Il Test del DNA Fetale (NIPT): Guida Completa alla Medicina Prenatale Non Invasiva

Il NIPT Test (Non-Invasive Prenatal Testing) ha rivoluzionato il campo della medicina prenatale offrendo un approccio sicuro e preciso per la rilevazione precoce di anomalie cromosomiche fetali. Questo test si basa sull'analisi del DNA fetale circolante nel sangue materno, consentendo una valutazione accurata delle condizioni genetiche del feto senza rischi per la madre o il bambino. Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione nell'ambito della genetica medica e anche la genetica prenatale è stata coinvolta in questo grande cambiamento. Il NIPT è stato messo a punto con l'obiettivo di anticipare il più possibile la diagnosi di eventuali patologie che possano mettere a rischio la salute del feto durante il primo trimestre di gravidanza.

rappresentazione schematica del DNA fetale circolante nel sangue materno

Il funzionamento biologico: Dal sangue materno al dato genetico

I NIPT Test (Non-Invasive Prenatal Testing) si basano sull'analisi del DNA fetale circolante nel sangue materno. Durante la gravidanza alcuni frammenti di DNA del feto e della placenta circolano nel sangue materno. Questo DNA fetale è rilasciato dalla placenta nel flusso sanguigno della madre e può essere isolato e analizzato per rilevare eventuali anomalie cromosomiche nel feto. Il DNA fetale è rilevabile sin dalla quinta settimana di gestazione, la sua concentrazione aumenta nelle settimane successive e scompare dopo il parto. La quantità di DNA fetale idonea per eseguire il test è riscontrabile dalla decima settimana di gravidanza in avanti.

L'analisi avviene attraverso diverse fasi tecniche:

  • Isolamento del DNA fetale: una volta ottenuto il campione di sangue, il DNA fetale viene isolato dai frammenti di DNA materno e altri componenti cellulari presenti nel campione. Questo processo può essere effettuato utilizzando varie tecniche di separazione e purificazione.
  • Sequenziamento del DNA: il DNA fetale isolato viene successivamente sottoposto a sequenziamento del DNA ad alta risoluzione, spesso tramite la tecnologia NGS (Next Generation Sequencing), che consente di sequenziare, in parallelo, milioni di frammenti di DNA.
  • Analisi dei dati: una volta ottenute le sequenze di DNA, i dati vengono analizzati utilizzando sofisticati algoritmi bioinformatici. Questi algoritmi confrontano le sequenze ottenute con un genoma di riferimento umano, identificando eventuali discrepanze o anomalie cromosomiche nel DNA fetale.
  • Interpretazione dei risultati: i risultati dell'analisi vengono interpretati dai professionisti sanitari per fornire una diagnosi accurata e informare le decisioni cliniche e terapeutiche.

Obiettivi dello screening: Trisomie e anomalie cromosomiche

Il NIPT Test è ampiamente utilizzato per la diagnosi precoce di trisomie fetali, in particolare la sindrome di Down (trisomia 21), la sindrome di Edwards (trisomia 18) e la sindrome di Patau (trisomia 13). Queste anomalie, nell'insieme, rappresentano oltre il 70% delle anomalie cromosomiche oggi note. Oltre alla rilevazione delle trisomie, il test NIPT può anche essere utilizzato per identificare altre anomalie cromosomiche, come le aneuploidie dei cromosomi sessuali (X e Y) e alcune anomalie strutturali, come le delezioni e le duplicazioni cromosomiche.

La sindrome di Down è una condizione di origine genetica, causata dalla presenza di una copia in più di un cromosoma, il cromosoma numero 21. Proprio perché è caratterizzata dalla presenza di tre copie del cromosoma 21, anziché due, è chiamata trisomia 21. La trisomia 18, nota come sindrome di Edwards, è una malattia cromosomica causata dalla presenza di una copia aggiuntiva del cromosoma 18. Tale anomalia comporta gravi conseguenze sullo sviluppo prenatale, sino alla morte del feto in utero in un'elevata percentuale dei casi.

infografica che illustra le trisomie 21, 18 e 13 a confronto con il corredo cromosomico normale

Procedura e tempistiche

Il test si esegue mediante il prelievo di un campione ematico (10 cc di sangue periferico) della gravida da cui viene isolato il DNA fetale presente nel circolo materno. Si consiglia di presentarsi a digiuno. Il momento ideale per effettuare il test è tra la 10ª e la 13ª settimana di gravidanza. La risposta viene solitamente fornita in 8-15 giorni lavorativi, a seconda del laboratorio di riferimento.

È fondamentale ricordare che, sebbene il test sia estremamente affidabile, come per tutti i test genetici esistono dei limiti biologici. I dati in letteratura indicano che uno dei limiti della metodica è rappresentato dalla presenza di mosaicismi a bassa percentuale e dalla possibilità che la quantità di DNA fetale circolante non sia sufficiente ad ottenere un risultato (ciò accade dall'1 al 5% delle gravidanze e soprattutto nelle donne obese ed afro-caraibiche).

Il ruolo della consulenza genetica e dei centri specializzati

Il NIPT è un test assolutamente sicuro per la gestante perché per effettuarlo è sufficiente un semplice prelievo di sangue venoso, esattamente come per un emocromo. Quando eseguiamo questo tipo di test dobbiamo essere pronti a considerare il background materno. Se il test restituisce risultati positivi o dubbi è necessario considerare il background materno, ma potrebbe essere necessario un coinvolgimento dell'intero nucleo familiare ed è necessaria una competenza di genetica medica che oggettivamente non tutti possono offrire.

I centri che offrono il test dovrebbero essere in grado non solo di garantire competenze di bioinformatica eccellenti, ma anche di saper eseguire una consulenza genetica. Fondamentale nella scelta del NIPT è il centro al quale rivolgersi. Pubblico o privato che sia, deve trattarsi di un centro di grande esperienza, che abbia la possibilità di effettuare il test contestualmente a un accertamento ecografico, e che possa offrire un'adeguata consulenza genetica sia in fase iniziale che, soprattutto, in caso di necessità di approfondimenti diagnostici ulteriori.

Capire il NIPT - La tua guida per uno screening in gravidanza più sicuro

Limiti diagnostici e distinzione tra screening e diagnosi

È importante notare che i test possono presentare limitazioni in termini di risoluzione diagnostica e copertura genomica, specialmente per anomalie cromosomiche rare o complesse. L'utilizzo delle cellule fetali ottenute dal sangue materno per lo screening di anomalie genetiche e cromosomiche non deve essere proposto quale alternativa alla diagnosi prenatale invasiva che rimane, ad oggi, l'unico strumento per accertare il cariotipo fetale anche ai fini dell'eventuale interruzione della gravidanza.

Il NIPT è uno screening, non può dare una diagnosi certa. Indica una probabilità che il feto presenti anomalie cromosomiche, ma non può confermare definitivamente la presenza o meno di una malattia genetica. Nonostante la loro precisione, in rari casi i test possono produrre risultati falsi positivi o falsi negativi, che possono causare ansia e stress aggiuntivi per le famiglie coinvolte. Nel caso della Sindrome di Down, la probabilità che il risultato sia esatto è del 99,7%, di conseguenza le probabilità di errore, falso positivo o falso negativo, sono di una su 10mila. Per quanto il test del DNA fetale sia affidabile, esiste la rara possibilità di falso positivo. Per questo motivo è necessario approfondire con un esame di secondo grado come, ad esempio, l'amniocentesi o la villocentesi per confermare o escludere l'effettiva presenza di trisomia.

Applicazioni cliniche e indicazioni

Questa tecnica è, al momento, indicata in: gravidanze singole nelle quali è sconsigliabile la diagnosi prenatale invasiva (elevato rischio di aborto spontaneo, gravidanze derivanti da fecondazione assistita), positività ai test di screening del primo o secondo trimestre, pazienti considerate comunque ad alto rischio, pazienti che richiedono una attendibilità maggiore rispetto al test di screening del primo trimestre.

Non è invece, al momento, da suggerire in prima istanza in donne a basso rischio o in gravidanze gemellari a causa di una insufficiente validazione scientifica. L'ecografia del primo trimestre rimane, comunque, un momento insostituibile del percorso della gravidanza ed integra questa analisi fornendoci ulteriori elementi di conoscenza. Infatti le gravidanze con riscontri ecografici suggestivi di patologie fetali dovrebbero essere studiate con altre indagini, quali lo studio del cariotipo fetale con villocentesi od amniocentesi.

Il panorama economico e l'accesso al test

Dal 2016 le Company allora monopoliste hanno venduto il proprio know-how e oggi possiamo analizzare il DNA fetale in laboratori italiani, garantendo maggiore sicurezza. Questo ha permesso di personalizzare molto i test, offrendo un pannello di screening sempre più ampio, con una notevole spinta commerciale e creando una grande competizione. Da un lato questo si è tradotto in un aumento dei volumi e un conseguente abbattimento dei costi, dall'altro però si è creata una competizione tale per cui oggi qualsiasi laboratorio privato offre il NIPT con pannelli di screening differenti.

In alcune regioni italiane, il test è offerto con modalità diverse: in Emilia-Romagna e in Valle d'Aosta è offerto gratuitamente alle gestanti. In Lombardia è gratuito solo per le donne con un esito di “rischio intermedio” al test combinato. In Toscana, nei casi in cui il rischio si colloca tra 1/301 ed 1/1000, la Regione offre la possibilità di eseguire il test a tariffa ridotta. Al momento, questo esame non è stato inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) a livello nazionale.

mappa concettuale dell'accesso al test del DNA fetale nelle diverse regioni italiane

Evoluzione dei pannelli di screening

La differenza sostanziale risiede nella scelta tra un NIPT standard e un NIPT genome wide, dove si analizza l'intero assetto cromosomico. Sebbene possa sembrare una scelta facile orientarsi verso il panorama più ampio possibile, non necessariamente deve essere così. I test NIPT offerti sul mercato propongono dunque pannelli di screening diversi. Mentre sappiamo che il NIPT è estremamente sensibile sulle anomalie dei cromosomi 13, 18, 21, X e Y, non è così sensibile per moltissime altre condizioni. Inoltre, ci sono una serie di sindromi che vengono indagate, ma non sono compatibili con la vita. Questo significa che il feto affetto da tali patologie non sopravvivrebbe oltre al primo trimestre. Offrire un test ad ampissimo spettro senza spiegare adeguatamente alle famiglie la portata dello screening non ha alcun valore clinico aggiunto. È molto più importante affidarsi a chi possa garantire una consulenza genetica eseguita da un genetista medico esperto, a prescindere dalla tipologia di NIPT offerto.

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