Nell'immaginario collettivo siamo abituati ad accostare i vulcani a fenomeni naturali capaci di distruzione e morte, ma essi rappresentano anche la rinascita della vita. Basti pensare alle isole Hawaii che vantano uno degli ecosistemi più incantevoli e verdi del pianeta o, più semplicemente, all'area che circonda l'Etna, che racchiude terreni fertilissimi per la coltivazione di agrumi e non solo. Non è un caso, quindi, che i terreni vulcanici siano tra i più fertili e adatti a valorizzare certe varietà di colture. Questa eccezionale fertilità del suolo vulcanico è, infatti, il fattore principale che porta gli uomini a vivere su un vulcano attivo, nonostante in alcuni casi si espongano a rischi elevati. A titolo di esempio, nella cosiddetta Area Rossa attorno al Vesuvio risiedono circa 700.000 abitanti. I vulcani, in realtà, immettono nell’ambiente quasi quotidianamente elementi chimici utili, se non necessari, per la vita. Dire quindi che “il vulcano ci nutre” ha il suo senso e non è casuale. Il suolo vulcanico, infatti, è noto per essere uno dei terreni più fertili al mondo, e la sua unicità offre vantaggi incredibili per l'agricoltura e la qualità dei prodotti.
Un Dono delle Pendici Vulcaniche: L'Eccellenza Agricola e la Sua Origine
Sulle pendici silenziose di un vulcano spento, dove la storia geologica si fonde con la dedizione agricola, si estendono gli otto ettari dell'azienda agricola di Alessandro Chiai. Un nome che, nel panorama della produzione locale, è sinonimo di qualità e rispetto per i ritmi della natura. Abbiamo incontrato Alessandro per ascoltare la sua storia e scoprire i segreti di una terra così fertile. "Questa terra è un dono," Alessandro inizia con un sorriso, il suo sguardo che spazia sulle file ordinate di piante che promettono raccolti abbondanti. "L'essere sulle pendici di un vulcano spento ci offre incredibili vantaggi che si riflettono direttamente nella qualità dei nostri prodotti."
Alessandro ha spiegato che le sue terre non sono comuni; sono un vero elisir per le piante, e il segreto risiede nella loro origine vulcanica, combinata con la presenza di argilla. Il suolo vulcanico, in generale, si forma in seguito a eruzioni vulcaniche, quando la lava si raffredda e si solidifica, creando un substrato ideale per la crescita delle piante. Questo tipo di terreno è il risultato dell’attività vulcanica che ha portato alla formazione di suoli ricchi di minerali e sostanze organiche. È noto per essere estremamente fertile e ricco di minerali essenziali per la crescita delle piante. Questi minerali, che includono potassio, fosforo e azoto, sono tutti nutrienti vitali per le colture. La sua ricchezza di minerali e sostanze organiche, unita alla sua struttura porosa e alla capacità di resistere alle malattie e ai parassiti, lo rendono un terreno ideale per una vasta gamma di colture. Questo tipo di terreno si forma dalla decomposizione delle rocce vulcaniche e contiene, dunque, alti livelli di elementi fondamentali per lo sviluppo delle piante.

L'Alchimia del Suolo: Minerali, Nutrienti e Biodisponibilità
I suoli vulcanici sono come un serbatoio di vitamine e nutrienti che la terra rilascia lentamente nel tempo, man mano che le antiche rocce vulcaniche si decompongono. Questo nutrimento costante e bilanciato permette alle piante di svilupparsi in modo ottimale, donando a frutti e verdure sapori più intensi e caratteristiche organolettiche superiori. È come se il suolo stesso infondesse una vitalità extra in ogni prodotto.
Sui vulcani, il suolo è prodotto essenzialmente dall’alterazione chimico-fisica delle rocce laviche e dei materiali piroclastici depositati dall’attività esplosiva da parte dell’acqua piovana. C’è però anche un apporto più diretto di “nutrienti” che avviene sia attraverso la pioggia arricchita di elementi catturati nel pennacchio gassoso del vulcano, sia attraverso la ricaduta di cenere vulcanica sulla superficie terrestre o marina. Nel primo caso, le goccioline di pioggia agiscono come dei veri e propri spazzini del cielo, poiché intrappolano particelle di aerosol presenti nel pennacchio vulcanico. Queste particelle si formano per condensazione di alogenuri e solfati prodotti dal degassamento magmatico, hanno dimensioni inferiori al micron e sono arricchite in elementi volatili, soprattutto metalli. Tra i più abbondanti vi sono: oro, boro, bismuto, cadmio, cloro, fluoro, mercurio, zolfo, antimonio, selenio e tallio.
All’apporto di nutrienti legato alle piogge si aggiunge quello legato alle ceneri vulcaniche, che agiscono in modo analogo intrappolando grandi quantità di aerosol all’interno dei vacuoli dei singoli granuli. L’Etna, per esempio, è un vulcano che emette grandi quantità di ceneri in atmosfera, soprattutto durante fasi eruttive parossistiche. Ogni volta che ciò avviene, la frazione più grossolana di questi materiali ricade sulla superficie stessa del vulcano, mentre la porzione più fine viene trasportata dai venti di alta quota, ricadendo in aree anche molto distanti dai crateri. Come per l’emissione di aerosol trasportati dalle correnti di alta quota, anche l’emissione di cenere vulcanica è un evento che ha un impatto a livello non solo locale ma anche regionale e talora continentale. La maggior parte delle particelle solide di origine vulcanica che ricadono è costituita dai cosiddetti PM10 e PM2.5; sigle ben note in quanto definiscono dimensioni di particolato aeriforme considerate dannose per la salute umana. La cenere è ricca di sostanze nutritive come potassio, fosforo e magnesio, minerali essenziali per la crescita delle piante. Questi minerali, in generale, includono potassio, fosforo, calcio, magnesio e ferro, tutti elementi fondamentali per la salute delle piante.
Gli studiosi hanno analizzato queste particelle al microscopio a scansione elettronica e tramite spettroscopia a raggi X. Ulteriori analisi di laboratorio sui campioni di cenere vulcanica, mediante lisciviazione dei loro componenti solubili a contatto con acqua di mare, hanno mostrato altri interessanti aspetti. Dopo anche un breve contatto con acqua di mare, le ceneri vulcaniche dell’Etna rilasciano macro-nutrienti e metalli in traccia che diventano bio-disponibili per il fitoplancton marino. Il fitoplancton “risponde” all’apporto di nutrienti in un paio di giorni e fino a qualche settimana con una fioritura più intensa. Questo produce un impatto sulla quantità di nutrienti forniti al mare che risulta importante fino a centinaia di chilometri dal vulcano. In particolare, nutrienti fondamentali per l’ecosistema marino mediterraneo (quali l’azoto, il fosforo, la silice, il ferro e lo zinco) possono incidere sulla produttività primaria del mare fino a distanze di 700 km dall’Etna. Negli ultimi decenni l’attività dell’Etna è stata caratterizzata da sempre più frequenti eruzioni con rilascio di ceneri vulcaniche. Soltanto tra il 1995 ed il 2018 sono avvenuti più di cento episodi eruttivi di questo tipo. È dunque probabile che, almeno nel prossimo futuro, il loro impatto biogeochimico sull’ecosistema locale e regionale aumenterà. Appare chiara l’importanza del ruolo svolto dall’INGV nello studio e nel monitoraggio delle emissioni gassose e solide dell’Etna, ma anche degli altri vulcani attivi d’Italia che presentano emissioni di questo tipo (si pensi a Stromboli, a Vulcano, ai Campi Flegrei). Il suolo vulcanico è, dunque, ricco di elementi chiave come ferro, calcio, magnesio, sodio, potassio, fosforo, zolfo, silicio e molti altri oligoelementi contenuti nei prodotti vulcanici, che producono un terreno tra i più fertili in assoluto!
COME SI FORMA UN VULCANO? 🌋 (Formazione ed Eruzione Vulcanica)
Struttura Ottimale: Drenaggio, Aerazione e Bilanciamento Idrico
Poi c'è la questione della struttura. I suoli vulcanici sono naturalmente porosi, un po' come una spugna ben aerata. Questa porosità assicura un eccellente drenaggio dell'acqua, prevenendo il ristagno che potrebbe soffocare le radici, un problema comune in altri tipi di terreno. Allo stesso tempo, essa permette una perfetta aerazione del suolo, essenziale per la salute delle piante. Uno dei principali vantaggi del terreno vulcanico è la sua elevata porosità, che consente un’ottima aerazione e drenaggio. Questo significa che le radici delle piante possono respirare meglio e assorbire più facilmente l’acqua e i nutrienti, riducendo il rischio di marciume radicale e altre malattie.
Ma il vero equilibrio si raggiunge con la componente argillosa. "È qui che entra in gioco l'argilla," ha spiegato Alessandro. "Nonostante la tipica porosità del suolo vulcanico, la presenza di argilla nella nostra terra è fondamentale. Aiuta a trattenere l'umidità necessaria, rilasciandola gradualmente alle piante anche durante i periodi più secchi. È un equilibrio perfetto tra drenaggio e ritenzione idrica." Inoltre, l'argilla agisce come una sorta di “unità di stoccaggio” per i nutrienti, legandoli e impedendo che vengano dilavati, rendendoli disponibili alle colture per un periodo più lungo. Questo tipo di terreno è in grado di resistere a condizioni climatiche estreme, come siccità o piogge intense, grazie alla sua capacità di trattenere l’umidità e di drenare rapidamente l’acqua in eccesso. La capacità del terreno di trattenere l’umidità e di rilasciarla lentamente alle radici delle piante aiuta a prevenire lo stress idrico e a mantenere le coltivazioni sane anche in periodi di scarsità d’acqua. Infine, il pH del suolo, spesso leggermente acido o neutro, crea un ambiente ideale per la crescita di un'ampia varietà di colture orticole e frutticole.

La Qualità Superiore dei Prodotti Vulcanici e la Stagionalità
Tutti questi fattori combinati - la ricchezza di minerali, la struttura che assicura eccellente drenaggio e corretta ritenzione idrica, e il pH bilanciato - contribuiscono a un raccolto incredibilmente più ricco. Frutti e verdure coltivati in un suolo così privilegiato non sono solo più abbondanti, ma sviluppano anche qualità organolettiche superiori: sapori più pieni, colori più vivaci e una consistenza perfetta, trasformando ogni boccone in un'esperienza di gusto autentica e indimenticabile. La ricchezza minerale dei terreni vulcanici favorisce le colture anche per quel che riguarda il loro sapore.
Infatti, alcuni dei vini più rinomati al mondo provengono da vigneti situati su colline caratterizzate dalla presenza di un suolo vulcanico. Si comincia con gli alberi di ulivo, che possono regalare delle autentiche gemme, se coltivati su un terreno di origine vulcanica. L’olio extravergine realizzato con queste olive, infatti, ha un sapore e un aroma superiori, più corposi e più fruttati, ma anche più delicati. I vitigni in questione sono in grado di regalare ai vini una struttura superiore, con aromi intensi e sapori indelebili. Ad oggi, poi, è possibile trovare una vasta gamma di vini di origine vulcanica anche online. Tornando alle colture, anche il pomodoro merita un posto al sole in questa speciale classifica, per via del sapore intenso acquisito ancora una volta grazie all’abbondanza di minerali. L’elenco dei cibi che acquisiscono caratteristiche speciali, se coltivati sui suoli vulcanici, continua. Non potremmo ad esempio non citare le castagne, che assumono un sapore più dolce, e che possono essere utilizzate per dar vita a mille ricette diverse, dal castagnaccio alla polenta.
La privilegiata esposizione al sole, combinata con la fertilità del suolo, permette all'azienda agricola di Alessandro di iniziare precocemente e di estendere la sua stagione di raccolta, offrendo un'ampia gamma di prodotti. "Grazie all'ottima esposizione solare e alle caratteristiche della terra, riusciamo ad avere sia coltivazioni precoci, quelle tanto attese all'inizio della stagione, sia coltivazioni tardive, estendendo il periodo di raccolta," racconta Alessandro. L'azienda offre 14 prodotti, tra frutta e verdura, rigorosamente stagionali, un calendario di sapori che segue il ritmo della natura. Dai succosi fragole primaverili ai pomodori maturi estivi, dalle croccanti lattughe autunnali alle verdure invernali resistenti al freddo, ogni prodotto è un'autentica espressione del territorio. Durante la stagione estiva, l'azienda apre le porte del suo punto vendita diretto, un'imperdibile opportunità per acquistare i prodotti più freschi direttamente dal produttore.

L'Agricoltura "Eroica" e la Valorizzazione dei Territori Vulcanici
Dove c’è fuoco c’è distruzione, ma come insegna la leggenda dell’araba fenice, c’è anche rinascita. Non è un caso, quindi, che i terreni vulcanici siano tra i più fertili e adatti a valorizzare certe varietà di colture. I suoli che si formano in seguito alle eruzioni e alle colate laviche sono estremamente eterogenei, più o meno argillosi e ricchi di scheletro. La fertilità del terreno vulcanico è anche un fattore chiave per la sostenibilità delle coltivazioni. Le piante coltivate in questo tipo di terreno richiedono meno fertilizzanti e pesticidi, riducendo così l’impatto ambientale e i costi di produzione. Il terreno vulcanico è un terreno sostenibile dal punto di vista ambientale. La sua ricchezza di sostanze organiche e minerali significa che non è necessario aggiungere fertilizzanti chimici, riducendo così l’impatto ambientale della coltivazione.
L’Italia e le isole del Mediterraneo sono caratterizzate da numerose aree vulcaniche. Nel nostro Paese la maggior parte si concentra al Centrosud (si pensi al Vesuvio, all’Etna e allo Stromboli), ma anche al Nord non mancano alcuni importanti distretti. Ad est del lago di Garda, in particolare, sorgono i monti di Lessinia e il comprensorio di Soave. Qui i vulcani si sono spenti tra i 25 e i 50 milioni di anni fa, lasciando un terreno estremamente fertile e produttivo, da cui nascono prodotti vitivinicoli e caseari d’eccellenza, riconosciuti dal marchio Dop.
È il terreno vulcanico a fare la differenza: dona struttura e persistenza di gusto sia ai vini che al formaggio, conferendo una sapidità e un’intensità di profumi fuori dal comune in cui si distinguono note fruttate, erbacee e terrose. Le importanti escursioni termiche, tipiche dei territori vulcanici, favoriscono le componenti aromatiche e contribuiscono alla nascita di prodotti complessi, eleganti e capaci di evolvere nel tempo. Dietro a tali caratteristiche c’è anche l’azione esercitata dalla lava sul suolo nel corso dei secoli, che ha saputo contrastare l’acidità minerale del terreno, generando terre che si prestano a produrre materie prime di altissima qualità. Parliamo di un’agricoltura "eroica". Gli appezzamenti, infatti, si trovano spesso in forte pendenza e richiedono un grande impegno manuale per la coltivazione e la costruzione dei terrazzamenti, che nei secoli hanno plasmato il paesaggio rendendolo ancora più prezioso.
Per valorizzare e promuovere i prodotti di queste terre è nato Heva - "Volcanic Agriculture of Europe", un progetto di respiro internazionale finanziato dall’Unione Europea nell’ambito della misura 1144. L’iniziativa coinvolge non solo le produzioni del Nord Italia, ma anche quelle di un’altra zona vulcanica iconica, Santorini. Su quest’isola greca sorge un vigneto vulcanico di 1.200 ettari, immune alla fillossera, classificato tra i più antichi al mondo. Dal 1947 è protetto dall’Unione delle Cooperative di Santorini - Santo Wines. Il progetto Heva - Volcanic Agriculture of Europe ha l’ambizione di far conoscere la qualità di questi terroir unici, diversi e distanti migliaia di chilometri tra loro, ma tutti nati dal “ventre” della terra. "Che sapore ha un vino e un formaggio la cui storia inizia nelle profondità del nostro pianeta?"

Tipologie di Suolo Vulcanico: Cenere vs. Lava e i Loro Impatti
Il suolo vulcanico appartiene a una categoria di terreni noti come andisols ed è legato alla deposizione di lava e di cenere vulcanica. Queste, infatti, al termine dell'eruzione si raffredderanno, solidificandosi, e grazie alle precipitazioni iniziano a spaccarsi e frammentarsi. Questo permetterà al terreno presente in quell'area di diventare ricco di elementi chiave, che producono un terreno tra i più fertili in assoluto! Attenzione però: bisogna fare una distinzione tra il suolo derivato dalla cenere e quello derivato dalla lava.
Suolo formato dalla cenere
Le nuvole di cenere possono essere spostate in direzioni diverse a causa del vento, espandendosi anche per centinaia di km: ciò significa che la cenere precipiterà per gravità anche su terreni che non sono stati interessati dal passaggio della lava e, in un primo momento, lascerà un terreno grigio che tenderà a soffocare gran parte della vita nella zona. Questa però è solo una situazione temporanea, visto che la cenere, essendo molto fine, si integrerà con il terreno in modo relativamente rapido, a condizione che non sia eccessivamente acida. In questo modo la ricrescita delle piante potrebbe richiedere decenni, quindi nel corso di una singola vita umana, un ecosistema potrebbe anche riprendersi e diventare abbondante.
Suolo formato dalla lava
Quando un flusso di lava colpisce un'area potrebbero volerci centinaia o addirittura centinaia di migliaia di anni affinché l'area stessa si riprenda completamente. La differenza sostanziale tra lava e cenere è che quando la lava si raffredda e si indurisce si trasforma fondamentalmente in roccia solida. Il campo di lava appena nato dovrà, dunque, aspettare le abbondanti piogge che inizieranno a erodere e degradare la roccia in particelle più piccole, formando crepe e vuoti che in seguito potranno ospitare i semi trasportati dal vento e mettere radici. Per quanto riguarda la lava, dunque, può volerci molto più tempo rispetto alla cenere affinché un ecosistema possa tornare ad esistere e prosperare.

Le Sfide Nascoste della Terra Vulcanica: Acidità e Gestione Nutrizionale
Nonostante i numerosi benefici, coltivare su terreno vulcanico può presentare alcune sfide. Ad esempio, il terreno può essere molto pesante e compatto, rendendo difficile la lavorazione e la semina. Inoltre, la presenza di rocce e pietre può ostacolare la crescita delle radici e richiedere un'attenta preparazione del terreno prima della piantagione. Il suolo vulcanico non è sempre così benefico. Le eruzioni vulcaniche violente possono causare gravi distruzioni e danni ingenti per la salute e la vita umana. Gli impatti negativi delle eruzioni vulcaniche dipendono dalla particolare composizione chimica della cenere e della lava. Questo ci porta a concludere che le eruzioni vulcaniche non sempre sono benefiche, quindi possono avere anche un impatto negativo sul suolo, rendendo l'ambiente e quindi il terreno a pH acido; questa conseguenza può portare a sostanziali difficoltà nella crescita di alcune piante e, come conseguenza, il terreno viene considerato meno fertile.
Sono terreni difficili da gestire. Fino a quando il fosforo non veniva aggiunto in grandi quantità, non venivano usati come campi agricoli. La sua aggiunta però può essere causa di diversi problemi. Il fosforo contiene poche sostanze nutritive. E su quel tipo di terreno facilmente vengono perdute a causa di pioggia e vento. Questo è stato contrastato con l'introduzione di una grande quantità di fosfato. Se viene inserita una grande quantità tuttavia, emerge un altro problema: l'alluminio. Il fosforo assorbe l'alluminio. Quindi viene limitato l'effetto positivo battericida dell'alluminio. Normalmente il suolo vulcanico dovrebbe avere un eccesso di alluminio, ma a causa dell'inserimento di quantità di fosforo, si va incontro al danno da carenza di alluminio. Che facilmente diventa fonte di malattia per le colture. Tuttavia, l'alluminio non scompare nello stato di legame con il fosforo. E questo è un ulteriore problema. Il terreno poi tende a diventare acido con la pioggia. L'alluminio si scioglie quando diventa acido. È una situazione peggiore. Quando il pH diventa inferiore a 5,5, la velocità di fusione aumenta. Nel suolo vulcanico, controllare l'alluminio è una grande sfida. Un contenuto troppo elevato, com'è naturale, è un problema, ma anche la combinazione con il fosforo lo è. E la condizione di acidità quando l'alluminio si scioglie, è ancora più spaventosa. Inoltre, non ha il potere di tenere il fertilizzante. Con tali proprietà non è un ambiente ideale per la crescita delle piante.
COME SI FORMA UN VULCANO? 🌋 (Formazione ed Eruzione Vulcanica)
Il Ruolo Cruciale dei Microrganismi e Soluzioni Innovative
Sul suolo vulcanico si trovano sostanze che provengono dal centro della Terra, espulse a elevate temperature durante le eruzioni e poi depositate a terra. Il terreno creato dall'alluvione dei fiumi contiene tanti microrganismi. Ci sono microrganismi nel fondo della Terra, ma è difficile per loro continuare a vivere in un ambiente che si scalda e raffredda improvvisamente. Quindi i microrganismi sono decisamente scarsi. I microrganismi sono originariamente caricati con elettricità negativa. Il fertilizzante è originariamente caricato con l'elettricità positiva. Con più microrganismi, la capacità di trattenere i fertilizzanti diventa più forte. La carenza di microrganismi, dunque, può influire sulla capacità del suolo di trattenere i nutrienti.
I luoghi vulcanici sono generalmente aree montuose. Ci sono molti posti che sono delicatamente inclinati e spaziosi. È ottimale per l'allevamento di animali. Lo hanno usato per risolvere il problema del suolo di ceneri vulcaniche. Ma questo diventa un altro grosso problema. Ad esempio, lo sterco di vacca contiene molto sale. Se si inietta molto letame in questo terreno, verrà assorbito anche tanto sale. Anche se il problema della carenza di fosforo può essere risolto, i problemi sorgono da uno all'altro. Fosforo, calcio, sterco di animali, causano un danno eccessivo. In un certo senso, il danno eccessivo è più fastidioso di quanto non lo sia la carenza. È impossibile da eliminare. Se viene inserita la sostanza organica immatura, è facile l'emersione di malattie delle piante. La cenere vulcanica tende ad assorbirsi. Quando vengono usati pesticidi, il terreno viene acidificato. L'alluminio si scioglie e innesca un circolo vizioso.
Tuttavia, esistono soluzioni innovative. Un esempio significativo arriva dall'Aso Plateau di Kumamoto. Fino ad allora, in quella zona è stata introdotta una grande quantità di sterco di vacca e vi erano seri problemi a causa delle malattie. Hanno cancellato tutto e sono passati a SEM Bokashi 3. Con quali conseguenze? Il lavoro è diventato più facile. Le piante non si sono ammalate più, crescendo in maniera costante e equilibrata. Sia la qualità che la resa, allo stesso tempo, hanno apportato miglioramenti significativi. Con SEM Bokashi 3 sono stati risolti tutti i problemi del suolo di cenere vulcanica che è difficile da coltivare. La carenza di microrganismi può essere compensata. È naturale, perché il disturbo della rizosfera, le malattie e il danno dei parassiti sono diminuiti. La resistenza alle malattie e ai parassiti è un altro aspetto importante del terreno vulcanico, e la presenza di minerali come il ferro e il magnesio aiuta a rafforzare le difese naturali delle piante, rendendole più resilienti agli attacchi esterni. Il terreno vulcanico è anche noto per la sua capacità di promuovere la biodiversità. La ricchezza di nutrienti e la struttura porosa del suolo favoriscono la crescita di una vasta gamma di organismi benefici, come i lombrichi e i microrganismi del suolo. Queste innovative pratiche di gestione sono cruciali per sbloccare il pieno potenziale dei terreni vulcanici, trasformando le loro sfide in opportunità.
