Il Test del DNA Fetale (NIPT): Una Panoramica Dettagliata sui Valori e l'Analisi Prenatale Non Invasiva

Il test del DNA fetale, noto anche come NIPT (Non-Invasive Prenatal Testing), rappresenta una metodologia di analisi prenatale non invasiva che ha trasformato l'approccio allo screening per le anomalie genetiche durante la gravidanza. Questo test di screening analizza i frammenti di DNA libero circolante nel sangue materno, denominato fetal freeDNA o ffDNA, derivante dalla struttura cellulare che forma la placenta. Tramite questi frammenti di DNA, è possibile ricostruire il DNA fetale per poterlo analizzare, offrendo un'opportunità unica per valutare precocemente la possibile presenza di alcune anomalie genetiche in modo minimamente invasivo, mediante un semplice prelievo di sangue da una vena del braccio della madre.

Come Funziona il Test del DNA Fetale: Analisi del DNA Libero Circolante

Il NIPT si basa sulla quantificazione dei frammenti di DNA fetale libero circolante nel sangue materno, che sono di origine placentare. Durante la gravidanza, il flusso sanguigno della madre contiene un insieme di questi frammenti, provenienti sia dalle proprie cellule che da quelle della placenta, il tessuto che nell’utero collega la circolazione sanguigna del feto a quella della madre. L’esame è reso possibile dal fatto che il DNA delle cellule placentari è solitamente identico al DNA del feto. Questa analisi molecolare è effettuata sia mediante Next Generation Sequencing (NGS) che Digital PCR. Le tecnologie di sequenziamento NGS consentono di misurare, per ogni cromosoma, le quantità di specifiche sequenze di DNA. Per valutare, ad esempio, il rischio di sindrome di Down, caratterizzata da un cromosoma 21 in eccesso, si esaminano le sequenze di DNA fetale del cromosoma 21 e si confronta il rapporto tra i frammenti cromosomici attesi in una gravidanza senza anomalie cromosomiche e quelli effettivamente rilevati nel sangue della madre sottoposta a esame.

Schema di funzionamento del test NIPT

Il DNA libero circolante (cfDNA) è un tipo di screening fetale non invasivo che può identificare anomalie cromosomiche fetali in gravidanze singole analizzando gli acidi nucleici fetali liberi da cellule circolanti in un campione di sangue materno. Gli acidi nucleici fetali liberi circolanti, in genere frammenti di DNA, sono sparsi nella circolazione materna durante la normale distruzione delle cellule del trofoblasto placentare. La variazione della quantità di frammenti provenienti da particolari cromosomi prevede le anomalie cromosomiche fetali con maggiore accuratezza rispetto allo screening combinato tradizionale del 1o e 2o trimestre utilizzando analiti sierici e ecografia.

Cosa Rileva il NIPT: Uno Spettro di Anomalie Genetiche

La NIPT nasce essenzialmente per lo screening della sindrome di Down (Trisomia 21). Nel tempo si sono aggiunti nuovi elementi tecnici che hanno portato ad esplorare altre problematiche cromosomiche, come la Trisomia 18 (Sindrome di Edwards) e la Trisomia 13 (Sindrome di Patau), e le aneuploidie dei cromosomi sessuali (Monosomia X o X0, Trisomia X o XXX, Sindrome di Klinefelter o XXY, Sindrome di Jacobs o XYY).

Oltre a queste principali trisomie e aneuploidie sessuali, il NIPT ha esteso le sue capacità di rilevamento a:

  • Rare aneuploidie di tutti i rimanenti cromosomi, attraverso lo screening del Cariotipo (o Kario).
  • Piccoli riarrangiamenti cromosomici, come le microdelezioni e microduplicazioni con dimensioni superiori a 7Mb. Esempi specifici includono la delezione 22q11.2 associata alla sindrome di Di George, la delezione 1p36 (Sindrome da microdelezione 1p36), la delezione 2q37 (Sindrome Brachidattilia-ritardo mentale), la delezione 4p (Sindrome di Wolf-Hirschhorn), la delezione 5p (Sindrome Cri-du-Chat), la delezione 8q24 (Sindrome di Langer-Giedion), la delezione 11qter (Sindrome di Jacobsen), la delezione 15q11q13 (Sindrome di Prader-Willi e Sindrome di Angelman), la delezione 17p13 (Sindrome di Miller-Dieker) e la delezione 17p11.2 (Sindrome di Smith-Magenis). Alcuni kit ampliati del test del DNA fetale possono anche ricercare sindromi cromosomiche che possono dare autismo, purché si parli di autismo genetico.
  • Malattie genetiche ereditarie a trasmissione mendeliana, come nel caso del test PrenatalAdvance Genetics. Il Nipt Test, o FetalDNA, prevede diversi livelli, il più completo dei quali, il FetalDNA CGS, è in grado di analizzare più di 1300 malattie genetiche del feto.

Infografica sulle aneuploidie cromosomiche

Tuttavia, è importante sottolineare che il test non è in grado di rilevare riarrangiamenti cromosomici bilanciati, alterazioni cromosomiche strutturali submicroscopiche oltre quelle ricercate, mutazioni puntiformi, difetti di metilazione o poliploidie. Inoltre, l’esame non rileva malattie genetiche ereditarie a trasmissione mendeliana, ad eccezione dei test più avanzati.

NIPT: Un Test di Screening, Non Diagnostico

Un aspetto fondamentale da comprendere è che l'esame prenatale non invasivo che analizza il DNA fetale libero circolante isolato da un campione ematico materno è un test di screening e non è un test diagnostico. Questo significa che il NIPT indica una probabilità che il feto presenti anomalie cromosomiche, ma non può confermare definitivamente la presenza o meno di una malattia genetica.

Differenza tra test di screening e diagnostici

A differenza dei test diagnostici, che consentono di confermare o escludere in modo più definitivo una sospetta anomalia genetica (come l'amniocentesi o la villocentesi), il NIPT fornisce una stima del rischio. Se il test di screening fornisce un risultato positivo a qualche patologia, tale risultato dovrà essere confermato mediante diagnosi prenatale invasiva. Non si devono utilizzare i risultati dei test di screening per prendere decisioni sulla gravidanza, perché queste analisi potrebbero non riflettere accuratamente il profilo genetico del feto. È altresì importante ricordare che un risultato negativo significa che il feto ha un rischio inferiore di avere un’anomalia genetica rispetto al rischio medio, ma non esclude la possibilità che ne sia effettivamente affetto nonostante tutto.

Il NIPT su DNA fetale per il rilevamento delle principali trisomie (13, 18, 21, X e Y) è stato inserito nell’aggiornamento LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) che ha ottenuto l’intesa da parte della Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 23 ottobre 2025, indicando la sua crescente importanza nella pratica clinica.

Quando e Come si Esegue il Test del DNA Fetale

Il NIPT si esegue idealmente tra la 10ª e la 13ª settimana di gravidanza, compatibilmente con le linee guida regionali. L’esame può essere fatto già a partire dalle 10 settimane di gravidanza e non esiste un termine ultimo per la sua esecuzione, ma convenzionalmente sarebbe indicato entro la sedicesima settimana di gestazione. Le tempistiche dell’esame sono dettate dalla necessità di attendere che ci sia una sufficiente quantità circolante di frammenti di DNA fetale nel sangue della madre (frazione fetale, che deve essere superiore al 4%). Se eseguito troppo precocemente, la frazione di DNA fetale nel sangue materno potrebbe essere insufficiente per l’analisi affidabile, e questo avviene anche quando si riscontra una bassa percentuale di DNA fetale (in genere inferiore al 2/4%), il che potrebbe impedire l’esecuzione delle analisi o condurre a risultati inaffidabili.

Finestra temporale per l'esecuzione del NIPT

L’esame richiede semplicemente un normale prelievo di sangue da una vena del braccio della donna incinta. Per fare il test non è necessario essere a digiuno. Chiaro che, essendo un esame non invasivo, non comporta rischio di aborto, che interessa invece in percentuali variabili gli esami invasivi.

Interpretazione dei Risultati del NIPT

I risultati del NIPT vengono generalmente classificati come "positivo" o "negativo".

  • Un risultato "POSITIVO - Aneuploidia o alterazione cromosomica strutturale rilevata" indica che il test ha rilevato nel feto una aneuploidia o un’alterazione cromosomica strutturale a livello di uno (o più) dei cromosomi investigati. Tale risultato è suggestivo di aneuploidia cromosomica fetale, ma non significa che il feto abbia necessariamente tale condizione. Come precedentemente menzionato, richiede una conferma mediante diagnosi prenatale invasiva (Amniocentesi / Villocentesi).
  • Un risultato "NEGATIVO - Aneuploidia o alterazione cromosomica strutturale non rilevata" riduce notevolmente le possibilità che il feto abbia una aneuploidia o un’alterazione cromosomica strutturale a livello dei cromosomi esaminati, ma non può garantire che i cromosomi siano effettivamente normali o che il feto sia sano. Infatti, a causa della fisiologia placentare, il risultato potrebbe non riflettere un reale stato di normalità cromosomica del feto.

I risultati di un test del DNA fetale devono essere sempre accompagnati, prima e dopo l’esito, da un’accurata consulenza genetica e familiare, al fine di individuare eventuali fattori di rischio materni e paterni che possono incidere sullo sviluppo di anomalie cromosomiche. È compito del genetista indicare quale test sia più adatto, in base alle caratteristiche personali della paziente. Un secondo colloquio è previsto nel momento della restituzione del referto.

Diagnosi Prenatale Non Invasiva: l'importanza della consulenza psicologica

Limiti e Margini di Errore del NIPT

Benché NIPT sia eseguita attraverso l’uso delle più innovative tecnologie molecolari, è possibile che l’indagine non dia un risultato e debba essere ripetuta, specialmente quando si riscontra una bassa percentuale di DNA fetale. Il NIPT ha sensibilità e specificità molto elevate per le trisomie più frequenti, ma non è infallibile. Infatti, si possono avere dei falsi positivi (il test segnala un’anomalia che non c’è) o falsi negativi (il test non la rileva).Il margine di errore del test del DNA fetale è inferiore all’1% per i falsi negativi.

Diversi fattori possono influenzare l'accuratezza dei risultati:

  • Mosaicismo Cromosomico: In presenza di mosaicismo cromosomico (frequenza: 1-2%), potrebbero determinarsi discordanze nei risultati (falsi positivi o falsi negativi), che sono compatibili con una sensibilità e specificità del test <100%. In particolare, il test potrebbe produrre un risultato positivo (aneuploidia rilevata), ma tale anomalia cromosomica potrebbe essere confinata alla placenta e quindi, al controllo in diagnosi prenatale invasiva, il feto potrebbe infine risultare con cariotipo normale (falso positivo).
  • Gravidanze Multiple: Secondo quanto stabilito dalle Linee Guida Internazionali, il NIPT non dovrebbe essere eseguito in caso di gravidanze gemellari bicoriali, ed in particolare in gravidanze plurigemine. Per le gravidanze gemellari dizigotiche non è possibile distinguere il risultato del singolo feto, né valutare le aneuploidie dei cromosomi sessuali. Nelle gravidanze gemellari, lo screening per anomalie dei cromosomi sessuali di solito non è disponibile. Tuttavia, è possibile rilevare o meno sequenze fetali specifiche per il cromosoma Y (risultato compatibile con sesso fetale maschile), nel qual caso non è possibile discernere se solo uno o entrambi i feti siano di sesso maschile. Nessun protocollo di screening sierico o di DNA libero circolante (cfDNA) è validato per le gravidanze di triplette o di ordine superiore.
  • Vanishing Twin: Nelle gravidanze che sono iniziate come gemellari o plurime, seguite dall’aborto spontaneo di uno o più feti con riassorbimento della camera gestazionale (vanishing twin), potrebbe essere presente nel sangue materno anche il DNA fetale libero del feto abortito. Tale evenienza, nel caso in cui la causa dell’aborto fosse stata dovuta alla presenza nel suddetto feto di aneuploidie cromosomiche a carico di uno dei cromosomi investigati, potrebbe interferire nella qualità dei risultati, determinando falsi positivi.
  • Condizioni Materne: L’esistenza di una condizione tumorale (metastasi) nella gestante potrebbe produrre risultati del test falsi positivi. Inoltre, il risultato potrebbe riflettere la presenza di un’eventuale condizione genetica nella madre (ad esempio, il test potrebbe identificare anomalie dei cromosomi sessuali presenti nella madre, omogenee o a mosaico). Tale evenienza potrebbe interferire con l’accuratezza dei risultati riguardanti i cromosomi sessuali fetali. Il test potrebbe non essere praticabile in caso di recenti trasfusioni di sangue.
  • Anomalie non ricercate: Il test non è in grado di rilevare anomalie cromosomiche fetali non ricercate, riarrangiamenti cromosomici bilanciati, alterazioni cromosomiche strutturali submicroscopiche oltre quelle ricercate, mutazioni puntiformi, difetti di metilazione o poliploidie. Non rileva malattie genetiche ereditarie a trasmissione mendeliana (ad eccezione di test specifici come PrenatalAdvance Genetics).

Accuratezza e Affidabilità del NIPT

L’attuale letteratura scientifica consente di stimare valori predittivi negativi elevati, superiori al 99,9%; questo significa che è molto probabile che il feto non presenti un’anomalia cromosomica se il test restituisce un risultato negativo. La variazione della quantità di frammenti provenienti da particolari cromosomi prevede le anomalie cromosomiche fetali con maggiore accuratezza rispetto allo screening combinato tradizionale del 1o e 2o trimestre utilizzando analiti sierici e ecografia.

Una meta-analisi di 117 studi ha rilevato che la performance del DNA libero circolante (cfDNA) per le aneuploidie comuni era:

  • Trisomia 21: sensibilità 99%; specificità 100%
  • Trisomia 18: sensibilità 98%; specificità 100%
  • Trisomia 13: sensibilità 91%; specificità 100%

Questi valori dimostrano l'elevata affidabilità del test per le trisomie più comuni. Risulta meno affidabile per alterazioni più ridotte e rare come le microdelezioni. Per la sindrome di Patau, ad esempio, sono stati confermati 87 risultati su 100. L’affidabilità del test è più alta per la ricerca degli stessi cromosomi indagati nel Bi test: sindrome di Down e trisomie 13 e 18. Le altre ricerche al di fuori dei tre cromosomi citati non sono invece supportate da casistiche scientifiche estese.

Grafico di sensibilità e specificità del NIPT

A Chi è Raccomandato il Test del DNA Fetale

Il test del DNA fetale (NIPT) può essere eseguito su tutte le donne in gravidanza, ma soprattutto in quelle in cui la raccolta di informazioni genetiche riguardanti la coppia mostra la presenza di fattori che aumentano il rischio di incorrere in anomalie. Lo screening materno non invasivo delle anomalie cromosomiche fetali deve essere offerto a tutte le donne in gravidanza che non hanno già deciso di effettuare l'amniocentesi o il prelievo di villi coriali. L'American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) raccomanda di offrire lo screening del DNA libero fetale (libero da cellule) a tutte le donne in gravidanza. L'American College of Medical Genetics and Genomics ha pubblicato una linea guida basata su prove per lo screening del DNA libero da cellule come metodo preferito per tutte le gravidanze singole e gemellari.

Fattori di rischio che possono indicare una maggiore necessità del NIPT includono:

  • Età Materna: Tradizionalmente, le donne in età materna avanzata sono considerate a maggior rischio.
  • Storia Familiare: Presenza accertata o sospetta di malattie genetiche, sindromi cromosomiche o disordini del neurosviluppo nel ramo parentale materno e/o paterno.
  • Risultati Anomali di Altri Screening: Un esito positivo di altri test di screening prenatale (come il Bi-test o la translucenza nucale) può suggerire di procedere con il NIPT.

Oltre al test è fondamentale raccogliere informazioni su alcuni fattori di rischio che aumentano la possibilità di sviluppare delle anomalie nel nascituro.

Costo e Accessibilità del NIPT

Il prezzo del Nipt Test è molto variabile in quanto si tratta di un’analisi altamente personalizzabile in base alle necessità della coppia. Più è completo e maggiore sarà il suo costo. Quando sostenuto privatamente, il costo del test del DNA fetale è ovviamente variabile a seconda del laboratorio scelto, ma indicativamente compreso tra € 300 e € 700. Il costo è in genere detraibile.

Una buona notizia per le donne in gravidanza in Italia è che a partire dal 1° luglio 2024, in alcune regioni (come l’Emilia-Romagna) il NIPT è offerto gratuitamente alle donne in gravidanza come parte del percorso nascita regionale. In generale, l’offerta gratuita e l’accessibilità possono variare secondo regione e condizioni (es. fattori di rischio).

Nel 2018, le linee guida del Ministero della Salute sono state aggiornate, e una ulteriore revisione è avvenuta dopo due anni nel 2020, a fronte del miglioramento delle conoscenze. A differenza degli altri test non invasivi, per l’esame del DNA fetale attualmente non è entrata nella pratica clinica la totale copertura da parte del Sistema sanitario nazionale poiché non tutto il territorio nazionale è dotato di laboratori pubblici abilitati alla sua erogazione.

Confronto con Altri Metodi di Screening Prenatale

Il NIPT si distingue dagli screening prenatali tradizionali, come il Bi-test o lo screening con marker sierici materni.

  • Bi-test: Il Bi test è un’indagine più completa rispetto alla sola misurazione della translucenza nucale. Dà la possibilità di conoscere attraverso l’analisi di due ormoni la funzionalità della placenta e la crescita fetale nell’ultimo trimestre gravidico. Tuttavia, il test del DNA fetale ha un valore predittivo maggiore e ha una percentuale più bassa di falsi positivi rispetto al Bi-test.
  • Screening del 1° Trimestre: Lo screening del primo trimestre deve essere proposto a tutte le donne in stato di gravidanza. Esso fornisce delle informazioni così precocemente, da rendere possibile una diagnosi definitiva mediante prelievo di villi coriali. Un altro metodo, chiamato screening mediante analiti, utilizza il dosaggio combinato di vari marker sierici materni (alfa-fetoproteina, subunità beta della gonadotropina corionica umana [beta-hCG], estriolo, inibina A) per identificare difetti del tubo neurale, la sindrome di Down (e altre anomalie cromosomiche) e altri difetti congeniti. Lo screening mediante analiti va effettuato a 15-20 settimane di gestazione. In epoca fetale, la sindrome di Down si associa, tipicamente, a elevati livelli di beta-hCG, a bassi livelli di PAPP-A e a un aumento della translucenza nucale fetale.
  • Screening del 2° Trimestre: Questo può comprendere il DNA libero circolante (cfDNA) o l'approccio per lo screening con marker sierici multipli (test quadruplo: beta-hCG, estriolo non coniugato, alfa-fetoproteina, inibina A). Lo screening sierico dei marker è ampiamente disponibile, ma la sua capacità di identificare la sindrome di Down non è così elevata come quella che caratterizza lo screening del 1o trimestre o con l'analisi del DNA libero circolante (cfDNA).

Lo screening del DNA cellulare è più accurato dello screening dei marker sierici e non dipende dall'età gestazionale. La misurazione dei livelli materni di alfa-fetoproteina deve essere effettuata durante il 2o trimestre per accertare la presenza di difetti del tubo neurale, indipendentemente da altri test programmati e dalla tempistica di questi test. Elevati livelli materni di alfa-fetoproteina sierica suggeriscono una spina bifida aperta, un'anencefalia o difetti della parete addominale. Le donne che sono state sottoposte a screening per i disturbi cromosomici fetali mediante il DNA libero fetale devono sottoporsi a screening sierico con il test di alfa-fetoproteina sierica da solo, non con screening di marker multipli.

Diagnosi Prenatale Non Invasiva: l'importanza della consulenza psicologica

Linee Guida e Raccomandazioni

La Letteratura Internazionale esistente su tali metodiche di NIPT è talmente vasta da non poter essere riportata nella sua interezza nei consensi informati. Un saggio di questa sarà a vostra disposizione su richiesta o potrà essere visionata sulle maggiori MEDLINE internazionali.

Organizzazioni e enti sanitari hanno formulato raccomandazioni specifiche:

  • Ministero della Salute: Ha pubblicato le "Linee-Guida Screening prenatale non invasivo basato sul DNA (Non Invasive Prenatal Testing - NIPT)", con aggiornamenti nel 2018 e 2020.
  • American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG): Ha emesso la "Committee Opinion No. 640: Cell-free DNA Screening for Fetal Aneuploidy" nel 2015 e il "Practice Bulletin No. 162: Prenatal Diagnostic Testing for Genetic Disorders" nel 2016, raccomandando di offrire lo screening del DNA libero fetale a tutte le donne in gravidanza.
  • American College of Medical Genetics and Genomics (ACMG): Ha rilasciato una dichiarazione sulle screening prenatale non invasivo per aneuploidie fetali ("ACMG statement on noninvasive prenatal screening for fetal aneuploidy") nel 2013 e una linea guida basata su prove per lo screening del DNA libero da cellule come metodo preferito per tutte le gravidanze singole e gemellari nel 2023.

Queste linee guida sottolineano che lo screening materno non invasivo può aiutare le donne a decidere se sottoporsi a test invasivi e che non comporta alcun rischio di complicanze correlate al test. I valori normali del NIPT variano con l'età gestazionale e possono essere necessarie delle correzioni in funzione del peso materno, della presenza di diabete mellito, dell'etnia e di altri fattori. Il percorso auspicabile per la paziente è quello che prevede un colloquio con il medico genetista, prima della decisione di sottoporsi al test.

tags: #test #dna #fetale #valori