Il percorso formativo nel campo delle professioni sanitarie, e in particolare per quanto concerne la figura dell'ostetrica e dello psicologo, si articola attraverso esperienze pratiche fondamentali. Queste attività di tirocinio sono concepite non come mere appendici teoriche, ma come pilastri essenziali per l'acquisizione di competenze professionali specifiche, con l'obiettivo di preparare futuri operatori preparati ad affrontare la complessità del mondo del lavoro. La sinergia tra la formazione psicologica e quella ostetrica, specialmente in contesti di cura legati alla salute materno-infantile, rappresenta un ambito di crescente interesse e necessità, volto a fornire un supporto olistico alla persona e alla famiglia.

La Struttura Fondamentale del Tirocinio Formativo
Durante i tre anni del Corso di Studio, lo studente è tenuto ad acquisire le competenze professionali dello specifico profilo. Le attività di tirocinio sono finalizzate a far acquisire allo studente competenze specifiche d'interesse professionale. Per conseguire tali finalità formative, si possono attivare convenzioni con strutture, che rispondano ai requisiti di idoneità per attività, dotazione di servizi e strutture come previsto dal DM n. [specificare numero DM se necessario, altrimenti omettere o indicare "normativa vigente"].
Lo studente deve svolgere le attività formative in forma di tirocinio, frequentando le strutture accreditate con DGR Regione Lombardia, sulla base degli accordi convenzionali in essere, in coerenza con il progetto formativo predisposto, per periodi definiti e per il numero complessivo dei crediti formativi universitari stabiliti dall’Ordinamento Didattico. La scelta delle sedi è ispirata a principi di qualità delle prestazioni erogate, attività di ricerca e produzione scientifica promossa, adesione del personale al processo formativo degli studenti, alla programmazione di formazione continua per il personale, alla dotazione organica di personale incaricato per il Tutoraggio.
In ogni fase del tirocinio, lo studente è tenuto ad operare sotto la responsabilità diretta di un Tutor Professionale o Assistente di tirocinio. La competenza acquisita con l’attività di tirocinio è sottoposto a valutazione espressa in trentesimi secondo le modalità stabilite dal Corso di Studio. Il tirocinio è l’insieme delle esperienze circoscritte nel tempo, formalizzate da un progetto educativo ed assistite da esperti, con possibilità di verifiche in itinere e finali. Si tratta di una modalità fondamentale di apprendimento delle competenze professionali che permette una socializzazione precoce con i professionisti e con il mondo del lavoro, nel quale i futuri e le future ostetriche potranno applicare i principi scientifici ed interiorizzare il ruolo professionale.

Obiettivi Specifici del Tirocinio per l'Ostetrica
Il tirocinio professionalizzante è volto ad accertare le competenze core che identificano i valori, le conoscenze, i comportamenti e le abilità essenziali della professione relative al saper fare e al saper essere ostetrico/a. L’ammissione ai corsi di laurea delle Professioni Sanitarie avviene previo accertamento medico di idoneità psico-fisica per lo svolgimento delle funzioni specifiche del singolo profilo professionale offerto dal Corso di laurea. Prima di svolgere l’attività obbligatoria di tirocinio, ai sensi del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, l’Università provvederà a sottoporre gli studenti a visita idoneativa e ad attuare la sorveglianza sanitaria, oltre che a garantire la necessaria formazione in materia.
Nell’ambito assistenziale della Midwifery care-cure-educator, l’ostetrica dimostra l’autonomia per la presa in carico della popolazione femminile esprimendo le competenze relative all’informazione, all’educazione e all’orientamento della donna e la coppia alla prevenzione dei principali problemi prioritari di salute nonché attuazione di programmi di screening sulla popolazione. Nell’ambito preventivo, è in grado di scegliere e realizzare programmi di salute efficaci, basati sulle evidenze scientifiche e sulla sicurezza e che tengano conto dei valori espressi da parte dell’utenza assistita.
Nell’ambito gestionale organizzativo, dimostra di saper applicare i principi di programmazione ed organizzazione dei servizi sanitari nell’area materno-infantile e nel dipartimento materno-infantile e salute della donna con progressiva assunzione di autonomia di giudizio per lo specifico della professione Ostetrica, collaborando a programmi di applicazione dei principi del risk management e delle normative vigenti relative all’esercizio professionale e in materia socio-sanitaria sulla tutela della maternità consapevole. Nell’ambito della metodologia della ricerca, dimostra di ricercare e considerare per prendere le decisioni cliniche le migliori evidenze disponibili oltre alla propria esperienza e al razionale teorico, ai valori del paziente e alla fattibilità nel contesto organizzativo.
Capacità di introdurre, mantenere e verificare nel tempo “performance” di buona pratica ostetrica EBO nell’assistenza al travaglio-parto; dimostra capacità di adozione di strumenti di governo clinico ostetrico e capacità di un approccio integrato alla sicurezza e alla qualità complessiva delle cure ostetriche. Capacità di interpretare e applicare i risultati della ricerca alla pratica ostetrico-neonatale e ginecologica e collegare i processi di ricerca allo sviluppo teorico della disciplina ostetrica.
Nell’ambito della comunicazione/relazione, dimostra capacità di ascolto attivo sia verso l’utente che verso le altre figure professionali, applicando strategie di comunicazione verbale e non verbale e modelli di comunicazione assertivi. Dimostra di accogliere senza pregiudizio le opinioni e i retroterra culturali altrui, dimostra capacità di autovalutazione rispetto all’efficacia delle relazioni e del lavoro in gruppo. Nell’ambito della responsabilità professionale, dimostra nelle diverse situazioni del percorso formativo di saper applicare i principi di etica e deontologia professionale sia nel linguaggio che nelle azioni. Nell’ambito della formazione/autoformazione, contribuisce in modo propositivo alla definizione dei suoi obiettivi formativi sia nella sede formativa sia in tirocinio e alla loro pianificazione. Contribuisce in modo responsabile al contratto di tirocinio, effettua in modo sincero le autovalutazioni rispetto ai suoi apprendimenti.
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Integrazione con la Formazione Psicologica: Il Tirocinio Pratico-Valutativo (TPV)
Il tirocinio è finalizzato ad acquisire abilità cliniche, assistenziali, comunicative/relazionali in accordo con quanto formulato dagli obiettivi formativi qualificanti. In particolare, secondo la Tabella B - XVIII/ter - 07, lo studente, per accedere all’esame finale, deve aver partecipato od eseguito, sotto opportuna sorveglianza, i seguenti atti (D.M. 14.9.1994 n. [specificare numero DM se necessario]).
Il Tirocinio Pratico Valutativo (TPV) in psicologia è il percorso di formazione professionalizzante che, all’interno del corso di laurea in psicologia, permette di sperimentare in modo guidato le attività tipiche dello psicologo. Non è un semplice “affiancamento” in un ente, ma un tirocinio strutturato con obiettivi chiari, ore definite e una valutazione finale delle competenze acquisite. Serve a verificare se lo studente sa applicare nella pratica le conoscenze teoriche apprese durante gli studi. Nel TPV lo studente osserva, partecipa e, progressivamente, svolge in prima persona alcune attività, sempre sotto supervisione. Questo consente di sviluppare sicurezza, senso di responsabilità e consapevolezza dei propri limiti, elementi fondamentali per l’esercizio della professione psicologica. Il TPV è inoltre il ponte tra università e mondo del lavoro: permette di conoscere contesti reali (servizi sanitari, enti del terzo settore, studi professionali, aziende) e di iniziare a costruire un proprio profilo professionale, mantenendo però un ruolo formativo e protetto.
Il TPV è regolato da un quadro normativo preciso, che definisce durata, contenuti e finalità del tirocinio. La Legge 56/1989 ha istituito la professione di psicologo in Italia e ha previsto l’obbligo di un percorso formativo che integri teoria e pratica, ponendo le basi per i tirocini professionalizzanti. In questa prospettiva, il tirocinio non è solo un requisito formale, ma un passaggio di crescita in cui lo studente può iniziare a integrare ciò che ha appreso sui banchi con l’incontro concreto con le persone, i contesti di cura e le complessità della pratica quotidiana. La Legge 163/2021 ha riformato l’accesso alla professione, collegando in modo più stretto il TPV al percorso universitario e alla prova pratica valutativa (PPV), che sostituisce l’esame di Stato tradizionale, con l’obiettivo di rendere più fluido e coerente il passaggio dalla formazione accademica all’esercizio professionale. I Decreti Interministeriali 654/2022, 567/2022 e 554/2022 hanno definito in concreto: il numero di CFU e ore di tirocinio richiesti nei diversi corsi di laurea; l’articolazione del TPV tra laurea triennale e magistrale; il ruolo della supervisione e delle attività professionalizzanti; il collegamento tra TPV e PPV, chiarendo che le competenze esercitate nel tirocinio sono oggetto di valutazione nella prova finale.

Competenze Sviluppate nel Tirocinio Pratico-Valutativo per Psicologi
In questo quadro, diversi studi sottolineano che il periodo di tirocinio rappresenta un’occasione cruciale per affrontare in modo sistematico le difficoltà di integrazione delle evidenze cliniche nella pratica: una solida esposizione alla ricerca durante il tirocinio è indicata come una strategia chiave per formare psicologi in grado di muoversi con competenza tra dati scientifici e lavoro sul campo (McQuaid & Spirito, 2012). Il TPV ha l’obiettivo di trasformare le conoscenze teoriche in competenze operative spendibili nella pratica professionale, accompagnando lo studente in un percorso graduale di crescita. Gli obiettivi generali possono includere: integrare teoria e pratica, collegando modelli psicologici e metodi di intervento alle situazioni reali incontrate nei servizi; sviluppare un’identità professionale iniziale, aiutando lo studente a comprendere cosa significa “essere psicologo” nei diversi contesti; allenare il pensiero critico, imparando a valutare i bisogni delle persone e a scegliere strumenti adeguati; acquisire competenze relazionali e comunicative, fondamentali per costruire alleanze di lavoro efficaci con utenti, famiglie, équipe; interiorizzare i principi deontologici, riconoscendo i confini del proprio ruolo e le responsabilità etiche.
Una delle competenze centrali del TPV è la valutazione del caso, cioè la capacità di raccogliere e organizzare in modo sistematico e sensibile le informazioni su una persona, una famiglia o un gruppo. A livello internazionale, un gruppo di lavoro ha identificato otto competenze nucleari considerate essenziali per la padronanza della valutazione psicologica, sottolineando l’importanza di definire in modo esplicito che cosa ci si aspetta che il tirocinante sappia fare al termine del percorso formativo (Krishnamurthy et al., 2004). Per lo studente questo significa imparare a condurre un colloquio di raccolta dati (anamnesi) in modo strutturato ma flessibile, rispettando tempi, limiti e sensibilità dell’utente; distinguere dati oggettivi e interpretazioni, riconoscendo i propri possibili bias ed evitando conclusioni affrettate; riconoscere i bisogni principali (clinici, relazionali, scolastici, lavorativi) e le risorse presenti nel contesto, valorizzando punti di forza e potenzialità; formulare prime ipotesi di lavoro, sempre condivise e supervisionate dal tutor, in un’ottica di apprendimento graduale e protetto.
Durante il TPV lo studente spesso inizia osservando il tutor, poi passa a condurre parti del colloquio, fino a gestire incontri più completi. In tutte queste fasi mantiene però un ruolo formativo, non ancora pienamente autonomo, così da poter sperimentare e affinare le proprie competenze di valutazione in un contesto sicuro e supportivo.
Uso Appropriato degli Strumenti Psicologici
Nel TPV lo studente entra in contatto con strumenti psicologici standardizzati e non standardizzati, imparando a usarli in modo responsabile. Le competenze attese riguardano: conoscere finalità e limiti di test, questionari, scale di valutazione, interviste strutturate; partecipare alla somministrazione di strumenti, inizialmente in osservazione e poi in co-conduzione, seguendo i protocolli previsti; eseguire lo scoring (correzione) sotto supervisione, comprendendo il significato dei punteggi; integrare i risultati dei test con le informazioni raccolte nel colloquio, evitando di basarsi solo sui numeri. L’uso degli strumenti nel TPV è sempre mediato dal tutor, che mantiene la responsabilità clinica. Allo studente è richiesto di rispettare le regole di riservatezza, correttezza tecnica e prudenza interpretativa.
Progettazione e Valutazione dell'Intervento Psicologico
Un’altra area chiave del TPV è la progettazione dell’intervento, cioè la capacità di pensare a un percorso di lavoro coerente con i bisogni emersi. Per lo studente questo comporta definire obiettivi realistici e misurabili, in accordo con il tutor e, quando possibile, con l’utente; scegliere modalità di intervento (colloqui individuali, lavoro di gruppo, interventi psicoeducativi, attività di prevenzione) adeguate al contesto; considerare tempi e risorse disponibili, evitando progetti irrealistici; prevedere come monitorare il percorso, individuando indicatori di cambiamento. Nel TPV lo studente non progetta in autonomia, ma contribuisce alla costruzione del piano di intervento, imparando a ragionare in termini di processo e non solo di singolo colloquio. Il TPV allena anche alla valutazione di processo ed esito, cioè alla capacità di osservare come evolve un intervento nel tempo. Le competenze richieste includono: monitorare la partecipazione e l’alleanza: come l’utente partecipa, cosa facilita o ostacola il lavoro; rilevare cambiamenti significativi, anche piccoli, nei sintomi, nei comportamenti o nelle relazioni; utilizzare strumenti di follow-up (scale di autovalutazione, questionari di esito) quando previsti dal servizio; riflettere sugli aggiustamenti necessari, ad esempio modificare frequenza degli incontri o modalità di lavoro. Per lo studente, imparare a valutare processo ed esito significa sviluppare un atteggiamento di verifica continua, evitando di procedere per abitudine e mantenendo il focus sui bisogni reali della persona.
Documentazione e Comunicazione Professionale
Durante il TPV lo studente inizia a esercitarsi nella redazione di report psicologici, documenti che sintetizzano la valutazione e il lavoro svolto. Gli aspetti principali da apprendere sono: strutturare il report in sezioni chiare (motivo dell’invio, metodi, risultati, conclusioni, indicazioni); usare un linguaggio professionale ma comprensibile, evitando tecnicismi inutili e giudizi di valore; distinguere descrizione e interpretazione, indicando sempre su quali dati si basano le conclusioni; tutelare la privacy, omettendo informazioni identificative non necessarie. Nel TPV i report prodotti dallo studente hanno valore formativo: vengono rivisti e corretti dal tutor, che mantiene la responsabilità della versione finale eventualmente inserita nella cartella clinica o consegnata all’utente.
La restituzione è il momento in cui i risultati della valutazione vengono condivisi con la persona, la famiglia o altri referenti (ad esempio insegnanti o medici). Nel TPV lo studente può imparare a preparare il colloquio di restituzione, chiarendo con il tutor quali messaggi chiave trasmettere; adattare il linguaggio all’età, al livello di comprensione e alla sensibilità dell’interlocutore; condividere punti di forza e aree di difficoltà in modo equilibrato, evitando etichette stigmatizzanti; verificare la comprensione, lasciando spazio a domande e reazioni emotive. Spesso la restituzione viene inizialmente condotta dal tutor, con lo studente in osservazione. Progressivamente, lo studente può gestire parti del colloquio o simulazioni di restituzione, per allenare le proprie competenze comunicative in un contesto protetto.

Contesti Operativi e Interdisciplinarietà
Il tirocinio post laurea in psicologia clinica all’Ospedale Maria Luigia è una scelta che, sempre più giovani aspiranti psicologi, compiono nel loro iter formativo. Durante il tirocinio post laurea i tirocinanti vengono seguiti da tutor esperti per sei mesi o un anno e sono coinvolti nei percorsi riabilitativi. La natura dell’Ospedale, le attività strutturate e la presenza di tutor competenti, offrono ai giovani psicologi la possibilità di affrontare un tirocinio post laurea altamente professionalizzante. I tirocinanti hanno modo di rapportarsi direttamente con la patologia psichiatrica e potenziare le proprie competenze cliniche. Il tirocinio post laurea in psicologia dura mediamente un anno e, nel corso dei mesi, i tirocinanti hanno modo di vedere tutti i percorsi riabilitativi dell’ospedale. E’ possibile infatti osservare e prendere parte direttamente alle diverse attività riabilitative dei diversi programmi.
Responsabile del servizio la dott.ssa De Bernardis, psicologa e psicoterapeuta, dichiara: “Da sempre siamo attenti alla formazione attraverso il tirocinio dei giovani psicologi, per questo offriamo ai nostri studenti un percorso altamente professionalizzante“. Il tirocinio post laurea in psicologia prevede una partecipazione diretta alle equipe di reparto, un confronto costante non solamente con i tutor ma con tutti i professionisti della salute mentale che lavorano nell’ospedale. “Riteniamo un punto di forza del nostro sistema di formazione” prosegue la dott.ssa De Bernardis “il confronto e la condivisione coi professionisti all’interno dei diversi programmi riabilitativi. Durante il tirocinio post laurea infatti i giovani psicologi sono inseriti in una realtà fortemente orientata alla cura e alla riabilitazione.”
Durante il percorso di tirocinio post laurea vengono apprese le modalità di somministrazione e refertazione dei principali test psicodiagnostici utilizzati in ambito clinico. “La competenza psicodiagnostica degli psicologi è un punto di forza del nostro servizio. E’ un obiettivo fondamentale, all’interno del tirocinio post laurea, che gli studenti, una volta terminato il percorso, sappiano utilizzare in modo professionale e autonomo i principali test ad uso clinico e neuropsicologico. Per questo motivo oltre alla costante supervisione da parte dei tutor sono organizzate, durante il periodo di tirocinio post laurea, lezioni interne di psicodiagnostica.” Il tirocinio post laurea in psicologia presso l’Ospedale Maria Luigia prevede inoltre la partecipazione dei tirocinanti alle riunioni di equipe, luogo fondamentale per apprendere a lavorare in un ottica multiprofessionale. La partecipazione e la discussione dei casi in equipe consente di approfondire le storie cliniche dei pazienti e di far esperienza di un lavoro multiprofessionale. Durante il periodo di tirocinio gli studenti partecipano, come osservatori, ai gruppi di terapia. Questo fornisce ai tirocinanti una valida occasione per osservare direttamente i processi terapeutici. “La presenza dei tirocinanti nei gruppi è di fondamentale importanza” prosegue la dott.ssa De Bernardis “in questo modo gli studenti hanno modo di osservare direttamente il processo di cura e riabilitazione e confrontarsi direttamente con la sofferenza psichica”. Inoltre hanno modo, nel corso del tirocinio post laurea, di fare esperienza di diversi modelli psicoterapeutici.
Questo modello di tirocinio integrato, che unisce l'esperienza ostetrica con la formazione psicologica, prepara professionisti in grado di intervenire efficacemente in contesti complessi come la gravidanza, il parto e il puerperio, affrontando non solo gli aspetti fisici ma anche quelli psicologici ed emotivi di fondamentale importanza per il benessere della donna, del neonato e della famiglia.

Il Tirocinio come Ponte verso la Professione
Il tirocinio formativo, sia esso curriculare o post-laurea, rappresenta un investimento strategico sulla propria crescita personale e professionale, fungendo da ponte indispensabile tra il mondo accademico e la pratica lavorativa. Per i futuri psicologi e ostetriche, questo periodo di formazione sul campo offre un'opportunità unica per consolidare competenze tecniche e trasversali, orientando in modo più consapevole le proprie scelte di specializzazione, master e percorsi di alta formazione.
L'obiettivo principale del tirocinio è sviluppare le competenze professionali di base necessarie per effettuare interventi di prevenzione, diagnosi, abilitazione e sostegno in ambito psicologico e ostetrico, rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità, come previsto dalla normativa vigente (L. 56/89 per la psicologia). Gli obiettivi formativi intermedi e finali previsti dal progetto di tirocinio sono intesi come funzioni che il tirocinante sperimenterà in qualità di osservatore e collaboratore, attraverso l’assunzione di graduali autonomie professionali durante il tirocinio svolto nella struttura. L'obiettivo è sviluppare competenze trasversali nei seguenti principali ambiti: acquisire competenze relativamente alla integrazione organizzativo/funzionale di aree distinte dell’attività psicologica e ostetrica all’interno di una Azienda Sanitaria Pubblica; acquisire competenze relative alla progettazione e realizzazione di percorsi di miglioramento tecnico professionale ed organizzativo.
Le competenze professionali intermedi e finali previsti dal progetto di tirocinio, intesi come atti tipici della professione, che il tirocinante sperimenterà in qualità di osservatore, collaboratore ed attraverso l’assunzione di graduali autonomie professionali durante il tirocinio svolto nella struttura, includono: acquisire familiarità con l’organizzazione aziendale e le regole base di comportamento in un’azienda sanitaria; visione sistemica di una struttura pubblica intesa come una complessa organizzazione, strutturata in servizi tra essi interdipendenti; adeguate capacità relazionali e comunicative nel rapporto con i diversi professionisti, capacità di lavorare in team multiprofessionali; collaborazione con figure professionali diverse da quelle dello psicologo e dell'ostetrica (assistenti Sociali, Infermieri, Medici, Educatori professionali, personale dello staff di direzione); conoscenze rispetto alle procedure di progettazione e valutazione d’esito di interventi psicologici e psico-sociali; elaborazione di protocolli e progetti conseguenti ad una corretta ricerca di letteratura; conoscenze di supporto alla funzione di governo clinico; conoscenze organizzazione e gestione di progetti formativi rivolti ai dipendenti in un Azienda Sanitaria.
Le principali attività nelle quali il tirocinante verrà coinvolto e potrà svolgere affiancando il tutor, altri professionisti delle equipe multiprofessionali e sviluppando graduali competenze professionali autonome, comprendono: in presenza del tutor: partecipazione alla progettazione e realizzazione di corsi di formazione per professionisti psicologi e ostetriche; progettazione e realizzazione di ricerche in ambito psicologico e ostetrico: formulazione del progetto di ricerca, costruzione di uno strumento di misura, analisi statistica avanzata, discussione dei risultati, redazione di un articolo scientifico; partecipazione a formazioni di tipo tecnico-specialistico/clinico per équipe, gruppi di miglioramento del settore psicologico e ostetrico; elaborazione di progetti di miglioramento e protocolli di intervento condivisi da professionisti psicologici e ostetrici delle diverse U.O.B. In progressiva autonomia con la supervisione del tutor: progettazione di ricerche in ambito psicologico e ostetrico: analisi della letteratura e analisi dei dati; preparazione del materiale didattico, tutoring didattico; verbalizzazione degli incontri di équipe o gruppi di miglioramento e restituzione al tutor.
Le metodologie utilizzate per il raggiungimento degli obiettivi di cui sopra includono la specificazione degli strumenti della pratica professionale che il tirocinante apprenderà: selezione di articoli dai data base ai fini di rassegne sistematiche della letteratura; riferimenti a teorie e pratiche di promozione del benessere organizzativo; strumenti e riferimenti teorici rispetto alle fasi di progettazione psico-sociale; strumenti e metodologia di governo clinico. Le modalità utilizzate per il raggiungimento delle competenze includono: affiancamento al tutor nelle attività; graduale raggiungimento dell’autonomia, con la supervisione del tutor, nello svolgimento delle attività indicate sopra; continua documentazione rispetto ai riferimenti teorici e agli strumenti di ricerca psico-sociale; partecipazione alle attività di gruppi di lavoro su progettualità; partecipazione ai corsi formativi proposti e programmati dal tutor.
Investire tempo ed energie nella scelta del tirocinio, viverlo con atteggiamento proattivo e valorizzarne gli esiti significa costruire fin da subito le basi di una carriera solida e sostenibile nel mondo della psicologia e delle professioni sanitarie, in un contesto professionale in rapida evoluzione, in cui si moltiplicano gli ambiti di intervento, dalla clinica al lavoro, dalla scuola al sociale, fino al digitale e alla psicologia dell’innovazione, confermando i tirocini come uno strumento insostituibile per formare professionisti competenti, flessibili e realmente pronti ad affrontare le sfide del futuro.
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