maturità riproduttiva, ma tutta la serie di cambiamenti anche psicologici, sociali e quindi comportamentali della persona, nella sua transizione dall’infanzia all’età adulta. L’adolescenza può durare anche per anni, dopo che il periodo della pubertà si è concluso. Si parla di pubertà per indicare il periodo in cui avviene la maturazione sessuale dell’individuo, quindi non solo le sue prime fasi. Lo sviluppo sessuale varia sensibilmente da persona a persona ma ha solitamente inizio fra i 10 e i 14 anni e prosegue fino ai 16-18. Nella maggior parte delle persone di sesso maschile il primo segno di pubertà è l'aumento del volume dei testicoli, i quali aumentano la produzione di testosterone, ormone che provoca un repentino aumento di statura e del volume muscolare, segno presente molto meno nell’inizio della pubertà delle ragazze, la crescita del pene e dei peli pubici, alle ascelle e al viso. Le corde vocali si ispessiscono e si allungano, rendendo la voce più grave. Nella maggior parte delle persone di sesso femminile il segno principale della maturazione sessuale è la prima mestruazione (menarca), ma la pubertà inizia un paio di anni prima, con l’inizio dello sviluppo della ghiandola mammaria che porta a un lento ingrossamento del seno. La cosiddetta maturità puberale, cioè il completamento dello sviluppo sessuale avviene solitamente nei due anni successivi alla prima mestruazione.

Si tratta di convenzioni, ma si considera solitamente adulto l’individuo intorno ai 20 anni di età, a riprova che lo sviluppo è un percorso che attraversa l'intera esistenza.

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